Paradiso : Canto 3

3.1 Quel sol che pria d'amor mi scaldò 'l petto, mostra/nascondi nota pa-3-1 Quel sol: Beatrice.
3.2 di bella verità m'avea scoverto,
3.3 provando e riprovando, il dolce aspetto; mostra/nascondi nota pa-3-3 riprovando: disapprovando, cioè confutando.

3.4 e io, per confessar corretto e certo
3.5 me stesso, tanto quanto si convenne
3.6 leva' il capo a proferer più erto; mostra/nascondi nota pa-3-6 a proferer: a proferire, a pronunciare.

3.7 ma visione apparve che ritenne
3.8 a sé me tanto stretto, per vedersi,
3.9 che di mia confession non mi sovvenne.

3.10 Quali per vetri trasparenti e tersi,
3.11 o ver per acque nitide e tranquille,
3.12 non sì profonde che i fondi sien persi, mostra/nascondi nota pa-3-12 persi: oscuri, tendenti al nero (cfr. Inf. c. V, n. 89).

3.13 tornan d'i nostri visi le postille mostra/nascondi nota pa-3-13 le postille: i tratti essenziali. l5. non vien men forte: non viene con minor celerità, cioè con maggior lentezza.
3.14 debili sì, che perla in bianca fronte
3.15 non vien men forte a le nostre pupille;

3.16 tali vid'io più facce a parlar pronte;
3.17 per ch'io dentro a l'error contrario corsi mostra/nascondi nota pa-3-17 l'error contrario: l'errore opposto a quello di Narciso, il giovinetto che s'innamorò della propria immagine riflessa dall'acqua e da lui creduta reale. Però Dante crede che siano immagini riflesse quelle che sono persone reali; così si spiega il suo volgersi indietro.
3.18 a quel ch'accese amor tra l'omo e 'l fonte.

3.19 Sùbito sì com'io di lor m'accorsi,
3.20 quelle stimando specchiati sembianti,
3.21 per veder di cui fosser, li occhi torsi;

3.22 e nulla vidi, e ritorsili avanti
3.23 dritti nel lume de la dolce guida,
3.24 che, sorridendo, ardea ne li occhi santi.

3.25 «Non ti maravigliar perch'io sorrida»,
3.26 mi disse, «appresso il tuo pueril coto, mostra/nascondi nota pa-3-26 coto: pensiero (cfr. Inf. c. XXXI, 77).
3.27 poi sopra 'l vero ancor lo piè non fida, mostra/nascondi nota pa-3-27 poi: poiché.

3.28 ma te rivolve, come suole, a vòto:
3.29 vere sustanze son ciò che tu vedi,
3.30 qui rilegate per manco di voto. mostra/nascondi nota pa-3-30 per manco di voto: per inadempienza dei voti sacri. Sono gli spiriti negligenti, cui fece difetto la costanza.

3.31 Però parla con esse e odi e credi;
3.32 ché la verace luce che li appaga
3.33 da sé non lascia lor torcer li piedi».

3.34 E io a l'ombra che parea più vaga
3.35 di ragionar, drizza'mi, e cominciai,
3.36 quasi com'uom cui troppa voglia smaga: mostra/nascondi nota pa-3-36 smaga: fa smarrire (cfr. Purg. c. III, 11).

3.37 «O ben creato spirito, che a' rai
3.38 di vita etterna la dolcezza senti
3.39 che, non gustata, non s'intende mai,

3.40 grazioso mi fia se mi contenti mostra/nascondi nota pa-3-40 grazioso: mi sarà gradito.
3.41 del nome tuo e de la vostra sorte».
3.42 Ond'ella, pronta e con occhi ridenti:

3.43 «La nostra carità non serra porte mostra/nascondi nota pa-3-43 non serra porte: accoglie sempre.
3.44 a giusta voglia, se non come quella mostra/nascondi nota pa-3-44 se non: non diversamente dalla carità o amore divino, che vuole simili a sè le anime beate che sono in cielo (" tutta sua corte " ).
3.45 che vuol simile a sé tutta sua corte.

3.46 I' fui nel mondo vergine sorella; mostra/nascondi nota pa-3-46 sorella: suora, monaca.
3.47 e se la mente tua ben sé riguarda,
3.48 non mi ti celerà l'esser più bella, mostra/nascondi nota pa-3-48 l'esser più bella: in conseguenza del " trasumanar ", (cfr. Purg. c. XXX, 127-128).

