Paradiso : Canto 18

18.1 Già si godeva solo del suo verbo mostra/nascondi nota pa-18-1 verbo: "L'intimo concetto della mente dicesi verbo " (San Tommaso, cfr. "Summa Theol", I, 34, 1).
18.2 quello specchio beato, e io gustava
18.3 lo mio, temprando col dolce l'acerbo; mostra/nascondi nota pa-18-3 col dolce l'acerbo: con la promessa della fama l'amarezza della predizione.

18.4 e quella donna ch'a Dio mi menava
18.5 disse: «Muta pensier; pensa ch'i' sono
18.6 presso a colui ch'ogne torto disgrava». mostra/nascondi nota pa-18-6 disgrava: allevia il peso di ogni ingiustizia.

18.7 Io mi rivolsi a l'amoroso suono
18.8 del mio conforto; e qual io allor vidi
18.9 ne li occhi santi amor, qui l'abbandono: mostra/nascondi nota pa-18-9 l'abbandono: l'ometto, lo tralascio.

18.10 non perch'io pur del mio parlar diffidi,
18.11 ma per la mente che non può redire mostra/nascondi nota pa-18-11 per la mente: per la memoria che non può tornare indietro.
18.12 sovra sé tanto, s'altri non la guidi.

18.13 Tanto poss'io di quel punto ridire,
18.14 che, rimirando lei, lo mio affetto
18.15 libero fu da ogne altro disire,

18.16 fin che 'l piacere etterno, che diretto mostra/nascondi nota pa-18-16 'l piacere: l'aspetto divino che raggia di eterna luce.
18.17 raggiava in Beatrice, dal bel viso
18.18 mi contentava col secondo aspetto.

18.19 Vincendo me col lume d'un sorriso,
18.20 ella mi disse: «Volgiti e ascolta;
18.21 ché non pur ne' miei occhi è paradiso».

18.22 Come si vede qui alcuna volta
18.23 l'affetto ne la vista, s'elli è tanto, mostra/nascondi nota pa-18-23 ne la vista: nell'espressione degli occhi, quando sia così intensa da rapire completamente l'anima.
18.24 che da lui sia tutta l'anima tolta,

18.25 così nel fiammeggiar del folgór santo, mostra/nascondi nota pa-18-25 folgòr santo: Cacciaguida, che accenna a parlare ancora.
18.26 a ch'io mi volsi, conobbi la voglia
18.27 in lui di ragionarmi ancora alquanto.

18.28 El cominciò: «In questa quinta soglia mostra/nascondi nota pa-18-28 quinta soglia: il quinto cielo, quello di Marte.
18.29 de l'albero che vive de la cima
18.30 e frutta sempre e mai non perde foglia,

18.31 spiriti son beati, che giù, prima
18.32 che venissero al ciel, fuor di gran voce,
18.33 sì ch'ogne musa ne sarebbe opima. mostra/nascondi nota pa-18-33 sì ch'ogne musa: sì che ogni musa ne sarebbe ricca d'ispirazione.

18.34 Però mira ne' corni de la croce:
18.35 quello ch'io nomerò, lì farà l'atto mostra/nascondi nota pa-18-35 l'atto: il lampeggiare della folgore.
18.36 che fa in nube il suo foco veloce».

18.37 Io vidi per la croce un lume tratto
18.38 dal nomar Iosuè, com'el si feo; mostra/nascondi nota pa-18-38 Iosuè: condottiero ebreo, successe a Mosè e conquistò la terra promessa.
18.39 né mi fu noto il dir prima che 'l fatto.

18.40 E al nome de l'alto Macabeo mostra/nascondi nota pa-18-40 Macabeo: Giuda Maccabeo liberò gli Ebrei dal giogo del re di Siria, Antioco Epifane.
18.41 vidi moversi un altro roteando,
18.42 e letizia era ferza del paleo. mostra/nascondi nota pa-18-42 e letizia: e la letizia moveva quell'anima, come la corda (" ferza ") fa muovere la trottola (" paleo ").

18.43 Così per Carlo Magno e per Orlando mostra/nascondi nota pa-18-43 Carlo Magno: il famoso re dei Franchi (742-814), restauratore dell'idea imperiale, col Sacro Romano Impero, e campione della fede contro Longobardi e Saraceni. Orlando: è il nipote di Carlo Magno, uno dei suoi più celebri paladini.
18.44 due ne seguì lo mio attento sguardo,
18.45 com'occhio segue suo falcon volando.

