Paradiso : Canto 14

14.1 Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio al centro
14.2 movesi l'acqua in un ritondo vaso,
14.3 secondo ch'è percosso fuori o dentro: mostra/nascondi nota pa-14-3 fuori o dentro: o all'esterno del vaso (" fuori ") o all'interno (" dentro "), sulla superficie stessa.

14.4 ne la mia mente fé sùbito caso mostra/nascondi nota pa-14-4 fé sùbito caso: fece caduta; quindi, si presentò improvvisamente.
14.5 questo ch'io dico, sì come si tacque
14.6 la gloriosa vita di Tommaso, mostra/nascondi nota pa-14-6 vita: anima.

14.7 per la similitudine che nacque mostra/nascondi nota pa-14-7 per la similitudine: per l'analogia tra l'immagine dell'acqua (che si muove, nel vaso, spinta da una percossa esterna) e il parlare di San Tommaso (che proveniva dal cerchio al cui interno si trovava il poeta); e l'altra analogia tra l'acqua (che si muove se percossa all'interno del vaso) e le parole di Beatrice (che, con Dante, si trovava al centro della " corona " di beati; cfr. c. X, 65).
14.8 del suo parlare e di quel di Beatrice,
14.9 a cui sì cominciar, dopo lui, piacque:

14.10 «A costui fa mestieri, e nol vi dice
14.11 né con la voce né pensando ancora,
14.12 d'un altro vero andare a la radice.

14.13 Diteli se la luce onde s'infiora
14.14 vostra sustanza, rimarrà con voi mostra/nascondi nota pa-14-14 vostra sustanza: l'anima, che costituisce la vostra sostanza.
14.15 etternalmente sì com'ell'è ora;

14.16 e se rimane, dite come, poi
14.17 che sarete visibili rifatti, mostra/nascondi nota pa-14-17 sarete visibili rifatti: dopo la resurrezione della carne, i corpi torneranno ad esser visibili.
14.18 esser porà ch'al veder non vi nòi». mostra/nascondi nota pa-14-18 non vi nòi: non arrechi fastidio agli occhi l'incommensurabfle luce.

14.19 Come, da più letizia pinti e tratti,
14.20 a la fiata quei che vanno a rota mostra/nascondi nota pa-14-20 a la fiata: talvolta.
14.21 levan la voce e rallegrano li atti,

14.22 così, a l'orazion pronta e divota,
14.23 li santi cerchi mostrar nova gioia
14.24 nel torneare e ne la mira nota. mostra/nascondi nota pa-14-24 ne la mira nota: nella meravigliosa armonia.

14.25 Qual si lamenta perché qui si moia
14.26 per viver colà sù, non vide quive mostra/nascondi nota pa-14-26 quive: in Paradiso.
14.27 lo refrigerio de l'etterna ploia. mostra/nascondi nota pa-14-27 l'etterna ploia: l'eterna pioggia di grazia divina, che reca alle anime inconcepibile conforto e frescura (" rifrigerio " ).

14.28 Quell'uno e due e tre che sempre vive mostra/nascondi nota pa-14-28 Quell'uno…: la Trinità; Dio uno e trino.
14.29 e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno,
14.30 non circunscritto, e tutto circunscrive,

14.31 tre volte era cantato da ciascuno
14.32 di quelli spirti con tal melodia,
14.33 ch'ad ogne merto saria giusto muno. mostra/nascondi nota pa-14-33 muno: premio adeguato ad ogni merito (cfr. lat. "munus").

14.34 E io udi' ne la luce più dia mostra/nascondi nota pa-14-34 dia: divina. E' la luce di Salomone (cfr. c. X, 106), che si trova nella corona più interna ( " minor cerchio " ).
14.35 del minor cerchio una voce modesta, mostra/nascondi nota pa-14-35 modesta: armoniosamente temperata (cfr. lat. "modus").
14.36 forse qual fu da l'angelo a Maria,

14.37 risponder: «Quanto fia lunga la festa
14.38 di paradiso, tanto il nostro amore
14.39 si raggerà dintorno cotal vesta. mostra/nascondi nota pa-14-39 cotal vesta: il chiaro splendore che vela le anime (cfr. Purg. c. I, 75).

14.40 La sua chiarezza séguita l'ardore;
14.41 l'ardor la visione, e quella è tanta,
14.42 quant'ha di grazia sovra suo valore. mostra/nascondi nota pa-14-42 sovra suo valore: in proporzione al merito.

14.43 Come la carne gloriosa e santa mostra/nascondi nota pa-14-43 gloriosa: perché vince e va oltre la morte.
14.44 fia rivestita, la nostra persona
14.45 più grata fia per esser tutta quanta; mostra/nascondi nota pa-14-45 più grata: più cara a Dio, per essere completa nella sua interezza.

