Paradiso : Canto 1

1.1 La gloria di colui che tutto move mostra/nascondi nota pa-1-1 colui che tutto move: Dio è il motore supremo dell'Universo; " penetra e risplende " in tutte le creature ma più in quelle perfette, e meno in quelle che sono maggiormente lontane dalla perfezione.
1.2 per l'universo penetra, e risplende
1.3 in una parte più e meno altrove.

1.4 Nel ciel che più de la sua luce prende mostra/nascondi nota pa-1-4 Nel ciel: nel cielo Empireo, che, essendo la più compiuta opera di Dio, maggiormente riceve ( " prende " ) la luce divina.
1.5 fu' io, e vidi cose che ridire
1.6 né sa né può chi di là sù discende;

1.7 perché appressando sé al suo disire, mostra/nascondi nota pa-1-7 al suo disire: a Dio, sommo bene al quale aspira il nostro intelletto (cfr. Purg. c. XXXI, 23-24).
1.8 nostro intelletto si profonda tanto,
1.9 che dietro la memoria non può ire.

1.10 Veramente quant'io del regno santo mostra/nascondi nota pa-1-10 regno santo: il Paradiso.
1.11 ne la mia mente potei far tesoro,
1.12 sarà ora materia del mio canto.

1.13 O buono Appollo, a l'ultimo lavoro
1.14 fammi del tuo valor sì fatto vaso,
1.15 come dimandi a dar l'amato alloro. mostra/nascondi nota pa-1-15 come dimandi: nel modo che tu chiedi, esigi, per concedere la corona di poeta. Per l'aggettivo " amato " cfr. nota 33.

1.16 Infino a qui l'un giogo di Parnaso mostra/nascondi nota pa-1-16 l'un giogo: un solo giogo di Parnaso, quello sacro alle Muse, cioè l'Elicona. Ma ora anche Cirra, l'altro giogo, quello sacro ad Apollo, è necessario (" m'è uopo ") per percorrere l'ultima distanza (" aringo ") dell'opera intrapresa.
1.17 assai mi fu; ma or con amendue
1.18 m'è uopo intrar ne l'aringo rimaso.

1.19 Entra nel petto mio, e spira tue
1.20 sì come quando Marsia traesti mostra/nascondi nota pa-1-20 Marsia: satiro frigio, vinto in una gara musicale da Apollo, che egli aveva sfidato; il vincitore, potendo disporre, secondo i patti, dell'avversario, lo scorticò traendolo " de la vagina de le membra sue ", come se sguainasse un'arma dal fodero.
1.21 de la vagina de le membra sue.

1.22 O divina virtù, se mi ti presti
1.23 tanto che l'ombra del beato regno mostra/nascondi nota pa-1-23 l'ombra: è il ricordo appena adombrato.
1.24 segnata nel mio capo io manifesti,

1.25 vedra'mi al piè del tuo diletto legno mostra/nascondi nota pa-1-25 del tuo diletto legno: l'alloro (cfr. n. 33).
1.26 venire, e coronarmi de le foglie
1.27 che la materia e tu mi farai degno.

1.28 Sì rade volte, padre, se ne coglie
1.29 per triunfare o cesare o poeta, mostra/nascondi nota pa-1-29 per triunfare : per solennizzare il trionfo di un imperatore, o la fama di un poeta.
1.30 colpa e vergogna de l'umane voglie,

1.31 che parturir letizia in su la lieta
1.32 delfica deità dovria la fronda mostra/nascondi nota pa-1-32 delfica: Apollo aveva a Delfo il suo tempio più venerato.
1.33 peneia, quando alcun di sé asseta. mostra/nascondi nota pa-1-33 peneia: Dafne, figlia del fiume Peneo, fu amata da Apollo (cfr. v. 15 e 25), ma, restia a soddisfarne le voglie, fu dagli dei tramutata in alloro.

1.34 Poca favilla gran fiamma seconda: mostra/nascondi nota pa-1-34 Poca favilla: una gran fiamma tien dietro, segue, una piccola scintilla.
1.35 forse di retro a me con miglior voci
1.36 si pregherà perché Cirra risponda. mostra/nascondi nota pa-1-36 Cirra: il giogo di Parnaso sacro ad Apollo.

1.37 Surge ai mortali per diverse foci mostra/nascondi nota pa-1-37 foci: punti dell'orizzonte.
1.38 la lucerna del mondo; ma da quella mostra/nascondi nota pa-1-38 la lucerna del mondo: il sole.
1.39 che quattro cerchi giugne con tre croci, mostra/nascondi nota pa-1-39 che quattro cerchi… : dal punto ( " foci " ) che congiunge insieme quattro cerchi e cioè lo zodiaco, l'equatore, il coluro equinoziale e l'orizzonte, in modo che quest'ultimo, intersecando gli altri tre forma tre croci, il sole sorge " con miglior corso " perché porta i giorni radiosi della primavera, e " con migliore stella ", in quanto la costellazione dell'Ariete reca i benèfici influssi e ricorda la congiunzione in cui si trovava il sole quando Dio mosse i cieli (cfr. Inf. c. I, 38 e segg.).

1.40 con miglior corso e con migliore stella
1.41 esce congiunta, e la mondana cera
1.42 più a suo modo tempera e suggella. mostra/nascondi nota pa-1-42 tempera e suggella: dispone nei suoi elementi, cui imprime il suo segno, il suo suggello. Si tenga presente che i quattro cerchi e le tre croci potrebbero avere il significato allegorico delle tre virtù teologali e delle quattro cardinali.

1.43 Fatto avea di là mane e di qua sera mostra/nascondi nota pa-1-43 di là: nell'emisfero australe, ove si trova il Purgatorio; " di qua " è il nostro emisfero.
1.44 tal foce, e quasi tutto era là bianco
1.45 quello emisperio, e l'altra parte nera,

1.46 quando Beatrice in sul sinistro fianco
1.47 vidi rivolta e riguardar nel sole:
1.48 aquila sì non li s'affisse unquanco. mostra/nascondi nota pa-1-48 aquila: si credeva che l'aquila fosse capace di fissare il sole con lo sguardo (cfr. c. XX, 31-32).

1.49 E sì come secondo raggio suole mostra/nascondi nota pa-1-49 secondo raggio: il raggio riflesso suole derivare (" uscir ") dal raggio incidente (" primo ").
1.50 uscir del primo e risalire in suso,
1.51 pur come pelegrin che tornar vuole,

1.52 così de l'atto suo, per li occhi infuso
1.53 ne l'imagine mia, il mio si fece, mostra/nascondi nota pa-1-53 il mio: il mio atto del riguardare in alto.
1.54 e fissi li occhi al sole oltre nostr'uso.

1.55 Molto è licito là, che qui non lece mostra/nascondi nota pa-1-55 non lece: non è concesso, non è possibile.
1.56 a le nostre virtù, mercé del loco mostra/nascondi nota pa-1-56 mercé del loco: grazie al luogo, cioè il Paradiso Terrestre, ove Dante ancora si trova, creato proprio per il genere umano.
1.57 fatto per proprio de l'umana spece.

1.58 Io nol soffersi molto, né sì poco,
1.59 ch'io nol vedessi sfavillar dintorno,
1.60 com'ferro che bogliente esce del foco; mostra/nascondi nota pa-1-60 bogliente: bollente, incandescente.

1.61 e di sùbito parve giorno a giorno mostra/nascondi nota pa-1-61 giorno a giorno: raddoppiata la luminosità.
1.62 essere aggiunto, come quei che puote
1.63 avesse il ciel d'un altro sole addorno.

1.64 Beatrice tutta ne l'etterne rote mostra/nascondi nota pa-1-64 l'etterne rote: i cieli, eternamente rotanti.
1.65 fissa con li occhi stava; e io in lei
1.66 le luci fissi, di là sù rimote. mostra/nascondi nota pa-1-66 di là sù rimote: dopo averle allontanate, distolte dal sole.

1.67 Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
1.68 qual si fé Glauco nel gustar de l'erba mostra/nascondi nota pa-1-68 Glauco: pescatore della Beozia il quale, avendo notato che alcuni pesci da lui presi tornavano a vivere, dopo aver toccato una certa erba, provò a mangiarne lui stesso, sentendosi così mutar dentro, da divenir compagno ("consorto") degli altri dèi marini, per aver acquistato l'immortalità.
1.69 che 'l fé consorto in mar de li altri dèi.

1.70 Trasumanar significar per verba mostra/nascondi nota pa-1-70 Trasumanar: l'andar oltre alla natura umana, per acquisire la divinità, non si potrebbe spiegare a parole (" per verba ": cfr. lat. verbum).
1.71 non si poria; però l'essemplo basti
1.72 a cui esperienza grazia serba. mostra/nascondi nota pa-1-72 a cui: a chi la grazia celeste riserba di far l'esperienza del " trasumanar ".

1.73 S'i' era sol di me quel che creasti mostra/nascondi nota pa-1-73 quel che creasti: quello che creasti da ultimo (" novellamente "), cioè l'anima.
1.74 novellamente, amor che 'l ciel governi,
1.75 tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti.

1.76 Quando la rota che tu sempiterni mostra/nascondi nota pa-1-76 la rota: i cieli, mossi a rotare dal desiderio eterno di te.
1.77 desiderato, a sé mi fece atteso mostra/nascondi nota pa-1-77 a sé mi fece atteso: attrasse a sè tutta la mia attenzione, con l'armonia, cioè con il suono che tu regoli (" temperi ") e distribuisci (" discerni "). La teoria dell'armonioso risonare delle sfere celesti in movimento risale a Pitagora e Dante dovette apprenderla da Cicerone nel "Somnium Scipionis".
1.78 con l'armonia che temperi e discerni,

1.79 parvemi tanto allor del cielo acceso mostra/nascondi nota pa-1-79 tanto allor del cielo: tanta parte del cielo.
1.80 de la fiamma del sol, che pioggia o fiume
1.81 lago non fece alcun tanto disteso.

1.82 La novità del suono e 'l grande lume
1.83 di lor cagion m'accesero un disio
1.84 mai non sentito di cotanto acume.

1.85 Ond'ella, che vedea me sì com'io, mostra/nascondi nota pa-1-85 vedea me sì com'io: leggeva nei miei pensieri, come io stesso li vedevo.
1.86 a quietarmi l'animo commosso,
1.87 pria ch'io a dimandar, la bocca aprio,

1.88 e cominciò: «Tu stesso ti fai grosso mostra/nascondi nota pa-1-88 grosso: grossolano, cioè, qui, di mente ottusa.
1.89 col falso imaginar, sì che non vedi
1.90 ciò che vedresti se l'avessi scosso. mostra/nascondi nota pa-1-90 se l'avessi scosso: se da te avessi allontanato il " falso imaginar ".

1.91 Tu non se' in terra, sì come tu credi;
1.92 ma folgore, fuggendo il proprio sito,
1.93 non corse come tu ch'ad esso riedi». mostra/nascondi nota pa-1-93 ad esso riedi: ritorni al cielo, cioè al " sito " proprio dell'anima.

1.94 S'io fui del primo dubbio disvestito
1.95 per le sorrise parolette brevi,
1.96 dentro ad un nuovo più fu' inretito,

1.97 e dissi: «Già contento requievi mostra/nascondi nota pa-1-97 requievi: latinismo per "mi acquetai". Il corrispondente volgare al v. 86.
1.98 di grande ammirazion; ma ora ammiro mostra/nascondi nota pa-1-98 ammiro: mi meraviglio (cfr. lat. admiror).
1.99 com'io trascenda questi corpi levi». mostra/nascondi nota pa-1-99 questi corpi levi: queste sostanze leggere, ossia le regioni dell'aria e del fuoco.

1.100 Ond'ella, appresso d'un pio sospiro,
1.101 li occhi drizzò ver' me con quel sembiante
1.102 che madre fa sovra figlio deliro, mostra/nascondi nota pa-1-102 figlio deliro: il figlio che vaneggia in preda alla febbre.

1.103 e cominciò: «Le cose tutte quante
1.104 hanno ordine tra loro, e questo è forma mostra/nascondi nota pa-1-104 forma: principio informatore.
1.105 che l'universo a Dio fa simigliante.

1.106 Qui veggion l'alte creature l'orma mostra/nascondi nota pa-1-106 Qui: in quest'ordine le creature dotate d'intelligenza (angeli e uomini) scorgono l'impronta (" orma ") della virtù di Dio, il quale costituisce il fine ultimo, a cui tende detto ordine (" la toccata norma " ).
1.107 de l'etterno valore, il qual è fine
1.108 al quale è fatta la toccata norma.

1.109 Ne l'ordine ch'io dico sono accline mostra/nascondi nota pa-1-109 accline : inclinate, cioè soggette.
1.110 tutte nature, per diverse sorti,
1.111 più al principio loro e men vicine;

1.112 onde si muovono a diversi porti mostra/nascondi nota pa-1-112 a diversi porti: a vari fini, cui guida l'istinto.
1.113 per lo gran mar de l'essere, e ciascuna
1.114 con istinto a lei dato che la porti.

1.115 Questi ne porta il foco inver' la luna; mostra/nascondi nota pa-1-115 Questi: tale istinto.
1.116 questi ne' cor mortali è permotore; mostra/nascondi nota pa-1-116 è permotore: spinge gli esseri animati verso il loro fine.
1.117 questi la terra in sé stringe e aduna; mostra/nascondi nota pa-1-117 stringe e aduna: tiene raccolta per forza di coesione.

1.118 né pur le creature che son fore mostra/nascondi nota pa-1-118 né pur: né soltanto le creature che son prive di ragione, ecc.
1.119 d'intelligenza quest'arco saetta
1.120 ma quelle c'hanno intelletto e amore.

1.121 La provedenza, che cotanto assetta, mostra/nascondi nota pa-1-121 assetta: dispone.
1.122 del suo lume fa 'l ciel sempre quieto mostra/nascondi nota pa-1-122 'l ciel: il cielo Empireo, entro il quale ruota il Primo Mobile; questo è il più vicino all'Empireo e ruota più velocemente degli altri, perché animato da maggior desiderio di congiungersi a Dio, che nell'Empireo risiede. Inoltre, è il più ampio e -a maggior circonferenza- compone maggior velocità di rotazione, dato che i cieli sono concentrici.
1.123 nel qual si volge quel c'ha maggior fretta;

1.124 e ora lì, come a sito decreto, mostra/nascondi nota pa-1-124 lì: all'Empireo, come a luogo stabilito (" decreto ").
1.125 cen porta la virtù di quella corda mostra/nascondi nota pa-1-125 corda: il naturale istinto.
1.126 che ciò che scocca drizza in segno lieto.

1.127 Vero è che, come forma non s'accorda
1.128 molte fiate a l'intenzion de l'arte,
1.129 perch'a risponder la materia è sorda,

1.130 così da questo corso si diparte mostra/nascondi nota pa-1-130 da questo corso: dal cammino ispirato dall'istinto.
1.131 talor la creatura, c'ha podere
1.132 di piegar, così pinta, in altra parte;

1.133 e sì come veder si può cadere
1.134 foco di nube, sì l'impeto primo mostra/nascondi nota pa-1-134 foco di nube: il fulmine, che si credeva di fuoco, elemento che tende all'alto, si rivolge invece al basso.
1.135 l'atterra torto da falso piacere.

1.136 Non dei più ammirar, se bene stimo,
1.137 lo tuo salir, se non come d'un rivo
1.138 se d'alto monte scende giuso ad imo. mostra/nascondi nota pa-1-138 se d'alto monte: se scende dal monte al piano.

1.139 Maraviglia sarebbe in te se, privo
1.140 d'impedimento, giù ti fossi assiso,
1.141 com'a terra quiete in foco vivo». mostra/nascondi nota pa-1-141 com'a terra: come farebbe meraviglia in terra l'immobilità (" quiete ") in un fuoco acceso (" vivo ") e fiammeggiante.

1.142 Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Paradiso : Canto 2

2.1 O voi che siete in piccioletta barca, mostra/nascondi nota pa-2-1 O voi: l'appello ai lettori rende palese la distinzione fondamentale fra Dante-pellegrino (l'"agens") e Dante-autore (l'"auctor"). Si tenga presente, però, che la sfera dell'"auctor" e quella dell'"agens" vengono continuamente ad interferire. Fuor di metafora, "in piccioletta barca" sta per "muniti di scarsa cultura".
2.2 desiderosi d'ascoltar, seguiti mostra/nascondi nota pa-2-2 seguiti: avete seguito (cfr. lat. secuti estis).
2.3 dietro al mio legno che cantando varca,

2.4 tornate a riveder li vostri liti:
2.5 non vi mettete in pelago, ché forse,
2.6 perdendo me, rimarreste smarriti.

2.7 L'acqua ch'io prendo già mai non si corse;
2.8 Minerva spira, e conducemi Appollo,
2.9 e nove Muse mi dimostran l'Orse. mostra/nascondi nota pa-2-9 l'Orse: le Orse servono ad orientare la rotta dei naviganti.

2.10 Voialtri pochi che drizzaste il collo
2.11 per tempo al pan de li angeli, del quale mostra/nascondi nota pa-2-11 al pan de li angeli: agli studi teologici.
2.12 vivesi qui ma non sen vien satollo, mostra/nascondi nota pa-2-12 non sen vien satollo: non ci si può saziare, perché la compiuta sazietà del bene è concessa solo ai beati, nel cielo.

2.13 metter potete ben per l'alto sale mostra/nascondi nota pa-2-13 l'alto sale: l'alto mare (cfr. lat. salum).
2.14 vostro navigio, servando mio solco
2.15 dinanzi a l'acqua che ritorna equale. mostra/nascondi nota pa-2-15 dinanzi: prima che la mia scia sia cancellata.

2.16 Que' gloriosi che passaro al Colco mostra/nascondi nota pa-2-16 Que' glorïosi: gli Argonauti, che si recarono nella Colchide e alla conquista del vello d'oro, non si meravigliarono, come farete voi, quando videro il loro capo Giasone trasformarsi in bifolco, aggiogando egli stesso due tori che spiravano fiamme dalle narici, ed arando il terreno per seminarvi i denti del drago, da lui ucciso, da cui nascevano uomini armati (cfr. Ovidio, Metamorfosi, VII, 100 e segg.).
2.17 non s'ammiraron come voi farete,
2.18 quando Iasón vider fatto bifolco. mostra/nascondi nota pa-2-18 Iasòn: cfr. Inf. c. XVIII, n. 86.

2.19 La concreata e perpetua sete mostra/nascondi nota pa-2-19 concreata: innata, connaturata.
2.20 del deiforme regno cen portava
2.21 veloci quasi come 'l ciel vedete. mostra/nascondi nota pa-2-21 come 'l ciel vedete: con la velocità del cielo stellato.

2.22 Beatrice in suso, e io in lei guardava;
2.23 e forse in tanto in quanto un quadrel posa mostra/nascondi nota pa-2-23 un quadrel: una freccia.
2.24 e vola e da la noce si dischiava, mostra/nascondi nota pa-2-24 si dischiava: si schioda, cioè si libera dalla parte della balestra (" la noce "), che tien tesa la corda.

2.25 giunto mi vidi ove mirabil cosa
2.26 mi torse il viso a sé; e però quella
2.27 cui non potea mia cura essere ascosa,

2.28 volta ver' me, sì lieta come bella,
2.29 «Drizza la mente in Dio grata», mi disse,
2.30 «che n'ha congiunti con la prima stella». mostra/nascondi nota pa-2-30 la prima stella: la Luna, il primo dei cieli.

2.31 Parev'a me che nube ne coprisse
2.32 lucida, spessa, solida e pulita,
2.33 quasi adamante che lo sol ferisse. mostra/nascondi nota pa-2-33 quasi adamante: come un diamante colpito dal sole.

2.34 Per entro sé l'etterna margarita mostra/nascondi nota pa-2-34 margarita: perla celeste (cfr. lat. "margarita").
2.35 ne ricevette, com'acqua recepe mostra/nascondi nota pa-2-35 recepe: riceve, accoglie.
2.36 raggio di luce permanendo unita.

2.37 S'io era corpo, e qui non si concepe mostra/nascondi nota pa-2-37 non si concepe: non si concepisce come una dimensione, cioè un corpo esteso nello spazio, tollerò senza disunirsi un altro corpo, cosa che deve pur avvenire, se un corpo si insinua (" repe " = striscia) in un altro.
2.38 com'una dimensione altra patio,
2.39 ch'esser convien se corpo in corpo repe,

2.40 accender ne dovrìa più il disio
2.41 di veder quella essenza in che si vede mostra/nascondi nota pa-2-41 quella essenza: Cristo, in cui si unirono strettamente la natura umana e quella divina.
2.42 come nostra natura e Dio s'unio.

2.43 Lì si vedrà ciò che tenem per fede,
2.44 non dimostrato, ma fia per sé noto
2.45 a guisa del ver primo che l'uom crede. mostra/nascondi nota pa-2-45 ver primo: l'assioma, che l'uomo crede intuitivamente, senza bisogno di dimostrazione (cfr. Purg. c. XVIII, 56):.

2.46 Io rispuosi: «Madonna, sì devoto
2.47 com'esser posso più, ringrazio lui mostra/nascondi nota pa-2-47 lui: colui che mi ha rimosso (" remoto ") dal mondo mortale, cioè Dio.
2.48 lo qual dal mortal mondo m'ha remoto.

2.49 Ma ditemi: che son li segni bui mostra/nascondi nota pa-2-49 li segni bui: le macchie lunari, che, per il loro aspetto, fanno sì che alcuni (" altrui ") sulla terra favoleggino di Caino? (cfr. Inf. c. XX, n. I26).
2.50 di questo corpo, che là giuso in terra
2.51 fan di Cain favoleggiare altrui?».

2.52 Ella sorrise alquanto, e poi «S'elli erra
2.53 l'oppinion», mi disse, «d'i mortali
2.54 dove chiave di senso non diserra, mostra/nascondi nota pa-2-54 chiave di senso: i sensi non possono dischiudere il vero.

2.55 certo non ti dovrien punger li strali
2.56 d'ammirazione omai, poi dietro ai sensi mostra/nascondi nota pa-2-56 poi: poiché.
2.57 vedi che la ragione ha corte l'ali.

2.58 Ma dimmi quel che tu da te ne pensi».
2.59 E io: «Ciò che n'appar qua sù diverso
2.60 credo che fanno i corpi rari e densi». mostra/nascondi nota pa-2-60 i corpi rari e densi: la densità maggiore o minore dei corpi celesti e perciò anche dalla Luna. Tale teoria, che Dante si appresta a confutare, risale ad Averroe, e il poeta stesso l'aveva sostenuta in Conv. II, XIII, 9.

2.61 Ed ella: «Certo assai vedrai sommerso
2.62 nel falso il creder tuo, se bene ascolti
2.63 l'argomentar ch'io li farò avverso.

2.64 La spera ottava vi dimostra molti mostra/nascondi nota pa-2-64 La spera ottava: la sfera, ossia, il cielo delle stelle fisse, vi mostra molte luci che, per la qualità (" quale ") e per la quantità ( " quanto " ) della loro luminosità, si possono osservare come siano di diversi aspetti (" volti ").
2.65 lumi, li quali e nel quale e nel quanto
2.66 notar si posson di diversi volti.

2.67 Se raro e denso ciò facesser tanto,
2.68 una sola virtù sarebbe in tutti, mostra/nascondi nota pa-2-68 una sola virtù: un solo principio, quello della quantità di densità, più o meno distribuita, o uniformemente ("altrettanto" ) distribuita.
2.69 più e men distributa e altrettanto.

2.70 Virtù diverse esser convegnon frutti mostra/nascondi nota pa-2-70 Virtù diverse: influssi diversi, quali son quelli che le stelle rivelano, devono essere prodotti da cause diverse, cioè da " princìpi formali ", indipendenti dal principio materiale, cioè la materia, comune a tutte le stelle. Ma queste cause, secondo il tuo ragionamento ( " a tua ragion " ) sarebbero per conseguenza tutte annullate (" seguiterieno "), tranne una, quella della rarità e della densità della materia.
2.71 di princìpi formali, e quei, for ch'uno,
2.72 seguiterieno a tua ragion distrutti.

2.73 Ancor, se raro fosse di quel bruno mostra/nascondi nota pa-2-73 di quel bruno: di quelle macchie oscure.
2.74 cagion che tu dimandi, o d'oltre in parte mostra/nascondi nota pa-2-74 o d'oltre: o fino alla parte opposta (" oltre ") questo pianeta sarebbe cosi privo della sua materia, fino, cioè ad essere forato, oppure, come il corpo umano distribuisce il grasso e il magro, cosi questo pianeta cambierebbe strati (" carte ") nella sua massa.
2.75 fora di sua materia sì digiuno

2.76 esto pianeto, o, sì come comparte
2.77 lo grasso e 'l magro un corpo, così questo
2.78 nel suo volume cangerebbe carte.

2.79 Se 'l primo fosse, fora manifesto
2.80 ne l'eclissi del sol per trasparere mostra/nascondi nota pa-2-80 per trasparere: per il fatto che il sole tralucerebbe in quegli ipotetici fori, come la sua luce traspare se immessa (" ingesto ") in qualsiasi altro corpo raro di materia.
2.81 lo lume come in altro raro ingesto.

2.82 Questo non è: però è da vedere
2.83 de l'altro; e s'elli avvien ch'io l'altro cassi, mostra/nascondi nota pa-2-83 cassi: confuti, annulli.
2.84 falsificato fia lo tuo parere.

2.85 S'elli è che questo raro non trapassi, mostra/nascondi nota pa-2-85 non trapassi: non arrivi a forare il pianeta.
2.86 esser conviene un termine da onde
2.87 lo suo contrario più passar non lassi; mostra/nascondi nota pa-2-87 lo suo contrario: il denso non lasci più passare il raro, cioè il pieno non ammette oltre il vuoto.

2.88 e indi l'altrui raggio si rifonde mostra/nascondi nota pa-2-88 indi: da quel punto.
2.89 così come color torna per vetro mostra/nascondi nota pa-2-89 per vetro: da uno specchio che è formato da una lastra di vetro, coperta da una lamina di piombo.
2.90 lo qual di retro a sé piombo nasconde.

2.91 Or dirai tu ch'el si dimostra tetro mostra/nascondi nota pa-2-91 tetro: buio, oscuro.
2.92 ivi lo raggio più che in altre parti,
2.93 per esser lì refratto più a retro.

2.94 Da questa instanza può deliberarti mostra/nascondi nota pa-2-94 instanza: dubbio.
2.95 esperienza, se già mai la provi,
2.96 ch'esser suol fonte ai rivi di vostr'arti. mostra/nascondi nota pa-2-96 fonte ai rivi: l'ideale sorgente donde prendono vita le arti e le scienze umane.

2.97 Tre specchi prenderai; e i due rimovi
2.98 da te d'un modo, e l'altro, più rimosso, mostra/nascondi nota pa-2-98 più rimosso: più lontano degli altri due, rifletta la luce al tuo sguardo (" li occhi tuoi ritrovi ").
2.99 tr'ambo li primi li occhi tuoi ritrovi.

2.100 Rivolto ad essi, fa che dopo il dosso mostra/nascondi nota pa-2-100 dopo il dosso: dietro le spalle.
2.101 ti stea un lume che i tre specchi accenda
2.102 e torni a te da tutti ripercosso.

2.103 Ben che nel quanto tanto non si stenda mostra/nascondi nota pa-2-103 nel quanto: nella quantità di luce ed anche nella grandezza dell'immagine.
2.104 la vista più lontana, lì vedrai mostra/nascondi nota pa-2-104 la vista: lo specchio, o per meglio dire l'immagine riflessa.
2.105 come convien ch'igualmente risplenda.

2.106 Or, come ai colpi de li caldi rai
2.107 de la neve riman nudo il suggetto mostra/nascondi nota pa-2-107 il suggetto: ciò che vi è sotto.
2.108 e dal colore e dal freddo primai,

2.109 così rimaso te ne l'intelletto
2.110 voglio informar di luce sì vivace,
2.111 che ti tremolerà nel suo aspetto. mostra/nascondi nota pa-2-111 che ti tremolerà: l'ondeggiare della fiamma ne dimostra la vivacità e la vitalità.

2.112 Dentro dal ciel de la divina pace mostra/nascondi nota pa-2-112 ciel de le divina pace: il cielo Empireo.
2.113 si gira un corpo ne la cui virtute mostra/nascondi nota pa-2-113 un corpo: il Primo Mobile, nella cui potenza animatrice risiede (" giace ") l'esistenza (" l'esser ") di tutto ciò che in esso è contenuto ("contento").
2.114 l'esser di tutto suo contento giace.

2.115 Lo ciel seguente, c'ha tante vedute, mostra/nascondi nota pa-2-115 Lo ciel seguente: il cielo stellato, che ha tante stelle simili ad occhi (" vedute "), distribuisce quella virtù (" esser ") nelle diverse sostanze (" essenze ") da esso contenute, per quanto differenti ( " distratte " ).
2.116 quell'esser parte per diverse essenze,
2.117 da lui distratte e da lui contenute.

2.118 Li altri giron per varie differenze mostra/nascondi nota pa-2-118 Li altri giron: gli altri cieli inferiori, in differenti modi, dispongono le distinte essenze che in sè contengono, secondo i loro fini e per produrre quei germi di vita ( " semenze " ), dai quali derivano gli esseri della terra.
2.119 le distinzion che dentro da sé hanno
2.120 dispongono a lor fini e lor semenze.

2.121 Questi organi del mondo così vanno, mostra/nascondi nota pa-2-121 organi del mondo: i cieli sono organi del corpo dell'universo, e ricevono influenze, ciascuno da quello superiore, per trasmetterle a quello inferiore.
2.122 come tu vedi omai, di grado in grado,
2.123 che di sù prendono e di sotto fanno.

2.124 Riguarda bene omai sì com'io vado
2.125 per questo loco al vero che disiri,
2.126 sì che poi sappi sol tener lo guado. mostra/nascondi nota pa-2-126 sol tener lo guado: percorrere da solo il resto del cammino.

2.127 Lo moto e la virtù d'i santi giri,
2.128 come dal fabbro l'arte del martello,
2.129 da' beati motor convien che spiri; mostra/nascondi nota pa-2-129 da' beati motor: dagli Angeli, o intelligenze motrici.

2.130 e 'l ciel cui tanti lumi fanno bello, mostra/nascondi nota pa-2-130 e 'l ciel: e il cielo stellato.
2.131 de la mente profonda che lui volve mostra/nascondi nota pa-2-131 de la mente profonda: dalla mente dei Cherubini che sono le sue Intelligenze motrici.
2.132 prende l'image e fassene suggello.

2.133 E come l'alma dentro a vostra polve
2.134 per differenti membra e conformate
2.135 a diverse potenze si risolve, mostra/nascondi nota pa-2-135 a diverse potenze: serve (" si risolve " ) a diverse facoltà, quali quella della vista, dell'udito, ecc.

2.136 così l'intelligenza sua bontate
2.137 multiplicata per le stelle spiega,
2.138 girando sé sovra sua unitate. mostra/nascondi nota pa-2-138 girando: pur girando col cielo, conserva la sua unità.

2.139 Virtù diversa fa diversa lega mostra/nascondi nota pa-2-139 Virtù diversa: la virtù ordinativa, che varia dall'una all'altra delle Intelligenze motrici, forma un diverso amalgama (" lega ") secondo l'astro (" prezïoso corpo ") al quale infonde vita razionale ( " avviva " ).
2.140 col prezioso corpo ch'ella avviva,
2.141 nel qual, sì come vita in voi, si lega.

2.142 Per la natura lieta onde deriva, mostra/nascondi nota pa-2-142 lieta: perché procede da "lieto fattore" (cfr. Purg. c. XVI, 89).
2.143 la virtù mista per lo corpo luce
2.144 come letizia per pupilla viva.

2.145 Da essa vien ciò che da luce a luce mostra/nascondi nota pa-2-145 Da essa: dalla virtù dell'angelo e del cielo deriva la causa della differenza che appese tra stella e stella, e perciò anche la causa delle macchie lunari.
2.146 par differente, non da denso e raro;
2.147 essa è formal principio che produce,

2.148 conforme a sua bontà, lo turbo e 'l chiaro». mostra/nascondi nota pa-2-148 lo turbo e 'l chiaro: l'oscuro e il luminoso.

Paradiso : Canto 3

3.1 Quel sol che pria d'amor mi scaldò 'l petto, mostra/nascondi nota pa-3-1 Quel sol: Beatrice.
3.2 di bella verità m'avea scoverto,
3.3 provando e riprovando, il dolce aspetto; mostra/nascondi nota pa-3-3 riprovando: disapprovando, cioè confutando.

3.4 e io, per confessar corretto e certo
3.5 me stesso, tanto quanto si convenne
3.6 leva' il capo a proferer più erto; mostra/nascondi nota pa-3-6 a proferer: a proferire, a pronunciare.

3.7 ma visione apparve che ritenne
3.8 a sé me tanto stretto, per vedersi,
3.9 che di mia confession non mi sovvenne.

3.10 Quali per vetri trasparenti e tersi,
3.11 o ver per acque nitide e tranquille,
3.12 non sì profonde che i fondi sien persi, mostra/nascondi nota pa-3-12 persi: oscuri, tendenti al nero (cfr. Inf. c. V, n. 89).

3.13 tornan d'i nostri visi le postille mostra/nascondi nota pa-3-13 le postille: i tratti essenziali. l5. non vien men forte: non viene con minor celerità, cioè con maggior lentezza.
3.14 debili sì, che perla in bianca fronte
3.15 non vien men forte a le nostre pupille;

3.16 tali vid'io più facce a parlar pronte;
3.17 per ch'io dentro a l'error contrario corsi mostra/nascondi nota pa-3-17 l'error contrario: l'errore opposto a quello di Narciso, il giovinetto che s'innamorò della propria immagine riflessa dall'acqua e da lui creduta reale. Però Dante crede che siano immagini riflesse quelle che sono persone reali; così si spiega il suo volgersi indietro.
3.18 a quel ch'accese amor tra l'omo e 'l fonte.

