Paradiso : Canto 20

20.1 Quando colui che tutto 'l mondo alluma mostra/nascondi nota pa-20-1 Quando colui: si riteneva, ai tempi di Dante, che soltanto il sole illuminasse in ogni dove l'universo.
20.2 de l'emisperio nostro sì discende,
20.3 che 'l giorno d'ogne parte si consuma,

20.4 lo ciel, che sol di lui prima s'accende,
20.5 subitamente si rifà parvente
20.6 per molte luci, in che una risplende; mostra/nascondi nota pa-20-6 molte luci: tante stelle, che sono come lo specchio dell'unica luce del sole.

20.7 e questo atto del ciel mi venne a mente,
20.8 come 'l segno del mondo e de' suoi duci
20.9 nel benedetto rostro fu tacente;

20.10 però che tutte quelle vive luci,
20.11 vie più lucendo, cominciaron canti
20.12 da mia memoria labili e caduci.

20.13 O dolce amor che di riso t'ammanti,
20.14 quanto parevi ardente in que' flailli, mostra/nascondi nota pa-20-14 in que' flailli: in quei piccoli flauti; tanto armonioso era il canto (cfr. lat. "flare": suonare strumenti a fiato).
20.15 ch'avieno spirto sol di pensier santi!

20.16 Poscia che i cari e lucidi lapilli mostra/nascondi nota pa-20-16 lapilli: piccole pietre preziose, gemme.
20.17 ond'io vidi ingemmato il sesto lume
20.18 puoser silenzio a li angelici squilli,

20.19 udir mi parve un mormorar di fiume
20.20 che scende chiaro giù di pietra in pietra,
20.21 mostrando l'ubertà del suo cacume.

20.22 E come suono al collo de la cetra mostra/nascondi nota pa-20-22 al collo: all'impugnatura " della chitarra, dove tiene lo sonatore le dita de la mano sinistra " (Buti); per modularne i toni.
20.23 prende sua forma, e sì com'al pertugio
20.24 de la sampogna vento che penètra,

20.25 così, rimosso d'aspettare indugio,
20.26 quel mormorar de l'aguglia salissi
20.27 su per lo collo, come fosse bugio. mostra/nascondi nota pa-20-27 bugio : bucato, cioè vuoto all'interno.

20.28 Fecesi voce quivi, e quindi uscissi
20.29 per lo suo becco in forma di parole,
20.30 quali aspettava il core ov'io le scrissi.

20.31 «La parte in me che vede e pate il sole mostra/nascondi nota pa-20-31 e pate il sole: ed è capace di sopportare la luce del sole (cfr. c. I, n. 48).
20.32 ne l'aguglie mortali», incominciommi,
20.33 «or fisamente riguardar si vole,

20.34 perché d'i fuochi ond'io figura fommi, mostra/nascondi nota pa-20-34 fommi: mi faccio, mi configuro.
20.35 quelli onde l'occhio in testa mi scintilla,
20.36 e' di tutti lor gradi son li sommi.

20.37 Colui che luce in mezzo per pupilla,
20.38 fu il cantor de lo Spirito Santo, mostra/nascondi nota pa-20-38 il cantor de lo Spirito Santo: David, re di Israele; per l'" arca ", cfr. Purg. c. X, 55 e segg. e n. 56.
20.39 che l'arca traslatò di villa in villa:

20.40 ora conosce il merto del suo canto,
20.41 in quanto effetto fu del suo consiglio, mostra/nascondi nota pa-20-41 del suo consiglio: della sua personale deliberazione, e non soltanto dell'ispirazione divina.
20.42 per lo remunerar ch'è altrettanto.

20.43 Dei cinque che mi fan cerchio per ciglio,
20.44 colui che più al becco mi s'accosta,
20.45 la vedovella consolò del figlio: mostra/nascondi nota pa-20-45 la vedovella: è Traiano, ricordato per l'episodio della vedovella (cfr. Purg. c. X, n. 83).

20.46 ora conosce quanto caro costa
20.47 non seguir Cristo, per l'esperienza
20.48 di questa dolce vita e de l'opposta. mostra/nascondi nota pa-20-48 de l'opposta: Traiano ebbe esperienza dell'Inferno, dove fu prima di essere assunto in Paradiso. Cfr. v. 106.

20.49 E quel che segue in la circunferenza mostra/nascondi nota pa-20-49 E quel: Ezechia, il quale, conosciuta prossima la sua morte, si volse a Dio con gran pianto e ottenne di vivere per altri quindici anni, che Dante afferma trascorresse in penitenza.
20.50 di che ragiono, per l'arco superno,
20.51 morte indugiò per vera penitenza:

20.52 ora conosce che 'l giudicio etterno
20.53 non si trasmuta, quando degno preco mostra/nascondi nota pa-20-53 quando degno preco: quando una preghiera, sia pur degna ed esaudita, in terra rinvia a domani ("fa crastino") ciò che deve accadere oggi (" l'odierno ").
20.54 fa crastino là giù de l'odierno.

