Paradiso : Canto 1

1.1 La gloria di colui che tutto movemostra/nascondi nota pa-1-1 colui che tutto move: Dio è il motore supremo dell'Universo; " penetra e risplende " in tutte le creature ma più in quelle perfette, e meno in quelle che sono maggiormente lontane dalla perfezione.
1.2 per l'universo penetra, e risplende
1.3 in una parte più e meno altrove.

1.4 Nel ciel che più de la sua luce prendemostra/nascondi nota pa-1-4 Nel ciel: nel cielo Empireo, che, essendo la più compiuta opera di Dio, maggiormente riceve ( " prende " ) la luce divina.
1.5 fu' io, e vidi cose che ridire
1.6 né sa né può chi di là sù discende;

1.7 perché appressando sé al suo disire,mostra/nascondi nota pa-1-7 al suo disire: a Dio, sommo bene al quale aspira il nostro intelletto (cfr. Purg. c. XXXI, 23-24).
1.8 nostro intelletto si profonda tanto,
1.9 che dietro la memoria non può ire.

1.10 Veramente quant'io del regno santomostra/nascondi nota pa-1-10 regno santo: il Paradiso.
1.11 ne la mia mente potei far tesoro,
1.12 sarà ora materia del mio canto.

1.13 O buono Appollo, a l'ultimo lavoro
1.14 fammi del tuo valor sì fatto vaso,
1.15 come dimandi a dar l'amato alloro.mostra/nascondi nota pa-1-15 come dimandi: nel modo che tu chiedi, esigi, per concedere la corona di poeta. Per l'aggettivo " amato " cfr. nota 33.

1.16 Infino a qui l'un giogo di Parnasomostra/nascondi nota pa-1-16 l'un giogo: un solo giogo di Parnaso, quello sacro alle Muse, cioè l'Elicona. Ma ora anche Cirra, l'altro giogo, quello sacro ad Apollo, è necessario (" m'è uopo ") per percorrere l'ultima distanza (" aringo ") dell'opera intrapresa.
1.17 assai mi fu; ma or con amendue
1.18 m'è uopo intrar ne l'aringo rimaso.

1.19 Entra nel petto mio, e spira tue
1.20 sì come quando Marsia traestimostra/nascondi nota pa-1-20 Marsia: satiro frigio, vinto in una gara musicale da Apollo, che egli aveva sfidato; il vincitore, potendo disporre, secondo i patti, dell'avversario, lo scorticò traendolo " de la vagina de le membra sue ", come se sguainasse un'arma dal fodero.
1.21 de la vagina de le membra sue.

1.22 O divina virtù, se mi ti presti
1.23 tanto che l'ombra del beato regnomostra/nascondi nota pa-1-23 l'ombra: è il ricordo appena adombrato.
1.24 segnata nel mio capo io manifesti,

1.25 vedra'mi al piè del tuo diletto legnomostra/nascondi nota pa-1-25 del tuo diletto legno: l'alloro (cfr. n. 33).
1.26 venire, e coronarmi de le foglie
1.27 che la materia e tu mi farai degno.

1.28 Sì rade volte, padre, se ne coglie
1.29 per triunfare o cesare o poeta,mostra/nascondi nota pa-1-29 per triunfare : per solennizzare il trionfo di un imperatore, o la fama di un poeta.
1.30 colpa e vergogna de l'umane voglie,

1.31 che parturir letizia in su la lieta
1.32 delfica deità dovria la frondamostra/nascondi nota pa-1-32 delfica: Apollo aveva a Delfo il suo tempio più venerato.
1.33 peneia, quando alcun di sé asseta.mostra/nascondi nota pa-1-33 peneia: Dafne, figlia del fiume Peneo, fu amata da Apollo (cfr. v. 15 e 25), ma, restia a soddisfarne le voglie, fu dagli dei tramutata in alloro.

1.34 Poca favilla gran fiamma seconda:mostra/nascondi nota pa-1-34 Poca favilla: una gran fiamma tien dietro, segue, una piccola scintilla.
1.35 forse di retro a me con miglior voci
1.36 si pregherà perché Cirra risponda.mostra/nascondi nota pa-1-36 Cirra: il giogo di Parnaso sacro ad Apollo.

1.37 Surge ai mortali per diverse focimostra/nascondi nota pa-1-37 foci: punti dell'orizzonte.
1.38 la lucerna del mondo; ma da quellamostra/nascondi nota pa-1-38 la lucerna del mondo: il sole.
1.39 che quattro cerchi giugne con tre croci,mostra/nascondi nota pa-1-39 che quattro cerchi… : dal punto ( " foci " ) che congiunge insieme quattro cerchi e cioè lo zodiaco, l'equatore, il coluro equinoziale e l'orizzonte, in modo che quest'ultimo, intersecando gli altri tre forma tre croci, il sole sorge " con miglior corso " perché porta i giorni radiosi della primavera, e " con migliore stella ", in quanto la costellazione dell'Ariete reca i benèfici influssi e ricorda la congiunzione in cui si trovava il sole quando Dio mosse i cieli (cfr. Inf. c. I, 38 e segg.).

1.40 con miglior corso e con migliore stella
1.41 esce congiunta, e la mondana cera
1.42 più a suo modo tempera e suggella.mostra/nascondi nota pa-1-42 tempera e suggella: dispone nei suoi elementi, cui imprime il suo segno, il suo suggello. Si tenga presente che i quattro cerchi e le tre croci potrebbero avere il significato allegorico delle tre virtù teologali e delle quattro cardinali.

1.43 Fatto avea di là mane e di qua seramostra/nascondi nota pa-1-43 di là: nell'emisfero australe, ove si trova il Purgatorio; " di qua " è il nostro emisfero.
1.44 tal foce, e quasi tutto era là bianco
1.45 quello emisperio, e l'altra parte nera,

1.46 quando Beatrice in sul sinistro fianco
1.47 vidi rivolta e riguardar nel sole:
1.48 aquila sì non li s'affisse unquanco.mostra/nascondi nota pa-1-48 aquila: si credeva che l'aquila fosse capace di fissare il sole con lo sguardo (cfr. c. XX, 31-32).

1.49 E sì come secondo raggio suolemostra/nascondi nota pa-1-49 secondo raggio: il raggio riflesso suole derivare (" uscir ") dal raggio incidente (" primo ").
1.50 uscir del primo e risalire in suso,
1.51 pur come pelegrin che tornar vuole,

1.52 così de l'atto suo, per li occhi infuso
1.53 ne l'imagine mia, il mio si fece,mostra/nascondi nota pa-1-53 il mio: il mio atto del riguardare in alto.
1.54 e fissi li occhi al sole oltre nostr'uso.

1.55 Molto è licito là, che qui non lecemostra/nascondi nota pa-1-55 non lece: non è concesso, non è possibile.
1.56 a le nostre virtù, mercé del locomostra/nascondi nota pa-1-56 mercé del loco: grazie al luogo, cioè il Paradiso Terrestre, ove Dante ancora si trova, creato proprio per il genere umano.
1.57 fatto per proprio de l'umana spece.

1.58 Io nol soffersi molto, né sì poco,
1.59 ch'io nol vedessi sfavillar dintorno,
1.60 com'ferro che bogliente esce del foco;mostra/nascondi nota pa-1-60 bogliente: bollente, incandescente.

1.61 e di sùbito parve giorno a giornomostra/nascondi nota pa-1-61 giorno a giorno: raddoppiata la luminosità.
1.62 essere aggiunto, come quei che puote
1.63 avesse il ciel d'un altro sole addorno.

1.64 Beatrice tutta ne l'etterne rotemostra/nascondi nota pa-1-64 l'etterne rote: i cieli, eternamente rotanti.
1.65 fissa con li occhi stava; e io in lei
1.66 le luci fissi, di là sù rimote.mostra/nascondi nota pa-1-66 di là sù rimote: dopo averle allontanate, distolte dal sole.

1.67 Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
1.68 qual si fé Glauco nel gustar de l'erbamostra/nascondi nota pa-1-68 Glauco: pescatore della Beozia il quale, avendo notato che alcuni pesci da lui presi tornavano a vivere, dopo aver toccato una certa erba, provò a mangiarne lui stesso, sentendosi così mutar dentro, da divenir compagno ("consorto") degli altri dèi marini, per aver acquistato l'immortalità.
1.69 che 'l fé consorto in mar de li altri dèi.

1.70 Trasumanar significar per verbamostra/nascondi nota pa-1-70 Trasumanar: l'andar oltre alla natura umana, per acquisire la divinità, non si potrebbe spiegare a parole (" per verba ": cfr. lat. verbum).
1.71 non si poria; però l'essemplo basti
1.72 a cui esperienza grazia serba.mostra/nascondi nota pa-1-72 a cui: a chi la grazia celeste riserba di far l'esperienza del " trasumanar ".

1.73 S'i' era sol di me quel che creastimostra/nascondi nota pa-1-73 quel che creasti: quello che creasti da ultimo (" novellamente "), cioè l'anima.
1.74 novellamente, amor che 'l ciel governi,
1.75 tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti.

1.76 Quando la rota che tu sempiternimostra/nascondi nota pa-1-76 la rota: i cieli, mossi a rotare dal desiderio eterno di te.
1.77 desiderato, a sé mi fece attesomostra/nascondi nota pa-1-77 a sé mi fece atteso: attrasse a sè tutta la mia attenzione, con l'armonia, cioè con il suono che tu regoli (" temperi ") e distribuisci (" discerni "). La teoria dell'armonioso risonare delle sfere celesti in movimento risale a Pitagora e Dante dovette apprenderla da Cicerone nel "Somnium Scipionis".
1.78 con l'armonia che temperi e discerni,

1.79 parvemi tanto allor del cielo accesomostra/nascondi nota pa-1-79 tanto allor del cielo: tanta parte del cielo.
1.80 de la fiamma del sol, che pioggia o fiume
1.81 lago non fece alcun tanto disteso.

1.82 La novità del suono e 'l grande lume
1.83 di lor cagion m'accesero un disio
1.84 mai non sentito di cotanto acume.

1.85 Ond'ella, che vedea me sì com'io,mostra/nascondi nota pa-1-85 vedea me sì com'io: leggeva nei miei pensieri, come io stesso li vedevo.
1.86 a quietarmi l'animo commosso,
1.87 pria ch'io a dimandar, la bocca aprio,

1.88 e cominciò: «Tu stesso ti fai grossomostra/nascondi nota pa-1-88 grosso: grossolano, cioè, qui, di mente ottusa.
1.89 col falso imaginar, sì che non vedi
1.90 ciò che vedresti se l'avessi scosso.mostra/nascondi nota pa-1-90 se l'avessi scosso: se da te avessi allontanato il " falso imaginar ".

1.91 Tu non se' in terra, sì come tu credi;
1.92 ma folgore, fuggendo il proprio sito,
1.93 non corse come tu ch'ad esso riedi».mostra/nascondi nota pa-1-93 ad esso riedi: ritorni al cielo, cioè al " sito " proprio dell'anima.

1.94 S'io fui del primo dubbio disvestito
1.95 per le sorrise parolette brevi,
1.96 dentro ad un nuovo più fu' inretito,

1.97 e dissi: «Già contento requievimostra/nascondi nota pa-1-97 requievi: latinismo per "mi acquetai". Il corrispondente volgare al v. 86.
1.98 di grande ammirazion; ma ora ammiromostra/nascondi nota pa-1-98 ammiro: mi meraviglio (cfr. lat. admiror).
1.99 com'io trascenda questi corpi levi».mostra/nascondi nota pa-1-99 questi corpi levi: queste sostanze leggere, ossia le regioni dell'aria e del fuoco.

1.100 Ond'ella, appresso d'un pio sospiro,
1.101 li occhi drizzò ver' me con quel sembiante
1.102 che madre fa sovra figlio deliro,mostra/nascondi nota pa-1-102 figlio deliro: il figlio che vaneggia in preda alla febbre.

1.103 e cominciò: «Le cose tutte quante
1.104 hanno ordine tra loro, e questo è formamostra/nascondi nota pa-1-104 forma: principio informatore.
1.105 che l'universo a Dio fa simigliante.

1.106 Qui veggion l'alte creature l'ormamostra/nascondi nota pa-1-106 Qui: in quest'ordine le creature dotate d'intelligenza (angeli e uomini) scorgono l'impronta (" orma ") della virtù di Dio, il quale costituisce il fine ultimo, a cui tende detto ordine (" la toccata norma " ).
1.107 de l'etterno valore, il qual è fine
1.108 al quale è fatta la toccata norma.

1.109 Ne l'ordine ch'io dico sono acclinemostra/nascondi nota pa-1-109 accline : inclinate, cioè soggette.
1.110 tutte nature, per diverse sorti,
1.111 più al principio loro e men vicine;

1.112 onde si muovono a diversi portimostra/nascondi nota pa-1-112 a diversi porti: a vari fini, cui guida l'istinto.
1.113 per lo gran mar de l'essere, e ciascuna
1.114 con istinto a lei dato che la porti.

1.115 Questi ne porta il foco inver' la luna;mostra/nascondi nota pa-1-115 Questi: tale istinto.
1.116 questi ne' cor mortali è permotore;mostra/nascondi nota pa-1-116 è permotore: spinge gli esseri animati verso il loro fine.
1.117 questi la terra in sé stringe e aduna;mostra/nascondi nota pa-1-117 stringe e aduna: tiene raccolta per forza di coesione.

1.118 né pur le creature che son foremostra/nascondi nota pa-1-118 né pur: né soltanto le creature che son prive di ragione, ecc.
1.119 d'intelligenza quest'arco saetta
1.120 ma quelle c'hanno intelletto e amore.

1.121 La provedenza, che cotanto assetta,mostra/nascondi nota pa-1-121 assetta: dispone.
1.122 del suo lume fa 'l ciel sempre quietomostra/nascondi nota pa-1-122 'l ciel: il cielo Empireo, entro il quale ruota il Primo Mobile; questo è il più vicino all'Empireo e ruota più velocemente degli altri, perché animato da maggior desiderio di congiungersi a Dio, che nell'Empireo risiede. Inoltre, è il più ampio e -a maggior circonferenza- compone maggior velocità di rotazione, dato che i cieli sono concentrici.
1.123 nel qual si volge quel c'ha maggior fretta;

1.124 e ora lì, come a sito decreto,mostra/nascondi nota pa-1-124 lì: all'Empireo, come a luogo stabilito (" decreto ").
1.125 cen porta la virtù di quella cordamostra/nascondi nota pa-1-125 corda: il naturale istinto.
1.126 che ciò che scocca drizza in segno lieto.

1.127 Vero è che, come forma non s'accorda
1.128 molte fiate a l'intenzion de l'arte,
1.129 perch'a risponder la materia è sorda,

1.130 così da questo corso si dipartemostra/nascondi nota pa-1-130 da questo corso: dal cammino ispirato dall'istinto.
1.131 talor la creatura, c'ha podere
1.132 di piegar, così pinta, in altra parte;

1.133 e sì come veder si può cadere
1.134 foco di nube, sì l'impeto primomostra/nascondi nota pa-1-134 foco di nube: il fulmine, che si credeva di fuoco, elemento che tende all'alto, si rivolge invece al basso.
1.135 l'atterra torto da falso piacere.

1.136 Non dei più ammirar, se bene stimo,
1.137 lo tuo salir, se non come d'un rivo
1.138 se d'alto monte scende giuso ad imo.mostra/nascondi nota pa-1-138 se d'alto monte: se scende dal monte al piano.

1.139 Maraviglia sarebbe in te se, privo
1.140 d'impedimento, giù ti fossi assiso,
1.141 com'a terra quiete in foco vivo».mostra/nascondi nota pa-1-141 com'a terra: come farebbe meraviglia in terra l'immobilità (" quiete ") in un fuoco acceso (" vivo ") e fiammeggiante.

1.142 Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Paradiso : Canto 2

2.1 O voi che siete in piccioletta barca,mostra/nascondi nota pa-2-1 O voi: l'appello ai lettori rende palese la distinzione fondamentale fra Dante-pellegrino (l'"agens") e Dante-autore (l'"auctor"). Si tenga presente, però, che la sfera dell'"auctor" e quella dell'"agens" vengono continuamente ad interferire. Fuor di metafora, "in piccioletta barca" sta per "muniti di scarsa cultura".
2.2 desiderosi d'ascoltar, seguitimostra/nascondi nota pa-2-2 seguiti: avete seguito (cfr. lat. secuti estis).
2.3 dietro al mio legno che cantando varca,

2.4 tornate a riveder li vostri liti:
2.5 non vi mettete in pelago, ché forse,
2.6 perdendo me, rimarreste smarriti.

2.7 L'acqua ch'io prendo già mai non si corse;
2.8 Minerva spira, e conducemi Appollo,
2.9 e nove Muse mi dimostran l'Orse.mostra/nascondi nota pa-2-9 l'Orse: le Orse servono ad orientare la rotta dei naviganti.

2.10 Voialtri pochi che drizzaste il collo
2.11 per tempo al pan de li angeli, del qualemostra/nascondi nota pa-2-11 al pan de li angeli: agli studi teologici.
2.12 vivesi qui ma non sen vien satollo,mostra/nascondi nota pa-2-12 non sen vien satollo: non ci si può saziare, perché la compiuta sazietà del bene è concessa solo ai beati, nel cielo.

2.13 metter potete ben per l'alto salemostra/nascondi nota pa-2-13 l'alto sale: l'alto mare (cfr. lat. salum).
2.14 vostro navigio, servando mio solco
2.15 dinanzi a l'acqua che ritorna equale.mostra/nascondi nota pa-2-15 dinanzi: prima che la mia scia sia cancellata.

2.16 Que' gloriosi che passaro al Colcomostra/nascondi nota pa-2-16 Que' glorïosi: gli Argonauti, che si recarono nella Colchide e alla conquista del vello d'oro, non si meravigliarono, come farete voi, quando videro il loro capo Giasone trasformarsi in bifolco, aggiogando egli stesso due tori che spiravano fiamme dalle narici, ed arando il terreno per seminarvi i denti del drago, da lui ucciso, da cui nascevano uomini armati (cfr. Ovidio, Metamorfosi, VII, 100 e segg.).
2.17 non s'ammiraron come voi farete,
2.18 quando Iasón vider fatto bifolco.mostra/nascondi nota pa-2-18 Iasòn: cfr. Inf. c. XVIII, n. 86.

2.19 La concreata e perpetua setemostra/nascondi nota pa-2-19 concreata: innata, connaturata.
2.20 del deiforme regno cen portava
2.21 veloci quasi come 'l ciel vedete.mostra/nascondi nota pa-2-21 come 'l ciel vedete: con la velocità del cielo stellato.

2.22 Beatrice in suso, e io in lei guardava;
2.23 e forse in tanto in quanto un quadrel posamostra/nascondi nota pa-2-23 un quadrel: una freccia.
2.24 e vola e da la noce si dischiava,mostra/nascondi nota pa-2-24 si dischiava: si schioda, cioè si libera dalla parte della balestra (" la noce "), che tien tesa la corda.

2.25 giunto mi vidi ove mirabil cosa
2.26 mi torse il viso a sé; e però quella
2.27 cui non potea mia cura essere ascosa,

2.28 volta ver' me, sì lieta come bella,
2.29 «Drizza la mente in Dio grata», mi disse,
2.30 «che n'ha congiunti con la prima stella».mostra/nascondi nota pa-2-30 la prima stella: la Luna, il primo dei cieli.

2.31 Parev'a me che nube ne coprisse
2.32 lucida, spessa, solida e pulita,
2.33 quasi adamante che lo sol ferisse.mostra/nascondi nota pa-2-33 quasi adamante: come un diamante colpito dal sole.

2.34 Per entro sé l'etterna margaritamostra/nascondi nota pa-2-34 margarita: perla celeste (cfr. lat. "margarita").
2.35 ne ricevette, com'acqua recepemostra/nascondi nota pa-2-35 recepe: riceve, accoglie.
2.36 raggio di luce permanendo unita.

2.37 S'io era corpo, e qui non si concepemostra/nascondi nota pa-2-37 non si concepe: non si concepisce come una dimensione, cioè un corpo esteso nello spazio, tollerò senza disunirsi un altro corpo, cosa che deve pur avvenire, se un corpo si insinua (" repe " = striscia) in un altro.
2.38 com'una dimensione altra patio,
2.39 ch'esser convien se corpo in corpo repe,

2.40 accender ne dovrìa più il disio
2.41 di veder quella essenza in che si vedemostra/nascondi nota pa-2-41 quella essenza: Cristo, in cui si unirono strettamente la natura umana e quella divina.
2.42 come nostra natura e Dio s'unio.

2.43 Lì si vedrà ciò che tenem per fede,
2.44 non dimostrato, ma fia per sé noto
2.45 a guisa del ver primo che l'uom crede.mostra/nascondi nota pa-2-45 ver primo: l'assioma, che l'uomo crede intuitivamente, senza bisogno di dimostrazione (cfr. Purg. c. XVIII, 56):.

2.46 Io rispuosi: «Madonna, sì devoto
2.47 com'esser posso più, ringrazio luimostra/nascondi nota pa-2-47 lui: colui che mi ha rimosso (" remoto ") dal mondo mortale, cioè Dio.
2.48 lo qual dal mortal mondo m'ha remoto.

2.49 Ma ditemi: che son li segni buimostra/nascondi nota pa-2-49 li segni bui: le macchie lunari, che, per il loro aspetto, fanno sì che alcuni (" altrui ") sulla terra favoleggino di Caino? (cfr. Inf. c. XX, n. I26).
2.50 di questo corpo, che là giuso in terra
2.51 fan di Cain favoleggiare altrui?».

2.52 Ella sorrise alquanto, e poi «S'elli erra
2.53 l'oppinion», mi disse, «d'i mortali
2.54 dove chiave di senso non diserra,mostra/nascondi nota pa-2-54 chiave di senso: i sensi non possono dischiudere il vero.

2.55 certo non ti dovrien punger li strali
2.56 d'ammirazione omai, poi dietro ai sensimostra/nascondi nota pa-2-56 poi: poiché.
2.57 vedi che la ragione ha corte l'ali.

2.58 Ma dimmi quel che tu da te ne pensi».
2.59 E io: «Ciò che n'appar qua sù diverso
2.60 credo che fanno i corpi rari e densi».mostra/nascondi nota pa-2-60 i corpi rari e densi: la densità maggiore o minore dei corpi celesti e perciò anche dalla Luna. Tale teoria, che Dante si appresta a confutare, risale ad Averroe, e il poeta stesso l'aveva sostenuta in Conv. II, XIII, 9.

2.61 Ed ella: «Certo assai vedrai sommerso
2.62 nel falso il creder tuo, se bene ascolti
2.63 l'argomentar ch'io li farò avverso.

2.64 La spera ottava vi dimostra moltimostra/nascondi nota pa-2-64 La spera ottava: la sfera, ossia, il cielo delle stelle fisse, vi mostra molte luci che, per la qualità (" quale ") e per la quantità ( " quanto " ) della loro luminosità, si possono osservare come siano di diversi aspetti (" volti ").
2.65 lumi, li quali e nel quale e nel quanto
2.66 notar si posson di diversi volti.

2.67 Se raro e denso ciò facesser tanto,
2.68 una sola virtù sarebbe in tutti,mostra/nascondi nota pa-2-68 una sola virtù: un solo principio, quello della quantità di densità, più o meno distribuita, o uniformemente ("altrettanto" ) distribuita.
2.69 più e men distributa e altrettanto.

2.70 Virtù diverse esser convegnon fruttimostra/nascondi nota pa-2-70 Virtù diverse: influssi diversi, quali son quelli che le stelle rivelano, devono essere prodotti da cause diverse, cioè da " princìpi formali ", indipendenti dal principio materiale, cioè la materia, comune a tutte le stelle. Ma queste cause, secondo il tuo ragionamento ( " a tua ragion " ) sarebbero per conseguenza tutte annullate (" seguiterieno "), tranne una, quella della rarità e della densità della materia.
2.71 di princìpi formali, e quei, for ch'uno,
2.72 seguiterieno a tua ragion distrutti.

2.73 Ancor, se raro fosse di quel brunomostra/nascondi nota pa-2-73 di quel bruno: di quelle macchie oscure.
2.74 cagion che tu dimandi, o d'oltre in partemostra/nascondi nota pa-2-74 o d'oltre: o fino alla parte opposta (" oltre ") questo pianeta sarebbe cosi privo della sua materia, fino, cioè ad essere forato, oppure, come il corpo umano distribuisce il grasso e il magro, cosi questo pianeta cambierebbe strati (" carte ") nella sua massa.
2.75 fora di sua materia sì digiuno

2.76 esto pianeto, o, sì come comparte
2.77 lo grasso e 'l magro un corpo, così questo
2.78 nel suo volume cangerebbe carte.

2.79 Se 'l primo fosse, fora manifesto
2.80 ne l'eclissi del sol per traspareremostra/nascondi nota pa-2-80 per trasparere: per il fatto che il sole tralucerebbe in quegli ipotetici fori, come la sua luce traspare se immessa (" ingesto ") in qualsiasi altro corpo raro di materia.
2.81 lo lume come in altro raro ingesto.

2.82 Questo non è: però è da vedere
2.83 de l'altro; e s'elli avvien ch'io l'altro cassi,mostra/nascondi nota pa-2-83 cassi: confuti, annulli.
2.84 falsificato fia lo tuo parere.

2.85 S'elli è che questo raro non trapassi,mostra/nascondi nota pa-2-85 non trapassi: non arrivi a forare il pianeta.
2.86 esser conviene un termine da onde
2.87 lo suo contrario più passar non lassi;mostra/nascondi nota pa-2-87 lo suo contrario: il denso non lasci più passare il raro, cioè il pieno non ammette oltre il vuoto.

2.88 e indi l'altrui raggio si rifondemostra/nascondi nota pa-2-88 indi: da quel punto.
2.89 così come color torna per vetromostra/nascondi nota pa-2-89 per vetro: da uno specchio che è formato da una lastra di vetro, coperta da una lamina di piombo.
2.90 lo qual di retro a sé piombo nasconde.

2.91 Or dirai tu ch'el si dimostra tetromostra/nascondi nota pa-2-91 tetro: buio, oscuro.
2.92 ivi lo raggio più che in altre parti,
2.93 per esser lì refratto più a retro.

2.94 Da questa instanza può deliberartimostra/nascondi nota pa-2-94 instanza: dubbio.
2.95 esperienza, se già mai la provi,
2.96 ch'esser suol fonte ai rivi di vostr'arti.mostra/nascondi nota pa-2-96 fonte ai rivi: l'ideale sorgente donde prendono vita le arti e le scienze umane.

2.97 Tre specchi prenderai; e i due rimovi
2.98 da te d'un modo, e l'altro, più rimosso,mostra/nascondi nota pa-2-98 più rimosso: più lontano degli altri due, rifletta la luce al tuo sguardo (" li occhi tuoi ritrovi ").
2.99 tr'ambo li primi li occhi tuoi ritrovi.

2.100 Rivolto ad essi, fa che dopo il dossomostra/nascondi nota pa-2-100 dopo il dosso: dietro le spalle.
2.101 ti stea un lume che i tre specchi accenda
2.102 e torni a te da tutti ripercosso.

2.103 Ben che nel quanto tanto non si stendamostra/nascondi nota pa-2-103 nel quanto: nella quantità di luce ed anche nella grandezza dell'immagine.
2.104 la vista più lontana, lì vedraimostra/nascondi nota pa-2-104 la vista: lo specchio, o per meglio dire l'immagine riflessa.
2.105 come convien ch'igualmente risplenda.

2.106 Or, come ai colpi de li caldi rai
2.107 de la neve riman nudo il suggettomostra/nascondi nota pa-2-107 il suggetto: ciò che vi è sotto.
2.108 e dal colore e dal freddo primai,

2.109 così rimaso te ne l'intelletto
2.110 voglio informar di luce sì vivace,
2.111 che ti tremolerà nel suo aspetto.mostra/nascondi nota pa-2-111 che ti tremolerà: l'ondeggiare della fiamma ne dimostra la vivacità e la vitalità.

2.112 Dentro dal ciel de la divina pacemostra/nascondi nota pa-2-112 ciel de le divina pace: il cielo Empireo.
2.113 si gira un corpo ne la cui virtutemostra/nascondi nota pa-2-113 un corpo: il Primo Mobile, nella cui potenza animatrice risiede (" giace ") l'esistenza (" l'esser ") di tutto ciò che in esso è contenuto ("contento").
2.114 l'esser di tutto suo contento giace.

2.115 Lo ciel seguente, c'ha tante vedute,mostra/nascondi nota pa-2-115 Lo ciel seguente: il cielo stellato, che ha tante stelle simili ad occhi (" vedute "), distribuisce quella virtù (" esser ") nelle diverse sostanze (" essenze ") da esso contenute, per quanto differenti ( " distratte " ).
2.116 quell'esser parte per diverse essenze,
2.117 da lui distratte e da lui contenute.

2.118 Li altri giron per varie differenzemostra/nascondi nota pa-2-118 Li altri giron: gli altri cieli inferiori, in differenti modi, dispongono le distinte essenze che in sè contengono, secondo i loro fini e per produrre quei germi di vita ( " semenze " ), dai quali derivano gli esseri della terra.
2.119 le distinzion che dentro da sé hanno
2.120 dispongono a lor fini e lor semenze.

2.121 Questi organi del mondo così vanno,mostra/nascondi nota pa-2-121 organi del mondo: i cieli sono organi del corpo dell'universo, e ricevono influenze, ciascuno da quello superiore, per trasmetterle a quello inferiore.
2.122 come tu vedi omai, di grado in grado,
2.123 che di sù prendono e di sotto fanno.

2.124 Riguarda bene omai sì com'io vado
2.125 per questo loco al vero che disiri,
2.126 sì che poi sappi sol tener lo guado.mostra/nascondi nota pa-2-126 sol tener lo guado: percorrere da solo il resto del cammino.

2.127 Lo moto e la virtù d'i santi giri,
2.128 come dal fabbro l'arte del martello,
2.129 da' beati motor convien che spiri;mostra/nascondi nota pa-2-129 da' beati motor: dagli Angeli, o intelligenze motrici.

2.130 e 'l ciel cui tanti lumi fanno bello,mostra/nascondi nota pa-2-130 e 'l ciel: e il cielo stellato.
2.131 de la mente profonda che lui volvemostra/nascondi nota pa-2-131 de la mente profonda: dalla mente dei Cherubini che sono le sue Intelligenze motrici.
2.132 prende l'image e fassene suggello.

2.133 E come l'alma dentro a vostra polve
2.134 per differenti membra e conformate
2.135 a diverse potenze si risolve,mostra/nascondi nota pa-2-135 a diverse potenze: serve (" si risolve " ) a diverse facoltà, quali quella della vista, dell'udito, ecc.

2.136 così l'intelligenza sua bontate
2.137 multiplicata per le stelle spiega,
2.138 girando sé sovra sua unitate.mostra/nascondi nota pa-2-138 girando: pur girando col cielo, conserva la sua unità.

2.139 Virtù diversa fa diversa legamostra/nascondi nota pa-2-139 Virtù diversa: la virtù ordinativa, che varia dall'una all'altra delle Intelligenze motrici, forma un diverso amalgama (" lega ") secondo l'astro (" prezïoso corpo ") al quale infonde vita razionale ( " avviva " ).
2.140 col prezioso corpo ch'ella avviva,
2.141 nel qual, sì come vita in voi, si lega.

2.142 Per la natura lieta onde deriva,mostra/nascondi nota pa-2-142 lieta: perché procede da "lieto fattore" (cfr. Purg. c. XVI, 89).
2.143 la virtù mista per lo corpo luce
2.144 come letizia per pupilla viva.

2.145 Da essa vien ciò che da luce a lucemostra/nascondi nota pa-2-145 Da essa: dalla virtù dell'angelo e del cielo deriva la causa della differenza che appese tra stella e stella, e perciò anche la causa delle macchie lunari.
2.146 par differente, non da denso e raro;
2.147 essa è formal principio che produce,

2.148 conforme a sua bontà, lo turbo e 'l chiaro».mostra/nascondi nota pa-2-148 lo turbo e 'l chiaro: l'oscuro e il luminoso.

Paradiso : Canto 3

3.1 Quel sol che pria d'amor mi scaldò 'l petto,mostra/nascondi nota pa-3-1 Quel sol: Beatrice.
3.2 di bella verità m'avea scoverto,
3.3 provando e riprovando, il dolce aspetto;mostra/nascondi nota pa-3-3 riprovando: disapprovando, cioè confutando.

3.4 e io, per confessar corretto e certo
3.5 me stesso, tanto quanto si convenne
3.6 leva' il capo a proferer più erto;mostra/nascondi nota pa-3-6 a proferer: a proferire, a pronunciare.

3.7 ma visione apparve che ritenne
3.8 a sé me tanto stretto, per vedersi,
3.9 che di mia confession non mi sovvenne.

3.10 Quali per vetri trasparenti e tersi,
3.11 o ver per acque nitide e tranquille,
3.12 non sì profonde che i fondi sien persi,mostra/nascondi nota pa-3-12 persi: oscuri, tendenti al nero (cfr. Inf. c. V, n. 89).

