Paradiso : Canto 10

10.1 Guardando nel suo Figlio con l'Amore mostra/nascondi nota pa-10-1 Figlio: Dio padre (" ineffabile Valore ", cioè potenza) guarda in Cristo suo figlio, (che è tutta sapienza) con l'" Amore " (cioè lo Spirito Santo) che in eterno da entrambi procede.
10.2 che l'uno e l'altro etternalmente spira,
10.3 lo primo e ineffabile Valore

10.4 quanto per mente e per loco si gira mostra/nascondi nota pa-10-4 per mente e per loco: le cose dello Spirito e il mondo materiale.
10.5 con tant'ordine fé, ch'esser non puote
10.6 sanza gustar di lui chi ciò rimira.

10.7 Leva dunque, lettore, a l'alte rote
10.8 meco la vista, dritto a quella parte mostra/nascondi nota pa-10-8 a quella parte: alla zona degli equinozi, dove il moto diurno o equatoriale s'incrocia (" si percuote ") con il moto annuo o zodiacale; i due movimenti delle sfere superiori vanno il primo da levante a ponente, e l'altro da ponente a levante.
10.9 dove l'un moto e l'altro si percuote;

10.10 e lì comincia a vagheggiar ne l'arte mostra/nascondi nota pa-10-10 arte: opera della creazione.
10.11 di quel maestro che dentro a sé l'ama,
10.12 tanto che mai da lei l'occhio non parte.

10.13 Vedi come da indi si dirama
10.14 l'oblico cerchio che i pianeti porta, mostra/nascondi nota pa-10-14 l'oblico cerchio: l'obliquo cerchio, lo zodiaco.
10.15 per sodisfare al mondo che li chiama.

10.16 Che se la strada lor non fosse torta, mostra/nascondi nota pa-10-16 Che se la strada lor: e se i pianeti non percorressero lungo lo zodiaco un cammino obliquo ( " torta " ) e se l'eclittica solare fosse parallela all'Equatore, molti degli influssi celesti rimarrebbero vani e quasi ogni attività, sulla terra, sarebbe impossibile. Se mancasse tale inclinazione, infatti, non si avrebbe il variare delle stagioni, o se tale inclinazione fosse alterata (v. 19), sarebbero alterati i climi.
10.17 molta virtù nel ciel sarebbe in vano,
10.18 e quasi ogne potenza qua giù morta;

10.19 e se dal dritto più o men lontano
10.20 fosse 'l partire, assai sarebbe manco
10.21 e giù e sù de l'ordine mondano.

10.22 Or ti riman, lettor, sovra 'l tuo banco,
10.23 dietro pensando a ciò che si preliba, mostra/nascondi nota pa-10-23 che si preliba: che si può avere in terra come saggio delle celesti verità, conoscibili tutte dopo la morte.
10.24 s'esser vuoi lieto assai prima che stanco.

10.25 Messo t'ho innanzi: omai per te ti ciba;
10.26 ché a sé torce tutta la mia cura
10.27 quella materia ond'io son fatto scriba.

10.28 Lo ministro maggior de la natura, mostra/nascondi nota pa-10-28 Lo ministro maggior: il Sole.
10.29 che del valor del ciel lo mondo imprenta
10.30 e col suo lume il tempo ne misura,

10.31 con quella parte che sù si rammenta mostra/nascondi nota pa-10-31 con quella parte: con la costellazione dell'Ariete, appartenente allo zodiaco, cui si è accennato ai vv. 8-9.
10.32 congiunto, si girava per le spire mostra/nascondi nota pa-10-32 le spire: com'è noto, il movimento apparente del sole, reale per il sistema tolemaico, forma una spirale che si svolge da un tropico all'altro, e, andando da quello del Capricorno a quello del Cancro, l'astro si mostra sempre più presto con il conseguente allungarsi dei giorni.
10.33 in che più tosto ognora s'appresenta;

10.34 e io era con lui; ma del salire mostra/nascondi nota pa-10-34 con lui: nel cielo del Sole.
10.35 non m'accors'io, se non com'uom s'accorge,
10.36 anzi 'l primo pensier, del suo venire. mostra/nascondi nota pa-10-36 del suo venire: del venire alla mente di un pensiero, prima che sia formulato; è, evidentemente, impossibile.

10.37 E' Beatrice quella che sì scorge mostra/nascondi nota pa-10-37 scorge: guida.
10.38 di bene in meglio, sì subitamente
10.39 che l'atto suo per tempo non si sporge. mostra/nascondi nota pa-10-39 per tempo non si sporge: non si estende attraverso il tempo.