20.55 L'altro che segue, con le leggi e meco, mostra/nascondi nota pa-20-55 L'altro che segue: Costantino, che passò a Bisanzio (" si fece greco ") per favorire il pontefice, cedendogli Roma, con buona intenzione che diede cattivi frutti (cfr. Inf. c. XIX, 115).
20.56 sotto buona intenzion che fé mal frutto,
20.57 per cedere al pastor si fece greco:

20.58 ora conosce come il mal dedutto
20.59 dal suo bene operar non li è nocivo,
20.60 avvegna che sia 'l mondo indi distrutto. mostra/nascondi nota pa-20-60 indi: per l'avidità di beni temporali, suscitata nei papi.

20.61 E quel che vedi ne l'arco declivo, mostra/nascondi nota pa-20-61 arco declivo: l'arco cigliare che declina dalla parte opposta al becco.
20.62 Guiglielmo fu, cui quella terra plora mostra/nascondi nota pa-20-62 Guiglielmo: Guglielmo II il Buono, re di Sicilia, rimpianto a lungo, quando gli successero Carlo II (il " Ciotto " cfr. c. XIX, 127) e Federico II.
20.63 che piagne Carlo e Federigo vivo:

20.64 ora conosce come s'innamora
20.65 lo ciel del giusto rege, e al sembiante
20.66 del suo fulgore il fa vedere ancora.

20.67 Chi crederebbe giù nel mondo errante,
20.68 che Rifeo Troiano in questo tondo mostra/nascondi nota pa-20-68 Rifeo: di questo pagano, Virgilio scrisse " iustissimus unus…et servantissimus aequi " (cfr. En. II, 426 e segg.), il che spiega perché Dante lo abbia posto nel cielo di Giove.
20.69 fosse la quinta de le luci sante?

20.70 Ora conosce assai di quel che 'l mondo
20.71 veder non può de la divina grazia,
20.72 ben che sua vista non discerna il fondo». mostra/nascondi nota pa-20-72 non discerna il fondo: la mente di Dio è imperscrutabile.

20.73 Quale allodetta che 'n aere si spazia mostra/nascondi nota pa-20-73 allodetta: lodoletta (cfr. lat. "alauda").
20.74 prima cantando, e poi tace contenta
20.75 de l'ultima dolcezza che la sazia,

20.76 tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta
20.77 de l'etterno piacere, al cui disio
20.78 ciascuna cosa qual ell'è diventa.

20.79 E avvegna ch'io fossi al dubbiar mio
20.80 lì quasi vetro a lo color ch'el veste, mostra/nascondi nota pa-20-80 quasi vetro: come il vetro, attraverso il quale traspare un colore posto dietro ad esso.
20.81 tempo aspettar tacendo non patio, mostra/nascondi nota pa-20-81 non patio: il dubbio non mi concesse tregua.

20.82 ma de la bocca, «Che cose son queste?»,
20.83 mi pinse con la forza del suo peso:
20.84 per ch'io di coruscar vidi gran feste.

20.85 Poi appresso, con l'occhio più acceso,
20.86 lo benedetto segno mi rispuose
20.87 per non tenermi in ammirar sospeso:

20.88 «Io veggio che tu credi queste cose
20.89 perch'io le dico, ma non vedi come;
20.90 sì che, se son credute, sono ascose.

20.91 Fai come quei che la cosa per nome
20.92 apprende ben, ma la sua quiditate mostra/nascondi nota pa-20-92 la sua quiditate: la sua intima essenza non riesce a vedere, se altri non la manifesta (" prome ", latinismo).
20.93 veder non può se altri non la prome.

20.94 Regnum celorum violenza pate mostra/nascondi nota pa-20-94 Regnum coelorum: il regno dei cieli si lascia vincere dall'amore e dalla speranza con cui gli uomini ad esso si rivolgono; ma non come accade tra gli uomini che l'uno sopraffà (" sobranza ") l'altro; anzi qui è la divina volontà a vincere, perché vuole essere vinta e, pur essendo vinta, vince con la sua benignità. Viene qui in parte ritagliata, in parte volgarizzata e chiosata una celebre massima evangelica: "Regnum coelorum vim patitur et violenti rapiunt illud" (Matth., XI 12).
20.95 da caldo amore e da viva speranza,
20.96 che vince la divina volontate:

20.97 non a guisa che l'omo a l'om sobranza,
20.98 ma vince lei perché vuole esser vinta,
20.99 e, vinta, vince con sua beninanza.

