Paradiso : Canto 8

8.1 Solea creder lo mondo in suo periclo mostra/nascondi nota pa-8-1 in suo periclo: con suo pericolo, quando tra gli uomini dominava il paganesimo.
8.2 che la bella Ciprigna il folle amore mostra/nascondi nota pa-8-2 Ciprigna: Venere, così chiamata perché nata in Cipro.
8.3 raggiasse, volta nel terzo epiciclo; mostra/nascondi nota pa-8-3 raggiasse: diffondesse col suo raggio l'amore sensuale ( " folle " ) che non soggiace alla ragione.

8.4 per che non pur a lei faceano onore
8.5 di sacrificio e di votivo grido
8.6 le genti antiche ne l'antico errore; mostra/nascondi nota pa-8-6 ne l'antico errore: scambiando per vere divinità le intelligenze angeliche, creature di Dio anch'esse. Così Dante spiega il politeismo (cfr. c. IV, 61-63).

8.7 ma Dione onoravano e Cupido, mostra/nascondi nota pa-8-7 Dione… Cupido: la madre e il figlio di Venere.
8.8 quella per madre sua, questo per figlio,
8.9 e dicean ch'el sedette in grembo a Dido; mostra/nascondi nota pa-8-9 in grembo a Dido: allude al racconto virgiliono (cfr. En., c. I, 57 e segg.; 7I5 e segg.), secondo il quale Cupido, assunto l'aspetto di Ascanio, accese nel cuore di Didone, mentre le sedeva in grembo, l'amore per Enea.

8.10 e da costei ond'io principio piglio
8.11 pigliavano il vocabol de la stella mostra/nascondi nota pa-8-11 il vocabol : il nome della stella Venere, che il Sole contempla ora seguendola ( " da coppa " ) quand'essa al mattino lo precede e si chiama Lucifero, ora precedendola (" da ciglio ") quand'essa alla sera lo segue e si chiama Espero.
8.12 che 'l sol vagheggia or da coppa or da ciglio.

8.13 Io non m'accorsi del salire in ella; mostra/nascondi nota pa-8-13 in ella: in Venere.
8.14 ma d'esservi entro mi fé assai fede
8.15 la donna mia ch'i' vidi far più bella. mostra/nascondi nota pa-8-15 far: farsi, divenire.

8.16 E come in fiamma favilla si vede,
8.17 e come in voce voce si discerne,
8.18 quand'una è ferma e altra va e riede, mostra/nascondi nota pa-8-18 quand'una è ferma: quando, nel coro una voce tiene a lungo la nota e un'altra esegue modulate variazioni (" va e riede " ).

8.19 vid'io in essa luce altre lucerne
8.20 muoversi in giro più e men correnti,
8.21 al modo, credo, di lor viste interne. mostra/nascondi nota pa-8-21 di lor viste interne: della visione di Dio che ciascuna racchiudeva in sé.

8.22 Di fredda nube non disceser venti,
8.23 o visibili o no, tanto festini, mostra/nascondi nota pa-8-23 festini: cfr. c. III, 61.
8.24 che non paressero impediti e lenti

8.25 a chi avesse quei lumi divini
8.26 veduti a noi venir, lasciando il giro
8.27 pria cominciato in li alti Serafini; mostra/nascondi nota pa-8-27 in li alti Serafini: nell'Empireo, designato col nome del primo dei nove cori angelici.

8.28 e dentro a quei che più innanzi appariro
8.29 sonava "Osanna" sì, che unque poi mostra/nascondi nota pa-8-29 Osanna: salve (cfr. c. VII, 1). Unque : giammai. 32 presti: pronti e disposti a quel che può farti piacere.
8.30 di riudir non fui sanza disiro.

8.31 Indi si fece l'un più presso a noi
8.32 e solo incominciò: «Tutti sem presti
8.33 al tuo piacer, perché di noi ti gioi.

8.34 Noi ci volgiam coi principi celesti mostra/nascondi nota pa-8-34 principi celesti : col coro angelico dei Principati, che guida il cielo di Venere (cfr. Inf. c. VII, 74) e ad esso è preposto (cfr. c. 1tXVlll, n. 78).
8.35 d'un giro e d'un girare e d'una sete,
8.36 ai quali tu del mondo già dicesti:

8.37 "Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete"; mostra/nascondi nota pa-8-37 Voi che 'ntendendo: è l'"incipit" della prima delle tre canzoni commentate del Convivio (cfr. II, B) e rivolta alle intelligenze motrici del III cielo.
8.38 e sem sì pien d'amor, che, per piacerti,
8.39 non fia men dolce un poco di quiete». mostra/nascondi nota pa-8-39 quiete: sosta del canto e della danza (cfr. v. 20).

