Paradiso : Canto 15

15.1 Benigna volontade in che si liqua mostra/nascondi nota pa-15-1 si liqua: si manifesta (cfr. lat. "liquet").
15.2 sempre l'amor che drittamente spira,
15.3 come cupidità fa ne la iniqua, mostra/nascondi nota pa-15-3 ne la iniqua: nella volontà di far male.

15.4 silenzio puose a quella dolce lira,
15.5 e fece quietar le sante corde
15.6 che la destra del cielo allenta e tira. mostra/nascondi nota pa-15-6 la destra del cielo: la mano divina, Dio stesso.

15.7 Come saranno a' giusti preghi sorde
15.8 quelle sustanze che, per darmi voglia
15.9 ch'io le pregassi, a tacer fur concorde?

15.10 Bene è che sanza termine si doglia
15.11 chi, per amor di cosa che non duri,
15.12 etternalmente quello amor si spoglia.

15.13 Quale per li seren tranquilli e puri
15.14 discorre ad ora ad or sùbito foco, mostra/nascondi nota pa-15-14 discorre: trascorre velocemente da un punto all'altro l'improvviso accendersi di una stella cadente.
15.15 movendo li occhi che stavan sicuri,

15.16 e pare stella che tramuti loco,
15.17 se non che da la parte ond'e' s'accende
15.18 nulla sen perde, ed esso dura poco: mostra/nascondi nota pa-15-18 nulla sen perde: non viene a diminuire il numero delle stelle ed il bagliore è quasi istantaneo (" dura poco ").

15.19 tale dal corno che 'n destro si stende
15.20 a piè di quella croce corse un astro
15.21 de la costellazion che lì resplende;

15.22 né si partì la gemma dal suo nastro, mostra/nascondi nota pa-15-22 nastro: la croce somiglia ad una striscia di tessuto sul quale solitamente, si fissavano le gemme.
15.23 ma per la lista radial trascorse, mostra/nascondi nota pa-15-23 lista radial: il braccio orizzontale della croce.
15.24 che parve foco dietro ad alabastro.

15.25 Sì pia l'ombra d'Anchise si porse,
15.26 se fede merta nostra maggior musa, mostra/nascondi nota pa-15-26 nostra maggior musa: Virgilio, che narra dell'incontro tra Anchise e il figlio Enea nei Campi Elisi (cfr. En. VI, 684 e segg.). Dante, che nel viaggio oltremondano è stato preceduto da Enea (cfr. Inf. c. II, 13 e segg.), riconosce in quest'incontro con l'avo Cacciaguida una situazione analoga a quella dell'incontro tra Anchise e il figlio.
15.27 quando in Eliso del figlio s'accorse.

15.28 «O sanguis meus, o superinfusa mostra/nascondi nota pa-15-28 O sanguis meus: "O sangue mio, o sovrabbondante grazia di Dio, a chi mai, come a te, fu dischiusa due volte la porta del cielo?". L'intera terzina è in un latino intessuto di memorie virgiliane e bibliche.
15.29 gratia Dei, sicut tibi cui
15.30 bis unquam celi ianua reclusa?».

15.31 Così quel lume: ond'io m'attesi a lui;
15.32 poscia rivolsi a la mia donna il viso,
15.33 e quinci e quindi stupefatto fui;

15.34 ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso
15.35 tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo
15.36 de la mia gloria e del mio paradiso.

15.37 Indi, a udire e a veder giocondo,
15.38 giunse lo spirto al suo principio cose, mostra/nascondi nota pa-15-38 giunse: aggiunse.
15.39 ch'io non lo 'ntesi, sì parlò profondo;

15.40 né per elezion mi si nascose, mostra/nascondi nota pa-15-40 per elezion: di proposito rese oscuro il senso delle sue parole.
15.41 ma per necessità, ché 'l suo concetto
15.42 al segno d'i mortal si soprapuose. mostra/nascondi nota pa-15-42 al segno: al limite della comprensione umana.