3.19 Sùbito sì com'io di lor m'accorsi,
3.20 quelle stimando specchiati sembianti,
3.21 per veder di cui fosser, li occhi torsi;

3.22 e nulla vidi, e ritorsili avanti
3.23 dritti nel lume de la dolce guida,
3.24 che, sorridendo, ardea ne li occhi santi.

3.25 «Non ti maravigliar perch'io sorrida»,
3.26 mi disse, «appresso il tuo pueril coto, mostra/nascondi nota pa-3-26 coto: pensiero (cfr. Inf. c. XXXI, 77).
3.27 poi sopra 'l vero ancor lo piè non fida, mostra/nascondi nota pa-3-27 poi: poiché.

3.28 ma te rivolve, come suole, a vòto:
3.29 vere sustanze son ciò che tu vedi,
3.30 qui rilegate per manco di voto. mostra/nascondi nota pa-3-30 per manco di voto: per inadempienza dei voti sacri. Sono gli spiriti negligenti, cui fece difetto la costanza.

3.31 Però parla con esse e odi e credi;
3.32 ché la verace luce che li appaga
3.33 da sé non lascia lor torcer li piedi».

3.34 E io a l'ombra che parea più vaga
3.35 di ragionar, drizza'mi, e cominciai,
3.36 quasi com'uom cui troppa voglia smaga: mostra/nascondi nota pa-3-36 smaga: fa smarrire (cfr. Purg. c. III, 11).

3.37 «O ben creato spirito, che a' rai
3.38 di vita etterna la dolcezza senti
3.39 che, non gustata, non s'intende mai,

3.40 grazioso mi fia se mi contenti mostra/nascondi nota pa-3-40 grazioso: mi sarà gradito.
3.41 del nome tuo e de la vostra sorte».
3.42 Ond'ella, pronta e con occhi ridenti:

3.43 «La nostra carità non serra porte mostra/nascondi nota pa-3-43 non serra porte: accoglie sempre.
3.44 a giusta voglia, se non come quella mostra/nascondi nota pa-3-44 se non: non diversamente dalla carità o amore divino, che vuole simili a sè le anime beate che sono in cielo (" tutta sua corte " ).
3.45 che vuol simile a sé tutta sua corte.

3.46 I' fui nel mondo vergine sorella; mostra/nascondi nota pa-3-46 sorella: suora, monaca.
3.47 e se la mente tua ben sé riguarda,
3.48 non mi ti celerà l'esser più bella, mostra/nascondi nota pa-3-48 l'esser più bella: in conseguenza del " trasumanar ", (cfr. Purg. c. XXX, 127-128).

3.49 ma riconoscerai ch'i' son Piccarda, mostra/nascondi nota pa-3-49 Piccarda: è Piccarda Donati, figlia di Simone, sorella di Corso (cfr. Purg. c. XXIV, 82 e segg.) e di Forese (cfr. Purg. c. XXIII, 48 e segg.). Appartenne all'ordine delle Clarisse, ma fu strappata a forza dal chiostro, per opera del fratello Corso, il quale intendeva darla in moglie a Rossellino della Tosa, con cui i Donati desideravano imparentarsi. Tuttavia, ella "supplicò Dio che la facesse morire o ammalare, così che potesse salvare la sua castità " (Benvenuto). " Immantinente infermò, e finì li suoi dì, e passò allo sposo del Cielo, al quale spontaneamente s'era giurata " (Ottimo).
3.50 che, posta qui con questi altri beati,
3.51 beata sono in la spera più tarda. mostra/nascondi nota pa-3-51 in la spera più tarda: il cielo della Luna, essendo il più piccolo, percorre, nello stesso tempo una spazio minore degli altri e perciò gira più lentamente.

3.52 Li nostri affetti, che solo infiammati
3.53 son nel piacer de lo Spirito Santo, mostra/nascondi nota pa-3-53 nel piacer: in ciò che piace allo Spirito Santo.
3.54 letizian del suo ordine formati. mostra/nascondi nota pa-3-54 letizian: gioiscono in conformità all'ordine da Lui imposto (cfr. c. I, 104).

3.55 E questa sorte che par giù cotanto, mostra/nascondi nota pa-3-55 par giù cotanto: sembra tanto.
3.56 però n'è data, perché fuor negletti
3.57 li nostri voti, e vòti in alcun canto». mostra/nascondi nota pa-3-57 e vòti: e manchevoli in qualche parte.

3.58 Ond'io a lei: «Ne' mirabili aspetti
3.59 vostri risplende non so che divino
3.60 che vi trasmuta da' primi concetti: mostra/nascondi nota pa-3-60 da' primi concetti: dalle immagini che, nel mondo, dapprima avevamo concepito.

3.61 però non fui a rimembrar festino; mostra/nascondi nota pa-3-61 festino: rapido (cfr. lat. festinus).
3.62 ma or m'aiuta ciò che tu mi dici,
3.63 sì che raffigurar m'è più latino. mostra/nascondi nota pa-3-63 latino: facile (cfr. Conv. II, III, 1).

3.64 Ma dimmi: voi che siete qui felici,
3.65 disiderate voi più alto loco
3.66 per più vedere e per più farvi amici?». mostra/nascondi nota pa-3-66 per più vedere: per avere una più piena visione di Dio.

3.67 Con quelle altr'ombre pria sorrise un poco;
3.68 da indi mi rispuose tanto lieta,
3.69 ch'arder parea d'amor nel primo foco: mostra/nascondi nota pa-3-69 ch'arder parea: che mostrava di accendersi nel primo fuoco d'amore, cioè in Dio.

3.70 «Frate, la nostra volontà quieta
3.71 virtù di carità, che fa volerne mostra/nascondi nota pa-3-71 virtù di carità: forza d'amore tiene tranquilla la nostra volontà, quell'amore che ci fa desiderare sol quel che abbiamo.
3.72 sol quel ch'avemo, e d'altro non ci asseta.

3.73 Se disiassimo esser più superne,
3.74 foran discordi li nostri disiri
3.75 dal voler di colui che qui ne cerne; mostra/nascondi nota pa-3-75 che qui ne cerne: che qui ci ha poste, separandoci.

3.76 che vedrai non capere in questi giri, mostra/nascondi nota pa-3-76 non capere: non aver posto.
3.77 s'essere in carità è qui necesse,
3.78 e se la sua natura ben rimiri.

3.79 Anzi è formale ad esto beato esse mostra/nascondi nota pa-3-79 è formale: è principio informativo a questa beata esistenza (" esse ") conservarsi nel limite (" dentro ") del volere divino.
3.80 tenersi dentro a la divina voglia,
3.81 per ch'una fansi nostre voglie stesse;

3.82 sì che, come noi sem di soglia in soglia mostra/nascondi nota pa-3-82 di soglia in soglia: di cielo in cielo.
3.83 per questo regno, a tutto il regno piace
3.84 com'a lo re che 'n suo voler ne 'nvoglia. mostra/nascondi nota pa-3-84 che 'n suo voler ne 'nvoglia: fa che noi vogliamo soltanto ciò che è conforme alla sua volontà.

3.85 E 'n la sua volontade è nostra pace:
3.86 ell'è quel mare al qual tutto si move
3.87 ciò ch'ella cria o che natura face». mostra/nascondi nota pa-3-87 ch'ella cria: che essa crea e che la natura produce.

3.88 Chiaro mi fu allor come ogne dove mostra/nascondi nota pa-3-88 come ogne dove: come ogni parte del cielo è luogo di perfetta beatitudine ( " paradiso " ), sebbene ( " etsi ", latinismo) la grazia di Dio ( " del sommo ben " ) non vi piova in un'unica misura (" modo ").
3.89 in cielo è paradiso, etsi la grazia
3.90 del sommo ben d'un modo non vi piove.

3.91 Ma sì com'elli avvien, s'un cibo sazia
3.92 e d'un altro rimane ancor la gola,
3.93 che quel si chere e di quel si ringrazia, mostra/nascondi nota pa-3-93 quel si chere: questo si chiede (cfr. lat. quaerere).

3.94 così fec'io con atto e con parola,
3.95 per apprender da lei qual fu la tela mostra/nascondi nota pa-3-95 la tela: la vicenda per cui non aveva portato a compimento (" a co ", lat. caput) il voto (" la spuola ").
3.96 onde non trasse infino a co la spuola.

3.97 «Perfetta vita e alto merto inciela mostra/nascondi nota pa-3-97 inciela: pone nel cielo.
3.98 donna più sù», mi disse, «a la cui norma mostra/nascondi nota pa-3-98 donna: Santa Chiara d'Assisi (1194- 1253), seguace di San Francesco e fondatrice dell'ordine delle Clarisse.
3.99 nel vostro mondo giù si veste e vela,

3.100 perché fino al morir si vegghi e dorma
3.101 con quello sposo ch'ogne voto accetta mostra/nascondi nota pa-3-101 con quello sposo: con Cristo, che accetta ogni voto, dettato dall'amore conforme alla sua legge (" piacer ").
3.102 che caritate a suo piacer conforma.

3.103 Dal mondo, per seguirla, giovinetta
3.104 fuggi'mi, e nel suo abito mi chiusi
3.105 e promisi la via de la sua setta. mostra/nascondi nota pa-3-105 setta: nel senso di ordine religioso.

3.106 Uomini poi, a mal più ch'a bene usi, mostra/nascondi nota pa-3-106 Uomini: il fratello Corso con altri parenti e compagni.
3.107 fuor mi rapiron de la dolce chiostra:
3.108 Iddio si sa qual poi mia vita fusi. mostra/nascondi nota pa-3-108 fusi: si fu.

3.109 E quest'altro splendor che ti si mostra mostra/nascondi nota pa-3-109 splendor: spirito luminoso.
3.110 da la mia destra parte e che s'accende
3.111 di tutto il lume de la spera nostra,

3.112 ciò ch'io dico di me, di sé intende;
3.113 sorella fu, e così le fu tolta mostra/nascondi nota pa-3-113 sorella fu: fu suora e le fu strappato a forza il velo monacale. 117 dal vel del cor: dall'amore per la vita del chiostro. 118 Costanza: è Costanza imperatrice che, da Enrico VI, secondo imperatore di Svevia (" vento di Soave ") generò Federico II, terzo ed ultimo imperatore di quella casa.
3.114 di capo l'ombra de le sacre bende.

3.115 Ma poi che pur al mondo fu rivolta
3.116 contra suo grado e contra buona usanza,
3.117 non fu dal vel del cor già mai disciolta.

3.118 Quest'è la luce de la gran Costanza
3.119 che del secondo vento di Soave
3.120 generò 'l terzo e l'ultima possanza».

3.121 Così parlommi, e poi cominciò "Ave,
3.122 Maria" cantando, e cantando vanio
3.123 come per acqua cupa cosa grave. mostra/nascondi nota pa-3-123 come per acqua cupa…: come un oggetto pesante in acque oscure.

3.124 La vista mia, che tanto lei seguio
3.125 quanto possibil fu, poi che la perse,
3.126 volsesi al segno di maggior disio, mostra/nascondi nota pa-3-126 al segno: all'oggetto di maggior desiderio.

3.127 e a Beatrice tutta si converse;
3.128 ma quella folgorò nel mio sguardo
3.129 sì che da prima il viso non sofferse; mostra/nascondi nota pa-3-129 il viso: il mio occhio non lo sostenne.

3.130 e ciò mi fece a dimandar più tardo.

Paradiso : Canto 4

4.1 Intra due cibi, distanti e moventi mostra/nascondi nota pa-4-1 moventi: stimolanti, appetitosi.
4.2 d'un modo, prima si morria di fame,
4.3 che liber'omo l'un recasse ai denti; mostra/nascondi nota pa-4-3 liber'omo: uomo libero di scegliere in base ad una ragione determinante, che, in questo caso, non esisterebbe.

4.4 sì si starebbe un agno intra due brame mostra/nascondi nota pa-4-4 un agno: un agnello (cfr. lat. "agnus").
4.5 di fieri lupi, igualmente temendo;
4.6 sì si starebbe un cane intra due dame: mostra/nascondi nota pa-4-6 dame: daini.

4.7 per che, s'i' mi tacea, me non riprendo,
4.8 da li miei dubbi d'un modo sospinto, mostra/nascondi nota pa-4-8 né commendo: né mi lodo.
4.9 poi ch'era necessario, né commendo.

4.10 Io mi tacea, ma 'l mio disir dipinto
4.11 m'era nel viso, e 'l dimandar con ello,
4.12 più caldo assai che per parlar distinto.

4.13 Fé sì Beatrice qual fé Daniello, mostra/nascondi nota pa-4-13 qual fé Daniello: come fece il profeta Daniele, quando, riuscito ad indovinare e ad interpretare il sogno che il re Nabuccodonosor aveva dimenticata, ne smorzò l'ira che l'aveva reso ingiustamente malvagio ( "fello" ), tanto da spingerlo ad ordinare la morte di tutti i savi di Babilonia, incapaci d'indovinare il suo sogno.
4.14 Nabuccodonosor levando d'ira,
4.15 che l'avea fatto ingiustamente fello;

4.16 e disse: «Io veggio ben come ti tira mostra/nascondi nota pa-4-16 ti tira: ti spinge a chiedere.
4.17 uno e altro disio, sì che tua cura mostra/nascondi nota pa-4-17 cura: ansia di sapere.
4.18 sé stessa lega sì che fuor non spira.

4.19 Tu argomenti: "Se 'l buon voler dura,
4.20 la violenza altrui per qual ragione
4.21 di meritar mi scema la misura?".

4.22 Ancor di dubitar ti dà cagione
4.23 parer tornarsi l'anime a le stelle,
4.24 secondo la sentenza di Platone. mostra/nascondi nota pa-4-24 secondo la sentenza di Platone: secondo la teoria, da Platone esposta nel "Timeo", le anime, prima di ircarnarsi, abitavano nei singoli cieli (" stelle ") dai quali derivavano le virtù, e ad essi tornavano, dopo la morte del corpo.

4.25 Queste son le question che nel tuo velle mostra/nascondi nota pa-4-25 nel tuo velle: sulla tua volontà (cfr. lat. velle) premono (" pontano ") con ugual forza. .
4.26 pontano igualmente; e però pria
4.27 tratterò quella che più ha di felle. mostra/nascondi nota pa-4-27 che più ha di felle: che contiene più fiele, veleno contro la credenza cattolica (cfr. lat. fel).

4.28 D'i Serafin colui che più s'india, mostra/nascondi nota pa-4-28 colui: quello dei Serafini (la più elevata gerarchia angelica) che più si compenetra in Dio (" s'india ").
4.29 Moisè, Samuel, e quel Giovanni mostra/nascondi nota pa-4-29 Moisè: il legislatore del popolo ebreo; Samuele profeta e giudice ebreo; uno dei due Giovanni, l'Evangelista e il Battista.
4.30 che prender vuoli, io dico, non Maria,

4.31 non hanno in altro cielo i loro scanni mostra/nascondi nota pa-4-31 non hanno: non hanno i loro troni in un cielo diverso da quello dove l'hanno questi spiriti, che or ora ti apparirono, né hanno, per essere beati, ("a l'esser lor"), da attendere più o meno anni.
4.32 che questi spirti che mo t'appariro,
4.33 né hanno a l'esser lor più o meno anni;

4.34 ma tutti fanno bello il primo giro, mostra/nascondi nota pa-4-34 il primo giro: l'Empireo.
4.35 e differentemente han dolce vita
4.36 per sentir più e men l'etterno spiro. mostra/nascondi nota pa-4-36 l'etterno spiro: lo spirito di Dio.

4.37 Qui si mostraro, non perché sortita mostra/nascondi nota pa-4-37 sortita: assegnata in sorte.
4.38 sia questa spera lor, ma per far segno mostra/nascondi nota pa-4-38 per far segno: per offrire un temibile esempio o dimostrazione della sfera celeste più bassa (" c'ha men salita ").
4.39 de la celestial c'ha men salita.

4.40 Così parlar conviensi al vostro ingegno,
4.41 però che solo da sensato apprende mostra/nascondi nota pa-4-41 da sensato: da cose che cadano sotto l'impressione dei sensi.
4.42 ciò che fa poscia d'intelletto degno.

4.43 Per questo la Scrittura condescende mostra/nascondi nota pa-4-43 condescende: asseconda le vaste capacità.
4.44 a vostra facultate, e piedi e mano
4.45 attribuisce a Dio, e altro intende;

4.46 e Santa Chiesa con aspetto umano
4.47 Gabriel e Michel vi rappresenta,
4.48 e l'altro che Tobia rifece sano. mostra/nascondi nota pa-4-48 e l'altro: è l'arcangelo Raffaele che, con il fiele di un pesce, guari Tobia dalla cecità.

4.49 Quel che Timeo de l'anime argomenta mostra/nascondi nota pa-4-49 Timeo: filosofo di Locri, al cui nome si intitola uno dei dialoghi di Platone (cfr. n. 24).
4.50 non è simile a ciò che qui si vede,
4.51 però che, come dice, par che senta. mostra/nascondi nota pa-4-51 però che: poiché sembra che pensi alla lettera quel che dice, non attribuendo, cioè, alcun significato simbolico all'affermazione per cui le anime avrebbero sede sulle stelle.

4.52 Dice che l'alma a la sua stella riede,
4.53 credendo quella quindi esser decisa mostra/nascondi nota pa-4-53 esser decisa: essere stata staccata, quando la natura la assegnò ad un corpo per esserne il principio formale vitale ( " forma " ).
4.54 quando natura per forma la diede;

4.55 e forse sua sentenza è d'altra guisa
4.56 che la voce non suona, ed esser puote
4.57 con intenzion da non esser derisa.

4.58 S'elli intende tornare a queste ruote mostra/nascondi nota pa-4-58 S'elli intende: se egli intende dire che debba riferirsi ai cieli il merito o la colpa (" biasmo ") delle influenze esercitate dalle stelle, forse il suo ragionamento (" suo arco ") in parte colpisce nel segno.
4.59 l'onor de la influenza e 'l biasmo, forse
4.60 in alcun vero suo arco percuote.

4.61 Questo principio, male inteso, torse mostra/nascondi nota pa-4-61 principio: la dottrina degli influssi, travisata perché non si riconosceva a Dio l'origine prima di essi.
4.62 già tutto il mondo quasi, sì che Giove,
4.63 Mercurio e Marte a nominar trascorse. mostra/nascondi nota pa-4-63 a nominar trascorse: arrivò al punto di far invocare Giove Mercurio e Marte come fossero divinità, e non soltanto astri guidati da intelligenze motrici.

4.64 L'altra dubitazion che ti commove
4.65 ha men velen, però che sua malizia
4.66 non ti poria menar da me altrove. mostra/nascondi nota pa-4-66 da me altrove: lontano da me. Si ricordi che Beatrice è simbolo della Verità rivelata e della Fede.

4.67 Parere ingiusta la nostra giustizia mostra/nascondi nota pa-4-67 Parere ingiusta: che la nostra giustizia sembri ingiusta agli occhi dei mortali, e che si creda tuttavia, è indizio (" argomento ") di fede e non d'eresia.
4.68 ne li occhi d'i mortali, è argomento
4.69 di fede e non d'eretica nequizia.

4.70 Ma perché puote vostro accorgimento mostra/nascondi nota pa-4-70 accorgimento: la facoltà di comprendere.
4.71 ben penetrare a questa veritate,
4.72 come disiri, ti farò contento.

4.73 Se violenza è quando quel che pate mostra/nascondi nota pa-4-73 pate: subisce.
4.74 niente conferisce a quel che sforza, mostra/nascondi nota pa-4-74 niente conferisce: non dà nulla che concorra ad aiutare il violento (" quel che sforza ").
4.75 non fuor quest'alme per essa scusate; mostra/nascondi nota pa-4-75 per essa: per la violenza subita.

4.76 ché volontà, se non vuol, non s'ammorza, mostra/nascondi nota pa-4-76 non s'ammorza: non si spegne, come la fiamma viva.
4.77 ma fa come natura face in foco,
4.78 se mille volte violenza il torza. mostra/nascondi nota pa-4-78 il torza: ne torca la fiamma.

4.79 Per che, s'ella si piega assai o poco,
4.80 segue la forza; e così queste fero mostra/nascondi nota pa-4-80 segue: asseconda la violenza.
4.81 possendo rifuggir nel santo loco. mostra/nascondi nota pa-4-81 nel santo loco: nel chiostro. Ma non vi fecero ritorno.

4.82 Se fosse stato lor volere intero,
4.83 come tenne Lorenzo in su la grada, mostra/nascondi nota pa-4-83 Lorenzo: San Lorenzo fu bruciato sulla graticola ( " grada " ).
4.84 e fece Muzio a la sua man severo, mostra/nascondi nota pa-4-84 Muzio: Muzio Scevola.

4.85 così l'avria ripinte per la strada
4.86 ond'eran tratte, come fuoro sciolte;
4.87 ma così salda voglia è troppo rada.

4.88 E per queste parole, se ricolte
4.89 l'hai come dei, è l'argomento casso mostra/nascondi nota pa-4-89 casso: confutato e annullato.
4.90 che t'avria fatto noia ancor più volte.

4.91 Ma or ti s'attraversa un altro passo mostra/nascondi nota pa-4-91 passo: passaggio difficile, dubbio.
4.92 dinanzi a li occhi, tal che per te stesso
4.93 non usciresti: pria saresti lasso.

4.94 Io t'ho per certo ne la mente messo
4.95 ch'alma beata non poria mentire,
4.96 però ch'è sempre al primo vero appresso; mostra/nascondi nota pa-4-96 al primo vero: a Dio.

4.97 e poi potesti da Piccarda udire
4.98 che l'affezion del vel Costanza tenne; mostra/nascondi nota pa-4-98 l'affezion… tenne: cfr. c. III, 117.
4.99 sì ch'ella par qui meco contradire.

4.100 Molte fiate già, frate, addivenne
4.101 che, per fuggir periglio, contra grato mostra/nascondi nota pa-4-101 contra grato: controvoglia, si fece cosa che non conveniva fare.
4.102 si fé di quel che far non si convenne;

4.103 come Almeone, che, di ciò pregato mostra/nascondi nota pa-4-103 Almeone: Alcmeone, richiesto dal padre Anfiarao di uccidere la madre Erifile, obbedì, ma per non venir meno alla devozione verso il padre si rese spietato contro la madre (cfr. Purg. c. XII, n. 50).
4.104 dal padre suo, la propria madre spense,
4.105 per non perder pietà, si fé spietato.

4.106 A questo punto voglio che tu pense
4.107 che la forza al voler si mischia, e fanno
4.108 sì che scusar non si posson l'offense. mostra/nascondi nota pa-4-108 l'offense: le offese arrecate a Dio.

4.109 Voglia assoluta non consente al danno; mostra/nascondi nota pa-4-109 Voglia assoluta: la volontà non consente al male in senso assoluto; ma vi consente relativamente al fatto che è vinta dal timore di cadere in un male maggiore (" più affanno "), se si ritrae, cioè, se non acconsente. Ci sono, dunque, due volontà: quella assoluta e quella relativa.
4.110 ma consentevi in tanto in quanto teme,
4.111 se si ritrae, cadere in più affanno.

4.112 Però, quando Piccarda quello spreme, mostra/nascondi nota pa-4-112 quello spreme: esprime il sentimento di devozione al velo, nutrito da Costanza.
4.113 de la voglia assoluta intende, e io
4.114 de l'altra; sì che ver diciamo insieme». mostra/nascondi nota pa-4-114 de l'altra: della volontà relativa.

4.115 Cotal fu l'ondeggiar del santo rio
4.116 ch'uscì del fonte ond'ogne ver deriva;
4.117 tal puose in pace uno e altro disio. mostra/nascondi nota pa-4-117 uno e altro disio: cfr. v. 17.

4.118 «O amanza del primo amante, o diva», mostra/nascondi nota pa-4-118 amanza: donna amata da Dio ( " primo amante " ).
4.119 diss'io appresso, «il cui parlar m'inonda
4.120 e scalda sì, che più e più m'avviva,

4.121 non è l'affezion mia tanto profonda,
4.122 che basti a render voi grazia per grazia;
4.123 ma quei che vede e puote a ciò risponda.

4.124 Io veggio ben che già mai non si sazia
4.125 nostro intelletto, se 'l ver non lo illustra
4.126 di fuor dal qual nessun vero si spazia.

4.127 Posasi in esso, come fera in lustra, mostra/nascondi nota pa-4-127 come fera in lustra: come fiera nel suo covile.
4.128 tosto che giunto l'ha; e giugner puollo: mostra/nascondi nota pa-4-128 e giugner puollo: e lo può raggiungere: altrimenti ogni desiderio di verità sarebbe vano (" frustra ", latinismo).
4.129 se non, ciascun disio sarebbe frustra.

4.130 Nasce per quello, a guisa di rampollo, mostra/nascondi nota pa-4-130 per quello: per il desiderio.
4.131 a piè del vero il dubbio; ed è natura
4.132 ch'al sommo pinge noi di collo in collo. mostra/nascondi nota pa-4-132 di collo in collo: di vetta in vetta.

4.133 Questo m'invita, questo m'assicura
4.134 con reverenza, donna, a dimandarvi
4.135 d'un'altra verità che m'è oscura.

4.136 Io vo' saper se l'uom può sodisfarvi
4.137 ai voti manchi sì con altri beni,
4.138 ch'a la vostra statera non sien parvi». mostra/nascondi nota pa-4-138 ch'a la vostra statera…: che alla bilancia della vostra giustizia non risultino insufficienti ("parvi", latinismo).

4.139 Beatrice mi guardò con li occhi pieni
4.140 di faville d'amor così divini,
4.141 che, vinta, mia virtute diè le reni, mostra/nascondi nota pa-4-141 diè le reni: fu sopraffatta. Nel linguaggio della guerra, "dar le reni" significa fuggire.

4.142 e quasi mi perdei con li occhi chini.

Paradiso : Canto 5

5.1 «S'io ti fiammeggio nel caldo d'amore
5.2 di là dal modo che 'n terra si vede,
5.3 sì che del viso tuo vinco il valore, mostra/nascondi nota pa-5-3 il valore: la potenza visiva.

5.4 non ti maravigliar; ché ciò procede
5.5 da perfetto veder, che, come apprende,
5.6 così nel bene appreso move il piede. mostra/nascondi nota pa-5-6 nel bene appreso: si spinge (" move il piede ") nella verità appresa verso un'altra verità.

5.7 Io veggio ben sì come già resplende
5.8 ne l'intelletto tuo l'etterna luce,
5.9 che, vista, sola e sempre amore accende; mostra/nascondi nota pa-5-9 vista: una volta che sia stata vista.

5.10 e s'altra cosa vostro amor seduce, mostra/nascondi nota pa-5-10 e s'altra cosa: e se qualcuno dei beni mondani attira (" seduce ") il vostro amore, ciò non accade se non per una certa impronta (" alcun vestigio ") della luce divina che in esso traluce, quando però nella creatura non si sappia riconoscere il Creatore (" mal conosciuto ").
5.11 non è se non di quella alcun vestigio,
5.12 mal conosciuto, che quivi traluce.

5.13 Tu vuo' saper se con altro servigio, mostra/nascondi nota pa-5-13 altro servigio: altro servizio reso a Dio.
5.14 per manco voto, si può render tanto
5.15 che l'anima sicuri di letigio». mostra/nascondi nota pa-5-15 sicuri di letigio: liberi da ogni contrasto con la giustizia divina.

5.16 Sì cominciò Beatrice questo canto;
5.17 e sì com'uom che suo parlar non spezza,
5.18 continuò così 'l processo santo: mostra/nascondi nota pa-5-18 'l processo santo: il santo ragionamento.

5.19 «Lo maggior don che Dio per sua larghezza
5.20 fesse creando, e a la sua bontate mostra/nascondi nota pa-5-20 fesse: facesse.
5.21 più conformato, e quel ch'e' più apprezza,

5.22 fu de la volontà c; mostra/nascondi nota pa-5-22 la libertate: il libero arbitrio.
5.23 di che le creature intelligenti,
5.24 e tutte e sole, fuoro e son dotate.

5.25 Or ti parrà, se tu quinci argomenti, mostra/nascondi nota pa-5-25 quinci: tenendo presente ciò.
5.26 l'alto valor del voto, s'è sì fatto
5.27 che Dio consenta quando tu consenti; mostra/nascondi nota pa-5-27 che Dio consenta: che Dio lo gradisca, acconsentendo.

5.28 ché, nel fermar tra Dio e l'uomo il patto,
5.29 vittima fassi di questo tesoro, mostra/nascondi nota pa-5-29 vittima fassi: si sacrifica questo " tesoro ", cioè la libera volontà o libero arbitrio; e tale sacrificio della libera volontà si effettua con un atto di libera volontà.
5.30 tal quale io dico; e fassi col suo atto.

5.31 Dunque che render puossi per ristoro? mostra/nascondi nota pa-5-31 per ristoro: per compenso.
5.32 Se credi bene usar quel c'hai offerto, mostra/nascondi nota pa-5-32 Se credi: se credi di poter ancora usare, sia pure a fin di bene, quello che hai offerto, cioè la libera volontà, fai come chi pretende di far opera buona ( " buon lavoro " ) di cosa che abbia estorto ad altri (" di maltolletto ", cfr. Inf. c. XI, 36).
5.33 di maltolletto vuo' far buon lavoro.

5.34 Tu se' omai del maggior punto certo;
5.35 ma perché Santa Chiesa in ciò dispensa, mostra/nascondi nota pa-5-35 in ciò dispensa: in materia di voto concede dispense.
5.36 che par contra lo ver ch'i' t'ho scoverto,

5.37 convienti ancor sedere un poco a mensa,
5.38 però che 'l cibo rigido c'hai preso, mostra/nascondi nota pa-5-38 'l cibo rigido: il difficile argomento.
5.39 richiede ancora aiuto a tua dispensa. mostra/nascondi nota pa-5-39 a tua dispensa: per essere distribuito in te, e da te assimilato.

5.40 Apri la mente a quel ch'io ti paleso
5.41 e fermalvi entro; ché non fa scienza, mostra/nascondi nota pa-5-41 ché non fa scienza: non si trasforma in cognizione ciò che si è udito senza che sia ritenuto.
5.42 sanza lo ritenere, avere inteso.

5.43 Due cose si convegnono a l'essenza
5.44 di questo sacrificio: l'una è quella
5.45 di che si fa; l'altr'è la convenenza. mostra/nascondi nota pa-5-45 di che si fa: ciò che si offre, cioè la materia del voto: castità, digiuno, astinenza, ecc. La " convenenza " è la convenzione o il patto che si stringe con Dio, sacrificandogli la Libera Volontà.

5.46 Quest'ultima già mai non si cancella
5.47 se non servata; e intorno di lei mostra/nascondi nota pa-5-47 se non servata: se non quando sia stata completamente osservata.
5.48 sì preciso di sopra si favella: mostra/nascondi nota pa-5-48 di sopra: cfr. vv. 31-33.

5.49 però necessitato fu a li Ebrei mostra/nascondi nota pa-5-49 però necessitato: perciò fu necessario agli Ebrei continuare ad offrire (" pur l'offerere "), sebbene fosse possibile permutare alcune delle cose destinate alla offerta, come devi sapere dalla lettura del Levitico.
5.50 pur l'offerere, ancor ch'alcuna offerta
5.51 sì permutasse, come saver dei.

5.52 L'altra, che per materia t'è aperta, mostra/nascondi nota pa-5-52 L'altra: la materia del voto (cfr. v. 45).
5.53 puote ben esser tal, che non si falla mostra/nascondi nota pa-5-53 non si falla: non si incorra in colpa.
5.54 se con altra materia si converta.

5.55 Ma non trasmuti carco a la sua spalla
5.56 per suo arbitrio alcun, sanza la volta mostra/nascondi nota pa-5-56 sanza la volta: senza il girare della chiave bianca e di quella gialla, cioè senza il permesso della Chiesa. La Chiave d'argento (" bianca ") rappresenta la sapienza, e quella d'oro (" gialla ") l'autorità sacerdotale (cfr. Purg. c. IX, n. 117).
5.57 e de la chiave bianca e de la gialla;

5.58 e ogne permutanza credi stolta,
5.59 se la cosa dimessa in la sorpresa mostra/nascondi nota pa-5-59 se la cosa dimessa: se la materia lasciata non è contenuta in quella presa in sua sostituzione ( " in la sorpresa " ), come il quattro è contenuto nel sei. Cioè !a materia presa in sostituzione di altra deve essere per entità maggiore di quella.
5.60 come 'l quattro nel sei non è raccolta.

5.61 Però qualunque cosa tanto pesa mostra/nascondi nota pa-5-61 Però…: perciò, qualunque materia, per suo particolare valore, abbia tanto peso da far tracollare (" tragga ") ogni bilancia, non abbia cioè cosa che pareggi e superi il suo peso, non è permutabile.
5.62 per suo valor che tragga ogne bilancia,
5.63 sodisfar non si può con altra spesa.

5.64 Non prendan li mortali il voto a ciancia;
5.65 siate fedeli, e a ciò far non bieci, mostra/nascondi nota pa-5-65 siate fedeli: serbate fede al voto, ma procedete con dirittura e non tortamente ( " non bieci " ), come Iefti (cfr. XI, XII, 7).
5.66 come Ieptè a la sua prima mancia; mostra/nascondi nota pa-5-66 Ieptè: Iefte, quando guidò gli Israeliti contro gli Ammoniti, avventatamente promise a Dio che avrebbe sacrificato quel che prima fosse uscito dal sua casa ( " prima mancia " : è ciò che si offre con la mano, cfr. Inf. c. XXXI, n. 6), qualora fosse riuscito vincitore. Per mantenere il voto, fu costretto a sacrificare la figlia, che per prima era uscita incontro a lui reduce vittorioso.