3.13 tornan d'i nostri visi le postillemostra/nascondi nota pa-3-13 le postille: i tratti essenziali. l5. non vien men forte: non viene con minor celerità, cioè con maggior lentezza.
3.14 debili sì, che perla in bianca fronte
3.15 non vien men forte a le nostre pupille;

3.16 tali vid'io più facce a parlar pronte;
3.17 per ch'io dentro a l'error contrario corsimostra/nascondi nota pa-3-17 l'error contrario: l'errore opposto a quello di Narciso, il giovinetto che s'innamorò della propria immagine riflessa dall'acqua e da lui creduta reale. Però Dante crede che siano immagini riflesse quelle che sono persone reali; così si spiega il suo volgersi indietro.
3.18 a quel ch'accese amor tra l'omo e 'l fonte.

3.19 Sùbito sì com'io di lor m'accorsi,
3.20 quelle stimando specchiati sembianti,
3.21 per veder di cui fosser, li occhi torsi;

3.22 e nulla vidi, e ritorsili avanti
3.23 dritti nel lume de la dolce guida,
3.24 che, sorridendo, ardea ne li occhi santi.

3.25 «Non ti maravigliar perch'io sorrida»,
3.26 mi disse, «appresso il tuo pueril coto,mostra/nascondi nota pa-3-26 coto: pensiero (cfr. Inf. c. XXXI, 77).
3.27 poi sopra 'l vero ancor lo piè non fida,mostra/nascondi nota pa-3-27 poi: poiché.

3.28 ma te rivolve, come suole, a vòto:
3.29 vere sustanze son ciò che tu vedi,
3.30 qui rilegate per manco di voto.mostra/nascondi nota pa-3-30 per manco di voto: per inadempienza dei voti sacri. Sono gli spiriti negligenti, cui fece difetto la costanza.

3.31 Però parla con esse e odi e credi;
3.32 ché la verace luce che li appaga
3.33 da sé non lascia lor torcer li piedi».

3.34 E io a l'ombra che parea più vaga
3.35 di ragionar, drizza'mi, e cominciai,
3.36 quasi com'uom cui troppa voglia smaga:mostra/nascondi nota pa-3-36 smaga: fa smarrire (cfr. Purg. c. III, 11).

3.37 «O ben creato spirito, che a' rai
3.38 di vita etterna la dolcezza senti
3.39 che, non gustata, non s'intende mai,

3.40 grazioso mi fia se mi contentimostra/nascondi nota pa-3-40 grazioso: mi sarà gradito.
3.41 del nome tuo e de la vostra sorte».
3.42 Ond'ella, pronta e con occhi ridenti:

3.43 «La nostra carità non serra portemostra/nascondi nota pa-3-43 non serra porte: accoglie sempre.
3.44 a giusta voglia, se non come quellamostra/nascondi nota pa-3-44 se non: non diversamente dalla carità o amore divino, che vuole simili a sè le anime beate che sono in cielo (" tutta sua corte " ).
3.45 che vuol simile a sé tutta sua corte.

3.46 I' fui nel mondo vergine sorella;mostra/nascondi nota pa-3-46 sorella: suora, monaca.
3.47 e se la mente tua ben sé riguarda,
3.48 non mi ti celerà l'esser più bella,mostra/nascondi nota pa-3-48 l'esser più bella: in conseguenza del " trasumanar ", (cfr. Purg. c. XXX, 127-128).

3.49 ma riconoscerai ch'i' son Piccarda,mostra/nascondi nota pa-3-49 Piccarda: è Piccarda Donati, figlia di Simone, sorella di Corso (cfr. Purg. c. XXIV, 82 e segg.) e di Forese (cfr. Purg. c. XXIII, 48 e segg.). Appartenne all'ordine delle Clarisse, ma fu strappata a forza dal chiostro, per opera del fratello Corso, il quale intendeva darla in moglie a Rossellino della Tosa, con cui i Donati desideravano imparentarsi. Tuttavia, ella "supplicò Dio che la facesse morire o ammalare, così che potesse salvare la sua castità " (Benvenuto). " Immantinente infermò, e finì li suoi dì, e passò allo sposo del Cielo, al quale spontaneamente s'era giurata " (Ottimo).
3.50 che, posta qui con questi altri beati,
3.51 beata sono in la spera più tarda.mostra/nascondi nota pa-3-51 in la spera più tarda: il cielo della Luna, essendo il più piccolo, percorre, nello stesso tempo una spazio minore degli altri e perciò gira più lentamente.

3.52 Li nostri affetti, che solo infiammati
3.53 son nel piacer de lo Spirito Santo,mostra/nascondi nota pa-3-53 nel piacer: in ciò che piace allo Spirito Santo.
3.54 letizian del suo ordine formati.mostra/nascondi nota pa-3-54 letizian: gioiscono in conformità all'ordine da Lui imposto (cfr. c. I, 104).

3.55 E questa sorte che par giù cotanto,mostra/nascondi nota pa-3-55 par giù cotanto: sembra tanto.
3.56 però n'è data, perché fuor negletti
3.57 li nostri voti, e vòti in alcun canto».mostra/nascondi nota pa-3-57 e vòti: e manchevoli in qualche parte.

3.58 Ond'io a lei: «Ne' mirabili aspetti
3.59 vostri risplende non so che divino
3.60 che vi trasmuta da' primi concetti:mostra/nascondi nota pa-3-60 da' primi concetti: dalle immagini che, nel mondo, dapprima avevamo concepito.

3.61 però non fui a rimembrar festino;mostra/nascondi nota pa-3-61 festino: rapido (cfr. lat. festinus).
3.62 ma or m'aiuta ciò che tu mi dici,
3.63 sì che raffigurar m'è più latino.mostra/nascondi nota pa-3-63 latino: facile (cfr. Conv. II, III, 1).

3.64 Ma dimmi: voi che siete qui felici,
3.65 disiderate voi più alto loco
3.66 per più vedere e per più farvi amici?».mostra/nascondi nota pa-3-66 per più vedere: per avere una più piena visione di Dio.

3.67 Con quelle altr'ombre pria sorrise un poco;
3.68 da indi mi rispuose tanto lieta,
3.69 ch'arder parea d'amor nel primo foco:mostra/nascondi nota pa-3-69 ch'arder parea: che mostrava di accendersi nel primo fuoco d'amore, cioè in Dio.

3.70 «Frate, la nostra volontà quieta
3.71 virtù di carità, che fa volernemostra/nascondi nota pa-3-71 virtù di carità: forza d'amore tiene tranquilla la nostra volontà, quell'amore che ci fa desiderare sol quel che abbiamo.
3.72 sol quel ch'avemo, e d'altro non ci asseta.

3.73 Se disiassimo esser più superne,
3.74 foran discordi li nostri disiri
3.75 dal voler di colui che qui ne cerne;mostra/nascondi nota pa-3-75 che qui ne cerne: che qui ci ha poste, separandoci.

3.76 che vedrai non capere in questi giri,mostra/nascondi nota pa-3-76 non capere: non aver posto.
3.77 s'essere in carità è qui necesse,
3.78 e se la sua natura ben rimiri.

3.79 Anzi è formale ad esto beato essemostra/nascondi nota pa-3-79 è formale: è principio informativo a questa beata esistenza (" esse ") conservarsi nel limite (" dentro ") del volere divino.
3.80 tenersi dentro a la divina voglia,
3.81 per ch'una fansi nostre voglie stesse;

3.82 sì che, come noi sem di soglia in sogliamostra/nascondi nota pa-3-82 di soglia in soglia: di cielo in cielo.
3.83 per questo regno, a tutto il regno piace
3.84 com'a lo re che 'n suo voler ne 'nvoglia.mostra/nascondi nota pa-3-84 che 'n suo voler ne 'nvoglia: fa che noi vogliamo soltanto ciò che è conforme alla sua volontà.

3.85 E 'n la sua volontade è nostra pace:
3.86 ell'è quel mare al qual tutto si move
3.87 ciò ch'ella cria o che natura face».mostra/nascondi nota pa-3-87 ch'ella cria: che essa crea e che la natura produce.

3.88 Chiaro mi fu allor come ogne dovemostra/nascondi nota pa-3-88 come ogne dove: come ogni parte del cielo è luogo di perfetta beatitudine ( " paradiso " ), sebbene ( " etsi ", latinismo) la grazia di Dio ( " del sommo ben " ) non vi piova in un'unica misura (" modo ").
3.89 in cielo è paradiso, etsi la grazia
3.90 del sommo ben d'un modo non vi piove.

3.91 Ma sì com'elli avvien, s'un cibo sazia
3.92 e d'un altro rimane ancor la gola,
3.93 che quel si chere e di quel si ringrazia,mostra/nascondi nota pa-3-93 quel si chere: questo si chiede (cfr. lat. quaerere).

3.94 così fec'io con atto e con parola,
3.95 per apprender da lei qual fu la telamostra/nascondi nota pa-3-95 la tela: la vicenda per cui non aveva portato a compimento (" a co ", lat. caput) il voto (" la spuola ").
3.96 onde non trasse infino a co la spuola.

3.97 «Perfetta vita e alto merto incielamostra/nascondi nota pa-3-97 inciela: pone nel cielo.
3.98 donna più sù», mi disse, «a la cui normamostra/nascondi nota pa-3-98 donna: Santa Chiara d'Assisi (1194- 1253), seguace di San Francesco e fondatrice dell'ordine delle Clarisse.
3.99 nel vostro mondo giù si veste e vela,

3.100 perché fino al morir si vegghi e dorma
3.101 con quello sposo ch'ogne voto accettamostra/nascondi nota pa-3-101 con quello sposo: con Cristo, che accetta ogni voto, dettato dall'amore conforme alla sua legge (" piacer ").
3.102 che caritate a suo piacer conforma.

3.103 Dal mondo, per seguirla, giovinetta
3.104 fuggi'mi, e nel suo abito mi chiusi
3.105 e promisi la via de la sua setta.mostra/nascondi nota pa-3-105 setta: nel senso di ordine religioso.

3.106 Uomini poi, a mal più ch'a bene usi,mostra/nascondi nota pa-3-106 Uomini: il fratello Corso con altri parenti e compagni.
3.107 fuor mi rapiron de la dolce chiostra:
3.108 Iddio si sa qual poi mia vita fusi.mostra/nascondi nota pa-3-108 fusi: si fu.

3.109 E quest'altro splendor che ti si mostramostra/nascondi nota pa-3-109 splendor: spirito luminoso.
3.110 da la mia destra parte e che s'accende
3.111 di tutto il lume de la spera nostra,

3.112 ciò ch'io dico di me, di sé intende;
3.113 sorella fu, e così le fu toltamostra/nascondi nota pa-3-113 sorella fu: fu suora e le fu strappato a forza il velo monacale. 117 dal vel del cor: dall'amore per la vita del chiostro. 118 Costanza: è Costanza imperatrice che, da Enrico VI, secondo imperatore di Svevia (" vento di Soave ") generò Federico II, terzo ed ultimo imperatore di quella casa.
3.114 di capo l'ombra de le sacre bende.

3.115 Ma poi che pur al mondo fu rivolta
3.116 contra suo grado e contra buona usanza,
3.117 non fu dal vel del cor già mai disciolta.

3.118 Quest'è la luce de la gran Costanza
3.119 che del secondo vento di Soave
3.120 generò 'l terzo e l'ultima possanza».

3.121 Così parlommi, e poi cominciò "Ave,
3.122 Maria" cantando, e cantando vanio
3.123 come per acqua cupa cosa grave.mostra/nascondi nota pa-3-123 come per acqua cupa…: come un oggetto pesante in acque oscure.

3.124 La vista mia, che tanto lei seguio
3.125 quanto possibil fu, poi che la perse,
3.126 volsesi al segno di maggior disio,mostra/nascondi nota pa-3-126 al segno: all'oggetto di maggior desiderio.

3.127 e a Beatrice tutta si converse;
3.128 ma quella folgorò nel mio sguardo
3.129 sì che da prima il viso non sofferse;mostra/nascondi nota pa-3-129 il viso: il mio occhio non lo sostenne.

3.130 e ciò mi fece a dimandar più tardo.

Paradiso : Canto 4

4.1 Intra due cibi, distanti e moventimostra/nascondi nota pa-4-1 moventi: stimolanti, appetitosi.
4.2 d'un modo, prima si morria di fame,
4.3 che liber'omo l'un recasse ai denti;mostra/nascondi nota pa-4-3 liber'omo: uomo libero di scegliere in base ad una ragione determinante, che, in questo caso, non esisterebbe.

4.4 sì si starebbe un agno intra due bramemostra/nascondi nota pa-4-4 un agno: un agnello (cfr. lat. "agnus").
4.5 di fieri lupi, igualmente temendo;
4.6 sì si starebbe un cane intra due dame:mostra/nascondi nota pa-4-6 dame: daini.

4.7 per che, s'i' mi tacea, me non riprendo,
4.8 da li miei dubbi d'un modo sospinto,mostra/nascondi nota pa-4-8 né commendo: né mi lodo.
4.9 poi ch'era necessario, né commendo.

4.10 Io mi tacea, ma 'l mio disir dipinto
4.11 m'era nel viso, e 'l dimandar con ello,
4.12 più caldo assai che per parlar distinto.

4.13 Fé sì Beatrice qual fé Daniello,mostra/nascondi nota pa-4-13 qual fé Daniello: come fece il profeta Daniele, quando, riuscito ad indovinare e ad interpretare il sogno che il re Nabuccodonosor aveva dimenticata, ne smorzò l'ira che l'aveva reso ingiustamente malvagio ( "fello" ), tanto da spingerlo ad ordinare la morte di tutti i savi di Babilonia, incapaci d'indovinare il suo sogno.
4.14 Nabuccodonosor levando d'ira,
4.15 che l'avea fatto ingiustamente fello;

4.16 e disse: «Io veggio ben come ti tiramostra/nascondi nota pa-4-16 ti tira: ti spinge a chiedere.
4.17 uno e altro disio, sì che tua curamostra/nascondi nota pa-4-17 cura: ansia di sapere.
4.18 sé stessa lega sì che fuor non spira.

4.19 Tu argomenti: "Se 'l buon voler dura,
4.20 la violenza altrui per qual ragione
4.21 di meritar mi scema la misura?".

4.22 Ancor di dubitar ti dà cagione
4.23 parer tornarsi l'anime a le stelle,
4.24 secondo la sentenza di Platone.mostra/nascondi nota pa-4-24 secondo la sentenza di Platone: secondo la teoria, da Platone esposta nel "Timeo", le anime, prima di ircarnarsi, abitavano nei singoli cieli (" stelle ") dai quali derivavano le virtù, e ad essi tornavano, dopo la morte del corpo.

4.25 Queste son le question che nel tuo vellemostra/nascondi nota pa-4-25 nel tuo velle: sulla tua volontà (cfr. lat. velle) premono (" pontano ") con ugual forza. .
4.26 pontano igualmente; e però pria
4.27 tratterò quella che più ha di felle.mostra/nascondi nota pa-4-27 che più ha di felle: che contiene più fiele, veleno contro la credenza cattolica (cfr. lat. fel).

4.28 D'i Serafin colui che più s'india,mostra/nascondi nota pa-4-28 colui: quello dei Serafini (la più elevata gerarchia angelica) che più si compenetra in Dio (" s'india ").
4.29 Moisè, Samuel, e quel Giovannimostra/nascondi nota pa-4-29 Moisè: il legislatore del popolo ebreo; Samuele profeta e giudice ebreo; uno dei due Giovanni, l'Evangelista e il Battista.
4.30 che prender vuoli, io dico, non Maria,

4.31 non hanno in altro cielo i loro scannimostra/nascondi nota pa-4-31 non hanno: non hanno i loro troni in un cielo diverso da quello dove l'hanno questi spiriti, che or ora ti apparirono, né hanno, per essere beati, ("a l'esser lor"), da attendere più o meno anni.
4.32 che questi spirti che mo t'appariro,
4.33 né hanno a l'esser lor più o meno anni;

4.34 ma tutti fanno bello il primo giro,mostra/nascondi nota pa-4-34 il primo giro: l'Empireo.
4.35 e differentemente han dolce vita
4.36 per sentir più e men l'etterno spiro.mostra/nascondi nota pa-4-36 l'etterno spiro: lo spirito di Dio.

4.37 Qui si mostraro, non perché sortitamostra/nascondi nota pa-4-37 sortita: assegnata in sorte.
4.38 sia questa spera lor, ma per far segnomostra/nascondi nota pa-4-38 per far segno: per offrire un temibile esempio o dimostrazione della sfera celeste più bassa (" c'ha men salita ").
4.39 de la celestial c'ha men salita.

4.40 Così parlar conviensi al vostro ingegno,
4.41 però che solo da sensato apprendemostra/nascondi nota pa-4-41 da sensato: da cose che cadano sotto l'impressione dei sensi.
4.42 ciò che fa poscia d'intelletto degno.

4.43 Per questo la Scrittura condescendemostra/nascondi nota pa-4-43 condescende: asseconda le vaste capacità.
4.44 a vostra facultate, e piedi e mano
4.45 attribuisce a Dio, e altro intende;

4.46 e Santa Chiesa con aspetto umano
4.47 Gabriel e Michel vi rappresenta,
4.48 e l'altro che Tobia rifece sano.mostra/nascondi nota pa-4-48 e l'altro: è l'arcangelo Raffaele che, con il fiele di un pesce, guari Tobia dalla cecità.

4.49 Quel che Timeo de l'anime argomentamostra/nascondi nota pa-4-49 Timeo: filosofo di Locri, al cui nome si intitola uno dei dialoghi di Platone (cfr. n. 24).
4.50 non è simile a ciò che qui si vede,
4.51 però che, come dice, par che senta.mostra/nascondi nota pa-4-51 però che: poiché sembra che pensi alla lettera quel che dice, non attribuendo, cioè, alcun significato simbolico all'affermazione per cui le anime avrebbero sede sulle stelle.

4.52 Dice che l'alma a la sua stella riede,
4.53 credendo quella quindi esser decisamostra/nascondi nota pa-4-53 esser decisa: essere stata staccata, quando la natura la assegnò ad un corpo per esserne il principio formale vitale ( " forma " ).
4.54 quando natura per forma la diede;

4.55 e forse sua sentenza è d'altra guisa
4.56 che la voce non suona, ed esser puote
4.57 con intenzion da non esser derisa.

4.58 S'elli intende tornare a queste ruotemostra/nascondi nota pa-4-58 S'elli intende: se egli intende dire che debba riferirsi ai cieli il merito o la colpa (" biasmo ") delle influenze esercitate dalle stelle, forse il suo ragionamento (" suo arco ") in parte colpisce nel segno.
4.59 l'onor de la influenza e 'l biasmo, forse
4.60 in alcun vero suo arco percuote.

4.61 Questo principio, male inteso, torsemostra/nascondi nota pa-4-61 principio: la dottrina degli influssi, travisata perché non si riconosceva a Dio l'origine prima di essi.
4.62 già tutto il mondo quasi, sì che Giove,
4.63 Mercurio e Marte a nominar trascorse.mostra/nascondi nota pa-4-63 a nominar trascorse: arrivò al punto di far invocare Giove Mercurio e Marte come fossero divinità, e non soltanto astri guidati da intelligenze motrici.

4.64 L'altra dubitazion che ti commove
4.65 ha men velen, però che sua malizia
4.66 non ti poria menar da me altrove.mostra/nascondi nota pa-4-66 da me altrove: lontano da me. Si ricordi che Beatrice è simbolo della Verità rivelata e della Fede.

4.67 Parere ingiusta la nostra giustiziamostra/nascondi nota pa-4-67 Parere ingiusta: che la nostra giustizia sembri ingiusta agli occhi dei mortali, e che si creda tuttavia, è indizio (" argomento ") di fede e non d'eresia.
4.68 ne li occhi d'i mortali, è argomento
4.69 di fede e non d'eretica nequizia.

4.70 Ma perché puote vostro accorgimentomostra/nascondi nota pa-4-70 accorgimento: la facoltà di comprendere.
4.71 ben penetrare a questa veritate,
4.72 come disiri, ti farò contento.

4.73 Se violenza è quando quel che patemostra/nascondi nota pa-4-73 pate: subisce.
4.74 niente conferisce a quel che sforza,mostra/nascondi nota pa-4-74 niente conferisce: non dà nulla che concorra ad aiutare il violento (" quel che sforza ").
4.75 non fuor quest'alme per essa scusate;mostra/nascondi nota pa-4-75 per essa: per la violenza subita.

4.76 ché volontà, se non vuol, non s'ammorza,mostra/nascondi nota pa-4-76 non s'ammorza: non si spegne, come la fiamma viva.
4.77 ma fa come natura face in foco,
4.78 se mille volte violenza il torza.mostra/nascondi nota pa-4-78 il torza: ne torca la fiamma.

4.79 Per che, s'ella si piega assai o poco,
4.80 segue la forza; e così queste feromostra/nascondi nota pa-4-80 segue: asseconda la violenza.
4.81 possendo rifuggir nel santo loco.mostra/nascondi nota pa-4-81 nel santo loco: nel chiostro. Ma non vi fecero ritorno.

4.82 Se fosse stato lor volere intero,
4.83 come tenne Lorenzo in su la grada,mostra/nascondi nota pa-4-83 Lorenzo: San Lorenzo fu bruciato sulla graticola ( " grada " ).
4.84 e fece Muzio a la sua man severo,mostra/nascondi nota pa-4-84 Muzio: Muzio Scevola.

4.85 così l'avria ripinte per la strada
4.86 ond'eran tratte, come fuoro sciolte;
4.87 ma così salda voglia è troppo rada.

4.88 E per queste parole, se ricolte
4.89 l'hai come dei, è l'argomento cassomostra/nascondi nota pa-4-89 casso: confutato e annullato.
4.90 che t'avria fatto noia ancor più volte.

4.91 Ma or ti s'attraversa un altro passomostra/nascondi nota pa-4-91 passo: passaggio difficile, dubbio.
4.92 dinanzi a li occhi, tal che per te stesso
4.93 non usciresti: pria saresti lasso.

4.94 Io t'ho per certo ne la mente messo
4.95 ch'alma beata non poria mentire,
4.96 però ch'è sempre al primo vero appresso;mostra/nascondi nota pa-4-96 al primo vero: a Dio.

4.97 e poi potesti da Piccarda udire
4.98 che l'affezion del vel Costanza tenne;mostra/nascondi nota pa-4-98 l'affezion… tenne: cfr. c. III, 117.
4.99 sì ch'ella par qui meco contradire.

4.100 Molte fiate già, frate, addivenne
4.101 che, per fuggir periglio, contra gratomostra/nascondi nota pa-4-101 contra grato: controvoglia, si fece cosa che non conveniva fare.
4.102 si fé di quel che far non si convenne;

4.103 come Almeone, che, di ciò pregatomostra/nascondi nota pa-4-103 Almeone: Alcmeone, richiesto dal padre Anfiarao di uccidere la madre Erifile, obbedì, ma per non venir meno alla devozione verso il padre si rese spietato contro la madre (cfr. Purg. c. XII, n. 50).
4.104 dal padre suo, la propria madre spense,
4.105 per non perder pietà, si fé spietato.

4.106 A questo punto voglio che tu pense
4.107 che la forza al voler si mischia, e fanno
4.108 sì che scusar non si posson l'offense.mostra/nascondi nota pa-4-108 l'offense: le offese arrecate a Dio.

4.109 Voglia assoluta non consente al danno;mostra/nascondi nota pa-4-109 Voglia assoluta: la volontà non consente al male in senso assoluto; ma vi consente relativamente al fatto che è vinta dal timore di cadere in un male maggiore (" più affanno "), se si ritrae, cioè, se non acconsente. Ci sono, dunque, due volontà: quella assoluta e quella relativa.
4.110 ma consentevi in tanto in quanto teme,
4.111 se si ritrae, cadere in più affanno.

4.112 Però, quando Piccarda quello spreme,mostra/nascondi nota pa-4-112 quello spreme: esprime il sentimento di devozione al velo, nutrito da Costanza.
4.113 de la voglia assoluta intende, e io
4.114 de l'altra; sì che ver diciamo insieme».mostra/nascondi nota pa-4-114 de l'altra: della volontà relativa.

4.115 Cotal fu l'ondeggiar del santo rio
4.116 ch'uscì del fonte ond'ogne ver deriva;
4.117 tal puose in pace uno e altro disio.mostra/nascondi nota pa-4-117 uno e altro disio: cfr. v. 17.

4.118 «O amanza del primo amante, o diva»,mostra/nascondi nota pa-4-118 amanza: donna amata da Dio ( " primo amante " ).
4.119 diss'io appresso, «il cui parlar m'inonda
4.120 e scalda sì, che più e più m'avviva,

4.121 non è l'affezion mia tanto profonda,
4.122 che basti a render voi grazia per grazia;
4.123 ma quei che vede e puote a ciò risponda.

4.124 Io veggio ben che già mai non si sazia
4.125 nostro intelletto, se 'l ver non lo illustra
4.126 di fuor dal qual nessun vero si spazia.

4.127 Posasi in esso, come fera in lustra,mostra/nascondi nota pa-4-127 come fera in lustra: come fiera nel suo covile.
4.128 tosto che giunto l'ha; e giugner puollo:mostra/nascondi nota pa-4-128 e giugner puollo: e lo può raggiungere: altrimenti ogni desiderio di verità sarebbe vano (" frustra ", latinismo).
4.129 se non, ciascun disio sarebbe frustra.

4.130 Nasce per quello, a guisa di rampollo,mostra/nascondi nota pa-4-130 per quello: per il desiderio.
4.131 a piè del vero il dubbio; ed è natura
4.132 ch'al sommo pinge noi di collo in collo.mostra/nascondi nota pa-4-132 di collo in collo: di vetta in vetta.

4.133 Questo m'invita, questo m'assicura
4.134 con reverenza, donna, a dimandarvi
4.135 d'un'altra verità che m'è oscura.

4.136 Io vo' saper se l'uom può sodisfarvi
4.137 ai voti manchi sì con altri beni,
4.138 ch'a la vostra statera non sien parvi».mostra/nascondi nota pa-4-138 ch'a la vostra statera…: che alla bilancia della vostra giustizia non risultino insufficienti ("parvi", latinismo).

4.139 Beatrice mi guardò con li occhi pieni
4.140 di faville d'amor così divini,
4.141 che, vinta, mia virtute diè le reni,mostra/nascondi nota pa-4-141 diè le reni: fu sopraffatta. Nel linguaggio della guerra, "dar le reni" significa fuggire.

4.142 e quasi mi perdei con li occhi chini.

Paradiso : Canto 5

5.1 «S'io ti fiammeggio nel caldo d'amore
5.2 di là dal modo che 'n terra si vede,
5.3 sì che del viso tuo vinco il valore,mostra/nascondi nota pa-5-3 il valore: la potenza visiva.

5.4 non ti maravigliar; ché ciò procede
5.5 da perfetto veder, che, come apprende,
5.6 così nel bene appreso move il piede.mostra/nascondi nota pa-5-6 nel bene appreso: si spinge (" move il piede ") nella verità appresa verso un'altra verità.

5.7 Io veggio ben sì come già resplende
5.8 ne l'intelletto tuo l'etterna luce,
5.9 che, vista, sola e sempre amore accende;mostra/nascondi nota pa-5-9 vista: una volta che sia stata vista.

5.10 e s'altra cosa vostro amor seduce,mostra/nascondi nota pa-5-10 e s'altra cosa: e se qualcuno dei beni mondani attira (" seduce ") il vostro amore, ciò non accade se non per una certa impronta (" alcun vestigio ") della luce divina che in esso traluce, quando però nella creatura non si sappia riconoscere il Creatore (" mal conosciuto ").
5.11 non è se non di quella alcun vestigio,
5.12 mal conosciuto, che quivi traluce.

5.13 Tu vuo' saper se con altro servigio,mostra/nascondi nota pa-5-13 altro servigio: altro servizio reso a Dio.
5.14 per manco voto, si può render tanto
5.15 che l'anima sicuri di letigio».mostra/nascondi nota pa-5-15 sicuri di letigio: liberi da ogni contrasto con la giustizia divina.

5.16 Sì cominciò Beatrice questo canto;
5.17 e sì com'uom che suo parlar non spezza,
5.18 continuò così 'l processo santo:mostra/nascondi nota pa-5-18 'l processo santo: il santo ragionamento.

5.19 «Lo maggior don che Dio per sua larghezza
5.20 fesse creando, e a la sua bontatemostra/nascondi nota pa-5-20 fesse: facesse.
5.21 più conformato, e quel ch'e' più apprezza,

5.22 fu de la volontà c;mostra/nascondi nota pa-5-22 la libertate: il libero arbitrio.
5.23 di che le creature intelligenti,
5.24 e tutte e sole, fuoro e son dotate.

5.25 Or ti parrà, se tu quinci argomenti,mostra/nascondi nota pa-5-25 quinci: tenendo presente ciò.
5.26 l'alto valor del voto, s'è sì fatto
5.27 che Dio consenta quando tu consenti;mostra/nascondi nota pa-5-27 che Dio consenta: che Dio lo gradisca, acconsentendo.

5.28 ché, nel fermar tra Dio e l'uomo il patto,
5.29 vittima fassi di questo tesoro,mostra/nascondi nota pa-5-29 vittima fassi: si sacrifica questo " tesoro ", cioè la libera volontà o libero arbitrio; e tale sacrificio della libera volontà si effettua con un atto di libera volontà.
5.30 tal quale io dico; e fassi col suo atto.

5.31 Dunque che render puossi per ristoro?mostra/nascondi nota pa-5-31 per ristoro: per compenso.
5.32 Se credi bene usar quel c'hai offerto,mostra/nascondi nota pa-5-32 Se credi: se credi di poter ancora usare, sia pure a fin di bene, quello che hai offerto, cioè la libera volontà, fai come chi pretende di far opera buona ( " buon lavoro " ) di cosa che abbia estorto ad altri (" di maltolletto ", cfr. Inf. c. XI, 36).
5.33 di maltolletto vuo' far buon lavoro.

5.34 Tu se' omai del maggior punto certo;
5.35 ma perché Santa Chiesa in ciò dispensa,mostra/nascondi nota pa-5-35 in ciò dispensa: in materia di voto concede dispense.
5.36 che par contra lo ver ch'i' t'ho scoverto,

5.37 convienti ancor sedere un poco a mensa,
5.38 però che 'l cibo rigido c'hai preso,mostra/nascondi nota pa-5-38 'l cibo rigido: il difficile argomento.
5.39 richiede ancora aiuto a tua dispensa.mostra/nascondi nota pa-5-39 a tua dispensa: per essere distribuito in te, e da te assimilato.

5.40 Apri la mente a quel ch'io ti paleso
5.41 e fermalvi entro; ché non fa scienza,mostra/nascondi nota pa-5-41 ché non fa scienza: non si trasforma in cognizione ciò che si è udito senza che sia ritenuto.
5.42 sanza lo ritenere, avere inteso.

5.43 Due cose si convegnono a l'essenza
5.44 di questo sacrificio: l'una è quella
5.45 di che si fa; l'altr'è la convenenza.mostra/nascondi nota pa-5-45 di che si fa: ciò che si offre, cioè la materia del voto: castità, digiuno, astinenza, ecc. La " convenenza " è la convenzione o il patto che si stringe con Dio, sacrificandogli la Libera Volontà.

5.46 Quest'ultima già mai non si cancella
5.47 se non servata; e intorno di leimostra/nascondi nota pa-5-47 se non servata: se non quando sia stata completamente osservata.
5.48 sì preciso di sopra si favella:mostra/nascondi nota pa-5-48 di sopra: cfr. vv. 31-33.

5.49 però necessitato fu a li Ebreimostra/nascondi nota pa-5-49 però necessitato: perciò fu necessario agli Ebrei continuare ad offrire (" pur l'offerere "), sebbene fosse possibile permutare alcune delle cose destinate alla offerta, come devi sapere dalla lettura del Levitico.
5.50 pur l'offerere, ancor ch'alcuna offerta
5.51 sì permutasse, come saver dei.

5.52 L'altra, che per materia t'è aperta,mostra/nascondi nota pa-5-52 L'altra: la materia del voto (cfr. v. 45).
5.53 puote ben esser tal, che non si fallamostra/nascondi nota pa-5-53 non si falla: non si incorra in colpa.
5.54 se con altra materia si converta.

5.55 Ma non trasmuti carco a la sua spalla
5.56 per suo arbitrio alcun, sanza la voltamostra/nascondi nota pa-5-56 sanza la volta: senza il girare della chiave bianca e di quella gialla, cioè senza il permesso della Chiesa. La Chiave d'argento (" bianca ") rappresenta la sapienza, e quella d'oro (" gialla ") l'autorità sacerdotale (cfr. Purg. c. IX, n. 117).
5.57 e de la chiave bianca e de la gialla;

5.58 e ogne permutanza credi stolta,
5.59 se la cosa dimessa in la sorpresamostra/nascondi nota pa-5-59 se la cosa dimessa: se la materia lasciata non è contenuta in quella presa in sua sostituzione ( " in la sorpresa " ), come il quattro è contenuto nel sei. Cioè !a materia presa in sostituzione di altra deve essere per entità maggiore di quella.
5.60 come 'l quattro nel sei non è raccolta.

5.61 Però qualunque cosa tanto pesamostra/nascondi nota pa-5-61 Però…: perciò, qualunque materia, per suo particolare valore, abbia tanto peso da far tracollare (" tragga ") ogni bilancia, non abbia cioè cosa che pareggi e superi il suo peso, non è permutabile.
5.62 per suo valor che tragga ogne bilancia,
5.63 sodisfar non si può con altra spesa.

