Paradiso : Canto 2

2.1 O voi che siete in piccioletta barca, mostra/nascondi nota pa-2-1 O voi: l'appello ai lettori rende palese la distinzione fondamentale fra Dante-pellegrino (l'"agens") e Dante-autore (l'"auctor"). Si tenga presente, però, che la sfera dell'"auctor" e quella dell'"agens" vengono continuamente ad interferire. Fuor di metafora, "in piccioletta barca" sta per "muniti di scarsa cultura".
2.2 desiderosi d'ascoltar, seguiti mostra/nascondi nota pa-2-2 seguiti: avete seguito (cfr. lat. secuti estis).
2.3 dietro al mio legno che cantando varca,

2.4 tornate a riveder li vostri liti:
2.5 non vi mettete in pelago, ché forse,
2.6 perdendo me, rimarreste smarriti.

2.7 L'acqua ch'io prendo già mai non si corse;
2.8 Minerva spira, e conducemi Appollo,
2.9 e nove Muse mi dimostran l'Orse. mostra/nascondi nota pa-2-9 l'Orse: le Orse servono ad orientare la rotta dei naviganti.

2.10 Voialtri pochi che drizzaste il collo
2.11 per tempo al pan de li angeli, del quale mostra/nascondi nota pa-2-11 al pan de li angeli: agli studi teologici.
2.12 vivesi qui ma non sen vien satollo, mostra/nascondi nota pa-2-12 non sen vien satollo: non ci si può saziare, perché la compiuta sazietà del bene è concessa solo ai beati, nel cielo.

2.13 metter potete ben per l'alto sale mostra/nascondi nota pa-2-13 l'alto sale: l'alto mare (cfr. lat. salum).
2.14 vostro navigio, servando mio solco
2.15 dinanzi a l'acqua che ritorna equale. mostra/nascondi nota pa-2-15 dinanzi: prima che la mia scia sia cancellata.

2.16 Que' gloriosi che passaro al Colco mostra/nascondi nota pa-2-16 Que' glorïosi: gli Argonauti, che si recarono nella Colchide e alla conquista del vello d'oro, non si meravigliarono, come farete voi, quando videro il loro capo Giasone trasformarsi in bifolco, aggiogando egli stesso due tori che spiravano fiamme dalle narici, ed arando il terreno per seminarvi i denti del drago, da lui ucciso, da cui nascevano uomini armati (cfr. Ovidio, Metamorfosi, VII, 100 e segg.).
2.17 non s'ammiraron come voi farete,
2.18 quando Iasón vider fatto bifolco. mostra/nascondi nota pa-2-18 Iasòn: cfr. Inf. c. XVIII, n. 86.

2.19 La concreata e perpetua sete mostra/nascondi nota pa-2-19 concreata: innata, connaturata.
2.20 del deiforme regno cen portava
2.21 veloci quasi come 'l ciel vedete. mostra/nascondi nota pa-2-21 come 'l ciel vedete: con la velocità del cielo stellato.

2.22 Beatrice in suso, e io in lei guardava;
2.23 e forse in tanto in quanto un quadrel posa mostra/nascondi nota pa-2-23 un quadrel: una freccia.
2.24 e vola e da la noce si dischiava, mostra/nascondi nota pa-2-24 si dischiava: si schioda, cioè si libera dalla parte della balestra (" la noce "), che tien tesa la corda.

2.25 giunto mi vidi ove mirabil cosa
2.26 mi torse il viso a sé; e però quella
2.27 cui non potea mia cura essere ascosa,

2.28 volta ver' me, sì lieta come bella,
2.29 «Drizza la mente in Dio grata», mi disse,
2.30 «che n'ha congiunti con la prima stella». mostra/nascondi nota pa-2-30 la prima stella: la Luna, il primo dei cieli.

2.31 Parev'a me che nube ne coprisse
2.32 lucida, spessa, solida e pulita,
2.33 quasi adamante che lo sol ferisse. mostra/nascondi nota pa-2-33 quasi adamante: come un diamante colpito dal sole.

2.34 Per entro sé l'etterna margarita mostra/nascondi nota pa-2-34 margarita: perla celeste (cfr. lat. "margarita").
2.35 ne ricevette, com'acqua recepe mostra/nascondi nota pa-2-35 recepe: riceve, accoglie.
2.36 raggio di luce permanendo unita.