5.67 cui più si convenia dicer "Mal feci", mostra/nascondi nota pa-5-67 cui…: per lui meglio sarebbe stato dire : " Mal feci ", piuttosto che far peggio mantenendo il voto.
5.68 che, servando, far peggio; e così stolto
5.69 ritrovar puoi il gran duca de' Greci, mostra/nascondi nota pa-5-69 il gran duca de' Greci: Agamennone, per ottenere il vento favorevole alla sua rotta, aveva promesso in voto ad Artemide quel che di più bello gli fosse nato nel regno; toccò alla figlia Ifigenia esser vittima del sacrificio, per cui la fanciulla pianse la sua bellezza, causa della sua rovina.

5.70 onde pianse Efigènia il suo bel volto,
5.71 e fé pianger di sé i folli e i savi
5.72 ch'udir parlar di così fatto cólto. mostra/nascondi nota pa-5-72 còlto: culto, atto religioso; cioè il sacrificio.

5.73 Siate, Cristiani, a muovervi più gravi:
5.74 non siate come penna ad ogne vento,
5.75 e non crediate ch'ogne acqua vi lavi.

5.76 Avete il novo e 'l vecchio Testamento,
5.77 e 'l pastor de la Chiesa che vi guida;
5.78 questo vi basti a vostro salvamento.

5.79 Se mala cupidigia altro vi grida,
5.80 uomini siate, e non pecore matte,
5.81 sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida! mostra/nascondi nota pa-5-81 sì che 'l Giudeo: termine generico per i non cristiani.

5.82 Non fate com'agnel che lascia il latte
5.83 de la sua madre, e semplice e lascivo mostra/nascondi nota pa-5-83 semplice e lascivo: sciocco e irrequieto.
5.84 seco medesmo a suo piacer combatte!».

5.85 Così Beatrice a me com'io scrivo;
5.86 poi si rivolse tutta disiante
5.87 a quella parte ove 'l mondo è più vivo. mostra/nascondi nota pa-5-87 a quella parte; verso il sole e, per conseguenza, verso l'Equatore e l'Empireo.

5.88 Lo suo tacere e 'l trasmutar sembiante
5.89 puoser silenzio al mio cupido ingegno,
5.90 che già nuove questioni avea davante;

5.91 e sì come saetta che nel segno
5.92 percuote pria che sia la corda queta, mostra/nascondi nota pa-5-92 che sia la corda queta: che abbia smesso di vibrare.
5.93 così corremmo nel secondo regno. mostra/nascondi nota pa-5-93 secondo regno: è il cielo di Mercurio, ove sono accolti gli spiriti ambiziosi o attivi.

5.94 Quivi la donna mia vid'io sì lieta,
5.95 come nel lume di quel ciel si mise,
5.96 che più lucente se ne fé 'l pianeta. mostra/nascondi nota pa-5-96 'l pianeta: Mercurio.

5.97 E se la stella si cambiò e rise,
5.98 qual mi fec'io che pur da mia natura mostra/nascondi nota pa-5-98 da mia natura: per la mia nature umana sono soggetto a mutamenti di ogni specie.
5.99 trasmutabile son per tutte guise!

5.100 Come 'n peschiera ch'è tranquilla e pura
5.101 traggonsi i pesci a ciò che vien di fori
5.102 per modo che lo stimin lor pastura,

5.103 sì vid'io ben più di mille splendori
5.104 trarsi ver' noi, e in ciascun s'udìa:
5.105 «Ecco chi crescerà li nostri amori». mostra/nascondi nota pa-5-105 Ecco…: "Ecco Dante, il quale aumenterà la virtù della carità in noi, perché di quella nel solvere i suoi dubbi potremo usare" (Vellutello).

5.106 E sì come ciascuno a noi venìa,
5.107 vedeasi l'ombra piena di letizia
5.108 nel folgór chiaro che di lei uscia.

5.109 Pensa, lettor, se quel che qui s'inizia
5.110 non procedesse, come tu avresti
5.111 di più savere angosciosa carizia; mostra/nascondi nota pa-5-111 carizia: mancanza (cfr. lat. "carere").

5.112 e per te vederai come da questi
5.113 m'era in disio d'udir lor condizioni,
5.114 sì come a li occhi mi fur manifesti.

5.115 «O bene nato a cui veder li troni
5.116 del triunfo etternal concede grazia
5.117 prima che la milizia s'abbandoni, mostra/nascondi nota pa-5-117 la milizia: biblicamente, è la vita.

5.118 del lume che per tutto il ciel si spazia
5.119 noi semo accesi; e però, se disii
5.120 di noi chiarirti, a tuo piacer ti sazia». mostra/nascondi nota pa-5-120 chiarirti: illuminarti.

5.121 Così da un di quelli spirti pii
5.122 detto mi fu; e da Beatrice: «Dì, dì
5.123 sicuramente, e credi come a dii». mostra/nascondi nota pa-5-123 a dii: ad esseri ispirati dalla divinità (cfr. c. III, 31-33).

5.124 «Io veggio ben sì come tu t'annidi
5.125 nel proprio lume, e che de li occhi il traggi, mostra/nascondi nota pa-5-125 proprio: tuo proprio.
5.126 perch'e' corusca sì come tu ridi; mostra/nascondi nota pa-5-126 corusca: balena, lampeggia.

5.127 ma non so chi tu se', né perché aggi, mostra/nascondi nota pa-5-127 aggi: abbia.
5.128 anima degna, il grado de la spera
5.129 che si vela a' mortai con altrui raggi». mostra/nascondi nota pa-5-129 che si vela: Mercurio, sorgendo e tramontando vicino al sole, è difficilmente visibile, perché velato dal raggi di quello.

5.130 Questo diss'io diritto alla lumera mostra/nascondi nota pa-5-130 diritto: indirizzandomi.
5.131 che pria m'avea parlato; ond'ella fessi
5.132 lucente più assai di quel ch'ell'era.

5.133 Sì come il sol che si cela elli stessi mostra/nascondi nota pa-5-133 Sì come il sol: così come il sole, che si sottrae alla vista di per sè stesso, quando i suoi raggi hanno dissipato i vapori che ne temperavano la lLuminosità.
5.134 per troppa luce, come 'l caldo ha róse
5.135 le temperanze d'i vapori spessi,

5.136 per più letizia sì mi si nascose
5.137 dentro al suo raggio la figura santa;
5.138 e così chiusa chiusa mi rispuose

5.139 nel modo che 'l seguente canto canta.

Paradiso : Canto 6

6.1 «Poscia che Costantin l'aquila volse mostra/nascondi nota pa-6-1 l'aquila: simbolo dell'autorità imperiale.
6.2 contr'al corso del ciel, ch'ella seguio mostra/nascondi nota pa-6-2 contr'al corso del ciel: dall'occidente (Roma) all'oriente (Bisanzio), mentre il cielo si muove da oriente ad occidente.
6.3 dietro a l'antico che Lavina tolse, mostra/nascondi nota pa-6-3 dietro a l'antico: al seguito di Enea, che prese in moglie Lavinia, dando origine alla stirpe romana.

6.4 cento e cent'anni e più l'uccel di Dio mostra/nascondi nota pa-6-4 l'uccel di Dio: l'Aquila. Si ricordi che Dante credeva nella santità dell'Impero (cfr. Inf. c. II, 16 e segg.), perciò il simbolo imperiale è detto " di Dio ".
6.5 ne lo stremo d'Europa si ritenne, mostra/nascondi nota pa-6-5 ne lo stremo d'Europa: all'estremità orientale d'Europa, a Bisanzio, presso i monti della Troade, dai quali prese le mosse al seguito di Enea. Cronologicamente, l'impero ebbe sede a Bisanzio dal 330 e Giustiniano fu incoronato nel 527; tra le due date corrono 197 anni, perciò l'affermazione del v. 4 (" cento e cent'anni e più") non è esattissima.
6.6 vicino a' monti de' quai prima uscìo;

6.7 e sotto l'ombra de le sacre penne
6.8 governò 'l mondo lì di mano in mano,
6.9 e, sì cangiando, in su la mia pervenne.

6.10 Cesare fui e son Iustiniano, mostra/nascondi nota pa-6-10 Iustiniano: imperatore, nato il 482 e morto il 565; raccolse in un "Codex" e in un "Digestum" la legislazione romana, titolo questo che lo rese degno della massima reverenza agli occhi di Dante.
6.11 che, per voler del primo amor ch'i' sento,
6.12 d'entro le leggi trassi il troppo e 'l vano.

6.13 E prima ch'io a l'ovra fossi attento, mostra/nascondi nota pa-6-13 a l'ovra: al riordinamento delle leggi.
6.14 una natura in Cristo esser, non piùe, mostra/nascondi nota pa-6-14 una natura: allude all'eresia di Eutiche, detta monofisita, perché ammetteva in Cristo la sola nature divina. Ma di tale eresia fu seguace non Giustiniano, come si credeva nel Medio Evo, ma sua moglie Teodora.
6.15 credea, e di tal fede era contento;

6.16 ma 'l benedetto Agapito, che fue mostra/nascondi nota pa-6-16 'l benedetto Agapito: pontefice dal 533 al 536, si recò a Bisanzio per mediare la pace tra Giustiniano e il re degli Ostrogoti, Teodato.
6.17 sommo pastore, a la fede sincera
6.18 mi dirizzò con le parole sue.

6.19 Io li credetti; e ciò che 'n sua fede era,
6.20 vegg'io or chiaro sì, come tu vedi
6.21 ogni contradizione e falsa e vera. mostra/nascondi nota pa-6-21 ogni contradizione: in ogni contraddizione esserci una tesi vera e l'altra falsa.

6.22 Tosto che con la Chiesa mossi i piedi,
6.23 a Dio per grazia piacque di spirarmi
6.24 l'alto lavoro, e tutto 'n lui mi diedi; mostra/nascondi nota pa-6-24 l'alto lavoro: è sempre la raccolta delle leggi; ma essa era già al termine quando Agapito I fu assunto al soglio pontificio. Le varie inesattezze cronologiche sono da imputare a Martin Polono, fonte di Brunetto Latini, che Dante seguì.

6.25 e al mio Belisar commendai l'armi, mostra/nascondi nota pa-6-25 Belisar : Belisario (490-565), grande condottiero, nipote e generale di Giustiniano sconfisse gli Ostrogoti e i Vandali. Fu mal ricompensato da Giustiniano, che lo fece imprigionare. Ma Dante ignora questi particolari.
6.26 cui la destra del ciel fu sì congiunta,
6.27 che segno fu ch'i' dovessi posarmi. mostra/nascondi nota pa-6-27 posarmi: aver posa dalle cure della guerra.

6.28 Or qui a la question prima s'appunta mostra/nascondi nota pa-6-28 a la question prima: alla prima domanda: " non so chi tu se' " (cfr. canto precedente, v.127).
6.29 la mia risposta; ma sua condizione mostra/nascondi nota pa-6-29 sua condizione: il tono di essa risposta.
6.30 mi stringe a seguitare alcuna giunta,

6.31 perché tu veggi con quanta ragione mostra/nascondi nota pa-6-31 con quanta ragione: è ironico: quanto a torto.
6.32 si move contr'al sacrosanto segno
6.33 e chi 'l s'appropria e chi a lui s'oppone.

6.34 Vedi quanta virtù l'ha fatto degno
6.35 di reverenza; e cominciò da l'ora
6.36 che Pallante morì per darli regno. mostra/nascondi nota pa-6-36 Pallante: figlio di Evandro, re del Lazio, alleato di Enea, morì combattendo contro Turno, re dei Rutuli.

6.37 Tu sai ch'el fece in Alba sua dimora mostra/nascondi nota pa-6-37 el fece in Alba…: l'aquila imperiale dimorò in Alba Longa, città del Lazio, fondata da Ascanio, figlio di Enea.
6.38 per trecento anni e oltre, infino al fine
6.39 che i tre a' tre pugnar per lui ancora. mostra/nascondi nota pa-6-39 i tre a' tre: i tre Orazi romani, e i tre Curiazi albani. Roma era già stata fondata.

6.40 E sai ch'el fé dal mal de le Sabine mostra/nascondi nota pa-6-40 dal mal de le Sabine: dal ratto delle Sabine alla violenza subita da Lucrezia, che segnò la caduta dell'ultimo re, Tarquinio il Superbo.
6.41 al dolor di Lucrezia in sette regi,
6.42 vincendo intorno le genti vicine.

6.43 Sai quel ch'el fé portato da li egregi
6.44 Romani incontro a Brenno, incontro a Pirro, mostra/nascondi nota pa-6-44 Brenno: capo dei Galli, vinto da Camillo; Pirro è il re dell'Epiro, alleato dei Tarantini.
6.45 incontro a li altri principi e collegi;

6.46 onde Torquato e Quinzio, che dal cirro mostra/nascondi nota pa-6-46 Torquato: Tito Manlio Torquato, vincitore dei Galli e dei Latini. Quinzio è il vincitore dei Sabini, degli Equi e dei Volsci, uomo di semplicissimi costumi: fu soprannominato Cincinnato per le sue chiome sempre arruffate (" cirro = negletto " cfr. lat. cirrus, cincinnus = ricciolo). In realtà "cincinnatus" significa semplicemente "ricciuto": l'inesattezza, in cui incorse anche Petrarca, risale alle "Derivationes" di Uguccione da Pisa.
6.47 negletto fu nomato, i Deci e ' Fabi mostra/nascondi nota pa-6-47 i Deci e' Fabi: Decio Mure, suo figlio e il nipote, si sacrificarono per la patria romana; la famiglia dei Fabi diede un notevole contributo di uomini alla causa romana, dai trecento morti nella guerra contro Veio a Fabio Massimo il temporeggiatore.
6.48 ebber la fama che volontier mirro. mostra/nascondi nota pa-6-48 mirro: consacro con la mirra. Il Buti interpreta: "miro", "ammiro".

6.49 Esso atterrò l'orgoglio de li Aràbi mostra/nascondi nota pa-6-49 Aràbi: gli abitanti dell'Africa Settentrionale, che seguirono Annibale; cioè i Cartaginesi.
6.50 che di retro ad Annibale passaro
6.51 l'alpestre rocce, Po, di che tu labi. mostra/nascondi nota pa-6-51 di che tu labi: dalle quali discendi (cfr. lat. "labi").

6.52 Sott'esso giovanetti triunfaro
6.53 Scipione e Pompeo; e a quel colle mostra/nascondi nota pa-6-53 Scipione: Scipione Africano maggiore, quando combatté contro Annibale al Ticino, contava 17 anni. Trentatreenne, sconfisse Annibale a Zama. Pompeo a 25 anni conseguì il trionfo.
6.54 sotto 'l qual tu nascesti parve amaro. mostra/nascondi nota pa-6-54 parve amaro: il segno dell'aquila parve amaro, al colle di Fiesole, sovrastante Firenze, perché, secondo una leggenda, i Romani distrussero Fiesole stessa, dove si sarebbero rifugiati i resti dell'esercito di Catilina (cfr. Inf. c. XV, 61 e Par. c. XV, 126).

6.55 Poi, presso al tempo che tutto 'l ciel volle
6.56 redur lo mondo a suo modo sereno,
6.57 Cesare per voler di Roma il tolle. mostra/nascondi nota pa-6-57 il tolle: lo impugna per volontà di Roma, non come usurpatore.

6.58 E quel che fé da Varo infino a Reno, mostra/nascondi nota pa-6-58 da Varo infino a Reno: i due fiumi posti a confine della Gallia transalpina.
6.59 Isara vide ed Era e vide Senna mostra/nascondi nota pa-6-59 Isara…: l'Isère, la Loira e la Senna e il territorio attraversato dal Rodano. Allusione alle guerre galliche.
6.60 e ogne valle onde Rodano è pieno.

6.61 Quel che fé poi ch'elli uscì di Ravenna
6.62 e saltò Rubicon, fu di tal volo, mostra/nascondi nota pa-6-62 e saltò Rubicon: Cesare, reduce della Gallia, si era attestato a Ravenna, prima di attraversare il Rubicone.
6.63 che nol seguiteria lingua né penna.

6.64 Inver' la Spagna rivolse lo stuolo, mostra/nascondi nota pa-6-64 Inver' la Spagna: contro i legati di Pompeo: Petreio, Afranio e Varrone.
6.65 poi ver' Durazzo, e Farsalia percosse mostra/nascondi nota pa-6-65 ver Durazzo: nell'Illiria, donde a Farsalo, in Tessaglia, riportò la vittoria decisiva sui Pompeiani.
6.66 sì ch'al Nil caldo si sentì del duolo. mostra/nascondi nota pa-6-66 al Nil caldo: anche in Egitto si sentì dolore del colpo, in quanto Pompeo, in fuga, sbarcato in quella terra, fu fatto uccidere a tradimento dal re Tolomeo.

6.67 Antandro e Simeonta, onde si mosse, mostra/nascondi nota pa-6-67 Antandro e Simeonta: città della Frigia la prima, fiume della Troade il secondo, caratterizzano i luoghi donde l'aquila si mosse al seguito di Enea.
6.68 rivide e là dov'Ettore si cuba; mostra/nascondi nota pa-6-68 dov'Ettore si cuba: la Troade, dove Ettore giace, si trova in Asia Minore.
6.69 e mal per Tolomeo poscia si scosse. mostra/nascondi nota pa-6-69 e mal per Tolomeo: con danno di Tolomeo, al quale Cesare tolse il regno, per affidarlo alla sorella di questi, Cleopatra.

6.70 Da indi scese folgorando a Iuba; mostra/nascondi nota pa-6-70 a Iuba: contro Giuba, re di Mauritania, partigiano di Pompeo; lo sconfisse a Tapso.
6.71 onde si volse nel vostro occidente, mostra/nascondi nota pa-6-71 nel vostro occidente: in Spagna, che per voi Italiani si trova ad occidente, dove risonava la tromba di guerra (" tuba ") dei Pompeiani guidati dai figli di Pompeo che Cesare sconfisse a Munda.
6.72 ove sentia la pompeana tuba.

6.73 Di quel che fé col baiulo seguente, mostra/nascondi nota pa-6-73 baiulo: portatore. Si tratta di Ottaviano, il quale, a Filippi, vendicò la morte di Cesare, battendo Bruto e Cassio, per i quali, cfr. Inf. XXXIV, 55 e segg.
6.74 Bruto con Cassio ne l'inferno latra,
6.75 e Modena e Perugia fu dolente. mostra/nascondi nota pa-6-75 e Modena e Perugia: presso Modena, Antonio fu sconfitto da Ottaviano; Perugia fu saccheggiata perché vi si trovavano rifugiati i congiunti di Antonio.

6.76 Piangene ancor la trista Cleopatra, mostra/nascondi nota pa-6-76 Cleopatra: creata regina d'Egitto da Cesare, seguì il partito di Antonio, ma ad Azio, sconfitta e inseguita da Ottaviano, si diede la morte lasciandosi mordere da un serpente (" colubro " cfr. lat. "coluber").
6.77 che, fuggendoli innanzi, dal colubro
6.78 la morte prese subitana e atra.

6.79 Con costui corse infino al lito rubro; mostra/nascondi nota pa-6-79 al lito rubro: al mar Rosso (cfr. lat. "ruber"), conseguentemente alla conquista dell'Egitto.
6.80 con costui puose il mondo in tanta pace,
6.81 che fu serrato a Giano il suo delubro. mostra/nascondi nota pa-6-81 Giano: il tempio (" delubro " cfr. lat. "delubrum") di Giano aveva le porte aperte durante lo stato di guerra. Quando, sotto Augusto, le porte furono chiuse un tale avvenimento non si verificava da oltre duecento anni.

6.82 Ma ciò che 'l segno che parlar mi face
6.83 fatto avea prima e poi era fatturo mostra/nascondi nota pa-6-83 fatturo: sul punto di fare. E' un latinismo.
6.84 per lo regno mortal ch'a lui soggiace,

6.85 diventa in apparenza poco e scuro,
6.86 se in mano al terzo Cesare si mira mostra/nascondi nota pa-6-86 al terzo Cesare: a Tiberio.
6.87 con occhio chiaro e con affetto puro;

6.88 ché la viva giustizia che mi spira,
6.89 li concedette, in mano a quel ch'i' dico,
6.90 gloria di far vendetta a la sua ira. mostra/nascondi nota pa-6-90 gloria…: la gloria di compiere la giusta punizione (" vendetta "), con la morte del Cristo, atta a placare l'ira concepita per il peccato di Adamo. Infatti, solo il sacrificio dell'uomo-Dio poteva riscattare quella colpa, e fu gloria dell'Impero che Dio affidasse propio ad un tribunale romano il compito di condannare Cristo, compiendo così la punizione del peccato originale.

6.91 Or qui t'ammira in ciò ch'io ti replìco:
6.92 poscia con Tito a far vendetta corse mostra/nascondi nota pa-6-92 a far vendetta corse: nel 70, Tito conquistò Gerusalemme, compiendo così la vendetta della morte di Cristo che era stata a sua volta vendetta del peccato originale. L'apparente contraddizione sarà spiegata nel canto seguente.
6.93 de la vendetta del peccato antico.

6.94 E quando il dente longobardo morse
6.95 la Santa Chiesa, sotto le sue ali mostra/nascondi nota pa-6-95 sotto le sue ali: sotto le ali dell'aquila, ovvero dell'autorità imperiale. Naturalmente, Carlo Magno non era ancora imperatore, quando soccorse la Chiesa attaccata dai Longobardi, ma Dante lo considera tale, quasi inviato dalla Provvidenza.
6.96 Carlo Magno, vincendo, la soccorse.

6.97 Omai puoi giudicar di quei cotali
6.98 ch'io accusai di sopra e di lor falli, mostra/nascondi nota pa-6-98 di sopra: cfr. n. 31-33.
6.99 che son cagion di tutti vostri mali.

6.100 L'uno al pubblico segno i gigli gialli mostra/nascondi nota pa-6-100 i gigli gialli: i gigli d'oro della casa di Francia; allude agli Angioini di Napoli, allora alla testa del partito guelfo; l'altro, cioè il partito ghibellino, si appropria dell'aquila (" quello ") come distintivo di parte, così che è arduo decidere chi sia in maggior colpa.
6.101 oppone, e l'altro appropria quello a parte,
6.102 sì ch'è forte a veder chi più si falli.

6.103 Faccian li Ghibellin, faccian lor arte
6.104 sott'altro segno; ché mal segue quello mostra/nascondi nota pa-6-104 quello: il segno dell'aquila.
6.105 sempre chi la giustizia e lui diparte;

6.106 e non l'abbatta esto Carlo novello mostra/nascondi nota pa-6-106 esto Carlo novello: Carlo II d'Angiò, detto " novello " in confronto a suo padre, Carlo I.
6.107 coi Guelfi suoi, ma tema de li artigli
6.108 ch'a più alto leon trasser lo vello. mostra/nascondi nota pa-6-108 più alto leon: principe ben più potente.

6.109 Molte fiate già pianser li figli
6.110 per la colpa del padre, e non si creda
6.111 che Dio trasmuti l'arme per suoi gigli! mostra/nascondi nota pa-6-111 che Dio. . . : che Dio muti la sua insegna, l'aquila (cfr. " l'uccel di Dio ", v. 4) con i gigli di Francia.

6.112 Questa picciola stella si correda
6.113 di buoni spirti che son stati attivi
6.114 perché onore e fama li succeda:

6.115 e quando li disiri poggian quivi, mostra/nascondi nota pa-6-115 poggian quivi: si innalzano a mete terrene.
6.116 sì disviando, pur convien che i raggi
6.117 del vero amore in sù poggin men vivi. mostra/nascondi nota pa-6-117 in sù: verso Dio.

6.118 Ma nel commensurar d'i nostri gaggi mostra/nascondi nota pa-6-118 gaggi: ricompensa concessa ai soldati all'atto dell'arruolamento; da cui il verbo ingaggiare (cfr. francese "gages" dal tedesco latinizzato "wadium").
6.119 col merto è parte di nostra letizia,
6.120 perché non li vedem minor né maggi. mostra/nascondi nota pa-6-120 maggi: maggiori (cfr. Inf. c. VI, 48).

6.121 Quindi addolcisce la viva giustizia
6.122 in noi l'affetto sì, che non si puote
6.123 torcer già mai ad alcuna nequizia.

6.124 Diverse voci fanno dolci note; mostra/nascondi nota pa-6-124 Diverse voci: voci diverse pure risultano dolcemente armoniose nel coro; così, l'occupar seggi diversi, è alla base dell'armonia che regna in questi cieli.
6.125 così diversi scanni in nostra vita
6.126 rendon dolce armonia tra queste rote.

6.127 E dentro a la presente margarita mostra/nascondi nota pa-6-127 margarita: cfr. c. II, n. 34.
6.128 luce la luce di Romeo, di cui mostra/nascondi nota pa-6-128 Romeo: Romieu de Villeneuve, gran siniscalco di Raimondo Berengario IV (Berlinghieri) conte di Provenza, storicamente governò quella regione anche dopo la morte di Raimondo e, divenuto tutore della principessa Beatrice, la diede in moglie a Carlo I d'Angiò (cfr. Purg. c. XX, 61). Qui Dante segue la leggenda che lo volle umile pellegrino, una specie di santo.
6.129 fu l'ovra grande e bella mal gradita.

6.130 Ma i Provenzai che fecer contra lui mostra/nascondi nota pa-6-130 Ma i Provenzai: la leggenda narra che, malgrado la saggia amministrazione e i buoni uffici, Romieu cadde in sospetto del Conte, per le delazioni dei cortigiani invidiosi.
6.131 non hanno riso; e però mal cammina
6.132 qual si fa danno del ben fare altrui.

6.133 Quattro figlie ebbe, e ciascuna reina, mostra/nascondi nota pa-6-133 Quattro figlie: Margherita sposò Luigi IX di Francia; Eleonora, Arrigo III d'Inghilterra; Sancia, Riccardo di Cornovaglia, futuro re di Germania, infine Beatrice Carlo I d'Angíò, re di Sicilia.
6.134 Ramondo Beringhiere, e ciò li fece
6.135 Romeo, persona umìle e peregrina.

6.136 E poi il mosser le parole biece
6.137 a dimandar ragione a questo giusto,
6.138 che li assegnò sette e cinque per diece, mostra/nascondi nota pa-6-138 sette e cinque…: rese ad usura quel che aveva avuto da amministrare; cioè rese dodici per dieci, il 120 per cento.

6.139 indi partissi povero e vetusto;
6.140 e se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe
6.141 mendicando sua vita a frusto a frusto, mostra/nascondi nota pa-6-141 a frusto a frusto: a tozzo, a tozzo di pane (cfr. lat. "frustum").

6.142 assai lo loda, e più lo loderebbe».

Paradiso : Canto 7

7.1 «Osanna, sanctus Deus sabaòth, mostra/nascondi nota pa-7-1 Osanna…:. Salve o santo Dio degli eserciti, che dall'alto inondi del tuo splendore le beate fiaccole di questi regni ". Qui, alla lingua latina, sono mescolate parole ebraiche (osanna, sabaòth, malacòth). "Malacòth" è erronea trascrizione del genitivo ebraico "mamlacoth", letto da Dante nel prologo della "Vulgata" di San Girolamo.
7.2 superillustrans claritate tua
7.3 felices ignes horum malacòth!».

7.4 Così, volgendosi a la nota sua, mostra/nascondi nota pa-7-4 a la nota sua: secondo il ritmo del suo canto.
7.5 fu viso a me cantare essa sustanza, mostra/nascondi nota pa-7-5 sustanza: l'anima di Giustiniano.
7.6 sopra la qual doppio lume s'addua: mostra/nascondi nota pa-7-6 s'addua: si assomma. Il duplice lume è costituito dalla beatitudine celeste e dalla dignità imperiale.

7.7 ed essa e l'altre mossero a sua danza,
7.8 e quasi velocissime faville,
7.9 mi si velar di sùbita distanza.

7.10 Io dubitava e dicea "Dille, dille!"
7.11 fra me, "dille", dicea, `a la mia donna
7.12 che mi diseta con le dolci stille'.

7.13 Ma quella reverenza che s'indonna mostra/nascondi nota pa-7-13 s'indonna: s'impadronisce. Donna viene dal lat. "domina": signora, padrona.
7.14 di tutto me, pur per Be e per ice, mostra/nascondi nota pa-7-14 pur per Be…: soltanto al suono d'una sillaba di quel nome (quello di Beatrice).
7.15 mi richinava come l'uom ch'assonna.

7.16 Poco sofferse me cotal Beatrice
7.17 e cominciò, raggiandomi d'un riso
7.18 tal, che nel foco faria l'uom felice: mostra/nascondi nota pa-7-18 nel foco: anche chi fosse tra le fiamme.

7.19 «Secondo mio infallibile avviso,
7.20 come giusta vendetta giustamente
7.21 punita fosse, t'ha in pensier miso; mostra/nascondi nota pa-7-21 t'ha in pensier miso: ti è causa di dubbio quanto ha affermato Giustiniano, cioè che una giusta vendetta (la morte di Cristo) sia stata punita con una vendetta altrettanto giusta (la distruzione di Gerusalemme).

7.22 ma io ti solverò tosto la mente;
7.23 e tu ascolta, ché le mie parole
7.24 di gran sentenza ti faran presente. mostra/nascondi nota pa-7-24 presente: dono.

7.25 Per non soffrire a la virtù che vole mostra/nascondi nota pa-7-25 Per non soffrire…: per non aver tollerato un freno, imposto per suo vantaggio alla volontà (" a la virtù… "), Adamo (" quell'uom… "), dannando sè stesso, condannò tutto il genere umano.
7.26 freno a suo prode, quell'uom che non nacque,
7.27 dannando sé, dannò tutta sua prole;

7.28 onde l'umana specie inferma giacque
7.29 giù per secoli molti in grande errore,
7.30 fin ch'al Verbo di Dio discender piacque mostra/nascondi nota pa-7-30 Verbo di Dio: Cristo, incarnatosi, rappresenta la parola di Dio: " Verbum caro factum est " (cfr. Giovanni I, 14).

7.31 u' la natura, che dal suo fattore mostra/nascondi nota pa-7-31 u': dove (cfr. lat. "ubi").
7.32 s'era allungata, unì a sé in persona mostra/nascondi nota pa-7-32 allungata: allontanata.
7.33 con l'atto sol del suo etterno amore. mostra/nascondi nota pa-7-33 con l'atto sol: sol per virtù dello Spirito Santo ("etterno amore").

7.34 Or drizza il viso a quel ch'or si ragiona: mostra/nascondi nota pa-7-34 il viso: la vista della mente.
7.35 questa natura al suo fattore unita, mostra/nascondi nota pa-7-35 questa natura: la natura umana, unita a Dio nella persona di Gesù.
7.36 qual fu creata, fu sincera e buona; mostra/nascondi nota pa-7-36 fu sincera e buona: fu priva di colpa, quale era quella di Adamo, prima del peccato originale.

7.37 ma per sé stessa pur fu ella sbandita mostra/nascondi nota pa-7-37 ma per sé stessa: ma in quanto natura umana, era pur sempre quella bandita dal Paradiso.
7.38 di paradiso, però che si torse
7.39 da via di verità e da sua vita.

7.40 La pena dunque che la croce porse
7.41 s'a la natura assunta si misura, mostra/nascondi nota pa-7-41 s'a la natura: se la si considera in rapporto alla natura umana, assunta da Cristo, fu giustissima.
7.42 nulla già mai sì giustamente morse;

7.43 e così nulla fu di tanta ingiura,
7.44 guardando a la persona che sofferse, mostra/nascondi nota pa-7-44 guardando: se si considera in rapporto alla persona divina, che subì la pena, ed in cui era congiunta la natura umana.
7.45 in che era contratta tal natura.

7.46 Però d'un atto uscir cose diverse: mostra/nascondi nota pa-7-46 d'un atto: da un medesimo atto.
7.47 ch'a Dio e a' Giudei piacque una morte;
7.48 per lei tremò la terra e 'l ciel s'aperse. mostra/nascondi nota pa-7-48 per lei: per tale morte tremò inorridita la terra e s'aperse il cielo agli uomini redenti.

7.49 Non ti dee oramai parer più forte, mostra/nascondi nota pa-7-49 forte: difficile, oscuro.
7.50 quando si dice che giusta vendetta
7.51 poscia vengiata fu da giusta corte. mostra/nascondi nota pa-7-51 vengiata : vendicata, cioè punita dal giusto tribunale celeste.

7.52 Ma io veggi' or la tua mente ristretta
7.53 di pensiero in pensier dentro ad un nodo,
7.54 del qual con gran disio solver s'aspetta.

7.55 Tu dici: "Ben discerno ciò ch'i' odo;
7.56 ma perché Dio volesse, m'è occulto,
7.57 a nostra redenzion pur questo modo". mostra/nascondi nota pa-7-57 pur questo modo: quest'unico mezzo.

7.58 Questo decreto, frate, sta sepulto
7.59 a li occhi di ciascuno il cui ingegno
7.60 ne la fiamma d'amor non è adulto. mostra/nascondi nota pa-7-60 non è adulto: non è maturato alla fiamma dell'amore divino.

7.61 Veramente, però ch'a questo segno mostra/nascondi nota pa-7-61 a questo segno: a questo argomento.
7.62 molto si mira e poco si discerne,
7.63 dirò perché tal modo fu più degno.

7.64 La divina bontà, che da sé sperne mostra/nascondi nota pa-7-64 sperne: respinge ogni meschina invidia (" livore ") dell'altrui bene.
7.65 ogne livore, ardendo in sé, sfavilla
7.66 sì che dispiega le bellezze etterne.

7.67 Ciò che da lei sanza mezzo distilla mostra/nascondi nota pa-7-67 sanza mezzo: per immediato effetto, senza intervento della natura, è eterno perché l'impronta che costituisce come il divino sigillo è immutabile.
7.68 non ha poi fine, perché non si move
7.69 la sua imprenta quand'ella sigilla.

7.70 Ciò che da essa sanza mezzo piove
7.71 libero è tutto, perché non soggiace
7.72 a la virtute de le cose nove. mostra/nascondi nota pa-7-72 a la virtute: alle influenze dei cieli; " cose nove " perché Dio che li ha creati, preesisteva ad essi. L'anima è dunque libera.

