Paradiso : Canto 1

1.1 La gloria di colui che tutto move mostra/nascondi nota pa-1-1 colui che tutto move: Dio è il motore supremo dell'Universo; " penetra e risplende " in tutte le creature ma più in quelle perfette, e meno in quelle che sono maggiormente lontane dalla perfezione.
1.2 per l'universo penetra, e risplende
1.3 in una parte più e meno altrove.

1.4 Nel ciel che più de la sua luce prende mostra/nascondi nota pa-1-4 Nel ciel: nel cielo Empireo, che, essendo la più compiuta opera di Dio, maggiormente riceve ( " prende " ) la luce divina.
1.5 fu' io, e vidi cose che ridire
1.6 né sa né può chi di là sù discende;

1.7 perché appressando sé al suo disire, mostra/nascondi nota pa-1-7 al suo disire: a Dio, sommo bene al quale aspira il nostro intelletto (cfr. Purg. c. XXXI, 23-24).
1.8 nostro intelletto si profonda tanto,
1.9 che dietro la memoria non può ire.

1.10 Veramente quant'io del regno santo mostra/nascondi nota pa-1-10 regno santo: il Paradiso.
1.11 ne la mia mente potei far tesoro,
1.12 sarà ora materia del mio canto.

1.13 O buono Appollo, a l'ultimo lavoro
1.14 fammi del tuo valor sì fatto vaso,
1.15 come dimandi a dar l'amato alloro. mostra/nascondi nota pa-1-15 come dimandi: nel modo che tu chiedi, esigi, per concedere la corona di poeta. Per l'aggettivo " amato " cfr. nota 33.

1.16 Infino a qui l'un giogo di Parnaso mostra/nascondi nota pa-1-16 l'un giogo: un solo giogo di Parnaso, quello sacro alle Muse, cioè l'Elicona. Ma ora anche Cirra, l'altro giogo, quello sacro ad Apollo, è necessario (" m'è uopo ") per percorrere l'ultima distanza (" aringo ") dell'opera intrapresa.
1.17 assai mi fu; ma or con amendue
1.18 m'è uopo intrar ne l'aringo rimaso.

1.19 Entra nel petto mio, e spira tue
1.20 sì come quando Marsia traesti mostra/nascondi nota pa-1-20 Marsia: satiro frigio, vinto in una gara musicale da Apollo, che egli aveva sfidato; il vincitore, potendo disporre, secondo i patti, dell'avversario, lo scorticò traendolo " de la vagina de le membra sue ", come se sguainasse un'arma dal fodero.
1.21 de la vagina de le membra sue.

1.22 O divina virtù, se mi ti presti
1.23 tanto che l'ombra del beato regno mostra/nascondi nota pa-1-23 l'ombra: è il ricordo appena adombrato.
1.24 segnata nel mio capo io manifesti,

1.25 vedra'mi al piè del tuo diletto legno mostra/nascondi nota pa-1-25 del tuo diletto legno: l'alloro (cfr. n. 33).
1.26 venire, e coronarmi de le foglie
1.27 che la materia e tu mi farai degno.

1.28 Sì rade volte, padre, se ne coglie
1.29 per triunfare o cesare o poeta, mostra/nascondi nota pa-1-29 per triunfare : per solennizzare il trionfo di un imperatore, o la fama di un poeta.
1.30 colpa e vergogna de l'umane voglie,

1.31 che parturir letizia in su la lieta
1.32 delfica deità dovria la fronda mostra/nascondi nota pa-1-32 delfica: Apollo aveva a Delfo il suo tempio più venerato.
1.33 peneia, quando alcun di sé asseta. mostra/nascondi nota pa-1-33 peneia: Dafne, figlia del fiume Peneo, fu amata da Apollo (cfr. v. 15 e 25), ma, restia a soddisfarne le voglie, fu dagli dei tramutata in alloro.

1.34 Poca favilla gran fiamma seconda: mostra/nascondi nota pa-1-34 Poca favilla: una gran fiamma tien dietro, segue, una piccola scintilla.
1.35 forse di retro a me con miglior voci
1.36 si pregherà perché Cirra risponda. mostra/nascondi nota pa-1-36 Cirra: il giogo di Parnaso sacro ad Apollo.