2.37 S'io era corpo, e qui non si concepe mostra/nascondi nota pa-2-37 non si concepe: non si concepisce come una dimensione, cioè un corpo esteso nello spazio, tollerò senza disunirsi un altro corpo, cosa che deve pur avvenire, se un corpo si insinua (" repe " = striscia) in un altro.
2.38 com'una dimensione altra patio,
2.39 ch'esser convien se corpo in corpo repe,

2.40 accender ne dovrìa più il disio
2.41 di veder quella essenza in che si vede mostra/nascondi nota pa-2-41 quella essenza: Cristo, in cui si unirono strettamente la natura umana e quella divina.
2.42 come nostra natura e Dio s'unio.

2.43 Lì si vedrà ciò che tenem per fede,
2.44 non dimostrato, ma fia per sé noto
2.45 a guisa del ver primo che l'uom crede. mostra/nascondi nota pa-2-45 ver primo: l'assioma, che l'uomo crede intuitivamente, senza bisogno di dimostrazione (cfr. Purg. c. XVIII, 56):.

2.46 Io rispuosi: «Madonna, sì devoto
2.47 com'esser posso più, ringrazio lui mostra/nascondi nota pa-2-47 lui: colui che mi ha rimosso (" remoto ") dal mondo mortale, cioè Dio.
2.48 lo qual dal mortal mondo m'ha remoto.

2.49 Ma ditemi: che son li segni bui mostra/nascondi nota pa-2-49 li segni bui: le macchie lunari, che, per il loro aspetto, fanno sì che alcuni (" altrui ") sulla terra favoleggino di Caino? (cfr. Inf. c. XX, n. I26).
2.50 di questo corpo, che là giuso in terra
2.51 fan di Cain favoleggiare altrui?».

2.52 Ella sorrise alquanto, e poi «S'elli erra
2.53 l'oppinion», mi disse, «d'i mortali
2.54 dove chiave di senso non diserra, mostra/nascondi nota pa-2-54 chiave di senso: i sensi non possono dischiudere il vero.

2.55 certo non ti dovrien punger li strali
2.56 d'ammirazione omai, poi dietro ai sensi mostra/nascondi nota pa-2-56 poi: poiché.
2.57 vedi che la ragione ha corte l'ali.

2.58 Ma dimmi quel che tu da te ne pensi».
2.59 E io: «Ciò che n'appar qua sù diverso
2.60 credo che fanno i corpi rari e densi». mostra/nascondi nota pa-2-60 i corpi rari e densi: la densità maggiore o minore dei corpi celesti e perciò anche dalla Luna. Tale teoria, che Dante si appresta a confutare, risale ad Averroe, e il poeta stesso l'aveva sostenuta in Conv. II, XIII, 9.

2.61 Ed ella: «Certo assai vedrai sommerso
2.62 nel falso il creder tuo, se bene ascolti
2.63 l'argomentar ch'io li farò avverso.

2.64 La spera ottava vi dimostra molti mostra/nascondi nota pa-2-64 La spera ottava: la sfera, ossia, il cielo delle stelle fisse, vi mostra molte luci che, per la qualità (" quale ") e per la quantità ( " quanto " ) della loro luminosità, si possono osservare come siano di diversi aspetti (" volti ").
2.65 lumi, li quali e nel quale e nel quanto
2.66 notar si posson di diversi volti.

2.67 Se raro e denso ciò facesser tanto,
2.68 una sola virtù sarebbe in tutti, mostra/nascondi nota pa-2-68 una sola virtù: un solo principio, quello della quantità di densità, più o meno distribuita, o uniformemente ("altrettanto" ) distribuita.
2.69 più e men distributa e altrettanto.

2.70 Virtù diverse esser convegnon frutti mostra/nascondi nota pa-2-70 Virtù diverse: influssi diversi, quali son quelli che le stelle rivelano, devono essere prodotti da cause diverse, cioè da " princìpi formali ", indipendenti dal principio materiale, cioè la materia, comune a tutte le stelle. Ma queste cause, secondo il tuo ragionamento ( " a tua ragion " ) sarebbero per conseguenza tutte annullate (" seguiterieno "), tranne una, quella della rarità e della densità della materia.
2.71 di princìpi formali, e quei, for ch'uno,
2.72 seguiterieno a tua ragion distrutti.