3.49 ma riconoscerai ch'i' son Piccarda, mostra/nascondi nota pa-3-49 Piccarda: è Piccarda Donati, figlia di Simone, sorella di Corso (cfr. Purg. c. XXIV, 82 e segg.) e di Forese (cfr. Purg. c. XXIII, 48 e segg.). Appartenne all'ordine delle Clarisse, ma fu strappata a forza dal chiostro, per opera del fratello Corso, il quale intendeva darla in moglie a Rossellino della Tosa, con cui i Donati desideravano imparentarsi. Tuttavia, ella "supplicò Dio che la facesse morire o ammalare, così che potesse salvare la sua castità " (Benvenuto). " Immantinente infermò, e finì li suoi dì, e passò allo sposo del Cielo, al quale spontaneamente s'era giurata " (Ottimo).
3.50 che, posta qui con questi altri beati,
3.51 beata sono in la spera più tarda. mostra/nascondi nota pa-3-51 in la spera più tarda: il cielo della Luna, essendo il più piccolo, percorre, nello stesso tempo una spazio minore degli altri e perciò gira più lentamente.

3.52 Li nostri affetti, che solo infiammati
3.53 son nel piacer de lo Spirito Santo, mostra/nascondi nota pa-3-53 nel piacer: in ciò che piace allo Spirito Santo.
3.54 letizian del suo ordine formati. mostra/nascondi nota pa-3-54 letizian: gioiscono in conformità all'ordine da Lui imposto (cfr. c. I, 104).

3.55 E questa sorte che par giù cotanto, mostra/nascondi nota pa-3-55 par giù cotanto: sembra tanto.
3.56 però n'è data, perché fuor negletti
3.57 li nostri voti, e vòti in alcun canto». mostra/nascondi nota pa-3-57 e vòti: e manchevoli in qualche parte.

3.58 Ond'io a lei: «Ne' mirabili aspetti
3.59 vostri risplende non so che divino
3.60 che vi trasmuta da' primi concetti: mostra/nascondi nota pa-3-60 da' primi concetti: dalle immagini che, nel mondo, dapprima avevamo concepito.

3.61 però non fui a rimembrar festino; mostra/nascondi nota pa-3-61 festino: rapido (cfr. lat. festinus).
3.62 ma or m'aiuta ciò che tu mi dici,
3.63 sì che raffigurar m'è più latino. mostra/nascondi nota pa-3-63 latino: facile (cfr. Conv. II, III, 1).

3.64 Ma dimmi: voi che siete qui felici,
3.65 disiderate voi più alto loco
3.66 per più vedere e per più farvi amici?». mostra/nascondi nota pa-3-66 per più vedere: per avere una più piena visione di Dio.

3.67 Con quelle altr'ombre pria sorrise un poco;
3.68 da indi mi rispuose tanto lieta,
3.69 ch'arder parea d'amor nel primo foco: mostra/nascondi nota pa-3-69 ch'arder parea: che mostrava di accendersi nel primo fuoco d'amore, cioè in Dio.

3.70 «Frate, la nostra volontà quieta
3.71 virtù di carità, che fa volerne mostra/nascondi nota pa-3-71 virtù di carità: forza d'amore tiene tranquilla la nostra volontà, quell'amore che ci fa desiderare sol quel che abbiamo.
3.72 sol quel ch'avemo, e d'altro non ci asseta.

3.73 Se disiassimo esser più superne,
3.74 foran discordi li nostri disiri
3.75 dal voler di colui che qui ne cerne; mostra/nascondi nota pa-3-75 che qui ne cerne: che qui ci ha poste, separandoci.

3.76 che vedrai non capere in questi giri, mostra/nascondi nota pa-3-76 non capere: non aver posto.
3.77 s'essere in carità è qui necesse,
3.78 e se la sua natura ben rimiri.

3.79 Anzi è formale ad esto beato esse mostra/nascondi nota pa-3-79 è formale: è principio informativo a questa beata esistenza (" esse ") conservarsi nel limite (" dentro ") del volere divino.
3.80 tenersi dentro a la divina voglia,
3.81 per ch'una fansi nostre voglie stesse;

3.82 sì che, come noi sem di soglia in soglia mostra/nascondi nota pa-3-82 di soglia in soglia: di cielo in cielo.
3.83 per questo regno, a tutto il regno piace
3.84 com'a lo re che 'n suo voler ne 'nvoglia. mostra/nascondi nota pa-3-84 che 'n suo voler ne 'nvoglia: fa che noi vogliamo soltanto ciò che è conforme alla sua volontà.