7.73 Più l'è conforme, e però più le piace; mostra/nascondi nota pa-7-73 Più l'è conforme: più è simile alla divina bontà e più essa bontà ama le cose a lei simili.
7.74 ché l'ardor santo ch'ogne cosa raggia,
7.75 ne la più somigliante è più vivace. mostra/nascondi nota pa-7-75 più vivace: più vivo ed evidente.

7.76 Di tutte queste dote s'avvantaggia
7.77 l'umana creatura; e s'una manca,
7.78 di sua nobilità convien che caggia. mostra/nascondi nota pa-7-78 convien che caggia: è necessario che decada dal suo stato di perfezione (" nobilità ").

7.79 Solo il peccato è quel che la disfranca mostra/nascondi nota pa-7-79 la disfranca: le toglie la libertà, per cui la rende dissimile a Dio. 81 del lume suo: della luce della grazia divina. Perduta la libertà e la somiglianza con Dio, all'anima resta soltanto l'immortalità.
7.80 e falla dissìmile al sommo bene,
7.81 per che del lume suo poco s'imbianca;

7.82 e in sua dignità mai non rivene,
7.83 se non riempie, dove colpa vòta,
7.84 contra mal dilettar con giuste pene.

7.85 Vostra natura, quando peccò tota mostra/nascondi nota pa-7-85 peccò tota: peccò tutta intera nella persona di Adamo, seme del genere umano.
7.86 nel seme suo, da queste dignitadi,
7.87 come di paradiso, fu remota;

7.88 né ricovrar potiensi, se tu badi
7.89 ben sottilmente, per alcuna via,
7.90 sanza passar per un di questi guadi: mostra/nascondi nota pa-7-90 guadi: passaggi obbligati.

7.91 o che Dio solo per sua cortesia
7.92 dimesso avesse, o che l'uom per sé isso mostra/nascondi nota pa-7-92 dimesso avesse: avesse perdonato; per sé isso: per sè stesso.
7.93 avesse sodisfatto a sua follia.

7.94 Ficca mo l'occhio per entro l'abisso
7.95 de l'etterno consiglio, quanto puoi
7.96 al mio parlar distrettamente fisso.

7.97 Non potea l'uomo ne' termini suoi mostra/nascondi nota pa-7-97 ne' termini suoi: nelle sue limitate possibilità.
7.98 mai sodisfar, per non potere ir giuso
7.99 con umiltate obediendo poi,

7.100 quanto disobediendo intese ir suso;
7.101 e questa è la cagion per che l'uom fue
7.102 da poter sodisfar per sé dischiuso. mostra/nascondi nota pa-7-102 dischiuso: impedito, escluso dalla possibilità di soddisfare da sè.

7.103 Dunque a Dio convenia con le vie sue
7.104 riparar l'omo a sua intera vita,
7.105 dico con l'una, o ver con amendue. mostra/nascondi nota pa-7-105 dico con l'una: o col suo perdono, o con l'offrire la possibilità di riscattare, risarcire la colpa.

7.106 Ma perché l'ovra tanto è più gradita
7.107 da l'operante, quanto più appresenta mostra/nascondi nota pa-7-107 da l'operante: da colui che la compie.
7.108 de la bontà del core ond'ell'è uscita,

7.109 la divina bontà che 'l mondo imprenta,
7.110 di proceder per tutte le sue vie, mostra/nascondi nota pa-7-110 per tutte le sue vie: con entrambi i processi possibili (cfr. n. 105).
7.111 a rilevarvi suso, fu contenta.

7.112 Né tra l'ultima notte e 'l primo die mostra/nascondi nota pa-7-112 tra l'ultima notte: tra il giorno del giudizio e quello della creazione (" primo die " ).
7.113 sì alto o sì magnifico processo,
7.114 o per l'una o per l'altra, fu o fie: mostra/nascondi nota pa-7-114 fie: sarà.

7.115 ché più largo fu Dio a dar sé stesso mostra/nascondi nota pa-7-115 più largo: più generoso.
7.116 per far l'uom sufficiente a rilevarsi,
7.117 che s'elli avesse sol da sé dimesso;

7.118 e tutti li altri modi erano scarsi mostra/nascondi nota pa-7-118 scarsi: insufficienti a compiere l'espiazione.
7.119 a la giustizia, se 'l Figliuol di Dio
7.120 non fosse umiliato ad incarnarsi.

7.121 Or per empierti bene ogni disio,
7.122 ritorno a dichiararti in alcun loco,
7.123 perché tu veggi lì così com'io.

7.124 Tu dici: ``Io veggio l'acqua, io veggio il foco,
7.125 l'aere e la terra e tutte lor misture
7.126 venire a corruzione, e durar poco;

7.127 e queste cose pur furon creature; mostra/nascondi nota pa-7-127 creature: cose create da Dio; perciò si potrebbero pensare incorruttibili.
7.128 per che, se ciò ch'è detto è stato vero,
7.129 esser dovrien da corruzion sicure''.

7.130 Li angeli, frate, e 'l paese sincero mostra/nascondi nota pa-7-130 sincero: puro.
7.131 nel qual tu se', dir si posson creati,
7.132 sì come sono, in loro essere intero; mostra/nascondi nota pa-7-132 in loro essere intero: nell'integrità della loro essenza, cioè nella loro perfezione.

7.133 ma li elementi che tu hai nomati mostra/nascondi nota pa-7-133 hai nomati: al v. 124 e sgg.
7.134 e quelle cose che di lor si fanno
7.135 da creata virtù sono informati. mostra/nascondi nota pa-7-135 da creata virtù: non da Dio direttamente, ma dalla virtù dei cieli e degli angeli, che è anch'essa virtù creata.

7.136 Creata fu la materia ch'elli hanno;
7.137 creata fu la virtù informante
7.138 in queste stelle che 'ntorno a lor vanno.

7.139 L'anima d'ogne bruto e de le piante
7.140 di complession potenziata tira
7.141 lo raggio e 'l moto de le luci sante; mostra/nascondi nota pa-7-141 lo raggio: la luce e il moto dei corpi celesti trae fuori (" tira ") dal complesso degli elementi, potenzialmente idonea a questo, l'anima, cioè la vita dei bruti e delle piante.

7.142 ma vostra vita sanza mezzo spira mostra/nascondi nota pa-7-142 ma vostra vita: al contrario, la somma bontà divina ( " beninanza " ) impone (" spira ") direttamente (" sanza mezzo ") la vostra vita, cioè l'anima nel corpo dell'uomo. Per questo, l'anima dell'uomo è incorruttibile e immortale.
7.143 la somma beninanza, e la innamora
7.144 di sé sì che poi sempre la disira.

7.145 E quinci puoi argomentare ancora
7.146 vostra resurrezion, se tu ripensi
7.147 come l'umana carne fessi allora mostra/nascondi nota pa-7-147 come l'umana carne…: come fu creato il corpo da Dio, non si può dubitare della resurrezione della carne (" vostra resurrezion " ).

7.148 che li primi parenti intrambo fensi».

Paradiso : Canto 8

8.1 Solea creder lo mondo in suo periclo mostra/nascondi nota pa-8-1 in suo periclo: con suo pericolo, quando tra gli uomini dominava il paganesimo.
8.2 che la bella Ciprigna il folle amore mostra/nascondi nota pa-8-2 Ciprigna: Venere, così chiamata perché nata in Cipro.
8.3 raggiasse, volta nel terzo epiciclo; mostra/nascondi nota pa-8-3 raggiasse: diffondesse col suo raggio l'amore sensuale ( " folle " ) che non soggiace alla ragione.

8.4 per che non pur a lei faceano onore
8.5 di sacrificio e di votivo grido
8.6 le genti antiche ne l'antico errore; mostra/nascondi nota pa-8-6 ne l'antico errore: scambiando per vere divinità le intelligenze angeliche, creature di Dio anch'esse. Così Dante spiega il politeismo (cfr. c. IV, 61-63).

8.7 ma Dione onoravano e Cupido, mostra/nascondi nota pa-8-7 Dione… Cupido: la madre e il figlio di Venere.
8.8 quella per madre sua, questo per figlio,
8.9 e dicean ch'el sedette in grembo a Dido; mostra/nascondi nota pa-8-9 in grembo a Dido: allude al racconto virgiliono (cfr. En., c. I, 57 e segg.; 7I5 e segg.), secondo il quale Cupido, assunto l'aspetto di Ascanio, accese nel cuore di Didone, mentre le sedeva in grembo, l'amore per Enea.

8.10 e da costei ond'io principio piglio
8.11 pigliavano il vocabol de la stella mostra/nascondi nota pa-8-11 il vocabol : il nome della stella Venere, che il Sole contempla ora seguendola ( " da coppa " ) quand'essa al mattino lo precede e si chiama Lucifero, ora precedendola (" da ciglio ") quand'essa alla sera lo segue e si chiama Espero.
8.12 che 'l sol vagheggia or da coppa or da ciglio.

8.13 Io non m'accorsi del salire in ella; mostra/nascondi nota pa-8-13 in ella: in Venere.
8.14 ma d'esservi entro mi fé assai fede
8.15 la donna mia ch'i' vidi far più bella. mostra/nascondi nota pa-8-15 far: farsi, divenire.

8.16 E come in fiamma favilla si vede,
8.17 e come in voce voce si discerne,
8.18 quand'una è ferma e altra va e riede, mostra/nascondi nota pa-8-18 quand'una è ferma: quando, nel coro una voce tiene a lungo la nota e un'altra esegue modulate variazioni (" va e riede " ).

8.19 vid'io in essa luce altre lucerne
8.20 muoversi in giro più e men correnti,
8.21 al modo, credo, di lor viste interne. mostra/nascondi nota pa-8-21 di lor viste interne: della visione di Dio che ciascuna racchiudeva in sé.

8.22 Di fredda nube non disceser venti,
8.23 o visibili o no, tanto festini, mostra/nascondi nota pa-8-23 festini: cfr. c. III, 61.
8.24 che non paressero impediti e lenti

8.25 a chi avesse quei lumi divini
8.26 veduti a noi venir, lasciando il giro
8.27 pria cominciato in li alti Serafini; mostra/nascondi nota pa-8-27 in li alti Serafini: nell'Empireo, designato col nome del primo dei nove cori angelici.

8.28 e dentro a quei che più innanzi appariro
8.29 sonava "Osanna" sì, che unque poi mostra/nascondi nota pa-8-29 Osanna: salve (cfr. c. VII, 1). Unque : giammai. 32 presti: pronti e disposti a quel che può farti piacere.
8.30 di riudir non fui sanza disiro.

8.31 Indi si fece l'un più presso a noi
8.32 e solo incominciò: «Tutti sem presti
8.33 al tuo piacer, perché di noi ti gioi.

8.34 Noi ci volgiam coi principi celesti mostra/nascondi nota pa-8-34 principi celesti : col coro angelico dei Principati, che guida il cielo di Venere (cfr. Inf. c. VII, 74) e ad esso è preposto (cfr. c. 1tXVlll, n. 78).
8.35 d'un giro e d'un girare e d'una sete,
8.36 ai quali tu del mondo già dicesti:

8.37 "Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete"; mostra/nascondi nota pa-8-37 Voi che 'ntendendo: è l'"incipit" della prima delle tre canzoni commentate del Convivio (cfr. II, B) e rivolta alle intelligenze motrici del III cielo.
8.38 e sem sì pien d'amor, che, per piacerti,
8.39 non fia men dolce un poco di quiete». mostra/nascondi nota pa-8-39 quiete: sosta del canto e della danza (cfr. v. 20).

8.40 Poscia che li occhi miei si fuoro offerti
8.41 a la mia donna reverenti, ed essa
8.42 fatti li avea di sé contenti e certi,

8.43 rivolsersi a la luce che promessa
8.44 tanto s'avea, e «Deh, chi siete?» fue
8.45 la voce mia di grande affetto impressa.

8.46 E quanta e quale vid'io lei far piùe mostra/nascondi nota pa-8-46 far piùe: farsi maggiore.
8.47 per allegrezza nova che s'accrebbe,
8.48 quando parlai, a l'allegrezze sue!

8.49 Così fatta, mi disse: «Il mondo m'ebbe
8.50 giù poco tempo; e se più fosse stato, mostra/nascondi nota pa-8-50 poco tempo: lo spirito è Carlo Martello d'Angiò, figlio di Carlo II lo Zoppo, re d'Ungheria dal 1290 al 1295, anno in cui morì: il mondo lo ebbe poco tempo, perché si spense a soli ventiquattro anni (1271-1295).
8.51 molto sarà di mal, che non sarebbe. mostra/nascondi nota pa-8-51 molto sarà di mal: allusione oscura ai mali causati dal fratello Roberto; mali che, egli vivo, avrebbe evitato.

8.52 La mia letizia mi ti tien celato
8.53 che mi raggia dintorno e mi nasconde
8.54 quasi animal di sua seta fasciato. mostra/nascondi nota pa-8-54 animal: il baco da seta, fasciato nel suo bozzolo.

8.55 Assai m'amasti, e avesti ben onde; mostra/nascondi nota pa-8-55 Assai m'amastí : nel 1294 Carlo Martello sostò in Firenze, ove attendeva il padre Carlo II, per oltre venti giorni " ed egli mostrò grande amore a' Fiorentini, ond'ebbe molto le grazie di tutti " (cfr. G. Villani, VIII, 13). E' probabile che in quel tempo Dante abbia avuto con Carlo rapporti amichevoli, favoriti dall'amore comune per la poesia (cfr. v. 36-37).
8.56 che s'io fossi giù stato, io ti mostrava
8.57 di mio amor più oltre che le fronde.

8.58 Quella sinistra riva che si lava mostra/nascondi nota pa-8-58 sinistra riva: la Provenza, che si bagna del Rodano, dopo che questo ha ricevuto il Sorga.
8.59 di Rodano poi ch'è misto con Sorga,
8.60 per suo segnore a tempo m'aspettava,

8.61 e quel corno d'Ausonia che s'imborga mostra/nascondi nota pa-8-61 corno d'Ausonia: la parte meridionale d'Italia, ove sono le città di Bari, Gaeta e Catona (sull'estrema costa meridionale della Calabria) a partire dalla regione ove, a oriente, sfocia in mare il Tronto e ad occidente il Liri o Garigliano (" Verde ", cfr. Purg. c. III, 131). Sono i confini del regno di Napoli.
8.62 di Bari e di Gaeta e di Catona
8.63 da ove Tronto e Verde in mare sgorga.

8.64 Fulgeami già in fronte la corona
8.65 di quella terra che 'l Danubio riga mostra/nascondi nota pa-8-65 di quella terra: dell'Ungheria, che il Danubio attraversa ( " riga " ), dopo essere uscito dai territori germanici. Carlo fu incoronato re d'Ungheria nel 1292 ad Aix, in quanto figlio di Maria, sorella di Ladislao IV, morto senza eredi nel 1290.
8.66 poi che le ripe tedesche abbandona.

8.67 E la bella Trinacria, che caliga mostra/nascondi nota pa-8-67 Trinacria: la Sicilia, che si copre di caligine (" caliga ") tra capo Passero ( " Pachino " ) a sud e il capo Faro ( " Peloro ") a nord, sopra il golfo di Catania, che maggiormente è travagliato dal vento di Scirocco (" Euro "), non a causa di Tifeo, il gigante fulminato da Giove e che si immaginava sepolto sotto l'Etna, ma a causa di eruzioni proprie di quella terra sulfurea.
8.68 tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo
8.69 che riceve da Euro maggior briga,

8.70 non per Tifeo ma per nascente solfo,
8.71 attesi avrebbe li suoi regi ancora,
8.72 nati per me di Carlo e di Ridolfo, mostra/nascondi nota pa-8-72 di Carlo e di Ridolfo: quali successori per mio tramite (" per me ") di Carlo II d'Angiò, mio padre, e di Rodolfo d'Absburgo, padre di mia moglie Clemenza.

8.73 se mala segnoria, che sempre accora
8.74 li popoli suggetti, non avesse
8.75 mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!". mostra/nascondi nota pa-8-75 Mora, mora: è il grido che animò la guerra del Vespro, scoppiata in Palermo il 30 marzo 1282 contro l'oppressione e il malgoverno angioini.

8.76 E se mio frate questo antivedesse, mostra/nascondi nota pa-8-76 mio frate: se il fratello Roberto (che salirà al trono nel 1309) prevedesse ora, nel 1300, le dolorose conseguenze del malgoverno ( " questo antivedesse " ), già fuggirebbe la deleteria amministrazione degli avidi Catalani, che egli eleverà ad importanti uffici. "Catalogna" è sineddoche (l'astratto per il concreto): il procedimento antomomastico è reso così più efficace.
8.77 l'avara povertà di Catalogna
8.78 già fuggeria, perché non li offendesse;

8.79 ché veramente proveder bisogna
8.80 per lui, o per altrui, sì ch'a sua barca mostra/nascondi nota pa-8-80 barca: il regno, già tanto oppresso (" carcata ").
8.81 carcata più d'incarco non si pogna.

8.82 La sua natura, che di larga parca
8.83 discese, avria mestier di tal milizia mostra/nascondi nota pa-8-83 milizia: funzionari che non si occupassero soltanto di ammassar denari.
8.84 che non curasse di mettere in arca».

8.85 «Però ch'i' credo che l'alta letizia
8.86 che 'l tuo parlar m'infonde, segnor mio,
8.87 là 've ogne ben si termina e s'inizia, mostra/nascondi nota pa-8-87 là 've: in Dio, principio e fine d'ogni bene.

8.88 per te si veggia come la vegg'io,
8.89 grata m'è più; e anco quest'ho caro
8.90 perché 'l discerni rimirando in Dio.

8.91 Fatto m'hai lieto, e così mi fa chiaro,
8.92 poi che, parlando, a dubitar m'hai mosso
8.93 com'esser può, di dolce seme, amaro». mostra/nascondi nota pa-8-93 di dolce seme, amaro: come, da un progenitore buono, possa nascere una discendenza degenere.

8.94 Questo io a lui; ed elli a me: «S'io posso
8.95 mostrarti un vero, a quel che tu dimandi
8.96 terrai lo viso come tien lo dosso.

8.97 Lo ben che tutto il regno che tu scandi mostra/nascondi nota pa-8-97 Lo ben: Dio, che fa volgere e che rende lieto tutto il Paradiso che tu attraversi, fa in modo, nella sua alta previdenza, che vi siano speciali vie d'influsso in questi grandi pianeti. E non soltanto Dio pensa a provvedere alle indoli umane, ma pensa anche alla loro conservazione e al loro perfezionamento.
8.98 volge e contenta, fa esser virtute
8.99 sua provedenza in questi corpi grandi.

8.100 E non pur le nature provedute
8.101 sono in la mente ch'è da sé perfetta,
8.102 ma esse insieme con la lor salute:

8.103 per che quantunque quest'arco saetta
8.104 disposto cade a proveduto fine,
8.105 sì come cosa in suo segno diretta.

8.106 Se ciò non fosse, il ciel che tu cammine mostra/nascondi nota pa-8-106 Se ciò non fosse: se le cose non tendessero ad un loro fine, i cieli, che tu vai attraversando, produrrebbero coi loro influssi non già una società ordinata, ma una società disgregata; e questa disgregazione non può sussistere, a meno che le creature angeliche motrici di questi cieli non siano imperfette e a meno che non sia imperfetto Dio stesso, se si suppone ch'egli abbia lasciati imperfetti gli angeli.
8.107 producerebbe sì li suoi effetti,
8.108 che non sarebbero arti, ma ruine;

8.109 e ciò esser non può, se li 'ntelletti
8.110 che muovon queste stelle non son manchi,
8.111 e manco il primo, che non li ha perfetti.

8.112 Vuo' tu che questo ver più ti s'imbianchi?».
8.113 E io: «Non già; ché impossibil veggio
8.114 che la natura, in quel ch'è uopo, stanchi». mostra/nascondi nota pa-8-114 stanchi: si stanchi, cioè venga meno.

8.115 Ond'elli ancora: «Or di': sarebbe il peggio
8.116 per l'omo in terra, se non fosse cive?». mostra/nascondi nota pa-8-116 se non fosse cíve: se non fosse cittadino di una società civile e organizzata.
8.117 «Sì», rispuos'io; «e qui ragion non cheggio».

8.118 «E puot'elli esser, se giù non si vive
8.119 diversamente per diversi offici? mostra/nascondi nota pa-8-119 diversamente: il vivere in diversità di condizione, seguendo ciascuno un diverso mestiere è il presupposto del vivere sociale.
8.120 Non, se 'l maestro vostro ben vi scrive». mostra/nascondi nota pa-8-120 'l maestro vostro: Aristotele.

8.121 Sì venne deducendo infino a quici;
8.122 poscia conchiuse: «Dunque esser diverse
8.123 convien di vostri effetti le radici: mostra/nascondi nota pa-8-123 le radici: le attitudini proprie di ciascun uomo.

8.124 per ch'un nasce Solone e altro Serse, mostra/nascondi nota pa-8-124 Solone: arconte di Atene, eletto nel 594 a. C., riformò le leggi della sua città; Serse: condottiero persiano (cfr. Purg. c. XXVIII, 71). Melchisedèch: sacerdote al tempo di Abramo; quello: Dedalo, che perse il figlio Icaro (cfr. Inf. c. XVII, n. 109).
8.125 altro Melchisedèch e altro quello
8.126 che, volando per l'aere, il figlio perse.

8.127 La circular natura, ch'è suggello mostra/nascondi nota pa-8-127 La circular natura: la " natura informativa dei cieli, che sempre girano " (Buti).
8.128 a la cera mortal, fa ben sua arte,
8.129 ma non distingue l'un da l'altro ostello. mostra/nascondi nota pa-8-129 l'un da l'altro ostello: tra famiglia e famiglia.

8.130 Quinci addivien ch'Esaù si diparte mostra/nascondi nota pa-8-130 Esaù: gemello di Giacobbe, entrambi figli di Isacco, ma diversissimi per indole tra loro.
8.131 per seme da Iacòb; e vien Quirino
8.132 da sì vil padre, che si rende a Marte. mostra/nascondi nota pa-8-132 Quirino: Romolo, che discende da padre così oscuro che, per riabilitarlo, si ascrive come figlio a Marte.

8.133 Natura generata il suo cammino mostra/nascondi nota pa-8-133 Natura generata: la natura dei figli.
8.134 simil farebbe sempre a' generanti,
8.135 se non vincesse il proveder divino.

8.136 Or quel che t'era dietro t'è davanti:
8.137 ma perché sappi che di te mi giova, mostra/nascondi nota pa-8-137 mi giova: mi piace parlare con te (cfr. lat. "iuvat").
8.138 un corollario voglio che t'ammanti.

8.139 Sempre natura, se fortuna trova mostra/nascondi nota pa-8-139 se fortuna trova: se incontra avverse circostanze che la contrastino.
8.140 discorde a sé, com'ogne altra semente
8.141 fuor di sua region, fa mala prova.

8.142 E se 'l mondo là giù ponesse mente
8.143 al fondamento che natura pone, mostra/nascondi nota pa-8-143 al fondamento: all'indole posta dalla natura.
8.144 seguendo lui, avria buona la gente.

8.145 Ma voi torcete a la religione
8.146 tal che fia nato a cignersi la spada,
8.147 e fate re di tal ch'è da sermone; mostra/nascondi nota pa-8-147 da sermone: è nato per predicare.

8.148 onde la traccia vostra è fuor di strada».

Paradiso : Canto 9

9.1 Da poi che Carlo tuo, bella Clemenza, mostra/nascondi nota pa-9-1 Clemenza: nome della moglie di Carlo Martello ed anche della figlia, sposa, nel 1315, di Luigi X di Francia, alla quale qui Dante si rivolge, secondo alcuni, dato che la moglie di Carlo era morta nel 1295, mentre la figlia, nel 1300, ancora viveva. Purtuttavia " Carlo tuo " è "appellativo essenzialmente coniugale " (Del Lungo).
9.2 m'ebbe chiarito, mi narrò li 'nganni
9.3 che ricever dovea la sua semenza;

9.4 ma disse: «Taci e lascia muover li anni»;
9.5 sì ch'io non posso dir se non che pianto mostra/nascondi nota pa-9-5 pianto: giusto castigo.
9.6 giusto verrà di retro ai vostri danni.

9.7 E già la vita di quel lume santo
9.8 rivolta s'era al Sol che la riempie mostra/nascondi nota pa-9-8 al Sol: a Dio.
9.9 come quel ben ch'a ogne cosa è tanto.

9.10 Ahi anime ingannate e fatture empie, mostra/nascondi nota pa-9-10 fatture: creature.
9.11 che da sì fatto ben torcete i cuori,
9.12 drizzando in vanità le vostre tempie!

9.13 Ed ecco un altro di quelli splendori
9.14 ver' me si fece, e 'l suo voler piacermi,
9.15 significava nel chiarir di fori. mostra/nascondi nota pa-9-15 significava: manifestava con l'accrescere la sua luminosità esteriore.

9.16 Li occhi di Beatrice, ch'eran fermi
9.17 sovra me, come pria, di caro assenso
9.18 al mio disio certificato fermi.

9.19 «Deh, metti al mio voler tosto compenso,
9.20 beato spirto», dissi, «e fammi prova
9.21 ch'i' possa in te rifletter quel ch'io penso!». mostra/nascondi nota pa-9-21 in te rifletter: far giungere a te, senza esprimerlo, il mio pensiero, riflesso da Dio.

9.22 Onde la luce che m'era ancor nova,
9.23 del suo profondo, ond'ella pria cantava
9.24 seguette come a cui di ben far giova: mostra/nascondi nota pa-9-24 giova: piace (cfr. lat. "iuvat").

9.25 «in quella parte della terra prava
9.26 italica che siede tra Rialto mostra/nascondi nota pa-9-26 tra Rialto: tra Venezia e i monti dai quali discendono il Brenta e il Piave: è la Marca Trevigiana.
9.27 e le fontane di Brenta e di Piava,

9.28 si leva un colle, e non surge molt'alto, mostra/nascondi nota pa-9-28 un colle: il colle di Romano, ove sorgeva il castello degli Ezzelini.
9.29 là onde scese già una facella mostra/nascondi nota pa-9-29 una facella: il tiranno Ezzelino III da Romano (cfr. Inf. c. XII, n. 107), che causò gravi danni alla regione. .
9.30 che fece a la contrada un grande assalto.

9.31 D'una radice nacqui ed io ed ella: mostra/nascondi nota pa-9-31 D'una radice: dai medesimi genitori.
9.32 Cunizza fui chiamata, e qui refulgo mostra/nascondi nota pa-9-32 Cunizza: figlia di Ezzelino II e di Adelaide di Mangona (circa 1198-1279). Sposò, nel 1222, Riccardo di San Bonifacio, ma lo abbandonò con la complicità di Sordello, che sembra amasse appassionatamente. Anche se è concordemente ricordata come donna di grande lascivia, tuttavia trascorse a Firenze, ospite dei Cavalcanti, i suoi ultimi anni, volgendo a Dio l'amore prima rivolto alle cose mondane.
9.33 perché mi vinse il lume d'esta stella;

9.34 ma lietamente a me medesma indulgo mostra/nascondi nota pa-9-34 indulgo: perdono.
9.35 la cagion di mia sorte, e non mi noia;
9.36 che parria forse forte al vostro vulgo. mostra/nascondi nota pa-9-36 che parria: il che potrebbe sembrare incomprensibile a voi uomini. I beati ricordano il male passato solo come un fatto a sè stante, che non li tocca, un dato di conoscenza oggettiva (cfr. Purg. c. XXVIII, 127 e segg.).

9.37 Di questa luculenta e cara gioia mostra/nascondi nota pa-9-37 luculenta: assai splendente.
9.38 del nostro cielo che più m'è propinqua,
9.39 grande fama rimase; e pria che moia,

9.40 questo centesimo anno ancor s'incinqua: mostra/nascondi nota pa-9-40 questo centesimo anno: il 1300; s'incinqua: si moltiplica cinque volte; il cinque ha il valore generico di molte volte. Cioè: la fama di quel luminoso gioiello (" gioia "), lo spirito che più è vicino a Cunizza, durerà ancora a lungo.
9.41 vedi se far si dee l'omo eccellente,
9.42 sì ch'altra vita la prima relinqua. mostra/nascondi nota pa-9-42 relinqua: lasci dopo di sè altra vita, quella della fama.

9.43 E ciò non pensa la turba presente mostra/nascondi nota pa-9-43 la turba presente: la popolazione della Marca Trevigiana.
9.44 che Tagliamento e Adice richiude,
9.45 né per esser battuta ancor si pente;

9.46 ma tosto fia che Padova al palude mostra/nascondi nota pa-9-46 ma tosto fia: ma presto accadrà che Padova muterà col sangue dei suoi l'acqua del Bacchiglione, che bagna Vicenza, perché i suoi cittadini sono restii a compiere il loro dovere. Cioè nel 1314, quando i Guelfi padovani di Iacopo da Carrara furono sconfitti dai Ghibellini di Vicenza alleati con Cangrande della Scala.
9.47 cangerà l'acqua che Vincenza bagna,
9.48 per essere al dover le genti crude;

9.49 e dove Sile e Cagnan s'accompagna, mostra/nascondi nota pa-9-49 e dove Sile: a Treviso, dove il Sile e il Cagnano si uniscono, signoreggia Rizzardo da Camino e già si va tessendo la rete (" ragna ") in cui dovrà cadere, quando nel 1312 verrà assassinato da una congiura guelfa.
9.50 tal signoreggia e va con la testa alta,
9.51 che già per lui carpir si fa la ragna.

9.52 Piangerà Feltro ancora la difalta mostra/nascondi nota pa-9-52 Piangerà Feltro: Feltre piangerà la colpa (" difalta ") del so vescovo Alessandro Novello, che nel 1314 consegnerà alcuni fuorusciti ferraresi, suoi ospiti, con un tradimento tale che mai, per simile colpa, si entrò nella prigione di Bolsena ( " Malta " ) dove venivano rinchiusi " li chierici dannati senza remissione " (Buti).
9.53 de l'empio suo pastor, che sarà sconcia
9.54 sì, che per simil non s'entrò in malta.

9.55 Troppo sarebbe larga la biconcia mostra/nascondi nota pa-9-55 Troppo: troppo grande bigoncia ci vorrebbe per misurare il sangue dei Ferraresi traditi. L'oncia è unità di misura in uso nel'Italia settentrionale, e corrisponde a circa 30 grammi.
9.56 che ricevesse il sangue ferrarese,
9.57 e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia,

9.58 che donerà questo prete cortese
9.59 per mostrarsi di parte; e cotai doni mostra/nascondi nota pa-9-59 per mostrarsi di parte: per essere ligio alla fazione guelfa, il vescovo consegnò gli ospiti a Pino della Tosa.
9.60 conformi fieno al viver del paese.

9.61 Sù sono specchi, voi dicete Troni, mostra/nascondi nota pa-9-61 Sù sono specchi: nell'Empireo c'è un ordine di angeli che voi chiamate Troni, i quali, come specchi, riflettono a noi il giudizio di Dio.
9.62 onde refulge a noi Dio giudicante;
9.63 sì che questi parlar ne paion buoni».

9.64 Qui si tacette; e fecemi sembiante
9.65 che fosse ad altro volta, per la rota
9.66 in che si mise com'era davante.

9.67 L'altra letizia, che m'era già nota mostra/nascondi nota pa-9-67 L'altra letizia: l'altro spirito lieto, cui ha accennato Cunizza (cfr. v. 37 e segg.).
9.68 per cara cosa, mi si fece in vista
9.69 qual fin balasso in che lo sol percuota. mostra/nascondi nota pa-9-69 balasso: il balascio è una specie di rubino.

9.70 Per letiziar là sù fulgor s'acquista, mostra/nascondi nota pa-9-70 Per letiziar: per il fatto che si prova letizia in cielo, si acquista in luminosità, cosi come in terra si assume un atteggiamento ridente; ma in terra si prova anche tristezza, per cui l'aspetto si oscura.
9.71 sì come riso qui; ma giù s'abbuia
9.72 l'ombra di fuor, come la mente è trista.

9.73 «Dio vede tutto, e tuo veder s'inluia», mostra/nascondi nota pa-9-73 s'inluía: s'immedesima in lui.
9.74 diss'io, «beato spirto, sì che nulla
9.75 voglia di sè a te può esser fuia. mostra/nascondi nota pa-9-75 fuia: ladra (di sè a te).

9.76 Dunque la voce tua, che 'l ciel trastulla
9.77 sempre col canto di quei fuochi pii
9.78 che di sei ali facen la coculla, mostra/nascondi nota pa-9-78 che di sei ali: che si ammantano di sei ali (" coculla " = abito monacale). Sono i Serafini, che, secondo la Bibbia avevano sei ali.

9.79 perché non satisface a' miei disii?
9.80 Già non attendere' io tua domanda,
9.81 s'io m'intuassi, come tu t'inmii». mostra/nascondi nota pa-9-81 s'io m'intuassi: s'io potessi immedesimarmi in te, come tu t'immedesimi in me (" t'inmii ").

9.82 «La maggior valle in che l'acqua si spanda», mostra/nascondi nota pa-9-82 La maggior valle: il Mediterraneo, il maggior avvallamento terreste in cui si versa l'acqua che esce fuori dell'Oceano ( " quel mar " ).
9.83 incominciaro allor le sue parole,
9.84 «fuor di quel mar che la terra inghirlanda,

9.85 tra' discordanti liti contra 'l sole
9.86 tanto sen va, che fa meridiano mostra/nascondi nota pa-9-86 che fa meridiano: " che ad una estremità ha per meridiano il cerchio che per l'altra è orizzonte" (Grabher).
9.87 là dove l'orizzonte pria far suole.

9.88 Di quella valle fu' io litorano mostra/nascondi nota pa-9-88 litorano: nativo della costa, tra l'Ebro, in Spagna, e la Magra, fiume di confine tra Liguria e Toscana.
9.89 tra Ebro e Macra, che per cammin corto
9.90 parte lo Genovese dal Toscano.