20.100 La prima vita del ciglio e la quinta mostra/nascondi nota pa-20-100 La prima… e la quinta: Traiano e Rifeo.
20.101 ti fa maravigliar, perché ne vedi
20.102 la region de li angeli dipinta.

20.103 D'i corpi suoi non uscir, come credi,
20.104 Gentili, ma Cristiani, in ferma fede mostra/nascondi nota pa-20-104 Gentili: pagani.
20.105 quel de' passuri e quel d'i passi piedi. mostra/nascondi nota pa-20-105 quel de' passuri: l'uno, Rifeo, credente nel futuro sacrificio di Cristo sulla croce, l'altro, Traiano, credente nel sacrificio compiuto. Per " passuri " cfr. lat. "passurus" = che è per patire; per " passi " cfr. lat. "passus" = che ha patito.

20.106 Ché l'una de lo 'nferno, u' non si riede
20.107 già mai a buon voler, tornò a l'ossa; mostra/nascondi nota pa-20-107 a buon voler: grazie al pentimento.
20.108 e ciò di viva spene fu mercede: mostra/nascondi nota pa-20-108 e ciò: il fatto che Traiano tornò nel corpo mortale per ricevere il Battesimo, fu premio alle preghiere di San Gregorio I (cfr. Purg. c. X, n. 74).

20.109 di viva spene, che mise la possa
20.110 ne' prieghi fatti a Dio per suscitarla,
20.111 sì che potesse sua voglia esser mossa. mostra/nascondi nota pa-20-111 sì che potesse: sì che la sua determinazione di farsi cristiano potesse essere mossa dopo la miracolosa resurrezione.

20.112 L'anima gloriosa onde si parla,
20.113 tornata ne la carne, in che fu poco, mostra/nascondi nota pa-20-113 fu poco: fu appena per il tempo necessario a chiedere il Battesimo.
20.114 credette in lui che potea aiutarla;

20.115 e credendo s'accese in tanto foco
20.116 di vero amor, ch'a la morte seconda
20.117 fu degna di venire a questo gioco. mostra/nascondi nota pa-20-117 gioco: "Gioco è effetto e segno di letizia " (Torraca).

20.118 L'altra, per grazia che da sì profonda mostra/nascondi nota pa-20-118 L'altra: l'anima di Rifeo.
20.119 fontana stilla, che mai creatura
20.120 non pinse l'occhio infino a la prima onda,

20.121 tutto suo amor là giù pose a drittura:
20.122 per che, di grazia in grazia, Dio li aperse
20.123 l'occhio a la nostra redenzion futura;

20.124 ond'ei credette in quella, e non sofferse
20.125 da indi il puzzo più del paganesmo;
20.126 e riprendiene le genti perverse.

20.127 Quelle tre donne li fur per battesmo mostra/nascondi nota pa-20-127 Quelle tre donne: Fede, Speranza e Carità, già viste accanto alla ruota destra del carro della Chiesa (cfr. Purg. c. XXIX, 121 e segg.), più di un migliaio di anni (" millesmo ") prima che fosse istituito, gli valsero come Battesimo.
20.128 che tu vedesti da la destra rota,
20.129 dinanzi al battezzar più d'un millesmo.

20.130 O predestinazion, quanto remota
20.131 è la radice tua da quelli aspetti
20.132 che la prima cagion non veggion tota!

20.133 E voi, mortali, tenetevi stretti mostra/nascondi nota pa-20-133 stretti: guardinghi, prudenti.
20.134 a giudicar; ché noi, che Dio vedemo,
20.135 non conosciamo ancor tutti li eletti;

20.136 ed ènne dolce così fatto scemo, mostra/nascondi nota pa-20-136 così fatto scemo: così limitato.
20.137 perché il ben nostro in questo ben s'affina,
20.138 che quel che vole Iddio, e noi volemo».

20.139 Così da quella imagine divina,
20.140 per farmi chiara la mia corta vista,
20.141 data mi fu soave medicina.

20.142 E come a buon cantor buon citarista
20.143 fa seguitar lo guizzo de la corda,
20.144 in che più di piacer lo canto acquista,

20.145 sì, mentre ch'e' parlò, sì mi ricorda
20.146 ch'io vidi le due luci benedette,
20.147 pur come batter d'occhi si concorda,

20.148 con le parole mover le fiammette.




Quindi sentimmo gente che si nicchia | ne l'altra bolgia e che col muso scuffa, | e sé medesma con le palme picchia.   •   Inferno, Canto 18, Verso 105

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