8.40 Poscia che li occhi miei si fuoro offerti
8.41 a la mia donna reverenti, ed essa
8.42 fatti li avea di sé contenti e certi,

8.43 rivolsersi a la luce che promessa
8.44 tanto s'avea, e «Deh, chi siete?» fue
8.45 la voce mia di grande affetto impressa.

8.46 E quanta e quale vid'io lei far piùe mostra/nascondi nota pa-8-46 far piùe: farsi maggiore.
8.47 per allegrezza nova che s'accrebbe,
8.48 quando parlai, a l'allegrezze sue!

8.49 Così fatta, mi disse: «Il mondo m'ebbe
8.50 giù poco tempo; e se più fosse stato, mostra/nascondi nota pa-8-50 poco tempo: lo spirito è Carlo Martello d'Angiò, figlio di Carlo II lo Zoppo, re d'Ungheria dal 1290 al 1295, anno in cui morì: il mondo lo ebbe poco tempo, perché si spense a soli ventiquattro anni (1271-1295).
8.51 molto sarà di mal, che non sarebbe. mostra/nascondi nota pa-8-51 molto sarà di mal: allusione oscura ai mali causati dal fratello Roberto; mali che, egli vivo, avrebbe evitato.

8.52 La mia letizia mi ti tien celato
8.53 che mi raggia dintorno e mi nasconde
8.54 quasi animal di sua seta fasciato. mostra/nascondi nota pa-8-54 animal: il baco da seta, fasciato nel suo bozzolo.

8.55 Assai m'amasti, e avesti ben onde; mostra/nascondi nota pa-8-55 Assai m'amastí : nel 1294 Carlo Martello sostò in Firenze, ove attendeva il padre Carlo II, per oltre venti giorni " ed egli mostrò grande amore a' Fiorentini, ond'ebbe molto le grazie di tutti " (cfr. G. Villani, VIII, 13). E' probabile che in quel tempo Dante abbia avuto con Carlo rapporti amichevoli, favoriti dall'amore comune per la poesia (cfr. v. 36-37).
8.56 che s'io fossi giù stato, io ti mostrava
8.57 di mio amor più oltre che le fronde.

8.58 Quella sinistra riva che si lava mostra/nascondi nota pa-8-58 sinistra riva: la Provenza, che si bagna del Rodano, dopo che questo ha ricevuto il Sorga.
8.59 di Rodano poi ch'è misto con Sorga,
8.60 per suo segnore a tempo m'aspettava,

8.61 e quel corno d'Ausonia che s'imborga mostra/nascondi nota pa-8-61 corno d'Ausonia: la parte meridionale d'Italia, ove sono le città di Bari, Gaeta e Catona (sull'estrema costa meridionale della Calabria) a partire dalla regione ove, a oriente, sfocia in mare il Tronto e ad occidente il Liri o Garigliano (" Verde ", cfr. Purg. c. III, 131). Sono i confini del regno di Napoli.
8.62 di Bari e di Gaeta e di Catona
8.63 da ove Tronto e Verde in mare sgorga.

8.64 Fulgeami già in fronte la corona
8.65 di quella terra che 'l Danubio riga mostra/nascondi nota pa-8-65 di quella terra: dell'Ungheria, che il Danubio attraversa ( " riga " ), dopo essere uscito dai territori germanici. Carlo fu incoronato re d'Ungheria nel 1292 ad Aix, in quanto figlio di Maria, sorella di Ladislao IV, morto senza eredi nel 1290.
8.66 poi che le ripe tedesche abbandona.