14.46 per che s'accrescerà ciò che ne dona
14.47 di gratuito lume il sommo bene,
14.48 lume ch'a lui veder ne condiziona; mostra/nascondi nota pa-14-48 ne condiziona: ci pone in condizione di vedere Dio.

14.49 onde la vision crescer convene,
14.50 crescer l'ardor che di quella s'accende,
14.51 crescer lo raggio che da esso vene.

14.52 Ma sì come carbon che fiamma rende,
14.53 e per vivo candor quella soverchia, mostra/nascondi nota pa-14-53 soverchia: supera nella sua incandescenza la fiamma stessa, sì che il suo aspetto (" sua parvenza ") non si lascia vincere dalla fiamma (" si difende ").
14.54 sì che la sua parvenza si difende;

14.55 così questo folgór che già ne cerchia
14.56 fia vinto in apparenza da la carne mostra/nascondi nota pa-14-56 in apparenza: alla vista del suo aspetto esteriore.
14.57 che tutto dì la terra ricoperchia;

14.58 né potrà tanta luce affaticarne:
14.59 ché li organi del corpo saran forti mostra/nascondi nota pa-14-59 forti: rafforzati, resi adatti.
14.60 a tutto ciò che potrà dilettarne».

14.61 Tanto mi parver sùbiti e accorti
14.62 e l'uno e l'altro coro a dicer «Amme!», mostra/nascondi nota pa-14-62 Amme: amen, così sia.
14.63 che ben mostrar disio d'i corpi morti: mostra/nascondi nota pa-14-63 corpi morti: i corpi lasciati in terra.

14.64 forse non pur per lor, ma per le mamme,
14.65 per li padri e per li altri che fuor cari
14.66 anzi che fosser sempiterne fiamme.

14.67 Ed ecco intorno, di chiarezza pari,
14.68 nascere un lustro sopra quel che v'era, mostra/nascondi nota pa-14-68 un lustro: un bagliore sulla luminosità esistente.
14.69 per guisa d'orizzonte che rischiari.

14.70 E sì come al salir di prima sera
14.71 comincian per lo ciel nove parvenze, mostra/nascondi nota pa-14-71 nove parvenze: le stelle non visibili di giorno, perché vinte dalla luce solare.
14.72 sì che la vista pare e non par vera,

14.73 parvemi lì novelle sussistenze mostra/nascondi nota pa-14-73 novelle sussistenze: nuovi spiriti.
14.74 cominciare a vedere, e fare un giro
14.75 di fuor da l'altre due circunferenze.

14.76 Oh vero sfavillar del Santo Spiro!
14.77 come si fece sùbito e candente
14.78 a li occhi miei che, vinti, nol soffriro! mostra/nascondi nota pa-14-78 nol soffriro: non ressero al nuovo splendore che, sfavillando per l'ardore di carità infuso dallo Spirito Santo, si aggiunse alle due risplendenti corone, simboleggiando, così, la Trinità.

14.79 Ma Beatrice sì bella e ridente
14.80 mi si mostrò, che tra quelle vedute mostra/nascondi nota pa-14-80 che tra quelle…: che è necessario lasciarla tra quelle visioni che non seguirono la memoria. Tra le irripetibili immagini di Paradiso.
14.81 si vuol lasciar che non seguir la mente.

14.82 Quindi ripreser li occhi miei virtute
14.83 a rilevarsi; e vidimi translato mostra/nascondi nota pa-14-83 translato: trasferito, trasportato.
14.84 sol con mia donna in più alta salute. mostra/nascondi nota pa-14-84 in più alta salute: in un cielo dove maggiore rifulge la beatitudine: il cielo di Marte.

14.85 Ben m'accors'io ch'io era più levato,
14.86 per v riso de la stella, mostra/nascondi nota pa-14-86 l'affocato: l1'incandescente.
14.87 che mi parea più roggio che l'usato. mostra/nascondi nota pa-14-87 roggio: cfr. Inf. c. XI, 73 e n.

14.88 Con tutto 'l core e con quella favella mostra/nascondi nota pa-14-88 con quella favella: con la preghiera.
14.89 ch'è una in tutti, a Dio feci olocausto,
14.90 qual conveniesi a la grazia novella.

14.91 E non er'anco del mio petto essausto mostra/nascondi nota pa-14-91 essausto: esaurito l'ardore del sacrificio.
14.92 l'ardor del sacrificio, ch'io conobbi
14.93 esso litare stato accetto e fausto; mostra/nascondi nota pa-14-93 esso litare: quel sacrificio (cfr. lat. "litare": sacrificare ).

14.94 ché con tanto lucore e tanto robbi mostra/nascondi nota pa-14-94 robbi: rossi come il fuoco (cfr. lat. "rubeus").
14.95 m'apparvero splendor dentro a due raggi,
14.96 ch'io dissi: «O Eliòs che sì li addobbi!». mostra/nascondi nota pa-14-96 O Eliòs: " o sole spirituale di Dio, di quali colori sai rivestire i tuoi eletti ! " (Steiner).

