Paradiso : Canto 26

26.1 Mentr'io dubbiava per lo viso spento, mostra/nascondi nota pa-26-1 dubbiava: temevo.
26.2 de la fulgida fiamma che lo spense
26.3 uscì un spiro che mi fece attento,

26.4 dicendo: «Intanto che tu ti risense mostra/nascondi nota pa-26-4 ti risense: riacquisti il senso della vista.
26.5 de la vista che hai in me consunta,
26.6 ben è che ragionando la compense.

26.7 Comincia dunque; e di' ove s'appunta
26.8 l'anima tua, e fa' ragion che sia
26.9 la vista in te smarrita e non defunta:

26.10 perché la donna che per questa dia
26.11 region ti conduce, ha ne lo sguardo
26.12 la virtù ch'ebbe la man d'Anania». mostra/nascondi nota pa-26-12 la virtù: quella virtù per cui Anania di Damasco, discepolo di Cristo, mediante la imposizione delle mani, restituì la vista a San Paolo.

26.13 Io dissi: «Al suo piacere e tosto e tardo
26.14 vegna remedio a li occhi, che fuor porte
26.15 quand'ella entrò col foco ond'io sempr'ardo.

26.16 Lo ben che fa contenta questa corte,
26.17 Alfa e O è di quanta scrittura mostra/nascondi nota pa-26-17 Alfa e O: la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco, per indicare il principio e la fine. Cioè " Dio è principio e fine de' miei affetti e piccoli e grandi " (Tommaseo).
26.18 mi legge Amore o lievemente o forte».

26.19 Quella medesma voce che paura
26.20 tolta m'avea del sùbito abbarbaglio,
26.21 di ragionare ancor mi mise in cura;

26.22 e disse: «Certo a più angusto vaglio
26.23 ti conviene schiarar: dicer convienti
26.24 chi drizzò l'arco tuo a tal berzaglio».

26.25 E io: «Per filosofici argomenti
26.26 e per autorità che quinci scende
26.27 cotale amor convien che in me si 'mprenti:

26.28 ché 'l bene, in quanto ben, come s'intende, mostra/nascondi nota pa-26-28 come s'intende: non appena viene conosciuto.
26.29 così accende amore, e tanto maggio
26.30 quanto più di bontate in sé comprende.

26.31 Dunque a l'essenza ov'è tanto avvantaggio, mostra/nascondi nota pa-26-31 a l'essenza: a Dio, ove risiede tanta superiorità (" avvantaggio ") che ciascun bene, al di fuori di Lui, è solo un raggio della sua luce.
26.32 che ciascun ben che fuor di lei si trova
26.33 altro non è ch'un lume di suo raggio,

26.34 più che in altra convien che si mova
26.35 la mente, amando, di ciascun che cerne mostra/nascondi nota pa-26-35 che cerne: che sa scorgere.
26.36 il vero in che si fonda questa prova.

26.37 Tal vero a l'intelletto mio sterne mostra/nascondi nota pa-26-37 sterne: rende piano, chiaro.
26.38 colui che mi dimostra il primo amore
26.39 di tutte le sustanze sempiterne.

26.40 Sternel la voce del verace autore, mostra/nascondi nota pa-26-40 del verace autore: Dio.
26.41 che dice a Moisè, di sé parlando:
26.42 `Io ti farò vedere ogne valore'.

26.43 Sternilmi tu ancora, incominciando
26.44 l'alto preconio che grida l'arcano mostra/nascondi nota pa-26-44 l'alto preconio: bando (cfr. lat. "praeconium"), cioè l'Apocalisse che in terra (" là giù ") grida alto il mistero del cielo (" di qui "); Apocalisse, infatti, significa Rivelazione.
26.45 di qui là giù sovra ogne altro bando».

26.46 E io udi': «Per intelletto umano
26.47 e per autoritadi a lui concorde
26.48 d'i tuoi amori a Dio guarda il sovrano. mostra/nascondi nota pa-26-48 il sovrano: il primo, il supremo dei tuoi affetti.

26.49 Ma di' ancor se tu senti altre corde
26.50 tirarti verso lui, sì che tu suone
26.51 con quanti denti questo amor ti morde».