5.64 Non prendan li mortali il voto a ciancia;
5.65 siate fedeli, e a ciò far non bieci,mostra/nascondi nota pa-5-65 siate fedeli: serbate fede al voto, ma procedete con dirittura e non tortamente ( " non bieci " ), come Iefti (cfr. XI, XII, 7).
5.66 come Ieptè a la sua prima mancia;mostra/nascondi nota pa-5-66 Ieptè: Iefte, quando guidò gli Israeliti contro gli Ammoniti, avventatamente promise a Dio che avrebbe sacrificato quel che prima fosse uscito dal sua casa ( " prima mancia " : è ciò che si offre con la mano, cfr. Inf. c. XXXI, n. 6), qualora fosse riuscito vincitore. Per mantenere il voto, fu costretto a sacrificare la figlia, che per prima era uscita incontro a lui reduce vittorioso.

5.67 cui più si convenia dicer "Mal feci",mostra/nascondi nota pa-5-67 cui…: per lui meglio sarebbe stato dire : " Mal feci ", piuttosto che far peggio mantenendo il voto.
5.68 che, servando, far peggio; e così stolto
5.69 ritrovar puoi il gran duca de' Greci,mostra/nascondi nota pa-5-69 il gran duca de' Greci: Agamennone, per ottenere il vento favorevole alla sua rotta, aveva promesso in voto ad Artemide quel che di più bello gli fosse nato nel regno; toccò alla figlia Ifigenia esser vittima del sacrificio, per cui la fanciulla pianse la sua bellezza, causa della sua rovina.

5.70 onde pianse Efigènia il suo bel volto,
5.71 e fé pianger di sé i folli e i savi
5.72 ch'udir parlar di così fatto cólto.mostra/nascondi nota pa-5-72 còlto: culto, atto religioso; cioè il sacrificio.

5.73 Siate, Cristiani, a muovervi più gravi:
5.74 non siate come penna ad ogne vento,
5.75 e non crediate ch'ogne acqua vi lavi.

5.76 Avete il novo e 'l vecchio Testamento,
5.77 e 'l pastor de la Chiesa che vi guida;
5.78 questo vi basti a vostro salvamento.

5.79 Se mala cupidigia altro vi grida,
5.80 uomini siate, e non pecore matte,
5.81 sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!mostra/nascondi nota pa-5-81 sì che 'l Giudeo: termine generico per i non cristiani.

5.82 Non fate com'agnel che lascia il latte
5.83 de la sua madre, e semplice e lascivomostra/nascondi nota pa-5-83 semplice e lascivo: sciocco e irrequieto.
5.84 seco medesmo a suo piacer combatte!».

5.85 Così Beatrice a me com'io scrivo;
5.86 poi si rivolse tutta disiante
5.87 a quella parte ove 'l mondo è più vivo.mostra/nascondi nota pa-5-87 a quella parte; verso il sole e, per conseguenza, verso l'Equatore e l'Empireo.

5.88 Lo suo tacere e 'l trasmutar sembiante
5.89 puoser silenzio al mio cupido ingegno,
5.90 che già nuove questioni avea davante;

5.91 e sì come saetta che nel segno
5.92 percuote pria che sia la corda queta,mostra/nascondi nota pa-5-92 che sia la corda queta: che abbia smesso di vibrare.
5.93 così corremmo nel secondo regno.mostra/nascondi nota pa-5-93 secondo regno: è il cielo di Mercurio, ove sono accolti gli spiriti ambiziosi o attivi.

5.94 Quivi la donna mia vid'io sì lieta,
5.95 come nel lume di quel ciel si mise,
5.96 che più lucente se ne fé 'l pianeta.mostra/nascondi nota pa-5-96 'l pianeta: Mercurio.

5.97 E se la stella si cambiò e rise,
5.98 qual mi fec'io che pur da mia naturamostra/nascondi nota pa-5-98 da mia natura: per la mia nature umana sono soggetto a mutamenti di ogni specie.
5.99 trasmutabile son per tutte guise!

5.100 Come 'n peschiera ch'è tranquilla e pura
5.101 traggonsi i pesci a ciò che vien di fori
5.102 per modo che lo stimin lor pastura,

5.103 sì vid'io ben più di mille splendori
5.104 trarsi ver' noi, e in ciascun s'udìa:
5.105 «Ecco chi crescerà li nostri amori».mostra/nascondi nota pa-5-105 Ecco…: "Ecco Dante, il quale aumenterà la virtù della carità in noi, perché di quella nel solvere i suoi dubbi potremo usare" (Vellutello).

5.106 E sì come ciascuno a noi venìa,
5.107 vedeasi l'ombra piena di letizia
5.108 nel folgór chiaro che di lei uscia.

5.109 Pensa, lettor, se quel che qui s'inizia
5.110 non procedesse, come tu avresti
5.111 di più savere angosciosa carizia;mostra/nascondi nota pa-5-111 carizia: mancanza (cfr. lat. "carere").

5.112 e per te vederai come da questi
5.113 m'era in disio d'udir lor condizioni,
5.114 sì come a li occhi mi fur manifesti.

5.115 «O bene nato a cui veder li troni
5.116 del triunfo etternal concede grazia
5.117 prima che la milizia s'abbandoni,mostra/nascondi nota pa-5-117 la milizia: biblicamente, è la vita.

5.118 del lume che per tutto il ciel si spazia
5.119 noi semo accesi; e però, se disii
5.120 di noi chiarirti, a tuo piacer ti sazia».mostra/nascondi nota pa-5-120 chiarirti: illuminarti.

5.121 Così da un di quelli spirti pii
5.122 detto mi fu; e da Beatrice: «Dì, dì
5.123 sicuramente, e credi come a dii».mostra/nascondi nota pa-5-123 a dii: ad esseri ispirati dalla divinità (cfr. c. III, 31-33).

5.124 «Io veggio ben sì come tu t'annidi
5.125 nel proprio lume, e che de li occhi il traggi,mostra/nascondi nota pa-5-125 proprio: tuo proprio.
5.126 perch'e' corusca sì come tu ridi;mostra/nascondi nota pa-5-126 corusca: balena, lampeggia.

5.127 ma non so chi tu se', né perché aggi,mostra/nascondi nota pa-5-127 aggi: abbia.
5.128 anima degna, il grado de la spera
5.129 che si vela a' mortai con altrui raggi».mostra/nascondi nota pa-5-129 che si vela: Mercurio, sorgendo e tramontando vicino al sole, è difficilmente visibile, perché velato dal raggi di quello.

5.130 Questo diss'io diritto alla lumeramostra/nascondi nota pa-5-130 diritto: indirizzandomi.
5.131 che pria m'avea parlato; ond'ella fessi
5.132 lucente più assai di quel ch'ell'era.

5.133 Sì come il sol che si cela elli stessimostra/nascondi nota pa-5-133 Sì come il sol: così come il sole, che si sottrae alla vista di per sè stesso, quando i suoi raggi hanno dissipato i vapori che ne temperavano la lLuminosità.
5.134 per troppa luce, come 'l caldo ha róse
5.135 le temperanze d'i vapori spessi,

5.136 per più letizia sì mi si nascose
5.137 dentro al suo raggio la figura santa;
5.138 e così chiusa chiusa mi rispuose

5.139 nel modo che 'l seguente canto canta.

Paradiso : Canto 6

6.1 «Poscia che Costantin l'aquila volsemostra/nascondi nota pa-6-1 l'aquila: simbolo dell'autorità imperiale.
6.2 contr'al corso del ciel, ch'ella seguiomostra/nascondi nota pa-6-2 contr'al corso del ciel: dall'occidente (Roma) all'oriente (Bisanzio), mentre il cielo si muove da oriente ad occidente.
6.3 dietro a l'antico che Lavina tolse,mostra/nascondi nota pa-6-3 dietro a l'antico: al seguito di Enea, che prese in moglie Lavinia, dando origine alla stirpe romana.

6.4 cento e cent'anni e più l'uccel di Diomostra/nascondi nota pa-6-4 l'uccel di Dio: l'Aquila. Si ricordi che Dante credeva nella santità dell'Impero (cfr. Inf. c. II, 16 e segg.), perciò il simbolo imperiale è detto " di Dio ".
6.5 ne lo stremo d'Europa si ritenne,mostra/nascondi nota pa-6-5 ne lo stremo d'Europa: all'estremità orientale d'Europa, a Bisanzio, presso i monti della Troade, dai quali prese le mosse al seguito di Enea. Cronologicamente, l'impero ebbe sede a Bisanzio dal 330 e Giustiniano fu incoronato nel 527; tra le due date corrono 197 anni, perciò l'affermazione del v. 4 (" cento e cent'anni e più") non è esattissima.
6.6 vicino a' monti de' quai prima uscìo;

6.7 e sotto l'ombra de le sacre penne
6.8 governò 'l mondo lì di mano in mano,
6.9 e, sì cangiando, in su la mia pervenne.

6.10 Cesare fui e son Iustiniano,mostra/nascondi nota pa-6-10 Iustiniano: imperatore, nato il 482 e morto il 565; raccolse in un "Codex" e in un "Digestum" la legislazione romana, titolo questo che lo rese degno della massima reverenza agli occhi di Dante.
6.11 che, per voler del primo amor ch'i' sento,
6.12 d'entro le leggi trassi il troppo e 'l vano.

6.13 E prima ch'io a l'ovra fossi attento,mostra/nascondi nota pa-6-13 a l'ovra: al riordinamento delle leggi.
6.14 una natura in Cristo esser, non piùe,mostra/nascondi nota pa-6-14 una natura: allude all'eresia di Eutiche, detta monofisita, perché ammetteva in Cristo la sola nature divina. Ma di tale eresia fu seguace non Giustiniano, come si credeva nel Medio Evo, ma sua moglie Teodora.
6.15 credea, e di tal fede era contento;

6.16 ma 'l benedetto Agapito, che fuemostra/nascondi nota pa-6-16 'l benedetto Agapito: pontefice dal 533 al 536, si recò a Bisanzio per mediare la pace tra Giustiniano e il re degli Ostrogoti, Teodato.
6.17 sommo pastore, a la fede sincera
6.18 mi dirizzò con le parole sue.

6.19 Io li credetti; e ciò che 'n sua fede era,
6.20 vegg'io or chiaro sì, come tu vedi
6.21 ogni contradizione e falsa e vera.mostra/nascondi nota pa-6-21 ogni contradizione: in ogni contraddizione esserci una tesi vera e l'altra falsa.

6.22 Tosto che con la Chiesa mossi i piedi,
6.23 a Dio per grazia piacque di spirarmi
6.24 l'alto lavoro, e tutto 'n lui mi diedi;mostra/nascondi nota pa-6-24 l'alto lavoro: è sempre la raccolta delle leggi; ma essa era già al termine quando Agapito I fu assunto al soglio pontificio. Le varie inesattezze cronologiche sono da imputare a Martin Polono, fonte di Brunetto Latini, che Dante seguì.

6.25 e al mio Belisar commendai l'armi,mostra/nascondi nota pa-6-25 Belisar : Belisario (490-565), grande condottiero, nipote e generale di Giustiniano sconfisse gli Ostrogoti e i Vandali. Fu mal ricompensato da Giustiniano, che lo fece imprigionare. Ma Dante ignora questi particolari.
6.26 cui la destra del ciel fu sì congiunta,
6.27 che segno fu ch'i' dovessi posarmi.mostra/nascondi nota pa-6-27 posarmi: aver posa dalle cure della guerra.

6.28 Or qui a la question prima s'appuntamostra/nascondi nota pa-6-28 a la question prima: alla prima domanda: " non so chi tu se' " (cfr. canto precedente, v.127).
6.29 la mia risposta; ma sua condizionemostra/nascondi nota pa-6-29 sua condizione: il tono di essa risposta.
6.30 mi stringe a seguitare alcuna giunta,

6.31 perché tu veggi con quanta ragionemostra/nascondi nota pa-6-31 con quanta ragione: è ironico: quanto a torto.
6.32 si move contr'al sacrosanto segno
6.33 e chi 'l s'appropria e chi a lui s'oppone.

6.34 Vedi quanta virtù l'ha fatto degno
6.35 di reverenza; e cominciò da l'ora
6.36 che Pallante morì per darli regno.mostra/nascondi nota pa-6-36 Pallante: figlio di Evandro, re del Lazio, alleato di Enea, morì combattendo contro Turno, re dei Rutuli.

6.37 Tu sai ch'el fece in Alba sua dimoramostra/nascondi nota pa-6-37 el fece in Alba…: l'aquila imperiale dimorò in Alba Longa, città del Lazio, fondata da Ascanio, figlio di Enea.
6.38 per trecento anni e oltre, infino al fine
6.39 che i tre a' tre pugnar per lui ancora.mostra/nascondi nota pa-6-39 i tre a' tre: i tre Orazi romani, e i tre Curiazi albani. Roma era già stata fondata.

6.40 E sai ch'el fé dal mal de le Sabinemostra/nascondi nota pa-6-40 dal mal de le Sabine: dal ratto delle Sabine alla violenza subita da Lucrezia, che segnò la caduta dell'ultimo re, Tarquinio il Superbo.
6.41 al dolor di Lucrezia in sette regi,
6.42 vincendo intorno le genti vicine.

6.43 Sai quel ch'el fé portato da li egregi
6.44 Romani incontro a Brenno, incontro a Pirro,mostra/nascondi nota pa-6-44 Brenno: capo dei Galli, vinto da Camillo; Pirro è il re dell'Epiro, alleato dei Tarantini.
6.45 incontro a li altri principi e collegi;

6.46 onde Torquato e Quinzio, che dal cirromostra/nascondi nota pa-6-46 Torquato: Tito Manlio Torquato, vincitore dei Galli e dei Latini. Quinzio è il vincitore dei Sabini, degli Equi e dei Volsci, uomo di semplicissimi costumi: fu soprannominato Cincinnato per le sue chiome sempre arruffate (" cirro = negletto " cfr. lat. cirrus, cincinnus = ricciolo). In realtà "cincinnatus" significa semplicemente "ricciuto": l'inesattezza, in cui incorse anche Petrarca, risale alle "Derivationes" di Uguccione da Pisa.
6.47 negletto fu nomato, i Deci e ' Fabimostra/nascondi nota pa-6-47 i Deci e' Fabi: Decio Mure, suo figlio e il nipote, si sacrificarono per la patria romana; la famiglia dei Fabi diede un notevole contributo di uomini alla causa romana, dai trecento morti nella guerra contro Veio a Fabio Massimo il temporeggiatore.
6.48 ebber la fama che volontier mirro.mostra/nascondi nota pa-6-48 mirro: consacro con la mirra. Il Buti interpreta: "miro", "ammiro".

6.49 Esso atterrò l'orgoglio de li Aràbimostra/nascondi nota pa-6-49 Aràbi: gli abitanti dell'Africa Settentrionale, che seguirono Annibale; cioè i Cartaginesi.
6.50 che di retro ad Annibale passaro
6.51 l'alpestre rocce, Po, di che tu labi.mostra/nascondi nota pa-6-51 di che tu labi: dalle quali discendi (cfr. lat. "labi").

6.52 Sott'esso giovanetti triunfaro
6.53 Scipione e Pompeo; e a quel collemostra/nascondi nota pa-6-53 Scipione: Scipione Africano maggiore, quando combatté contro Annibale al Ticino, contava 17 anni. Trentatreenne, sconfisse Annibale a Zama. Pompeo a 25 anni conseguì il trionfo.
6.54 sotto 'l qual tu nascesti parve amaro.mostra/nascondi nota pa-6-54 parve amaro: il segno dell'aquila parve amaro, al colle di Fiesole, sovrastante Firenze, perché, secondo una leggenda, i Romani distrussero Fiesole stessa, dove si sarebbero rifugiati i resti dell'esercito di Catilina (cfr. Inf. c. XV, 61 e Par. c. XV, 126).

6.55 Poi, presso al tempo che tutto 'l ciel volle
6.56 redur lo mondo a suo modo sereno,
6.57 Cesare per voler di Roma il tolle.mostra/nascondi nota pa-6-57 il tolle: lo impugna per volontà di Roma, non come usurpatore.

6.58 E quel che fé da Varo infino a Reno,mostra/nascondi nota pa-6-58 da Varo infino a Reno: i due fiumi posti a confine della Gallia transalpina.
6.59 Isara vide ed Era e vide Sennamostra/nascondi nota pa-6-59 Isara…: l'Isère, la Loira e la Senna e il territorio attraversato dal Rodano. Allusione alle guerre galliche.
6.60 e ogne valle onde Rodano è pieno.

6.61 Quel che fé poi ch'elli uscì di Ravenna
6.62 e saltò Rubicon, fu di tal volo,mostra/nascondi nota pa-6-62 e saltò Rubicon: Cesare, reduce della Gallia, si era attestato a Ravenna, prima di attraversare il Rubicone.
6.63 che nol seguiteria lingua né penna.

6.64 Inver' la Spagna rivolse lo stuolo,mostra/nascondi nota pa-6-64 Inver' la Spagna: contro i legati di Pompeo: Petreio, Afranio e Varrone.
6.65 poi ver' Durazzo, e Farsalia percossemostra/nascondi nota pa-6-65 ver Durazzo: nell'Illiria, donde a Farsalo, in Tessaglia, riportò la vittoria decisiva sui Pompeiani.
6.66 sì ch'al Nil caldo si sentì del duolo.mostra/nascondi nota pa-6-66 al Nil caldo: anche in Egitto si sentì dolore del colpo, in quanto Pompeo, in fuga, sbarcato in quella terra, fu fatto uccidere a tradimento dal re Tolomeo.

6.67 Antandro e Simeonta, onde si mosse,mostra/nascondi nota pa-6-67 Antandro e Simeonta: città della Frigia la prima, fiume della Troade il secondo, caratterizzano i luoghi donde l'aquila si mosse al seguito di Enea.
6.68 rivide e là dov'Ettore si cuba;mostra/nascondi nota pa-6-68 dov'Ettore si cuba: la Troade, dove Ettore giace, si trova in Asia Minore.
6.69 e mal per Tolomeo poscia si scosse.mostra/nascondi nota pa-6-69 e mal per Tolomeo: con danno di Tolomeo, al quale Cesare tolse il regno, per affidarlo alla sorella di questi, Cleopatra.

6.70 Da indi scese folgorando a Iuba;mostra/nascondi nota pa-6-70 a Iuba: contro Giuba, re di Mauritania, partigiano di Pompeo; lo sconfisse a Tapso.
6.71 onde si volse nel vostro occidente,mostra/nascondi nota pa-6-71 nel vostro occidente: in Spagna, che per voi Italiani si trova ad occidente, dove risonava la tromba di guerra (" tuba ") dei Pompeiani guidati dai figli di Pompeo che Cesare sconfisse a Munda.
6.72 ove sentia la pompeana tuba.

6.73 Di quel che fé col baiulo seguente,mostra/nascondi nota pa-6-73 baiulo: portatore. Si tratta di Ottaviano, il quale, a Filippi, vendicò la morte di Cesare, battendo Bruto e Cassio, per i quali, cfr. Inf. XXXIV, 55 e segg.
6.74 Bruto con Cassio ne l'inferno latra,
6.75 e Modena e Perugia fu dolente.mostra/nascondi nota pa-6-75 e Modena e Perugia: presso Modena, Antonio fu sconfitto da Ottaviano; Perugia fu saccheggiata perché vi si trovavano rifugiati i congiunti di Antonio.

6.76 Piangene ancor la trista Cleopatra,mostra/nascondi nota pa-6-76 Cleopatra: creata regina d'Egitto da Cesare, seguì il partito di Antonio, ma ad Azio, sconfitta e inseguita da Ottaviano, si diede la morte lasciandosi mordere da un serpente (" colubro " cfr. lat. "coluber").
6.77 che, fuggendoli innanzi, dal colubro
6.78 la morte prese subitana e atra.

6.79 Con costui corse infino al lito rubro;mostra/nascondi nota pa-6-79 al lito rubro: al mar Rosso (cfr. lat. "ruber"), conseguentemente alla conquista dell'Egitto.
6.80 con costui puose il mondo in tanta pace,
6.81 che fu serrato a Giano il suo delubro.mostra/nascondi nota pa-6-81 Giano: il tempio (" delubro " cfr. lat. "delubrum") di Giano aveva le porte aperte durante lo stato di guerra. Quando, sotto Augusto, le porte furono chiuse un tale avvenimento non si verificava da oltre duecento anni.

6.82 Ma ciò che 'l segno che parlar mi face
6.83 fatto avea prima e poi era fatturomostra/nascondi nota pa-6-83 fatturo: sul punto di fare. E' un latinismo.
6.84 per lo regno mortal ch'a lui soggiace,

6.85 diventa in apparenza poco e scuro,
6.86 se in mano al terzo Cesare si miramostra/nascondi nota pa-6-86 al terzo Cesare: a Tiberio.
6.87 con occhio chiaro e con affetto puro;

6.88 ché la viva giustizia che mi spira,
6.89 li concedette, in mano a quel ch'i' dico,
6.90 gloria di far vendetta a la sua ira.mostra/nascondi nota pa-6-90 gloria…: la gloria di compiere la giusta punizione (" vendetta "), con la morte del Cristo, atta a placare l'ira concepita per il peccato di Adamo. Infatti, solo il sacrificio dell'uomo-Dio poteva riscattare quella colpa, e fu gloria dell'Impero che Dio affidasse propio ad un tribunale romano il compito di condannare Cristo, compiendo così la punizione del peccato originale.

6.91 Or qui t'ammira in ciò ch'io ti replìco:
6.92 poscia con Tito a far vendetta corsemostra/nascondi nota pa-6-92 a far vendetta corse: nel 70, Tito conquistò Gerusalemme, compiendo così la vendetta della morte di Cristo che era stata a sua volta vendetta del peccato originale. L'apparente contraddizione sarà spiegata nel canto seguente.
6.93 de la vendetta del peccato antico.

6.94 E quando il dente longobardo morse
6.95 la Santa Chiesa, sotto le sue alimostra/nascondi nota pa-6-95 sotto le sue ali: sotto le ali dell'aquila, ovvero dell'autorità imperiale. Naturalmente, Carlo Magno non era ancora imperatore, quando soccorse la Chiesa attaccata dai Longobardi, ma Dante lo considera tale, quasi inviato dalla Provvidenza.
6.96 Carlo Magno, vincendo, la soccorse.

6.97 Omai puoi giudicar di quei cotali
6.98 ch'io accusai di sopra e di lor falli,mostra/nascondi nota pa-6-98 di sopra: cfr. n. 31-33.
6.99 che son cagion di tutti vostri mali.

6.100 L'uno al pubblico segno i gigli giallimostra/nascondi nota pa-6-100 i gigli gialli: i gigli d'oro della casa di Francia; allude agli Angioini di Napoli, allora alla testa del partito guelfo; l'altro, cioè il partito ghibellino, si appropria dell'aquila (" quello ") come distintivo di parte, così che è arduo decidere chi sia in maggior colpa.
6.101 oppone, e l'altro appropria quello a parte,
6.102 sì ch'è forte a veder chi più si falli.

6.103 Faccian li Ghibellin, faccian lor arte
6.104 sott'altro segno; ché mal segue quellomostra/nascondi nota pa-6-104 quello: il segno dell'aquila.
6.105 sempre chi la giustizia e lui diparte;

6.106 e non l'abbatta esto Carlo novellomostra/nascondi nota pa-6-106 esto Carlo novello: Carlo II d'Angiò, detto " novello " in confronto a suo padre, Carlo I.
6.107 coi Guelfi suoi, ma tema de li artigli
6.108 ch'a più alto leon trasser lo vello.mostra/nascondi nota pa-6-108 più alto leon: principe ben più potente.

6.109 Molte fiate già pianser li figli
6.110 per la colpa del padre, e non si creda
6.111 che Dio trasmuti l'arme per suoi gigli!mostra/nascondi nota pa-6-111 che Dio. . . : che Dio muti la sua insegna, l'aquila (cfr. " l'uccel di Dio ", v. 4) con i gigli di Francia.

6.112 Questa picciola stella si correda
6.113 di buoni spirti che son stati attivi
6.114 perché onore e fama li succeda:

6.115 e quando li disiri poggian quivi,mostra/nascondi nota pa-6-115 poggian quivi: si innalzano a mete terrene.
6.116 sì disviando, pur convien che i raggi
6.117 del vero amore in sù poggin men vivi.mostra/nascondi nota pa-6-117 in sù: verso Dio.

6.118 Ma nel commensurar d'i nostri gaggimostra/nascondi nota pa-6-118 gaggi: ricompensa concessa ai soldati all'atto dell'arruolamento; da cui il verbo ingaggiare (cfr. francese "gages" dal tedesco latinizzato "wadium").
6.119 col merto è parte di nostra letizia,
6.120 perché non li vedem minor né maggi.mostra/nascondi nota pa-6-120 maggi: maggiori (cfr. Inf. c. VI, 48).

6.121 Quindi addolcisce la viva giustizia
6.122 in noi l'affetto sì, che non si puote
6.123 torcer già mai ad alcuna nequizia.

6.124 Diverse voci fanno dolci note;mostra/nascondi nota pa-6-124 Diverse voci: voci diverse pure risultano dolcemente armoniose nel coro; così, l'occupar seggi diversi, è alla base dell'armonia che regna in questi cieli.
6.125 così diversi scanni in nostra vita
6.126 rendon dolce armonia tra queste rote.

6.127 E dentro a la presente margaritamostra/nascondi nota pa-6-127 margarita: cfr. c. II, n. 34.
6.128 luce la luce di Romeo, di cuimostra/nascondi nota pa-6-128 Romeo: Romieu de Villeneuve, gran siniscalco di Raimondo Berengario IV (Berlinghieri) conte di Provenza, storicamente governò quella regione anche dopo la morte di Raimondo e, divenuto tutore della principessa Beatrice, la diede in moglie a Carlo I d'Angiò (cfr. Purg. c. XX, 61). Qui Dante segue la leggenda che lo volle umile pellegrino, una specie di santo.
6.129 fu l'ovra grande e bella mal gradita.

6.130 Ma i Provenzai che fecer contra luimostra/nascondi nota pa-6-130 Ma i Provenzai: la leggenda narra che, malgrado la saggia amministrazione e i buoni uffici, Romieu cadde in sospetto del Conte, per le delazioni dei cortigiani invidiosi.
6.131 non hanno riso; e però mal cammina
6.132 qual si fa danno del ben fare altrui.

6.133 Quattro figlie ebbe, e ciascuna reina,mostra/nascondi nota pa-6-133 Quattro figlie: Margherita sposò Luigi IX di Francia; Eleonora, Arrigo III d'Inghilterra; Sancia, Riccardo di Cornovaglia, futuro re di Germania, infine Beatrice Carlo I d'Angíò, re di Sicilia.
6.134 Ramondo Beringhiere, e ciò li fece
6.135 Romeo, persona umìle e peregrina.

6.136 E poi il mosser le parole biece
6.137 a dimandar ragione a questo giusto,
6.138 che li assegnò sette e cinque per diece,mostra/nascondi nota pa-6-138 sette e cinque…: rese ad usura quel che aveva avuto da amministrare; cioè rese dodici per dieci, il 120 per cento.

6.139 indi partissi povero e vetusto;
6.140 e se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe
6.141 mendicando sua vita a frusto a frusto,mostra/nascondi nota pa-6-141 a frusto a frusto: a tozzo, a tozzo di pane (cfr. lat. "frustum").

6.142 assai lo loda, e più lo loderebbe».

Paradiso : Canto 7

7.1 «Osanna, sanctus Deus sabaòth,mostra/nascondi nota pa-7-1 Osanna…:. Salve o santo Dio degli eserciti, che dall'alto inondi del tuo splendore le beate fiaccole di questi regni ". Qui, alla lingua latina, sono mescolate parole ebraiche (osanna, sabaòth, malacòth). "Malacòth" è erronea trascrizione del genitivo ebraico "mamlacoth", letto da Dante nel prologo della "Vulgata" di San Girolamo.
7.2 superillustrans claritate tua
7.3 felices ignes horum malacòth!».

7.4 Così, volgendosi a la nota sua,mostra/nascondi nota pa-7-4 a la nota sua: secondo il ritmo del suo canto.
7.5 fu viso a me cantare essa sustanza,mostra/nascondi nota pa-7-5 sustanza: l'anima di Giustiniano.
7.6 sopra la qual doppio lume s'addua:mostra/nascondi nota pa-7-6 s'addua: si assomma. Il duplice lume è costituito dalla beatitudine celeste e dalla dignità imperiale.

7.7 ed essa e l'altre mossero a sua danza,
7.8 e quasi velocissime faville,
7.9 mi si velar di sùbita distanza.

7.10 Io dubitava e dicea "Dille, dille!"
7.11 fra me, "dille", dicea, `a la mia donna
7.12 che mi diseta con le dolci stille'.

7.13 Ma quella reverenza che s'indonnamostra/nascondi nota pa-7-13 s'indonna: s'impadronisce. Donna viene dal lat. "domina": signora, padrona.
7.14 di tutto me, pur per Be e per ice,mostra/nascondi nota pa-7-14 pur per Be…: soltanto al suono d'una sillaba di quel nome (quello di Beatrice).
7.15 mi richinava come l'uom ch'assonna.

7.16 Poco sofferse me cotal Beatrice
7.17 e cominciò, raggiandomi d'un riso
7.18 tal, che nel foco faria l'uom felice:mostra/nascondi nota pa-7-18 nel foco: anche chi fosse tra le fiamme.

7.19 «Secondo mio infallibile avviso,
7.20 come giusta vendetta giustamente
7.21 punita fosse, t'ha in pensier miso;mostra/nascondi nota pa-7-21 t'ha in pensier miso: ti è causa di dubbio quanto ha affermato Giustiniano, cioè che una giusta vendetta (la morte di Cristo) sia stata punita con una vendetta altrettanto giusta (la distruzione di Gerusalemme).

7.22 ma io ti solverò tosto la mente;
7.23 e tu ascolta, ché le mie parole
7.24 di gran sentenza ti faran presente.mostra/nascondi nota pa-7-24 presente: dono.

7.25 Per non soffrire a la virtù che volemostra/nascondi nota pa-7-25 Per non soffrire…: per non aver tollerato un freno, imposto per suo vantaggio alla volontà (" a la virtù… "), Adamo (" quell'uom… "), dannando sè stesso, condannò tutto il genere umano.
7.26 freno a suo prode, quell'uom che non nacque,
7.27 dannando sé, dannò tutta sua prole;

7.28 onde l'umana specie inferma giacque
7.29 giù per secoli molti in grande errore,
7.30 fin ch'al Verbo di Dio discender piacquemostra/nascondi nota pa-7-30 Verbo di Dio: Cristo, incarnatosi, rappresenta la parola di Dio: " Verbum caro factum est " (cfr. Giovanni I, 14).

7.31 u' la natura, che dal suo fattoremostra/nascondi nota pa-7-31 u': dove (cfr. lat. "ubi").
7.32 s'era allungata, unì a sé in personamostra/nascondi nota pa-7-32 allungata: allontanata.
7.33 con l'atto sol del suo etterno amore.mostra/nascondi nota pa-7-33 con l'atto sol: sol per virtù dello Spirito Santo ("etterno amore").

7.34 Or drizza il viso a quel ch'or si ragiona:mostra/nascondi nota pa-7-34 il viso: la vista della mente.
7.35 questa natura al suo fattore unita,mostra/nascondi nota pa-7-35 questa natura: la natura umana, unita a Dio nella persona di Gesù.
7.36 qual fu creata, fu sincera e buona;mostra/nascondi nota pa-7-36 fu sincera e buona: fu priva di colpa, quale era quella di Adamo, prima del peccato originale.

7.37 ma per sé stessa pur fu ella sbanditamostra/nascondi nota pa-7-37 ma per sé stessa: ma in quanto natura umana, era pur sempre quella bandita dal Paradiso.
7.38 di paradiso, però che si torse
7.39 da via di verità e da sua vita.

7.40 La pena dunque che la croce porse
7.41 s'a la natura assunta si misura,mostra/nascondi nota pa-7-41 s'a la natura: se la si considera in rapporto alla natura umana, assunta da Cristo, fu giustissima.
7.42 nulla già mai sì giustamente morse;

7.43 e così nulla fu di tanta ingiura,
7.44 guardando a la persona che sofferse,mostra/nascondi nota pa-7-44 guardando: se si considera in rapporto alla persona divina, che subì la pena, ed in cui era congiunta la natura umana.
7.45 in che era contratta tal natura.

7.46 Però d'un atto uscir cose diverse:mostra/nascondi nota pa-7-46 d'un atto: da un medesimo atto.
7.47 ch'a Dio e a' Giudei piacque una morte;
7.48 per lei tremò la terra e 'l ciel s'aperse.mostra/nascondi nota pa-7-48 per lei: per tale morte tremò inorridita la terra e s'aperse il cielo agli uomini redenti.

7.49 Non ti dee oramai parer più forte,mostra/nascondi nota pa-7-49 forte: difficile, oscuro.
7.50 quando si dice che giusta vendetta
7.51 poscia vengiata fu da giusta corte.mostra/nascondi nota pa-7-51 vengiata : vendicata, cioè punita dal giusto tribunale celeste.

7.52 Ma io veggi' or la tua mente ristretta
7.53 di pensiero in pensier dentro ad un nodo,
7.54 del qual con gran disio solver s'aspetta.

7.55 Tu dici: "Ben discerno ciò ch'i' odo;
7.56 ma perché Dio volesse, m'è occulto,
7.57 a nostra redenzion pur questo modo".mostra/nascondi nota pa-7-57 pur questo modo: quest'unico mezzo.