15.43 E quando l'arco de l'ardente affetto
15.44 fu sì sfogato, che 'l parlar discese
15.45 inver' lo segno del nostro intelletto,

15.46 la prima cosa che per me s'intese,
15.47 «Benedetto sia tu», fu, «trino e uno,
15.48 che nel mio seme se' tanto cortese!». mostra/nascondi nota pa-15-48 nel mio seme: si è già detto che Cacciaguida era avo di Dante.

15.49 E seguì: «Grato e lontano digiuno,
15.50 tratto leggendo del magno volume
15.51 du' non si muta mai bianco né bruno, mostra/nascondi nota pa-15-51 du': dove non si muta mai il bianco della carta con nuove scritture, né il bruno dell'inchiostro per qualche cancellatura. E' il librò della mente divina.

15.52 solvuto hai, figlio, dentro a questo lume
15.53 in ch'io ti parlo, mercè di colei mostra/nascondi nota pa-15-53 colei: Beatrice, ovvero la verità rivelata.
15.54 ch'a l'alto volo ti vestì le piume.

15.55 Tu credi che a me tuo pensier mei mostra/nascondi nota pa-15-55 mei: fluisca da Dio ( " quel ch'è primo " ).
15.56 da quel ch'è primo, così come raia mostra/nascondi nota pa-15-56 raia: s'irradia, consegue.
15.57 da l'un, se si conosce, il cinque e 'l sei; mostra/nascondi nota pa-15-57 da l'un: dalla conoscenza dell'unità, quella degli altri numeri (" il cinque e 'l sei " ).

15.58 e però ch'io mi sia e perch'io paia
15.59 più gaudioso a te, non mi domandi,
15.60 che alcun altro in questa turba gaia.

15.61 Tu credi 'l vero; ché i minori e ' grandi
15.62 di questa vita miran ne lo speglio mostra/nascondi nota pa-15-62 ne lo speglio: nello specchio in cui diffondi, manifesti (" pandi ") il tuo pensiero, ancor prima di averlo pensato.
15.63 in che, prima che pensi, il pensier pandi;

15.64 ma perché 'l sacro amore in che io veglio
15.65 con perpetua vista e che m'asseta
15.66 di dolce disiar, s'adempia meglio,

15.67 la voce tua sicura, balda e lieta
15.68 suoni la volontà, suoni 'l disio, mostra/nascondi nota pa-15-68 suoni: si esprima per mezzo delle tue parole. I beati, come sappiamo, conoscono già, specchiato in Dio, ogni pensiero di Dante, ma qui Cacciaguida esorta il poeta ad esprimere le sue domande. Ciò è dovuto all'esigenza di conciliare le ragioni della fede con le necessita artistiche: infatti, senza questo accorgimento, verrebbe a cedere ogni possibilità di dialogo.
15.69 a che la mia risposta è già decreta!».

15.70 Io mi volsi a Beatrice, e quella udio
15.71 pria ch'io parlassi, e arrisemi un cenno
15.72 che fece crescer l'ali al voler mio.

15.73 Poi cominciai così: «L'affetto e 'l senno, mostra/nascondi nota pa-15-73 L'affetto e 'l senno: quando Dio, in cui si assommanno tutte le uguaglianze, vi si manifestò, la capacità di sentire (" l'affetto ") e il potere di agire (" 'l senno " ) si identificarono ( " d'un peso… "); poiché Dio (" 'l sol… ") è così uguale, rispetto al sentire e all'agire, che non c'è altro termine di somiglianza, o uguaglianza. Ma, nei mortali, l'intenzione determinata dal sentimento ( " voglia " ) e la rapacità di operare (" argomento ") non si identificano, come voi sapete; per cui io, mortale, mi trovo in questa disparità di forze, e perciò ringrazio soltanto col sentimento (" col core "), non essendo capace di esprimermi adeguatamente.
15.74 come la prima equalità v'apparse,
15.75 d'un peso per ciascun di voi si fenno,

15.76 però che 'l sol che v'allumò e arse,
15.77 col caldo e con la luce è sì iguali,
15.78 che tutte simiglianze sono scarse.

15.79 Ma voglia e argomento ne' mortali,
15.80 per la cagion ch'a voi è manifesta,
15.81 diversamente son pennuti in ali;

15.82 ond'io, che son mortal, mi sento in questa
15.83 disagguaglianza, e però non ringrazio
15.84 se non col core a la paterna festa.

