Paradiso : Canto 17

17.1 Qual venne a Climené, per accertarsi mostra/nascondi nota pa-17-1 Qual: con la stessa disposizione di animo con la quale Fetonte, per la cui imprudenza ancor oggi i padri sono poco inclini (" scarsi ") ad assecondare i figli, si rivolse alla madre Climene per sapere la verità su quanto aveva udito da Epafo contro di sè, poiché quello sosteneva che lui, Fetonte, non era figlio d'Apollo, con quella disposizione….
17.2 di ciò ch'avea incontro a sé udito,
17.3 quei ch'ancor fa li padri ai figli scarsi;

17.4 tal era io, e tal era sentito
17.5 e da Beatrice e da la santa lampa
17.6 che pria per me avea mutato sito.

17.7 Per che mia donna «Manda fuor la vampa
17.8 del tuo disio», mi disse, «sì ch'ella esca
17.9 segnata bene de la interna stampa;

17.10 non perché nostra conoscenza cresca mostra/nascondi nota pa-17-10 non perché…: i beati vedono e sanno tutto, riflesso nella mente di Dio.
17.11 per tuo parlare, ma perché t'ausi mostra/nascondi nota pa-17-11 t'ausi: ti abitui.
17.12 a dir la sete, sì che l'uom ti mesca». mostra/nascondi nota pa-17-12 l'uom: ha valore impersonale, come spesso altrove.

17.13 «O cara piota mia che sì t'insusi, mostra/nascondi nota pa-17-13 piota: pianta, che così ti elevi (" t'insusi " ), quindi capostipite.
17.14 che, come veggion le terrene menti
17.15 non capere in triangol due ottusi, mostra/nascondi nota pa-17-15 non capere: non esser possibile che in un triangolo due angoli siano ottusi. E' una verità evidente.

17.16 così vedi le cose contingenti
17.17 anzi che sieno in sé, mirando il punto mostra/nascondi nota pa-17-17 il punto: Dio.
17.18 a cui tutti li tempi son presenti;

17.19 mentre ch'io era a Virgilio congiunto
17.20 su per lo monte che l'anime cura
17.21 e discendendo nel mondo defunto,

17.22 dette mi fuor di mia vita futura
17.23 parole gravi, avvegna ch'io mi senta
17.24 ben tetragono ai colpi di ventura; mostra/nascondi nota pa-17-24 tetragono: capace di resistere, saldo.

17.25 per che la voglia mia saria contenta
17.26 d'intender qual fortuna mi s'appressa;
17.27 ché saetta previsa vien più lenta». mostra/nascondi nota pa-17-27 previsa: preveduta, non improvvisa.

17.28 Così diss'io a quella luce stessa
17.29 che pria m'avea parlato; e come volle
17.30 Beatrice, fu la mia voglia confessa.

17.31 Né per ambage, in che la gente folle mostra/nascondi nota pa-17-31 ambage: tortuose e ambigue perifrasi (cfr. lat. "ambages") quali erano le formule degli oracoli dei pagani (" la gente folle ").
17.32 già s'inviscava pria che fosse anciso
17.33 l'Agnel di Dio che le peccata tolle,

17.34 ma per chiare parole e con preciso
17.35 latin rispuose quello amor paterno, mostra/nascondi nota pa-17-35 latin: linguaggio (cfr. c. X, 120).
17.36 chiuso e parvente del suo proprio riso:

17.37 «La contingenza, che fuor del quaderno mostra/nascondi nota pa-17-37 La contingenza: l'insieme delle cose contingenti, che possono accadere oppure no, che non si estende fuori del vostro mondo materiale (" vostra matera ").
17.38 de la vostra matera non si stende,
17.39 tutta è dipinta nel cospetto etterno:

17.40 necessità però quindi non prende mostra/nascondi nota pa-17-40 necessità: le azioni umane non assumono carattere di necessità, per il fatto che sono presenti all'occhio di Dio; così una nave che discende la corrente di un fiume, non prende il movimento dall'occhio di chi dalla riva la guardi navigare.
17.41 se non come dal viso in che si specchia
17.42 nave che per torrente giù discende.

17.43 Da indi, sì come viene ad orecchia mostra/nascondi nota pa-17-43 Da indi: dall'occhio di Dio ("cospetto etterno", v. 39).
17.44 dolce armonia da organo, mi viene
17.45 a vista il tempo che ti s'apparecchia.

17.46 Qual si partio Ipolito d'Atene mostra/nascondi nota pa-17-46 Ipolito: Ippolito, figlio di Teseo, respinse sdegnosamente le illecite profferte della matrigna Fedra, la quale, per vendetta, lo accusò di violenza ai suoi danni. Senza colpa, dunque. Ippolito fu scacciato dal padre, come senza colpa sarà esiliato Dante.
17.47 per la spietata e perfida noverca,
17.48 tal di Fiorenza partir ti convene.