2.73 Ancor, se raro fosse di quel bruno mostra/nascondi nota pa-2-73 di quel bruno: di quelle macchie oscure.
2.74 cagion che tu dimandi, o d'oltre in parte mostra/nascondi nota pa-2-74 o d'oltre: o fino alla parte opposta (" oltre ") questo pianeta sarebbe cosi privo della sua materia, fino, cioè ad essere forato, oppure, come il corpo umano distribuisce il grasso e il magro, cosi questo pianeta cambierebbe strati (" carte ") nella sua massa.
2.75 fora di sua materia sì digiuno

2.76 esto pianeto, o, sì come comparte
2.77 lo grasso e 'l magro un corpo, così questo
2.78 nel suo volume cangerebbe carte.

2.79 Se 'l primo fosse, fora manifesto
2.80 ne l'eclissi del sol per trasparere mostra/nascondi nota pa-2-80 per trasparere: per il fatto che il sole tralucerebbe in quegli ipotetici fori, come la sua luce traspare se immessa (" ingesto ") in qualsiasi altro corpo raro di materia.
2.81 lo lume come in altro raro ingesto.

2.82 Questo non è: però è da vedere
2.83 de l'altro; e s'elli avvien ch'io l'altro cassi, mostra/nascondi nota pa-2-83 cassi: confuti, annulli.
2.84 falsificato fia lo tuo parere.

2.85 S'elli è che questo raro non trapassi, mostra/nascondi nota pa-2-85 non trapassi: non arrivi a forare il pianeta.
2.86 esser conviene un termine da onde
2.87 lo suo contrario più passar non lassi; mostra/nascondi nota pa-2-87 lo suo contrario: il denso non lasci più passare il raro, cioè il pieno non ammette oltre il vuoto.

2.88 e indi l'altrui raggio si rifonde mostra/nascondi nota pa-2-88 indi: da quel punto.
2.89 così come color torna per vetro mostra/nascondi nota pa-2-89 per vetro: da uno specchio che è formato da una lastra di vetro, coperta da una lamina di piombo.
2.90 lo qual di retro a sé piombo nasconde.

2.91 Or dirai tu ch'el si dimostra tetro mostra/nascondi nota pa-2-91 tetro: buio, oscuro.
2.92 ivi lo raggio più che in altre parti,
2.93 per esser lì refratto più a retro.

2.94 Da questa instanza può deliberarti mostra/nascondi nota pa-2-94 instanza: dubbio.
2.95 esperienza, se già mai la provi,
2.96 ch'esser suol fonte ai rivi di vostr'arti. mostra/nascondi nota pa-2-96 fonte ai rivi: l'ideale sorgente donde prendono vita le arti e le scienze umane.

2.97 Tre specchi prenderai; e i due rimovi
2.98 da te d'un modo, e l'altro, più rimosso, mostra/nascondi nota pa-2-98 più rimosso: più lontano degli altri due, rifletta la luce al tuo sguardo (" li occhi tuoi ritrovi ").
2.99 tr'ambo li primi li occhi tuoi ritrovi.

2.100 Rivolto ad essi, fa che dopo il dosso mostra/nascondi nota pa-2-100 dopo il dosso: dietro le spalle.
2.101 ti stea un lume che i tre specchi accenda
2.102 e torni a te da tutti ripercosso.

2.103 Ben che nel quanto tanto non si stenda mostra/nascondi nota pa-2-103 nel quanto: nella quantità di luce ed anche nella grandezza dell'immagine.
2.104 la vista più lontana, lì vedrai mostra/nascondi nota pa-2-104 la vista: lo specchio, o per meglio dire l'immagine riflessa.
2.105 come convien ch'igualmente risplenda.

2.106 Or, come ai colpi de li caldi rai
2.107 de la neve riman nudo il suggetto mostra/nascondi nota pa-2-107 il suggetto: ciò che vi è sotto.
2.108 e dal colore e dal freddo primai,

2.109 così rimaso te ne l'intelletto
2.110 voglio informar di luce sì vivace,
2.111 che ti tremolerà nel suo aspetto. mostra/nascondi nota pa-2-111 che ti tremolerà: l'ondeggiare della fiamma ne dimostra la vivacità e la vitalità.