8.67 E la bella Trinacria, che caliga mostra/nascondi nota pa-8-67 Trinacria: la Sicilia, che si copre di caligine (" caliga ") tra capo Passero ( " Pachino " ) a sud e il capo Faro ( " Peloro ") a nord, sopra il golfo di Catania, che maggiormente è travagliato dal vento di Scirocco (" Euro "), non a causa di Tifeo, il gigante fulminato da Giove e che si immaginava sepolto sotto l'Etna, ma a causa di eruzioni proprie di quella terra sulfurea.
8.68 tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo
8.69 che riceve da Euro maggior briga,

8.70 non per Tifeo ma per nascente solfo,
8.71 attesi avrebbe li suoi regi ancora,
8.72 nati per me di Carlo e di Ridolfo, mostra/nascondi nota pa-8-72 di Carlo e di Ridolfo: quali successori per mio tramite (" per me ") di Carlo II d'Angiò, mio padre, e di Rodolfo d'Absburgo, padre di mia moglie Clemenza.

8.73 se mala segnoria, che sempre accora
8.74 li popoli suggetti, non avesse
8.75 mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!". mostra/nascondi nota pa-8-75 Mora, mora: è il grido che animò la guerra del Vespro, scoppiata in Palermo il 30 marzo 1282 contro l'oppressione e il malgoverno angioini.

8.76 E se mio frate questo antivedesse, mostra/nascondi nota pa-8-76 mio frate: se il fratello Roberto (che salirà al trono nel 1309) prevedesse ora, nel 1300, le dolorose conseguenze del malgoverno ( " questo antivedesse " ), già fuggirebbe la deleteria amministrazione degli avidi Catalani, che egli eleverà ad importanti uffici. "Catalogna" è sineddoche (l'astratto per il concreto): il procedimento antomomastico è reso così più efficace.
8.77 l'avara povertà di Catalogna
8.78 già fuggeria, perché non li offendesse;

8.79 ché veramente proveder bisogna
8.80 per lui, o per altrui, sì ch'a sua barca mostra/nascondi nota pa-8-80 barca: il regno, già tanto oppresso (" carcata ").
8.81 carcata più d'incarco non si pogna.

8.82 La sua natura, che di larga parca
8.83 discese, avria mestier di tal milizia mostra/nascondi nota pa-8-83 milizia: funzionari che non si occupassero soltanto di ammassar denari.
8.84 che non curasse di mettere in arca».

8.85 «Però ch'i' credo che l'alta letizia
8.86 che 'l tuo parlar m'infonde, segnor mio,
8.87 là 've ogne ben si termina e s'inizia, mostra/nascondi nota pa-8-87 là 've: in Dio, principio e fine d'ogni bene.

8.88 per te si veggia come la vegg'io,
8.89 grata m'è più; e anco quest'ho caro
8.90 perché 'l discerni rimirando in Dio.

8.91 Fatto m'hai lieto, e così mi fa chiaro,
8.92 poi che, parlando, a dubitar m'hai mosso
8.93 com'esser può, di dolce seme, amaro». mostra/nascondi nota pa-8-93 di dolce seme, amaro: come, da un progenitore buono, possa nascere una discendenza degenere.

8.94 Questo io a lui; ed elli a me: «S'io posso
8.95 mostrarti un vero, a quel che tu dimandi
8.96 terrai lo viso come tien lo dosso.

8.97 Lo ben che tutto il regno che tu scandi mostra/nascondi nota pa-8-97 Lo ben: Dio, che fa volgere e che rende lieto tutto il Paradiso che tu attraversi, fa in modo, nella sua alta previdenza, che vi siano speciali vie d'influsso in questi grandi pianeti. E non soltanto Dio pensa a provvedere alle indoli umane, ma pensa anche alla loro conservazione e al loro perfezionamento.
8.98 volge e contenta, fa esser virtute
8.99 sua provedenza in questi corpi grandi.

8.100 E non pur le nature provedute
8.101 sono in la mente ch'è da sé perfetta,
8.102 ma esse insieme con la lor salute:

8.103 per che quantunque quest'arco saetta
8.104 disposto cade a proveduto fine,
8.105 sì come cosa in suo segno diretta.

8.106 Se ciò non fosse, il ciel che tu cammine mostra/nascondi nota pa-8-106 Se ciò non fosse: se le cose non tendessero ad un loro fine, i cieli, che tu vai attraversando, produrrebbero coi loro influssi non già una società ordinata, ma una società disgregata; e questa disgregazione non può sussistere, a meno che le creature angeliche motrici di questi cieli non siano imperfette e a meno che non sia imperfetto Dio stesso, se si suppone ch'egli abbia lasciati imperfetti gli angeli.
8.107 producerebbe sì li suoi effetti,
8.108 che non sarebbero arti, ma ruine;

8.109 e ciò esser non può, se li 'ntelletti
8.110 che muovon queste stelle non son manchi,
8.111 e manco il primo, che non li ha perfetti.