1.37 Surge ai mortali per diverse foci mostra/nascondi nota pa-1-37 foci: punti dell'orizzonte.
1.38 la lucerna del mondo; ma da quella mostra/nascondi nota pa-1-38 la lucerna del mondo: il sole.
1.39 che quattro cerchi giugne con tre croci, mostra/nascondi nota pa-1-39 che quattro cerchi… : dal punto ( " foci " ) che congiunge insieme quattro cerchi e cioè lo zodiaco, l'equatore, il coluro equinoziale e l'orizzonte, in modo che quest'ultimo, intersecando gli altri tre forma tre croci, il sole sorge " con miglior corso " perché porta i giorni radiosi della primavera, e " con migliore stella ", in quanto la costellazione dell'Ariete reca i benèfici influssi e ricorda la congiunzione in cui si trovava il sole quando Dio mosse i cieli (cfr. Inf. c. I, 38 e segg.).

1.40 con miglior corso e con migliore stella
1.41 esce congiunta, e la mondana cera
1.42 più a suo modo tempera e suggella. mostra/nascondi nota pa-1-42 tempera e suggella: dispone nei suoi elementi, cui imprime il suo segno, il suo suggello. Si tenga presente che i quattro cerchi e le tre croci potrebbero avere il significato allegorico delle tre virtù teologali e delle quattro cardinali.

1.43 Fatto avea di là mane e di qua sera mostra/nascondi nota pa-1-43 di là: nell'emisfero australe, ove si trova il Purgatorio; " di qua " è il nostro emisfero.
1.44 tal foce, e quasi tutto era là bianco
1.45 quello emisperio, e l'altra parte nera,

1.46 quando Beatrice in sul sinistro fianco
1.47 vidi rivolta e riguardar nel sole:
1.48 aquila sì non li s'affisse unquanco. mostra/nascondi nota pa-1-48 aquila: si credeva che l'aquila fosse capace di fissare il sole con lo sguardo (cfr. c. XX, 31-32).

1.49 E sì come secondo raggio suole mostra/nascondi nota pa-1-49 secondo raggio: il raggio riflesso suole derivare (" uscir ") dal raggio incidente (" primo ").
1.50 uscir del primo e risalire in suso,
1.51 pur come pelegrin che tornar vuole,

1.52 così de l'atto suo, per li occhi infuso
1.53 ne l'imagine mia, il mio si fece, mostra/nascondi nota pa-1-53 il mio: il mio atto del riguardare in alto.
1.54 e fissi li occhi al sole oltre nostr'uso.

1.55 Molto è licito là, che qui non lece mostra/nascondi nota pa-1-55 non lece: non è concesso, non è possibile.
1.56 a le nostre virtù, mercé del loco mostra/nascondi nota pa-1-56 mercé del loco: grazie al luogo, cioè il Paradiso Terrestre, ove Dante ancora si trova, creato proprio per il genere umano.
1.57 fatto per proprio de l'umana spece.

1.58 Io nol soffersi molto, né sì poco,
1.59 ch'io nol vedessi sfavillar dintorno,
1.60 com'ferro che bogliente esce del foco; mostra/nascondi nota pa-1-60 bogliente: bollente, incandescente.

1.61 e di sùbito parve giorno a giorno mostra/nascondi nota pa-1-61 giorno a giorno: raddoppiata la luminosità.
1.62 essere aggiunto, come quei che puote
1.63 avesse il ciel d'un altro sole addorno.

1.64 Beatrice tutta ne l'etterne rote mostra/nascondi nota pa-1-64 l'etterne rote: i cieli, eternamente rotanti.
1.65 fissa con li occhi stava; e io in lei
1.66 le luci fissi, di là sù rimote. mostra/nascondi nota pa-1-66 di là sù rimote: dopo averle allontanate, distolte dal sole.