18.46 Poscia trasse Guiglielmo e Rinoardo mostra/nascondi nota pa-18-46 Guiglielmo…: è il duca d'Orange; combatté contro i Saraceni, tra i quali riuscì a convertire Rainouart, cui diede in moglie una sua figliola. Morì monaco nell'812. Gottifredi è Goffredo di Buglione, condottiero della prima Crociata, morto re di Gerusalemme nel 1100. Roberto, detto il Guiscardo, duca di Puglia e di Calabria, figliodi Tancredi d'Altavilla, combatté con successo i Saraceni e i Bizantini. Morì nel 1085.
18.47 e 'l duca Gottifredi la mia vista
18.48 per quella croce, e Ruberto Guiscardo.

18.49 Indi, tra l'altre luci mota e mista, mostra/nascondi nota pa-18-49 mota e mista: essendosi spostata e unita alle altre, l'anima di Cacciaguida (" che m'avea… ") mi mostrò quanta e quale fosse la sua beatitudine, nel coro dei beati.
18.50 mostrommi l'alma che m'avea parlato
18.51 qual era tra i cantor del cielo artista.

18.52 Io mi rivolsi dal mio destro lato
18.53 per vedere in Beatrice il mio dovere, mostra/nascondi nota pa-18-53 il mio dovere: cosa fare.
18.54 o per parlare o per atto, segnato;

18.55 e vidi le sue luci tanto mere,
18.56 tanto gioconde, che la sua sembianza
18.57 vinceva li altri e l'ultimo solere. mostra/nascondi nota pa-18-57 l'ultimo solere: l'ultimo atteggiamento e gli altri in cui era solita apparire. Solere è sostantivo.

18.58 E come, per sentir più dilettanza
18.59 bene operando, l'uom di giorno in giorno
18.60 s'accorge che la sua virtute avanza,

18.61 sì m'accors'io che 'l mio girare intorno
18.62 col cielo insieme avea cresciuto l'arco, mostra/nascondi nota pa-18-62 avea cresciuto l'arco: aveva acquistato un più ampio volgere. E' salito, cioè, ad un cielo superiore, quello di Giove.
18.63 veggendo quel miracol più addorno.

18.64 E qual è 'l trasmutare in picciol varco mostra/nascondi nota pa-18-64 'l trasmutare: il mutamento, in breve spazio di tempo, sul volto di una donna che dal rossore, causato da vergogna, torna ad assumere il normale incarnato.
18.65 di tempo in bianca donna, quando 'l volto
18.66 suo si discarchi di vergogna il carco,

18.67 tal fu ne li occhi miei, quando fui vòlto,
18.68 per lo candor de la temprata stella mostra/nascondi nota pa-18-68 temprata stella sesta: il cielo di Giove, il sesto, è più chiaro e luminoso del " roggio " Marte.
18.69 sesta, che dentro a sé m'avea ricolto.

18.70 Io vidi in quella giovial facella
18.71 lo sfavillar de l'amor che lì era,
18.72 segnare a li occhi miei nostra favella. mostra/nascondi nota pa-18-72 segnare: disporsi come i segni, le lettere della nostra lingua.

18.73 E come augelli surti di rivera,
18.74 quasi congratulando a lor pasture, mostra/nascondi nota pa-18-74 congratulando: lieti di essersi pasciuti.
18.75 fanno di sé or tonda or altra schiera,

18.76 sì dentro ai lumi sante creature
18.77 volitando cantavano, e faciensi
18.78 or D, or I, or L in sue figure.

18.79 Prima, cantando, a sua nota moviensi; mostra/nascondi nota pa-18-79 a sua nota: secondo l'andamento del canto.
18.80 poi, diventando l'un di questi segni,
18.81 un poco s'arrestavano e taciensi.

18.82 O diva Pegasea che li 'ngegni mostra/nascondi nota pa-18-82 diva Pegasea: la Musa, così detta dal fonte Pegaseo sull'Elicona, scaturito in seguito a un calcio di Pegaso, il cavallo di Perseo.
18.83 fai gloriosi e rendili longevi,
18.84 ed essi teco le cittadi e ' regni, mostra/nascondi nota pa-18-84 ed essi teco: ed essi ingegni, col tuo favore ( " teco " ), rendono gloriose ed immortali le città e i regni.

18.85 illustrami di te, sì ch'io rilevi
18.86 le lor figure com'io l'ho concette:
18.87 paia tua possa in questi versi brevi!

18.88 Mostrarsi dunque in cinque volte sette mostra/nascondi nota pa-18-88 cinque volte sette: trentacinque tra vocali e consonanti.
18.89 vocali e consonanti; e io notai
18.90 le parti sì, come mi parver dette.

18.91 "DILIGITE IUSTITIAM", primai mostra/nascondi nota pa-18-91 primai: primi, sezzai: ultimi. Diligite, ecc. sono le parole con le quali comincia il libro della "Sapienza", attribuito a Salomone: "Amate la giustizia, voi che giudicate la terra".
18.92 fur verbo e nome di tutto 'l dipinto;
18.93 "QUI IUDICATIS TERRAM", fur sezzai.

