Paradiso : Canto 6

6.1 «Poscia che Costantin l'aquila volse mostra/nascondi nota pa-6-1 l'aquila: simbolo dell'autorità imperiale.
6.2 contr'al corso del ciel, ch'ella seguio mostra/nascondi nota pa-6-2 contr'al corso del ciel: dall'occidente (Roma) all'oriente (Bisanzio), mentre il cielo si muove da oriente ad occidente.
6.3 dietro a l'antico che Lavina tolse, mostra/nascondi nota pa-6-3 dietro a l'antico: al seguito di Enea, che prese in moglie Lavinia, dando origine alla stirpe romana.

6.4 cento e cent'anni e più l'uccel di Dio mostra/nascondi nota pa-6-4 l'uccel di Dio: l'Aquila. Si ricordi che Dante credeva nella santità dell'Impero (cfr. Inf. c. II, 16 e segg.), perciò il simbolo imperiale è detto " di Dio ".
6.5 ne lo stremo d'Europa si ritenne, mostra/nascondi nota pa-6-5 ne lo stremo d'Europa: all'estremità orientale d'Europa, a Bisanzio, presso i monti della Troade, dai quali prese le mosse al seguito di Enea. Cronologicamente, l'impero ebbe sede a Bisanzio dal 330 e Giustiniano fu incoronato nel 527; tra le due date corrono 197 anni, perciò l'affermazione del v. 4 (" cento e cent'anni e più") non è esattissima.
6.6 vicino a' monti de' quai prima uscìo;

6.7 e sotto l'ombra de le sacre penne
6.8 governò 'l mondo lì di mano in mano,
6.9 e, sì cangiando, in su la mia pervenne.

6.10 Cesare fui e son Iustiniano, mostra/nascondi nota pa-6-10 Iustiniano: imperatore, nato il 482 e morto il 565; raccolse in un "Codex" e in un "Digestum" la legislazione romana, titolo questo che lo rese degno della massima reverenza agli occhi di Dante.
6.11 che, per voler del primo amor ch'i' sento,
6.12 d'entro le leggi trassi il troppo e 'l vano.

6.13 E prima ch'io a l'ovra fossi attento, mostra/nascondi nota pa-6-13 a l'ovra: al riordinamento delle leggi.
6.14 una natura in Cristo esser, non piùe, mostra/nascondi nota pa-6-14 una natura: allude all'eresia di Eutiche, detta monofisita, perché ammetteva in Cristo la sola nature divina. Ma di tale eresia fu seguace non Giustiniano, come si credeva nel Medio Evo, ma sua moglie Teodora.
6.15 credea, e di tal fede era contento;

6.16 ma 'l benedetto Agapito, che fue mostra/nascondi nota pa-6-16 'l benedetto Agapito: pontefice dal 533 al 536, si recò a Bisanzio per mediare la pace tra Giustiniano e il re degli Ostrogoti, Teodato.
6.17 sommo pastore, a la fede sincera
6.18 mi dirizzò con le parole sue.

6.19 Io li credetti; e ciò che 'n sua fede era,
6.20 vegg'io or chiaro sì, come tu vedi
6.21 ogni contradizione e falsa e vera. mostra/nascondi nota pa-6-21 ogni contradizione: in ogni contraddizione esserci una tesi vera e l'altra falsa.

6.22 Tosto che con la Chiesa mossi i piedi,
6.23 a Dio per grazia piacque di spirarmi
6.24 l'alto lavoro, e tutto 'n lui mi diedi; mostra/nascondi nota pa-6-24 l'alto lavoro: è sempre la raccolta delle leggi; ma essa era già al termine quando Agapito I fu assunto al soglio pontificio. Le varie inesattezze cronologiche sono da imputare a Martin Polono, fonte di Brunetto Latini, che Dante seguì.

6.25 e al mio Belisar commendai l'armi, mostra/nascondi nota pa-6-25 Belisar : Belisario (490-565), grande condottiero, nipote e generale di Giustiniano sconfisse gli Ostrogoti e i Vandali. Fu mal ricompensato da Giustiniano, che lo fece imprigionare. Ma Dante ignora questi particolari.
6.26 cui la destra del ciel fu sì congiunta,
6.27 che segno fu ch'i' dovessi posarmi. mostra/nascondi nota pa-6-27 posarmi: aver posa dalle cure della guerra.