3.85 E 'n la sua volontade è nostra pace:
3.86 ell'è quel mare al qual tutto si move
3.87 ciò ch'ella cria o che natura face». mostra/nascondi nota pa-3-87 ch'ella cria: che essa crea e che la natura produce.

3.88 Chiaro mi fu allor come ogne dove mostra/nascondi nota pa-3-88 come ogne dove: come ogni parte del cielo è luogo di perfetta beatitudine ( " paradiso " ), sebbene ( " etsi ", latinismo) la grazia di Dio ( " del sommo ben " ) non vi piova in un'unica misura (" modo ").
3.89 in cielo è paradiso, etsi la grazia
3.90 del sommo ben d'un modo non vi piove.

3.91 Ma sì com'elli avvien, s'un cibo sazia
3.92 e d'un altro rimane ancor la gola,
3.93 che quel si chere e di quel si ringrazia, mostra/nascondi nota pa-3-93 quel si chere: questo si chiede (cfr. lat. quaerere).

3.94 così fec'io con atto e con parola,
3.95 per apprender da lei qual fu la tela mostra/nascondi nota pa-3-95 la tela: la vicenda per cui non aveva portato a compimento (" a co ", lat. caput) il voto (" la spuola ").
3.96 onde non trasse infino a co la spuola.

3.97 «Perfetta vita e alto merto inciela mostra/nascondi nota pa-3-97 inciela: pone nel cielo.
3.98 donna più sù», mi disse, «a la cui norma mostra/nascondi nota pa-3-98 donna: Santa Chiara d'Assisi (1194- 1253), seguace di San Francesco e fondatrice dell'ordine delle Clarisse.
3.99 nel vostro mondo giù si veste e vela,

3.100 perché fino al morir si vegghi e dorma
3.101 con quello sposo ch'ogne voto accetta mostra/nascondi nota pa-3-101 con quello sposo: con Cristo, che accetta ogni voto, dettato dall'amore conforme alla sua legge (" piacer ").
3.102 che caritate a suo piacer conforma.

3.103 Dal mondo, per seguirla, giovinetta
3.104 fuggi'mi, e nel suo abito mi chiusi
3.105 e promisi la via de la sua setta. mostra/nascondi nota pa-3-105 setta: nel senso di ordine religioso.

3.106 Uomini poi, a mal più ch'a bene usi, mostra/nascondi nota pa-3-106 Uomini: il fratello Corso con altri parenti e compagni.
3.107 fuor mi rapiron de la dolce chiostra:
3.108 Iddio si sa qual poi mia vita fusi. mostra/nascondi nota pa-3-108 fusi: si fu.

3.109 E quest'altro splendor che ti si mostra mostra/nascondi nota pa-3-109 splendor: spirito luminoso.
3.110 da la mia destra parte e che s'accende
3.111 di tutto il lume de la spera nostra,

3.112 ciò ch'io dico di me, di sé intende;
3.113 sorella fu, e così le fu tolta mostra/nascondi nota pa-3-113 sorella fu: fu suora e le fu strappato a forza il velo monacale. 117 dal vel del cor: dall'amore per la vita del chiostro. 118 Costanza: è Costanza imperatrice che, da Enrico VI, secondo imperatore di Svevia (" vento di Soave ") generò Federico II, terzo ed ultimo imperatore di quella casa.
3.114 di capo l'ombra de le sacre bende.

3.115 Ma poi che pur al mondo fu rivolta
3.116 contra suo grado e contra buona usanza,
3.117 non fu dal vel del cor già mai disciolta.

3.118 Quest'è la luce de la gran Costanza
3.119 che del secondo vento di Soave
3.120 generò 'l terzo e l'ultima possanza».

3.121 Così parlommi, e poi cominciò "Ave,
3.122 Maria" cantando, e cantando vanio
3.123 come per acqua cupa cosa grave. mostra/nascondi nota pa-3-123 come per acqua cupa…: come un oggetto pesante in acque oscure.

3.124 La vista mia, che tanto lei seguio
3.125 quanto possibil fu, poi che la perse,
3.126 volsesi al segno di maggior disio, mostra/nascondi nota pa-3-126 al segno: all'oggetto di maggior desiderio.

3.127 e a Beatrice tutta si converse;
3.128 ma quella folgorò nel mio sguardo
3.129 sì che da prima il viso non sofferse; mostra/nascondi nota pa-3-129 il viso: il mio occhio non lo sostenne.

3.130 e ciò mi fece a dimandar più tardo.




Attraversato è, nudo, ne la via, | come tu vedi, ed è mestier ch'el senta | qualunque passa, come pesa, pria.   •   Inferno, Canto 23, Verso 118

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