2.112 Dentro dal ciel de la divina pace mostra/nascondi nota pa-2-112 ciel de le divina pace: il cielo Empireo.
2.113 si gira un corpo ne la cui virtute mostra/nascondi nota pa-2-113 un corpo: il Primo Mobile, nella cui potenza animatrice risiede (" giace ") l'esistenza (" l'esser ") di tutto ciò che in esso è contenuto ("contento").
2.114 l'esser di tutto suo contento giace.

2.115 Lo ciel seguente, c'ha tante vedute, mostra/nascondi nota pa-2-115 Lo ciel seguente: il cielo stellato, che ha tante stelle simili ad occhi (" vedute "), distribuisce quella virtù (" esser ") nelle diverse sostanze (" essenze ") da esso contenute, per quanto differenti ( " distratte " ).
2.116 quell'esser parte per diverse essenze,
2.117 da lui distratte e da lui contenute.

2.118 Li altri giron per varie differenze mostra/nascondi nota pa-2-118 Li altri giron: gli altri cieli inferiori, in differenti modi, dispongono le distinte essenze che in sè contengono, secondo i loro fini e per produrre quei germi di vita ( " semenze " ), dai quali derivano gli esseri della terra.
2.119 le distinzion che dentro da sé hanno
2.120 dispongono a lor fini e lor semenze.

2.121 Questi organi del mondo così vanno, mostra/nascondi nota pa-2-121 organi del mondo: i cieli sono organi del corpo dell'universo, e ricevono influenze, ciascuno da quello superiore, per trasmetterle a quello inferiore.
2.122 come tu vedi omai, di grado in grado,
2.123 che di sù prendono e di sotto fanno.

2.124 Riguarda bene omai sì com'io vado
2.125 per questo loco al vero che disiri,
2.126 sì che poi sappi sol tener lo guado. mostra/nascondi nota pa-2-126 sol tener lo guado: percorrere da solo il resto del cammino.

2.127 Lo moto e la virtù d'i santi giri,
2.128 come dal fabbro l'arte del martello,
2.129 da' beati motor convien che spiri; mostra/nascondi nota pa-2-129 da' beati motor: dagli Angeli, o intelligenze motrici.

2.130 e 'l ciel cui tanti lumi fanno bello, mostra/nascondi nota pa-2-130 e 'l ciel: e il cielo stellato.
2.131 de la mente profonda che lui volve mostra/nascondi nota pa-2-131 de la mente profonda: dalla mente dei Cherubini che sono le sue Intelligenze motrici.
2.132 prende l'image e fassene suggello.

2.133 E come l'alma dentro a vostra polve
2.134 per differenti membra e conformate
2.135 a diverse potenze si risolve, mostra/nascondi nota pa-2-135 a diverse potenze: serve (" si risolve " ) a diverse facoltà, quali quella della vista, dell'udito, ecc.

2.136 così l'intelligenza sua bontate
2.137 multiplicata per le stelle spiega,
2.138 girando sé sovra sua unitate. mostra/nascondi nota pa-2-138 girando: pur girando col cielo, conserva la sua unità.

2.139 Virtù diversa fa diversa lega mostra/nascondi nota pa-2-139 Virtù diversa: la virtù ordinativa, che varia dall'una all'altra delle Intelligenze motrici, forma un diverso amalgama (" lega ") secondo l'astro (" prezïoso corpo ") al quale infonde vita razionale ( " avviva " ).
2.140 col prezioso corpo ch'ella avviva,
2.141 nel qual, sì come vita in voi, si lega.

2.142 Per la natura lieta onde deriva, mostra/nascondi nota pa-2-142 lieta: perché procede da "lieto fattore" (cfr. Purg. c. XVI, 89).
2.143 la virtù mista per lo corpo luce
2.144 come letizia per pupilla viva.

2.145 Da essa vien ciò che da luce a luce mostra/nascondi nota pa-2-145 Da essa: dalla virtù dell'angelo e del cielo deriva la causa della differenza che appese tra stella e stella, e perciò anche la causa delle macchie lunari.
2.146 par differente, non da denso e raro;
2.147 essa è formal principio che produce,

2.148 conforme a sua bontà, lo turbo e 'l chiaro». mostra/nascondi nota pa-2-148 lo turbo e 'l chiaro: l'oscuro e il luminoso.




rimbomba là sovra San Benedetto | de l'Alpe per cadere ad una scesa | ove dovea per mille esser recetto;   •   Inferno, Canto 16, Verso 102

© 2009-2014   •   Divina Commedia