15.85 Ben supplico io a te, vivo topazio mostra/nascondi nota pa-15-85 vivo topazio: gemma risplendente (cfr. v 22).
15.86 che questa gioia preziosa ingemmi,
15.87 perché mi facci del tuo nome sazio».

15.88 «O fronda mia in che io compiacemmi
15.89 pur aspettando, io fui la tua radice»: mostra/nascondi nota pa-15-89 la tua radice: il capostipite della tua famiglia.
15.90 cotal principio, rispondendo, femmi.

15.91 Poscia mi disse: «Quel da cui si dice mostra/nascondi nota pa-15-91 Quel: Alighiero, da cui prende nome ( " si dice " ) il casato ( " tua cognazione " ).
15.92 tua cognazione e che cent'anni e piùe
15.93 girato ha 'l monte in la prima cornice, mostra/nascondi nota pa-15-93 'l monte: il Purgatorio, nel girone dei superbi.

15.94 mio figlio fu e tuo bisavol fue:
15.95 ben si convien che la lunga fatica
15.96 tu li raccorci con l'opere tue.

15.97 Fiorenza dentro da la cerchia antica,
15.98 ond'ella toglie ancora e terza e nona, mostra/nascondi nota pa-15-98 ond'ella: "Sulle ditte mura vecchie si è una chiesa, chiamata la Badia, la quale chiesa suona terza e nona e l'altr'ore… " (Lana). La Chiesa divideva le ore del giorno in periodi, detti Prima, Terza, Sesta e Nona, ciascuno formato di tre ore.
15.99 si stava in pace, sobria e pudica.

15.100 Non avea catenella, non corona, mostra/nascondi nota pa-15-100 catenella: monile da braccio o da collo.
15.101 non gonne contigiate, non cintura mostra/nascondi nota pa-15-101 contigiate: adorne di contigie, o fregi.
15.102 che fosse a veder più che la persona. mostra/nascondi nota pa-15-102 più che la persona: più appariscenti della persona stessa.

15.103 Non faceva, nascendo, ancor paura
15.104 la figlia al padre, che 'l tempo e la dote
15.105 non fuggien quinci e quindi la misura. mostra/nascondi nota pa-15-105 quinci e quindi: il tempo non eccedeva la misura per difetto, come ora che le fanciulle sposano in tenera età; né la dote raggiungeva cifre esagerate, come ora, oltrepassando la misure per eccesso.

15.106 Non avea case di famiglia vòte; mostra/nascondi nota pa-15-106 di famiglia vòte: troppo grandi per le famiglie, ridotte nel numero dei componenti a causa della denatalità, diretta conseguenza della corruzione.
15.107 non v'era giunto ancor Sardanapalo mostra/nascondi nota pa-15-107 Sardanapalo: Assurbanipal, antico re d'Assiria, famoso per la sua lussuria e per il lusso di cui si circondava.
15.108 a mostrar ciò che 'n camera si puote.

15.109 Non era vinto ancora Montemalo mostra/nascondi nota pa-15-109 Non era vinto: ancora Roma (che viene indicata con Monte Mario) non era superata nel fasto delle sue strade e delle sue costruzioni da Firenze (indicata col monte Uccellatoio); e questa supererà quella anche nel rapido tramonto (" così sarà nel calo ").
15.110 dal vostro Uccellatoio, che, com'è vinto
15.111 nel montar sù, così sarà nel calo.

15.112 Bellincion Berti vid'io andar cinto mostra/nascondi nota pa-15-112 Bellincion Berti : è il padre della " buona Gualdrada " (cfr. Inf. c. XVI, 37 e n.), capo della famiglia dei Ravignani, uomo sobrio e virtuoso.
15.113 di cuoio e d'osso, e venir da lo specchio
15.114 la donna sua sanza 'l viso dipinto;

15.115 e vidi quel de' Nerli e quel del Vecchio mostra/nascondi nota pa-15-115 quel de' Nerli: i Nerli erano una famiglia guelfa e così pure i Vecchietti ("Vecchio").
15.116 esser contenti a la pelle scoperta, mostra/nascondi nota pa-15-116 a la pelle scoperta: di un indumento di pelle non foderata.
15.117 e le sue donne al fuso e al pennecchio.

