Paradiso : Canto 28

28.1 Poscia che 'ncontro a la vita presente
28.2 d'i miseri mortali aperse 'l vero
28.3 quella che 'mparadisa la mia mente, mostra/nascondi nota pa-28-3 quella: Beatrice.

28.4 come in lo specchio fiamma di doppiero
28.5 vede colui che se n'alluma retro, mostra/nascondi nota pa-28-5 che se n'alluma retro: che ne è illuminato alle spalle.
28.6 prima che l'abbia in vista o in pensiero,

28.7 e sé rivolge per veder se 'l vetro
28.8 li dice il vero, e vede ch'el s'accorda
28.9 con esso come nota con suo metro; mostra/nascondi nota pa-28-9 come nota con suo metro: come il canto con l'armonia che lo governa.

28.10 così la mia memoria si ricorda
28.11 ch'io feci riguardando ne' belli occhi
28.12 onde a pigliarmi fece Amor la corda.

28.13 E com'io mi rivolsi e furon tocchi
28.14 li miei da ciò che pare in quel volume, mostra/nascondi nota pa-28-14 in quel volume: in quel cielo che, rotando, si volge.
28.15 quandunque nel suo giro ben s'adocchi, mostra/nascondi nota pa-28-15 quandunque: ogni volta che.

28.16 un punto vidi che raggiava lume
28.17 acuto sì, che 'l viso ch'elli affoca
28.18 chiuder conviensi per lo forte acume; mostra/nascondi nota pa-28-18 acume: acutezza. Dio è, dunque, un punto luminoso.

28.19 e quale stella par quinci più poca, mostra/nascondi nota pa-28-19 par quinci: appare, dalla terra, più piccola.
28.20 parrebbe luna, locata con esso
28.21 come stella con stella si collòca.

28.22 Forse cotanto quanto pare appresso mostra/nascondi nota pa-28-22 appresso : vicino al sole, l'alone circondare la luce che gli dà i colori dell'iride (" che 'l dipigne ") quando il vapore, che esso alone forma, è più denso.
28.23 alo cigner la luce che 'l dipigne
28.24 quando 'l vapor che 'l porta più è spesso,

28.25 distante intorno al punto un cerchio d'igne mostra/nascondi nota pa-28-25 un cerchio d'igne: un cerchio di fuoco, cioè il coro angelico formato dai Serafini.
28.26 si girava sì ratto, ch'avria vinto
28.27 quel moto che più tosto il mondo cigne; mostra/nascondi nota pa-28-27 quel moto: il Primo Mobile, il più veloce dei cieli rotanti ( " che più tosto " ).

28.28 e questo era d'un altro circumcinto, mostra/nascondi nota pa-28-28 circumcinto: circondato.
28.29 e quel dal terzo, e 'l terzo poi dal quarto,
28.30 dal quinto il quarto, e poi dal sesto il quinto.

28.31 Sopra seguiva il settimo sì sparto
28.32 già di larghezza, che 'l messo di Iuno mostra/nascondi nota pa-28-32 'l messo dl Iuno: l'arcobaleno, o Iride, messaggera di Giunone.
28.33 intero a contenerlo sarebbe arto. mostra/nascondi nota pa-28-33 arto: stretto.

28.34 Così l'ottavo e 'l nono; e chiascheduno
28.35 più tardo si movea, secondo ch'era
28.36 in numero distante più da l'uno;

28.37 e quello avea la fiamma più sincera
28.38 cui men distava la favilla pura,
28.39 credo, però che più di lei s'invera. mostra/nascondi nota pa-28-39 s'invera: attinge luce.

28.40 La donna mia, che mi vedea in cura mostra/nascondi nota pa-28-40 in cura: in ansia.
28.41 forte sospeso, disse: «Da quel punto
28.42 depende il cielo e tutta la natura.

28.43 Mira quel cerchio che più li è congiunto;
28.44 e sappi che 'l suo muovere è sì tosto mostra/nascondi nota pa-28-44 sì tosto: cosi rapido. 46 Se 'l mondo fosse posto: se il mondo sensibile fosse disposto nello stesso ordine dei cori angelici, sarei soddisfatto di quel che mi hai anticipato con le tue parole. Ma nel mondo sensibile, si può invece vedere che le rivoluzioni dei cieli rotanti sono tanto più veloci, cioè infiammate dall'amor divino, quanto più sono lontane dal centro, occupato, secondo il sistema tolemaico, dalla Terra che è immobile.
28.45 per l'affocato amore ond'elli è punto».

28.46 E io a lei: «Se 'l mondo fosse posto
28.47 con l'ordine ch'io veggio in quelle rote,
28.48 sazio m'avrebbe ciò che m'è proposto;

28.49 ma nel mondo sensibile si puote
28.50 veder le volte tanto più divine,
28.51 quant'elle son dal centro più remote.