8.112 Vuo' tu che questo ver più ti s'imbianchi?».
8.113 E io: «Non già; ché impossibil veggio
8.114 che la natura, in quel ch'è uopo, stanchi». mostra/nascondi nota pa-8-114 stanchi: si stanchi, cioè venga meno.

8.115 Ond'elli ancora: «Or di': sarebbe il peggio
8.116 per l'omo in terra, se non fosse cive?». mostra/nascondi nota pa-8-116 se non fosse cíve: se non fosse cittadino di una società civile e organizzata.
8.117 «Sì», rispuos'io; «e qui ragion non cheggio».

8.118 «E puot'elli esser, se giù non si vive
8.119 diversamente per diversi offici? mostra/nascondi nota pa-8-119 diversamente: il vivere in diversità di condizione, seguendo ciascuno un diverso mestiere è il presupposto del vivere sociale.
8.120 Non, se 'l maestro vostro ben vi scrive». mostra/nascondi nota pa-8-120 'l maestro vostro: Aristotele.

8.121 Sì venne deducendo infino a quici;
8.122 poscia conchiuse: «Dunque esser diverse
8.123 convien di vostri effetti le radici: mostra/nascondi nota pa-8-123 le radici: le attitudini proprie di ciascun uomo.

8.124 per ch'un nasce Solone e altro Serse, mostra/nascondi nota pa-8-124 Solone: arconte di Atene, eletto nel 594 a. C., riformò le leggi della sua città; Serse: condottiero persiano (cfr. Purg. c. XXVIII, 71). Melchisedèch: sacerdote al tempo di Abramo; quello: Dedalo, che perse il figlio Icaro (cfr. Inf. c. XVII, n. 109).
8.125 altro Melchisedèch e altro quello
8.126 che, volando per l'aere, il figlio perse.

8.127 La circular natura, ch'è suggello mostra/nascondi nota pa-8-127 La circular natura: la " natura informativa dei cieli, che sempre girano " (Buti).
8.128 a la cera mortal, fa ben sua arte,
8.129 ma non distingue l'un da l'altro ostello. mostra/nascondi nota pa-8-129 l'un da l'altro ostello: tra famiglia e famiglia.

8.130 Quinci addivien ch'Esaù si diparte mostra/nascondi nota pa-8-130 Esaù: gemello di Giacobbe, entrambi figli di Isacco, ma diversissimi per indole tra loro.
8.131 per seme da Iacòb; e vien Quirino
8.132 da sì vil padre, che si rende a Marte. mostra/nascondi nota pa-8-132 Quirino: Romolo, che discende da padre così oscuro che, per riabilitarlo, si ascrive come figlio a Marte.

8.133 Natura generata il suo cammino mostra/nascondi nota pa-8-133 Natura generata: la natura dei figli.
8.134 simil farebbe sempre a' generanti,
8.135 se non vincesse il proveder divino.

8.136 Or quel che t'era dietro t'è davanti:
8.137 ma perché sappi che di te mi giova, mostra/nascondi nota pa-8-137 mi giova: mi piace parlare con te (cfr. lat. "iuvat").
8.138 un corollario voglio che t'ammanti.

8.139 Sempre natura, se fortuna trova mostra/nascondi nota pa-8-139 se fortuna trova: se incontra avverse circostanze che la contrastino.
8.140 discorde a sé, com'ogne altra semente
8.141 fuor di sua region, fa mala prova.

8.142 E se 'l mondo là giù ponesse mente
8.143 al fondamento che natura pone, mostra/nascondi nota pa-8-143 al fondamento: all'indole posta dalla natura.
8.144 seguendo lui, avria buona la gente.

8.145 Ma voi torcete a la religione
8.146 tal che fia nato a cignersi la spada,
8.147 e fate re di tal ch'è da sermone; mostra/nascondi nota pa-8-147 da sermone: è nato per predicare.

8.148 onde la traccia vostra è fuor di strada».




«Perché l'animo tuo tanto s'impiglia», | disse 'l maestro, «che l'andare allenti? | che ti fa ciò che quivi si pispiglia?   •   Purgatorio, Canto 5, Verso 10

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