7.58 Questo decreto, frate, sta sepulto
7.59 a li occhi di ciascuno il cui ingegno
7.60 ne la fiamma d'amor non è adulto.mostra/nascondi nota pa-7-60 non è adulto: non è maturato alla fiamma dell'amore divino.

7.61 Veramente, però ch'a questo segnomostra/nascondi nota pa-7-61 a questo segno: a questo argomento.
7.62 molto si mira e poco si discerne,
7.63 dirò perché tal modo fu più degno.

7.64 La divina bontà, che da sé spernemostra/nascondi nota pa-7-64 sperne: respinge ogni meschina invidia (" livore ") dell'altrui bene.
7.65 ogne livore, ardendo in sé, sfavilla
7.66 sì che dispiega le bellezze etterne.

7.67 Ciò che da lei sanza mezzo distillamostra/nascondi nota pa-7-67 sanza mezzo: per immediato effetto, senza intervento della natura, è eterno perché l'impronta che costituisce come il divino sigillo è immutabile.
7.68 non ha poi fine, perché non si move
7.69 la sua imprenta quand'ella sigilla.

7.70 Ciò che da essa sanza mezzo piove
7.71 libero è tutto, perché non soggiace
7.72 a la virtute de le cose nove.mostra/nascondi nota pa-7-72 a la virtute: alle influenze dei cieli; " cose nove " perché Dio che li ha creati, preesisteva ad essi. L'anima è dunque libera.

7.73 Più l'è conforme, e però più le piace;mostra/nascondi nota pa-7-73 Più l'è conforme: più è simile alla divina bontà e più essa bontà ama le cose a lei simili.
7.74 ché l'ardor santo ch'ogne cosa raggia,
7.75 ne la più somigliante è più vivace.mostra/nascondi nota pa-7-75 più vivace: più vivo ed evidente.

7.76 Di tutte queste dote s'avvantaggia
7.77 l'umana creatura; e s'una manca,
7.78 di sua nobilità convien che caggia.mostra/nascondi nota pa-7-78 convien che caggia: è necessario che decada dal suo stato di perfezione (" nobilità ").

7.79 Solo il peccato è quel che la disfrancamostra/nascondi nota pa-7-79 la disfranca: le toglie la libertà, per cui la rende dissimile a Dio. 81 del lume suo: della luce della grazia divina. Perduta la libertà e la somiglianza con Dio, all'anima resta soltanto l'immortalità.
7.80 e falla dissìmile al sommo bene,
7.81 per che del lume suo poco s'imbianca;

7.82 e in sua dignità mai non rivene,
7.83 se non riempie, dove colpa vòta,
7.84 contra mal dilettar con giuste pene.

7.85 Vostra natura, quando peccò totamostra/nascondi nota pa-7-85 peccò tota: peccò tutta intera nella persona di Adamo, seme del genere umano.
7.86 nel seme suo, da queste dignitadi,
7.87 come di paradiso, fu remota;

7.88 né ricovrar potiensi, se tu badi
7.89 ben sottilmente, per alcuna via,
7.90 sanza passar per un di questi guadi:mostra/nascondi nota pa-7-90 guadi: passaggi obbligati.

7.91 o che Dio solo per sua cortesia
7.92 dimesso avesse, o che l'uom per sé issomostra/nascondi nota pa-7-92 dimesso avesse: avesse perdonato; per sé isso: per sè stesso.
7.93 avesse sodisfatto a sua follia.

7.94 Ficca mo l'occhio per entro l'abisso
7.95 de l'etterno consiglio, quanto puoi
7.96 al mio parlar distrettamente fisso.

7.97 Non potea l'uomo ne' termini suoimostra/nascondi nota pa-7-97 ne' termini suoi: nelle sue limitate possibilità.
7.98 mai sodisfar, per non potere ir giuso
7.99 con umiltate obediendo poi,

7.100 quanto disobediendo intese ir suso;
7.101 e questa è la cagion per che l'uom fue
7.102 da poter sodisfar per sé dischiuso.mostra/nascondi nota pa-7-102 dischiuso: impedito, escluso dalla possibilità di soddisfare da sè.

7.103 Dunque a Dio convenia con le vie sue
7.104 riparar l'omo a sua intera vita,
7.105 dico con l'una, o ver con amendue.mostra/nascondi nota pa-7-105 dico con l'una: o col suo perdono, o con l'offrire la possibilità di riscattare, risarcire la colpa.

7.106 Ma perché l'ovra tanto è più gradita
7.107 da l'operante, quanto più appresentamostra/nascondi nota pa-7-107 da l'operante: da colui che la compie.
7.108 de la bontà del core ond'ell'è uscita,

7.109 la divina bontà che 'l mondo imprenta,
7.110 di proceder per tutte le sue vie,mostra/nascondi nota pa-7-110 per tutte le sue vie: con entrambi i processi possibili (cfr. n. 105).
7.111 a rilevarvi suso, fu contenta.

7.112 Né tra l'ultima notte e 'l primo diemostra/nascondi nota pa-7-112 tra l'ultima notte: tra il giorno del giudizio e quello della creazione (" primo die " ).
7.113 sì alto o sì magnifico processo,
7.114 o per l'una o per l'altra, fu o fie:mostra/nascondi nota pa-7-114 fie: sarà.

7.115 ché più largo fu Dio a dar sé stessomostra/nascondi nota pa-7-115 più largo: più generoso.
7.116 per far l'uom sufficiente a rilevarsi,
7.117 che s'elli avesse sol da sé dimesso;

7.118 e tutti li altri modi erano scarsimostra/nascondi nota pa-7-118 scarsi: insufficienti a compiere l'espiazione.
7.119 a la giustizia, se 'l Figliuol di Dio
7.120 non fosse umiliato ad incarnarsi.

7.121 Or per empierti bene ogni disio,
7.122 ritorno a dichiararti in alcun loco,
7.123 perché tu veggi lì così com'io.

7.124 Tu dici: ``Io veggio l'acqua, io veggio il foco,
7.125 l'aere e la terra e tutte lor misture
7.126 venire a corruzione, e durar poco;

7.127 e queste cose pur furon creature;mostra/nascondi nota pa-7-127 creature: cose create da Dio; perciò si potrebbero pensare incorruttibili.
7.128 per che, se ciò ch'è detto è stato vero,
7.129 esser dovrien da corruzion sicure''.

7.130 Li angeli, frate, e 'l paese sinceromostra/nascondi nota pa-7-130 sincero: puro.
7.131 nel qual tu se', dir si posson creati,
7.132 sì come sono, in loro essere intero;mostra/nascondi nota pa-7-132 in loro essere intero: nell'integrità della loro essenza, cioè nella loro perfezione.

7.133 ma li elementi che tu hai nomatimostra/nascondi nota pa-7-133 hai nomati: al v. 124 e sgg.
7.134 e quelle cose che di lor si fanno
7.135 da creata virtù sono informati.mostra/nascondi nota pa-7-135 da creata virtù: non da Dio direttamente, ma dalla virtù dei cieli e degli angeli, che è anch'essa virtù creata.

7.136 Creata fu la materia ch'elli hanno;
7.137 creata fu la virtù informante
7.138 in queste stelle che 'ntorno a lor vanno.

7.139 L'anima d'ogne bruto e de le piante
7.140 di complession potenziata tira
7.141 lo raggio e 'l moto de le luci sante;mostra/nascondi nota pa-7-141 lo raggio: la luce e il moto dei corpi celesti trae fuori (" tira ") dal complesso degli elementi, potenzialmente idonea a questo, l'anima, cioè la vita dei bruti e delle piante.

7.142 ma vostra vita sanza mezzo spiramostra/nascondi nota pa-7-142 ma vostra vita: al contrario, la somma bontà divina ( " beninanza " ) impone (" spira ") direttamente (" sanza mezzo ") la vostra vita, cioè l'anima nel corpo dell'uomo. Per questo, l'anima dell'uomo è incorruttibile e immortale.
7.143 la somma beninanza, e la innamora
7.144 di sé sì che poi sempre la disira.

7.145 E quinci puoi argomentare ancora
7.146 vostra resurrezion, se tu ripensi
7.147 come l'umana carne fessi alloramostra/nascondi nota pa-7-147 come l'umana carne…: come fu creato il corpo da Dio, non si può dubitare della resurrezione della carne (" vostra resurrezion " ).

7.148 che li primi parenti intrambo fensi».

Paradiso : Canto 8

8.1 Solea creder lo mondo in suo periclomostra/nascondi nota pa-8-1 in suo periclo: con suo pericolo, quando tra gli uomini dominava il paganesimo.
8.2 che la bella Ciprigna il folle amoremostra/nascondi nota pa-8-2 Ciprigna: Venere, così chiamata perché nata in Cipro.
8.3 raggiasse, volta nel terzo epiciclo;mostra/nascondi nota pa-8-3 raggiasse: diffondesse col suo raggio l'amore sensuale ( " folle " ) che non soggiace alla ragione.

8.4 per che non pur a lei faceano onore
8.5 di sacrificio e di votivo grido
8.6 le genti antiche ne l'antico errore;mostra/nascondi nota pa-8-6 ne l'antico errore: scambiando per vere divinità le intelligenze angeliche, creature di Dio anch'esse. Così Dante spiega il politeismo (cfr. c. IV, 61-63).

8.7 ma Dione onoravano e Cupido,mostra/nascondi nota pa-8-7 Dione… Cupido: la madre e il figlio di Venere.
8.8 quella per madre sua, questo per figlio,
8.9 e dicean ch'el sedette in grembo a Dido;mostra/nascondi nota pa-8-9 in grembo a Dido: allude al racconto virgiliono (cfr. En., c. I, 57 e segg.; 7I5 e segg.), secondo il quale Cupido, assunto l'aspetto di Ascanio, accese nel cuore di Didone, mentre le sedeva in grembo, l'amore per Enea.

8.10 e da costei ond'io principio piglio
8.11 pigliavano il vocabol de la stellamostra/nascondi nota pa-8-11 il vocabol : il nome della stella Venere, che il Sole contempla ora seguendola ( " da coppa " ) quand'essa al mattino lo precede e si chiama Lucifero, ora precedendola (" da ciglio ") quand'essa alla sera lo segue e si chiama Espero.
8.12 che 'l sol vagheggia or da coppa or da ciglio.

8.13 Io non m'accorsi del salire in ella;mostra/nascondi nota pa-8-13 in ella: in Venere.
8.14 ma d'esservi entro mi fé assai fede
8.15 la donna mia ch'i' vidi far più bella.mostra/nascondi nota pa-8-15 far: farsi, divenire.

8.16 E come in fiamma favilla si vede,
8.17 e come in voce voce si discerne,
8.18 quand'una è ferma e altra va e riede,mostra/nascondi nota pa-8-18 quand'una è ferma: quando, nel coro una voce tiene a lungo la nota e un'altra esegue modulate variazioni (" va e riede " ).

8.19 vid'io in essa luce altre lucerne
8.20 muoversi in giro più e men correnti,
8.21 al modo, credo, di lor viste interne.mostra/nascondi nota pa-8-21 di lor viste interne: della visione di Dio che ciascuna racchiudeva in sé.

8.22 Di fredda nube non disceser venti,
8.23 o visibili o no, tanto festini,mostra/nascondi nota pa-8-23 festini: cfr. c. III, 61.
8.24 che non paressero impediti e lenti

8.25 a chi avesse quei lumi divini
8.26 veduti a noi venir, lasciando il giro
8.27 pria cominciato in li alti Serafini;mostra/nascondi nota pa-8-27 in li alti Serafini: nell'Empireo, designato col nome del primo dei nove cori angelici.

8.28 e dentro a quei che più innanzi appariro
8.29 sonava "Osanna" sì, che unque poimostra/nascondi nota pa-8-29 Osanna: salve (cfr. c. VII, 1). Unque : giammai. 32 presti: pronti e disposti a quel che può farti piacere.
8.30 di riudir non fui sanza disiro.

8.31 Indi si fece l'un più presso a noi
8.32 e solo incominciò: «Tutti sem presti
8.33 al tuo piacer, perché di noi ti gioi.

8.34 Noi ci volgiam coi principi celestimostra/nascondi nota pa-8-34 principi celesti : col coro angelico dei Principati, che guida il cielo di Venere (cfr. Inf. c. VII, 74) e ad esso è preposto (cfr. c. 1tXVlll, n. 78).
8.35 d'un giro e d'un girare e d'una sete,
8.36 ai quali tu del mondo già dicesti:

8.37 "Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete";mostra/nascondi nota pa-8-37 Voi che 'ntendendo: è l'"incipit" della prima delle tre canzoni commentate del Convivio (cfr. II, B) e rivolta alle intelligenze motrici del III cielo.
8.38 e sem sì pien d'amor, che, per piacerti,
8.39 non fia men dolce un poco di quiete».mostra/nascondi nota pa-8-39 quiete: sosta del canto e della danza (cfr. v. 20).

8.40 Poscia che li occhi miei si fuoro offerti
8.41 a la mia donna reverenti, ed essa
8.42 fatti li avea di sé contenti e certi,

8.43 rivolsersi a la luce che promessa
8.44 tanto s'avea, e «Deh, chi siete?» fue
8.45 la voce mia di grande affetto impressa.

8.46 E quanta e quale vid'io lei far piùemostra/nascondi nota pa-8-46 far piùe: farsi maggiore.
8.47 per allegrezza nova che s'accrebbe,
8.48 quando parlai, a l'allegrezze sue!

8.49 Così fatta, mi disse: «Il mondo m'ebbe
8.50 giù poco tempo; e se più fosse stato,mostra/nascondi nota pa-8-50 poco tempo: lo spirito è Carlo Martello d'Angiò, figlio di Carlo II lo Zoppo, re d'Ungheria dal 1290 al 1295, anno in cui morì: il mondo lo ebbe poco tempo, perché si spense a soli ventiquattro anni (1271-1295).
8.51 molto sarà di mal, che non sarebbe.mostra/nascondi nota pa-8-51 molto sarà di mal: allusione oscura ai mali causati dal fratello Roberto; mali che, egli vivo, avrebbe evitato.

8.52 La mia letizia mi ti tien celato
8.53 che mi raggia dintorno e mi nasconde
8.54 quasi animal di sua seta fasciato.mostra/nascondi nota pa-8-54 animal: il baco da seta, fasciato nel suo bozzolo.

8.55 Assai m'amasti, e avesti ben onde;mostra/nascondi nota pa-8-55 Assai m'amastí : nel 1294 Carlo Martello sostò in Firenze, ove attendeva il padre Carlo II, per oltre venti giorni " ed egli mostrò grande amore a' Fiorentini, ond'ebbe molto le grazie di tutti " (cfr. G. Villani, VIII, 13). E' probabile che in quel tempo Dante abbia avuto con Carlo rapporti amichevoli, favoriti dall'amore comune per la poesia (cfr. v. 36-37).
8.56 che s'io fossi giù stato, io ti mostrava
8.57 di mio amor più oltre che le fronde.

8.58 Quella sinistra riva che si lavamostra/nascondi nota pa-8-58 sinistra riva: la Provenza, che si bagna del Rodano, dopo che questo ha ricevuto il Sorga.
8.59 di Rodano poi ch'è misto con Sorga,
8.60 per suo segnore a tempo m'aspettava,

8.61 e quel corno d'Ausonia che s'imborgamostra/nascondi nota pa-8-61 corno d'Ausonia: la parte meridionale d'Italia, ove sono le città di Bari, Gaeta e Catona (sull'estrema costa meridionale della Calabria) a partire dalla regione ove, a oriente, sfocia in mare il Tronto e ad occidente il Liri o Garigliano (" Verde ", cfr. Purg. c. III, 131). Sono i confini del regno di Napoli.
8.62 di Bari e di Gaeta e di Catona
8.63 da ove Tronto e Verde in mare sgorga.

8.64 Fulgeami già in fronte la corona
8.65 di quella terra che 'l Danubio rigamostra/nascondi nota pa-8-65 di quella terra: dell'Ungheria, che il Danubio attraversa ( " riga " ), dopo essere uscito dai territori germanici. Carlo fu incoronato re d'Ungheria nel 1292 ad Aix, in quanto figlio di Maria, sorella di Ladislao IV, morto senza eredi nel 1290.
8.66 poi che le ripe tedesche abbandona.

8.67 E la bella Trinacria, che caligamostra/nascondi nota pa-8-67 Trinacria: la Sicilia, che si copre di caligine (" caliga ") tra capo Passero ( " Pachino " ) a sud e il capo Faro ( " Peloro ") a nord, sopra il golfo di Catania, che maggiormente è travagliato dal vento di Scirocco (" Euro "), non a causa di Tifeo, il gigante fulminato da Giove e che si immaginava sepolto sotto l'Etna, ma a causa di eruzioni proprie di quella terra sulfurea.
8.68 tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo
8.69 che riceve da Euro maggior briga,

8.70 non per Tifeo ma per nascente solfo,
8.71 attesi avrebbe li suoi regi ancora,
8.72 nati per me di Carlo e di Ridolfo,mostra/nascondi nota pa-8-72 di Carlo e di Ridolfo: quali successori per mio tramite (" per me ") di Carlo II d'Angiò, mio padre, e di Rodolfo d'Absburgo, padre di mia moglie Clemenza.

8.73 se mala segnoria, che sempre accora
8.74 li popoli suggetti, non avesse
8.75 mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!".mostra/nascondi nota pa-8-75 Mora, mora: è il grido che animò la guerra del Vespro, scoppiata in Palermo il 30 marzo 1282 contro l'oppressione e il malgoverno angioini.

8.76 E se mio frate questo antivedesse,mostra/nascondi nota pa-8-76 mio frate: se il fratello Roberto (che salirà al trono nel 1309) prevedesse ora, nel 1300, le dolorose conseguenze del malgoverno ( " questo antivedesse " ), già fuggirebbe la deleteria amministrazione degli avidi Catalani, che egli eleverà ad importanti uffici. "Catalogna" è sineddoche (l'astratto per il concreto): il procedimento antomomastico è reso così più efficace.
8.77 l'avara povertà di Catalogna
8.78 già fuggeria, perché non li offendesse;

8.79 ché veramente proveder bisogna
8.80 per lui, o per altrui, sì ch'a sua barcamostra/nascondi nota pa-8-80 barca: il regno, già tanto oppresso (" carcata ").
8.81 carcata più d'incarco non si pogna.

8.82 La sua natura, che di larga parca
8.83 discese, avria mestier di tal miliziamostra/nascondi nota pa-8-83 milizia: funzionari che non si occupassero soltanto di ammassar denari.
8.84 che non curasse di mettere in arca».

8.85 «Però ch'i' credo che l'alta letizia
8.86 che 'l tuo parlar m'infonde, segnor mio,
8.87 là 've ogne ben si termina e s'inizia,mostra/nascondi nota pa-8-87 là 've: in Dio, principio e fine d'ogni bene.

8.88 per te si veggia come la vegg'io,
8.89 grata m'è più; e anco quest'ho caro
8.90 perché 'l discerni rimirando in Dio.

8.91 Fatto m'hai lieto, e così mi fa chiaro,
8.92 poi che, parlando, a dubitar m'hai mosso
8.93 com'esser può, di dolce seme, amaro».mostra/nascondi nota pa-8-93 di dolce seme, amaro: come, da un progenitore buono, possa nascere una discendenza degenere.

8.94 Questo io a lui; ed elli a me: «S'io posso
8.95 mostrarti un vero, a quel che tu dimandi
8.96 terrai lo viso come tien lo dosso.

8.97 Lo ben che tutto il regno che tu scandimostra/nascondi nota pa-8-97 Lo ben: Dio, che fa volgere e che rende lieto tutto il Paradiso che tu attraversi, fa in modo, nella sua alta previdenza, che vi siano speciali vie d'influsso in questi grandi pianeti. E non soltanto Dio pensa a provvedere alle indoli umane, ma pensa anche alla loro conservazione e al loro perfezionamento.
8.98 volge e contenta, fa esser virtute
8.99 sua provedenza in questi corpi grandi.

8.100 E non pur le nature provedute
8.101 sono in la mente ch'è da sé perfetta,
8.102 ma esse insieme con la lor salute:

8.103 per che quantunque quest'arco saetta
8.104 disposto cade a proveduto fine,
8.105 sì come cosa in suo segno diretta.

8.106 Se ciò non fosse, il ciel che tu camminemostra/nascondi nota pa-8-106 Se ciò non fosse: se le cose non tendessero ad un loro fine, i cieli, che tu vai attraversando, produrrebbero coi loro influssi non già una società ordinata, ma una società disgregata; e questa disgregazione non può sussistere, a meno che le creature angeliche motrici di questi cieli non siano imperfette e a meno che non sia imperfetto Dio stesso, se si suppone ch'egli abbia lasciati imperfetti gli angeli.
8.107 producerebbe sì li suoi effetti,
8.108 che non sarebbero arti, ma ruine;

8.109 e ciò esser non può, se li 'ntelletti
8.110 che muovon queste stelle non son manchi,
8.111 e manco il primo, che non li ha perfetti.

8.112 Vuo' tu che questo ver più ti s'imbianchi?».
8.113 E io: «Non già; ché impossibil veggio
8.114 che la natura, in quel ch'è uopo, stanchi».mostra/nascondi nota pa-8-114 stanchi: si stanchi, cioè venga meno.

8.115 Ond'elli ancora: «Or di': sarebbe il peggio
8.116 per l'omo in terra, se non fosse cive?».mostra/nascondi nota pa-8-116 se non fosse cíve: se non fosse cittadino di una società civile e organizzata.
8.117 «Sì», rispuos'io; «e qui ragion non cheggio».

8.118 «E puot'elli esser, se giù non si vive
8.119 diversamente per diversi offici?mostra/nascondi nota pa-8-119 diversamente: il vivere in diversità di condizione, seguendo ciascuno un diverso mestiere è il presupposto del vivere sociale.
8.120 Non, se 'l maestro vostro ben vi scrive».mostra/nascondi nota pa-8-120 'l maestro vostro: Aristotele.

8.121 Sì venne deducendo infino a quici;
8.122 poscia conchiuse: «Dunque esser diverse
8.123 convien di vostri effetti le radici:mostra/nascondi nota pa-8-123 le radici: le attitudini proprie di ciascun uomo.

8.124 per ch'un nasce Solone e altro Serse,mostra/nascondi nota pa-8-124 Solone: arconte di Atene, eletto nel 594 a. C., riformò le leggi della sua città; Serse: condottiero persiano (cfr. Purg. c. XXVIII, 71). Melchisedèch: sacerdote al tempo di Abramo; quello: Dedalo, che perse il figlio Icaro (cfr. Inf. c. XVII, n. 109).
8.125 altro Melchisedèch e altro quello
8.126 che, volando per l'aere, il figlio perse.

8.127 La circular natura, ch'è suggellomostra/nascondi nota pa-8-127 La circular natura: la " natura informativa dei cieli, che sempre girano " (Buti).
8.128 a la cera mortal, fa ben sua arte,
8.129 ma non distingue l'un da l'altro ostello.mostra/nascondi nota pa-8-129 l'un da l'altro ostello: tra famiglia e famiglia.

8.130 Quinci addivien ch'Esaù si dipartemostra/nascondi nota pa-8-130 Esaù: gemello di Giacobbe, entrambi figli di Isacco, ma diversissimi per indole tra loro.
8.131 per seme da Iacòb; e vien Quirino
8.132 da sì vil padre, che si rende a Marte.mostra/nascondi nota pa-8-132 Quirino: Romolo, che discende da padre così oscuro che, per riabilitarlo, si ascrive come figlio a Marte.

8.133 Natura generata il suo camminomostra/nascondi nota pa-8-133 Natura generata: la natura dei figli.
8.134 simil farebbe sempre a' generanti,
8.135 se non vincesse il proveder divino.

8.136 Or quel che t'era dietro t'è davanti:
8.137 ma perché sappi che di te mi giova,mostra/nascondi nota pa-8-137 mi giova: mi piace parlare con te (cfr. lat. "iuvat").
8.138 un corollario voglio che t'ammanti.

8.139 Sempre natura, se fortuna trovamostra/nascondi nota pa-8-139 se fortuna trova: se incontra avverse circostanze che la contrastino.
8.140 discorde a sé, com'ogne altra semente
8.141 fuor di sua region, fa mala prova.

8.142 E se 'l mondo là giù ponesse mente
8.143 al fondamento che natura pone,mostra/nascondi nota pa-8-143 al fondamento: all'indole posta dalla natura.
8.144 seguendo lui, avria buona la gente.

8.145 Ma voi torcete a la religione
8.146 tal che fia nato a cignersi la spada,
8.147 e fate re di tal ch'è da sermone;mostra/nascondi nota pa-8-147 da sermone: è nato per predicare.

8.148 onde la traccia vostra è fuor di strada».

Paradiso : Canto 9

9.1 Da poi che Carlo tuo, bella Clemenza,mostra/nascondi nota pa-9-1 Clemenza: nome della moglie di Carlo Martello ed anche della figlia, sposa, nel 1315, di Luigi X di Francia, alla quale qui Dante si rivolge, secondo alcuni, dato che la moglie di Carlo era morta nel 1295, mentre la figlia, nel 1300, ancora viveva. Purtuttavia " Carlo tuo " è "appellativo essenzialmente coniugale " (Del Lungo).
9.2 m'ebbe chiarito, mi narrò li 'nganni
9.3 che ricever dovea la sua semenza;

9.4 ma disse: «Taci e lascia muover li anni»;
9.5 sì ch'io non posso dir se non che piantomostra/nascondi nota pa-9-5 pianto: giusto castigo.
9.6 giusto verrà di retro ai vostri danni.

9.7 E già la vita di quel lume santo
9.8 rivolta s'era al Sol che la riempiemostra/nascondi nota pa-9-8 al Sol: a Dio.
9.9 come quel ben ch'a ogne cosa è tanto.

9.10 Ahi anime ingannate e fatture empie,mostra/nascondi nota pa-9-10 fatture: creature.
9.11 che da sì fatto ben torcete i cuori,
9.12 drizzando in vanità le vostre tempie!

9.13 Ed ecco un altro di quelli splendori
9.14 ver' me si fece, e 'l suo voler piacermi,
9.15 significava nel chiarir di fori.mostra/nascondi nota pa-9-15 significava: manifestava con l'accrescere la sua luminosità esteriore.

9.16 Li occhi di Beatrice, ch'eran fermi
9.17 sovra me, come pria, di caro assenso
9.18 al mio disio certificato fermi.

9.19 «Deh, metti al mio voler tosto compenso,
9.20 beato spirto», dissi, «e fammi prova
9.21 ch'i' possa in te rifletter quel ch'io penso!».mostra/nascondi nota pa-9-21 in te rifletter: far giungere a te, senza esprimerlo, il mio pensiero, riflesso da Dio.

9.22 Onde la luce che m'era ancor nova,
9.23 del suo profondo, ond'ella pria cantava
9.24 seguette come a cui di ben far giova:mostra/nascondi nota pa-9-24 giova: piace (cfr. lat. "iuvat").

9.25 «in quella parte della terra prava
9.26 italica che siede tra Rialtomostra/nascondi nota pa-9-26 tra Rialto: tra Venezia e i monti dai quali discendono il Brenta e il Piave: è la Marca Trevigiana.
9.27 e le fontane di Brenta e di Piava,

9.28 si leva un colle, e non surge molt'alto,mostra/nascondi nota pa-9-28 un colle: il colle di Romano, ove sorgeva il castello degli Ezzelini.
9.29 là onde scese già una facellamostra/nascondi nota pa-9-29 una facella: il tiranno Ezzelino III da Romano (cfr. Inf. c. XII, n. 107), che causò gravi danni alla regione. .
9.30 che fece a la contrada un grande assalto.

9.31 D'una radice nacqui ed io ed ella:mostra/nascondi nota pa-9-31 D'una radice: dai medesimi genitori.
9.32 Cunizza fui chiamata, e qui refulgomostra/nascondi nota pa-9-32 Cunizza: figlia di Ezzelino II e di Adelaide di Mangona (circa 1198-1279). Sposò, nel 1222, Riccardo di San Bonifacio, ma lo abbandonò con la complicità di Sordello, che sembra amasse appassionatamente. Anche se è concordemente ricordata come donna di grande lascivia, tuttavia trascorse a Firenze, ospite dei Cavalcanti, i suoi ultimi anni, volgendo a Dio l'amore prima rivolto alle cose mondane.
9.33 perché mi vinse il lume d'esta stella;

9.34 ma lietamente a me medesma indulgomostra/nascondi nota pa-9-34 indulgo: perdono.
9.35 la cagion di mia sorte, e non mi noia;
9.36 che parria forse forte al vostro vulgo.mostra/nascondi nota pa-9-36 che parria: il che potrebbe sembrare incomprensibile a voi uomini. I beati ricordano il male passato solo come un fatto a sè stante, che non li tocca, un dato di conoscenza oggettiva (cfr. Purg. c. XXVIII, 127 e segg.).

9.37 Di questa luculenta e cara gioiamostra/nascondi nota pa-9-37 luculenta: assai splendente.
9.38 del nostro cielo che più m'è propinqua,
9.39 grande fama rimase; e pria che moia,

9.40 questo centesimo anno ancor s'incinqua:mostra/nascondi nota pa-9-40 questo centesimo anno: il 1300; s'incinqua: si moltiplica cinque volte; il cinque ha il valore generico di molte volte. Cioè: la fama di quel luminoso gioiello (" gioia "), lo spirito che più è vicino a Cunizza, durerà ancora a lungo.
9.41 vedi se far si dee l'omo eccellente,
9.42 sì ch'altra vita la prima relinqua.mostra/nascondi nota pa-9-42 relinqua: lasci dopo di sè altra vita, quella della fama.

9.43 E ciò non pensa la turba presentemostra/nascondi nota pa-9-43 la turba presente: la popolazione della Marca Trevigiana.
9.44 che Tagliamento e Adice richiude,
9.45 né per esser battuta ancor si pente;

9.46 ma tosto fia che Padova al paludemostra/nascondi nota pa-9-46 ma tosto fia: ma presto accadrà che Padova muterà col sangue dei suoi l'acqua del Bacchiglione, che bagna Vicenza, perché i suoi cittadini sono restii a compiere il loro dovere. Cioè nel 1314, quando i Guelfi padovani di Iacopo da Carrara furono sconfitti dai Ghibellini di Vicenza alleati con Cangrande della Scala.
9.47 cangerà l'acqua che Vincenza bagna,
9.48 per essere al dover le genti crude;

9.49 e dove Sile e Cagnan s'accompagna,mostra/nascondi nota pa-9-49 e dove Sile: a Treviso, dove il Sile e il Cagnano si uniscono, signoreggia Rizzardo da Camino e già si va tessendo la rete (" ragna ") in cui dovrà cadere, quando nel 1312 verrà assassinato da una congiura guelfa.
9.50 tal signoreggia e va con la testa alta,
9.51 che già per lui carpir si fa la ragna.

9.52 Piangerà Feltro ancora la difaltamostra/nascondi nota pa-9-52 Piangerà Feltro: Feltre piangerà la colpa (" difalta ") del so vescovo Alessandro Novello, che nel 1314 consegnerà alcuni fuorusciti ferraresi, suoi ospiti, con un tradimento tale che mai, per simile colpa, si entrò nella prigione di Bolsena ( " Malta " ) dove venivano rinchiusi " li chierici dannati senza remissione " (Buti).
9.53 de l'empio suo pastor, che sarà sconcia
9.54 sì, che per simil non s'entrò in malta.

9.55 Troppo sarebbe larga la biconciamostra/nascondi nota pa-9-55 Troppo: troppo grande bigoncia ci vorrebbe per misurare il sangue dei Ferraresi traditi. L'oncia è unità di misura in uso nel'Italia settentrionale, e corrisponde a circa 30 grammi.
9.56 che ricevesse il sangue ferrarese,
9.57 e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia,

9.58 che donerà questo prete cortese
9.59 per mostrarsi di parte; e cotai donimostra/nascondi nota pa-9-59 per mostrarsi di parte: per essere ligio alla fazione guelfa, il vescovo consegnò gli ospiti a Pino della Tosa.
9.60 conformi fieno al viver del paese.

9.61 Sù sono specchi, voi dicete Troni,mostra/nascondi nota pa-9-61 Sù sono specchi: nell'Empireo c'è un ordine di angeli che voi chiamate Troni, i quali, come specchi, riflettono a noi il giudizio di Dio.
9.62 onde refulge a noi Dio giudicante;
9.63 sì che questi parlar ne paion buoni».

9.64 Qui si tacette; e fecemi sembiante
9.65 che fosse ad altro volta, per la rota
9.66 in che si mise com'era davante.

9.67 L'altra letizia, che m'era già notamostra/nascondi nota pa-9-67 L'altra letizia: l'altro spirito lieto, cui ha accennato Cunizza (cfr. v. 37 e segg.).
9.68 per cara cosa, mi si fece in vista
9.69 qual fin balasso in che lo sol percuota.mostra/nascondi nota pa-9-69 balasso: il balascio è una specie di rubino.

9.70 Per letiziar là sù fulgor s'acquista,mostra/nascondi nota pa-9-70 Per letiziar: per il fatto che si prova letizia in cielo, si acquista in luminosità, cosi come in terra si assume un atteggiamento ridente; ma in terra si prova anche tristezza, per cui l'aspetto si oscura.
9.71 sì come riso qui; ma giù s'abbuia
9.72 l'ombra di fuor, come la mente è trista.