6.28 Or qui a la question prima s'appunta mostra/nascondi nota pa-6-28 a la question prima: alla prima domanda: " non so chi tu se' " (cfr. canto precedente, v.127).
6.29 la mia risposta; ma sua condizione mostra/nascondi nota pa-6-29 sua condizione: il tono di essa risposta.
6.30 mi stringe a seguitare alcuna giunta,

6.31 perché tu veggi con quanta ragione mostra/nascondi nota pa-6-31 con quanta ragione: è ironico: quanto a torto.
6.32 si move contr'al sacrosanto segno
6.33 e chi 'l s'appropria e chi a lui s'oppone.

6.34 Vedi quanta virtù l'ha fatto degno
6.35 di reverenza; e cominciò da l'ora
6.36 che Pallante morì per darli regno. mostra/nascondi nota pa-6-36 Pallante: figlio di Evandro, re del Lazio, alleato di Enea, morì combattendo contro Turno, re dei Rutuli.

6.37 Tu sai ch'el fece in Alba sua dimora mostra/nascondi nota pa-6-37 el fece in Alba…: l'aquila imperiale dimorò in Alba Longa, città del Lazio, fondata da Ascanio, figlio di Enea.
6.38 per trecento anni e oltre, infino al fine
6.39 che i tre a' tre pugnar per lui ancora. mostra/nascondi nota pa-6-39 i tre a' tre: i tre Orazi romani, e i tre Curiazi albani. Roma era già stata fondata.

6.40 E sai ch'el fé dal mal de le Sabine mostra/nascondi nota pa-6-40 dal mal de le Sabine: dal ratto delle Sabine alla violenza subita da Lucrezia, che segnò la caduta dell'ultimo re, Tarquinio il Superbo.
6.41 al dolor di Lucrezia in sette regi,
6.42 vincendo intorno le genti vicine.

6.43 Sai quel ch'el fé portato da li egregi
6.44 Romani incontro a Brenno, incontro a Pirro, mostra/nascondi nota pa-6-44 Brenno: capo dei Galli, vinto da Camillo; Pirro è il re dell'Epiro, alleato dei Tarantini.
6.45 incontro a li altri principi e collegi;

6.46 onde Torquato e Quinzio, che dal cirro mostra/nascondi nota pa-6-46 Torquato: Tito Manlio Torquato, vincitore dei Galli e dei Latini. Quinzio è il vincitore dei Sabini, degli Equi e dei Volsci, uomo di semplicissimi costumi: fu soprannominato Cincinnato per le sue chiome sempre arruffate (" cirro = negletto " cfr. lat. cirrus, cincinnus = ricciolo). In realtà "cincinnatus" significa semplicemente "ricciuto": l'inesattezza, in cui incorse anche Petrarca, risale alle "Derivationes" di Uguccione da Pisa.
6.47 negletto fu nomato, i Deci e ' Fabi mostra/nascondi nota pa-6-47 i Deci e' Fabi: Decio Mure, suo figlio e il nipote, si sacrificarono per la patria romana; la famiglia dei Fabi diede un notevole contributo di uomini alla causa romana, dai trecento morti nella guerra contro Veio a Fabio Massimo il temporeggiatore.
6.48 ebber la fama che volontier mirro. mostra/nascondi nota pa-6-48 mirro: consacro con la mirra. Il Buti interpreta: "miro", "ammiro".

6.49 Esso atterrò l'orgoglio de li Aràbi mostra/nascondi nota pa-6-49 Aràbi: gli abitanti dell'Africa Settentrionale, che seguirono Annibale; cioè i Cartaginesi.
6.50 che di retro ad Annibale passaro
6.51 l'alpestre rocce, Po, di che tu labi. mostra/nascondi nota pa-6-51 di che tu labi: dalle quali discendi (cfr. lat. "labi").