9.91 Ad un occaso quasi e ad un orto
9.92 Buggea siede e la terra ond'io fui, mostra/nascondi nota pa-9-92 Buggea: la baia di Bougie, in Algeria, vede il sole al tramonto (" occaso " ) e al sorgere ( " orto " ) quasi contemporaneamente alla terra dov'io nacqui, cioè Marsiglia, che vide il suo porto rosseggiare del sangue dei miei concittadini, quando Bruto ne fece strage perché ribelli a Cesare (cfr. Purg. XVIII, 102).
9.93 che fé del sangue suo già caldo il porto.

9.94 Folco mi disse quellla gente a cui mostra/nascondi nota pa-9-94 Folco: è Folchetto (Foulquet) di Marsiglia, trovatore provenzale nato nella seconda metà del sec. XII. Ebbe una vita ricca di avventure sentimentali, e cantò Azalais, moglie del visconte Barral du Bauxsi. Fattosi monaco, divenne vescovo di Tolosa, adoperandosi nella persecuzione dell'eresia albigese. Morì nel 1231.
9.95 fu noto il nome mio; e questo cielo
9.96 di me s'imprenta, com'io fe' di lui;

9.97 ché più non arse la figlia di Belo. mostra/nascondi nota pa-9-97 la figlia di Belo: Didone, recando dolore a Sicheo, suo defunto marito e a Creusa, di cui Enea, da lei amato, era vedovo.
9.98 noiando e a Sicheo e a Creusa,
9.99 di me, infin che si convenne al pelo; mostra/nascondi nota pa-9-99 al pelo: al colore dei capelli, cioè nel tempo della giovinezza.

9.100 né quella Rodopea che delusa mostra/nascondi nota pa-9-100 Rodopea: Fillide, nata in Tracia presso il monte Rodope, che si uccise perché abbandonata da Demofoonte, figlio di Teseo.
9.101 fu da Demofoonte, né Alcide mostra/nascondi nota pa-9-101 Alcide: Ercole, discendente da Alceo, quando s'innamoro dl Iole, figlia del re di Tessaglia, Eurito.
9.102 quando Iole nel cuore ebbe rinchiusa.

9.103 Non però qui si pente, ma si ride,
9.104 non della colpa, ch'a mente non torna,
9.105 ma del valor ch'ordinò e provide.

9.106 Qui si rimira ne l'arte ch'addorna
9.107 cotanto affetto, e discernesi 'l bene
9.108 per che 'l mondo di sù quel di giù torna. mostra/nascondi nota pa-9-108 per che: per il cui conseguimento i cieli (" 'l mondo di sù ") fan girare le creature ( " quel di giù " ) secondo i loro influssi.

9.109 Ma perché tutte le tue voglie piene
9.110 ten porti che son nate in questa spera,
9.111 procedere ancor oltre mi convene.

9.112 Tu vuo' saper chi è in questa lumera
9.113 che qui appresso me così scintilla
9.114 come raggio di sole in acqua mera. mostra/nascondi nota pa-9-114 mera: pura, cristallina.

9.115 Or sappi che là entro si tranquilla
9.116 Raab; e a nostr'ordine congiunta mostra/nascondi nota pa-9-116 Raab: è la meretrice di Gerico, che accolse nella propria casa gli esploratori di Giosuè, favorendo la conquista della città da parte degli Ebrei.
9.117 di lei nel sommo grado si sigilla. mostra/nascondi nota pa-9-117 si sigilla : si impronta nel massimo fulgore.

9.118 Da questo cielo, in cui l'ombra s'appunta mostra/nascondi nota pa-9-118 l'ombra: il cono d'ombra proiettato dalla terra nello spazio.
9.119 che 'l vostro mondo face, pria ch'alt'alma
9.120 del triunfo di Cristo fu assunta.

9.121 Ben si convenne lei lasciar per palma mostra/nascondi nota pa-9-121 per palma: quale insegna.
9.122 in alcun cielo de l'alta vittoria
9.123 che s'acquistò con l'una e l'altra palma, mostra/nascondi nota pa-9-123 con l'una…: con la Crocifissione, sacrificio simboleggiato dalle palme forate di Cristo.

9.124 perch'ella favorò la prima gloria
9.125 di Iosuè in su la Terra Santa,
9.126 che poco tocca al papa la memoria.

9.127 La tua città, che di colui è pianta, mostra/nascondi nota pa-9-127 La tua città: Firenze è come pianta nata dal seme di Lucifero (" colui… che pria… ").
9.128 che pria volse le spalle al suo fattore
9.129 e di cui è la 'nvidia tanto pianta,

9.130 produce e spande il maladetto fiore mostra/nascondi nota pa-9-130 il maladetto fiore: il fiorino d'oro.
9.131 c'ha disviate le pecore e li agni,
9.132 però che fatto ha lupo del pastore.

9.133 Per questo l'Evangelio e i dottori magni
9.134 son derelitti, e solo ai Decretali mostra/nascondi nota pa-9-134 ai Decretali: i libri di Diritto Canonico e delle costituzioni pontificie, così che appare dai loro margini (" vivagni ") gualciti. Tali libri insegnavano a procurarsi cariche più o meno onorifiche.
9.135 si studia, sì che pare a' lor vivagni.

9.136 A questo intende il papa e 'cardinali;
9.137 non vanno i lor pensieri a Nazarette,
9.138 là dove Gabriello aperse l'ali. mostra/nascondi nota pa-9-138 Gabriello: l'Arcangelo che a Nazareth pronunciò le parole dell'Annunciazione, con l'ali distese in atto di riverente adorazione.

9.139 Ma Vaticano e l'altre parti elette
9.140 di Roma che son state cimitero
9.141 a la milizia che Pietro seguette, mostra/nascondi nota pa-9-141 a la milizia: alle schiere dei primi cristiani e dei primi martiri.

9.142 tosto libere fien de l'avoltero». mostra/nascondi nota pa-9-142 tosto libere fien: sembra un richiamo all'avvento del Veltro (cfr. Inf. c. I, 100 e segg.). "Avoltero" sta per "adulterio".

Paradiso : Canto 10

10.1 Guardando nel suo Figlio con l'Amore mostra/nascondi nota pa-10-1 Figlio: Dio padre (" ineffabile Valore ", cioè potenza) guarda in Cristo suo figlio, (che è tutta sapienza) con l'" Amore " (cioè lo Spirito Santo) che in eterno da entrambi procede.
10.2 che l'uno e l'altro etternalmente spira,
10.3 lo primo e ineffabile Valore

10.4 quanto per mente e per loco si gira mostra/nascondi nota pa-10-4 per mente e per loco: le cose dello Spirito e il mondo materiale.
10.5 con tant'ordine fé, ch'esser non puote
10.6 sanza gustar di lui chi ciò rimira.

10.7 Leva dunque, lettore, a l'alte rote
10.8 meco la vista, dritto a quella parte mostra/nascondi nota pa-10-8 a quella parte: alla zona degli equinozi, dove il moto diurno o equatoriale s'incrocia (" si percuote ") con il moto annuo o zodiacale; i due movimenti delle sfere superiori vanno il primo da levante a ponente, e l'altro da ponente a levante.
10.9 dove l'un moto e l'altro si percuote;

10.10 e lì comincia a vagheggiar ne l'arte mostra/nascondi nota pa-10-10 arte: opera della creazione.
10.11 di quel maestro che dentro a sé l'ama,
10.12 tanto che mai da lei l'occhio non parte.

10.13 Vedi come da indi si dirama
10.14 l'oblico cerchio che i pianeti porta, mostra/nascondi nota pa-10-14 l'oblico cerchio: l'obliquo cerchio, lo zodiaco.
10.15 per sodisfare al mondo che li chiama.

10.16 Che se la strada lor non fosse torta, mostra/nascondi nota pa-10-16 Che se la strada lor: e se i pianeti non percorressero lungo lo zodiaco un cammino obliquo ( " torta " ) e se l'eclittica solare fosse parallela all'Equatore, molti degli influssi celesti rimarrebbero vani e quasi ogni attività, sulla terra, sarebbe impossibile. Se mancasse tale inclinazione, infatti, non si avrebbe il variare delle stagioni, o se tale inclinazione fosse alterata (v. 19), sarebbero alterati i climi.
10.17 molta virtù nel ciel sarebbe in vano,
10.18 e quasi ogne potenza qua giù morta;

10.19 e se dal dritto più o men lontano
10.20 fosse 'l partire, assai sarebbe manco
10.21 e giù e sù de l'ordine mondano.

10.22 Or ti riman, lettor, sovra 'l tuo banco,
10.23 dietro pensando a ciò che si preliba, mostra/nascondi nota pa-10-23 che si preliba: che si può avere in terra come saggio delle celesti verità, conoscibili tutte dopo la morte.
10.24 s'esser vuoi lieto assai prima che stanco.

10.25 Messo t'ho innanzi: omai per te ti ciba;
10.26 ché a sé torce tutta la mia cura
10.27 quella materia ond'io son fatto scriba.

10.28 Lo ministro maggior de la natura, mostra/nascondi nota pa-10-28 Lo ministro maggior: il Sole.
10.29 che del valor del ciel lo mondo imprenta
10.30 e col suo lume il tempo ne misura,

10.31 con quella parte che sù si rammenta mostra/nascondi nota pa-10-31 con quella parte: con la costellazione dell'Ariete, appartenente allo zodiaco, cui si è accennato ai vv. 8-9.
10.32 congiunto, si girava per le spire mostra/nascondi nota pa-10-32 le spire: com'è noto, il movimento apparente del sole, reale per il sistema tolemaico, forma una spirale che si svolge da un tropico all'altro, e, andando da quello del Capricorno a quello del Cancro, l'astro si mostra sempre più presto con il conseguente allungarsi dei giorni.
10.33 in che più tosto ognora s'appresenta;

10.34 e io era con lui; ma del salire mostra/nascondi nota pa-10-34 con lui: nel cielo del Sole.
10.35 non m'accors'io, se non com'uom s'accorge,
10.36 anzi 'l primo pensier, del suo venire. mostra/nascondi nota pa-10-36 del suo venire: del venire alla mente di un pensiero, prima che sia formulato; è, evidentemente, impossibile.

10.37 E' Beatrice quella che sì scorge mostra/nascondi nota pa-10-37 scorge: guida.
10.38 di bene in meglio, sì subitamente
10.39 che l'atto suo per tempo non si sporge. mostra/nascondi nota pa-10-39 per tempo non si sporge: non si estende attraverso il tempo.

10.40 Quant'esser convenia da sé lucente mostra/nascondi nota pa-10-40 da sé lucente: per sè luminoso.
10.41 quel ch'era dentro al sol dov'io entra'mi,
10.42 non per color, ma per lume parvente! mostra/nascondi nota pa-10-42 per lume parvente: per intensità di luce visibile.

10.43 Perch'io lo 'ngegno e l'arte e l'uso chiami,
10.44 sì nol direi che mai s'imaginasse;
10.45 ma creder puossi e di veder si brami.

10.46 E se le fantasie nostre son basse
10.47 a tanta altezza, non è maraviglia;
10.48 ché sopra 'l sol non fu occhio ch'andasse. mostra/nascondi nota pa-10-48 sopra 'l sol: a scorgere luce più vivida di quella solare.

10.49 Tal era quivi la quarta famiglia mostra/nascondi nota pa-10-49 la quarta famiglia: la quarta schiera, quella degli spiriti sapienti.
10.50 de l'alto Padre, che sempre la sazia,
10.51 mostrando come spira e come figlia. mostra/nascondi nota pa-10-51 come spira: come da Lui procedano lo Spirito Santo e il Figlio. E' la rivelazione della Trinità.

10.52 E Beatrice cominciò: «Ringrazia,
10.53 ringrazia il Sol de li angeli, ch'a questo mostra/nascondi nota pa-10-53 il Sol de li angeli: Dio, che illumina le menti angeliche.
10.54 sensibil t'ha levato per sua grazia». mostra/nascondi nota pa-10-54 sensibil: il cui splendore è percepibile dai sensi.

10.55 Cor di mortal non fu mai sì digesto mostra/nascondi nota pa-10-55 digesto: disposto.
10.56 a divozione e a rendersi a Dio
10.57 con tutto 'l suo gradir cotanto presto,

10.58 come a quelle parole mi fec'io;
10.59 e sì tutto 'l mio amore in lui si mise,
10.60 che Beatrice eclissò ne l'oblio.

10.61 Non le dispiacque; ma sì se ne rise, mostra/nascondi nota pa-10-61 se ne rise: se ne compiacque.
10.62 che lo splendor de li occhi suoi ridenti
10.63 mia mente unita in più cose divise. mostra/nascondi nota pa-10-63 mente unita: unicamente volta alla contemplazione di Dio.

10.64 Io vidi più folgór vivi e mostra/nascondi nota pa-10-64 vincenti: più splendenti del sole.
10.65 far di noi centro e di sé far corona,
10.66 più dolci in voce che in vista lucenti:

10.67 così cinger la figlia di Latona mostra/nascondi nota pa-10-67 la figlia di Latona: Diana, cioè la luna.
10.68 vedem talvolta, quando l'aere è pregno,
10.69 sì che ritenga il fil che fa la zona. mostra/nascondi nota pa-10-69 il fil: il raggio, o alone, che le forma cintura (" zona ").

10.70 Ne la corte del cielo, ond'io rivegno,
10.71 si trovan molte gioie care e belle
10.72 tanto che non si posson trar del regno; mostra/nascondi nota pa-10-72 trar del regno: portare fuori del Paradiso, descriverle a parole sulla terra.

10.73 e 'l canto di quei lumi era di quelle;
10.74 chi non s'impenna sì che là sù voli, mostra/nascondi nota pa-10-74 s'impenna: si adatta le ali, con l'aiuto della grazia.
10.75 dal muto aspetti quindi le novelle. mostra/nascondi nota pa-10-75 dal muto: ne aspetti notizia da chi non può parlare.

10.76 Poi, sì cantando, quelli ardenti soli mostra/nascondi nota pa-10-76 Poi: poiché.
10.77 si fuor girati intorno a noi tre volte,
10.78 come stelle vicine a' fermi poli,

10.79 donne mi parver, non da ballo sciolte, mostra/nascondi nota pa-10-79 non da ballo sciolte: la cui danza non sia ancor terminata, ma che si arrestino in attesa di nuovo accordo.
10.80 ma che s'arrestin tacite, ascoltando
10.81 fin che le nove note hanno ricolte.

10.82 E dentro a l'un senti' cominciar: «Quando mostra/nascondi nota pa-10-82 Quando: dal momento che.
10.83 lo raggio de la grazia, onde s'accende
10.84 verace amore e che poi cresce amando,

10.85 multiplicato in te tanto resplende,
10.86 che ti conduce su per quella scala
10.87 u' sanza risalir nessun discende;

10.88 qual ti negasse il vin de la sua fiala mostra/nascondi nota pa-10-88 qual: chi.
10.89 per la tua sete, in libertà non fora
10.90 se non com'acqua ch'al mar non si cala. mostra/nascondi nota pa-10-90 ch'al mar non si cala: l'acqua scende al mare per volere di Dio e in tanto l'acqua è libera in quanto ottempera a quel volere. Così è per gli spiriti del Paradiso.

10.91 Tu vuo' saper di quai piante s'infiora
10.92 questa ghirlanda che 'ntorno vagheggia mostra/nascondi nota pa-10-92 vagheggia: contempla.
10.93 la bella donna ch'al ciel t'avvalora. mostra/nascondi nota pa-10-93 t'avvalora: ti ha reso capace di salite. La " bella donna " è Beatrice, cioè la verità.

10.94 Io fui de li agni de la santa greggia
10.95 che Domenico mena per cammino mostra/nascondi nota pa-10-95 Domenico: san Domenico, fondatore dell'Ordine dei Domenicani.
10.96 u' ben s'impingua se non si vaneggia. mostra/nascondi nota pa-10-96 se non si vaneggia: se non si trasgredisce la regola.

10.97 Questi che m'è a destra più vicino,
10.98 frate e maestro fummi, ed esso Alberto mostra/nascondi nota pa-10-98 Alberto: Alberto detto Magno (1193- 1288), detto di Colonia, perché in questa città insegnò a lungo, concludendovi la propria vita. Nato a Lavingen, in Svevia, fu chiamato Doctor Universalis ed ebbe tra i suoi discepoli San Tommaso.
10.99 è di Cologna, e io Thomas d'Aquino. mostra/nascondi nota pa-10-99 Thomas d'Aquino: san Tommaso d'Aquino, nato a Roccasecca nel 1225, dopo i primi studi a Montecassino e a Napoli, nel 1243 si fece domenicano. Insegnò teologia a Colonia, Parigi e Napoli. Morì nel 1274 a Fossanova, mentre si recava al concilio di Lione (si sospettò fosse stato avvelenato). E' il maggior filosofo del XIII secolo; conciliò il pensiero aristotelico con quello cristiano, fulcro questo della Scolastica ("tomismo"). Dante ne conobbe a fondo sia la "Summa Theologiae" sia la "Summa contra Gentiles", nonché il commento all'"Etica" di Aristotele.

10.100 Se sì di tutti li altri esser vuo' certo,
10.101 di retro al mio parlar ten vien col viso
10.102 girando su per lo beato serto.

10.103 Quell'altro fiammeggiare esce del riso
10.104 di Grazian, che l'uno e l'altro foro mostra/nascondi nota pa-10-104 Grazian: Graziano da Chiusi (sec. XII), la cui opera "Decretum" o "Concordia discordatium canonum" tende a dimostrare come il diritto ecclesiastico concordasse con il diritto civile (" l'uno e l'altro foro " ).
10.105 aiutò sì che piace in paradiso.

10.106 L'altro ch'appresso addorna il nostro coro,
10.107 quel Pietro fu che con la poverella mostra/nascondi nota pa-10-107 Pietro: Pietro Lombardo, nato nel Novarese, morì nel 1160. Scrisse i "Libri quattuor Sententiarum", modello di tutte le Summae teologiche posteriori, che Dante considera un " tesoro " offerto alla Chiesa con lo stesso spirito con il quale la " poverella ", di cui parla san Luca, donò al Tempio le due sole monete da lei possedute.
10.108 offerse a Santa Chiesa suo tesoro.

10.109 La quinta luce, ch'è tra noi più bella,
10.110 spira di tal amor, che tutto 'l mondo
10.111 là giù ne gola di saper novella: mostra/nascondi nota pa-10-111 ne gola: ne ha gola, desiderio.

10.112 entro v'è l'alta mente u' sì profondo mostra/nascondi nota pa-10-112 l'alta mente: Salomone, figlio di Davide e re d'Israeler, autore del "Cantico dei cantici", inno così appassionato, che gli uomini hanno desiderio di sapere se chi lo scrisse si trovi tra gli eletti. Il Cantico è generalmente interpretato come inno nuziale annunciante il connubio tra la Chiesa e Gesù.
10.113 saver fu messo, che, se 'l vero è vero
10.114 a veder tanto non surse il secondo.

10.115 Appresso vedi il lume di quel cero mostra/nascondi nota pa-10-115 quel cero: quel luminare della Chiesa che, nel mondo, più d'ogni altro penetrò la natura e le funzioni degli angeli. E' Dionigi Aeropagita, un greco convertito da San Paolo; divenne vescovo di Atene e subì il martirio. Gli fu attribuito il "De coelesti hierarchia".
10.116 che giù in carne più a dentro vide
10.117 l'angelica natura e 'l ministero.

10.118 Ne l'altra piccioletta luce ride
10.119 quello avvocato de' tempi cristiani mostra/nascondi nota pa-10-119 quello avvocato: è Paolo Orosio (nato a Terragona in Spagna e vissuto tra il IV e il V secolo). Scrisse un "Historiarum libri VII adversus paganos" e perciò fu considerato difensore (" avvocato ") del Cristianesimo. Della sua opera ("del cui latino") si giovò Sant'Agostino.
10.120 del cui latino Augustin si provide.

10.121 Or se tu l'occhio de la mente trani mostra/nascondi nota pa-10-121 trani: trascini, muovi.
10.122 di luce in luce dietro a le mie lode,
10.123 già de l'ottava con sete rimani.

10.124 Per vedere ogni ben dentro vi gode
10.125 l'anima santa che 'l mondo fallace mostra/nascondi nota pa-10-125 l'anima santa : Severino Boezio (480ca. - 526). Nella sua opera "De consolatione philosophiae" dimostra, a chi sappia comprendere il suo messaggio (" a chi di lei ben ode "), quanto siano fallaci i beni del mondo. Boezio, vissuto sotto il regno di Teodorico, perse la grazia del re, e fu da questi condannato a morire. Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di S. Pietro in Ciel d'Oro (" Cieldauro " ) a Pavia.
10.126 fa manifesto a chi di lei ben ode.

10.127 Lo corpo ond'ella fu cacciata giace
10.128 giuso in Cieldauro; ed essa da martiro
10.129 e da essilio venne a questa pace.

10.130 Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro
10.131 d'Isidoro, di Beda e di Riccardo, mostra/nascondi nota pa-10-131 Isidoro: Sant'Isidoro, vescovo di Siviglia (circa 560 - 636) autore di un lessico encicopledico d'importanza fondamentale per la cultura medioevale. Beda, detto il Venerabile (674 - 735), sacerdote benedettino inglese di stirpe sassone. E' noto a Dante per il "De Natura Rerum" piuttosto che per il capolavoro, la "Historia ecclesiastica gentis Anglorum". Riccardo, detto da San Vittore dal nome dell'Abbazia parigina della quale fu priore, e dove morì (1173), fu teologo mistico e contemplativo.
10.132 che a considerar fu più che viro.

10.133 Questi onde a me ritorna il tuo riguardo, mostra/nascondi nota pa-10-133 onde a me: dal quale torna a me il suo sguardo; perché è l'ultimo della ghirlanda.
10.134 è 'l lume d'uno spirto che 'n pensieri
10.135 gravi a morir li parve venir tardo: mostra/nascondi nota pa-10-135 a morir li parve: desiderò la morte a cui gli sembrava di avvicinarsi troppo lentamente.

10.136 essa è la luce etterna di Sigieri, mostra/nascondi nota pa-10-136 Sigieri: Sigieri di Brabante, nato nel 1226, filosofo averroista, avversario di San Tommaso, insegnò all'Università di Parigi. Professò le sue teorie non del tutto ortodosse in rue du Fouarre (via della paglia = " vico de li strami ") ma fu credente e rappresenta, forse, nella ghirlanda dei teologi, la filosofia pura. Venne assassinato a Orvieto nel 1283.
10.137 che, leggendo nel Vico de li Strami,
10.138 silogizzò invidiosi veri». mostra/nascondi nota pa-10-138 invidiosi veri: verità che gli procacciarono invidia, odio.

10.139 Indi, come orologio che ne chiami
10.140 ne l'ora che la sposa di Dio surge mostra/nascondi nota pa-10-140 la sposa di Dio: la Chiesa.
10.141 a mattinar lo sposo perché l'ami, mostra/nascondi nota pa-10-141 a mattinar: a levare il canto mattutino, in onore dello sposò suo Gesù.

10.142 che l'una parte e l'altra tira e urge, mostra/nascondi nota pa-10-142 l'una parte…: la parte della soneria che trascina e spinge la ruota, che mette in movimento il martelletto.
10.143 tin tin sonando con sì dolce nota,
10.144 che 'l ben disposto spirto d'amor turge; mostra/nascondi nota pa-10-144 turge: trabocca.

10.145 così vid'io la gloriosa rota
10.146 muoversi e render voce a voce in tempra mostra/nascondi nota pa-10-146 in tempra: in armonia di suono.
10.147 e in dolcezza ch'esser non pò nota

10.148 se non colà dove gioir s'insempra.

Paradiso : Canto 11

11.1 O insensata cura de' mortali,
11.2 quanto son difettivi silogismi mostra/nascondi nota pa-11-2 difettivi silogismi: erronei ragionamenti.
11.3 quei che ti fanno in basso batter l'ali!

11.4 Chi dietro a iura, e chi ad amforismi mostra/nascondi nota pa-11-4 iura: gli studi giuridici; amforismi, lo studio della medicina, indicato dal titolo "Aforismi" di un famoso libro d'Ippocrate.
11.5 sen giva, e chi seguendo sacerdozio,
11.6 e chi regnar per forza o per sofismi, mostra/nascondi nota pa-11-6 per sofismi: in forza di capziosi argomenti.

11.7 e chi rubare, e chi civil negozio,
11.8 chi nel diletto de la carne involto
11.9 s'affaticava e chi si dava a l'ozio,

11.10 quando, da tutte queste cose sciolto,
11.11 con Beatrice m'era suso in cielo
11.12 cotanto gloriosamente accolto.

11.13 Poi che ciascuno fu tornato ne lo
11.14 punto del cerchio in che avanti s'era,
11.15 fermossi, come a candellier candelo.

11.16 E io senti' dentro a quella lumera mostra/nascondi nota pa-11-16 a quella lumera: alla luce che avvolge San Tommaso.
11.17 che pria m'avea parlato, sorridendo
11.18 incominciar, faccendosi più mera:

11.19 «Così com'io del suo raggio resplendo,
11.20 sì, riguardando ne la luce etterna,
11.21 li tuoi pensieri onde cagioni apprendo. mostra/nascondi nota pa-11-21 apprendo: riesco a sapere donde derivi i tuoi pensieri.

11.22 Tu dubbi, e hai voler che si ricerna mostra/nascondi nota pa-11-22 Tu dubbi: tu dubiti e desideri che si riesamini (" ricerna " ).
11.23 in sì aperta e 'n sì distesa lingua
11.24 lo dicer mio, ch'al tuo sentir si sterna, mostra/nascondi nota pa-11-24 si sterna: si adatti alla tua capacità di intendere.

11.25 ove dinanzi dissi "U' ben s'impingua",
11.26 e là u' dissi "Non nacque il secondo";
11.27 e qui è uopo che ben si distingua.

11.28 La provedenza, che governa il mondo
11.29 con quel consiglio nel quale ogne aspetto mostra/nascondi nota pa-11-29 consiglio: imperscrutabile sapienza.
11.30 creato è vinto pria che vada al fondo,

11.31 però che andasse ver' lo suo diletto mostra/nascondi nota pa-11-31 però che andasse: affinché la Chiesa (" la sposa… ") andasse verso Cristo(" lo suo diletto ").
11.32 la sposa di colui ch'ad alte grida mostra/nascondi nota pa-11-32 ad alte gridav: allude al grido " Eli, eli…" di Cristo morente sulla croce, quando, cioè, fu consumato i1 matrimonio con la Chiesa (cfr. Purg. c. XXIII, 74 e n.).
11.33 disposò lei col sangue benedetto,

11.34 in sé sicura e anche a lui più fida,
11.35 due principi ordinò in suo favore, mostra/nascondi nota pa-11-35 due principi: San Francesco e San Domenico.
11.36 che quinci e quindi le fosser per guida.

11.37 L'un fu tutto serafico in ardore; mostra/nascondi nota pa-11-37 L'un: San Francesco, tutto ardente di carità (" serafico " dal nome dei Serafini).
11.38 l'altro per sapienza in terra fue mostra/nascondi nota pa-11-38 l'altro: San Domenico, luminare della scienza teologica ("cherubica luce", dal nome dei Cherubini).
11.39 di cherubica luce uno splendore.

11.40 De l'un dirò, però che d'amendue
11.41 si dice l'un pregiando, qual ch'om prende,
11.42 perch'ad un fine fur l'opere sue. mostra/nascondi nota pa-11-42 l'opere sue: le opere loro, di entrambi.

11.43 Intra Tupino e l'acqua che discende mostra/nascondi nota pa-11-43 Intra Tupino: tra il fiumicello Topino e il fiume Chiascio, che nasce dai colli di Gubbio, detto di Sant'Ubaldo, declina a valle una fertile costa del monte Subasio, dalla quale costa Perugia riceve venti freddi e caldi attraverso Porta Sole; e, dietro al Subasio, Nocera e Gualdo Tadino si rammaricano della poco favorevole posizione geografica.
11.44 del colle eletto dal beato Ubaldo,
11.45 fertile costa d'alto monte pende,

11.46 onde Perugia sente freddo e caldo
11.47 da Porta Sole; e di rietro le piange
11.48 per grave giogo Nocera con Gualdo.

11.49 Di questa costa, là dov'ella frange mostra/nascondi nota pa-11-49 frange: interrompe e addolcisce la sua ripidezza (" rattezza "). E' così individuato il luogo: Assisi.
11.50 più sua rattezza, nacque al mondo un sole, mostra/nascondi nota pa-11-50 un sole: San Francesco.
11.51 come fa questo tal volta di Gange. mostra/nascondi nota pa-11-51 di Gange: il sole sorge, luminosissimo, dal Gange nel solstizio d'estate.

11.52 Però chi d'esso loco fa parole,
11.53 non dica Ascesi, ché direbbe corto, mostra/nascondi nota pa-11-53 Ascesi: antico nome di Assisi. .
11.54 ma Oriente, se proprio dir vuole.

11.55 Non era ancor molto lontan da l'orto, mostra/nascondi nota pa-11-55 da l'orto: dalla nascita.
11.56 ch'el cominciò a far sentir la terra
11.57 de la sua gran virtute alcun conforto;

11.58 ché per tal donna, giovinetto, in guerra mostra/nascondi nota pa-11-58 per tal donna: per la Povertà, a cui, come alla morte, nessuno apre il cuore per amarla, incorse nell'irata riprovazione del padre, Pietro Bernardone, ricco mercante.
11.59 del padre corse, a cui, come a la morte,
11.60 la porta del piacer nessun diserra;

11.61 e dinanzi a la sua spirital corte mostra/nascondi nota pa-11-61 spirital corte: il tribunale spirituale, presieduto dal vescovo d'Assisi, Guido; davanti al quale fu citato dal padre come sperperatore dei beni di famiglia.
11.62 et coram patre le si fece unito; mostra/nascondi nota pa-11-62 et coram patre: latinismo. Davanti al padre, Francesco rinunciò ad ogni sostanza.
11.63 poscia di dì in dì l'amò più forte.

11.64 Questa, privata del primo marito, mostra/nascondi nota pa-11-64 primo marito: Cristo.
11.65 millecent'anni e più dispetta e scura
11.66 fino a costui si stette sanza invito; mostra/nascondi nota pa-11-66 sanza invito: senza che alcuno la cercasse.

11.67 né valse udir che la trovò sicura
11.68 con Amiclate, al suon de la sua voce,
11.69 colui ch'a tutto 'l mondo fé paura; mostra/nascondi nota pa-11-69 colui: Cesare. Lucano, nella "Pharsalia", narra di un certo Amiclate, poverissimo pescatore incontrato da Cesare, che usava dormire lasciando aperta la porta della sua capanna perché non temeva di essere derubato.

11.70 né valse esser costante né feroce, mostra/nascondi nota pa-11-70 feroce: nel senso buono di "fiera, impavida".
11.71 sì che, dove Maria rimase giuso, mostra/nascondi nota pa-11-71 dove: anche sul Calvario, dove Maria rimase ai piedi della Croce (" giuso ") la Povertà salì con Cristo sullo strumento di tortura e pianse con lui.
11.72 ella con Cristo pianse in su la croce.

11.73 Ma perch'io non proceda troppo chiuso,
11.74 Francesco e Povertà per questi amanti
11.75 prendi oramai nel mio parlar diffuso. mostra/nascondi nota pa-11-75 prendi: intendi.

11.76 La lor concordia e i lor lieti sembianti,
11.77 amore e maraviglia e dolce sguardo
11.78 facieno esser cagion di pensier santi;

11.79 tanto che 'l venerabile Bernardo mostra/nascondi nota pa-11-79 Bernardo: Bernardo di Quintavalle, assisiate, nato intorno al 1170 e morto prima del 1246. Fu, con Egidio e Silvestro, tra i primi seguaci di San Francesco e " si scalzò " come questi aveva fatto.
11.80 si scalzò prima, e dietro a tanta pace
11.81 corse e, correndo, li parve esser tardo.

11.82 Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
11.83 Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
11.84 dietro a lo sposo, sì la sposa piace.

11.85 Indi sen va quel padre e quel maestro
11.86 con la sua donna e con quella famiglia
11.87 che già legava l'umile capestro. mostra/nascondi nota pa-11-87 che già legava: che già l'umile cingolo teneva uniti. Il " capestro " è la corda con la quale si legano le bestie; ma San Francesco " chiamava frate asino il suo corpo " (Steiner).

11.88 Né li gravò viltà di cuor le ciglia mostra/nascondi nota pa-11-88 viltà di cuor: timidezza e scarsa fiducia in sè stesso, per le umili origini, per esser figlio (" fi' ") di Pietro Bernardone. Dal v. 85.,( " sen va " ) già si desume che il santo si reca a Roma per ottenere dal pontefice, Innocenzo III, l'approvazione della sua regola.
11.89 per esser fi' di Pietro Bernardone,
11.90 né per parer dispetto a maraviglia; mostra/nascondi nota pa-11-90 dispetto: spregevole all'aspetto.

11.91 ma regalmente sua dura intenzione
11.92 ad Innocenzio aperse, e da lui ebbe
11.93 primo sigillo a sua religione. mostra/nascondi nota pa-11-93 primo sigillo: il riconoscimento papale all'ordine francescano e alla sua regola.

11.94 Poi che la gente poverella crebbe
11.95 dietro a costui, la cui mirabil vita
11.96 meglio in gloria del ciel si canterebbe,

11.97 di seconda corona redimita
11.98 fu per Onorio da l'Etterno Spiro mostra/nascondi nota pa-11-98 per Onorio: per mezzo del papa Onorio III dallo Spirito Santo, cioè da Dio stesso. E' la "Regola Bullata" del 1223, costitutiva dell'Ordine. 99 archimandrita: capo del gregge o mandria.
11.99 la santa voglia d'esto archimandrita.