9.73 «Dio vede tutto, e tuo veder s'inluia»,mostra/nascondi nota pa-9-73 s'inluía: s'immedesima in lui.
9.74 diss'io, «beato spirto, sì che nulla
9.75 voglia di sè a te può esser fuia.mostra/nascondi nota pa-9-75 fuia: ladra (di sè a te).

9.76 Dunque la voce tua, che 'l ciel trastulla
9.77 sempre col canto di quei fuochi pii
9.78 che di sei ali facen la coculla,mostra/nascondi nota pa-9-78 che di sei ali: che si ammantano di sei ali (" coculla " = abito monacale). Sono i Serafini, che, secondo la Bibbia avevano sei ali.

9.79 perché non satisface a' miei disii?
9.80 Già non attendere' io tua domanda,
9.81 s'io m'intuassi, come tu t'inmii».mostra/nascondi nota pa-9-81 s'io m'intuassi: s'io potessi immedesimarmi in te, come tu t'immedesimi in me (" t'inmii ").

9.82 «La maggior valle in che l'acqua si spanda»,mostra/nascondi nota pa-9-82 La maggior valle: il Mediterraneo, il maggior avvallamento terreste in cui si versa l'acqua che esce fuori dell'Oceano ( " quel mar " ).
9.83 incominciaro allor le sue parole,
9.84 «fuor di quel mar che la terra inghirlanda,

9.85 tra' discordanti liti contra 'l sole
9.86 tanto sen va, che fa meridianomostra/nascondi nota pa-9-86 che fa meridiano: " che ad una estremità ha per meridiano il cerchio che per l'altra è orizzonte" (Grabher).
9.87 là dove l'orizzonte pria far suole.

9.88 Di quella valle fu' io litoranomostra/nascondi nota pa-9-88 litorano: nativo della costa, tra l'Ebro, in Spagna, e la Magra, fiume di confine tra Liguria e Toscana.
9.89 tra Ebro e Macra, che per cammin corto
9.90 parte lo Genovese dal Toscano.

9.91 Ad un occaso quasi e ad un orto
9.92 Buggea siede e la terra ond'io fui,mostra/nascondi nota pa-9-92 Buggea: la baia di Bougie, in Algeria, vede il sole al tramonto (" occaso " ) e al sorgere ( " orto " ) quasi contemporaneamente alla terra dov'io nacqui, cioè Marsiglia, che vide il suo porto rosseggiare del sangue dei miei concittadini, quando Bruto ne fece strage perché ribelli a Cesare (cfr. Purg. XVIII, 102).
9.93 che fé del sangue suo già caldo il porto.

9.94 Folco mi disse quellla gente a cuimostra/nascondi nota pa-9-94 Folco: è Folchetto (Foulquet) di Marsiglia, trovatore provenzale nato nella seconda metà del sec. XII. Ebbe una vita ricca di avventure sentimentali, e cantò Azalais, moglie del visconte Barral du Bauxsi. Fattosi monaco, divenne vescovo di Tolosa, adoperandosi nella persecuzione dell'eresia albigese. Morì nel 1231.
9.95 fu noto il nome mio; e questo cielo
9.96 di me s'imprenta, com'io fe' di lui;

9.97 ché più non arse la figlia di Belo.mostra/nascondi nota pa-9-97 la figlia di Belo: Didone, recando dolore a Sicheo, suo defunto marito e a Creusa, di cui Enea, da lei amato, era vedovo.
9.98 noiando e a Sicheo e a Creusa,
9.99 di me, infin che si convenne al pelo;mostra/nascondi nota pa-9-99 al pelo: al colore dei capelli, cioè nel tempo della giovinezza.

9.100 né quella Rodopea che delusamostra/nascondi nota pa-9-100 Rodopea: Fillide, nata in Tracia presso il monte Rodope, che si uccise perché abbandonata da Demofoonte, figlio di Teseo.
9.101 fu da Demofoonte, né Alcidemostra/nascondi nota pa-9-101 Alcide: Ercole, discendente da Alceo, quando s'innamoro dl Iole, figlia del re di Tessaglia, Eurito.
9.102 quando Iole nel cuore ebbe rinchiusa.

9.103 Non però qui si pente, ma si ride,
9.104 non della colpa, ch'a mente non torna,
9.105 ma del valor ch'ordinò e provide.

9.106 Qui si rimira ne l'arte ch'addorna
9.107 cotanto affetto, e discernesi 'l bene
9.108 per che 'l mondo di sù quel di giù torna.mostra/nascondi nota pa-9-108 per che: per il cui conseguimento i cieli (" 'l mondo di sù ") fan girare le creature ( " quel di giù " ) secondo i loro influssi.

9.109 Ma perché tutte le tue voglie piene
9.110 ten porti che son nate in questa spera,
9.111 procedere ancor oltre mi convene.

9.112 Tu vuo' saper chi è in questa lumera
9.113 che qui appresso me così scintilla
9.114 come raggio di sole in acqua mera.mostra/nascondi nota pa-9-114 mera: pura, cristallina.

9.115 Or sappi che là entro si tranquilla
9.116 Raab; e a nostr'ordine congiuntamostra/nascondi nota pa-9-116 Raab: è la meretrice di Gerico, che accolse nella propria casa gli esploratori di Giosuè, favorendo la conquista della città da parte degli Ebrei.
9.117 di lei nel sommo grado si sigilla.mostra/nascondi nota pa-9-117 si sigilla : si impronta nel massimo fulgore.

9.118 Da questo cielo, in cui l'ombra s'appuntamostra/nascondi nota pa-9-118 l'ombra: il cono d'ombra proiettato dalla terra nello spazio.
9.119 che 'l vostro mondo face, pria ch'alt'alma
9.120 del triunfo di Cristo fu assunta.

9.121 Ben si convenne lei lasciar per palmamostra/nascondi nota pa-9-121 per palma: quale insegna.
9.122 in alcun cielo de l'alta vittoria
9.123 che s'acquistò con l'una e l'altra palma,mostra/nascondi nota pa-9-123 con l'una…: con la Crocifissione, sacrificio simboleggiato dalle palme forate di Cristo.

9.124 perch'ella favorò la prima gloria
9.125 di Iosuè in su la Terra Santa,
9.126 che poco tocca al papa la memoria.

9.127 La tua città, che di colui è pianta,mostra/nascondi nota pa-9-127 La tua città: Firenze è come pianta nata dal seme di Lucifero (" colui… che pria… ").
9.128 che pria volse le spalle al suo fattore
9.129 e di cui è la 'nvidia tanto pianta,

9.130 produce e spande il maladetto fioremostra/nascondi nota pa-9-130 il maladetto fiore: il fiorino d'oro.
9.131 c'ha disviate le pecore e li agni,
9.132 però che fatto ha lupo del pastore.

9.133 Per questo l'Evangelio e i dottori magni
9.134 son derelitti, e solo ai Decretalimostra/nascondi nota pa-9-134 ai Decretali: i libri di Diritto Canonico e delle costituzioni pontificie, così che appare dai loro margini (" vivagni ") gualciti. Tali libri insegnavano a procurarsi cariche più o meno onorifiche.
9.135 si studia, sì che pare a' lor vivagni.

9.136 A questo intende il papa e 'cardinali;
9.137 non vanno i lor pensieri a Nazarette,
9.138 là dove Gabriello aperse l'ali.mostra/nascondi nota pa-9-138 Gabriello: l'Arcangelo che a Nazareth pronunciò le parole dell'Annunciazione, con l'ali distese in atto di riverente adorazione.

9.139 Ma Vaticano e l'altre parti elette
9.140 di Roma che son state cimitero
9.141 a la milizia che Pietro seguette,mostra/nascondi nota pa-9-141 a la milizia: alle schiere dei primi cristiani e dei primi martiri.

9.142 tosto libere fien de l'avoltero».mostra/nascondi nota pa-9-142 tosto libere fien: sembra un richiamo all'avvento del Veltro (cfr. Inf. c. I, 100 e segg.). "Avoltero" sta per "adulterio".

Paradiso : Canto 10

10.1 Guardando nel suo Figlio con l'Amoremostra/nascondi nota pa-10-1 Figlio: Dio padre (" ineffabile Valore ", cioè potenza) guarda in Cristo suo figlio, (che è tutta sapienza) con l'" Amore " (cioè lo Spirito Santo) che in eterno da entrambi procede.
10.2 che l'uno e l'altro etternalmente spira,
10.3 lo primo e ineffabile Valore

10.4 quanto per mente e per loco si giramostra/nascondi nota pa-10-4 per mente e per loco: le cose dello Spirito e il mondo materiale.
10.5 con tant'ordine fé, ch'esser non puote
10.6 sanza gustar di lui chi ciò rimira.

10.7 Leva dunque, lettore, a l'alte rote
10.8 meco la vista, dritto a quella partemostra/nascondi nota pa-10-8 a quella parte: alla zona degli equinozi, dove il moto diurno o equatoriale s'incrocia (" si percuote ") con il moto annuo o zodiacale; i due movimenti delle sfere superiori vanno il primo da levante a ponente, e l'altro da ponente a levante.
10.9 dove l'un moto e l'altro si percuote;

10.10 e lì comincia a vagheggiar ne l'artemostra/nascondi nota pa-10-10 arte: opera della creazione.
10.11 di quel maestro che dentro a sé l'ama,
10.12 tanto che mai da lei l'occhio non parte.

10.13 Vedi come da indi si dirama
10.14 l'oblico cerchio che i pianeti porta,mostra/nascondi nota pa-10-14 l'oblico cerchio: l'obliquo cerchio, lo zodiaco.
10.15 per sodisfare al mondo che li chiama.

10.16 Che se la strada lor non fosse torta,mostra/nascondi nota pa-10-16 Che se la strada lor: e se i pianeti non percorressero lungo lo zodiaco un cammino obliquo ( " torta " ) e se l'eclittica solare fosse parallela all'Equatore, molti degli influssi celesti rimarrebbero vani e quasi ogni attività, sulla terra, sarebbe impossibile. Se mancasse tale inclinazione, infatti, non si avrebbe il variare delle stagioni, o se tale inclinazione fosse alterata (v. 19), sarebbero alterati i climi.
10.17 molta virtù nel ciel sarebbe in vano,
10.18 e quasi ogne potenza qua giù morta;

10.19 e se dal dritto più o men lontano
10.20 fosse 'l partire, assai sarebbe manco
10.21 e giù e sù de l'ordine mondano.

10.22 Or ti riman, lettor, sovra 'l tuo banco,
10.23 dietro pensando a ciò che si preliba,mostra/nascondi nota pa-10-23 che si preliba: che si può avere in terra come saggio delle celesti verità, conoscibili tutte dopo la morte.
10.24 s'esser vuoi lieto assai prima che stanco.

10.25 Messo t'ho innanzi: omai per te ti ciba;
10.26 ché a sé torce tutta la mia cura
10.27 quella materia ond'io son fatto scriba.

10.28 Lo ministro maggior de la natura,mostra/nascondi nota pa-10-28 Lo ministro maggior: il Sole.
10.29 che del valor del ciel lo mondo imprenta
10.30 e col suo lume il tempo ne misura,

10.31 con quella parte che sù si rammentamostra/nascondi nota pa-10-31 con quella parte: con la costellazione dell'Ariete, appartenente allo zodiaco, cui si è accennato ai vv. 8-9.
10.32 congiunto, si girava per le spiremostra/nascondi nota pa-10-32 le spire: com'è noto, il movimento apparente del sole, reale per il sistema tolemaico, forma una spirale che si svolge da un tropico all'altro, e, andando da quello del Capricorno a quello del Cancro, l'astro si mostra sempre più presto con il conseguente allungarsi dei giorni.
10.33 in che più tosto ognora s'appresenta;

10.34 e io era con lui; ma del saliremostra/nascondi nota pa-10-34 con lui: nel cielo del Sole.
10.35 non m'accors'io, se non com'uom s'accorge,
10.36 anzi 'l primo pensier, del suo venire.mostra/nascondi nota pa-10-36 del suo venire: del venire alla mente di un pensiero, prima che sia formulato; è, evidentemente, impossibile.

10.37 E' Beatrice quella che sì scorgemostra/nascondi nota pa-10-37 scorge: guida.
10.38 di bene in meglio, sì subitamente
10.39 che l'atto suo per tempo non si sporge.mostra/nascondi nota pa-10-39 per tempo non si sporge: non si estende attraverso il tempo.

10.40 Quant'esser convenia da sé lucentemostra/nascondi nota pa-10-40 da sé lucente: per sè luminoso.
10.41 quel ch'era dentro al sol dov'io entra'mi,
10.42 non per color, ma per lume parvente!mostra/nascondi nota pa-10-42 per lume parvente: per intensità di luce visibile.

10.43 Perch'io lo 'ngegno e l'arte e l'uso chiami,
10.44 sì nol direi che mai s'imaginasse;
10.45 ma creder puossi e di veder si brami.

10.46 E se le fantasie nostre son basse
10.47 a tanta altezza, non è maraviglia;
10.48 ché sopra 'l sol non fu occhio ch'andasse.mostra/nascondi nota pa-10-48 sopra 'l sol: a scorgere luce più vivida di quella solare.

10.49 Tal era quivi la quarta famigliamostra/nascondi nota pa-10-49 la quarta famiglia: la quarta schiera, quella degli spiriti sapienti.
10.50 de l'alto Padre, che sempre la sazia,
10.51 mostrando come spira e come figlia.mostra/nascondi nota pa-10-51 come spira: come da Lui procedano lo Spirito Santo e il Figlio. E' la rivelazione della Trinità.

10.52 E Beatrice cominciò: «Ringrazia,
10.53 ringrazia il Sol de li angeli, ch'a questomostra/nascondi nota pa-10-53 il Sol de li angeli: Dio, che illumina le menti angeliche.
10.54 sensibil t'ha levato per sua grazia».mostra/nascondi nota pa-10-54 sensibil: il cui splendore è percepibile dai sensi.

10.55 Cor di mortal non fu mai sì digestomostra/nascondi nota pa-10-55 digesto: disposto.
10.56 a divozione e a rendersi a Dio
10.57 con tutto 'l suo gradir cotanto presto,

10.58 come a quelle parole mi fec'io;
10.59 e sì tutto 'l mio amore in lui si mise,
10.60 che Beatrice eclissò ne l'oblio.

10.61 Non le dispiacque; ma sì se ne rise,mostra/nascondi nota pa-10-61 se ne rise: se ne compiacque.
10.62 che lo splendor de li occhi suoi ridenti
10.63 mia mente unita in più cose divise.mostra/nascondi nota pa-10-63 mente unita: unicamente volta alla contemplazione di Dio.

10.64 Io vidi più folgór vivi emostra/nascondi nota pa-10-64 vincenti: più splendenti del sole.
10.65 far di noi centro e di sé far corona,
10.66 più dolci in voce che in vista lucenti:

10.67 così cinger la figlia di Latonamostra/nascondi nota pa-10-67 la figlia di Latona: Diana, cioè la luna.
10.68 vedem talvolta, quando l'aere è pregno,
10.69 sì che ritenga il fil che fa la zona.mostra/nascondi nota pa-10-69 il fil: il raggio, o alone, che le forma cintura (" zona ").

10.70 Ne la corte del cielo, ond'io rivegno,
10.71 si trovan molte gioie care e belle
10.72 tanto che non si posson trar del regno;mostra/nascondi nota pa-10-72 trar del regno: portare fuori del Paradiso, descriverle a parole sulla terra.

10.73 e 'l canto di quei lumi era di quelle;
10.74 chi non s'impenna sì che là sù voli,mostra/nascondi nota pa-10-74 s'impenna: si adatta le ali, con l'aiuto della grazia.
10.75 dal muto aspetti quindi le novelle.mostra/nascondi nota pa-10-75 dal muto: ne aspetti notizia da chi non può parlare.

10.76 Poi, sì cantando, quelli ardenti solimostra/nascondi nota pa-10-76 Poi: poiché.
10.77 si fuor girati intorno a noi tre volte,
10.78 come stelle vicine a' fermi poli,

10.79 donne mi parver, non da ballo sciolte,mostra/nascondi nota pa-10-79 non da ballo sciolte: la cui danza non sia ancor terminata, ma che si arrestino in attesa di nuovo accordo.
10.80 ma che s'arrestin tacite, ascoltando
10.81 fin che le nove note hanno ricolte.

10.82 E dentro a l'un senti' cominciar: «Quandomostra/nascondi nota pa-10-82 Quando: dal momento che.
10.83 lo raggio de la grazia, onde s'accende
10.84 verace amore e che poi cresce amando,

10.85 multiplicato in te tanto resplende,
10.86 che ti conduce su per quella scala
10.87 u' sanza risalir nessun discende;

10.88 qual ti negasse il vin de la sua fialamostra/nascondi nota pa-10-88 qual: chi.
10.89 per la tua sete, in libertà non fora
10.90 se non com'acqua ch'al mar non si cala.mostra/nascondi nota pa-10-90 ch'al mar non si cala: l'acqua scende al mare per volere di Dio e in tanto l'acqua è libera in quanto ottempera a quel volere. Così è per gli spiriti del Paradiso.

10.91 Tu vuo' saper di quai piante s'infiora
10.92 questa ghirlanda che 'ntorno vagheggiamostra/nascondi nota pa-10-92 vagheggia: contempla.
10.93 la bella donna ch'al ciel t'avvalora.mostra/nascondi nota pa-10-93 t'avvalora: ti ha reso capace di salite. La " bella donna " è Beatrice, cioè la verità.

10.94 Io fui de li agni de la santa greggia
10.95 che Domenico mena per camminomostra/nascondi nota pa-10-95 Domenico: san Domenico, fondatore dell'Ordine dei Domenicani.
10.96 u' ben s'impingua se non si vaneggia.mostra/nascondi nota pa-10-96 se non si vaneggia: se non si trasgredisce la regola.

10.97 Questi che m'è a destra più vicino,
10.98 frate e maestro fummi, ed esso Albertomostra/nascondi nota pa-10-98 Alberto: Alberto detto Magno (1193- 1288), detto di Colonia, perché in questa città insegnò a lungo, concludendovi la propria vita. Nato a Lavingen, in Svevia, fu chiamato Doctor Universalis ed ebbe tra i suoi discepoli San Tommaso.
10.99 è di Cologna, e io Thomas d'Aquino.mostra/nascondi nota pa-10-99 Thomas d'Aquino: san Tommaso d'Aquino, nato a Roccasecca nel 1225, dopo i primi studi a Montecassino e a Napoli, nel 1243 si fece domenicano. Insegnò teologia a Colonia, Parigi e Napoli. Morì nel 1274 a Fossanova, mentre si recava al concilio di Lione (si sospettò fosse stato avvelenato). E' il maggior filosofo del XIII secolo; conciliò il pensiero aristotelico con quello cristiano, fulcro questo della Scolastica ("tomismo"). Dante ne conobbe a fondo sia la "Summa Theologiae" sia la "Summa contra Gentiles", nonché il commento all'"Etica" di Aristotele.

10.100 Se sì di tutti li altri esser vuo' certo,
10.101 di retro al mio parlar ten vien col viso
10.102 girando su per lo beato serto.

10.103 Quell'altro fiammeggiare esce del riso
10.104 di Grazian, che l'uno e l'altro foromostra/nascondi nota pa-10-104 Grazian: Graziano da Chiusi (sec. XII), la cui opera "Decretum" o "Concordia discordatium canonum" tende a dimostrare come il diritto ecclesiastico concordasse con il diritto civile (" l'uno e l'altro foro " ).
10.105 aiutò sì che piace in paradiso.

10.106 L'altro ch'appresso addorna il nostro coro,
10.107 quel Pietro fu che con la poverellamostra/nascondi nota pa-10-107 Pietro: Pietro Lombardo, nato nel Novarese, morì nel 1160. Scrisse i "Libri quattuor Sententiarum", modello di tutte le Summae teologiche posteriori, che Dante considera un " tesoro " offerto alla Chiesa con lo stesso spirito con il quale la " poverella ", di cui parla san Luca, donò al Tempio le due sole monete da lei possedute.
10.108 offerse a Santa Chiesa suo tesoro.

10.109 La quinta luce, ch'è tra noi più bella,
10.110 spira di tal amor, che tutto 'l mondo
10.111 là giù ne gola di saper novella:mostra/nascondi nota pa-10-111 ne gola: ne ha gola, desiderio.

10.112 entro v'è l'alta mente u' sì profondomostra/nascondi nota pa-10-112 l'alta mente: Salomone, figlio di Davide e re d'Israeler, autore del "Cantico dei cantici", inno così appassionato, che gli uomini hanno desiderio di sapere se chi lo scrisse si trovi tra gli eletti. Il Cantico è generalmente interpretato come inno nuziale annunciante il connubio tra la Chiesa e Gesù.
10.113 saver fu messo, che, se 'l vero è vero
10.114 a veder tanto non surse il secondo.

10.115 Appresso vedi il lume di quel ceromostra/nascondi nota pa-10-115 quel cero: quel luminare della Chiesa che, nel mondo, più d'ogni altro penetrò la natura e le funzioni degli angeli. E' Dionigi Aeropagita, un greco convertito da San Paolo; divenne vescovo di Atene e subì il martirio. Gli fu attribuito il "De coelesti hierarchia".
10.116 che giù in carne più a dentro vide
10.117 l'angelica natura e 'l ministero.

10.118 Ne l'altra piccioletta luce ride
10.119 quello avvocato de' tempi cristianimostra/nascondi nota pa-10-119 quello avvocato: è Paolo Orosio (nato a Terragona in Spagna e vissuto tra il IV e il V secolo). Scrisse un "Historiarum libri VII adversus paganos" e perciò fu considerato difensore (" avvocato ") del Cristianesimo. Della sua opera ("del cui latino") si giovò Sant'Agostino.
10.120 del cui latino Augustin si provide.

10.121 Or se tu l'occhio de la mente tranimostra/nascondi nota pa-10-121 trani: trascini, muovi.
10.122 di luce in luce dietro a le mie lode,
10.123 già de l'ottava con sete rimani.

10.124 Per vedere ogni ben dentro vi gode
10.125 l'anima santa che 'l mondo fallacemostra/nascondi nota pa-10-125 l'anima santa : Severino Boezio (480ca. - 526). Nella sua opera "De consolatione philosophiae" dimostra, a chi sappia comprendere il suo messaggio (" a chi di lei ben ode "), quanto siano fallaci i beni del mondo. Boezio, vissuto sotto il regno di Teodorico, perse la grazia del re, e fu da questi condannato a morire. Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di S. Pietro in Ciel d'Oro (" Cieldauro " ) a Pavia.
10.126 fa manifesto a chi di lei ben ode.

10.127 Lo corpo ond'ella fu cacciata giace
10.128 giuso in Cieldauro; ed essa da martiro
10.129 e da essilio venne a questa pace.

10.130 Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro
10.131 d'Isidoro, di Beda e di Riccardo,mostra/nascondi nota pa-10-131 Isidoro: Sant'Isidoro, vescovo di Siviglia (circa 560 - 636) autore di un lessico encicopledico d'importanza fondamentale per la cultura medioevale. Beda, detto il Venerabile (674 - 735), sacerdote benedettino inglese di stirpe sassone. E' noto a Dante per il "De Natura Rerum" piuttosto che per il capolavoro, la "Historia ecclesiastica gentis Anglorum". Riccardo, detto da San Vittore dal nome dell'Abbazia parigina della quale fu priore, e dove morì (1173), fu teologo mistico e contemplativo.
10.132 che a considerar fu più che viro.

10.133 Questi onde a me ritorna il tuo riguardo,mostra/nascondi nota pa-10-133 onde a me: dal quale torna a me il suo sguardo; perché è l'ultimo della ghirlanda.
10.134 è 'l lume d'uno spirto che 'n pensieri
10.135 gravi a morir li parve venir tardo:mostra/nascondi nota pa-10-135 a morir li parve: desiderò la morte a cui gli sembrava di avvicinarsi troppo lentamente.

10.136 essa è la luce etterna di Sigieri,mostra/nascondi nota pa-10-136 Sigieri: Sigieri di Brabante, nato nel 1226, filosofo averroista, avversario di San Tommaso, insegnò all'Università di Parigi. Professò le sue teorie non del tutto ortodosse in rue du Fouarre (via della paglia = " vico de li strami ") ma fu credente e rappresenta, forse, nella ghirlanda dei teologi, la filosofia pura. Venne assassinato a Orvieto nel 1283.
10.137 che, leggendo nel Vico de li Strami,
10.138 silogizzò invidiosi veri».mostra/nascondi nota pa-10-138 invidiosi veri: verità che gli procacciarono invidia, odio.

10.139 Indi, come orologio che ne chiami
10.140 ne l'ora che la sposa di Dio surgemostra/nascondi nota pa-10-140 la sposa di Dio: la Chiesa.
10.141 a mattinar lo sposo perché l'ami,mostra/nascondi nota pa-10-141 a mattinar: a levare il canto mattutino, in onore dello sposò suo Gesù.

10.142 che l'una parte e l'altra tira e urge,mostra/nascondi nota pa-10-142 l'una parte…: la parte della soneria che trascina e spinge la ruota, che mette in movimento il martelletto.
10.143 tin tin sonando con sì dolce nota,
10.144 che 'l ben disposto spirto d'amor turge;mostra/nascondi nota pa-10-144 turge: trabocca.

10.145 così vid'io la gloriosa rota
10.146 muoversi e render voce a voce in tempramostra/nascondi nota pa-10-146 in tempra: in armonia di suono.
10.147 e in dolcezza ch'esser non pò nota

10.148 se non colà dove gioir s'insempra.

Paradiso : Canto 11

11.1 O insensata cura de' mortali,
11.2 quanto son difettivi silogismimostra/nascondi nota pa-11-2 difettivi silogismi: erronei ragionamenti.
11.3 quei che ti fanno in basso batter l'ali!

11.4 Chi dietro a iura, e chi ad amforismimostra/nascondi nota pa-11-4 iura: gli studi giuridici; amforismi, lo studio della medicina, indicato dal titolo "Aforismi" di un famoso libro d'Ippocrate.
11.5 sen giva, e chi seguendo sacerdozio,
11.6 e chi regnar per forza o per sofismi,mostra/nascondi nota pa-11-6 per sofismi: in forza di capziosi argomenti.

11.7 e chi rubare, e chi civil negozio,
11.8 chi nel diletto de la carne involto
11.9 s'affaticava e chi si dava a l'ozio,

11.10 quando, da tutte queste cose sciolto,
11.11 con Beatrice m'era suso in cielo
11.12 cotanto gloriosamente accolto.

11.13 Poi che ciascuno fu tornato ne lo
11.14 punto del cerchio in che avanti s'era,
11.15 fermossi, come a candellier candelo.

11.16 E io senti' dentro a quella lumeramostra/nascondi nota pa-11-16 a quella lumera: alla luce che avvolge San Tommaso.
11.17 che pria m'avea parlato, sorridendo
11.18 incominciar, faccendosi più mera:

11.19 «Così com'io del suo raggio resplendo,
11.20 sì, riguardando ne la luce etterna,
11.21 li tuoi pensieri onde cagioni apprendo.mostra/nascondi nota pa-11-21 apprendo: riesco a sapere donde derivi i tuoi pensieri.

11.22 Tu dubbi, e hai voler che si ricernamostra/nascondi nota pa-11-22 Tu dubbi: tu dubiti e desideri che si riesamini (" ricerna " ).
11.23 in sì aperta e 'n sì distesa lingua
11.24 lo dicer mio, ch'al tuo sentir si sterna,mostra/nascondi nota pa-11-24 si sterna: si adatti alla tua capacità di intendere.

11.25 ove dinanzi dissi "U' ben s'impingua",
11.26 e là u' dissi "Non nacque il secondo";
11.27 e qui è uopo che ben si distingua.

11.28 La provedenza, che governa il mondo
11.29 con quel consiglio nel quale ogne aspettomostra/nascondi nota pa-11-29 consiglio: imperscrutabile sapienza.
11.30 creato è vinto pria che vada al fondo,

11.31 però che andasse ver' lo suo dilettomostra/nascondi nota pa-11-31 però che andasse: affinché la Chiesa (" la sposa… ") andasse verso Cristo(" lo suo diletto ").
11.32 la sposa di colui ch'ad alte gridamostra/nascondi nota pa-11-32 ad alte gridav: allude al grido " Eli, eli…" di Cristo morente sulla croce, quando, cioè, fu consumato i1 matrimonio con la Chiesa (cfr. Purg. c. XXIII, 74 e n.).
11.33 disposò lei col sangue benedetto,

11.34 in sé sicura e anche a lui più fida,
11.35 due principi ordinò in suo favore,mostra/nascondi nota pa-11-35 due principi: San Francesco e San Domenico.
11.36 che quinci e quindi le fosser per guida.

11.37 L'un fu tutto serafico in ardore;mostra/nascondi nota pa-11-37 L'un: San Francesco, tutto ardente di carità (" serafico " dal nome dei Serafini).
11.38 l'altro per sapienza in terra fuemostra/nascondi nota pa-11-38 l'altro: San Domenico, luminare della scienza teologica ("cherubica luce", dal nome dei Cherubini).
11.39 di cherubica luce uno splendore.

11.40 De l'un dirò, però che d'amendue
11.41 si dice l'un pregiando, qual ch'om prende,
11.42 perch'ad un fine fur l'opere sue.mostra/nascondi nota pa-11-42 l'opere sue: le opere loro, di entrambi.

11.43 Intra Tupino e l'acqua che discendemostra/nascondi nota pa-11-43 Intra Tupino: tra il fiumicello Topino e il fiume Chiascio, che nasce dai colli di Gubbio, detto di Sant'Ubaldo, declina a valle una fertile costa del monte Subasio, dalla quale costa Perugia riceve venti freddi e caldi attraverso Porta Sole; e, dietro al Subasio, Nocera e Gualdo Tadino si rammaricano della poco favorevole posizione geografica.
11.44 del colle eletto dal beato Ubaldo,
11.45 fertile costa d'alto monte pende,

11.46 onde Perugia sente freddo e caldo
11.47 da Porta Sole; e di rietro le piange
11.48 per grave giogo Nocera con Gualdo.

11.49 Di questa costa, là dov'ella frangemostra/nascondi nota pa-11-49 frange: interrompe e addolcisce la sua ripidezza (" rattezza "). E' così individuato il luogo: Assisi.
11.50 più sua rattezza, nacque al mondo un sole,mostra/nascondi nota pa-11-50 un sole: San Francesco.
11.51 come fa questo tal volta di Gange.mostra/nascondi nota pa-11-51 di Gange: il sole sorge, luminosissimo, dal Gange nel solstizio d'estate.

11.52 Però chi d'esso loco fa parole,
11.53 non dica Ascesi, ché direbbe corto,mostra/nascondi nota pa-11-53 Ascesi: antico nome di Assisi. .
11.54 ma Oriente, se proprio dir vuole.

11.55 Non era ancor molto lontan da l'orto,mostra/nascondi nota pa-11-55 da l'orto: dalla nascita.
11.56 ch'el cominciò a far sentir la terra
11.57 de la sua gran virtute alcun conforto;

11.58 ché per tal donna, giovinetto, in guerramostra/nascondi nota pa-11-58 per tal donna: per la Povertà, a cui, come alla morte, nessuno apre il cuore per amarla, incorse nell'irata riprovazione del padre, Pietro Bernardone, ricco mercante.
11.59 del padre corse, a cui, come a la morte,
11.60 la porta del piacer nessun diserra;

11.61 e dinanzi a la sua spirital cortemostra/nascondi nota pa-11-61 spirital corte: il tribunale spirituale, presieduto dal vescovo d'Assisi, Guido; davanti al quale fu citato dal padre come sperperatore dei beni di famiglia.
11.62 et coram patre le si fece unito;mostra/nascondi nota pa-11-62 et coram patre: latinismo. Davanti al padre, Francesco rinunciò ad ogni sostanza.
11.63 poscia di dì in dì l'amò più forte.

11.64 Questa, privata del primo marito,mostra/nascondi nota pa-11-64 primo marito: Cristo.
11.65 millecent'anni e più dispetta e scura
11.66 fino a costui si stette sanza invito;mostra/nascondi nota pa-11-66 sanza invito: senza che alcuno la cercasse.

11.67 né valse udir che la trovò sicura
11.68 con Amiclate, al suon de la sua voce,
11.69 colui ch'a tutto 'l mondo fé paura;mostra/nascondi nota pa-11-69 colui: Cesare. Lucano, nella "Pharsalia", narra di un certo Amiclate, poverissimo pescatore incontrato da Cesare, che usava dormire lasciando aperta la porta della sua capanna perché non temeva di essere derubato.

11.70 né valse esser costante né feroce,mostra/nascondi nota pa-11-70 feroce: nel senso buono di "fiera, impavida".
11.71 sì che, dove Maria rimase giuso,mostra/nascondi nota pa-11-71 dove: anche sul Calvario, dove Maria rimase ai piedi della Croce (" giuso ") la Povertà salì con Cristo sullo strumento di tortura e pianse con lui.
11.72 ella con Cristo pianse in su la croce.

11.73 Ma perch'io non proceda troppo chiuso,
11.74 Francesco e Povertà per questi amanti
11.75 prendi oramai nel mio parlar diffuso.mostra/nascondi nota pa-11-75 prendi: intendi.

11.76 La lor concordia e i lor lieti sembianti,
11.77 amore e maraviglia e dolce sguardo
11.78 facieno esser cagion di pensier santi;

11.79 tanto che 'l venerabile Bernardomostra/nascondi nota pa-11-79 Bernardo: Bernardo di Quintavalle, assisiate, nato intorno al 1170 e morto prima del 1246. Fu, con Egidio e Silvestro, tra i primi seguaci di San Francesco e " si scalzò " come questi aveva fatto.
11.80 si scalzò prima, e dietro a tanta pace
11.81 corse e, correndo, li parve esser tardo.