17.49 Questo si vuole e questo già si cerca,
17.50 e tosto verrà fatto a chi ciò pensa
17.51 là dove Cristo tutto dì si merca. mostra/nascondi nota pa-17-51 là dove Cristo: nella Curia romana. Il pontefice (" chi ciò pensa ") è Bonifacio VIII, già da Dante accusato di simonia (cfr. Inf. c. XIX, 52 e segg.).

17.52 La colpa seguirà la parte offensa mostra/nascondi nota pa-17-52 seguirà… in grido: verrà attribuita per fama alla parte colpita.
17.53 in grido, come suol; ma la vendetta
17.54 fia testimonio al ver che la dispensa. mostra/nascondi nota pa-17-54 che la dispensa: che assegna tale giusta punizione ( " vendetta ").

17.55 Tu lascerai ogne cosa diletta
17.56 più caramente; e questo è quello strale
17.57 che l'arco de lo essilio pria saetta.

17.58 Tu proverai sì come sa di sale mostra/nascondi nota pa-17-58 Tu proverai…: è uno dei più famosi passi del poema, messo in risalto anche dall'uso dell'"enjambenent". Da notare il probabile doppio senso da attribuire al "sa di sale" del v.58: allegoricamente, starà per "duramente guadagnato"; ma non si dimentichi che il pane veronese doveva essere realmente salato per il palato di un fiorentino, abituato al pane toscano che, come è noto, è assai carente di sale.
17.59 lo pane altrui, e come è duro calle
17.60 lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.

17.61 E quel che più ti graverà le spalle,
17.62 sarà la compagnia malvagia e scempia mostra/nascondi nota pa-17-62 la compagnia: i compagni d'esilio, malvagi e dissennati.
17.63 con la qual tu cadrai in questa valle;

17.64 che tutta ingrata, tutta matta ed empia
17.65 si farà contr'a te; ma, poco appresso,
17.66 ella, non tu, n'avrà rossa la tempia. mostra/nascondi nota pa-17-66 rossa la tempia: intrisa di sangue. Forse allude alla sconfitta della Lastra (20 luglio 1304); ad ogni modo " storia di sangue ell'è senza dubbio " (Del Lungo).

17.67 Di sua bestialitate il suo processo mostra/nascondi nota pa-17-67 il suo processo: il suo modo di procedere.
17.68 farà la prova; sì ch'a te fia bello
17.69 averti fatta parte per te stesso.

17.70 Lo primo tuo refugio e 'l primo ostello
17.71 sarà la cortesia del gran Lombardo mostra/nascondi nota pa-17-71 gran Lombardo: Bartolomeo della Scala, presso il quale Dante dovette soggiornare fra il 1303 e il 1304; sulla cui insegna, oltre alla scala degli Scaligeri, c'era l'aquila imperiale (" santo uccello ", cfr. c. VI, 4).
17.72 che 'n su la scala porta il santo uccello;

17.73 ch'in te avrà sì benigno riguardo,
17.74 che del fare e del chieder, tra voi due,
17.75 fia primo quel che tra li altri è più tardo. mostra/nascondi nota pa-17-75 quel che…è più tardo: quello che, di solito, è più lento, cioè chi offre a colui che chiede. Qui, lo Scaligero.

17.76 Con lui vedrai colui che 'mpresso fue, mostra/nascondi nota pa-17-76 colui: Cangrande I della Scala, fratello minore di Bartolomeo e di Alboino, al quale successe nella signoria di Verona, che tenne dal 1312 fino alla morte (1329). Dante fu alla sua corte per lunghi periodi, anche durante il soggiorno ravennate.
17.77 nascendo, sì da questa stella forte,
17.78 che notabili fier l'opere sue.

17.79 Non se ne son le genti ancora accorte
17.80 per la novella età, ché pur nove anni mostra/nascondi nota pa-17-80 pur nove anni: Cangrande, infatti, era nato il 9 marzo 1291.
17.81 son queste rote intorno di lui torte;

17.82 ma pria che 'l Guasco l'alto Arrigo inganni, mostra/nascondi nota pa-17-82 ma pria che 'l Guasco: ma prima che Clemente V (papa Guascone, cfr. Inf. c. XIX, n. 83) inganni con la sua doppiezza l'imperatore Arrigo VII.
17.83 parran faville de la sua virtute mostra/nascondi nota pa-17-83 parran: saranno manifeste.
17.84 in non curar d'argento né d'affanni.

17.85 Le sue magnificenze conosciute
17.86 saranno ancora, sì che ' suoi nemici
17.87 non ne potran tener le lingue mute.