10.40 Quant'esser convenia da sé lucente mostra/nascondi nota pa-10-40 da sé lucente: per sè luminoso.
10.41 quel ch'era dentro al sol dov'io entra'mi,
10.42 non per color, ma per lume parvente! mostra/nascondi nota pa-10-42 per lume parvente: per intensità di luce visibile.

10.43 Perch'io lo 'ngegno e l'arte e l'uso chiami,
10.44 sì nol direi che mai s'imaginasse;
10.45 ma creder puossi e di veder si brami.

10.46 E se le fantasie nostre son basse
10.47 a tanta altezza, non è maraviglia;
10.48 ché sopra 'l sol non fu occhio ch'andasse. mostra/nascondi nota pa-10-48 sopra 'l sol: a scorgere luce più vivida di quella solare.

10.49 Tal era quivi la quarta famiglia mostra/nascondi nota pa-10-49 la quarta famiglia: la quarta schiera, quella degli spiriti sapienti.
10.50 de l'alto Padre, che sempre la sazia,
10.51 mostrando come spira e come figlia. mostra/nascondi nota pa-10-51 come spira: come da Lui procedano lo Spirito Santo e il Figlio. E' la rivelazione della Trinità.

10.52 E Beatrice cominciò: «Ringrazia,
10.53 ringrazia il Sol de li angeli, ch'a questo mostra/nascondi nota pa-10-53 il Sol de li angeli: Dio, che illumina le menti angeliche.
10.54 sensibil t'ha levato per sua grazia». mostra/nascondi nota pa-10-54 sensibil: il cui splendore è percepibile dai sensi.

10.55 Cor di mortal non fu mai sì digesto mostra/nascondi nota pa-10-55 digesto: disposto.
10.56 a divozione e a rendersi a Dio
10.57 con tutto 'l suo gradir cotanto presto,

10.58 come a quelle parole mi fec'io;
10.59 e sì tutto 'l mio amore in lui si mise,
10.60 che Beatrice eclissò ne l'oblio.

10.61 Non le dispiacque; ma sì se ne rise, mostra/nascondi nota pa-10-61 se ne rise: se ne compiacque.
10.62 che lo splendor de li occhi suoi ridenti
10.63 mia mente unita in più cose divise. mostra/nascondi nota pa-10-63 mente unita: unicamente volta alla contemplazione di Dio.

10.64 Io vidi più folgór vivi e mostra/nascondi nota pa-10-64 vincenti: più splendenti del sole.
10.65 far di noi centro e di sé far corona,
10.66 più dolci in voce che in vista lucenti:

10.67 così cinger la figlia di Latona mostra/nascondi nota pa-10-67 la figlia di Latona: Diana, cioè la luna.
10.68 vedem talvolta, quando l'aere è pregno,
10.69 sì che ritenga il fil che fa la zona. mostra/nascondi nota pa-10-69 il fil: il raggio, o alone, che le forma cintura (" zona ").

10.70 Ne la corte del cielo, ond'io rivegno,
10.71 si trovan molte gioie care e belle
10.72 tanto che non si posson trar del regno; mostra/nascondi nota pa-10-72 trar del regno: portare fuori del Paradiso, descriverle a parole sulla terra.

10.73 e 'l canto di quei lumi era di quelle;
10.74 chi non s'impenna sì che là sù voli, mostra/nascondi nota pa-10-74 s'impenna: si adatta le ali, con l'aiuto della grazia.
10.75 dal muto aspetti quindi le novelle. mostra/nascondi nota pa-10-75 dal muto: ne aspetti notizia da chi non può parlare.

10.76 Poi, sì cantando, quelli ardenti soli mostra/nascondi nota pa-10-76 Poi: poiché.
10.77 si fuor girati intorno a noi tre volte,
10.78 come stelle vicine a' fermi poli,

10.79 donne mi parver, non da ballo sciolte, mostra/nascondi nota pa-10-79 non da ballo sciolte: la cui danza non sia ancor terminata, ma che si arrestino in attesa di nuovo accordo.
10.80 ma che s'arrestin tacite, ascoltando
10.81 fin che le nove note hanno ricolte.

10.82 E dentro a l'un senti' cominciar: «Quando mostra/nascondi nota pa-10-82 Quando: dal momento che.
10.83 lo raggio de la grazia, onde s'accende
10.84 verace amore e che poi cresce amando,

10.85 multiplicato in te tanto resplende,
10.86 che ti conduce su per quella scala
10.87 u' sanza risalir nessun discende;

10.88 qual ti negasse il vin de la sua fiala mostra/nascondi nota pa-10-88 qual: chi.
10.89 per la tua sete, in libertà non fora
10.90 se non com'acqua ch'al mar non si cala. mostra/nascondi nota pa-10-90 ch'al mar non si cala: l'acqua scende al mare per volere di Dio e in tanto l'acqua è libera in quanto ottempera a quel volere. Così è per gli spiriti del Paradiso.