11.82 Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
11.83 Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
11.84 dietro a lo sposo, sì la sposa piace.

11.85 Indi sen va quel padre e quel maestro
11.86 con la sua donna e con quella famiglia
11.87 che già legava l'umile capestro.mostra/nascondi nota pa-11-87 che già legava: che già l'umile cingolo teneva uniti. Il " capestro " è la corda con la quale si legano le bestie; ma San Francesco " chiamava frate asino il suo corpo " (Steiner).

11.88 Né li gravò viltà di cuor le cigliamostra/nascondi nota pa-11-88 viltà di cuor: timidezza e scarsa fiducia in sè stesso, per le umili origini, per esser figlio (" fi' ") di Pietro Bernardone. Dal v. 85.,( " sen va " ) già si desume che il santo si reca a Roma per ottenere dal pontefice, Innocenzo III, l'approvazione della sua regola.
11.89 per esser fi' di Pietro Bernardone,
11.90 né per parer dispetto a maraviglia;mostra/nascondi nota pa-11-90 dispetto: spregevole all'aspetto.

11.91 ma regalmente sua dura intenzione
11.92 ad Innocenzio aperse, e da lui ebbe
11.93 primo sigillo a sua religione.mostra/nascondi nota pa-11-93 primo sigillo: il riconoscimento papale all'ordine francescano e alla sua regola.

11.94 Poi che la gente poverella crebbe
11.95 dietro a costui, la cui mirabil vita
11.96 meglio in gloria del ciel si canterebbe,

11.97 di seconda corona redimita
11.98 fu per Onorio da l'Etterno Spiromostra/nascondi nota pa-11-98 per Onorio: per mezzo del papa Onorio III dallo Spirito Santo, cioè da Dio stesso. E' la "Regola Bullata" del 1223, costitutiva dell'Ordine. 99 archimandrita: capo del gregge o mandria.
11.99 la santa voglia d'esto archimandrita.

11.100 E poi che, per la sete del martiro,
11.101 ne la presenza del Soldan superbamostra/nascondi nota pa-11-101 ne la presenza del Soldan: alla presenza del superbo sultano Malek-al-Kamil.
11.102 predicò Cristo e li altri che 'l seguiro,

11.103 e per trovare a conversione acerbamostra/nascondi nota pa-11-103 a conversione acerba: troppo immatura per esser convertita.
11.104 troppo la gente e per non stare indarno,
11.105 redissi al frutto de l'italica erba,

11.106 nel crudo sasso intra Tevero e Arnomostra/nascondi nota pa-11-106 nel crudo sasso: sulla Verna, nel Casentino.
11.107 da Cristo prese l'ultimo sigillo,mostra/nascondi nota pa-11-107 l'ultimo sigillo: l'ultima approvazione, rappresentata dalle Stimmate, le cinque ferite analoghe a quelle del Cristo crocefisso.
11.108 che le sue membra due anni portarno.

11.109 Quando a colui ch'a tanto ben sortillomostra/nascondi nota pa-11-109 a colui: a Dio, che lo avviò a vita tanto benefica.
11.110 piacque di trarlo suso a la mercedemostra/nascondi nota pa-11-110 a la mercede: alla ricompensa. 111: nel suo farsi pusillo: nel vivere così umilmente (cfr. lat. "pusillus").
11.111 ch'el meritò nel suo farsi pusillo,

11.112 a' frati suoi, sì com'a giuste rede,mostra/nascondi nota pa-11-112 rede: eredi.
11.113 raccomandò la donna sua più cara,
11.114 e comandò che l'amassero a fede;

11.115 e c l'anima preclaramostra/nascondi nota pa-11-115 del suo grembo: l'ultima volontà del Poverello fu di essere deposto sulla nuda terra, quando si sentì vicino a morire. Perciò al suo corpo non volle " altra bara " che la terra, su cui si fece deporre dai confratelli, nell'ottobre 1226, alla Porziuncola.
11.116 mover si volle, tornando al suo regno,
11.117 e al suo corpo non volle altra bara.

11.118 Pensa oramai qual fu colui che degno
11.119 collega fu a mantener la barcamostra/nascondi nota pa-11-119 collega: collaboratore.
11.120 di Pietro in alto mar per dritto segno;

11.121 e questo fu il nostro patriarca;mostra/nascondi nota pa-11-121 il nostro patriarca: San Domenico, fondatore dell'Ordine Domenicano, di cui San Tommaso, che sta parlando, fa parte.
11.122 per che qual segue lui, com'el comanda,
11.123 discerner puoi che buone merce carca.

11.124 Ma 'l suo pecuglio di nova vivandamostra/nascondi nota pa-11-124 'l suo pecuglio: il suo gregge è ora avido di beni mondani.
11.125 è fatto ghiotto, sì ch'esser non puotemostra/nascondi nota pa-11-125 sì ch'esser: sì che non può essere che non si disperda per pascoli (" salti ") non conformi a quelli raccomandati dal pastore.
11.126 che per diversi salti non si spanda;

11.127 e quanto le sue pecore remote
11.128 e vagabunde più da esso vanno,
11.129 più tornano a l'ovil di latte vòte.

11.130 Ben son di quelle che temono 'l danno
11.131 e stringonsi al pastor; ma son sì poche,
11.132 che le cappe fornisce poco panno.mostra/nascondi nota pa-11-132 che le cappe…: che basta poco panno per cucire le loro cappe.

11.133 Or, se le mie parole non son fioche,mostra/nascondi nota pa-11-133 fioche: poco chiare, insufficienti.
11.134 se la tua audienza è stata attenta,
11.135 se ciò ch'è detto a la mente revoche,

11.136 in parte fia la tua voglia contenta,
11.137 perché vedrai la pianta onde si scheggia,mostra/nascondi nota pa-11-137 la pianta…: da qual parte, per qual motivo ("onde") si corrompe la pianta dell'ordine domenicano.
11.138 e vedra' il corregger che argomentamostra/nascondi nota pa-11-138 il corregger: la correzione, "se non si vaneggia".

11.139 "U' ben s'impingua, se non si vaneggia"».

Paradiso : Canto 12

12.1 Sì tosto come l'ultima parola
12.2 la benedetta fiamma per dir tolse,
12.3 a rotar cominciò la santa mola;mostra/nascondi nota pa-12-3 la santa mola: la corona di spiriti.

12.4 e nel suo giro tutta non si volse
12.5 prima ch'un'altra di cerchio la chiuse,
12.6 e moto a moto e canto a canto colse;mostra/nascondi nota pa-12-6 colse: unì (cfr. lat. colligere).

12.7 canto che tanto vince nostre muse,
12.8 nostre serene in quelle dolci tube,
12.9 quanto primo splendor quel ch'e' refuse.mostra/nascondi nota pa-12-9 quanto: quanto il primo raggio supera in luminosità quello da esso riflesso ( " ch'e' refuse " ).

12.10 Come si volgon per tenera nube
12.11 due archi paralelli e concolori,mostra/nascondi nota pa-12-11 due archi: due arcobaleni, simboleggiati da Iride, l'ancella alla quale Giunone dà ordine (" iube", cfr. lat. "iubeo").
12.12 quando Iunone a sua ancella iube,

12.13 nascendo di quel d'entro quel di fori,
12.14 a guisa del parlar di quella vagamostra/nascondi nota pa-12-14 a guisa: come l'eco, cioè come la voce di quella ninfa, Eco, che si consumò d'amore per Narciso come il sole consuma e dissipa le nebbie (" vapori ").
12.15 ch'amor consunse come sol vapori;

12.16 e fanno qui la gente esser presaga,
12.17 per lo patto che Dio con Noè puose,mostra/nascondi nota pa-12-17 per lo patto: secondo il racconto biblico, l'arcobaleno è il segno visibile della promessa che Dio fece a Noè garantendo che mai più sarebbero tornate le acque del diluvio.
12.18 del mondo che già mai più non s'allaga:

12.19 così di quelle sempiterne rose
12.20 volgiensi circa noi le due ghirlande,
12.21 e sì l'estrema a l'intima rispuose.mostra/nascondi nota pa-12-21 l'estrema a l'intima: quella esterna a quella esterna.

12.22 Poi che 'l tripudio e l'altra festa grande,
12.23 sì del cantare e sì del fiammeggiarsi
12.24 luce con luce gaudiose e blande,

12.25 insieme a punto e a voler quetarsi,
12.26 pur come li occhi ch'al piacer che i movemostra/nascondi nota pa-12-26 al piacer che i move: secondo il piacere di chi li muove.
12.27 conviene insieme chiudere e levarsi;mostra/nascondi nota pa-12-27 insieme: gli occhi si aprono e si chiudono contemporaneamente.

12.28 del cor de l'una de le luci nove
12.29 si mosse voce, che l'ago a la stellamostra/nascondi nota pa-12-29 l'ago a la stella: l'ago magnetico alla stella polare.
12.30 parer mi fece in volgermi al suo dove;

12.31 e cominciò: «L'amor che mi fa bella
12.32 mi tragge a ragionar de l'altro ducamostra/nascondi nota pa-12-32 de l'altro duca: san Domenico, in virtù del quale qui (" ci") si parla tanto bene della mia guida ( " duca " ): San Francesco. Infatti lodare San Domenico è come lodare San Francesco e viceversa (cfr. c. XI, 40-42).
12.33 per cui del mio sì ben ci si favella.

12.34 Degno è che, dov'è l'un, l'altro s'induca:
12.35 sì che, com'elli ad una militaro,
12.36 così la gloria loro insieme luca.

12.37 L'essercito di Cristo, che sì caromostra/nascondi nota pa-12-37 sì caro: così a caro prezzo venne armato contro il peccato: cioè con la morte di Cristo.
12.38 costò a riarmar, dietro a la 'nsegna
12.39 si movea tardo, sospeccioso e raro,

12.40 quando lo 'mperador che sempre regna
12.41 provide a la milizia, ch'era in forse,
12.42 per sola grazia, non per esser degna;

12.43 e, come è detto, a sua sposa soccorse
12.44 con due campioni, al cui fare, al cui dire
12.45 lo popol disviato si raccorse.mostra/nascondi nota pa-12-45 si raccorse: si ravvide (da "raccorgersi": ravvedersi).

12.46 In quella parte ove surge ad apriremostra/nascondi nota pa-12-46 In quella parte: nella parte occidentale d'Europa, dove spira lo Zefiro, vento di ponente.
12.47 Zefiro dolce le novelle fronde
12.48 di che si vede Europa rivestire,

12.49 non molto lungi al percuoter de l'ondemostra/nascondi nota pa-12-49 percuoter de l'onde: il golfo di Guascogna.
12.50 dietro a le quali, per la lunga foga,
12.51 lo sol talvolta ad ogne uom si nasconde,mostra/nascondi nota pa-12-51 lo sol talvolta: nel solstizio d'estate.

12.52 siede la fortunata Calarogamostra/nascondi nota pa-12-52 Calaroga: cittadina della Vecchia Castiglia, (oggi Calaruega), protetta dallo scudo del re di Castiglia, nei cui quattro quarti sono rappresentanti un leone e un castello alternativamente nel quarto superiore ( " soggioga " ) e in quello inferiore ( " soggiace " ).
12.53 sotto la protezion del grande scudo
12.54 in che soggiace il leone e soggioga:

12.55 dentro vi nacque l'amoroso drudomostra/nascondi nota pa-12-55 drudo: amante. Tale vocabolo si usava anche in senso buono.
12.56 de la fede cristiana, il santo atleta
12.57 benigno a' suoi e a' nemici crudo;

12.58 e come fu creata, fu repletamostra/nascondi nota pa-12-58 repleta: riempita, colma.
12.59 sì la sua mente di viva vertute,
12.60 che, ne la madre, lei fece profeta.mostra/nascondi nota pa-12-60 lei fece profeta: la madre di San Domenico, prima di darlo alla luce, sognò che da lei sarebbe nato un cane bianco e nero con una fiaccola in bocca: simbolo dell'abito dei domenicani, della fedeltà alla Chiesa e della viva fede che avrebbe infiammato i seguaci dell'Ordine.

12.61 Poi che le sponsalizie fuor compiute
12.62 al sacro fonte intra lui e la Fede,
12.63 u' si dotar di mutua salute,mostra/nascondi nota pa-12-63 di mutua salute: col Battesimo (" le sponsalizie ") Domenico acquistò la possibilità della vita eterna, e la fede guadagnò la salvezza dalle eresie.

12.64 la donna che per lui l'assenso diede,mostra/nascondi nota pa-12-64 la donna: la madrina sognò il bambino recante una stella in fronte, simbolo del " mirabile frutto " che doveva nascere dalla predicazione di lui e dei suoi eredi.
12.65 vide nel sonno il mirabile frutto
12.66 ch'uscir dovea di lui e de le rede;

12.67 e perché fosse qual era in costrutto,mostra/nascondi nota pa-12-67 in costrutto: nella struttura del nome.
12.68 quinci si mosse spirito a nomarlo
12.69 del possessivo di cui era tutto.mostra/nascondi nota pa-12-69 del possessivo: "Dominicus" è possessivo di "Dominus" e vale: "uomo del Signore".

12.70 Domenico fu detto; e io ne parlo
12.71 sì come de l'agricola che Cristomostra/nascondi nota pa-12-71 l'agricola: il buon coltivatore. E' un latinismo.
12.72 elesse a l'orto suo per aiutarlo.

12.73 Ben parve messo e famigliar di Cristo:
12.74 che 'l primo amor che 'n lui fu manifesto,
12.75 fu al primo consiglio che diè Cristo.mostra/nascondi nota pa-12-75 al primo consiglio: l'amore della povertà.

12.76 Spesse fiate fu tacito e desto
12.77 trovato in terra da la sua nutrice,
12.78 come dicesse: "Io son venuto a questo".mostra/nascondi nota pa-12-78 a questo: alla vita umile.

12.79 Oh padre suo veramente Felice!mostra/nascondi nota pa-12-79 Felice: di nome e di fatto. Felice di Guzmàn, genitore di Domenico, con la moglie Giovanna d'Asa.
12.80 oh madre sua veramente Giovanna,mostra/nascondi nota pa-12-80 Giovanna: etimologicamente vale: "favorita dalla grazia di Dio".
12.81 se, interpretata, val come si dice!

12.82 Non per lo mondo, per cui mo s'affannamostra/nascondi nota pa-12-82 mo: adesso, ora (cfr. Inf. c. XXIII, n. 4).
12.83 di retro ad Ostiense e a Taddeo,mostra/nascondi nota pa-12-83 Ostiense… Taddeo: Enrico di Susa, vescovo di Ostia, scrisse un'apprezzata "Summa" di diritto canonico; Taddeo d'Alderotto, fiorentino, fu maestro nell'arte medica. Il concetto richiama quello del c. XI, v. 4.
12.84 ma per amor de la verace mannamostra/nascondi nota pa-12-84 manna: il cibo spirituale.

12.85 in picciol tempo gran dottor si feo;
12.86 tal che si mise a circuir la vignamostra/nascondi nota pa-12-86 a circuir la vigna: a far la guardia alla vigna del Signore, alla Chiesa, che presto si dissecca (" imbianca ") se il coltivatore è incapace.
12.87 che tosto imbianca, se 'l vignaio è reo.

12.88 E a la sedia che fu già benignamostra/nascondi nota pa-12-88 E a la sedia: alla Santa Sede, che nel passato (" già ") fu più benigna d'ora verso i poveri.
12.89 più a' poveri giusti, non per lei,
12.90 ma per colui che siede, che traligna,

12.91 non dispensare o due o tre per sei,mostra/nascondi nota pa-12-91 non… addimandò: non chiese di spendere in opere pie un terzo o la metà soltanto ( " o due o tre per sei " ) delle somme a ciò destinate, non chiese le rendite del primo beneficio che si fosse reso vacante, non le decime, che sono dei poveri del Signore.
12.92 non la fortuna di prima vacante,
12.93 non decimas, quae sunt pauperum Dei,

12.94 addimandò, ma contro al mondo errante
12.95 licenza di combatter per lo sememostra/nascondi nota pa-12-95 per lo seme: in favore di quella fede che ha dato tanti santi (" piante "), ventiquattro dei quali sono qui intorno a te (" ti fascian ").
12.96 del qual ti fascian ventiquattro piante.

12.97 Poi, con dottrina e con volere insieme,
12.98 con l'officio appostolico si mossemostra/nascondi nota pa-12-98 con l'officio appostolico: con approvazione pontificia.
12.99 quasi torrente ch'alta vena preme;

12.100 e ne li sterpi eretici percosse
12.101 l'impeto suo, più vivamente quivi
12.102 dove le resistenze eran più grosse.

12.103 Di lui si fecer poi diversi rivimostra/nascondi nota pa-12-103 diversi rivi: altri predicatori.
12.104 onde l'orto catolico si riga,
12.105 sì che i suoi arbuscelli stan più vivi.mostra/nascondi nota pa-12-105 arbuscelli: i fedeli, piante dell'orto della fede.

12.106 Se tal fu l'una rota de la biga
12.107 in che la Santa Chiesa si difese
12.108 e vinse in campo la sua civil briga,mostra/nascondi nota pa-12-108 civil briga: la lotta tra fedeli ed eretici è come una guerra civile.

12.109 ben ti dovrebbe assai esser palese
12.110 l'eccellenza de l'altra, di cui Tommamostra/nascondi nota pa-12-110 l'altra: l'altra ruota è San Francesco, di cui ha parlato San Tommaso (" Tomma ").
12.111 dinanzi al mio venir fu sì cortese.

12.112 Ma l'orbita che fé la parte sommamostra/nascondi nota pa-12-112 Ma l'orbita: ma la traccia segnata in terra da San Francesco che fu la "parte somma", cioè la più eterna della ruota, quella a contatto col suolo, è abbandonata.
12.113 di sua circunferenza, è derelitta,
12.114 sì ch'è la muffa dov'era la gromma.mostra/nascondi nota pa-12-114 la gromma: incrostazione lasciata dal vino nelle botti, che vale a conservare il contenuto, mentre la muffa lo guasta.

12.115 La sua famiglia, che si mosse dritta
12.116 coi piedi a le sue orme, è tanto volta,mostra/nascondi nota pa-12-116 volta: sulla opposta via, che muove il piede davanti verso quello di dietro. Cioè va a ritroso.
12.117 che quel dinanzi a quel di retro gitta;

12.118 e tosto si vedrà de la ricolta
12.119 de la mala coltura, quando il logliomostra/nascondi nota pa-12-119 quando il loglio: quando i peggiori tra i Francescani saranno stati cacciati dalla Chiesa. Si allude forse alla bolla "Gloriosam Ecclesiam" di papa Giovanni XXII, con la quale i frati degeneri furono scomunicati, ed in cui ricorre la parola "arca" per designare la Chiesa.
12.120 si lagnerà che l'arca li sia tolta.

12.121 Ben dico, chi cercasse a foglio a foglio
12.122 nostro volume, ancor troveria carta
12.123 u' leggerebbe "I' mi son quel ch'i' soglio";mostra/nascondi nota pa-12-123 I' mi son quel ch'i' soglio: son quale solevo essere. Cioè esistono ancora buoni frati.

12.124 ma non fia da Casal né d'Acquasparta,mostra/nascondi nota pa-12-124 ma non fia da Casal: si allude ad Ubertino da Casale, capo dei Frati Spirituali, che nel 1317 fu costretto a lasciare l'Ordine; e a Matteo d'Acquasparta, Ministro Generale dell'Ordine Francescano, di tendenza conventualista e responsabile del rilassamento subìto, nell'osservanza, dagli appartenenti alla regola.
12.125 là onde vegnon tali a la scrittura,mostra/nascondi nota pa-12-125 a la scrittura: alla regola di San Francesco, che uno, Matteo, la fugge e l'altro, Ubertino, la esaspera (" coarta ").
12.126 ch'uno la fugge e altro la coarta.

12.127 Io son la vita di Bonaventuramostra/nascondi nota pa-12-127 Bonaventura: Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274), al secolo Giovanni Fidanza, generale dei Francescani dal 1257 e cardinale dal 1273. Morì a Lione. Fu tra i più insigni teologi della corrente mistica; fu detto "Doctor Seraphicus".
12.128 da Bagnoregio, che ne' grandi offici
12.129 sempre pospuosi la sinistra cura.mostra/nascondi nota pa-12-129 la sinistra cura: la preoccupazione dei beni temporali.

12.130 Illuminato e Augustin son quici,mostra/nascondi nota pa-12-130 Illuminato e Augustin: frate Illuminato da Rieti e frate Agostino d'Assisi, furono tra i primi seguaci di San Francesco.
12.131 che fuor de' primi scalzi poverelli
12.132 che nel capestro a Dio si fero amici.

12.133 Ugo da San Vittore è qui con elli,mostra/nascondi nota pa-12-133 Ugo da San Vittore: vissuto fra il 1097 e il 1141, insegnò nel convento da cui prese il nome. Scrisse opere di filosofia e di mistica.
12.134 e Pietro Mangiadore e Pietro Spano,mostra/nascondi nota pa-12-134 Pietro Mangiadore: latinamente Petrus Comestor; è Pietro di Troyes, teologo francese, cancelliere dell'Università di Parigi. Morì nel 1179. Pietro Ispano, o Spano, nato a Lisbona nel 1226, divenne papa nel 1226 col nome di Giovanni XXI; morì nel crollo della sua casa a Viterbo, nel 1277. Scrisse le "Summulae logicales", in dodici libri (" libelli ").
12.135 lo qual giù luce in dodici libelli;

12.136 Natàn profeta e 'l metropolitanomostra/nascondi nota pa-12-136 Natàn: è il profeta biblico che rimproverò i suoi peccati al re David.
12.137 Crisostomo e Anselmo e quel Donatomostra/nascondi nota pa-12-137 Crisostomo: San Giovanni d'Antiochia (345 ca.-407), celebre per la sua eloquenza. Fu patriarca (" metropolitano ") di Costantinopoli. Anselmo d'Aosta (1033-1109), fu arcivescovo di Canterbury e autore di grandi opere teologiche, tra cui il "Monologium" e "Cur Deus homo?". Elio Donato (sec. IV), fu maestro di San Girolamo e compose un'"Ars gramatica" che, per secoli, fu testo fondamentale per lo studio del latino. La grammatica era la prima delle sette arti liberali in cui nel Medio Evo si divideva tutta la scienza.
12.138 ch'a la prim'arte degnò porre mano.

12.139 Rabano è qui, e lucemi dallatomostra/nascondi nota pa-12-139 Rabano: Rabano Mauro (76-856), letterato enciclopedico, benedettino nel monastero di Fulda dove fu discepolo di Alcuino, arcivescovo di Magonza. Fu autore di opere d'esegesi biblica.
12.140 il calavrese abate Giovacchino,mostra/nascondi nota pa-12-140 Giovacchino: Gioacchino da Fiore, nato a Celico, presso Cosenza (" calavrese ") attorno al 1130. Fondò l'Ordine Florense, sui monti della Sila. Commentò l'Apocalisse e interpretò liberamente le Scritture, propugnando una rigenerazione totale della Chiesa in concomitanza col profetato avvento della terza età, quella dello Spirito Santo. Morì nel 1202.
12.141 di spirito profetico dotato.

12.142 Ad inveggiar cotanto paladinomostra/nascondi nota pa-12-142 inveggiar: invidiare.
12.143 mi mosse l'infiammata cortesia
12.144 di fra Tommaso e 'l discreto latino;mostra/nascondi nota pa-12-144 'l discreto latino: l'assennato linguaggio.

12.145 e mosse meco questa compagnia».

Paradiso : Canto 13

13.1 Imagini, chi bene intender cupemostra/nascondi nota pa-13-1 cupe: desidera (cfr. lat. "cupit").
13.2 quel ch'i' or vidi - e ritegna l'image,
13.3 mentre ch'io dico, come ferma rupe -,

13.4 quindici stelle che 'n diverse plage
13.5 lo ciel avvivan di tanto sereno
13.6 che soperchia de l'aere ogne compage;mostra/nascondi nota pa-13-6 che soperchia: che vince ogni ostacolo dell'atmosfera.

13.7 imagini quel carro a cu' il senomostra/nascondi nota pa-13-7 quel carro: il carro di Boote, cioè la costellazione dell'Orsa, cui basta l'ampiezza del nostro cielo, sì che volgendo il timone intorno al polo, non tramonta mai.
13.8 basta del nostro cielo e notte e giorno,
13.9 sì ch'al volger del temo non vien meno;

13.10 imagini la bocca di quel cornomostra/nascondi nota pa-13-10 la bocca di quel corno: le due stelle (" la bocca ") che stanno all'estremità dell'Orsa minore, costellazione che assume la forma di corno col vertice alla stella polare (" punta de lo stelo "), e intorno alla quale ruota il primo mobile.
13.11 che si comincia in punta de lo stelo
13.12 a cui la prima rota va dintorno,

13.13 aver fatto di sé due segni in cielo,mostra/nascondi nota pa-13-13 due segni: due nuove costellazioni simili alla corona d'Arianna (" figliuola di Minoi "), cioè circolari.
13.14 qual fece la figliuola di Minoi
13.15 allora che sentì di morte il gelo;mostra/nascondi nota pa-13-15 allora che: quando, trovandosi ella in punto di morte, Bacco trasformò in costellazione la sua ghirlanda.

13.16 e l'un ne l'altro aver li raggi suoi,mostra/nascondi nota pa-13-16 aver li raggi: essere concentriche.
13.17 e amendue girarsi per maniera
13.18 che l'uno andasse al primo e l'altro al poi;mostra/nascondi nota pa-13-18 al primo… al poi: l 'uno in senso contrario all'altro.

13.19 e avrà quasi l'ombra de la vera
13.20 costellazione e de la doppia danza
13.21 che circulava il punto dov'io era:mostra/nascondi nota pa-13-21 circulava: girava intorno.

13.22 poi ch'è tanto di là da nostra usanza,mostra/nascondi nota pa-13-22 di là: superiore a quanto siam soliti vedere in terra.
13.23 quanto di là dal mover de la Chianamostra/nascondi nota pa-13-23 quanto…: quanto il Primo Mobile supera in velocità il lentissimo procedere delle acque del fiume Chiana.
13.24 si move il ciel che tutti li altri avanza.

13.25 Lì si cantò non Bacco, non Peana,mostra/nascondi nota pa-13-25 Peana: inno in onore di Apollo.
13.26 ma tre persone in divina natura,
13.27 e in una persona essa e l'umana.

13.28 Compié 'l cantare e 'l volger sua misura;mostra/nascondi nota pa-13-28 Compié: il canto e la danza terminarono contemporaneamente.
13.29 e attesersi a noi quei santi lumi,
13.30 felicitando sé di cura in cura.

13.31 Ruppe il silenzio ne' concordi numimostra/nascondi nota pa-13-31 ne' concordi numi: tra quei beati dall'unanime volere.
13.32 poscia la luce in che mirabil vitamostra/nascondi nota pa-13-32 la luce: San Tommaso.
13.33 del poverel di Dio narrata fumi,mostra/nascondi nota pa-13-33 fumi: mi fu.

13.34 e disse: «Quando l'una paglia è trita,mostra/nascondi nota pa-13-34 l'una paglia: allude al primo dubbio di Dante, ormai già risolto (cfr. c. XI, 133-139).
13.35 quando la sua semenza è già riposta,
13.36 a batter l'altra dolce amor m'invita.mostra/nascondi nota pa-13-36 l'altra: il secondo dubbio (cfr. c. X, 114).

13.37 Tu credi che nel petto onde la costamostra/nascondi nota pa-13-37 nel petto: Adamo, che forni la costola, dalla quale fu creata la donna (" la bella guancia "), il cui peccato di gola ( " palato " ) è così duramente pagato dagli uomini.
13.38 si trasse per formar la bella guancia
13.39 il cui palato a tutto 'l mondo costa,

13.40 e in quel che, forato da la lancia,mostra/nascondi nota pa-13-40 e in quel: e nel petto di Cristo.
13.41 e prima e poscia tanto sodisfece,mostra/nascondi nota pa-13-41 e prima e poscia: per le colpe passata e future.
13.42 che d'ogne colpa vince la bilancia,

13.43 quantunque a la natura umana lecemostra/nascondi nota pa-13-43 quantunque: quanta luce di sapienza ( " lume " ) è consentito ( " lece " ) avere alla umana natura.
13.44 aver di lume, tutto fosse infuso
13.45 da quel valor che l'uno e l'altro fece;mostra/nascondi nota pa-13-45 da quel valor: da Dio creatore.

13.46 e però miri a ciò ch'io dissi suso,
13.47 quando narrai che non ebbe 'l secondo
13.48 lo ben che ne la quinta luce è chiuso.mostra/nascondi nota pa-13-48 lo ben: l'anima beata di Salomone.

13.49 Or apri li occhi a quel ch'io ti rispondo,
13.50 e vedrai il tuo credere e 'l mio dire
13.51 nel vero farsi come centro in tondo.mostra/nascondi nota pa-13-51 come centro in tondo: una cosa sola, come unico è il centro del cerchio.

13.52 Ciò che non more e ciò che può morire
13.53 non è se non splendor di quella idea
13.54 che partorisce, amando, il nostro Sire;

13.55 ché quella viva luce che sì meamostra/nascondi nota pa-13-55 mea: fluisce dalla fonte della sua luminosità ( " lucente " ).
13.56 dal suo lucente, che non si disunamostra/nascondi nota pa-13-56 non si disuna: non si distacca dall'unità di Dio e dello Spirito Santo (" l'amor ") che col Figlio costituisce la Trinità (" s'intrea ").
13.57 da lui né da l'amor ch'a lor s'intrea,

13.58 per sua bontate il suo raggiare aduna,
13.59 quasi specchiato, in nove sussistenze,
13.60 etternalmente rimanendosi una.

13.61 Quindi discende a l'ultime potenzemostra/nascondi nota pa-13-61 a l'ultime potenze: fino agli elementi terrestri.
13.62 giù d'atto in atto, tanto divenendo,mostra/nascondi nota pa-13-62 d'atto in atto: dal cielo superiore al suo inferiore. I cieli sono detti atti perché capaci di dar forma agli elementi, che contengono la vita solo in potenza (cfr. v. 61).
13.63 che più non fa che brevi contingenze;mostra/nascondi nota pa-13-63 brevi contingenze: creature mortali.

13.64 e queste contingenze essere intendo
13.65 le cose generate, che produce
13.66 con seme e sanza seme il ciel movendo.mostra/nascondi nota pa-13-66 con seme: gli animali e le piante; senza seme i minerali.

13.67 La cera di costoro e chi la ducemostra/nascondi nota pa-13-67 La cera: la materia e la virtù che le dà forma (" la duce ") non sono sempre eguali.
13.68 non sta d'un modo; e però sotto 'l segnomostra/nascondi nota pa-13-68 sotto 'l segno: sotto l'impronta che proviene dall'idea divina.
13.69 ideale poi più e men traluce.

13.70 Ond'elli avvien ch'un medesimo legno,
13.71 secondo specie, meglio e peggio frutta;
13.72 e voi nascete con diverso ingegno.

13.73 Se fosse a punto la cera deduttamostra/nascondi nota pa-13-73 a punto: nel massimo grado della perfezione.
13.74 e fosse il cielo in sua virtù supprema,
13.75 la luce del suggel parrebbe tutta;mostra/nascondi nota pa-13-75 parrebbe tutta: apparirebbe in tutta la sua perfezione.

13.76 ma la natura la dà sempre scema,mostra/nascondi nota pa-13-76 la natura: i cieli trasmettono la virtù sempre con qualche riduzione rispetto a come la ricevono.
13.77 similemente operando a l'artista
13.78 ch'a l'abito de l'arte ha man che trema.

13.79 Però se 'l caldo amor la chiara vistamostra/nascondi nota pa-13-79 Però: però, se Dio, invece di operare attraverso la natura, crea direttamente per opera dello Spirito Santo (" 'l caldo amore. ).
13.80 de la prima virtù dispone e segna,
13.81 tutta la perfezion quivi s'acquista.

13.82 Così fu fatta già la terra degna
13.83 di tutta l'animal perfezione;
13.84 così fu fatta la Vergine pregna;mostra/nascondi nota pa-13-84 così fu fatta…: così avvenne il concepimento di Maria Vergine.

13.85 sì ch'io commendo tua oppinione,
13.86 che l'umana natura mai non fue
13.87 né fia qual fu in quelle due persone.mostra/nascondi nota pa-13-87 in quelle due persone: nella persona di Adamo e in quella del Cristo.

13.88 Or s'i' non procedesse avanti piùe,
13.89 "Dunque, come costui fu sanza pare?"mostra/nascondi nota pa-13-89 costui: Salomone.
13.90 comincerebber le parole tue.

13.91 Ma perché paia ben ciò che non pare,
13.92 pensa chi era, e la cagion che 'l mosse,
13.93 quando fu detto "Chiedi", a dimandare.mostra/nascondi nota pa-13-93 quando fu detto: allude a quando Salomone, richiesto in sogno da Dio cosa desiderasse più di tutto, domandò un cuore giusto per ben adempiere al suo ufficio di re.