28.52 Onde, se 'l mio disir dee aver fine
28.53 in questo miro e angelico templo
28.54 che solo amore e luce ha per confine,

28.55 udir convienmi ancor come l'essemplo mostra/nascondi nota pa-28-55 l'essemplo e l'essemplare: il modello e la copia.
28.56 e l'essemplare non vanno d'un modo,
28.57 ché io per me indarno a ciò contemplo».

28.58 «Se li tuoi diti non sono a tal nodo
28.59 sufficienti, non è maraviglia:
28.60 tanto, per non tentare, è fatto sodo!». mostra/nascondi nota pa-28-60 per non tentare: per il motivo che nessuno ha tentato di scioglierlo.

28.61 Così la donna mia; poi disse: «Piglia
28.62 quel ch'io ti dicerò, se vuo' saziarti;
28.63 e intorno da esso t'assottiglia. mostra/nascondi nota pa-28-63 t'assottiglia: medita tra sottili argomentazioni (cfr. c. XIX, 82).

28.64 Li cerchi corporai sono ampi e arti mostra/nascondi nota pa-28-64 Li cerchi corporai: i cieli rotanti che, diversamente dall'Empireo, sono corporei, sono ampi o stretti (" arti ") secondo la loro maggiore o minore " virtute " o influenza che li compenetra.
28.65 secondo il più e 'l men de la virtute
28.66 che si distende per tutte lor parti.

28.67 Maggior bontà vuol far maggior salute; mostra/nascondi nota pa-28-67 Maggior bontà: la bontà, quanto è maggiore, tanto più vuole estendere il suo influsso; un corpo maggiore contiene ( " cape " ) maggior salute, se tutte le sue parti sono perfette (" igualmente compiute " ).
28.68 maggior salute maggior corpo cape,
28.69 s'elli ha le parti igualmente compiute.

28.70 Dunque costui che tutto quanto rape mostra/nascondi nota pa-28-70 costui: il Primo Mobile, nel quale Dante sta con Beatrice.
28.71 l'altro universo seco, corrisponde
28.72 al cerchio che più ama e che più sape:

28.73 per che, se tu a la virtù circonde mostra/nascondi nota pa-28-73 per che: per cui, se tu adatti la tua proporzione (" misura ") alla virtù dei cori angelici e non alla apparente ampiezza dei cerchi in cui ruotano, tu scorgerai una mirabile corrispondenza di maggiore ampiezza dei cieli, con superiore (" più ") virtù angelica, e di minore ampiezza, con minore virtù. In conclusione, il coro dei Serafini, più piccolo perché più vicino a Dio, ma più ricco di virtù, muove il cielo rotante più ampio e più vicino a Dio: il Primo Mobile; di seguito i Cherubini muovono il Cielo Stellato, i Troni Saturno, le Dominazioni Giove, le Virtù Marte, le Potestà il Sole, i Principati Venere, gli Arcangeli Mercurio e gli Angeli la Luna.
28.74 la tua misura, non a la parvenza
28.75 de le sustanze che t'appaion tonde,

28.76 tu vederai mirabil consequenza
28.77 di maggio a più e di minore a meno,
28.78 in ciascun cielo, a sua intelligenza».

28.79 Come rimane splendido e sereno
28.80 l'emisperio de l'aere, quando soffia
28.81 Borea da quella guancia ond'è più leno, mostra/nascondi nota pa-28-81 Borea: il vento di tramontana, che dalla parte destra donde soffiava più temperato, diveniva il maestrale.

28.82 per che si purga e risolve la roffia mostra/nascondi nota pa-28-82 la roffia: i vapori addensati.
28.83 che pria turbava, sì che 'l ciel ne ride
28.84 con le bellezze d'ogne sua paroffia; mostra/nascondi nota pa-28-84 paroffia: letteralm. parrocchia; qui: parte, regione.

28.85 così fec'io, poi che mi provide
28.86 la donna mia del suo risponder chiaro,
28.87 e come stella in cielo il ver si vide.

28.88 E poi che le parole sue restaro,
28.89 non altrimenti ferro disfavilla
28.90 che bolle, come i cerchi sfavillaro.

28.91 L'incendio suo seguiva ogne scintilla;
28.92 ed eran tante, che 'l numero loro
28.93 più che 'l doppiar de li scacchi s'inmilla. mostra/nascondi nota pa-28-93 più che 'l doppiar: che si perde nelle migliaia, più del numero che si ricava dalla duplicazione successiva delle 64 caselle della scacchiera. Allude alla leggenda secondo la quale l'inventore degli scacchi chiese come compenso, al re di Persia, un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e cosi sempre raddoppiando. Ne risultò un numero, di diciannove cifre, tale che in tutto il paese non esisteva un corrispondente quantitativo di grano.