26.52 Non fu latente la santa intenzione
26.53 de l'aguglia di Cristo, anzi m'accorsi mostra/nascondi nota pa-26-53 de l'aguglia di Cristo: i Santi Padri identificarono, nell'aquila, San Giovanni.
26.54 dove volea menar mia professione.

26.55 Però ricominciai: «Tutti quei morsi
26.56 che posson far lo cor volgere a Dio,
26.57 a la mia caritate son concorsi: mostra/nascondi nota pa-26-57 son concorsi: hanno contribuito.

26.58 ché l'essere del mondo e l'esser mio,
26.59 la morte ch'el sostenne perch'io viva,
26.60 e quel che spera ogne fedel com'io,

26.61 con la predetta conoscenza viva,
26.62 tratto m'hanno del mar de l'amor torto, mostra/nascondi nota pa-26-62 l'amor torto: l'amore dei beni terreni, l'opposto dell'amore " diritto ", o amor di Dio.
26.63 e del diritto m'han posto a la riva.

26.64 Le fronde onde s'infronda tutto l'orto
26.65 de l'ortolano etterno, am'io cotanto
26.66 quanto da lui a lor di bene è porto».

26.67 Sì com'io tacqui, un dolcissimo canto
26.68 risonò per lo cielo, e la mia donna
26.69 dicea con li altri: «Santo, santo, santo!». mostra/nascondi nota pa-26-69 Santo…: ricorda l'inno che, nell'Apocalisse, i quattro animali cantano davanti a Dio.

26.70 E come a lume acuto si disonna mostra/nascondi nota pa-26-70 si disonna: ci si desta dal sonno.
26.71 per lo spirto visivo che ricorre
26.72 a lo splendor che va di gonna in gonna, mostra/nascondi nota pa-26-72 di gonna in gonna: nel corpo dell'occhio attraverso l'una e l'altra membrana.

26.73 e lo svegliato ciò che vede aborre, mostra/nascondi nota pa-26-73 aborre: rifugge, tanto è incapace di distinguere, chi all'improvviso si risveglia, finché non giunge in soccorso la riflessione (" la stimativa ").
26.74 sì nescia è la sùbita vigilia
26.75 fin che la stimativa non soccorre;

26.76 così de li occhi miei ogni quisquilia mostra/nascondi nota pa-26-76 quisquilia: ogni residuo impedimento.
26.77 fugò Beatrice col raggio d'i suoi,
26.78 che rifulgea da più di mille milia:

26.79 onde mei che dinanzi vidi poi; mostra/nascondi nota pa-26-79 mei: meglio di prima.
26.80 e quasi stupefatto domandai
26.81 d'un quarto lume ch'io vidi tra noi. mostra/nascondi nota pa-26-81 d'un quarto lume: Adamo.

26.82 E la mia donna: «Dentro da quei rai
26.83 vagheggia il suo fattor l'anima prima
26.84 che la prima virtù creasse mai».

26.85 Come la fronda che flette la cima
26.86 nel transito del vento, e poi si leva
26.87 per la propria virtù che la soblima, mostra/nascondi nota pa-26-87 la soblima: tende a riportarla in alto.

26.88 fec'io in tanto in quant'ella diceva,
26.89 stupendo, e poi mi rifece sicuro
26.90 un disio di parlare ond'io ardeva.

26.91 E cominciai: «O pomo che maturo
26.92 solo prodotto fosti, o padre antico
26.93 a cui ciascuna sposa è figlia e nuro, mostra/nascondi nota pa-26-93 è figlia e nuro: è contemporaneamente figlia e nuora, perché sposa d'un figlio d'Adamo.

26.94 divoto quanto posso a te supplìco
26.95 perché mi parli: tu vedi mia voglia,
26.96 e per udirti tosto non la dico».

26.97 Talvolta un animal coverto broglia, mostra/nascondi nota pa-26-97 broglia: si agita, di modo che è necessario che il suo sentimento traspaia per l'assecondare che l'involucro ("la 'nvoglia") fa ai suoi movimenti.
26.98 sì che l'affetto convien che si paia
26.99 per lo seguir che face a lui la 'nvoglia;

26.100 e similmente l'anima primaia
26.101 mi facea trasparer per la coverta mostra/nascondi nota pa-26-101 per la coverta: attraverso l'aureola luminosa.
26.102 quant'ella a compiacermi venìa gaia.