13.94 Non ho parlato sì, che tu non posse
13.95 ben veder ch'el fu re, che chiese senno
13.96 acciò che re sufficiente fosse;

13.97 non per sapere il numero in che ennomostra/nascondi nota pa-13-97 in che enno: in cui sono gli Angeli.
13.98 li motor di qua sù, o se necessemostra/nascondi nota pa-13-98 o se necesse: o se una premessa necessaria, unita ad altra non necessaria (" contingente "), determini una conseguenza necessaria.
13.99 con contingente mai necesse fenno;

13.100 non si est dare primum motum esse,mostra/nascondi nota pa-13-100 si est: se è possibile ammettere che esista un moto primo, cioè non determinato da un motore.
13.101 o se del mezzo cerchio far si puotemostra/nascondi nota pa-13-101 o se del mezzo cerchio…: o se nel semicerchio si possa inscrivere un triangolo non rettangolo. In conclusione, Salomone non chiese per sè la sapienza per risolvere problemi di teologia (v. 97) o di dialettica (v. 99) o di filosofia naturale (v. 100) o di geometria (v. 101) ma per riuscire a ben governare.
13.102 triangol sì ch'un retto non avesse.

13.103 Onde, se ciò ch'io dissi e questo note,
13.104 regal prudenza è quel vedere imparimostra/nascondi nota pa-13-104 quel vedere impari: quella straordinaria saggezza.
13.105 in che lo stral di mia intenzion percuote;

13.106 e se al "surse" drizzi li occhi chiari,
13.107 vedrai aver solamente respetto
13.108 ai regi, che son molti, e ' buon son rari.

13.109 Con questa distinzion prendi 'l mio detto;
13.110 e così puote star con quel che credimostra/nascondi nota pa-13-110 con quel che credi: si armonizza con quanto tu ritieni per fede e di Adamo e di Cristo (" del nostro Diletto ").
13.111 del primo padre e del nostro Diletto.

13.112 E questo ti sia sempre piombo a' piedi,
13.113 per farti mover lento com'uom lasso
13.114 e al sì e al no che tu non vedi:mostra/nascondi nota pa-13-114 e al sì: ad affermare o a negare cosa di cui tu non abbia sicura cognizione.

13.115 ché quelli è tra li stolti bene a basso,
13.116 che sanza distinzione afferma e nega
13.117 ne l'un così come ne l'altro passo;

13.118 perch'elli 'ncontra che più volte piega
13.119 l'oppinion corrente in falsa parte,
13.120 e poi l'affetto l'intelletto lega.mostra/nascondi nota pa-13-120 l'affetto: la passione che, per vanità ci lega all'opinione così imperfettamente sostenuta.

13.121 Vie più che 'ndarno da riva si parte,
13.122 perché non torna tal qual e' si move,mostra/nascondi nota pa-13-122 tal qual e' si move: non quale si allontana, cioè ignorante, ma addirittura carico d'errori.
13.123 chi pesca per lo vero e non ha l'arte.

13.124 E di ciò sono al mondo aperte prove
13.125 Parmenide, Melisso e Brisso e molti,mostra/nascondi nota pa-13-125 Parmenide: filosofo, capo della scuola eleatica (sec. V a.C.) alla quale appartenne anche Melisso. Brisso, invece cercò di ottenere la quadratura del circolo.
13.126 li quali andaro e non sapean dove;

13.127 sì fé Sabellio e Arrio e quelli stoltimostra/nascondi nota pa-13-127 Sabellio e Arrio: due eretici; il primo negava il dogma della Trinità. Il secondo è Ario, il celebre prete di Alessandria che negava che il verbo fosse eterno e consustanziale al Padre. Fu condannato nel concilio di Nicea del 325.
13.128 che furon come spade a le Scritture
13.129 in render torti li diritti volti.

13.130 Non sien le genti, ancor, troppo sicure
13.131 a giudicar, sì come quei che stima
13.132 le biade in campo pria che sien mature;

13.133 ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima
13.134 lo prun mostrarsi rigido e feroce;
13.135 poscia portar la rosa in su la cima;

13.136 e legno vidi già dritto e veloce
13.137 correr lo mar per tutto suo cammino,
13.138 perire al fine a l'intrar de la foce.

13.139 Non creda donna Berta e ser Martino,mostra/nascondi nota pa-13-139 Non creda…: non creda la gente dappoco (" donna Berta e ser Martino " erano nomi comuni e proverbiali) per il fatto che vede uno rubare (" furare ") e un altro far l'offerta al tempio (" offerere ") di sapere come saranno giudicati da Dio; perché il ladro può salvarsi e il benefattore perdersi.
13.140 per vedere un furare, altro offerere,
13.141 vederli dentro al consiglio divino;

13.142 ché quel può surgere, e quel può cadere».

Paradiso : Canto 14

14.1 Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio al centro
14.2 movesi l'acqua in un ritondo vaso,
14.3 secondo ch'è percosso fuori o dentro:mostra/nascondi nota pa-14-3 fuori o dentro: o all'esterno del vaso (" fuori ") o all'interno (" dentro "), sulla superficie stessa.

14.4 ne la mia mente fé sùbito casomostra/nascondi nota pa-14-4 fé sùbito caso: fece caduta; quindi, si presentò improvvisamente.
14.5 questo ch'io dico, sì come si tacque
14.6 la gloriosa vita di Tommaso,mostra/nascondi nota pa-14-6 vita: anima.

14.7 per la similitudine che nacquemostra/nascondi nota pa-14-7 per la similitudine: per l'analogia tra l'immagine dell'acqua (che si muove, nel vaso, spinta da una percossa esterna) e il parlare di San Tommaso (che proveniva dal cerchio al cui interno si trovava il poeta); e l'altra analogia tra l'acqua (che si muove se percossa all'interno del vaso) e le parole di Beatrice (che, con Dante, si trovava al centro della " corona " di beati; cfr. c. X, 65).
14.8 del suo parlare e di quel di Beatrice,
14.9 a cui sì cominciar, dopo lui, piacque:

14.10 «A costui fa mestieri, e nol vi dice
14.11 né con la voce né pensando ancora,
14.12 d'un altro vero andare a la radice.

14.13 Diteli se la luce onde s'infiora
14.14 vostra sustanza, rimarrà con voimostra/nascondi nota pa-14-14 vostra sustanza: l'anima, che costituisce la vostra sostanza.
14.15 etternalmente sì com'ell'è ora;

14.16 e se rimane, dite come, poi
14.17 che sarete visibili rifatti,mostra/nascondi nota pa-14-17 sarete visibili rifatti: dopo la resurrezione della carne, i corpi torneranno ad esser visibili.
14.18 esser porà ch'al veder non vi nòi».mostra/nascondi nota pa-14-18 non vi nòi: non arrechi fastidio agli occhi l'incommensurabfle luce.

14.19 Come, da più letizia pinti e tratti,
14.20 a la fiata quei che vanno a rotamostra/nascondi nota pa-14-20 a la fiata: talvolta.
14.21 levan la voce e rallegrano li atti,

14.22 così, a l'orazion pronta e divota,
14.23 li santi cerchi mostrar nova gioia
14.24 nel torneare e ne la mira nota.mostra/nascondi nota pa-14-24 ne la mira nota: nella meravigliosa armonia.

14.25 Qual si lamenta perché qui si moia
14.26 per viver colà sù, non vide quivemostra/nascondi nota pa-14-26 quive: in Paradiso.
14.27 lo refrigerio de l'etterna ploia.mostra/nascondi nota pa-14-27 l'etterna ploia: l'eterna pioggia di grazia divina, che reca alle anime inconcepibile conforto e frescura (" rifrigerio " ).

14.28 Quell'uno e due e tre che sempre vivemostra/nascondi nota pa-14-28 Quell'uno…: la Trinità; Dio uno e trino.
14.29 e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno,
14.30 non circunscritto, e tutto circunscrive,

14.31 tre volte era cantato da ciascuno
14.32 di quelli spirti con tal melodia,
14.33 ch'ad ogne merto saria giusto muno.mostra/nascondi nota pa-14-33 muno: premio adeguato ad ogni merito (cfr. lat. "munus").

14.34 E io udi' ne la luce più diamostra/nascondi nota pa-14-34 dia: divina. E' la luce di Salomone (cfr. c. X, 106), che si trova nella corona più interna ( " minor cerchio " ).
14.35 del minor cerchio una voce modesta,mostra/nascondi nota pa-14-35 modesta: armoniosamente temperata (cfr. lat. "modus").
14.36 forse qual fu da l'angelo a Maria,

14.37 risponder: «Quanto fia lunga la festa
14.38 di paradiso, tanto il nostro amore
14.39 si raggerà dintorno cotal vesta.mostra/nascondi nota pa-14-39 cotal vesta: il chiaro splendore che vela le anime (cfr. Purg. c. I, 75).

14.40 La sua chiarezza séguita l'ardore;
14.41 l'ardor la visione, e quella è tanta,
14.42 quant'ha di grazia sovra suo valore.mostra/nascondi nota pa-14-42 sovra suo valore: in proporzione al merito.

14.43 Come la carne gloriosa e santamostra/nascondi nota pa-14-43 gloriosa: perché vince e va oltre la morte.
14.44 fia rivestita, la nostra persona
14.45 più grata fia per esser tutta quanta;mostra/nascondi nota pa-14-45 più grata: più cara a Dio, per essere completa nella sua interezza.

14.46 per che s'accrescerà ciò che ne dona
14.47 di gratuito lume il sommo bene,
14.48 lume ch'a lui veder ne condiziona;mostra/nascondi nota pa-14-48 ne condiziona: ci pone in condizione di vedere Dio.

14.49 onde la vision crescer convene,
14.50 crescer l'ardor che di quella s'accende,
14.51 crescer lo raggio che da esso vene.

14.52 Ma sì come carbon che fiamma rende,
14.53 e per vivo candor quella soverchia,mostra/nascondi nota pa-14-53 soverchia: supera nella sua incandescenza la fiamma stessa, sì che il suo aspetto (" sua parvenza ") non si lascia vincere dalla fiamma (" si difende ").
14.54 sì che la sua parvenza si difende;

14.55 così questo folgór che già ne cerchia
14.56 fia vinto in apparenza da la carnemostra/nascondi nota pa-14-56 in apparenza: alla vista del suo aspetto esteriore.
14.57 che tutto dì la terra ricoperchia;

14.58 né potrà tanta luce affaticarne:
14.59 ché li organi del corpo saran fortimostra/nascondi nota pa-14-59 forti: rafforzati, resi adatti.
14.60 a tutto ciò che potrà dilettarne».

14.61 Tanto mi parver sùbiti e accorti
14.62 e l'uno e l'altro coro a dicer «Amme!»,mostra/nascondi nota pa-14-62 Amme: amen, così sia.
14.63 che ben mostrar disio d'i corpi morti:mostra/nascondi nota pa-14-63 corpi morti: i corpi lasciati in terra.

14.64 forse non pur per lor, ma per le mamme,
14.65 per li padri e per li altri che fuor cari
14.66 anzi che fosser sempiterne fiamme.

14.67 Ed ecco intorno, di chiarezza pari,
14.68 nascere un lustro sopra quel che v'era,mostra/nascondi nota pa-14-68 un lustro: un bagliore sulla luminosità esistente.
14.69 per guisa d'orizzonte che rischiari.

14.70 E sì come al salir di prima sera
14.71 comincian per lo ciel nove parvenze,mostra/nascondi nota pa-14-71 nove parvenze: le stelle non visibili di giorno, perché vinte dalla luce solare.
14.72 sì che la vista pare e non par vera,

14.73 parvemi lì novelle sussistenzemostra/nascondi nota pa-14-73 novelle sussistenze: nuovi spiriti.
14.74 cominciare a vedere, e fare un giro
14.75 di fuor da l'altre due circunferenze.

14.76 Oh vero sfavillar del Santo Spiro!
14.77 come si fece sùbito e candente
14.78 a li occhi miei che, vinti, nol soffriro!mostra/nascondi nota pa-14-78 nol soffriro: non ressero al nuovo splendore che, sfavillando per l'ardore di carità infuso dallo Spirito Santo, si aggiunse alle due risplendenti corone, simboleggiando, così, la Trinità.

14.79 Ma Beatrice sì bella e ridente
14.80 mi si mostrò, che tra quelle vedutemostra/nascondi nota pa-14-80 che tra quelle…: che è necessario lasciarla tra quelle visioni che non seguirono la memoria. Tra le irripetibili immagini di Paradiso.
14.81 si vuol lasciar che non seguir la mente.

14.82 Quindi ripreser li occhi miei virtute
14.83 a rilevarsi; e vidimi translatomostra/nascondi nota pa-14-83 translato: trasferito, trasportato.
14.84 sol con mia donna in più alta salute.mostra/nascondi nota pa-14-84 in più alta salute: in un cielo dove maggiore rifulge la beatitudine: il cielo di Marte.

14.85 Ben m'accors'io ch'io era più levato,
14.86 per v riso de la stella,mostra/nascondi nota pa-14-86 l'affocato: l1'incandescente.
14.87 che mi parea più roggio che l'usato.mostra/nascondi nota pa-14-87 roggio: cfr. Inf. c. XI, 73 e n.

14.88 Con tutto 'l core e con quella favellamostra/nascondi nota pa-14-88 con quella favella: con la preghiera.
14.89 ch'è una in tutti, a Dio feci olocausto,
14.90 qual conveniesi a la grazia novella.

14.91 E non er'anco del mio petto essaustomostra/nascondi nota pa-14-91 essausto: esaurito l'ardore del sacrificio.
14.92 l'ardor del sacrificio, ch'io conobbi
14.93 esso litare stato accetto e fausto;mostra/nascondi nota pa-14-93 esso litare: quel sacrificio (cfr. lat. "litare": sacrificare ).

14.94 ché con tanto lucore e tanto robbimostra/nascondi nota pa-14-94 robbi: rossi come il fuoco (cfr. lat. "rubeus").
14.95 m'apparvero splendor dentro a due raggi,
14.96 ch'io dissi: «O Eliòs che sì li addobbi!».mostra/nascondi nota pa-14-96 O Eliòs: " o sole spirituale di Dio, di quali colori sai rivestire i tuoi eletti ! " (Steiner).

14.97 Come distinta da minori e maggi
14.98 lumi biancheggia tra ' poli del mondo
14.99 Galassia sì, che fa dubbiar ben saggi;mostra/nascondi nota pa-14-99 Galassia: la via Lettea, che lascia incerti sulla sua natura anche valenti filosofi (" ben saggi ").

14.100 sì costellati facean nel profondo
14.101 Marte quei raggi il venerabil segno
14.102 che fan giunture di quadranti in tondo.mostra/nascondi nota pa-14-102 che fan giunture: il segno che formano i quadranti congiunti in un cerchio. Il quadrante è la quarta parte del cerchio, delimitata da due raggi perpendicolari, formanti angolo retto. Nel cerchio vi sono, dunque, quattro quadranti e i raggi formano una croce. Questa figura presenta la nuova visione.

14.103 Qui vince la memoria mia lo 'ngegno;
14.104 ché quella croce lampeggiava Cristo,
14.105 sì ch'io non so trovare essempro degno;

14.106 ma chi prende sua croce e segue Cristo,
14.107 ancor mi scuserà di quel ch'io lasso,
14.108 vedendo in quell'albor balenar Cristo.mostra/nascondi nota pa-14-108 Cristo: la triplice rima indica che per Dante nessuna parola era degna di rimare con Cristo. Lo si è già visto nel canto XII. E il nome del Salvatore viene evocato in corrispondenza del simbolo della sua passione e morte, che si staglia nel cielo di Marte.

14.109 Di corno in corno e tra la cima e 'l bassomostra/nascondi nota pa-14-109 Di corno in corno: da un braccio all'altro di quelli orizzontali della croce.
14.110 si movien lumi, scintillando forte
14.111 nel congiugnersi insieme e nel trapasso:

14.112 così si veggion qui diritte e torte,
14.113 veloci e tarde, rinovando vista,mostra/nascondi nota pa-14-113 rinovando vista: mutando continuamente aspetto.
14.114 le minuzie de' corpi, lunghe e corte,mostra/nascondi nota pa-14-114 le minuzie de' corpi: il pulviscolo atmosferico in un raggio di sole, dal quale è listata l'ombra che la gente si procura (" acquista "), con accorgimenti, per difendersi dalla luce troppo viva.

14.115 moversi per lo raggio onde si lista
14.116 talvolta l'ombra che, per sua difesa,
14.117 la gente con ingegno e arte acquista.

14.118 E come giga e arpa, in tempra tesamostra/nascondi nota pa-14-118 giga: strumento a corde simile al violino; o arpa in cui molte corde siano tese al giusto registro, cioè armonizzate.
14.119 di molte corde, fa dolce tintinno
14.120 a tal da cui la nota non è intesa,mostra/nascondi nota pa-14-120 a tal: ad uno che non riesca a cogliere il motivo.

14.121 così da' lumi che lì m'apparinno
14.122 s'accogliea per la croce una melodemostra/nascondi nota pa-14-122 una melode: una melodia.
14.123 che mi rapiva, sanza intender l'inno.

14.124 Ben m'accors'io ch'elli era d'alte lode,
14.125 però ch'a me venìa «Resurgi» e «Vinci»
14.126 come a colui che non intende e ode.mostra/nascondi nota pa-14-126 non intende e ode: ascolta senza capire tutte le parole.

14.127 Io m'innamorava tanto quinci,
14.128 che 'nfino a lì non fu alcuna cosa
14.129 che mi legasse con sì dolci vinci.mostra/nascondi nota pa-14-129 vinci: vincoli, legami.

14.130 Forse la mia parola par troppo osa,
14.131 posponendo il piacer de li occhi belli,
14.132 ne' quai mirando mio disio ha posa;

14.133 ma chi s'avvede che i vivi suggelli
14.134 d'ogne bellezza più fanno più suso,mostra/nascondi nota pa-14-134 più fanno più suso: acquistano tanto maggior virtù quanto più in alto si sale. 138 non è qui dischiuso: non è ancora descritto. II " piacer santo " degli occhi di Beatrice, sarà infatti espresso nel c. XVIII (cfr. c. XVIII, 14, segg.).
14.135 e ch'io non m'era lì rivolto a quelli,

14.136 escusar puommi di quel ch'io m'accuso
14.137 per escusarmi, e vedermi dir vero:
14.138 ché 'l piacer santo non è qui dischiuso,

14.139 perché si fa, montando, più sincero.

Paradiso : Canto 15

15.1 Benigna volontade in che si liquamostra/nascondi nota pa-15-1 si liqua: si manifesta (cfr. lat. "liquet").
15.2 sempre l'amor che drittamente spira,
15.3 come cupidità fa ne la iniqua,mostra/nascondi nota pa-15-3 ne la iniqua: nella volontà di far male.

15.4 silenzio puose a quella dolce lira,
15.5 e fece quietar le sante corde
15.6 che la destra del cielo allenta e tira.mostra/nascondi nota pa-15-6 la destra del cielo: la mano divina, Dio stesso.

15.7 Come saranno a' giusti preghi sorde
15.8 quelle sustanze che, per darmi voglia
15.9 ch'io le pregassi, a tacer fur concorde?

15.10 Bene è che sanza termine si doglia
15.11 chi, per amor di cosa che non duri,
15.12 etternalmente quello amor si spoglia.

15.13 Quale per li seren tranquilli e puri
15.14 discorre ad ora ad or sùbito foco,mostra/nascondi nota pa-15-14 discorre: trascorre velocemente da un punto all'altro l'improvviso accendersi di una stella cadente.
15.15 movendo li occhi che stavan sicuri,

15.16 e pare stella che tramuti loco,
15.17 se non che da la parte ond'e' s'accende
15.18 nulla sen perde, ed esso dura poco:mostra/nascondi nota pa-15-18 nulla sen perde: non viene a diminuire il numero delle stelle ed il bagliore è quasi istantaneo (" dura poco ").

15.19 tale dal corno che 'n destro si stende
15.20 a piè di quella croce corse un astro
15.21 de la costellazion che lì resplende;

15.22 né si partì la gemma dal suo nastro,mostra/nascondi nota pa-15-22 nastro: la croce somiglia ad una striscia di tessuto sul quale solitamente, si fissavano le gemme.
15.23 ma per la lista radial trascorse,mostra/nascondi nota pa-15-23 lista radial: il braccio orizzontale della croce.
15.24 che parve foco dietro ad alabastro.

15.25 Sì pia l'ombra d'Anchise si porse,
15.26 se fede merta nostra maggior musa,mostra/nascondi nota pa-15-26 nostra maggior musa: Virgilio, che narra dell'incontro tra Anchise e il figlio Enea nei Campi Elisi (cfr. En. VI, 684 e segg.). Dante, che nel viaggio oltremondano è stato preceduto da Enea (cfr. Inf. c. II, 13 e segg.), riconosce in quest'incontro con l'avo Cacciaguida una situazione analoga a quella dell'incontro tra Anchise e il figlio.
15.27 quando in Eliso del figlio s'accorse.

15.28 «O sanguis meus, o superinfusamostra/nascondi nota pa-15-28 O sanguis meus: "O sangue mio, o sovrabbondante grazia di Dio, a chi mai, come a te, fu dischiusa due volte la porta del cielo?". L'intera terzina è in un latino intessuto di memorie virgiliane e bibliche.
15.29 gratia Dei, sicut tibi cui
15.30 bis unquam celi ianua reclusa?».

15.31 Così quel lume: ond'io m'attesi a lui;
15.32 poscia rivolsi a la mia donna il viso,
15.33 e quinci e quindi stupefatto fui;

15.34 ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso
15.35 tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo
15.36 de la mia gloria e del mio paradiso.

15.37 Indi, a udire e a veder giocondo,
15.38 giunse lo spirto al suo principio cose,mostra/nascondi nota pa-15-38 giunse: aggiunse.
15.39 ch'io non lo 'ntesi, sì parlò profondo;

15.40 né per elezion mi si nascose,mostra/nascondi nota pa-15-40 per elezion: di proposito rese oscuro il senso delle sue parole.
15.41 ma per necessità, ché 'l suo concetto
15.42 al segno d'i mortal si soprapuose.mostra/nascondi nota pa-15-42 al segno: al limite della comprensione umana.

15.43 E quando l'arco de l'ardente affetto
15.44 fu sì sfogato, che 'l parlar discese
15.45 inver' lo segno del nostro intelletto,

15.46 la prima cosa che per me s'intese,
15.47 «Benedetto sia tu», fu, «trino e uno,
15.48 che nel mio seme se' tanto cortese!».mostra/nascondi nota pa-15-48 nel mio seme: si è già detto che Cacciaguida era avo di Dante.

15.49 E seguì: «Grato e lontano digiuno,
15.50 tratto leggendo del magno volume
15.51 du' non si muta mai bianco né bruno,mostra/nascondi nota pa-15-51 du': dove non si muta mai il bianco della carta con nuove scritture, né il bruno dell'inchiostro per qualche cancellatura. E' il librò della mente divina.

15.52 solvuto hai, figlio, dentro a questo lume
15.53 in ch'io ti parlo, mercè di coleimostra/nascondi nota pa-15-53 colei: Beatrice, ovvero la verità rivelata.
15.54 ch'a l'alto volo ti vestì le piume.

15.55 Tu credi che a me tuo pensier meimostra/nascondi nota pa-15-55 mei: fluisca da Dio ( " quel ch'è primo " ).
15.56 da quel ch'è primo, così come raiamostra/nascondi nota pa-15-56 raia: s'irradia, consegue.
15.57 da l'un, se si conosce, il cinque e 'l sei;mostra/nascondi nota pa-15-57 da l'un: dalla conoscenza dell'unità, quella degli altri numeri (" il cinque e 'l sei " ).

15.58 e però ch'io mi sia e perch'io paia
15.59 più gaudioso a te, non mi domandi,
15.60 che alcun altro in questa turba gaia.

15.61 Tu credi 'l vero; ché i minori e ' grandi
15.62 di questa vita miran ne lo spegliomostra/nascondi nota pa-15-62 ne lo speglio: nello specchio in cui diffondi, manifesti (" pandi ") il tuo pensiero, ancor prima di averlo pensato.
15.63 in che, prima che pensi, il pensier pandi;

15.64 ma perché 'l sacro amore in che io veglio
15.65 con perpetua vista e che m'asseta
15.66 di dolce disiar, s'adempia meglio,

15.67 la voce tua sicura, balda e lieta
15.68 suoni la volontà, suoni 'l disio,mostra/nascondi nota pa-15-68 suoni: si esprima per mezzo delle tue parole. I beati, come sappiamo, conoscono già, specchiato in Dio, ogni pensiero di Dante, ma qui Cacciaguida esorta il poeta ad esprimere le sue domande. Ciò è dovuto all'esigenza di conciliare le ragioni della fede con le necessita artistiche: infatti, senza questo accorgimento, verrebbe a cedere ogni possibilità di dialogo.
15.69 a che la mia risposta è già decreta!».

15.70 Io mi volsi a Beatrice, e quella udio
15.71 pria ch'io parlassi, e arrisemi un cenno
15.72 che fece crescer l'ali al voler mio.

15.73 Poi cominciai così: «L'affetto e 'l senno,mostra/nascondi nota pa-15-73 L'affetto e 'l senno: quando Dio, in cui si assommanno tutte le uguaglianze, vi si manifestò, la capacità di sentire (" l'affetto ") e il potere di agire (" 'l senno " ) si identificarono ( " d'un peso… "); poiché Dio (" 'l sol… ") è così uguale, rispetto al sentire e all'agire, che non c'è altro termine di somiglianza, o uguaglianza. Ma, nei mortali, l'intenzione determinata dal sentimento ( " voglia " ) e la rapacità di operare (" argomento ") non si identificano, come voi sapete; per cui io, mortale, mi trovo in questa disparità di forze, e perciò ringrazio soltanto col sentimento (" col core "), non essendo capace di esprimermi adeguatamente.
15.74 come la prima equalità v'apparse,
15.75 d'un peso per ciascun di voi si fenno,

15.76 però che 'l sol che v'allumò e arse,
15.77 col caldo e con la luce è sì iguali,
15.78 che tutte simiglianze sono scarse.

15.79 Ma voglia e argomento ne' mortali,
15.80 per la cagion ch'a voi è manifesta,
15.81 diversamente son pennuti in ali;

15.82 ond'io, che son mortal, mi sento in questa
15.83 disagguaglianza, e però non ringrazio
15.84 se non col core a la paterna festa.

15.85 Ben supplico io a te, vivo topaziomostra/nascondi nota pa-15-85 vivo topazio: gemma risplendente (cfr. v 22).
15.86 che questa gioia preziosa ingemmi,
15.87 perché mi facci del tuo nome sazio».

15.88 «O fronda mia in che io compiacemmi
15.89 pur aspettando, io fui la tua radice»:mostra/nascondi nota pa-15-89 la tua radice: il capostipite della tua famiglia.
15.90 cotal principio, rispondendo, femmi.

15.91 Poscia mi disse: «Quel da cui si dicemostra/nascondi nota pa-15-91 Quel: Alighiero, da cui prende nome ( " si dice " ) il casato ( " tua cognazione " ).
15.92 tua cognazione e che cent'anni e piùe
15.93 girato ha 'l monte in la prima cornice,mostra/nascondi nota pa-15-93 'l monte: il Purgatorio, nel girone dei superbi.

15.94 mio figlio fu e tuo bisavol fue:
15.95 ben si convien che la lunga fatica
15.96 tu li raccorci con l'opere tue.

15.97 Fiorenza dentro da la cerchia antica,
15.98 ond'ella toglie ancora e terza e nona,mostra/nascondi nota pa-15-98 ond'ella: "Sulle ditte mura vecchie si è una chiesa, chiamata la Badia, la quale chiesa suona terza e nona e l'altr'ore… " (Lana). La Chiesa divideva le ore del giorno in periodi, detti Prima, Terza, Sesta e Nona, ciascuno formato di tre ore.
15.99 si stava in pace, sobria e pudica.

15.100 Non avea catenella, non corona,mostra/nascondi nota pa-15-100 catenella: monile da braccio o da collo.
15.101 non gonne contigiate, non cinturamostra/nascondi nota pa-15-101 contigiate: adorne di contigie, o fregi.
15.102 che fosse a veder più che la persona.mostra/nascondi nota pa-15-102 più che la persona: più appariscenti della persona stessa.

15.103 Non faceva, nascendo, ancor paura
15.104 la figlia al padre, che 'l tempo e la dote
15.105 non fuggien quinci e quindi la misura.mostra/nascondi nota pa-15-105 quinci e quindi: il tempo non eccedeva la misura per difetto, come ora che le fanciulle sposano in tenera età; né la dote raggiungeva cifre esagerate, come ora, oltrepassando la misure per eccesso.

15.106 Non avea case di famiglia vòte;mostra/nascondi nota pa-15-106 di famiglia vòte: troppo grandi per le famiglie, ridotte nel numero dei componenti a causa della denatalità, diretta conseguenza della corruzione.
15.107 non v'era giunto ancor Sardanapalomostra/nascondi nota pa-15-107 Sardanapalo: Assurbanipal, antico re d'Assiria, famoso per la sua lussuria e per il lusso di cui si circondava.
15.108 a mostrar ciò che 'n camera si puote.

15.109 Non era vinto ancora Montemalomostra/nascondi nota pa-15-109 Non era vinto: ancora Roma (che viene indicata con Monte Mario) non era superata nel fasto delle sue strade e delle sue costruzioni da Firenze (indicata col monte Uccellatoio); e questa supererà quella anche nel rapido tramonto (" così sarà nel calo ").
15.110 dal vostro Uccellatoio, che, com'è vinto
15.111 nel montar sù, così sarà nel calo.

15.112 Bellincion Berti vid'io andar cintomostra/nascondi nota pa-15-112 Bellincion Berti : è il padre della " buona Gualdrada " (cfr. Inf. c. XVI, 37 e n.), capo della famiglia dei Ravignani, uomo sobrio e virtuoso.
15.113 di cuoio e d'osso, e venir da lo specchio
15.114 la donna sua sanza 'l viso dipinto;

15.115 e vidi quel de' Nerli e quel del Vecchiomostra/nascondi nota pa-15-115 quel de' Nerli: i Nerli erano una famiglia guelfa e così pure i Vecchietti ("Vecchio").
15.116 esser contenti a la pelle scoperta,mostra/nascondi nota pa-15-116 a la pelle scoperta: di un indumento di pelle non foderata.
15.117 e le sue donne al fuso e al pennecchio.

15.118 Oh fortunate! ciascuna era certa
15.119 de la sua sepultura, e ancor nulla
15.120 era per Francia nel letto diserta.mostra/nascondi nota pa-15-120 nel letto diserta: abbandonata per lunghi periodi, in quanto il marito era tratto a commerciare fuori città, specialmente in Francia.

15.121 L'una vegghiava a studio de la culla,
15.122 e, consolando, usava l'idioma
15.123 che prima i padri e le madri trastulla;

15.124 l'altra, traendo a la rocca la chioma,mostra/nascondi nota pa-15-124 traendo a la rocca: filando la lana (" la chioma ").
15.125 favoleggiava con la sua famiglia
15.126 de' Troiani, di Fiesole e di Roma.mostra/nascondi nota pa-15-126 de' Troiani…: le antiche leggende italiche; per Fiesole, cfr., c. VI, 54 e n.

15.127 Saria tenuta allor tal maraviglia
15.128 una Cianghella, un Lapo Salterello,mostra/nascondi nota pa-15-128 Cianghella…: donna frivola e sfacciata, è Cianghella della Tosa, ricordata da Giovanni Boccaccio nel suo "Corbaccio"; Lapo Salterello, compagno d'esilio di Dante, fu uomo politico di bassa moralità, secondo Dino Compagni.
15.129 qual or saria Cincinnato e Corniglia.mostra/nascondi nota pa-15-129 Cincinnato e Corniglia: cfr. c. VI, 46 e Inf. c. IV, 128.

15.130 A così riposato, a così bello
15.131 viver di cittadini, a così fida
15.132 cittadinanza, a così dolce ostello,

15.133 Maria mi diè, chiamata in alte grida;mostra/nascondi nota pa-15-133 Maria mi diè: nacqui per concessione di Maria, invocata da mia madre nei dolori del parto.
15.134 e ne l'antico vostro Batisteo
15.135 insieme fui cristiano e Cacciaguida.mostra/nascondi nota pa-15-135 Cacciaguida: dal capostipite nacquero Aldighiero, padre di Bellincione, da cui nacque Aldighiero II padre di Dante. Di Cacciaguida non si sa nulla: risulta già morto in un documento del 1189. 137 di val di Pado: dalla valle del Po, forse da Ferrara. 138 il sopranome: alla moglie di Cacciaguida " piacque di rinnovare il nome de' suoi maggiori " in uno dei suoi figlioli "e nominollo Aldighieri; comeché il vocabol poi, per sottrazione d'alcuna lettera, rimanesse Alighieri…" (Boccaccio).

15.136 Moronto fu mio frate ed Eliseo;
15.137 mia donna venne a me di val di Pado,
15.138 e quindi il sopranome tuo si feo.

15.139 Poi seguitai lo 'mperador Currado;mostra/nascondi nota pa-15-139 Currado: Corrado III di Svezia, imperatore dal 1138 al 1152, uno dei capi della seconda Crociata (1147-1149); ma, non essendo quello mai venuto in Italia, forse Dante lo confuse con Corrado II, che fu a Firenze e combatté, in Calabria, contro i Saraceni.
15.140 ed el mi cinse de la sua milizia,mostra/nascondi nota pa-15-140 mi cinse: mi elesse suo cavaliere.
15.141 tanto per bene ovrar li venni in grado.