10.91 Tu vuo' saper di quai piante s'infiora
10.92 questa ghirlanda che 'ntorno vagheggia mostra/nascondi nota pa-10-92 vagheggia: contempla.
10.93 la bella donna ch'al ciel t'avvalora. mostra/nascondi nota pa-10-93 t'avvalora: ti ha reso capace di salite. La " bella donna " è Beatrice, cioè la verità.

10.94 Io fui de li agni de la santa greggia
10.95 che Domenico mena per cammino mostra/nascondi nota pa-10-95 Domenico: san Domenico, fondatore dell'Ordine dei Domenicani.
10.96 u' ben s'impingua se non si vaneggia. mostra/nascondi nota pa-10-96 se non si vaneggia: se non si trasgredisce la regola.

10.97 Questi che m'è a destra più vicino,
10.98 frate e maestro fummi, ed esso Alberto mostra/nascondi nota pa-10-98 Alberto: Alberto detto Magno (1193- 1288), detto di Colonia, perché in questa città insegnò a lungo, concludendovi la propria vita. Nato a Lavingen, in Svevia, fu chiamato Doctor Universalis ed ebbe tra i suoi discepoli San Tommaso.
10.99 è di Cologna, e io Thomas d'Aquino. mostra/nascondi nota pa-10-99 Thomas d'Aquino: san Tommaso d'Aquino, nato a Roccasecca nel 1225, dopo i primi studi a Montecassino e a Napoli, nel 1243 si fece domenicano. Insegnò teologia a Colonia, Parigi e Napoli. Morì nel 1274 a Fossanova, mentre si recava al concilio di Lione (si sospettò fosse stato avvelenato). E' il maggior filosofo del XIII secolo; conciliò il pensiero aristotelico con quello cristiano, fulcro questo della Scolastica ("tomismo"). Dante ne conobbe a fondo sia la "Summa Theologiae" sia la "Summa contra Gentiles", nonché il commento all'"Etica" di Aristotele.

10.100 Se sì di tutti li altri esser vuo' certo,
10.101 di retro al mio parlar ten vien col viso
10.102 girando su per lo beato serto.

10.103 Quell'altro fiammeggiare esce del riso
10.104 di Grazian, che l'uno e l'altro foro mostra/nascondi nota pa-10-104 Grazian: Graziano da Chiusi (sec. XII), la cui opera "Decretum" o "Concordia discordatium canonum" tende a dimostrare come il diritto ecclesiastico concordasse con il diritto civile (" l'uno e l'altro foro " ).
10.105 aiutò sì che piace in paradiso.

10.106 L'altro ch'appresso addorna il nostro coro,
10.107 quel Pietro fu che con la poverella mostra/nascondi nota pa-10-107 Pietro: Pietro Lombardo, nato nel Novarese, morì nel 1160. Scrisse i "Libri quattuor Sententiarum", modello di tutte le Summae teologiche posteriori, che Dante considera un " tesoro " offerto alla Chiesa con lo stesso spirito con il quale la " poverella ", di cui parla san Luca, donò al Tempio le due sole monete da lei possedute.
10.108 offerse a Santa Chiesa suo tesoro.

10.109 La quinta luce, ch'è tra noi più bella,
10.110 spira di tal amor, che tutto 'l mondo
10.111 là giù ne gola di saper novella: mostra/nascondi nota pa-10-111 ne gola: ne ha gola, desiderio.

10.112 entro v'è l'alta mente u' sì profondo mostra/nascondi nota pa-10-112 l'alta mente: Salomone, figlio di Davide e re d'Israeler, autore del "Cantico dei cantici", inno così appassionato, che gli uomini hanno desiderio di sapere se chi lo scrisse si trovi tra gli eletti. Il Cantico è generalmente interpretato come inno nuziale annunciante il connubio tra la Chiesa e Gesù.
10.113 saver fu messo, che, se 'l vero è vero
10.114 a veder tanto non surse il secondo.

10.115 Appresso vedi il lume di quel cero mostra/nascondi nota pa-10-115 quel cero: quel luminare della Chiesa che, nel mondo, più d'ogni altro penetrò la natura e le funzioni degli angeli. E' Dionigi Aeropagita, un greco convertito da San Paolo; divenne vescovo di Atene e subì il martirio. Gli fu attribuito il "De coelesti hierarchia".
10.116 che giù in carne più a dentro vide
10.117 l'angelica natura e 'l ministero.