28.94 Io sentiva osannar di coro in coro
28.95 al punto fisso che li tiene a li ubi, mostra/nascondi nota pa-28-95 a li ubi: nei luoghi assegnati.
28.96 e terrà sempre, ne' quai sempre fuoro.

28.97 E quella che vedea i pensier dubi
28.98 ne la mia mente, disse: «I cerchi primi
28.99 t'hanno mostrato Serafi e Cherubi.

28.100 Così veloci seguono i suoi vimi, mostra/nascondi nota pa-28-100 i suoi vimi: legami (cfr. lat. "vimen").
28.101 per somigliarsi al punto quanto ponno; mostra/nascondi nota pa-28-101 per somigliarsi: per rendersi simile: al punto, quanto possono; e tanto possono, quanto ad essi è concesso di vedere la divinità.
28.102 e posson quanto a veder son soblimi.

28.103 Quelli altri amori che 'ntorno li vonno,
28.104 si chiaman Troni del divino aspetto,
28.105 per che 'l primo ternaro terminonno; mostra/nascondi nota pa-28-105 'l primo ternaro: la prima gerarchia angelica.

28.106 e dei saper che tutti hanno diletto
28.107 quanto la sua veduta si profonda
28.108 nel vero in che si queta ogne intelletto.

28.109 Quinci si può veder come si fonda
28.110 l'essere beato ne l'atto che vede,
28.111 non in quel ch'ama, che poscia seconda; mostra/nascondi nota pa-28-111 non in quel ch'ama: la beatitudine è nel vedere Dio e non nell'amore di Dio, che segue la visione.

28.112 e del vedere è misura mercede, mostra/nascondi nota pa-28-112 mercede: il merito che nasce dalla grazia divina e dal buon volere d'ognuno.
28.113 che grazia partorisce e buona voglia:
28.114 così di grado in grado si procede.

28.115 L'altro ternaro, che così germoglia
28.116 in questa primavera sempiterna
28.117 che notturno Ariete non dispoglia,

28.118 perpetualemente "Osanna" sberna mostra/nascondi nota pa-28-118 sberna: canta. In origine, "svernare" era il cantare degli uccelli a primavera.
28.119 con tre melode, che suonano in tree mostra/nascondi nota pa-28-119 melode: melodie.
28.120 ordini di letizia onde s'interna. mostra/nascondi nota pa-28-120 onde s'interna: per i quali è triplice.

28.121 In essa gerarcia son l'altre dee:
28.122 prima Dominazioni, e poi Virtudi;
28.123 l'ordine terzo di Podestadi èe.

28.124 Poscia ne' due penultimi tripudi
28.125 Principati e Arcangeli si girano;
28.126 l'ultimo è tutto d'Angelici ludi. mostra/nascondi nota pa-28-126 ludi: feste, letizie.

28.127 Questi ordini di sù tutti s'ammirano, mostra/nascondi nota pa-28-127 s ammirano: guardano ammirati a Dio.
28.128 e di giù vincon sì, che verso Dio
28.129 tutti tirati sono e tutti tirano.

28.130 E Dionisio con tanto disio mostra/nascondi nota pa-28-130 Dionisio: Dionigi Aeropagita, vescovo d'Atene e autore di numerose opere mistiche, tra cui "De coelesti Hierarchia", che qui Dante usa come fonte.
28.131 a contemplar questi ordini si mise,
28.132 che li nomò e distinse com'io.

28.133 Ma Gregorio da lui poi si divise; mostra/nascondi nota pa-28-133 Gregorio: San Gregorio Magno dissentì ( " si divise " ) dall'opinione di Dionigi.
28.134 onde, sì tosto come li occhi aperse
28.135 in questo ciel, di sé medesmo rise. mostra/nascondi nota pa-28-135 di sè medesmo rise: rise del suo errore, " cosi come si può dire che faccia Dante ritrattando l'opinione espressa nel Convivio " (Vandelli). Cfr. Conv. II, 6.

28.136 E se tanto secreto ver proferse mostra/nascondi nota pa-28-136 proferse: manifestò, rivelò.
28.137 mortale in terra, non voglio ch'ammiri;
28.138 ché chi 'l vide qua sù gliel discoperse mostra/nascondi nota pa-28-138 ché chi 'l vide: poiché San Paolo quando fu rapito in cielo (cfr. Inf. c. II 28) vide l'ordinanmento angelico e lo rivelò a Dionigi, che il Santo stesso convertì al Cristianesimo.

28.139 con altro assai del ver di questi giri».




E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti». | Ma poi che vide ch'io non mi partiva,   •   Inferno, Canto 3, Verso 89

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