6.52 Sott'esso giovanetti triunfaro
6.53 Scipione e Pompeo; e a quel colle mostra/nascondi nota pa-6-53 Scipione: Scipione Africano maggiore, quando combatté contro Annibale al Ticino, contava 17 anni. Trentatreenne, sconfisse Annibale a Zama. Pompeo a 25 anni conseguì il trionfo.
6.54 sotto 'l qual tu nascesti parve amaro. mostra/nascondi nota pa-6-54 parve amaro: il segno dell'aquila parve amaro, al colle di Fiesole, sovrastante Firenze, perché, secondo una leggenda, i Romani distrussero Fiesole stessa, dove si sarebbero rifugiati i resti dell'esercito di Catilina (cfr. Inf. c. XV, 61 e Par. c. XV, 126).

6.55 Poi, presso al tempo che tutto 'l ciel volle
6.56 redur lo mondo a suo modo sereno,
6.57 Cesare per voler di Roma il tolle. mostra/nascondi nota pa-6-57 il tolle: lo impugna per volontà di Roma, non come usurpatore.

6.58 E quel che fé da Varo infino a Reno, mostra/nascondi nota pa-6-58 da Varo infino a Reno: i due fiumi posti a confine della Gallia transalpina.
6.59 Isara vide ed Era e vide Senna mostra/nascondi nota pa-6-59 Isara…: l'Isère, la Loira e la Senna e il territorio attraversato dal Rodano. Allusione alle guerre galliche.
6.60 e ogne valle onde Rodano è pieno.

6.61 Quel che fé poi ch'elli uscì di Ravenna
6.62 e saltò Rubicon, fu di tal volo, mostra/nascondi nota pa-6-62 e saltò Rubicon: Cesare, reduce della Gallia, si era attestato a Ravenna, prima di attraversare il Rubicone.
6.63 che nol seguiteria lingua né penna.

6.64 Inver' la Spagna rivolse lo stuolo, mostra/nascondi nota pa-6-64 Inver' la Spagna: contro i legati di Pompeo: Petreio, Afranio e Varrone.
6.65 poi ver' Durazzo, e Farsalia percosse mostra/nascondi nota pa-6-65 ver Durazzo: nell'Illiria, donde a Farsalo, in Tessaglia, riportò la vittoria decisiva sui Pompeiani.
6.66 sì ch'al Nil caldo si sentì del duolo. mostra/nascondi nota pa-6-66 al Nil caldo: anche in Egitto si sentì dolore del colpo, in quanto Pompeo, in fuga, sbarcato in quella terra, fu fatto uccidere a tradimento dal re Tolomeo.

6.67 Antandro e Simeonta, onde si mosse, mostra/nascondi nota pa-6-67 Antandro e Simeonta: città della Frigia la prima, fiume della Troade il secondo, caratterizzano i luoghi donde l'aquila si mosse al seguito di Enea.
6.68 rivide e là dov'Ettore si cuba; mostra/nascondi nota pa-6-68 dov'Ettore si cuba: la Troade, dove Ettore giace, si trova in Asia Minore.
6.69 e mal per Tolomeo poscia si scosse. mostra/nascondi nota pa-6-69 e mal per Tolomeo: con danno di Tolomeo, al quale Cesare tolse il regno, per affidarlo alla sorella di questi, Cleopatra.

6.70 Da indi scese folgorando a Iuba; mostra/nascondi nota pa-6-70 a Iuba: contro Giuba, re di Mauritania, partigiano di Pompeo; lo sconfisse a Tapso.
6.71 onde si volse nel vostro occidente, mostra/nascondi nota pa-6-71 nel vostro occidente: in Spagna, che per voi Italiani si trova ad occidente, dove risonava la tromba di guerra (" tuba ") dei Pompeiani guidati dai figli di Pompeo che Cesare sconfisse a Munda.
6.72 ove sentia la pompeana tuba.

6.73 Di quel che fé col baiulo seguente, mostra/nascondi nota pa-6-73 baiulo: portatore. Si tratta di Ottaviano, il quale, a Filippi, vendicò la morte di Cesare, battendo Bruto e Cassio, per i quali, cfr. Inf. XXXIV, 55 e segg.
6.74 Bruto con Cassio ne l'inferno latra,
6.75 e Modena e Perugia fu dolente. mostra/nascondi nota pa-6-75 e Modena e Perugia: presso Modena, Antonio fu sconfitto da Ottaviano; Perugia fu saccheggiata perché vi si trovavano rifugiati i congiunti di Antonio.