14.97 Come distinta da minori e maggi
14.98 lumi biancheggia tra ' poli del mondo
14.99 Galassia sì, che fa dubbiar ben saggi; mostra/nascondi nota pa-14-99 Galassia: la via Lettea, che lascia incerti sulla sua natura anche valenti filosofi (" ben saggi ").

14.100 sì costellati facean nel profondo
14.101 Marte quei raggi il venerabil segno
14.102 che fan giunture di quadranti in tondo. mostra/nascondi nota pa-14-102 che fan giunture: il segno che formano i quadranti congiunti in un cerchio. Il quadrante è la quarta parte del cerchio, delimitata da due raggi perpendicolari, formanti angolo retto. Nel cerchio vi sono, dunque, quattro quadranti e i raggi formano una croce. Questa figura presenta la nuova visione.

14.103 Qui vince la memoria mia lo 'ngegno;
14.104 ché quella croce lampeggiava Cristo,
14.105 sì ch'io non so trovare essempro degno;

14.106 ma chi prende sua croce e segue Cristo,
14.107 ancor mi scuserà di quel ch'io lasso,
14.108 vedendo in quell'albor balenar Cristo. mostra/nascondi nota pa-14-108 Cristo: la triplice rima indica che per Dante nessuna parola era degna di rimare con Cristo. Lo si è già visto nel canto XII. E il nome del Salvatore viene evocato in corrispondenza del simbolo della sua passione e morte, che si staglia nel cielo di Marte.

14.109 Di corno in corno e tra la cima e 'l basso mostra/nascondi nota pa-14-109 Di corno in corno: da un braccio all'altro di quelli orizzontali della croce.
14.110 si movien lumi, scintillando forte
14.111 nel congiugnersi insieme e nel trapasso:

14.112 così si veggion qui diritte e torte,
14.113 veloci e tarde, rinovando vista, mostra/nascondi nota pa-14-113 rinovando vista: mutando continuamente aspetto.
14.114 le minuzie de' corpi, lunghe e corte, mostra/nascondi nota pa-14-114 le minuzie de' corpi: il pulviscolo atmosferico in un raggio di sole, dal quale è listata l'ombra che la gente si procura (" acquista "), con accorgimenti, per difendersi dalla luce troppo viva.

14.115 moversi per lo raggio onde si lista
14.116 talvolta l'ombra che, per sua difesa,
14.117 la gente con ingegno e arte acquista.

14.118 E come giga e arpa, in tempra tesa mostra/nascondi nota pa-14-118 giga: strumento a corde simile al violino; o arpa in cui molte corde siano tese al giusto registro, cioè armonizzate.
14.119 di molte corde, fa dolce tintinno
14.120 a tal da cui la nota non è intesa, mostra/nascondi nota pa-14-120 a tal: ad uno che non riesca a cogliere il motivo.

14.121 così da' lumi che lì m'apparinno
14.122 s'accogliea per la croce una melode mostra/nascondi nota pa-14-122 una melode: una melodia.
14.123 che mi rapiva, sanza intender l'inno.

14.124 Ben m'accors'io ch'elli era d'alte lode,
14.125 però ch'a me venìa «Resurgi» e «Vinci»
14.126 come a colui che non intende e ode. mostra/nascondi nota pa-14-126 non intende e ode: ascolta senza capire tutte le parole.

14.127 Io m'innamorava tanto quinci,
14.128 che 'nfino a lì non fu alcuna cosa
14.129 che mi legasse con sì dolci vinci. mostra/nascondi nota pa-14-129 vinci: vincoli, legami.

14.130 Forse la mia parola par troppo osa,
14.131 posponendo il piacer de li occhi belli,
14.132 ne' quai mirando mio disio ha posa;

14.133 ma chi s'avvede che i vivi suggelli
14.134 d'ogne bellezza più fanno più suso, mostra/nascondi nota pa-14-134 più fanno più suso: acquistano tanto maggior virtù quanto più in alto si sale. 138 non è qui dischiuso: non è ancora descritto. II " piacer santo " degli occhi di Beatrice, sarà infatti espresso nel c. XVIII (cfr. c. XVIII, 14, segg.).
14.135 e ch'io non m'era lì rivolto a quelli,

14.136 escusar puommi di quel ch'io m'accuso
14.137 per escusarmi, e vedermi dir vero:
14.138 ché 'l piacer santo non è qui dischiuso,

14.139 perché si fa, montando, più sincero.




Così l'ottavo e 'l nono; e chiascheduno | più tardo si movea, secondo ch'era | in numero distante più da l'uno;   •   Paradiso, Canto 28, Verso 36

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