17.88 A lui t'aspetta e a' suoi benefici; mostra/nascondi nota pa-17-88 t'aspetta: affidati (cfr. Purg. c. XVIII, 47).
17.89 per lui fia trasmutata molta gente,
17.90 cambiando condizion ricchi e mendici;

17.91 e portera'ne scritto ne la mente
17.92 di lui, e nol dirai»; e disse cose
17.93 incredibili a quei che fier presente. mostra/nascondi nota pa-17-93 a quei: perfino a quelli che saranno presenti, ai contemporanei.

17.94 Poi giunse: «Figlio, queste son le chiose mostra/nascondi nota pa-17-94 le chiose: la spiegazione.
17.95 di quel che ti fu detto; ecco le 'nsidie
17.96 che dietro a pochi giri son nascose. mostra/nascondi nota pa-17-96 pochi giri: poche rivoluzioni solari, cioè anni.

17.97 Non vo' però ch'a' tuoi vicini invidie, mostra/nascondi nota pa-17-97 tuoi vicini: i concittadini.
17.98 poscia che s'infutura la tua vita
17.99 vie più là che 'l punir di lor perfidie». mostra/nascondi nota pa-17-99 vie più là…: assai più in là del tempo in cui saranno punite le loro colpe.

17.100 Poi che, tacendo, si mostrò spedita mostra/nascondi nota pa-17-100 spedita: libera dal rispondere.
17.101 l'anima santa di metter la trama
17.102 in quella tela ch'io le porsi ordita,

17.103 io cominciai, come colui che brama,
17.104 dubitando, consiglio da persona
17.105 che vede e vuol dirittamente e ama:

17.106 «Ben veggio, padre mio, sì come sprona
17.107 lo tempo verso me, per colpo darmi
17.108 tal, ch'è più grave a chi più s'abbandona;

17.109 per che di provedenza è buon ch'io m'armi,
17.110 sì che, se loco m'è tolto più caro,
17.111 io non perdessi li altri per miei carmi. mostra/nascondi nota pa-17-111 io non perdessi: gli altri luoghi di rifugio, per colpa del poema che scriverò.

17.112 Giù per lo mondo sanza fine amaro,
17.113 e per lo monte del cui bel cacume mostra/nascondi nota pa-17-113 cacume: cima. E' il Paradiso Terrestre.
17.114 li occhi de la mia donna mi levaro,

17.115 e poscia per lo ciel, di lume in lume,
17.116 ho io appreso quel che s'io ridico,
17.117 a molti fia sapor di forte agrume; mostra/nascondi nota pa-17-117 agrume: cosa molto sgradita.

17.118 e s'io al vero son timido amico,
17.119 temo di perder viver tra coloro mostra/nascondi nota pa-17-119 tra coloro: tra i posteri, che chiameranno antico questo tempo.
17.120 che questo tempo chiameranno antico».

17.121 La luce in che rideva il mio tesoro
17.122 ch'io trovai lì, si fé prima corusca, mostra/nascondi nota pa-17-122 corusca : scintillante.
17.123 quale a raggio di sole specchio d'oro;

17.124 indi rispuose: «Coscienza fusca mostra/nascondi nota pa-17-124 fusca: offuscata.
17.125 o de la propria o de l'altrui vergogna
17.126 pur sentirà la tua parola brusca.

17.127 Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
17.128 tutta tua vision fa manifesta;
17.129 e lascia pur grattar dov'è la rogna. mostra/nascondi nota pa-17-129 e lascia: e lascia che chi ha agito male ne subisca le conseguenze.

17.130 Ché se la voce tua sarà molesta
17.131 nel primo gusto, vital nodrimento
17.132 lascerà poi, quando sarà digesta.

17.133 Questo tuo grido farà come vento,
17.134 che le più alte cime più percuote;
17.135 e ciò non fa d'onor poco argomento. mostra/nascondi nota pa-17-135 e ciò: il coraggio di dire tutta la verità costituisce non piccolo argomento d'onore.

17.136 Però ti son mostrate in queste rote,
17.137 nel monte e ne la valle dolorosa
17.138 pur l'anime che son di fama note, mostra/nascondi nota pa-17-138 pur: soltanto le anime di celebri personaggi.

17.139 che l'animo di quel ch'ode, non posa mostra/nascondi nota pa-17-139 non posa: non trova una base di fede, né la ribadisce in virtù d'un esempio che abbia (" aia ") protagonisti sconosciuti, né di altro argomento che non appaia manifesto.
17.140 né ferma fede per essempro ch'aia
17.141 la sua radice incognita e ascosa,

17.142 né per altro argomento che non paia».




Io era lasso, quando cominciai: | «O dolce padre, volgiti, e rimira | com'io rimango sol, se non restai».   •   Purgatorio, Canto 4, Verso 44

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