15.118 Oh fortunate! ciascuna era certa
15.119 de la sua sepultura, e ancor nulla
15.120 era per Francia nel letto diserta. mostra/nascondi nota pa-15-120 nel letto diserta: abbandonata per lunghi periodi, in quanto il marito era tratto a commerciare fuori città, specialmente in Francia.

15.121 L'una vegghiava a studio de la culla,
15.122 e, consolando, usava l'idioma
15.123 che prima i padri e le madri trastulla;

15.124 l'altra, traendo a la rocca la chioma, mostra/nascondi nota pa-15-124 traendo a la rocca: filando la lana (" la chioma ").
15.125 favoleggiava con la sua famiglia
15.126 de' Troiani, di Fiesole e di Roma. mostra/nascondi nota pa-15-126 de' Troiani…: le antiche leggende italiche; per Fiesole, cfr., c. VI, 54 e n.

15.127 Saria tenuta allor tal maraviglia
15.128 una Cianghella, un Lapo Salterello, mostra/nascondi nota pa-15-128 Cianghella…: donna frivola e sfacciata, è Cianghella della Tosa, ricordata da Giovanni Boccaccio nel suo "Corbaccio"; Lapo Salterello, compagno d'esilio di Dante, fu uomo politico di bassa moralità, secondo Dino Compagni.
15.129 qual or saria Cincinnato e Corniglia. mostra/nascondi nota pa-15-129 Cincinnato e Corniglia: cfr. c. VI, 46 e Inf. c. IV, 128.

15.130 A così riposato, a così bello
15.131 viver di cittadini, a così fida
15.132 cittadinanza, a così dolce ostello,

15.133 Maria mi diè, chiamata in alte grida; mostra/nascondi nota pa-15-133 Maria mi diè: nacqui per concessione di Maria, invocata da mia madre nei dolori del parto.
15.134 e ne l'antico vostro Batisteo
15.135 insieme fui cristiano e Cacciaguida. mostra/nascondi nota pa-15-135 Cacciaguida: dal capostipite nacquero Aldighiero, padre di Bellincione, da cui nacque Aldighiero II padre di Dante. Di Cacciaguida non si sa nulla: risulta già morto in un documento del 1189. 137 di val di Pado: dalla valle del Po, forse da Ferrara. 138 il sopranome: alla moglie di Cacciaguida " piacque di rinnovare il nome de' suoi maggiori " in uno dei suoi figlioli "e nominollo Aldighieri; comeché il vocabol poi, per sottrazione d'alcuna lettera, rimanesse Alighieri…" (Boccaccio).

15.136 Moronto fu mio frate ed Eliseo;
15.137 mia donna venne a me di val di Pado,
15.138 e quindi il sopranome tuo si feo.

15.139 Poi seguitai lo 'mperador Currado; mostra/nascondi nota pa-15-139 Currado: Corrado III di Svezia, imperatore dal 1138 al 1152, uno dei capi della seconda Crociata (1147-1149); ma, non essendo quello mai venuto in Italia, forse Dante lo confuse con Corrado II, che fu a Firenze e combatté, in Calabria, contro i Saraceni.
15.140 ed el mi cinse de la sua milizia, mostra/nascondi nota pa-15-140 mi cinse: mi elesse suo cavaliere.
15.141 tanto per bene ovrar li venni in grado.

15.142 Dietro li andai incontro a la nequizia mostra/nascondi nota pa-15-142 Dietro li andai: lo seguii alla Crociata.
15.143 di quella legge il cui popolo usurpa,
15.144 per colpa d'i pastor, vostra giustizia.

15.145 Quivi fu' io da quella gente turpa
15.146 disviluppato dal mondo fallace, mostra/nascondi nota pa-15-146 disviluppato: sciolto, liberato dalla vita terrena.
15.147 lo cui amor molt'anime deturpa;

15.148 e venni dal martiro a questa pace».




onde nel cerchio minore, ov'è 'l punto | de l'universo in su che Dite siede, | qualunque trade in etterno è consunto».   •   Inferno, Canto 11, Verso 66

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