1.67 Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
1.68 qual si fé Glauco nel gustar de l'erba mostra/nascondi nota pa-1-68 Glauco: pescatore della Beozia il quale, avendo notato che alcuni pesci da lui presi tornavano a vivere, dopo aver toccato una certa erba, provò a mangiarne lui stesso, sentendosi così mutar dentro, da divenir compagno ("consorto") degli altri dèi marini, per aver acquistato l'immortalità.
1.69 che 'l fé consorto in mar de li altri dèi.

1.70 Trasumanar significar per verba mostra/nascondi nota pa-1-70 Trasumanar: l'andar oltre alla natura umana, per acquisire la divinità, non si potrebbe spiegare a parole (" per verba ": cfr. lat. verbum).
1.71 non si poria; però l'essemplo basti
1.72 a cui esperienza grazia serba. mostra/nascondi nota pa-1-72 a cui: a chi la grazia celeste riserba di far l'esperienza del " trasumanar ".

1.73 S'i' era sol di me quel che creasti mostra/nascondi nota pa-1-73 quel che creasti: quello che creasti da ultimo (" novellamente "), cioè l'anima.
1.74 novellamente, amor che 'l ciel governi,
1.75 tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti.

1.76 Quando la rota che tu sempiterni mostra/nascondi nota pa-1-76 la rota: i cieli, mossi a rotare dal desiderio eterno di te.
1.77 desiderato, a sé mi fece atteso mostra/nascondi nota pa-1-77 a sé mi fece atteso: attrasse a sè tutta la mia attenzione, con l'armonia, cioè con il suono che tu regoli (" temperi ") e distribuisci (" discerni "). La teoria dell'armonioso risonare delle sfere celesti in movimento risale a Pitagora e Dante dovette apprenderla da Cicerone nel "Somnium Scipionis".
1.78 con l'armonia che temperi e discerni,

1.79 parvemi tanto allor del cielo acceso mostra/nascondi nota pa-1-79 tanto allor del cielo: tanta parte del cielo.
1.80 de la fiamma del sol, che pioggia o fiume
1.81 lago non fece alcun tanto disteso.

1.82 La novità del suono e 'l grande lume
1.83 di lor cagion m'accesero un disio
1.84 mai non sentito di cotanto acume.

1.85 Ond'ella, che vedea me sì com'io, mostra/nascondi nota pa-1-85 vedea me sì com'io: leggeva nei miei pensieri, come io stesso li vedevo.
1.86 a quietarmi l'animo commosso,
1.87 pria ch'io a dimandar, la bocca aprio,

1.88 e cominciò: «Tu stesso ti fai grosso mostra/nascondi nota pa-1-88 grosso: grossolano, cioè, qui, di mente ottusa.
1.89 col falso imaginar, sì che non vedi
1.90 ciò che vedresti se l'avessi scosso. mostra/nascondi nota pa-1-90 se l'avessi scosso: se da te avessi allontanato il " falso imaginar ".

1.91 Tu non se' in terra, sì come tu credi;
1.92 ma folgore, fuggendo il proprio sito,
1.93 non corse come tu ch'ad esso riedi». mostra/nascondi nota pa-1-93 ad esso riedi: ritorni al cielo, cioè al " sito " proprio dell'anima.

1.94 S'io fui del primo dubbio disvestito
1.95 per le sorrise parolette brevi,
1.96 dentro ad un nuovo più fu' inretito,

1.97 e dissi: «Già contento requievi mostra/nascondi nota pa-1-97 requievi: latinismo per "mi acquetai". Il corrispondente volgare al v. 86.
1.98 di grande ammirazion; ma ora ammiro mostra/nascondi nota pa-1-98 ammiro: mi meraviglio (cfr. lat. admiror).
1.99 com'io trascenda questi corpi levi». mostra/nascondi nota pa-1-99 questi corpi levi: queste sostanze leggere, ossia le regioni dell'aria e del fuoco.

1.100 Ond'ella, appresso d'un pio sospiro,
1.101 li occhi drizzò ver' me con quel sembiante
1.102 che madre fa sovra figlio deliro, mostra/nascondi nota pa-1-102 figlio deliro: il figlio che vaneggia in preda alla febbre.

1.103 e cominciò: «Le cose tutte quante
1.104 hanno ordine tra loro, e questo è forma mostra/nascondi nota pa-1-104 forma: principio informatore.
1.105 che l'universo a Dio fa simigliante.