18.94 Poscia ne l'emme del vocabol quinto
18.95 rimasero ordinate; sì che Giove
18.96 pareva argento lì d'oro distinto. mostra/nascondi nota pa-18-96 distinto: segnato da una lettera d'oro.

18.97 E vidi scendere altre luci dove
18.98 era il colmo de l'emme, e lì quetarsi mostra/nascondi nota pa-18-98 il colmo de l'emme: la parte superiore della lettera, che deve essere maiuscola gotica, quale è nella scrittura epigrafica; così che non presenta gli angoli del carattere latino.
18.99 cantando, credo, il ben ch'a sé le move.

18.100 Poi, come nel percuoter d'i ciocchi arsi
18.101 surgono innumerabili faville,
18.102 onde li stolti sogliono agurarsi, mostra/nascondi nota pa-18-102 onde li stolti: da cui il volgo trae pronostici.

18.103 resurger parver quindi più di mille
18.104 luci e salir, qual assai e qual poco,
18.105 sì come 'l sol che l'accende sortille;

18.106 e quietata ciascuna in suo loco,
18.107 la testa e 'l collo d'un'aguglia vidi mostra/nascondi nota pa-18-107 la testa e 'l collo: la parte superiore di un'aquila. Ciò è comprensibile, considerando la forma della M epigrafica.
18.108 rappresentare a quel distinto foco.

18.109 Quei che dipinge lì, non ha chi 'l guidi;
18.110 ma esso guida, e da lui si rammenta
18.111 quella virtù ch'è forma per li nidi.

18.112 L'altra beatitudo, che contenta mostra/nascondi nota pa-18-112 L'altra beatitudo: l'altra schiera di beati, scesa a sormontare la M (v.97), conferendole l'aspetto di un giglio.
18.113 pareva prima d'ingigliarsi a l'emme,
18.114 con poco moto seguitò la 'mprenta. mostra/nascondi nota pa-18-114 con poco moto: con brevi spostamenti, assecondò la figura dell'aquila (" la 'mprenta " ).

18.115 O dolce stella, quali e quante gemme
18.116 mi dimostraro che nostra giustizia
18.117 effetto sia del ciel che tu ingemme!

18.118 Per ch'io prego la mente in che s'inizia mostra/nascondi nota pa-18-118 la mente: Dio.
18.119 tuo moto e tua virtute, che rimiri
18.120 ond'esce il fummo che 'l tuo raggio vizia; mostra/nascondi nota pa-18-120 il fummo: l'influsso che offusca il tuo raggio.

18.121 sì ch'un'altra fiata omai s'adiri mostra/nascondi nota pa-18-121 un'altra fiata: come quando Cristo scacciò i mercanti dal tempio di Gerusalemme, è ormai tempo di cacciare i simoniaci dalla Chiesa, tempio che fu costruito coi miracoli (" segni ") e coi martìri.
18.122 del comperare e vender dentro al templo
18.123 che si murò di segni e di martìri.

18.124 O milizia del ciel cu' io contemplo,
18.125 adora per color che sono in terra
18.126 tutti sviati dietro al malo essemplo!

18.127 Già si solea con le spade far guerra;
18.128 ma or si fa togliendo or qui or quivi mostra/nascondi nota pa-18-128 togliendo… lo pan : interdicendo l'accostarsi al pane eucaristico, mediante la scomunica.
18.129 lo pan che 'l pio Padre a nessun serra.

18.130 Ma tu che sol per cancellare scrivi, mostra/nascondi nota pa-18-130 Ma tu: si rivolge a papa Giovanni XXII, papa dal 1316 al 1334, quindi regnante al tempo in cui furono scritti questi versi, famoso per il costume di scrivere bolle di scomunica, e di cancellarle poi dietro compenso in denaro.
18.131 pensa che Pietro e Paulo, che moriro
18.132 per la vigna che guasti, ancor son vivi.

18.133 Ben puoi tu dire: «I' ho fermo 'l disiro
18.134 sì a colui che volle viver solo mostra/nascondi nota pa-18-134 a colui: a San Giovanni Battista, vissuto nel deserto e morto decollato, per un capriccio della danzatrice, figlia di Erodiade, che ne aveva chiesto la testa, come compenso per la danza (" per salti ") eseguita davanti ad Erode. L'immagine di San Giovanni era impressa sul fiorino fiorentino, moneta di cui Giovanni XXII era particolarmente avido, tanto che, come narra G. Villani, alla sua morte ne lasciò venticinque milioni.
18.135 e che per salti fu tratto al martiro,

18.136 ch'io non conosco il pescator né Polo». mostra/nascondi nota pa-18-136 il pescator: San Pietro; Polo è San Paolo.




Procaccia pur che tosto sieno spente, | come son già le due, le cinque piaghe, | che si richiudon per esser dolente».   •   Purgatorio, Canto 15, Verso 80

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