11.100 E poi che, per la sete del martiro,
11.101 ne la presenza del Soldan superba mostra/nascondi nota pa-11-101 ne la presenza del Soldan: alla presenza del superbo sultano Malek-al-Kamil.
11.102 predicò Cristo e li altri che 'l seguiro,

11.103 e per trovare a conversione acerba mostra/nascondi nota pa-11-103 a conversione acerba: troppo immatura per esser convertita.
11.104 troppo la gente e per non stare indarno,
11.105 redissi al frutto de l'italica erba,

11.106 nel crudo sasso intra Tevero e Arno mostra/nascondi nota pa-11-106 nel crudo sasso: sulla Verna, nel Casentino.
11.107 da Cristo prese l'ultimo sigillo, mostra/nascondi nota pa-11-107 l'ultimo sigillo: l'ultima approvazione, rappresentata dalle Stimmate, le cinque ferite analoghe a quelle del Cristo crocefisso.
11.108 che le sue membra due anni portarno.

11.109 Quando a colui ch'a tanto ben sortillo mostra/nascondi nota pa-11-109 a colui: a Dio, che lo avviò a vita tanto benefica.
11.110 piacque di trarlo suso a la mercede mostra/nascondi nota pa-11-110 a la mercede: alla ricompensa. 111: nel suo farsi pusillo: nel vivere così umilmente (cfr. lat. "pusillus").
11.111 ch'el meritò nel suo farsi pusillo,

11.112 a' frati suoi, sì com'a giuste rede, mostra/nascondi nota pa-11-112 rede: eredi.
11.113 raccomandò la donna sua più cara,
11.114 e comandò che l'amassero a fede;

11.115 e c l'anima preclara mostra/nascondi nota pa-11-115 del suo grembo: l'ultima volontà del Poverello fu di essere deposto sulla nuda terra, quando si sentì vicino a morire. Perciò al suo corpo non volle " altra bara " che la terra, su cui si fece deporre dai confratelli, nell'ottobre 1226, alla Porziuncola.
11.116 mover si volle, tornando al suo regno,
11.117 e al suo corpo non volle altra bara.

11.118 Pensa oramai qual fu colui che degno
11.119 collega fu a mantener la barca mostra/nascondi nota pa-11-119 collega: collaboratore.
11.120 di Pietro in alto mar per dritto segno;

11.121 e questo fu il nostro patriarca; mostra/nascondi nota pa-11-121 il nostro patriarca: San Domenico, fondatore dell'Ordine Domenicano, di cui San Tommaso, che sta parlando, fa parte.
11.122 per che qual segue lui, com'el comanda,
11.123 discerner puoi che buone merce carca.

11.124 Ma 'l suo pecuglio di nova vivanda mostra/nascondi nota pa-11-124 'l suo pecuglio: il suo gregge è ora avido di beni mondani.
11.125 è fatto ghiotto, sì ch'esser non puote mostra/nascondi nota pa-11-125 sì ch'esser: sì che non può essere che non si disperda per pascoli (" salti ") non conformi a quelli raccomandati dal pastore.
11.126 che per diversi salti non si spanda;

11.127 e quanto le sue pecore remote
11.128 e vagabunde più da esso vanno,
11.129 più tornano a l'ovil di latte vòte.

11.130 Ben son di quelle che temono 'l danno
11.131 e stringonsi al pastor; ma son sì poche,
11.132 che le cappe fornisce poco panno. mostra/nascondi nota pa-11-132 che le cappe…: che basta poco panno per cucire le loro cappe.

11.133 Or, se le mie parole non son fioche, mostra/nascondi nota pa-11-133 fioche: poco chiare, insufficienti.
11.134 se la tua audienza è stata attenta,
11.135 se ciò ch'è detto a la mente revoche,

11.136 in parte fia la tua voglia contenta,
11.137 perché vedrai la pianta onde si scheggia, mostra/nascondi nota pa-11-137 la pianta…: da qual parte, per qual motivo ("onde") si corrompe la pianta dell'ordine domenicano.
11.138 e vedra' il corregger che argomenta mostra/nascondi nota pa-11-138 il corregger: la correzione, "se non si vaneggia".

11.139 "U' ben s'impingua, se non si vaneggia"».

Paradiso : Canto 12

12.1 Sì tosto come l'ultima parola
12.2 la benedetta fiamma per dir tolse,
12.3 a rotar cominciò la santa mola; mostra/nascondi nota pa-12-3 la santa mola: la corona di spiriti.

12.4 e nel suo giro tutta non si volse
12.5 prima ch'un'altra di cerchio la chiuse,
12.6 e moto a moto e canto a canto colse; mostra/nascondi nota pa-12-6 colse: unì (cfr. lat. colligere).

12.7 canto che tanto vince nostre muse,
12.8 nostre serene in quelle dolci tube,
12.9 quanto primo splendor quel ch'e' refuse. mostra/nascondi nota pa-12-9 quanto: quanto il primo raggio supera in luminosità quello da esso riflesso ( " ch'e' refuse " ).

12.10 Come si volgon per tenera nube
12.11 due archi paralelli e concolori, mostra/nascondi nota pa-12-11 due archi: due arcobaleni, simboleggiati da Iride, l'ancella alla quale Giunone dà ordine (" iube", cfr. lat. "iubeo").
12.12 quando Iunone a sua ancella iube,

12.13 nascendo di quel d'entro quel di fori,
12.14 a guisa del parlar di quella vaga mostra/nascondi nota pa-12-14 a guisa: come l'eco, cioè come la voce di quella ninfa, Eco, che si consumò d'amore per Narciso come il sole consuma e dissipa le nebbie (" vapori ").
12.15 ch'amor consunse come sol vapori;

12.16 e fanno qui la gente esser presaga,
12.17 per lo patto che Dio con Noè puose, mostra/nascondi nota pa-12-17 per lo patto: secondo il racconto biblico, l'arcobaleno è il segno visibile della promessa che Dio fece a Noè garantendo che mai più sarebbero tornate le acque del diluvio.
12.18 del mondo che già mai più non s'allaga:

12.19 così di quelle sempiterne rose
12.20 volgiensi circa noi le due ghirlande,
12.21 e sì l'estrema a l'intima rispuose. mostra/nascondi nota pa-12-21 l'estrema a l'intima: quella esterna a quella esterna.

12.22 Poi che 'l tripudio e l'altra festa grande,
12.23 sì del cantare e sì del fiammeggiarsi
12.24 luce con luce gaudiose e blande,

12.25 insieme a punto e a voler quetarsi,
12.26 pur come li occhi ch'al piacer che i move mostra/nascondi nota pa-12-26 al piacer che i move: secondo il piacere di chi li muove.
12.27 conviene insieme chiudere e levarsi; mostra/nascondi nota pa-12-27 insieme: gli occhi si aprono e si chiudono contemporaneamente.

12.28 del cor de l'una de le luci nove
12.29 si mosse voce, che l'ago a la stella mostra/nascondi nota pa-12-29 l'ago a la stella: l'ago magnetico alla stella polare.
12.30 parer mi fece in volgermi al suo dove;

12.31 e cominciò: «L'amor che mi fa bella
12.32 mi tragge a ragionar de l'altro duca mostra/nascondi nota pa-12-32 de l'altro duca: san Domenico, in virtù del quale qui (" ci") si parla tanto bene della mia guida ( " duca " ): San Francesco. Infatti lodare San Domenico è come lodare San Francesco e viceversa (cfr. c. XI, 40-42).
12.33 per cui del mio sì ben ci si favella.

12.34 Degno è che, dov'è l'un, l'altro s'induca:
12.35 sì che, com'elli ad una militaro,
12.36 così la gloria loro insieme luca.

12.37 L'essercito di Cristo, che sì caro mostra/nascondi nota pa-12-37 sì caro: così a caro prezzo venne armato contro il peccato: cioè con la morte di Cristo.
12.38 costò a riarmar, dietro a la 'nsegna
12.39 si movea tardo, sospeccioso e raro,

12.40 quando lo 'mperador che sempre regna
12.41 provide a la milizia, ch'era in forse,
12.42 per sola grazia, non per esser degna;

12.43 e, come è detto, a sua sposa soccorse
12.44 con due campioni, al cui fare, al cui dire
12.45 lo popol disviato si raccorse. mostra/nascondi nota pa-12-45 si raccorse: si ravvide (da "raccorgersi": ravvedersi).

12.46 In quella parte ove surge ad aprire mostra/nascondi nota pa-12-46 In quella parte: nella parte occidentale d'Europa, dove spira lo Zefiro, vento di ponente.
12.47 Zefiro dolce le novelle fronde
12.48 di che si vede Europa rivestire,

12.49 non molto lungi al percuoter de l'onde mostra/nascondi nota pa-12-49 percuoter de l'onde: il golfo di Guascogna.
12.50 dietro a le quali, per la lunga foga,
12.51 lo sol talvolta ad ogne uom si nasconde, mostra/nascondi nota pa-12-51 lo sol talvolta: nel solstizio d'estate.

12.52 siede la fortunata Calaroga mostra/nascondi nota pa-12-52 Calaroga: cittadina della Vecchia Castiglia, (oggi Calaruega), protetta dallo scudo del re di Castiglia, nei cui quattro quarti sono rappresentanti un leone e un castello alternativamente nel quarto superiore ( " soggioga " ) e in quello inferiore ( " soggiace " ).
12.53 sotto la protezion del grande scudo
12.54 in che soggiace il leone e soggioga:

12.55 dentro vi nacque l'amoroso drudo mostra/nascondi nota pa-12-55 drudo: amante. Tale vocabolo si usava anche in senso buono.
12.56 de la fede cristiana, il santo atleta
12.57 benigno a' suoi e a' nemici crudo;

12.58 e come fu creata, fu repleta mostra/nascondi nota pa-12-58 repleta: riempita, colma.
12.59 sì la sua mente di viva vertute,
12.60 che, ne la madre, lei fece profeta. mostra/nascondi nota pa-12-60 lei fece profeta: la madre di San Domenico, prima di darlo alla luce, sognò che da lei sarebbe nato un cane bianco e nero con una fiaccola in bocca: simbolo dell'abito dei domenicani, della fedeltà alla Chiesa e della viva fede che avrebbe infiammato i seguaci dell'Ordine.

12.61 Poi che le sponsalizie fuor compiute
12.62 al sacro fonte intra lui e la Fede,
12.63 u' si dotar di mutua salute, mostra/nascondi nota pa-12-63 di mutua salute: col Battesimo (" le sponsalizie ") Domenico acquistò la possibilità della vita eterna, e la fede guadagnò la salvezza dalle eresie.

12.64 la donna che per lui l'assenso diede, mostra/nascondi nota pa-12-64 la donna: la madrina sognò il bambino recante una stella in fronte, simbolo del " mirabile frutto " che doveva nascere dalla predicazione di lui e dei suoi eredi.
12.65 vide nel sonno il mirabile frutto
12.66 ch'uscir dovea di lui e de le rede;

12.67 e perché fosse qual era in costrutto, mostra/nascondi nota pa-12-67 in costrutto: nella struttura del nome.
12.68 quinci si mosse spirito a nomarlo
12.69 del possessivo di cui era tutto. mostra/nascondi nota pa-12-69 del possessivo: "Dominicus" è possessivo di "Dominus" e vale: "uomo del Signore".

12.70 Domenico fu detto; e io ne parlo
12.71 sì come de l'agricola che Cristo mostra/nascondi nota pa-12-71 l'agricola: il buon coltivatore. E' un latinismo.
12.72 elesse a l'orto suo per aiutarlo.

12.73 Ben parve messo e famigliar di Cristo:
12.74 che 'l primo amor che 'n lui fu manifesto,
12.75 fu al primo consiglio che diè Cristo. mostra/nascondi nota pa-12-75 al primo consiglio: l'amore della povertà.

12.76 Spesse fiate fu tacito e desto
12.77 trovato in terra da la sua nutrice,
12.78 come dicesse: "Io son venuto a questo". mostra/nascondi nota pa-12-78 a questo: alla vita umile.

12.79 Oh padre suo veramente Felice! mostra/nascondi nota pa-12-79 Felice: di nome e di fatto. Felice di Guzmàn, genitore di Domenico, con la moglie Giovanna d'Asa.
12.80 oh madre sua veramente Giovanna, mostra/nascondi nota pa-12-80 Giovanna: etimologicamente vale: "favorita dalla grazia di Dio".
12.81 se, interpretata, val come si dice!

12.82 Non per lo mondo, per cui mo s'affanna mostra/nascondi nota pa-12-82 mo: adesso, ora (cfr. Inf. c. XXIII, n. 4).
12.83 di retro ad Ostiense e a Taddeo, mostra/nascondi nota pa-12-83 Ostiense… Taddeo: Enrico di Susa, vescovo di Ostia, scrisse un'apprezzata "Summa" di diritto canonico; Taddeo d'Alderotto, fiorentino, fu maestro nell'arte medica. Il concetto richiama quello del c. XI, v. 4.
12.84 ma per amor de la verace manna mostra/nascondi nota pa-12-84 manna: il cibo spirituale.

12.85 in picciol tempo gran dottor si feo;
12.86 tal che si mise a circuir la vigna mostra/nascondi nota pa-12-86 a circuir la vigna: a far la guardia alla vigna del Signore, alla Chiesa, che presto si dissecca (" imbianca ") se il coltivatore è incapace.
12.87 che tosto imbianca, se 'l vignaio è reo.

12.88 E a la sedia che fu già benigna mostra/nascondi nota pa-12-88 E a la sedia: alla Santa Sede, che nel passato (" già ") fu più benigna d'ora verso i poveri.
12.89 più a' poveri giusti, non per lei,
12.90 ma per colui che siede, che traligna,

12.91 non dispensare o due o tre per sei, mostra/nascondi nota pa-12-91 non… addimandò: non chiese di spendere in opere pie un terzo o la metà soltanto ( " o due o tre per sei " ) delle somme a ciò destinate, non chiese le rendite del primo beneficio che si fosse reso vacante, non le decime, che sono dei poveri del Signore.
12.92 non la fortuna di prima vacante,
12.93 non decimas, quae sunt pauperum Dei,

12.94 addimandò, ma contro al mondo errante
12.95 licenza di combatter per lo seme mostra/nascondi nota pa-12-95 per lo seme: in favore di quella fede che ha dato tanti santi (" piante "), ventiquattro dei quali sono qui intorno a te (" ti fascian ").
12.96 del qual ti fascian ventiquattro piante.

12.97 Poi, con dottrina e con volere insieme,
12.98 con l'officio appostolico si mosse mostra/nascondi nota pa-12-98 con l'officio appostolico: con approvazione pontificia.
12.99 quasi torrente ch'alta vena preme;

12.100 e ne li sterpi eretici percosse
12.101 l'impeto suo, più vivamente quivi
12.102 dove le resistenze eran più grosse.

12.103 Di lui si fecer poi diversi rivi mostra/nascondi nota pa-12-103 diversi rivi: altri predicatori.
12.104 onde l'orto catolico si riga,
12.105 sì che i suoi arbuscelli stan più vivi. mostra/nascondi nota pa-12-105 arbuscelli: i fedeli, piante dell'orto della fede.

12.106 Se tal fu l'una rota de la biga
12.107 in che la Santa Chiesa si difese
12.108 e vinse in campo la sua civil briga, mostra/nascondi nota pa-12-108 civil briga: la lotta tra fedeli ed eretici è come una guerra civile.

12.109 ben ti dovrebbe assai esser palese
12.110 l'eccellenza de l'altra, di cui Tomma mostra/nascondi nota pa-12-110 l'altra: l'altra ruota è San Francesco, di cui ha parlato San Tommaso (" Tomma ").
12.111 dinanzi al mio venir fu sì cortese.

12.112 Ma l'orbita che fé la parte somma mostra/nascondi nota pa-12-112 Ma l'orbita: ma la traccia segnata in terra da San Francesco che fu la "parte somma", cioè la più eterna della ruota, quella a contatto col suolo, è abbandonata.
12.113 di sua circunferenza, è derelitta,
12.114 sì ch'è la muffa dov'era la gromma. mostra/nascondi nota pa-12-114 la gromma: incrostazione lasciata dal vino nelle botti, che vale a conservare il contenuto, mentre la muffa lo guasta.

12.115 La sua famiglia, che si mosse dritta
12.116 coi piedi a le sue orme, è tanto volta, mostra/nascondi nota pa-12-116 volta: sulla opposta via, che muove il piede davanti verso quello di dietro. Cioè va a ritroso.
12.117 che quel dinanzi a quel di retro gitta;

12.118 e tosto si vedrà de la ricolta
12.119 de la mala coltura, quando il loglio mostra/nascondi nota pa-12-119 quando il loglio: quando i peggiori tra i Francescani saranno stati cacciati dalla Chiesa. Si allude forse alla bolla "Gloriosam Ecclesiam" di papa Giovanni XXII, con la quale i frati degeneri furono scomunicati, ed in cui ricorre la parola "arca" per designare la Chiesa.
12.120 si lagnerà che l'arca li sia tolta.

12.121 Ben dico, chi cercasse a foglio a foglio
12.122 nostro volume, ancor troveria carta
12.123 u' leggerebbe "I' mi son quel ch'i' soglio"; mostra/nascondi nota pa-12-123 I' mi son quel ch'i' soglio: son quale solevo essere. Cioè esistono ancora buoni frati.

12.124 ma non fia da Casal né d'Acquasparta, mostra/nascondi nota pa-12-124 ma non fia da Casal: si allude ad Ubertino da Casale, capo dei Frati Spirituali, che nel 1317 fu costretto a lasciare l'Ordine; e a Matteo d'Acquasparta, Ministro Generale dell'Ordine Francescano, di tendenza conventualista e responsabile del rilassamento subìto, nell'osservanza, dagli appartenenti alla regola.
12.125 là onde vegnon tali a la scrittura, mostra/nascondi nota pa-12-125 a la scrittura: alla regola di San Francesco, che uno, Matteo, la fugge e l'altro, Ubertino, la esaspera (" coarta ").
12.126 ch'uno la fugge e altro la coarta.

12.127 Io son la vita di Bonaventura mostra/nascondi nota pa-12-127 Bonaventura: Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274), al secolo Giovanni Fidanza, generale dei Francescani dal 1257 e cardinale dal 1273. Morì a Lione. Fu tra i più insigni teologi della corrente mistica; fu detto "Doctor Seraphicus".
12.128 da Bagnoregio, che ne' grandi offici
12.129 sempre pospuosi la sinistra cura. mostra/nascondi nota pa-12-129 la sinistra cura: la preoccupazione dei beni temporali.

12.130 Illuminato e Augustin son quici, mostra/nascondi nota pa-12-130 Illuminato e Augustin: frate Illuminato da Rieti e frate Agostino d'Assisi, furono tra i primi seguaci di San Francesco.
12.131 che fuor de' primi scalzi poverelli
12.132 che nel capestro a Dio si fero amici.

12.133 Ugo da San Vittore è qui con elli, mostra/nascondi nota pa-12-133 Ugo da San Vittore: vissuto fra il 1097 e il 1141, insegnò nel convento da cui prese il nome. Scrisse opere di filosofia e di mistica.
12.134 e Pietro Mangiadore e Pietro Spano, mostra/nascondi nota pa-12-134 Pietro Mangiadore: latinamente Petrus Comestor; è Pietro di Troyes, teologo francese, cancelliere dell'Università di Parigi. Morì nel 1179. Pietro Ispano, o Spano, nato a Lisbona nel 1226, divenne papa nel 1226 col nome di Giovanni XXI; morì nel crollo della sua casa a Viterbo, nel 1277. Scrisse le "Summulae logicales", in dodici libri (" libelli ").
12.135 lo qual giù luce in dodici libelli;

12.136 Natàn profeta e 'l metropolitano mostra/nascondi nota pa-12-136 Natàn: è il profeta biblico che rimproverò i suoi peccati al re David.
12.137 Crisostomo e Anselmo e quel Donato mostra/nascondi nota pa-12-137 Crisostomo: San Giovanni d'Antiochia (345 ca.-407), celebre per la sua eloquenza. Fu patriarca (" metropolitano ") di Costantinopoli. Anselmo d'Aosta (1033-1109), fu arcivescovo di Canterbury e autore di grandi opere teologiche, tra cui il "Monologium" e "Cur Deus homo?". Elio Donato (sec. IV), fu maestro di San Girolamo e compose un'"Ars gramatica" che, per secoli, fu testo fondamentale per lo studio del latino. La grammatica era la prima delle sette arti liberali in cui nel Medio Evo si divideva tutta la scienza.
12.138 ch'a la prim'arte degnò porre mano.

12.139 Rabano è qui, e lucemi dallato mostra/nascondi nota pa-12-139 Rabano: Rabano Mauro (76-856), letterato enciclopedico, benedettino nel monastero di Fulda dove fu discepolo di Alcuino, arcivescovo di Magonza. Fu autore di opere d'esegesi biblica.
12.140 il calavrese abate Giovacchino, mostra/nascondi nota pa-12-140 Giovacchino: Gioacchino da Fiore, nato a Celico, presso Cosenza (" calavrese ") attorno al 1130. Fondò l'Ordine Florense, sui monti della Sila. Commentò l'Apocalisse e interpretò liberamente le Scritture, propugnando una rigenerazione totale della Chiesa in concomitanza col profetato avvento della terza età, quella dello Spirito Santo. Morì nel 1202.
12.141 di spirito profetico dotato.

12.142 Ad inveggiar cotanto paladino mostra/nascondi nota pa-12-142 inveggiar: invidiare.
12.143 mi mosse l'infiammata cortesia
12.144 di fra Tommaso e 'l discreto latino; mostra/nascondi nota pa-12-144 'l discreto latino: l'assennato linguaggio.

12.145 e mosse meco questa compagnia».

Paradiso : Canto 13

13.1 Imagini, chi bene intender cupe mostra/nascondi nota pa-13-1 cupe: desidera (cfr. lat. "cupit").
13.2 quel ch'i' or vidi - e ritegna l'image,
13.3 mentre ch'io dico, come ferma rupe -,

13.4 quindici stelle che 'n diverse plage
13.5 lo ciel avvivan di tanto sereno
13.6 che soperchia de l'aere ogne compage; mostra/nascondi nota pa-13-6 che soperchia: che vince ogni ostacolo dell'atmosfera.

13.7 imagini quel carro a cu' il seno mostra/nascondi nota pa-13-7 quel carro: il carro di Boote, cioè la costellazione dell'Orsa, cui basta l'ampiezza del nostro cielo, sì che volgendo il timone intorno al polo, non tramonta mai.
13.8 basta del nostro cielo e notte e giorno,
13.9 sì ch'al volger del temo non vien meno;

13.10 imagini la bocca di quel corno mostra/nascondi nota pa-13-10 la bocca di quel corno: le due stelle (" la bocca ") che stanno all'estremità dell'Orsa minore, costellazione che assume la forma di corno col vertice alla stella polare (" punta de lo stelo "), e intorno alla quale ruota il primo mobile.
13.11 che si comincia in punta de lo stelo
13.12 a cui la prima rota va dintorno,

13.13 aver fatto di sé due segni in cielo, mostra/nascondi nota pa-13-13 due segni: due nuove costellazioni simili alla corona d'Arianna (" figliuola di Minoi "), cioè circolari.
13.14 qual fece la figliuola di Minoi
13.15 allora che sentì di morte il gelo; mostra/nascondi nota pa-13-15 allora che: quando, trovandosi ella in punto di morte, Bacco trasformò in costellazione la sua ghirlanda.

13.16 e l'un ne l'altro aver li raggi suoi, mostra/nascondi nota pa-13-16 aver li raggi: essere concentriche.
13.17 e amendue girarsi per maniera
13.18 che l'uno andasse al primo e l'altro al poi; mostra/nascondi nota pa-13-18 al primo… al poi: l 'uno in senso contrario all'altro.

13.19 e avrà quasi l'ombra de la vera
13.20 costellazione e de la doppia danza
13.21 che circulava il punto dov'io era: mostra/nascondi nota pa-13-21 circulava: girava intorno.

13.22 poi ch'è tanto di là da nostra usanza, mostra/nascondi nota pa-13-22 di là: superiore a quanto siam soliti vedere in terra.
13.23 quanto di là dal mover de la Chiana mostra/nascondi nota pa-13-23 quanto…: quanto il Primo Mobile supera in velocità il lentissimo procedere delle acque del fiume Chiana.
13.24 si move il ciel che tutti li altri avanza.

13.25 Lì si cantò non Bacco, non Peana, mostra/nascondi nota pa-13-25 Peana: inno in onore di Apollo.
13.26 ma tre persone in divina natura,
13.27 e in una persona essa e l'umana.

13.28 Compié 'l cantare e 'l volger sua misura; mostra/nascondi nota pa-13-28 Compié: il canto e la danza terminarono contemporaneamente.
13.29 e attesersi a noi quei santi lumi,
13.30 felicitando sé di cura in cura.

13.31 Ruppe il silenzio ne' concordi numi mostra/nascondi nota pa-13-31 ne' concordi numi: tra quei beati dall'unanime volere.
13.32 poscia la luce in che mirabil vita mostra/nascondi nota pa-13-32 la luce: San Tommaso.
13.33 del poverel di Dio narrata fumi, mostra/nascondi nota pa-13-33 fumi: mi fu.

13.34 e disse: «Quando l'una paglia è trita, mostra/nascondi nota pa-13-34 l'una paglia: allude al primo dubbio di Dante, ormai già risolto (cfr. c. XI, 133-139).
13.35 quando la sua semenza è già riposta,
13.36 a batter l'altra dolce amor m'invita. mostra/nascondi nota pa-13-36 l'altra: il secondo dubbio (cfr. c. X, 114).

13.37 Tu credi che nel petto onde la costa mostra/nascondi nota pa-13-37 nel petto: Adamo, che forni la costola, dalla quale fu creata la donna (" la bella guancia "), il cui peccato di gola ( " palato " ) è così duramente pagato dagli uomini.
13.38 si trasse per formar la bella guancia
13.39 il cui palato a tutto 'l mondo costa,

13.40 e in quel che, forato da la lancia, mostra/nascondi nota pa-13-40 e in quel: e nel petto di Cristo.
13.41 e prima e poscia tanto sodisfece, mostra/nascondi nota pa-13-41 e prima e poscia: per le colpe passata e future.
13.42 che d'ogne colpa vince la bilancia,

13.43 quantunque a la natura umana lece mostra/nascondi nota pa-13-43 quantunque: quanta luce di sapienza ( " lume " ) è consentito ( " lece " ) avere alla umana natura.
13.44 aver di lume, tutto fosse infuso
13.45 da quel valor che l'uno e l'altro fece; mostra/nascondi nota pa-13-45 da quel valor: da Dio creatore.

13.46 e però miri a ciò ch'io dissi suso,
13.47 quando narrai che non ebbe 'l secondo
13.48 lo ben che ne la quinta luce è chiuso. mostra/nascondi nota pa-13-48 lo ben: l'anima beata di Salomone.

13.49 Or apri li occhi a quel ch'io ti rispondo,
13.50 e vedrai il tuo credere e 'l mio dire
13.51 nel vero farsi come centro in tondo. mostra/nascondi nota pa-13-51 come centro in tondo: una cosa sola, come unico è il centro del cerchio.

13.52 Ciò che non more e ciò che può morire
13.53 non è se non splendor di quella idea
13.54 che partorisce, amando, il nostro Sire;

13.55 ché quella viva luce che sì mea mostra/nascondi nota pa-13-55 mea: fluisce dalla fonte della sua luminosità ( " lucente " ).
13.56 dal suo lucente, che non si disuna mostra/nascondi nota pa-13-56 non si disuna: non si distacca dall'unità di Dio e dello Spirito Santo (" l'amor ") che col Figlio costituisce la Trinità (" s'intrea ").
13.57 da lui né da l'amor ch'a lor s'intrea,

13.58 per sua bontate il suo raggiare aduna,
13.59 quasi specchiato, in nove sussistenze,
13.60 etternalmente rimanendosi una.

13.61 Quindi discende a l'ultime potenze mostra/nascondi nota pa-13-61 a l'ultime potenze: fino agli elementi terrestri.
13.62 giù d'atto in atto, tanto divenendo, mostra/nascondi nota pa-13-62 d'atto in atto: dal cielo superiore al suo inferiore. I cieli sono detti atti perché capaci di dar forma agli elementi, che contengono la vita solo in potenza (cfr. v. 61).
13.63 che più non fa che brevi contingenze; mostra/nascondi nota pa-13-63 brevi contingenze: creature mortali.

13.64 e queste contingenze essere intendo
13.65 le cose generate, che produce
13.66 con seme e sanza seme il ciel movendo. mostra/nascondi nota pa-13-66 con seme: gli animali e le piante; senza seme i minerali.

13.67 La cera di costoro e chi la duce mostra/nascondi nota pa-13-67 La cera: la materia e la virtù che le dà forma (" la duce ") non sono sempre eguali.
13.68 non sta d'un modo; e però sotto 'l segno mostra/nascondi nota pa-13-68 sotto 'l segno: sotto l'impronta che proviene dall'idea divina.
13.69 ideale poi più e men traluce.

13.70 Ond'elli avvien ch'un medesimo legno,
13.71 secondo specie, meglio e peggio frutta;
13.72 e voi nascete con diverso ingegno.

13.73 Se fosse a punto la cera dedutta mostra/nascondi nota pa-13-73 a punto: nel massimo grado della perfezione.
13.74 e fosse il cielo in sua virtù supprema,
13.75 la luce del suggel parrebbe tutta; mostra/nascondi nota pa-13-75 parrebbe tutta: apparirebbe in tutta la sua perfezione.

13.76 ma la natura la dà sempre scema, mostra/nascondi nota pa-13-76 la natura: i cieli trasmettono la virtù sempre con qualche riduzione rispetto a come la ricevono.
13.77 similemente operando a l'artista
13.78 ch'a l'abito de l'arte ha man che trema.

13.79 Però se 'l caldo amor la chiara vista mostra/nascondi nota pa-13-79 Però: però, se Dio, invece di operare attraverso la natura, crea direttamente per opera dello Spirito Santo (" 'l caldo amore. ).
13.80 de la prima virtù dispone e segna,
13.81 tutta la perfezion quivi s'acquista.

13.82 Così fu fatta già la terra degna
13.83 di tutta l'animal perfezione;
13.84 così fu fatta la Vergine pregna; mostra/nascondi nota pa-13-84 così fu fatta…: così avvenne il concepimento di Maria Vergine.

13.85 sì ch'io commendo tua oppinione,
13.86 che l'umana natura mai non fue
13.87 né fia qual fu in quelle due persone. mostra/nascondi nota pa-13-87 in quelle due persone: nella persona di Adamo e in quella del Cristo.

13.88 Or s'i' non procedesse avanti piùe,
13.89 "Dunque, come costui fu sanza pare?" mostra/nascondi nota pa-13-89 costui: Salomone.
13.90 comincerebber le parole tue.

13.91 Ma perché paia ben ciò che non pare,
13.92 pensa chi era, e la cagion che 'l mosse,
13.93 quando fu detto "Chiedi", a dimandare. mostra/nascondi nota pa-13-93 quando fu detto: allude a quando Salomone, richiesto in sogno da Dio cosa desiderasse più di tutto, domandò un cuore giusto per ben adempiere al suo ufficio di re.

13.94 Non ho parlato sì, che tu non posse
13.95 ben veder ch'el fu re, che chiese senno
13.96 acciò che re sufficiente fosse;

13.97 non per sapere il numero in che enno mostra/nascondi nota pa-13-97 in che enno: in cui sono gli Angeli.
13.98 li motor di qua sù, o se necesse mostra/nascondi nota pa-13-98 o se necesse: o se una premessa necessaria, unita ad altra non necessaria (" contingente "), determini una conseguenza necessaria.
13.99 con contingente mai necesse fenno;

13.100 non si est dare primum motum esse, mostra/nascondi nota pa-13-100 si est: se è possibile ammettere che esista un moto primo, cioè non determinato da un motore.
13.101 o se del mezzo cerchio far si puote mostra/nascondi nota pa-13-101 o se del mezzo cerchio…: o se nel semicerchio si possa inscrivere un triangolo non rettangolo. In conclusione, Salomone non chiese per sè la sapienza per risolvere problemi di teologia (v. 97) o di dialettica (v. 99) o di filosofia naturale (v. 100) o di geometria (v. 101) ma per riuscire a ben governare.
13.102 triangol sì ch'un retto non avesse.

13.103 Onde, se ciò ch'io dissi e questo note,
13.104 regal prudenza è quel vedere impari mostra/nascondi nota pa-13-104 quel vedere impari: quella straordinaria saggezza.
13.105 in che lo stral di mia intenzion percuote;

13.106 e se al "surse" drizzi li occhi chiari,
13.107 vedrai aver solamente respetto
13.108 ai regi, che son molti, e ' buon son rari.

13.109 Con questa distinzion prendi 'l mio detto;
13.110 e così puote star con quel che credi mostra/nascondi nota pa-13-110 con quel che credi: si armonizza con quanto tu ritieni per fede e di Adamo e di Cristo (" del nostro Diletto ").
13.111 del primo padre e del nostro Diletto.

13.112 E questo ti sia sempre piombo a' piedi,
13.113 per farti mover lento com'uom lasso
13.114 e al sì e al no che tu non vedi: mostra/nascondi nota pa-13-114 e al sì: ad affermare o a negare cosa di cui tu non abbia sicura cognizione.

13.115 ché quelli è tra li stolti bene a basso,
13.116 che sanza distinzione afferma e nega
13.117 ne l'un così come ne l'altro passo;

13.118 perch'elli 'ncontra che più volte piega
13.119 l'oppinion corrente in falsa parte,
13.120 e poi l'affetto l'intelletto lega. mostra/nascondi nota pa-13-120 l'affetto: la passione che, per vanità ci lega all'opinione così imperfettamente sostenuta.

13.121 Vie più che 'ndarno da riva si parte,
13.122 perché non torna tal qual e' si move, mostra/nascondi nota pa-13-122 tal qual e' si move: non quale si allontana, cioè ignorante, ma addirittura carico d'errori.
13.123 chi pesca per lo vero e non ha l'arte.