6.76 Piangene ancor la trista Cleopatra, mostra/nascondi nota pa-6-76 Cleopatra: creata regina d'Egitto da Cesare, seguì il partito di Antonio, ma ad Azio, sconfitta e inseguita da Ottaviano, si diede la morte lasciandosi mordere da un serpente (" colubro " cfr. lat. "coluber").
6.77 che, fuggendoli innanzi, dal colubro
6.78 la morte prese subitana e atra.

6.79 Con costui corse infino al lito rubro; mostra/nascondi nota pa-6-79 al lito rubro: al mar Rosso (cfr. lat. "ruber"), conseguentemente alla conquista dell'Egitto.
6.80 con costui puose il mondo in tanta pace,
6.81 che fu serrato a Giano il suo delubro. mostra/nascondi nota pa-6-81 Giano: il tempio (" delubro " cfr. lat. "delubrum") di Giano aveva le porte aperte durante lo stato di guerra. Quando, sotto Augusto, le porte furono chiuse un tale avvenimento non si verificava da oltre duecento anni.

6.82 Ma ciò che 'l segno che parlar mi face
6.83 fatto avea prima e poi era fatturo mostra/nascondi nota pa-6-83 fatturo: sul punto di fare. E' un latinismo.
6.84 per lo regno mortal ch'a lui soggiace,

6.85 diventa in apparenza poco e scuro,
6.86 se in mano al terzo Cesare si mira mostra/nascondi nota pa-6-86 al terzo Cesare: a Tiberio.
6.87 con occhio chiaro e con affetto puro;

6.88 ché la viva giustizia che mi spira,
6.89 li concedette, in mano a quel ch'i' dico,
6.90 gloria di far vendetta a la sua ira. mostra/nascondi nota pa-6-90 gloria…: la gloria di compiere la giusta punizione (" vendetta "), con la morte del Cristo, atta a placare l'ira concepita per il peccato di Adamo. Infatti, solo il sacrificio dell'uomo-Dio poteva riscattare quella colpa, e fu gloria dell'Impero che Dio affidasse propio ad un tribunale romano il compito di condannare Cristo, compiendo così la punizione del peccato originale.

6.91 Or qui t'ammira in ciò ch'io ti replìco:
6.92 poscia con Tito a far vendetta corse mostra/nascondi nota pa-6-92 a far vendetta corse: nel 70, Tito conquistò Gerusalemme, compiendo così la vendetta della morte di Cristo che era stata a sua volta vendetta del peccato originale. L'apparente contraddizione sarà spiegata nel canto seguente.
6.93 de la vendetta del peccato antico.

6.94 E quando il dente longobardo morse
6.95 la Santa Chiesa, sotto le sue ali mostra/nascondi nota pa-6-95 sotto le sue ali: sotto le ali dell'aquila, ovvero dell'autorità imperiale. Naturalmente, Carlo Magno non era ancora imperatore, quando soccorse la Chiesa attaccata dai Longobardi, ma Dante lo considera tale, quasi inviato dalla Provvidenza.
6.96 Carlo Magno, vincendo, la soccorse.

6.97 Omai puoi giudicar di quei cotali
6.98 ch'io accusai di sopra e di lor falli, mostra/nascondi nota pa-6-98 di sopra: cfr. n. 31-33.
6.99 che son cagion di tutti vostri mali.

6.100 L'uno al pubblico segno i gigli gialli mostra/nascondi nota pa-6-100 i gigli gialli: i gigli d'oro della casa di Francia; allude agli Angioini di Napoli, allora alla testa del partito guelfo; l'altro, cioè il partito ghibellino, si appropria dell'aquila (" quello ") come distintivo di parte, così che è arduo decidere chi sia in maggior colpa.
6.101 oppone, e l'altro appropria quello a parte,
6.102 sì ch'è forte a veder chi più si falli.

6.103 Faccian li Ghibellin, faccian lor arte
6.104 sott'altro segno; ché mal segue quello mostra/nascondi nota pa-6-104 quello: il segno dell'aquila.
6.105 sempre chi la giustizia e lui diparte;

6.106 e non l'abbatta esto Carlo novello mostra/nascondi nota pa-6-106 esto Carlo novello: Carlo II d'Angiò, detto " novello " in confronto a suo padre, Carlo I.
6.107 coi Guelfi suoi, ma tema de li artigli
6.108 ch'a più alto leon trasser lo vello. mostra/nascondi nota pa-6-108 più alto leon: principe ben più potente.