1.106 Qui veggion l'alte creature l'orma mostra/nascondi nota pa-1-106 Qui: in quest'ordine le creature dotate d'intelligenza (angeli e uomini) scorgono l'impronta (" orma ") della virtù di Dio, il quale costituisce il fine ultimo, a cui tende detto ordine (" la toccata norma " ).
1.107 de l'etterno valore, il qual è fine
1.108 al quale è fatta la toccata norma.

1.109 Ne l'ordine ch'io dico sono accline mostra/nascondi nota pa-1-109 accline : inclinate, cioè soggette.
1.110 tutte nature, per diverse sorti,
1.111 più al principio loro e men vicine;

1.112 onde si muovono a diversi porti mostra/nascondi nota pa-1-112 a diversi porti: a vari fini, cui guida l'istinto.
1.113 per lo gran mar de l'essere, e ciascuna
1.114 con istinto a lei dato che la porti.

1.115 Questi ne porta il foco inver' la luna; mostra/nascondi nota pa-1-115 Questi: tale istinto.
1.116 questi ne' cor mortali è permotore; mostra/nascondi nota pa-1-116 è permotore: spinge gli esseri animati verso il loro fine.
1.117 questi la terra in sé stringe e aduna; mostra/nascondi nota pa-1-117 stringe e aduna: tiene raccolta per forza di coesione.

1.118 né pur le creature che son fore mostra/nascondi nota pa-1-118 né pur: né soltanto le creature che son prive di ragione, ecc.
1.119 d'intelligenza quest'arco saetta
1.120 ma quelle c'hanno intelletto e amore.

1.121 La provedenza, che cotanto assetta, mostra/nascondi nota pa-1-121 assetta: dispone.
1.122 del suo lume fa 'l ciel sempre quieto mostra/nascondi nota pa-1-122 'l ciel: il cielo Empireo, entro il quale ruota il Primo Mobile; questo è il più vicino all'Empireo e ruota più velocemente degli altri, perché animato da maggior desiderio di congiungersi a Dio, che nell'Empireo risiede. Inoltre, è il più ampio e -a maggior circonferenza- compone maggior velocità di rotazione, dato che i cieli sono concentrici.
1.123 nel qual si volge quel c'ha maggior fretta;

1.124 e ora lì, come a sito decreto, mostra/nascondi nota pa-1-124 lì: all'Empireo, come a luogo stabilito (" decreto ").
1.125 cen porta la virtù di quella corda mostra/nascondi nota pa-1-125 corda: il naturale istinto.
1.126 che ciò che scocca drizza in segno lieto.

1.127 Vero è che, come forma non s'accorda
1.128 molte fiate a l'intenzion de l'arte,
1.129 perch'a risponder la materia è sorda,

1.130 così da questo corso si diparte mostra/nascondi nota pa-1-130 da questo corso: dal cammino ispirato dall'istinto.
1.131 talor la creatura, c'ha podere
1.132 di piegar, così pinta, in altra parte;

1.133 e sì come veder si può cadere
1.134 foco di nube, sì l'impeto primo mostra/nascondi nota pa-1-134 foco di nube: il fulmine, che si credeva di fuoco, elemento che tende all'alto, si rivolge invece al basso.
1.135 l'atterra torto da falso piacere.

1.136 Non dei più ammirar, se bene stimo,
1.137 lo tuo salir, se non come d'un rivo
1.138 se d'alto monte scende giuso ad imo. mostra/nascondi nota pa-1-138 se d'alto monte: se scende dal monte al piano.

1.139 Maraviglia sarebbe in te se, privo
1.140 d'impedimento, giù ti fossi assiso,
1.141 com'a terra quiete in foco vivo». mostra/nascondi nota pa-1-141 com'a terra: come farebbe meraviglia in terra l'immobilità (" quiete ") in un fuoco acceso (" vivo ") e fiammeggiante.

1.142 Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.




Se la gente ch'al mondo più traligna | non fosse stata a Cesare noverca, | ma come madre a suo figlio benigna,   •   Paradiso, Canto 16, Verso 60

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