13.124 E di ciò sono al mondo aperte prove
13.125 Parmenide, Melisso e Brisso e molti, mostra/nascondi nota pa-13-125 Parmenide: filosofo, capo della scuola eleatica (sec. V a.C.) alla quale appartenne anche Melisso. Brisso, invece cercò di ottenere la quadratura del circolo.
13.126 li quali andaro e non sapean dove;

13.127 sì fé Sabellio e Arrio e quelli stolti mostra/nascondi nota pa-13-127 Sabellio e Arrio: due eretici; il primo negava il dogma della Trinità. Il secondo è Ario, il celebre prete di Alessandria che negava che il verbo fosse eterno e consustanziale al Padre. Fu condannato nel concilio di Nicea del 325.
13.128 che furon come spade a le Scritture
13.129 in render torti li diritti volti.

13.130 Non sien le genti, ancor, troppo sicure
13.131 a giudicar, sì come quei che stima
13.132 le biade in campo pria che sien mature;

13.133 ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima
13.134 lo prun mostrarsi rigido e feroce;
13.135 poscia portar la rosa in su la cima;

13.136 e legno vidi già dritto e veloce
13.137 correr lo mar per tutto suo cammino,
13.138 perire al fine a l'intrar de la foce.

13.139 Non creda donna Berta e ser Martino, mostra/nascondi nota pa-13-139 Non creda…: non creda la gente dappoco (" donna Berta e ser Martino " erano nomi comuni e proverbiali) per il fatto che vede uno rubare (" furare ") e un altro far l'offerta al tempio (" offerere ") di sapere come saranno giudicati da Dio; perché il ladro può salvarsi e il benefattore perdersi.
13.140 per vedere un furare, altro offerere,
13.141 vederli dentro al consiglio divino;

13.142 ché quel può surgere, e quel può cadere».

Paradiso : Canto 14

14.1 Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio al centro
14.2 movesi l'acqua in un ritondo vaso,
14.3 secondo ch'è percosso fuori o dentro: mostra/nascondi nota pa-14-3 fuori o dentro: o all'esterno del vaso (" fuori ") o all'interno (" dentro "), sulla superficie stessa.

14.4 ne la mia mente fé sùbito caso mostra/nascondi nota pa-14-4 fé sùbito caso: fece caduta; quindi, si presentò improvvisamente.
14.5 questo ch'io dico, sì come si tacque
14.6 la gloriosa vita di Tommaso, mostra/nascondi nota pa-14-6 vita: anima.

14.7 per la similitudine che nacque mostra/nascondi nota pa-14-7 per la similitudine: per l'analogia tra l'immagine dell'acqua (che si muove, nel vaso, spinta da una percossa esterna) e il parlare di San Tommaso (che proveniva dal cerchio al cui interno si trovava il poeta); e l'altra analogia tra l'acqua (che si muove se percossa all'interno del vaso) e le parole di Beatrice (che, con Dante, si trovava al centro della " corona " di beati; cfr. c. X, 65).
14.8 del suo parlare e di quel di Beatrice,
14.9 a cui sì cominciar, dopo lui, piacque:

14.10 «A costui fa mestieri, e nol vi dice
14.11 né con la voce né pensando ancora,
14.12 d'un altro vero andare a la radice.

14.13 Diteli se la luce onde s'infiora
14.14 vostra sustanza, rimarrà con voi mostra/nascondi nota pa-14-14 vostra sustanza: l'anima, che costituisce la vostra sostanza.
14.15 etternalmente sì com'ell'è ora;

14.16 e se rimane, dite come, poi
14.17 che sarete visibili rifatti, mostra/nascondi nota pa-14-17 sarete visibili rifatti: dopo la resurrezione della carne, i corpi torneranno ad esser visibili.
14.18 esser porà ch'al veder non vi nòi». mostra/nascondi nota pa-14-18 non vi nòi: non arrechi fastidio agli occhi l'incommensurabfle luce.

14.19 Come, da più letizia pinti e tratti,
14.20 a la fiata quei che vanno a rota mostra/nascondi nota pa-14-20 a la fiata: talvolta.
14.21 levan la voce e rallegrano li atti,

14.22 così, a l'orazion pronta e divota,
14.23 li santi cerchi mostrar nova gioia
14.24 nel torneare e ne la mira nota. mostra/nascondi nota pa-14-24 ne la mira nota: nella meravigliosa armonia.

14.25 Qual si lamenta perché qui si moia
14.26 per viver colà sù, non vide quive mostra/nascondi nota pa-14-26 quive: in Paradiso.
14.27 lo refrigerio de l'etterna ploia. mostra/nascondi nota pa-14-27 l'etterna ploia: l'eterna pioggia di grazia divina, che reca alle anime inconcepibile conforto e frescura (" rifrigerio " ).

14.28 Quell'uno e due e tre che sempre vive mostra/nascondi nota pa-14-28 Quell'uno…: la Trinità; Dio uno e trino.
14.29 e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno,
14.30 non circunscritto, e tutto circunscrive,

14.31 tre volte era cantato da ciascuno
14.32 di quelli spirti con tal melodia,
14.33 ch'ad ogne merto saria giusto muno. mostra/nascondi nota pa-14-33 muno: premio adeguato ad ogni merito (cfr. lat. "munus").

14.34 E io udi' ne la luce più dia mostra/nascondi nota pa-14-34 dia: divina. E' la luce di Salomone (cfr. c. X, 106), che si trova nella corona più interna ( " minor cerchio " ).
14.35 del minor cerchio una voce modesta, mostra/nascondi nota pa-14-35 modesta: armoniosamente temperata (cfr. lat. "modus").
14.36 forse qual fu da l'angelo a Maria,

14.37 risponder: «Quanto fia lunga la festa
14.38 di paradiso, tanto il nostro amore
14.39 si raggerà dintorno cotal vesta. mostra/nascondi nota pa-14-39 cotal vesta: il chiaro splendore che vela le anime (cfr. Purg. c. I, 75).

14.40 La sua chiarezza séguita l'ardore;
14.41 l'ardor la visione, e quella è tanta,
14.42 quant'ha di grazia sovra suo valore. mostra/nascondi nota pa-14-42 sovra suo valore: in proporzione al merito.

14.43 Come la carne gloriosa e santa mostra/nascondi nota pa-14-43 gloriosa: perché vince e va oltre la morte.
14.44 fia rivestita, la nostra persona
14.45 più grata fia per esser tutta quanta; mostra/nascondi nota pa-14-45 più grata: più cara a Dio, per essere completa nella sua interezza.

14.46 per che s'accrescerà ciò che ne dona
14.47 di gratuito lume il sommo bene,
14.48 lume ch'a lui veder ne condiziona; mostra/nascondi nota pa-14-48 ne condiziona: ci pone in condizione di vedere Dio.

14.49 onde la vision crescer convene,
14.50 crescer l'ardor che di quella s'accende,
14.51 crescer lo raggio che da esso vene.

14.52 Ma sì come carbon che fiamma rende,
14.53 e per vivo candor quella soverchia, mostra/nascondi nota pa-14-53 soverchia: supera nella sua incandescenza la fiamma stessa, sì che il suo aspetto (" sua parvenza ") non si lascia vincere dalla fiamma (" si difende ").
14.54 sì che la sua parvenza si difende;

14.55 così questo folgór che già ne cerchia
14.56 fia vinto in apparenza da la carne mostra/nascondi nota pa-14-56 in apparenza: alla vista del suo aspetto esteriore.
14.57 che tutto dì la terra ricoperchia;

14.58 né potrà tanta luce affaticarne:
14.59 ché li organi del corpo saran forti mostra/nascondi nota pa-14-59 forti: rafforzati, resi adatti.
14.60 a tutto ciò che potrà dilettarne».

14.61 Tanto mi parver sùbiti e accorti
14.62 e l'uno e l'altro coro a dicer «Amme!», mostra/nascondi nota pa-14-62 Amme: amen, così sia.
14.63 che ben mostrar disio d'i corpi morti: mostra/nascondi nota pa-14-63 corpi morti: i corpi lasciati in terra.

14.64 forse non pur per lor, ma per le mamme,
14.65 per li padri e per li altri che fuor cari
14.66 anzi che fosser sempiterne fiamme.

14.67 Ed ecco intorno, di chiarezza pari,
14.68 nascere un lustro sopra quel che v'era, mostra/nascondi nota pa-14-68 un lustro: un bagliore sulla luminosità esistente.
14.69 per guisa d'orizzonte che rischiari.

14.70 E sì come al salir di prima sera
14.71 comincian per lo ciel nove parvenze, mostra/nascondi nota pa-14-71 nove parvenze: le stelle non visibili di giorno, perché vinte dalla luce solare.
14.72 sì che la vista pare e non par vera,

14.73 parvemi lì novelle sussistenze mostra/nascondi nota pa-14-73 novelle sussistenze: nuovi spiriti.
14.74 cominciare a vedere, e fare un giro
14.75 di fuor da l'altre due circunferenze.

14.76 Oh vero sfavillar del Santo Spiro!
14.77 come si fece sùbito e candente
14.78 a li occhi miei che, vinti, nol soffriro! mostra/nascondi nota pa-14-78 nol soffriro: non ressero al nuovo splendore che, sfavillando per l'ardore di carità infuso dallo Spirito Santo, si aggiunse alle due risplendenti corone, simboleggiando, così, la Trinità.

14.79 Ma Beatrice sì bella e ridente
14.80 mi si mostrò, che tra quelle vedute mostra/nascondi nota pa-14-80 che tra quelle…: che è necessario lasciarla tra quelle visioni che non seguirono la memoria. Tra le irripetibili immagini di Paradiso.
14.81 si vuol lasciar che non seguir la mente.

14.82 Quindi ripreser li occhi miei virtute
14.83 a rilevarsi; e vidimi translato mostra/nascondi nota pa-14-83 translato: trasferito, trasportato.
14.84 sol con mia donna in più alta salute. mostra/nascondi nota pa-14-84 in più alta salute: in un cielo dove maggiore rifulge la beatitudine: il cielo di Marte.

14.85 Ben m'accors'io ch'io era più levato,
14.86 per v riso de la stella, mostra/nascondi nota pa-14-86 l'affocato: l1'incandescente.
14.87 che mi parea più roggio che l'usato. mostra/nascondi nota pa-14-87 roggio: cfr. Inf. c. XI, 73 e n.

14.88 Con tutto 'l core e con quella favella mostra/nascondi nota pa-14-88 con quella favella: con la preghiera.
14.89 ch'è una in tutti, a Dio feci olocausto,
14.90 qual conveniesi a la grazia novella.

14.91 E non er'anco del mio petto essausto mostra/nascondi nota pa-14-91 essausto: esaurito l'ardore del sacrificio.
14.92 l'ardor del sacrificio, ch'io conobbi
14.93 esso litare stato accetto e fausto; mostra/nascondi nota pa-14-93 esso litare: quel sacrificio (cfr. lat. "litare": sacrificare ).

14.94 ché con tanto lucore e tanto robbi mostra/nascondi nota pa-14-94 robbi: rossi come il fuoco (cfr. lat. "rubeus").
14.95 m'apparvero splendor dentro a due raggi,
14.96 ch'io dissi: «O Eliòs che sì li addobbi!». mostra/nascondi nota pa-14-96 O Eliòs: " o sole spirituale di Dio, di quali colori sai rivestire i tuoi eletti ! " (Steiner).

14.97 Come distinta da minori e maggi
14.98 lumi biancheggia tra ' poli del mondo
14.99 Galassia sì, che fa dubbiar ben saggi; mostra/nascondi nota pa-14-99 Galassia: la via Lettea, che lascia incerti sulla sua natura anche valenti filosofi (" ben saggi ").

14.100 sì costellati facean nel profondo
14.101 Marte quei raggi il venerabil segno
14.102 che fan giunture di quadranti in tondo. mostra/nascondi nota pa-14-102 che fan giunture: il segno che formano i quadranti congiunti in un cerchio. Il quadrante è la quarta parte del cerchio, delimitata da due raggi perpendicolari, formanti angolo retto. Nel cerchio vi sono, dunque, quattro quadranti e i raggi formano una croce. Questa figura presenta la nuova visione.

14.103 Qui vince la memoria mia lo 'ngegno;
14.104 ché quella croce lampeggiava Cristo,
14.105 sì ch'io non so trovare essempro degno;

14.106 ma chi prende sua croce e segue Cristo,
14.107 ancor mi scuserà di quel ch'io lasso,
14.108 vedendo in quell'albor balenar Cristo. mostra/nascondi nota pa-14-108 Cristo: la triplice rima indica che per Dante nessuna parola era degna di rimare con Cristo. Lo si è già visto nel canto XII. E il nome del Salvatore viene evocato in corrispondenza del simbolo della sua passione e morte, che si staglia nel cielo di Marte.

14.109 Di corno in corno e tra la cima e 'l basso mostra/nascondi nota pa-14-109 Di corno in corno: da un braccio all'altro di quelli orizzontali della croce.
14.110 si movien lumi, scintillando forte
14.111 nel congiugnersi insieme e nel trapasso:

14.112 così si veggion qui diritte e torte,
14.113 veloci e tarde, rinovando vista, mostra/nascondi nota pa-14-113 rinovando vista: mutando continuamente aspetto.
14.114 le minuzie de' corpi, lunghe e corte, mostra/nascondi nota pa-14-114 le minuzie de' corpi: il pulviscolo atmosferico in un raggio di sole, dal quale è listata l'ombra che la gente si procura (" acquista "), con accorgimenti, per difendersi dalla luce troppo viva.

14.115 moversi per lo raggio onde si lista
14.116 talvolta l'ombra che, per sua difesa,
14.117 la gente con ingegno e arte acquista.

14.118 E come giga e arpa, in tempra tesa mostra/nascondi nota pa-14-118 giga: strumento a corde simile al violino; o arpa in cui molte corde siano tese al giusto registro, cioè armonizzate.
14.119 di molte corde, fa dolce tintinno
14.120 a tal da cui la nota non è intesa, mostra/nascondi nota pa-14-120 a tal: ad uno che non riesca a cogliere il motivo.

14.121 così da' lumi che lì m'apparinno
14.122 s'accogliea per la croce una melode mostra/nascondi nota pa-14-122 una melode: una melodia.
14.123 che mi rapiva, sanza intender l'inno.

14.124 Ben m'accors'io ch'elli era d'alte lode,
14.125 però ch'a me venìa «Resurgi» e «Vinci»
14.126 come a colui che non intende e ode. mostra/nascondi nota pa-14-126 non intende e ode: ascolta senza capire tutte le parole.

14.127 Io m'innamorava tanto quinci,
14.128 che 'nfino a lì non fu alcuna cosa
14.129 che mi legasse con sì dolci vinci. mostra/nascondi nota pa-14-129 vinci: vincoli, legami.

14.130 Forse la mia parola par troppo osa,
14.131 posponendo il piacer de li occhi belli,
14.132 ne' quai mirando mio disio ha posa;

14.133 ma chi s'avvede che i vivi suggelli
14.134 d'ogne bellezza più fanno più suso, mostra/nascondi nota pa-14-134 più fanno più suso: acquistano tanto maggior virtù quanto più in alto si sale. 138 non è qui dischiuso: non è ancora descritto. II " piacer santo " degli occhi di Beatrice, sarà infatti espresso nel c. XVIII (cfr. c. XVIII, 14, segg.).
14.135 e ch'io non m'era lì rivolto a quelli,

14.136 escusar puommi di quel ch'io m'accuso
14.137 per escusarmi, e vedermi dir vero:
14.138 ché 'l piacer santo non è qui dischiuso,

14.139 perché si fa, montando, più sincero.

Paradiso : Canto 15

15.1 Benigna volontade in che si liqua mostra/nascondi nota pa-15-1 si liqua: si manifesta (cfr. lat. "liquet").
15.2 sempre l'amor che drittamente spira,
15.3 come cupidità fa ne la iniqua, mostra/nascondi nota pa-15-3 ne la iniqua: nella volontà di far male.

15.4 silenzio puose a quella dolce lira,
15.5 e fece quietar le sante corde
15.6 che la destra del cielo allenta e tira. mostra/nascondi nota pa-15-6 la destra del cielo: la mano divina, Dio stesso.

15.7 Come saranno a' giusti preghi sorde
15.8 quelle sustanze che, per darmi voglia
15.9 ch'io le pregassi, a tacer fur concorde?

15.10 Bene è che sanza termine si doglia
15.11 chi, per amor di cosa che non duri,
15.12 etternalmente quello amor si spoglia.

15.13 Quale per li seren tranquilli e puri
15.14 discorre ad ora ad or sùbito foco, mostra/nascondi nota pa-15-14 discorre: trascorre velocemente da un punto all'altro l'improvviso accendersi di una stella cadente.
15.15 movendo li occhi che stavan sicuri,

15.16 e pare stella che tramuti loco,
15.17 se non che da la parte ond'e' s'accende
15.18 nulla sen perde, ed esso dura poco: mostra/nascondi nota pa-15-18 nulla sen perde: non viene a diminuire il numero delle stelle ed il bagliore è quasi istantaneo (" dura poco ").

15.19 tale dal corno che 'n destro si stende
15.20 a piè di quella croce corse un astro
15.21 de la costellazion che lì resplende;

15.22 né si partì la gemma dal suo nastro, mostra/nascondi nota pa-15-22 nastro: la croce somiglia ad una striscia di tessuto sul quale solitamente, si fissavano le gemme.
15.23 ma per la lista radial trascorse, mostra/nascondi nota pa-15-23 lista radial: il braccio orizzontale della croce.
15.24 che parve foco dietro ad alabastro.

15.25 Sì pia l'ombra d'Anchise si porse,
15.26 se fede merta nostra maggior musa, mostra/nascondi nota pa-15-26 nostra maggior musa: Virgilio, che narra dell'incontro tra Anchise e il figlio Enea nei Campi Elisi (cfr. En. VI, 684 e segg.). Dante, che nel viaggio oltremondano è stato preceduto da Enea (cfr. Inf. c. II, 13 e segg.), riconosce in quest'incontro con l'avo Cacciaguida una situazione analoga a quella dell'incontro tra Anchise e il figlio.
15.27 quando in Eliso del figlio s'accorse.

15.28 «O sanguis meus, o superinfusa mostra/nascondi nota pa-15-28 O sanguis meus: "O sangue mio, o sovrabbondante grazia di Dio, a chi mai, come a te, fu dischiusa due volte la porta del cielo?". L'intera terzina è in un latino intessuto di memorie virgiliane e bibliche.
15.29 gratia Dei, sicut tibi cui
15.30 bis unquam celi ianua reclusa?».

15.31 Così quel lume: ond'io m'attesi a lui;
15.32 poscia rivolsi a la mia donna il viso,
15.33 e quinci e quindi stupefatto fui;

15.34 ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso
15.35 tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo
15.36 de la mia gloria e del mio paradiso.

15.37 Indi, a udire e a veder giocondo,
15.38 giunse lo spirto al suo principio cose, mostra/nascondi nota pa-15-38 giunse: aggiunse.
15.39 ch'io non lo 'ntesi, sì parlò profondo;

15.40 né per elezion mi si nascose, mostra/nascondi nota pa-15-40 per elezion: di proposito rese oscuro il senso delle sue parole.
15.41 ma per necessità, ché 'l suo concetto
15.42 al segno d'i mortal si soprapuose. mostra/nascondi nota pa-15-42 al segno: al limite della comprensione umana.

15.43 E quando l'arco de l'ardente affetto
15.44 fu sì sfogato, che 'l parlar discese
15.45 inver' lo segno del nostro intelletto,

15.46 la prima cosa che per me s'intese,
15.47 «Benedetto sia tu», fu, «trino e uno,
15.48 che nel mio seme se' tanto cortese!». mostra/nascondi nota pa-15-48 nel mio seme: si è già detto che Cacciaguida era avo di Dante.

15.49 E seguì: «Grato e lontano digiuno,
15.50 tratto leggendo del magno volume
15.51 du' non si muta mai bianco né bruno, mostra/nascondi nota pa-15-51 du': dove non si muta mai il bianco della carta con nuove scritture, né il bruno dell'inchiostro per qualche cancellatura. E' il librò della mente divina.

15.52 solvuto hai, figlio, dentro a questo lume
15.53 in ch'io ti parlo, mercè di colei mostra/nascondi nota pa-15-53 colei: Beatrice, ovvero la verità rivelata.
15.54 ch'a l'alto volo ti vestì le piume.

15.55 Tu credi che a me tuo pensier mei mostra/nascondi nota pa-15-55 mei: fluisca da Dio ( " quel ch'è primo " ).
15.56 da quel ch'è primo, così come raia mostra/nascondi nota pa-15-56 raia: s'irradia, consegue.
15.57 da l'un, se si conosce, il cinque e 'l sei; mostra/nascondi nota pa-15-57 da l'un: dalla conoscenza dell'unità, quella degli altri numeri (" il cinque e 'l sei " ).

15.58 e però ch'io mi sia e perch'io paia
15.59 più gaudioso a te, non mi domandi,
15.60 che alcun altro in questa turba gaia.

15.61 Tu credi 'l vero; ché i minori e ' grandi
15.62 di questa vita miran ne lo speglio mostra/nascondi nota pa-15-62 ne lo speglio: nello specchio in cui diffondi, manifesti (" pandi ") il tuo pensiero, ancor prima di averlo pensato.
15.63 in che, prima che pensi, il pensier pandi;

15.64 ma perché 'l sacro amore in che io veglio
15.65 con perpetua vista e che m'asseta
15.66 di dolce disiar, s'adempia meglio,

15.67 la voce tua sicura, balda e lieta
15.68 suoni la volontà, suoni 'l disio, mostra/nascondi nota pa-15-68 suoni: si esprima per mezzo delle tue parole. I beati, come sappiamo, conoscono già, specchiato in Dio, ogni pensiero di Dante, ma qui Cacciaguida esorta il poeta ad esprimere le sue domande. Ciò è dovuto all'esigenza di conciliare le ragioni della fede con le necessita artistiche: infatti, senza questo accorgimento, verrebbe a cedere ogni possibilità di dialogo.
15.69 a che la mia risposta è già decreta!».

15.70 Io mi volsi a Beatrice, e quella udio
15.71 pria ch'io parlassi, e arrisemi un cenno
15.72 che fece crescer l'ali al voler mio.

15.73 Poi cominciai così: «L'affetto e 'l senno, mostra/nascondi nota pa-15-73 L'affetto e 'l senno: quando Dio, in cui si assommanno tutte le uguaglianze, vi si manifestò, la capacità di sentire (" l'affetto ") e il potere di agire (" 'l senno " ) si identificarono ( " d'un peso… "); poiché Dio (" 'l sol… ") è così uguale, rispetto al sentire e all'agire, che non c'è altro termine di somiglianza, o uguaglianza. Ma, nei mortali, l'intenzione determinata dal sentimento ( " voglia " ) e la rapacità di operare (" argomento ") non si identificano, come voi sapete; per cui io, mortale, mi trovo in questa disparità di forze, e perciò ringrazio soltanto col sentimento (" col core "), non essendo capace di esprimermi adeguatamente.
15.74 come la prima equalità v'apparse,
15.75 d'un peso per ciascun di voi si fenno,

15.76 però che 'l sol che v'allumò e arse,
15.77 col caldo e con la luce è sì iguali,
15.78 che tutte simiglianze sono scarse.

15.79 Ma voglia e argomento ne' mortali,
15.80 per la cagion ch'a voi è manifesta,
15.81 diversamente son pennuti in ali;

15.82 ond'io, che son mortal, mi sento in questa
15.83 disagguaglianza, e però non ringrazio
15.84 se non col core a la paterna festa.

15.85 Ben supplico io a te, vivo topazio mostra/nascondi nota pa-15-85 vivo topazio: gemma risplendente (cfr. v 22).
15.86 che questa gioia preziosa ingemmi,
15.87 perché mi facci del tuo nome sazio».

15.88 «O fronda mia in che io compiacemmi
15.89 pur aspettando, io fui la tua radice»: mostra/nascondi nota pa-15-89 la tua radice: il capostipite della tua famiglia.
15.90 cotal principio, rispondendo, femmi.

15.91 Poscia mi disse: «Quel da cui si dice mostra/nascondi nota pa-15-91 Quel: Alighiero, da cui prende nome ( " si dice " ) il casato ( " tua cognazione " ).
15.92 tua cognazione e che cent'anni e piùe
15.93 girato ha 'l monte in la prima cornice, mostra/nascondi nota pa-15-93 'l monte: il Purgatorio, nel girone dei superbi.

15.94 mio figlio fu e tuo bisavol fue:
15.95 ben si convien che la lunga fatica
15.96 tu li raccorci con l'opere tue.

15.97 Fiorenza dentro da la cerchia antica,
15.98 ond'ella toglie ancora e terza e nona, mostra/nascondi nota pa-15-98 ond'ella: "Sulle ditte mura vecchie si è una chiesa, chiamata la Badia, la quale chiesa suona terza e nona e l'altr'ore… " (Lana). La Chiesa divideva le ore del giorno in periodi, detti Prima, Terza, Sesta e Nona, ciascuno formato di tre ore.
15.99 si stava in pace, sobria e pudica.

15.100 Non avea catenella, non corona, mostra/nascondi nota pa-15-100 catenella: monile da braccio o da collo.
15.101 non gonne contigiate, non cintura mostra/nascondi nota pa-15-101 contigiate: adorne di contigie, o fregi.
15.102 che fosse a veder più che la persona. mostra/nascondi nota pa-15-102 più che la persona: più appariscenti della persona stessa.

15.103 Non faceva, nascendo, ancor paura
15.104 la figlia al padre, che 'l tempo e la dote
15.105 non fuggien quinci e quindi la misura. mostra/nascondi nota pa-15-105 quinci e quindi: il tempo non eccedeva la misura per difetto, come ora che le fanciulle sposano in tenera età; né la dote raggiungeva cifre esagerate, come ora, oltrepassando la misure per eccesso.

15.106 Non avea case di famiglia vòte; mostra/nascondi nota pa-15-106 di famiglia vòte: troppo grandi per le famiglie, ridotte nel numero dei componenti a causa della denatalità, diretta conseguenza della corruzione.
15.107 non v'era giunto ancor Sardanapalo mostra/nascondi nota pa-15-107 Sardanapalo: Assurbanipal, antico re d'Assiria, famoso per la sua lussuria e per il lusso di cui si circondava.
15.108 a mostrar ciò che 'n camera si puote.

15.109 Non era vinto ancora Montemalo mostra/nascondi nota pa-15-109 Non era vinto: ancora Roma (che viene indicata con Monte Mario) non era superata nel fasto delle sue strade e delle sue costruzioni da Firenze (indicata col monte Uccellatoio); e questa supererà quella anche nel rapido tramonto (" così sarà nel calo ").
15.110 dal vostro Uccellatoio, che, com'è vinto
15.111 nel montar sù, così sarà nel calo.

15.112 Bellincion Berti vid'io andar cinto mostra/nascondi nota pa-15-112 Bellincion Berti : è il padre della " buona Gualdrada " (cfr. Inf. c. XVI, 37 e n.), capo della famiglia dei Ravignani, uomo sobrio e virtuoso.
15.113 di cuoio e d'osso, e venir da lo specchio
15.114 la donna sua sanza 'l viso dipinto;

15.115 e vidi quel de' Nerli e quel del Vecchio mostra/nascondi nota pa-15-115 quel de' Nerli: i Nerli erano una famiglia guelfa e così pure i Vecchietti ("Vecchio").
15.116 esser contenti a la pelle scoperta, mostra/nascondi nota pa-15-116 a la pelle scoperta: di un indumento di pelle non foderata.
15.117 e le sue donne al fuso e al pennecchio.

15.118 Oh fortunate! ciascuna era certa
15.119 de la sua sepultura, e ancor nulla
15.120 era per Francia nel letto diserta. mostra/nascondi nota pa-15-120 nel letto diserta: abbandonata per lunghi periodi, in quanto il marito era tratto a commerciare fuori città, specialmente in Francia.

15.121 L'una vegghiava a studio de la culla,
15.122 e, consolando, usava l'idioma
15.123 che prima i padri e le madri trastulla;

15.124 l'altra, traendo a la rocca la chioma, mostra/nascondi nota pa-15-124 traendo a la rocca: filando la lana (" la chioma ").
15.125 favoleggiava con la sua famiglia
15.126 de' Troiani, di Fiesole e di Roma. mostra/nascondi nota pa-15-126 de' Troiani…: le antiche leggende italiche; per Fiesole, cfr., c. VI, 54 e n.

15.127 Saria tenuta allor tal maraviglia
15.128 una Cianghella, un Lapo Salterello, mostra/nascondi nota pa-15-128 Cianghella…: donna frivola e sfacciata, è Cianghella della Tosa, ricordata da Giovanni Boccaccio nel suo "Corbaccio"; Lapo Salterello, compagno d'esilio di Dante, fu uomo politico di bassa moralità, secondo Dino Compagni.
15.129 qual or saria Cincinnato e Corniglia. mostra/nascondi nota pa-15-129 Cincinnato e Corniglia: cfr. c. VI, 46 e Inf. c. IV, 128.

15.130 A così riposato, a così bello
15.131 viver di cittadini, a così fida
15.132 cittadinanza, a così dolce ostello,

15.133 Maria mi diè, chiamata in alte grida; mostra/nascondi nota pa-15-133 Maria mi diè: nacqui per concessione di Maria, invocata da mia madre nei dolori del parto.
15.134 e ne l'antico vostro Batisteo
15.135 insieme fui cristiano e Cacciaguida. mostra/nascondi nota pa-15-135 Cacciaguida: dal capostipite nacquero Aldighiero, padre di Bellincione, da cui nacque Aldighiero II padre di Dante. Di Cacciaguida non si sa nulla: risulta già morto in un documento del 1189. 137 di val di Pado: dalla valle del Po, forse da Ferrara. 138 il sopranome: alla moglie di Cacciaguida " piacque di rinnovare il nome de' suoi maggiori " in uno dei suoi figlioli "e nominollo Aldighieri; comeché il vocabol poi, per sottrazione d'alcuna lettera, rimanesse Alighieri…" (Boccaccio).

15.136 Moronto fu mio frate ed Eliseo;
15.137 mia donna venne a me di val di Pado,
15.138 e quindi il sopranome tuo si feo.

15.139 Poi seguitai lo 'mperador Currado; mostra/nascondi nota pa-15-139 Currado: Corrado III di Svezia, imperatore dal 1138 al 1152, uno dei capi della seconda Crociata (1147-1149); ma, non essendo quello mai venuto in Italia, forse Dante lo confuse con Corrado II, che fu a Firenze e combatté, in Calabria, contro i Saraceni.
15.140 ed el mi cinse de la sua milizia, mostra/nascondi nota pa-15-140 mi cinse: mi elesse suo cavaliere.
15.141 tanto per bene ovrar li venni in grado.

15.142 Dietro li andai incontro a la nequizia mostra/nascondi nota pa-15-142 Dietro li andai: lo seguii alla Crociata.
15.143 di quella legge il cui popolo usurpa,
15.144 per colpa d'i pastor, vostra giustizia.

15.145 Quivi fu' io da quella gente turpa
15.146 disviluppato dal mondo fallace, mostra/nascondi nota pa-15-146 disviluppato: sciolto, liberato dalla vita terrena.
15.147 lo cui amor molt'anime deturpa;

15.148 e venni dal martiro a questa pace».

Paradiso : Canto 16

16.1 O poca nostra nobiltà di sangue,
16.2 se gloriar di te la gente fai
16.3 qua giù dove l'affetto nostro langue, mostra/nascondi nota pa-16-3 langue: è fiacco, perché facilmente si lascia sedurre dai beni mondani.

16.4 mirabil cosa non mi sarà mai:
16.5 ché là dove appetito non si torce, mostra/nascondi nota pa-16-5 appetito non si torce: il desiderio non può esser volto al male.
16.6 dico nel cielo, io me ne gloriai.

16.7 Ben se' tu manto che tosto raccorce: mostra/nascondi nota pa-16-7 Ben: bensì, tuttavia.
16.8 sì che, se non s'appon di dì in die,
16.9 lo tempo va dintorno con le force. mostra/nascondi nota pa-16-9 con le force: con le forbici, determinando l'oblio.

16.10 Dal "voi" che prima a Roma s'offerie, mostra/nascondi nota pa-16-10 Dal "voi": l'uso del voi nel parlare, mal fu tollerato (" s'offerie ") dal popolo romano il quale, poco perseverante in esso, dà facilmente del tu.
16.11 in che la sua famiglia men persevra,
16.12 ricominciaron le parole mie;

16.13 onde Beatrice, ch'era un poco scevra, mostra/nascondi nota pa-16-13 scevra: in disparte.
16.14 ridendo, parve quella che tossio mostra/nascondi nota pa-16-14 quella che tossio: la dama di Malehaut, la quale tossi per avvertire della sua presenza, quando Ginevra, al primo convegno con Lancillotto, si trovò alla soglia del peccato (" primo fallo scritto ") come si legge nel romanzo "Lancelot du Lac". Qui Beatrice vuol richiamare l'attenzione di Dante sull'atteggiamento un po' vanaglorioso determinato dall'incauto voi, col quale vanta la propria nobiltà.
16.15 al primo fallo scritto di Ginevra.

16.16 Io cominciai: «Voi siete il padre mio;
16.17 voi mi date a parlar tutta baldezza; mostra/nascondi nota pa-16-17 beldezza: sicurtà, fiducia.
16.18 voi mi levate sì, ch'i' son più ch'io. mostra/nascondi nota pa-16-18 più ch'io: al di sopra della mia condizione.

16.19 Per tanti rivi s'empie d'allegrezza
16.20 la mente mia, che di sé fa letizia
16.21 perché può sostener che non si spezza.

16.22 Ditemi dunque, cara mia primizia, mostra/nascondi nota pa-16-22 primizia: fondatore della famiglia.
16.23 quai fuor li vostri antichi e quai fuor li anni
16.24 che si segnaro in vostra puerizia;

16.25 ditemi de l'ovil di San Giovanni mostra/nascondi nota pa-16-25 l'ovil di San Giovanni: Firenze, di cui è patrono San Giovanni.
16.26 quanto era allora, e chi eran le genti
16.27 tra esso degne di più alti scanni». mostra/nascondi nota pa-16-27 di più alti scanni: d'occupare le cariche più elevate.