6.109 Molte fiate già pianser li figli
6.110 per la colpa del padre, e non si creda
6.111 che Dio trasmuti l'arme per suoi gigli! mostra/nascondi nota pa-6-111 che Dio. . . : che Dio muti la sua insegna, l'aquila (cfr. " l'uccel di Dio ", v. 4) con i gigli di Francia.

6.112 Questa picciola stella si correda
6.113 di buoni spirti che son stati attivi
6.114 perché onore e fama li succeda:

6.115 e quando li disiri poggian quivi, mostra/nascondi nota pa-6-115 poggian quivi: si innalzano a mete terrene.
6.116 sì disviando, pur convien che i raggi
6.117 del vero amore in sù poggin men vivi. mostra/nascondi nota pa-6-117 in sù: verso Dio.

6.118 Ma nel commensurar d'i nostri gaggi mostra/nascondi nota pa-6-118 gaggi: ricompensa concessa ai soldati all'atto dell'arruolamento; da cui il verbo ingaggiare (cfr. francese "gages" dal tedesco latinizzato "wadium").
6.119 col merto è parte di nostra letizia,
6.120 perché non li vedem minor né maggi. mostra/nascondi nota pa-6-120 maggi: maggiori (cfr. Inf. c. VI, 48).

6.121 Quindi addolcisce la viva giustizia
6.122 in noi l'affetto sì, che non si puote
6.123 torcer già mai ad alcuna nequizia.

6.124 Diverse voci fanno dolci note; mostra/nascondi nota pa-6-124 Diverse voci: voci diverse pure risultano dolcemente armoniose nel coro; così, l'occupar seggi diversi, è alla base dell'armonia che regna in questi cieli.
6.125 così diversi scanni in nostra vita
6.126 rendon dolce armonia tra queste rote.

6.127 E dentro a la presente margarita mostra/nascondi nota pa-6-127 margarita: cfr. c. II, n. 34.
6.128 luce la luce di Romeo, di cui mostra/nascondi nota pa-6-128 Romeo: Romieu de Villeneuve, gran siniscalco di Raimondo Berengario IV (Berlinghieri) conte di Provenza, storicamente governò quella regione anche dopo la morte di Raimondo e, divenuto tutore della principessa Beatrice, la diede in moglie a Carlo I d'Angiò (cfr. Purg. c. XX, 61). Qui Dante segue la leggenda che lo volle umile pellegrino, una specie di santo.
6.129 fu l'ovra grande e bella mal gradita.

6.130 Ma i Provenzai che fecer contra lui mostra/nascondi nota pa-6-130 Ma i Provenzai: la leggenda narra che, malgrado la saggia amministrazione e i buoni uffici, Romieu cadde in sospetto del Conte, per le delazioni dei cortigiani invidiosi.
6.131 non hanno riso; e però mal cammina
6.132 qual si fa danno del ben fare altrui.

6.133 Quattro figlie ebbe, e ciascuna reina, mostra/nascondi nota pa-6-133 Quattro figlie: Margherita sposò Luigi IX di Francia; Eleonora, Arrigo III d'Inghilterra; Sancia, Riccardo di Cornovaglia, futuro re di Germania, infine Beatrice Carlo I d'Angíò, re di Sicilia.
6.134 Ramondo Beringhiere, e ciò li fece
6.135 Romeo, persona umìle e peregrina.

6.136 E poi il mosser le parole biece
6.137 a dimandar ragione a questo giusto,
6.138 che li assegnò sette e cinque per diece, mostra/nascondi nota pa-6-138 sette e cinque…: rese ad usura quel che aveva avuto da amministrare; cioè rese dodici per dieci, il 120 per cento.

6.139 indi partissi povero e vetusto;
6.140 e se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe
6.141 mendicando sua vita a frusto a frusto, mostra/nascondi nota pa-6-141 a frusto a frusto: a tozzo, a tozzo di pane (cfr. lat. "frustum").

6.142 assai lo loda, e più lo loderebbe».




E io, che di mirare stava inteso, | vidi genti fangose in quel pantano, | ignude tutte, con sembiante offeso.   •   Inferno, Canto 7, Verso 109

© 2009-2014   •   Divina Commedia