26.103 Indi spirò: «Sanz'essermi proferta
26.104 da te, la voglia tua discerno meglio
26.105 che tu qualunque cosa t'è più certa;

26.106 perch'io la veggio nel verace speglio
26.107 che fa di sé pareglio a l'altre cose, mostra/nascondi nota pa-26-107 pareglio: simile, uguale.
26.108 e nulla face lui di sé pareglio.

26.109 Tu vuogli udir quant'è che Dio mi puose
26.110 ne l'eccelso giardino, ove costei mostra/nascondi nota pa-26-110 ne l'eccelso giardino: nel Paradiso Terrestre.
26.111 a così lunga scala ti dispuose,

26.112 e quanto fu diletto a li occhi miei,
26.113 e la propria cagion del gran disdegno,
26.114 e l'idioma ch'usai e che fei.

26.115 Or, figluol mio, non il gustar del legno mostra/nascondi nota pa-26-115 il gustar del legno: aver gustato il frutto proibito.
26.116 fu per sé la cagion di tanto essilio,
26.117 ma solamente il trapassar del segno. mostra/nascondi nota pa-26-117 il traspassar del segno: l'aver violato il limite imposto.

26.118 Quindi onde mosse tua donna Virgilio, mostra/nascondi nota pa-26-118 onde mosse: nel Limbo, Adamo trascorse 4302 anni.
26.119 quattromilia trecento e due volumi
26.120 di sol desiderai questo concilio;

26.121 e vidi lui tornare a tutt'i lumi mostra/nascondi nota pa-26-121 e vidi lui: Adamo visse, dunque, 930 anni. Dalla sua creazione alla morte di Cristo, che lo trasse dal Limbo, erano passati 5232 anni; al tempo della visione dantesca, nel 1300, dopo 1266 anni dalla Crocifissione, Adamo contava 6498 anni.
26.122 de la sua strada novecento trenta
26.123 fiate, mentre ch'io in terra fu' mi.

26.124 La lingua ch'io parlai fu tutta spenta
26.125 innanzi che a l'ovra inconsummabile
26.126 fosse la gente di Nembròt attenta: mostra/nascondi nota pa-26-126 la gente di Nembròt: i folli costruttori della torre di Babele (cfr. Inf. c. XXXI, 77).

26.127 ché nullo effetto mai razionabile,
26.128 per lo piacere uman che rinovella
26.129 seguendo il cielo, sempre fu durabile. mostra/nascondi nota pa-26-129 seguendo il cielo: a seconda delle influenze celesti.

26.130 Opera naturale è ch'uom favella;
26.131 ma così o così, natura lascia
26.132 poi fare a voi secondo che v'abbella. mostra/nascondi nota pa-26-132 v'abbella: vi piace.

26.133 Pria ch'i' scendessi a l'infernale ambascia,
26.134 I s'appellava in terra il sommo bene mostra/nascondi nota pa-26-134 il sommo bene: Dio si chiamo prima "I" (ed è nome forse escogitato da Dante con sottintesi cabalistici, per la forma che è quella della cifra latina uno, " attributo sovrano di Dio "), poi, presso gli Ebrei, "El".
26.135 onde vien la letizia che mi fascia;

26.136 e El si chiamò poi: e ciò convene,
26.137 ché l'uso d'i mortali è come fronda
26.138 in ramo, che sen va e altra vene.

26.139 Nel monte che si leva più da l'onda, mostra/nascondi nota pa-26-139 Nel monte: nel Paradiso Terrestre.
26.140 fu' io, con vita pura e disonesta, mostra/nascondi nota pa-26-140 con vita pura e disonesta: innocente e colpevole, cioè prima e dopo il peccato.
26.141 da la prim'ora a quella che seconda, mostra/nascondi nota pa-26-141 da la prim'ora: dalla prima ora del giorno alla settima, che segue (" seconda " ) la sesta.

26.142 come 'l sol muta quadra, l'ora sesta». mostra/nascondi nota pa-26-142 come 'l sol muta quadra: come il sole cambia quadrante, cioè un quarto dell'intero giro.




La sua natura, che di larga parca | discese, avria mestier di tal milizia | che non curasse di mettere in arca».   •   Paradiso, Canto 8, Verso 82

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