16.28 Come s'avviva a lo spirar d'i venti
16.29 carbone in fiamma, così vid'io quella
16.30 luce risplendere a' miei blandimenti; mostra/nascondi nota pa-16-30 blandimenti: parole affettuose e carezzevoli.

16.31 e come a li occhi miei si fé più bella,
16.32 così con voce più dolce e soave,
16.33 ma non con questa moderna favella, mostra/nascondi nota pa-16-33 non con questa moderna favella: parlando il fiorentino antico, ovvero un linguaggio più nobile della parlata corrente.

16.34 dissemi: «Da quel dì che fu detto "Ave" mostra/nascondi nota pa-16-34 Da quel dì: dal giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo, dal quale i Fiorentini computavano gli anni.
16.35 al parto in che mia madre, ch'è or santa,
16.36 s'alleviò di me ond'era grave,

16.37 al suo Leon cinquecento cinquanta
16.38 e trenta fiate venne questo foco mostra/nascondi nota pa-16-38 questo foco: questo ardente cielo di Marte venne a riaccendersi (" rinfiammarsi ") sotto la costellazione del Leone per 580 volte. Secondo l'"Almagesto", la rivoluzione dl Marte si compie in 687 giorni circa, che moltiplicati per 580, e divisi per i 365 della rivoluzione terrestre, portano la data di nascita di Cacciaguida al 25 gennaio del 1091.
16.39 a rinfiammarsi sotto la sua pianta.

16.40 Li antichi miei e io nacqui nel loco
16.41 dove si truova pria l'ultimo sesto mostra/nascondi nota pa-16-41 l'ultimo sesto: il sestiere di Porta San Pietro, che i corridori dell'annuale palio di Firenze incontrano per primo sul loro percorso e dove sorgevano le case degli Elisei.
16.42 da quei che corre il vostro annual gioco.

16.43 Basti d'i miei maggiori udirne questo:
16.44 chi ei si fosser e onde venner quivi,
16.45 più è tacer che ragionare onesto. mostra/nascondi nota pa-16-45 onesto: opportuno. Forse Dante non sapeva di più o gli parve sufficiente la nobiltà derivante da un antenato crociato.

16.46 Tutti color ch'a quel tempo eran ivi
16.47 da poter arme tra Marte e 'l Batista, mostra/nascondi nota pa-16-47 tra Marte e 'l Batista: tra la statua di Marte, sul Ponte Vecchio e il Battistero di San Giovanni.
16.48 erano il quinto di quei ch'or son vivi. mostra/nascondi nota pa-16-48 erano il quinto: costituivano la quinta parte di quanti ne vivevano ai tempi di Dante. Dal che si desume che la popolazione di Firenze era quintuplicata dai tempi di Cacciaguida il quale, con ciò, risponde alla terza domanda.

16.49 Ma la cittadinanza, ch'è or mista
16.50 di Campi, di Certaldo e di Fegghine, mostra/nascondi nota pa-16-50 di Campi…: Campi in Val di Bisenzio, Certaldo in Valdelsa, Figline (" Fegghine ") nel Valdarno.
16.51 pura vediesi ne l'ultimo artista. mostra/nascondi nota pa-16-51 ne l'ultimo artista: fin nel più umile artigiano.

16.52 Oh quanto fora meglio esser vicine mostra/nascondi nota pa-16-52 vicine: cioè non ancora " miste ".
16.53 quelle genti ch'io dico, e al Galluzzo mostra/nascondi nota pa-16-53 Galluzzo…Trespiano: due borgate prossime a Firenze.
16.54 e a Trespiano aver vostro confine,

16.55 che averle dentro e sostener lo puzzo
16.56 del villan d'Aguglion, di quel da Signa, mostra/nascondi nota pa-16-56 del villan d'Aguglion: è Baldo d'Aguglione, autorevole giureconsulto, autore dei falsi operati nei registri pubblici, per cui cfr. Purg. c. XII, n. 100. L'altro è Fazio Morubaldini da Signa, più volte priore e sospetto di baratteria. Aguglione (o Aquilone) è un castello in Val di Pesa, Signa è un paese presso Firenze.
16.57 che già per barattare ha l'occhio aguzzo!

16.58 Se la gente ch'al mondo più traligna
16.59 non fosse stata a Cesare noverca, mostra/nascondi nota pa-16-59 noverca: matrigna, cioè ostile all'imperatore (" Cesare "). Tale " gente " è costituita dagli ecclesiastici della Curia romana.
16.60 ma come madre a suo figlio benigna,

16.61 tal fatto è fiorentino e cambia e merca, mostra/nascondi nota pa-16-61 tal: è divenuto (" fatto ") fiorentino ed esercita le redditizie professioni del cambiavalute e del mercante, taluno ( " tal " ) proveniente dal contado, che tutt'al più si sarebbe trasferito a Simifonti, piccolo capoluogo, dove i suoi antenati andavano in cerca di elemosine.
16.62 che si sarebbe vòlto a Simifonti,
16.63 là dove andava l'avolo a la cerca;

16.64 sariesi Montemurlo ancor de' Conti; mostra/nascondi nota pa-16-64 Montemurlo: castello tra Pistoia e Prato, già appartenuto ai Guidi, " Conti " per antonomasia.
16.65 sarieno i Cerchi nel piovier d'Acone, mostra/nascondi nota pa-16-65 i Cerchi: famiglia originaria del piviere, o gruppo di parrocchie dipendenti dal piovano di Acone in Val di Sieve.
16.66 e forse in Valdigrieve i Buondelmonti. mostra/nascondi nota pa-16-66 i Buondelmonti: famiglia originaria del castello di Montebuoni in Val di Greve.

16.67 Sempre la confusion de le persone
16.68 principio fu del mal de la cittade,
16.69 come del vostro il cibo che s'appone; mostra/nascondi nota pa-16-69 come del vostro: come del vostro male è causa il cibo che si ingerisce sopra ad altro già ingerito (" che s'appone ").

16.70 e cieco toro più avaccio cade
16.71 che cieco agnello; e molte volte taglia
16.72 più e meglio una che le cinque spade.

16.73 Se tu riguardi Luni e Orbisaglia mostra/nascondi nota pa-16-73 Luni…: città rovinata già ai tempi di Dante e il cui ricordo resta nel nome Lunigiana, passato alla regione dove essa sorse. Orbisaglia: presso Macerata, città distrutta da Alarico (era la romana "Urbs Salvia").
16.74 come sono ite, e come se ne vanno
16.75 di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia, mostra/nascondi nota pa-16-75 Chiusi…: antica città etrusca, e Senigallia ("Sinigaglia"), nelle Marche, entrambe in rovina ai tempi di Dante.

16.76 udir come le schiatte si disfanno
16.77 non ti parrà nova cosa né forte,
16.78 poscia che le cittadi termine hanno.

16.79 Le vostre cose tutte hanno lor morte,
16.80 sì come voi; ma celasi in alcuna
16.81 che dura molto, e le vite son corte.

16.82 E come 'l volger del ciel de la luna mostra/nascondi nota pa-16-82 E come 'l volger: la luna ha diretta influenza sulla marea.
16.83 cuopre e discuopre i liti sanza posa,
16.84 così fa di Fiorenza la Fortuna:

16.85 per che non dee parer mirabil cosa
16.86 ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini
16.87 onde è la fama nel tempo nascosa. mostra/nascondi nota pa-16-87 onde è la fama: la cui fama è oscurata dal tempo.

16.88 Io vidi li Ughi e vidi i Catellini, mostra/nascondi nota pa-16-88 li Ughi: questi e i seguenti sono nomi di illustri contemporanei di Cacciaguida.
16.89 Filippi, Greci, Ormanni e Alberichi,
16.90 già nel calare, illustri cittadini;

16.91 e vidi così grandi come antichi,
16.92 con quel de la Sannella, quel de l'Arca,
16.93 e Soldanieri e Ardinghi e Bostichi.

16.94 Sovra la porta ch'al presente è carca mostra/nascondi nota pa-16-94 Sovra la porta: nel sestiere di Porta San Pietro avevano le loro case, al tempo di Dante, i Cerchi e i Donati, sempre in lotta tra loro, e perciò la porta è gravata ( " carca " ) da tanto scandalo da esser causa di sciagura per la città intera.
16.95 di nova fellonia di tanto peso
16.96 che tosto fia iattura de la barca,

16.97 erano i Ravignani, ond'è disceso mostra/nascondi nota pa-16-97 i Ravignani: nobile famiglia, dalla quale è disceso Guido Guerra (cfr. Inf. c. XVI, n. 37) e chiunque altra ha preso del nome di Bellincione Berti (cfr. c. XV, 112); cioè gli Adimari e i Donati, discesi da due figlie di Bellincione.
16.98 il conte Guido e qualunque del nome
16.99 de l'alto Bellincione ha poscia preso.

16.100 Quel de la Pressa sapeva già come mostra/nascondi nota pa-16-100 Quel de la Pressa: i rappresentanti della famiglia della Pressa conoscevano l'arte di governare. Di fede ghibellina, tradirono i Fiorentini a Montaperti.
16.101 regger si vuole, e avea Galigaio mostra/nascondi nota pa-16-101 Galigaio: i Galigai avevano in famiglia un cavaliere, al quale spettava la spada dall'impugnatura dorata.
16.102 dorata in casa sua già l'elsa e 'l pome.

16.103 Grand'era già la colonna del Vaio, mostra/nascondi nota pa-16-103 Grand'era: già erano grandi i Pigli, che per insegna avevano "una colonna listata a strisce di pelle di «vaio» " (Del Lungo). Il "vaio" è lo scoiattolo.
16.104 Sacchetti, Giuochi, Fifanti e Barucci mostra/nascondi nota pa-16-104 Sacchetti: furono di parte guelfa; i Giuochi, i Fifanti, i Barucci, i Galli furono ghibellini. Quelli "ch'arrossan per lo staio" sono i Chiaramontesi, noti per la frode del sale commessa da Donato, uno di essi (cfr. Purg. c. XII, n. 100).
16.105 e Galli e quei ch'arrossan per lo staio.

16.106 Lo ceppo di che nacquero i Calfucci mostra/nascondi nota pa-16-106 Lo ceppo: i Donati e i Calfucci nacquero da un unico ceppo.
16.107 era già grande, e già eran tratti
16.108 a le curule Sizii e Arrigucci. mostra/nascondi nota pa-16-108 a le curule: alle sedie curuli, ovvero alle più alte cariche. Sizii e Arrigucci erano guelfi e abitavano presso Porta del Duomo.

16.109 Oh quali io vidi quei che son disfatti mostra/nascondi nota pa-16-109 Oh quali: allude agli Uberti, di parte ghibellina (cfr. Inf. c. X, 82 e segg.).
16.110 per lor superbia! e le palle de l'oro mostra/nascondi nota pa-16-110 le palle de l'oro: palle d'oro in campo azzurro era l'insegna dei Lamberti.
16.111 fiorian Fiorenza in tutt'i suoi gran fatti.

16.112 Così facieno i padri di coloro mostra/nascondi nota pa-16-112 i padri di coloro: gli antenati dei Visdomini e dei Tosinghi i quali, ora, hanno l'incarico di amministrare i beni vescovili quando il seggio è vacante e si impinguano in questa loro funzione (" consistoro " è ironico).
16.113 che, sempre che la vostra chiesa vaca,
16.114 si fanno grassi stando a consistoro.

16.115 L'oltracotata schiatta che s'indraca mostra/nascondi nota pa-16-115 L'oltracotata schiatta: l'oltracotante famiglia degli Adimari, che si fa drago (" s'indraca ") dietro a chi fugge… " Era irato a questa famiglia il Poeta, perché Boccaccio Adimari occupò i suoi beni, poi che fu mandato in esilio " (Landino).
16.116 dietro a chi fugge, e a chi mostra 'l dente
16.117 o ver la borsa, com'agnel si placa,

16.118 già venìa sù, ma di picciola gente;
16.119 sì che non piacque ad Ubertin Donato mostra/nascondi nota pa-16-119 sì che non piacque: Ubertino Donati, genero di Bellincione Berti, si sdegnò con il suocero, per averlo reso parente degli Adimari quando diede una delle sue figliole in moglie a un giovane di quella famiglia.
16.120 che poi il suocero il fé lor parente.

16.121 Già era 'l Caponsacco nel mercato mostra/nascondi nota pa-16-121 Caponsacco: famiglia ghibellina d'origine fiesolana. Avevano le case presso Mercato Vecchio.
16.122 disceso giù da Fiesole, e già era
16.123 buon cittadino Giuda e Infangato. mostra/nascondi nota pa-16-123 Giuda e Infangato: famiglie ghibelline.

16.124 Io dirò cosa incredibile e vera:
16.125 nel picciol cerchio s'entrava per porta mostra/nascondi nota pa-16-125 nel picciol cerchio: nella cerchia delle mura antiche c'era una porta che prendeva il nome dai della Pera (porta Peruzza), famiglia del tutto dimenticata ai tempi di Dante.
16.126 che si nomava da quei de la Pera.

16.127 Ciascun che de la bella insegna porta mostra/nascondi nota pa-16-127 Ciascun: tutte le famiglie (Giandonati, Pulci, Nerli, Gangalandi, Della Bella, Alepri) che inquartano nelle loro insegne le doghe rosse e bianche concesse dal Marchese Ugo di Toscana (" gran barone "), il cui nome e la cui virtù ricorda ai cittadini la festa di San Tommaso, in cui ricorre l'anniversario della sua morte, ebbero da lui ordini e privilegi cavallereschi, sebbene ( " avvegna che " ) oggi parteggi per la plebe colui che fascia l'antica insegna nobiliare con un fregio d'oro. Si allude a Giano Della Bella, i cui Ordinamenti di Giustizia, del 1293, favorirono apertamente il popolo.
16.128 del gran barone il cui nome e 'l cui pregio
16.129 la festa di Tommaso riconforta,

16.130 da esso ebbe milizia e privilegio;
16.131 avvegna che con popol si rauni
16.132 oggi colui che la fascia col fregio.

16.133 Già eran Gualterotti e Importuni; mostra/nascondi nota pa-16-133 Gualterotti e Importuni: abitavano in Borgo Santo Apostolo, che sarebbe più tranquillo se non fosse stato invaso da cittadini venuti di fuori.
16.134 e ancor saria Borgo più quieto,
16.135 se di novi vicin fosser digiuni.

16.136 La casa di che nacque il vostro fleto, mostra/nascondi nota pa-16-136 La casa: è la casa degli Amidei, dalla quale nacque il vostro pianto (" fleto "), per le discordie causate dal " giusto disdegno " di costoro in occasione dell'offesa ricevuta da parte di Buondelmonte Buondelnmonti, il quale aveva rifiutato di sposare una Amidei, cui già s'era promesso. Buondelmonte fu ucciso (1216) e da allora in Firenze furono i Guelfi e i Ghibellini (cfr. Inf. c. XXVIII, n. 106), divisione che uccise (" che v'ha morti ") il vivere pacifico (" lieto ").
16.137 per lo giusto disdegno che v'ha morti,
16.138 e puose fine al vostro viver lieto,

16.139 era onorata, essa e suoi consorti:
16.140 o Buondelmonte, quanto mal fuggisti
16.141 le nozze sue per li altrui conforti! mostra/nascondi nota pa-16-141 per li altrui conforti: per le istigazioni di Gualdrada Donati, che lo convinse a sposare sua figlia.

16.142 Molti sarebber lieti, che son tristi,
16.143 se Dio t'avesse conceduto ad Ema mostra/nascondi nota pa-16-143 t'avesse conceduto ad Ema: ti avesse annegato nel fiume Ema quando, per la prima volta, venisti a Firenze dalla tua Montebuoni.
16.144 la prima volta ch'a città venisti.

16.145 Ma conveniesi a quella pietra scema mostra/nascondi nota pa-16-145 pietra scema: la statua mutilata di Marte, che è a guardia di Ponte Vecchio (cfr. Inf. c. XIII, n. 147).
16.146 che guarda 'l ponte, che Fiorenza fesse
16.147 vittima ne la sua pace postrema. mostra/nascondi nota pa-16-147 vittima: Buondelmonte fu trucidato ai piedi della statua di Marte, la mattina di Pasqua del 1216.

16.148 Con queste genti, e con altre con esse,
16.149 vid'io Fiorenza in sì fatto riposo,
16.150 che non avea cagione onde piangesse:

16.151 con queste genti vid'io glorioso
16.152 e giusto il popol suo, tanto che 'l giglio
16.153 non era ad asta mai posto a ritroso, mostra/nascondi nota pa-16-153 non era ad asta…: non era mai accaduto che i nemici trascinassero lo stemma di Firenze (" 'l giglio ") con il drappo a terra, come invece fecero i Senesi dopo Montaperti. Era usanza dei vincitori rovesciare per dileggio il vessillo dei vinti. E la bandiera non era ancora stata arrossata dal sangue sparso per le discordie civili. Nel 1251, alla cacciata dei Ghibellini, i Guelfi decisero di mutare l'insegna originaria della città, costituita da un giglio bianco in campo rosso, per distinguersi dagli avversari, che vollero invece mantenerla; e le sostituirono il giglio rosso in campo bianco, rimasto intatto fino ad oggi.

16.154 né per division fatto vermiglio».

Paradiso : Canto 17

17.1 Qual venne a Climené, per accertarsi mostra/nascondi nota pa-17-1 Qual: con la stessa disposizione di animo con la quale Fetonte, per la cui imprudenza ancor oggi i padri sono poco inclini (" scarsi ") ad assecondare i figli, si rivolse alla madre Climene per sapere la verità su quanto aveva udito da Epafo contro di sè, poiché quello sosteneva che lui, Fetonte, non era figlio d'Apollo, con quella disposizione….
17.2 di ciò ch'avea incontro a sé udito,
17.3 quei ch'ancor fa li padri ai figli scarsi;

17.4 tal era io, e tal era sentito
17.5 e da Beatrice e da la santa lampa
17.6 che pria per me avea mutato sito.

17.7 Per che mia donna «Manda fuor la vampa
17.8 del tuo disio», mi disse, «sì ch'ella esca
17.9 segnata bene de la interna stampa;

17.10 non perché nostra conoscenza cresca mostra/nascondi nota pa-17-10 non perché…: i beati vedono e sanno tutto, riflesso nella mente di Dio.
17.11 per tuo parlare, ma perché t'ausi mostra/nascondi nota pa-17-11 t'ausi: ti abitui.
17.12 a dir la sete, sì che l'uom ti mesca». mostra/nascondi nota pa-17-12 l'uom: ha valore impersonale, come spesso altrove.

17.13 «O cara piota mia che sì t'insusi, mostra/nascondi nota pa-17-13 piota: pianta, che così ti elevi (" t'insusi " ), quindi capostipite.
17.14 che, come veggion le terrene menti
17.15 non capere in triangol due ottusi, mostra/nascondi nota pa-17-15 non capere: non esser possibile che in un triangolo due angoli siano ottusi. E' una verità evidente.

17.16 così vedi le cose contingenti
17.17 anzi che sieno in sé, mirando il punto mostra/nascondi nota pa-17-17 il punto: Dio.
17.18 a cui tutti li tempi son presenti;

17.19 mentre ch'io era a Virgilio congiunto
17.20 su per lo monte che l'anime cura
17.21 e discendendo nel mondo defunto,

17.22 dette mi fuor di mia vita futura
17.23 parole gravi, avvegna ch'io mi senta
17.24 ben tetragono ai colpi di ventura; mostra/nascondi nota pa-17-24 tetragono: capace di resistere, saldo.

17.25 per che la voglia mia saria contenta
17.26 d'intender qual fortuna mi s'appressa;
17.27 ché saetta previsa vien più lenta». mostra/nascondi nota pa-17-27 previsa: preveduta, non improvvisa.

17.28 Così diss'io a quella luce stessa
17.29 che pria m'avea parlato; e come volle
17.30 Beatrice, fu la mia voglia confessa.

17.31 Né per ambage, in che la gente folle mostra/nascondi nota pa-17-31 ambage: tortuose e ambigue perifrasi (cfr. lat. "ambages") quali erano le formule degli oracoli dei pagani (" la gente folle ").
17.32 già s'inviscava pria che fosse anciso
17.33 l'Agnel di Dio che le peccata tolle,

17.34 ma per chiare parole e con preciso
17.35 latin rispuose quello amor paterno, mostra/nascondi nota pa-17-35 latin: linguaggio (cfr. c. X, 120).
17.36 chiuso e parvente del suo proprio riso:

17.37 «La contingenza, che fuor del quaderno mostra/nascondi nota pa-17-37 La contingenza: l'insieme delle cose contingenti, che possono accadere oppure no, che non si estende fuori del vostro mondo materiale (" vostra matera ").
17.38 de la vostra matera non si stende,
17.39 tutta è dipinta nel cospetto etterno:

17.40 necessità però quindi non prende mostra/nascondi nota pa-17-40 necessità: le azioni umane non assumono carattere di necessità, per il fatto che sono presenti all'occhio di Dio; così una nave che discende la corrente di un fiume, non prende il movimento dall'occhio di chi dalla riva la guardi navigare.
17.41 se non come dal viso in che si specchia
17.42 nave che per torrente giù discende.

17.43 Da indi, sì come viene ad orecchia mostra/nascondi nota pa-17-43 Da indi: dall'occhio di Dio ("cospetto etterno", v. 39).
17.44 dolce armonia da organo, mi viene
17.45 a vista il tempo che ti s'apparecchia.

17.46 Qual si partio Ipolito d'Atene mostra/nascondi nota pa-17-46 Ipolito: Ippolito, figlio di Teseo, respinse sdegnosamente le illecite profferte della matrigna Fedra, la quale, per vendetta, lo accusò di violenza ai suoi danni. Senza colpa, dunque. Ippolito fu scacciato dal padre, come senza colpa sarà esiliato Dante.
17.47 per la spietata e perfida noverca,
17.48 tal di Fiorenza partir ti convene.

17.49 Questo si vuole e questo già si cerca,
17.50 e tosto verrà fatto a chi ciò pensa
17.51 là dove Cristo tutto dì si merca. mostra/nascondi nota pa-17-51 là dove Cristo: nella Curia romana. Il pontefice (" chi ciò pensa ") è Bonifacio VIII, già da Dante accusato di simonia (cfr. Inf. c. XIX, 52 e segg.).

17.52 La colpa seguirà la parte offensa mostra/nascondi nota pa-17-52 seguirà… in grido: verrà attribuita per fama alla parte colpita.
17.53 in grido, come suol; ma la vendetta
17.54 fia testimonio al ver che la dispensa. mostra/nascondi nota pa-17-54 che la dispensa: che assegna tale giusta punizione ( " vendetta ").

17.55 Tu lascerai ogne cosa diletta
17.56 più caramente; e questo è quello strale
17.57 che l'arco de lo essilio pria saetta.

17.58 Tu proverai sì come sa di sale mostra/nascondi nota pa-17-58 Tu proverai…: è uno dei più famosi passi del poema, messo in risalto anche dall'uso dell'"enjambenent". Da notare il probabile doppio senso da attribuire al "sa di sale" del v.58: allegoricamente, starà per "duramente guadagnato"; ma non si dimentichi che il pane veronese doveva essere realmente salato per il palato di un fiorentino, abituato al pane toscano che, come è noto, è assai carente di sale.
17.59 lo pane altrui, e come è duro calle
17.60 lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.

17.61 E quel che più ti graverà le spalle,
17.62 sarà la compagnia malvagia e scempia mostra/nascondi nota pa-17-62 la compagnia: i compagni d'esilio, malvagi e dissennati.
17.63 con la qual tu cadrai in questa valle;

17.64 che tutta ingrata, tutta matta ed empia
17.65 si farà contr'a te; ma, poco appresso,
17.66 ella, non tu, n'avrà rossa la tempia. mostra/nascondi nota pa-17-66 rossa la tempia: intrisa di sangue. Forse allude alla sconfitta della Lastra (20 luglio 1304); ad ogni modo " storia di sangue ell'è senza dubbio " (Del Lungo).

17.67 Di sua bestialitate il suo processo mostra/nascondi nota pa-17-67 il suo processo: il suo modo di procedere.
17.68 farà la prova; sì ch'a te fia bello
17.69 averti fatta parte per te stesso.

17.70 Lo primo tuo refugio e 'l primo ostello
17.71 sarà la cortesia del gran Lombardo mostra/nascondi nota pa-17-71 gran Lombardo: Bartolomeo della Scala, presso il quale Dante dovette soggiornare fra il 1303 e il 1304; sulla cui insegna, oltre alla scala degli Scaligeri, c'era l'aquila imperiale (" santo uccello ", cfr. c. VI, 4).
17.72 che 'n su la scala porta il santo uccello;

17.73 ch'in te avrà sì benigno riguardo,
17.74 che del fare e del chieder, tra voi due,
17.75 fia primo quel che tra li altri è più tardo. mostra/nascondi nota pa-17-75 quel che…è più tardo: quello che, di solito, è più lento, cioè chi offre a colui che chiede. Qui, lo Scaligero.

17.76 Con lui vedrai colui che 'mpresso fue, mostra/nascondi nota pa-17-76 colui: Cangrande I della Scala, fratello minore di Bartolomeo e di Alboino, al quale successe nella signoria di Verona, che tenne dal 1312 fino alla morte (1329). Dante fu alla sua corte per lunghi periodi, anche durante il soggiorno ravennate.
17.77 nascendo, sì da questa stella forte,
17.78 che notabili fier l'opere sue.

17.79 Non se ne son le genti ancora accorte
17.80 per la novella età, ché pur nove anni mostra/nascondi nota pa-17-80 pur nove anni: Cangrande, infatti, era nato il 9 marzo 1291.
17.81 son queste rote intorno di lui torte;

17.82 ma pria che 'l Guasco l'alto Arrigo inganni, mostra/nascondi nota pa-17-82 ma pria che 'l Guasco: ma prima che Clemente V (papa Guascone, cfr. Inf. c. XIX, n. 83) inganni con la sua doppiezza l'imperatore Arrigo VII.
17.83 parran faville de la sua virtute mostra/nascondi nota pa-17-83 parran: saranno manifeste.
17.84 in non curar d'argento né d'affanni.

17.85 Le sue magnificenze conosciute
17.86 saranno ancora, sì che ' suoi nemici
17.87 non ne potran tener le lingue mute.

17.88 A lui t'aspetta e a' suoi benefici; mostra/nascondi nota pa-17-88 t'aspetta: affidati (cfr. Purg. c. XVIII, 47).
17.89 per lui fia trasmutata molta gente,
17.90 cambiando condizion ricchi e mendici;

17.91 e portera'ne scritto ne la mente
17.92 di lui, e nol dirai»; e disse cose
17.93 incredibili a quei che fier presente. mostra/nascondi nota pa-17-93 a quei: perfino a quelli che saranno presenti, ai contemporanei.

17.94 Poi giunse: «Figlio, queste son le chiose mostra/nascondi nota pa-17-94 le chiose: la spiegazione.
17.95 di quel che ti fu detto; ecco le 'nsidie
17.96 che dietro a pochi giri son nascose. mostra/nascondi nota pa-17-96 pochi giri: poche rivoluzioni solari, cioè anni.

17.97 Non vo' però ch'a' tuoi vicini invidie, mostra/nascondi nota pa-17-97 tuoi vicini: i concittadini.
17.98 poscia che s'infutura la tua vita
17.99 vie più là che 'l punir di lor perfidie». mostra/nascondi nota pa-17-99 vie più là…: assai più in là del tempo in cui saranno punite le loro colpe.

17.100 Poi che, tacendo, si mostrò spedita mostra/nascondi nota pa-17-100 spedita: libera dal rispondere.
17.101 l'anima santa di metter la trama
17.102 in quella tela ch'io le porsi ordita,

17.103 io cominciai, come colui che brama,
17.104 dubitando, consiglio da persona
17.105 che vede e vuol dirittamente e ama:

17.106 «Ben veggio, padre mio, sì come sprona
17.107 lo tempo verso me, per colpo darmi
17.108 tal, ch'è più grave a chi più s'abbandona;

17.109 per che di provedenza è buon ch'io m'armi,
17.110 sì che, se loco m'è tolto più caro,
17.111 io non perdessi li altri per miei carmi. mostra/nascondi nota pa-17-111 io non perdessi: gli altri luoghi di rifugio, per colpa del poema che scriverò.

17.112 Giù per lo mondo sanza fine amaro,
17.113 e per lo monte del cui bel cacume mostra/nascondi nota pa-17-113 cacume: cima. E' il Paradiso Terrestre.
17.114 li occhi de la mia donna mi levaro,

17.115 e poscia per lo ciel, di lume in lume,
17.116 ho io appreso quel che s'io ridico,
17.117 a molti fia sapor di forte agrume; mostra/nascondi nota pa-17-117 agrume: cosa molto sgradita.

17.118 e s'io al vero son timido amico,
17.119 temo di perder viver tra coloro mostra/nascondi nota pa-17-119 tra coloro: tra i posteri, che chiameranno antico questo tempo.
17.120 che questo tempo chiameranno antico».

17.121 La luce in che rideva il mio tesoro
17.122 ch'io trovai lì, si fé prima corusca, mostra/nascondi nota pa-17-122 corusca : scintillante.
17.123 quale a raggio di sole specchio d'oro;

17.124 indi rispuose: «Coscienza fusca mostra/nascondi nota pa-17-124 fusca: offuscata.
17.125 o de la propria o de l'altrui vergogna
17.126 pur sentirà la tua parola brusca.

17.127 Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
17.128 tutta tua vision fa manifesta;
17.129 e lascia pur grattar dov'è la rogna. mostra/nascondi nota pa-17-129 e lascia: e lascia che chi ha agito male ne subisca le conseguenze.

17.130 Ché se la voce tua sarà molesta
17.131 nel primo gusto, vital nodrimento
17.132 lascerà poi, quando sarà digesta.

17.133 Questo tuo grido farà come vento,
17.134 che le più alte cime più percuote;
17.135 e ciò non fa d'onor poco argomento. mostra/nascondi nota pa-17-135 e ciò: il coraggio di dire tutta la verità costituisce non piccolo argomento d'onore.

17.136 Però ti son mostrate in queste rote,
17.137 nel monte e ne la valle dolorosa
17.138 pur l'anime che son di fama note, mostra/nascondi nota pa-17-138 pur: soltanto le anime di celebri personaggi.

17.139 che l'animo di quel ch'ode, non posa mostra/nascondi nota pa-17-139 non posa: non trova una base di fede, né la ribadisce in virtù d'un esempio che abbia (" aia ") protagonisti sconosciuti, né di altro argomento che non appaia manifesto.
17.140 né ferma fede per essempro ch'aia
17.141 la sua radice incognita e ascosa,

17.142 né per altro argomento che non paia».

Paradiso : Canto 18

18.1 Già si godeva solo del suo verbo mostra/nascondi nota pa-18-1 verbo: "L'intimo concetto della mente dicesi verbo " (San Tommaso, cfr. "Summa Theol", I, 34, 1).
18.2 quello specchio beato, e io gustava
18.3 lo mio, temprando col dolce l'acerbo; mostra/nascondi nota pa-18-3 col dolce l'acerbo: con la promessa della fama l'amarezza della predizione.

18.4 e quella donna ch'a Dio mi menava
18.5 disse: «Muta pensier; pensa ch'i' sono
18.6 presso a colui ch'ogne torto disgrava». mostra/nascondi nota pa-18-6 disgrava: allevia il peso di ogni ingiustizia.

18.7 Io mi rivolsi a l'amoroso suono
18.8 del mio conforto; e qual io allor vidi
18.9 ne li occhi santi amor, qui l'abbandono: mostra/nascondi nota pa-18-9 l'abbandono: l'ometto, lo tralascio.

18.10 non perch'io pur del mio parlar diffidi,
18.11 ma per la mente che non può redire mostra/nascondi nota pa-18-11 per la mente: per la memoria che non può tornare indietro.
18.12 sovra sé tanto, s'altri non la guidi.

18.13 Tanto poss'io di quel punto ridire,
18.14 che, rimirando lei, lo mio affetto
18.15 libero fu da ogne altro disire,

18.16 fin che 'l piacere etterno, che diretto mostra/nascondi nota pa-18-16 'l piacere: l'aspetto divino che raggia di eterna luce.
18.17 raggiava in Beatrice, dal bel viso
18.18 mi contentava col secondo aspetto.

18.19 Vincendo me col lume d'un sorriso,
18.20 ella mi disse: «Volgiti e ascolta;
18.21 ché non pur ne' miei occhi è paradiso».

18.22 Come si vede qui alcuna volta
18.23 l'affetto ne la vista, s'elli è tanto, mostra/nascondi nota pa-18-23 ne la vista: nell'espressione degli occhi, quando sia così intensa da rapire completamente l'anima.
18.24 che da lui sia tutta l'anima tolta,

18.25 così nel fiammeggiar del folgór santo, mostra/nascondi nota pa-18-25 folgòr santo: Cacciaguida, che accenna a parlare ancora.
18.26 a ch'io mi volsi, conobbi la voglia
18.27 in lui di ragionarmi ancora alquanto.

18.28 El cominciò: «In questa quinta soglia mostra/nascondi nota pa-18-28 quinta soglia: il quinto cielo, quello di Marte.
18.29 de l'albero che vive de la cima
18.30 e frutta sempre e mai non perde foglia,

18.31 spiriti son beati, che giù, prima
18.32 che venissero al ciel, fuor di gran voce,
18.33 sì ch'ogne musa ne sarebbe opima. mostra/nascondi nota pa-18-33 sì ch'ogne musa: sì che ogni musa ne sarebbe ricca d'ispirazione.

18.34 Però mira ne' corni de la croce:
18.35 quello ch'io nomerò, lì farà l'atto mostra/nascondi nota pa-18-35 l'atto: il lampeggiare della folgore.