10.118 Ne l'altra piccioletta luce ride
10.119 quello avvocato de' tempi cristiani mostra/nascondi nota pa-10-119 quello avvocato: è Paolo Orosio (nato a Terragona in Spagna e vissuto tra il IV e il V secolo). Scrisse un "Historiarum libri VII adversus paganos" e perciò fu considerato difensore (" avvocato ") del Cristianesimo. Della sua opera ("del cui latino") si giovò Sant'Agostino.
10.120 del cui latino Augustin si provide.

10.121 Or se tu l'occhio de la mente trani mostra/nascondi nota pa-10-121 trani: trascini, muovi.
10.122 di luce in luce dietro a le mie lode,
10.123 già de l'ottava con sete rimani.

10.124 Per vedere ogni ben dentro vi gode
10.125 l'anima santa che 'l mondo fallace mostra/nascondi nota pa-10-125 l'anima santa : Severino Boezio (480ca. - 526). Nella sua opera "De consolatione philosophiae" dimostra, a chi sappia comprendere il suo messaggio (" a chi di lei ben ode "), quanto siano fallaci i beni del mondo. Boezio, vissuto sotto il regno di Teodorico, perse la grazia del re, e fu da questi condannato a morire. Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di S. Pietro in Ciel d'Oro (" Cieldauro " ) a Pavia.
10.126 fa manifesto a chi di lei ben ode.

10.127 Lo corpo ond'ella fu cacciata giace
10.128 giuso in Cieldauro; ed essa da martiro
10.129 e da essilio venne a questa pace.

10.130 Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro
10.131 d'Isidoro, di Beda e di Riccardo, mostra/nascondi nota pa-10-131 Isidoro: Sant'Isidoro, vescovo di Siviglia (circa 560 - 636) autore di un lessico encicopledico d'importanza fondamentale per la cultura medioevale. Beda, detto il Venerabile (674 - 735), sacerdote benedettino inglese di stirpe sassone. E' noto a Dante per il "De Natura Rerum" piuttosto che per il capolavoro, la "Historia ecclesiastica gentis Anglorum". Riccardo, detto da San Vittore dal nome dell'Abbazia parigina della quale fu priore, e dove morì (1173), fu teologo mistico e contemplativo.
10.132 che a considerar fu più che viro.

10.133 Questi onde a me ritorna il tuo riguardo, mostra/nascondi nota pa-10-133 onde a me: dal quale torna a me il suo sguardo; perché è l'ultimo della ghirlanda.
10.134 è 'l lume d'uno spirto che 'n pensieri
10.135 gravi a morir li parve venir tardo: mostra/nascondi nota pa-10-135 a morir li parve: desiderò la morte a cui gli sembrava di avvicinarsi troppo lentamente.

10.136 essa è la luce etterna di Sigieri, mostra/nascondi nota pa-10-136 Sigieri: Sigieri di Brabante, nato nel 1226, filosofo averroista, avversario di San Tommaso, insegnò all'Università di Parigi. Professò le sue teorie non del tutto ortodosse in rue du Fouarre (via della paglia = " vico de li strami ") ma fu credente e rappresenta, forse, nella ghirlanda dei teologi, la filosofia pura. Venne assassinato a Orvieto nel 1283.
10.137 che, leggendo nel Vico de li Strami,
10.138 silogizzò invidiosi veri». mostra/nascondi nota pa-10-138 invidiosi veri: verità che gli procacciarono invidia, odio.

10.139 Indi, come orologio che ne chiami
10.140 ne l'ora che la sposa di Dio surge mostra/nascondi nota pa-10-140 la sposa di Dio: la Chiesa.
10.141 a mattinar lo sposo perché l'ami, mostra/nascondi nota pa-10-141 a mattinar: a levare il canto mattutino, in onore dello sposò suo Gesù.

10.142 che l'una parte e l'altra tira e urge, mostra/nascondi nota pa-10-142 l'una parte…: la parte della soneria che trascina e spinge la ruota, che mette in movimento il martelletto.
10.143 tin tin sonando con sì dolce nota,
10.144 che 'l ben disposto spirto d'amor turge; mostra/nascondi nota pa-10-144 turge: trabocca.

10.145 così vid'io la gloriosa rota
10.146 muoversi e render voce a voce in tempra mostra/nascondi nota pa-10-146 in tempra: in armonia di suono.
10.147 e in dolcezza ch'esser non pò nota

10.148 se non colà dove gioir s'insempra.




Un diavolo è qua dietro che n'accisma | sì crudelmente, al taglio de la spada | rimettendo ciascun di questa risma,   •   Inferno, Canto 28, Verso 39

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