15.142 Dietro li andai incontro a la nequiziamostra/nascondi nota pa-15-142 Dietro li andai: lo seguii alla Crociata.
15.143 di quella legge il cui popolo usurpa,
15.144 per colpa d'i pastor, vostra giustizia.

15.145 Quivi fu' io da quella gente turpa
15.146 disviluppato dal mondo fallace,mostra/nascondi nota pa-15-146 disviluppato: sciolto, liberato dalla vita terrena.
15.147 lo cui amor molt'anime deturpa;

15.148 e venni dal martiro a questa pace».

Paradiso : Canto 16

16.1 O poca nostra nobiltà di sangue,
16.2 se gloriar di te la gente fai
16.3 qua giù dove l'affetto nostro langue,mostra/nascondi nota pa-16-3 langue: è fiacco, perché facilmente si lascia sedurre dai beni mondani.

16.4 mirabil cosa non mi sarà mai:
16.5 ché là dove appetito non si torce,mostra/nascondi nota pa-16-5 appetito non si torce: il desiderio non può esser volto al male.
16.6 dico nel cielo, io me ne gloriai.

16.7 Ben se' tu manto che tosto raccorce:mostra/nascondi nota pa-16-7 Ben: bensì, tuttavia.
16.8 sì che, se non s'appon di dì in die,
16.9 lo tempo va dintorno con le force.mostra/nascondi nota pa-16-9 con le force: con le forbici, determinando l'oblio.

16.10 Dal "voi" che prima a Roma s'offerie,mostra/nascondi nota pa-16-10 Dal "voi": l'uso del voi nel parlare, mal fu tollerato (" s'offerie ") dal popolo romano il quale, poco perseverante in esso, dà facilmente del tu.
16.11 in che la sua famiglia men persevra,
16.12 ricominciaron le parole mie;

16.13 onde Beatrice, ch'era un poco scevra,mostra/nascondi nota pa-16-13 scevra: in disparte.
16.14 ridendo, parve quella che tossiomostra/nascondi nota pa-16-14 quella che tossio: la dama di Malehaut, la quale tossi per avvertire della sua presenza, quando Ginevra, al primo convegno con Lancillotto, si trovò alla soglia del peccato (" primo fallo scritto ") come si legge nel romanzo "Lancelot du Lac". Qui Beatrice vuol richiamare l'attenzione di Dante sull'atteggiamento un po' vanaglorioso determinato dall'incauto voi, col quale vanta la propria nobiltà.
16.15 al primo fallo scritto di Ginevra.

16.16 Io cominciai: «Voi siete il padre mio;
16.17 voi mi date a parlar tutta baldezza;mostra/nascondi nota pa-16-17 beldezza: sicurtà, fiducia.
16.18 voi mi levate sì, ch'i' son più ch'io.mostra/nascondi nota pa-16-18 più ch'io: al di sopra della mia condizione.

16.19 Per tanti rivi s'empie d'allegrezza
16.20 la mente mia, che di sé fa letizia
16.21 perché può sostener che non si spezza.

16.22 Ditemi dunque, cara mia primizia,mostra/nascondi nota pa-16-22 primizia: fondatore della famiglia.
16.23 quai fuor li vostri antichi e quai fuor li anni
16.24 che si segnaro in vostra puerizia;

16.25 ditemi de l'ovil di San Giovannimostra/nascondi nota pa-16-25 l'ovil di San Giovanni: Firenze, di cui è patrono San Giovanni.
16.26 quanto era allora, e chi eran le genti
16.27 tra esso degne di più alti scanni».mostra/nascondi nota pa-16-27 di più alti scanni: d'occupare le cariche più elevate.

16.28 Come s'avviva a lo spirar d'i venti
16.29 carbone in fiamma, così vid'io quella
16.30 luce risplendere a' miei blandimenti;mostra/nascondi nota pa-16-30 blandimenti: parole affettuose e carezzevoli.

16.31 e come a li occhi miei si fé più bella,
16.32 così con voce più dolce e soave,
16.33 ma non con questa moderna favella,mostra/nascondi nota pa-16-33 non con questa moderna favella: parlando il fiorentino antico, ovvero un linguaggio più nobile della parlata corrente.

16.34 dissemi: «Da quel dì che fu detto "Ave"mostra/nascondi nota pa-16-34 Da quel dì: dal giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo, dal quale i Fiorentini computavano gli anni.
16.35 al parto in che mia madre, ch'è or santa,
16.36 s'alleviò di me ond'era grave,

16.37 al suo Leon cinquecento cinquanta
16.38 e trenta fiate venne questo focomostra/nascondi nota pa-16-38 questo foco: questo ardente cielo di Marte venne a riaccendersi (" rinfiammarsi ") sotto la costellazione del Leone per 580 volte. Secondo l'"Almagesto", la rivoluzione dl Marte si compie in 687 giorni circa, che moltiplicati per 580, e divisi per i 365 della rivoluzione terrestre, portano la data di nascita di Cacciaguida al 25 gennaio del 1091.
16.39 a rinfiammarsi sotto la sua pianta.

16.40 Li antichi miei e io nacqui nel loco
16.41 dove si truova pria l'ultimo sestomostra/nascondi nota pa-16-41 l'ultimo sesto: il sestiere di Porta San Pietro, che i corridori dell'annuale palio di Firenze incontrano per primo sul loro percorso e dove sorgevano le case degli Elisei.
16.42 da quei che corre il vostro annual gioco.

16.43 Basti d'i miei maggiori udirne questo:
16.44 chi ei si fosser e onde venner quivi,
16.45 più è tacer che ragionare onesto.mostra/nascondi nota pa-16-45 onesto: opportuno. Forse Dante non sapeva di più o gli parve sufficiente la nobiltà derivante da un antenato crociato.

16.46 Tutti color ch'a quel tempo eran ivi
16.47 da poter arme tra Marte e 'l Batista,mostra/nascondi nota pa-16-47 tra Marte e 'l Batista: tra la statua di Marte, sul Ponte Vecchio e il Battistero di San Giovanni.
16.48 erano il quinto di quei ch'or son vivi.mostra/nascondi nota pa-16-48 erano il quinto: costituivano la quinta parte di quanti ne vivevano ai tempi di Dante. Dal che si desume che la popolazione di Firenze era quintuplicata dai tempi di Cacciaguida il quale, con ciò, risponde alla terza domanda.

16.49 Ma la cittadinanza, ch'è or mista
16.50 di Campi, di Certaldo e di Fegghine,mostra/nascondi nota pa-16-50 di Campi…: Campi in Val di Bisenzio, Certaldo in Valdelsa, Figline (" Fegghine ") nel Valdarno.
16.51 pura vediesi ne l'ultimo artista.mostra/nascondi nota pa-16-51 ne l'ultimo artista: fin nel più umile artigiano.

16.52 Oh quanto fora meglio esser vicinemostra/nascondi nota pa-16-52 vicine: cioè non ancora " miste ".
16.53 quelle genti ch'io dico, e al Galluzzomostra/nascondi nota pa-16-53 Galluzzo…Trespiano: due borgate prossime a Firenze.
16.54 e a Trespiano aver vostro confine,

16.55 che averle dentro e sostener lo puzzo
16.56 del villan d'Aguglion, di quel da Signa,mostra/nascondi nota pa-16-56 del villan d'Aguglion: è Baldo d'Aguglione, autorevole giureconsulto, autore dei falsi operati nei registri pubblici, per cui cfr. Purg. c. XII, n. 100. L'altro è Fazio Morubaldini da Signa, più volte priore e sospetto di baratteria. Aguglione (o Aquilone) è un castello in Val di Pesa, Signa è un paese presso Firenze.
16.57 che già per barattare ha l'occhio aguzzo!

16.58 Se la gente ch'al mondo più traligna
16.59 non fosse stata a Cesare noverca,mostra/nascondi nota pa-16-59 noverca: matrigna, cioè ostile all'imperatore (" Cesare "). Tale " gente " è costituita dagli ecclesiastici della Curia romana.
16.60 ma come madre a suo figlio benigna,

16.61 tal fatto è fiorentino e cambia e merca,mostra/nascondi nota pa-16-61 tal: è divenuto (" fatto ") fiorentino ed esercita le redditizie professioni del cambiavalute e del mercante, taluno ( " tal " ) proveniente dal contado, che tutt'al più si sarebbe trasferito a Simifonti, piccolo capoluogo, dove i suoi antenati andavano in cerca di elemosine.
16.62 che si sarebbe vòlto a Simifonti,
16.63 là dove andava l'avolo a la cerca;

16.64 sariesi Montemurlo ancor de' Conti;mostra/nascondi nota pa-16-64 Montemurlo: castello tra Pistoia e Prato, già appartenuto ai Guidi, " Conti " per antonomasia.
16.65 sarieno i Cerchi nel piovier d'Acone,mostra/nascondi nota pa-16-65 i Cerchi: famiglia originaria del piviere, o gruppo di parrocchie dipendenti dal piovano di Acone in Val di Sieve.
16.66 e forse in Valdigrieve i Buondelmonti.mostra/nascondi nota pa-16-66 i Buondelmonti: famiglia originaria del castello di Montebuoni in Val di Greve.

16.67 Sempre la confusion de le persone
16.68 principio fu del mal de la cittade,
16.69 come del vostro il cibo che s'appone;mostra/nascondi nota pa-16-69 come del vostro: come del vostro male è causa il cibo che si ingerisce sopra ad altro già ingerito (" che s'appone ").

16.70 e cieco toro più avaccio cade
16.71 che cieco agnello; e molte volte taglia
16.72 più e meglio una che le cinque spade.

16.73 Se tu riguardi Luni e Orbisagliamostra/nascondi nota pa-16-73 Luni…: città rovinata già ai tempi di Dante e il cui ricordo resta nel nome Lunigiana, passato alla regione dove essa sorse. Orbisaglia: presso Macerata, città distrutta da Alarico (era la romana "Urbs Salvia").
16.74 come sono ite, e come se ne vanno
16.75 di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia,mostra/nascondi nota pa-16-75 Chiusi…: antica città etrusca, e Senigallia ("Sinigaglia"), nelle Marche, entrambe in rovina ai tempi di Dante.

16.76 udir come le schiatte si disfanno
16.77 non ti parrà nova cosa né forte,
16.78 poscia che le cittadi termine hanno.

16.79 Le vostre cose tutte hanno lor morte,
16.80 sì come voi; ma celasi in alcuna
16.81 che dura molto, e le vite son corte.

16.82 E come 'l volger del ciel de la lunamostra/nascondi nota pa-16-82 E come 'l volger: la luna ha diretta influenza sulla marea.
16.83 cuopre e discuopre i liti sanza posa,
16.84 così fa di Fiorenza la Fortuna:

16.85 per che non dee parer mirabil cosa
16.86 ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini
16.87 onde è la fama nel tempo nascosa.mostra/nascondi nota pa-16-87 onde è la fama: la cui fama è oscurata dal tempo.

16.88 Io vidi li Ughi e vidi i Catellini,mostra/nascondi nota pa-16-88 li Ughi: questi e i seguenti sono nomi di illustri contemporanei di Cacciaguida.
16.89 Filippi, Greci, Ormanni e Alberichi,
16.90 già nel calare, illustri cittadini;

16.91 e vidi così grandi come antichi,
16.92 con quel de la Sannella, quel de l'Arca,
16.93 e Soldanieri e Ardinghi e Bostichi.

16.94 Sovra la porta ch'al presente è carcamostra/nascondi nota pa-16-94 Sovra la porta: nel sestiere di Porta San Pietro avevano le loro case, al tempo di Dante, i Cerchi e i Donati, sempre in lotta tra loro, e perciò la porta è gravata ( " carca " ) da tanto scandalo da esser causa di sciagura per la città intera.
16.95 di nova fellonia di tanto peso
16.96 che tosto fia iattura de la barca,

16.97 erano i Ravignani, ond'è discesomostra/nascondi nota pa-16-97 i Ravignani: nobile famiglia, dalla quale è disceso Guido Guerra (cfr. Inf. c. XVI, n. 37) e chiunque altra ha preso del nome di Bellincione Berti (cfr. c. XV, 112); cioè gli Adimari e i Donati, discesi da due figlie di Bellincione.
16.98 il conte Guido e qualunque del nome
16.99 de l'alto Bellincione ha poscia preso.

16.100 Quel de la Pressa sapeva già comemostra/nascondi nota pa-16-100 Quel de la Pressa: i rappresentanti della famiglia della Pressa conoscevano l'arte di governare. Di fede ghibellina, tradirono i Fiorentini a Montaperti.
16.101 regger si vuole, e avea Galigaiomostra/nascondi nota pa-16-101 Galigaio: i Galigai avevano in famiglia un cavaliere, al quale spettava la spada dall'impugnatura dorata.
16.102 dorata in casa sua già l'elsa e 'l pome.

16.103 Grand'era già la colonna del Vaio,mostra/nascondi nota pa-16-103 Grand'era: già erano grandi i Pigli, che per insegna avevano "una colonna listata a strisce di pelle di «vaio» " (Del Lungo). Il "vaio" è lo scoiattolo.
16.104 Sacchetti, Giuochi, Fifanti e Baruccimostra/nascondi nota pa-16-104 Sacchetti: furono di parte guelfa; i Giuochi, i Fifanti, i Barucci, i Galli furono ghibellini. Quelli "ch'arrossan per lo staio" sono i Chiaramontesi, noti per la frode del sale commessa da Donato, uno di essi (cfr. Purg. c. XII, n. 100).
16.105 e Galli e quei ch'arrossan per lo staio.

16.106 Lo ceppo di che nacquero i Calfuccimostra/nascondi nota pa-16-106 Lo ceppo: i Donati e i Calfucci nacquero da un unico ceppo.
16.107 era già grande, e già eran tratti
16.108 a le curule Sizii e Arrigucci.mostra/nascondi nota pa-16-108 a le curule: alle sedie curuli, ovvero alle più alte cariche. Sizii e Arrigucci erano guelfi e abitavano presso Porta del Duomo.

16.109 Oh quali io vidi quei che son disfattimostra/nascondi nota pa-16-109 Oh quali: allude agli Uberti, di parte ghibellina (cfr. Inf. c. X, 82 e segg.).
16.110 per lor superbia! e le palle de l'oromostra/nascondi nota pa-16-110 le palle de l'oro: palle d'oro in campo azzurro era l'insegna dei Lamberti.
16.111 fiorian Fiorenza in tutt'i suoi gran fatti.

16.112 Così facieno i padri di coloromostra/nascondi nota pa-16-112 i padri di coloro: gli antenati dei Visdomini e dei Tosinghi i quali, ora, hanno l'incarico di amministrare i beni vescovili quando il seggio è vacante e si impinguano in questa loro funzione (" consistoro " è ironico).
16.113 che, sempre che la vostra chiesa vaca,
16.114 si fanno grassi stando a consistoro.

16.115 L'oltracotata schiatta che s'indracamostra/nascondi nota pa-16-115 L'oltracotata schiatta: l'oltracotante famiglia degli Adimari, che si fa drago (" s'indraca ") dietro a chi fugge… " Era irato a questa famiglia il Poeta, perché Boccaccio Adimari occupò i suoi beni, poi che fu mandato in esilio " (Landino).
16.116 dietro a chi fugge, e a chi mostra 'l dente
16.117 o ver la borsa, com'agnel si placa,

16.118 già venìa sù, ma di picciola gente;
16.119 sì che non piacque ad Ubertin Donatomostra/nascondi nota pa-16-119 sì che non piacque: Ubertino Donati, genero di Bellincione Berti, si sdegnò con il suocero, per averlo reso parente degli Adimari quando diede una delle sue figliole in moglie a un giovane di quella famiglia.
16.120 che poi il suocero il fé lor parente.

16.121 Già era 'l Caponsacco nel mercatomostra/nascondi nota pa-16-121 Caponsacco: famiglia ghibellina d'origine fiesolana. Avevano le case presso Mercato Vecchio.
16.122 disceso giù da Fiesole, e già era
16.123 buon cittadino Giuda e Infangato.mostra/nascondi nota pa-16-123 Giuda e Infangato: famiglie ghibelline.

16.124 Io dirò cosa incredibile e vera:
16.125 nel picciol cerchio s'entrava per portamostra/nascondi nota pa-16-125 nel picciol cerchio: nella cerchia delle mura antiche c'era una porta che prendeva il nome dai della Pera (porta Peruzza), famiglia del tutto dimenticata ai tempi di Dante.
16.126 che si nomava da quei de la Pera.

16.127 Ciascun che de la bella insegna portamostra/nascondi nota pa-16-127 Ciascun: tutte le famiglie (Giandonati, Pulci, Nerli, Gangalandi, Della Bella, Alepri) che inquartano nelle loro insegne le doghe rosse e bianche concesse dal Marchese Ugo di Toscana (" gran barone "), il cui nome e la cui virtù ricorda ai cittadini la festa di San Tommaso, in cui ricorre l'anniversario della sua morte, ebbero da lui ordini e privilegi cavallereschi, sebbene ( " avvegna che " ) oggi parteggi per la plebe colui che fascia l'antica insegna nobiliare con un fregio d'oro. Si allude a Giano Della Bella, i cui Ordinamenti di Giustizia, del 1293, favorirono apertamente il popolo.
16.128 del gran barone il cui nome e 'l cui pregio
16.129 la festa di Tommaso riconforta,

16.130 da esso ebbe milizia e privilegio;
16.131 avvegna che con popol si rauni
16.132 oggi colui che la fascia col fregio.

16.133 Già eran Gualterotti e Importuni;mostra/nascondi nota pa-16-133 Gualterotti e Importuni: abitavano in Borgo Santo Apostolo, che sarebbe più tranquillo se non fosse stato invaso da cittadini venuti di fuori.
16.134 e ancor saria Borgo più quieto,
16.135 se di novi vicin fosser digiuni.

16.136 La casa di che nacque il vostro fleto,mostra/nascondi nota pa-16-136 La casa: è la casa degli Amidei, dalla quale nacque il vostro pianto (" fleto "), per le discordie causate dal " giusto disdegno " di costoro in occasione dell'offesa ricevuta da parte di Buondelmonte Buondelnmonti, il quale aveva rifiutato di sposare una Amidei, cui già s'era promesso. Buondelmonte fu ucciso (1216) e da allora in Firenze furono i Guelfi e i Ghibellini (cfr. Inf. c. XXVIII, n. 106), divisione che uccise (" che v'ha morti ") il vivere pacifico (" lieto ").
16.137 per lo giusto disdegno che v'ha morti,
16.138 e puose fine al vostro viver lieto,

16.139 era onorata, essa e suoi consorti:
16.140 o Buondelmonte, quanto mal fuggisti
16.141 le nozze sue per li altrui conforti!mostra/nascondi nota pa-16-141 per li altrui conforti: per le istigazioni di Gualdrada Donati, che lo convinse a sposare sua figlia.

16.142 Molti sarebber lieti, che son tristi,
16.143 se Dio t'avesse conceduto ad Emamostra/nascondi nota pa-16-143 t'avesse conceduto ad Ema: ti avesse annegato nel fiume Ema quando, per la prima volta, venisti a Firenze dalla tua Montebuoni.
16.144 la prima volta ch'a città venisti.

16.145 Ma conveniesi a quella pietra scemamostra/nascondi nota pa-16-145 pietra scema: la statua mutilata di Marte, che è a guardia di Ponte Vecchio (cfr. Inf. c. XIII, n. 147).
16.146 che guarda 'l ponte, che Fiorenza fesse
16.147 vittima ne la sua pace postrema.mostra/nascondi nota pa-16-147 vittima: Buondelmonte fu trucidato ai piedi della statua di Marte, la mattina di Pasqua del 1216.

16.148 Con queste genti, e con altre con esse,
16.149 vid'io Fiorenza in sì fatto riposo,
16.150 che non avea cagione onde piangesse:

16.151 con queste genti vid'io glorioso
16.152 e giusto il popol suo, tanto che 'l giglio
16.153 non era ad asta mai posto a ritroso,mostra/nascondi nota pa-16-153 non era ad asta…: non era mai accaduto che i nemici trascinassero lo stemma di Firenze (" 'l giglio ") con il drappo a terra, come invece fecero i Senesi dopo Montaperti. Era usanza dei vincitori rovesciare per dileggio il vessillo dei vinti. E la bandiera non era ancora stata arrossata dal sangue sparso per le discordie civili. Nel 1251, alla cacciata dei Ghibellini, i Guelfi decisero di mutare l'insegna originaria della città, costituita da un giglio bianco in campo rosso, per distinguersi dagli avversari, che vollero invece mantenerla; e le sostituirono il giglio rosso in campo bianco, rimasto intatto fino ad oggi.

16.154 né per division fatto vermiglio».

Paradiso : Canto 17

17.1 Qual venne a Climené, per accertarsimostra/nascondi nota pa-17-1 Qual: con la stessa disposizione di animo con la quale Fetonte, per la cui imprudenza ancor oggi i padri sono poco inclini (" scarsi ") ad assecondare i figli, si rivolse alla madre Climene per sapere la verità su quanto aveva udito da Epafo contro di sè, poiché quello sosteneva che lui, Fetonte, non era figlio d'Apollo, con quella disposizione….
17.2 di ciò ch'avea incontro a sé udito,
17.3 quei ch'ancor fa li padri ai figli scarsi;

17.4 tal era io, e tal era sentito
17.5 e da Beatrice e da la santa lampa
17.6 che pria per me avea mutato sito.

17.7 Per che mia donna «Manda fuor la vampa
17.8 del tuo disio», mi disse, «sì ch'ella esca
17.9 segnata bene de la interna stampa;

17.10 non perché nostra conoscenza crescamostra/nascondi nota pa-17-10 non perché…: i beati vedono e sanno tutto, riflesso nella mente di Dio.
17.11 per tuo parlare, ma perché t'ausimostra/nascondi nota pa-17-11 t'ausi: ti abitui.
17.12 a dir la sete, sì che l'uom ti mesca».mostra/nascondi nota pa-17-12 l'uom: ha valore impersonale, come spesso altrove.

17.13 «O cara piota mia che sì t'insusi,mostra/nascondi nota pa-17-13 piota: pianta, che così ti elevi (" t'insusi " ), quindi capostipite.
17.14 che, come veggion le terrene menti
17.15 non capere in triangol due ottusi,mostra/nascondi nota pa-17-15 non capere: non esser possibile che in un triangolo due angoli siano ottusi. E' una verità evidente.

17.16 così vedi le cose contingenti
17.17 anzi che sieno in sé, mirando il puntomostra/nascondi nota pa-17-17 il punto: Dio.
17.18 a cui tutti li tempi son presenti;

17.19 mentre ch'io era a Virgilio congiunto
17.20 su per lo monte che l'anime cura
17.21 e discendendo nel mondo defunto,

17.22 dette mi fuor di mia vita futura
17.23 parole gravi, avvegna ch'io mi senta
17.24 ben tetragono ai colpi di ventura;mostra/nascondi nota pa-17-24 tetragono: capace di resistere, saldo.

17.25 per che la voglia mia saria contenta
17.26 d'intender qual fortuna mi s'appressa;
17.27 ché saetta previsa vien più lenta».mostra/nascondi nota pa-17-27 previsa: preveduta, non improvvisa.

17.28 Così diss'io a quella luce stessa
17.29 che pria m'avea parlato; e come volle
17.30 Beatrice, fu la mia voglia confessa.

17.31 Né per ambage, in che la gente follemostra/nascondi nota pa-17-31 ambage: tortuose e ambigue perifrasi (cfr. lat. "ambages") quali erano le formule degli oracoli dei pagani (" la gente folle ").
17.32 già s'inviscava pria che fosse anciso
17.33 l'Agnel di Dio che le peccata tolle,

17.34 ma per chiare parole e con preciso
17.35 latin rispuose quello amor paterno,mostra/nascondi nota pa-17-35 latin: linguaggio (cfr. c. X, 120).
17.36 chiuso e parvente del suo proprio riso:

17.37 «La contingenza, che fuor del quadernomostra/nascondi nota pa-17-37 La contingenza: l'insieme delle cose contingenti, che possono accadere oppure no, che non si estende fuori del vostro mondo materiale (" vostra matera ").
17.38 de la vostra matera non si stende,
17.39 tutta è dipinta nel cospetto etterno:

17.40 necessità però quindi non prendemostra/nascondi nota pa-17-40 necessità: le azioni umane non assumono carattere di necessità, per il fatto che sono presenti all'occhio di Dio; così una nave che discende la corrente di un fiume, non prende il movimento dall'occhio di chi dalla riva la guardi navigare.
17.41 se non come dal viso in che si specchia
17.42 nave che per torrente giù discende.

17.43 Da indi, sì come viene ad orecchiamostra/nascondi nota pa-17-43 Da indi: dall'occhio di Dio ("cospetto etterno", v. 39).
17.44 dolce armonia da organo, mi viene
17.45 a vista il tempo che ti s'apparecchia.

17.46 Qual si partio Ipolito d'Atenemostra/nascondi nota pa-17-46 Ipolito: Ippolito, figlio di Teseo, respinse sdegnosamente le illecite profferte della matrigna Fedra, la quale, per vendetta, lo accusò di violenza ai suoi danni. Senza colpa, dunque. Ippolito fu scacciato dal padre, come senza colpa sarà esiliato Dante.
17.47 per la spietata e perfida noverca,
17.48 tal di Fiorenza partir ti convene.

17.49 Questo si vuole e questo già si cerca,
17.50 e tosto verrà fatto a chi ciò pensa
17.51 là dove Cristo tutto dì si merca.mostra/nascondi nota pa-17-51 là dove Cristo: nella Curia romana. Il pontefice (" chi ciò pensa ") è Bonifacio VIII, già da Dante accusato di simonia (cfr. Inf. c. XIX, 52 e segg.).

17.52 La colpa seguirà la parte offensamostra/nascondi nota pa-17-52 seguirà… in grido: verrà attribuita per fama alla parte colpita.
17.53 in grido, come suol; ma la vendetta
17.54 fia testimonio al ver che la dispensa.mostra/nascondi nota pa-17-54 che la dispensa: che assegna tale giusta punizione ( " vendetta ").

17.55 Tu lascerai ogne cosa diletta
17.56 più caramente; e questo è quello strale
17.57 che l'arco de lo essilio pria saetta.

17.58 Tu proverai sì come sa di salemostra/nascondi nota pa-17-58 Tu proverai…: è uno dei più famosi passi del poema, messo in risalto anche dall'uso dell'"enjambenent". Da notare il probabile doppio senso da attribuire al "sa di sale" del v.58: allegoricamente, starà per "duramente guadagnato"; ma non si dimentichi che il pane veronese doveva essere realmente salato per il palato di un fiorentino, abituato al pane toscano che, come è noto, è assai carente di sale.
17.59 lo pane altrui, e come è duro calle
17.60 lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.

17.61 E quel che più ti graverà le spalle,
17.62 sarà la compagnia malvagia e scempiamostra/nascondi nota pa-17-62 la compagnia: i compagni d'esilio, malvagi e dissennati.
17.63 con la qual tu cadrai in questa valle;

17.64 che tutta ingrata, tutta matta ed empia
17.65 si farà contr'a te; ma, poco appresso,
17.66 ella, non tu, n'avrà rossa la tempia.mostra/nascondi nota pa-17-66 rossa la tempia: intrisa di sangue. Forse allude alla sconfitta della Lastra (20 luglio 1304); ad ogni modo " storia di sangue ell'è senza dubbio " (Del Lungo).

17.67 Di sua bestialitate il suo processomostra/nascondi nota pa-17-67 il suo processo: il suo modo di procedere.
17.68 farà la prova; sì ch'a te fia bello
17.69 averti fatta parte per te stesso.

17.70 Lo primo tuo refugio e 'l primo ostello
17.71 sarà la cortesia del gran Lombardomostra/nascondi nota pa-17-71 gran Lombardo: Bartolomeo della Scala, presso il quale Dante dovette soggiornare fra il 1303 e il 1304; sulla cui insegna, oltre alla scala degli Scaligeri, c'era l'aquila imperiale (" santo uccello ", cfr. c. VI, 4).
17.72 che 'n su la scala porta il santo uccello;

17.73 ch'in te avrà sì benigno riguardo,
17.74 che del fare e del chieder, tra voi due,
17.75 fia primo quel che tra li altri è più tardo.mostra/nascondi nota pa-17-75 quel che…è più tardo: quello che, di solito, è più lento, cioè chi offre a colui che chiede. Qui, lo Scaligero.

17.76 Con lui vedrai colui che 'mpresso fue,mostra/nascondi nota pa-17-76 colui: Cangrande I della Scala, fratello minore di Bartolomeo e di Alboino, al quale successe nella signoria di Verona, che tenne dal 1312 fino alla morte (1329). Dante fu alla sua corte per lunghi periodi, anche durante il soggiorno ravennate.
17.77 nascendo, sì da questa stella forte,
17.78 che notabili fier l'opere sue.

17.79 Non se ne son le genti ancora accorte
17.80 per la novella età, ché pur nove annimostra/nascondi nota pa-17-80 pur nove anni: Cangrande, infatti, era nato il 9 marzo 1291.
17.81 son queste rote intorno di lui torte;

17.82 ma pria che 'l Guasco l'alto Arrigo inganni,mostra/nascondi nota pa-17-82 ma pria che 'l Guasco: ma prima che Clemente V (papa Guascone, cfr. Inf. c. XIX, n. 83) inganni con la sua doppiezza l'imperatore Arrigo VII.
17.83 parran faville de la sua virtutemostra/nascondi nota pa-17-83 parran: saranno manifeste.
17.84 in non curar d'argento né d'affanni.

17.85 Le sue magnificenze conosciute
17.86 saranno ancora, sì che ' suoi nemici
17.87 non ne potran tener le lingue mute.

17.88 A lui t'aspetta e a' suoi benefici;mostra/nascondi nota pa-17-88 t'aspetta: affidati (cfr. Purg. c. XVIII, 47).
17.89 per lui fia trasmutata molta gente,
17.90 cambiando condizion ricchi e mendici;

17.91 e portera'ne scritto ne la mente
17.92 di lui, e nol dirai»; e disse cose
17.93 incredibili a quei che fier presente.mostra/nascondi nota pa-17-93 a quei: perfino a quelli che saranno presenti, ai contemporanei.

17.94 Poi giunse: «Figlio, queste son le chiosemostra/nascondi nota pa-17-94 le chiose: la spiegazione.
17.95 di quel che ti fu detto; ecco le 'nsidie
17.96 che dietro a pochi giri son nascose.mostra/nascondi nota pa-17-96 pochi giri: poche rivoluzioni solari, cioè anni.

17.97 Non vo' però ch'a' tuoi vicini invidie,mostra/nascondi nota pa-17-97 tuoi vicini: i concittadini.
17.98 poscia che s'infutura la tua vita
17.99 vie più là che 'l punir di lor perfidie».mostra/nascondi nota pa-17-99 vie più là…: assai più in là del tempo in cui saranno punite le loro colpe.

17.100 Poi che, tacendo, si mostrò speditamostra/nascondi nota pa-17-100 spedita: libera dal rispondere.
17.101 l'anima santa di metter la trama
17.102 in quella tela ch'io le porsi ordita,

17.103 io cominciai, come colui che brama,
17.104 dubitando, consiglio da persona
17.105 che vede e vuol dirittamente e ama:

17.106 «Ben veggio, padre mio, sì come sprona
17.107 lo tempo verso me, per colpo darmi
17.108 tal, ch'è più grave a chi più s'abbandona;

17.109 per che di provedenza è buon ch'io m'armi,
17.110 sì che, se loco m'è tolto più caro,
17.111 io non perdessi li altri per miei carmi.mostra/nascondi nota pa-17-111 io non perdessi: gli altri luoghi di rifugio, per colpa del poema che scriverò.

17.112 Giù per lo mondo sanza fine amaro,
17.113 e per lo monte del cui bel cacumemostra/nascondi nota pa-17-113 cacume: cima. E' il Paradiso Terrestre.
17.114 li occhi de la mia donna mi levaro,

17.115 e poscia per lo ciel, di lume in lume,
17.116 ho io appreso quel che s'io ridico,
17.117 a molti fia sapor di forte agrume;mostra/nascondi nota pa-17-117 agrume: cosa molto sgradita.

17.118 e s'io al vero son timido amico,
17.119 temo di perder viver tra coloromostra/nascondi nota pa-17-119 tra coloro: tra i posteri, che chiameranno antico questo tempo.
17.120 che questo tempo chiameranno antico».

17.121 La luce in che rideva il mio tesoro
17.122 ch'io trovai lì, si fé prima corusca,mostra/nascondi nota pa-17-122 corusca : scintillante.
17.123 quale a raggio di sole specchio d'oro;

17.124 indi rispuose: «Coscienza fuscamostra/nascondi nota pa-17-124 fusca: offuscata.
17.125 o de la propria o de l'altrui vergogna
17.126 pur sentirà la tua parola brusca.

17.127 Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
17.128 tutta tua vision fa manifesta;
17.129 e lascia pur grattar dov'è la rogna.mostra/nascondi nota pa-17-129 e lascia: e lascia che chi ha agito male ne subisca le conseguenze.

17.130 Ché se la voce tua sarà molesta
17.131 nel primo gusto, vital nodrimento
17.132 lascerà poi, quando sarà digesta.

17.133 Questo tuo grido farà come vento,
17.134 che le più alte cime più percuote;
17.135 e ciò non fa d'onor poco argomento.mostra/nascondi nota pa-17-135 e ciò: il coraggio di dire tutta la verità costituisce non piccolo argomento d'onore.

17.136 Però ti son mostrate in queste rote,
17.137 nel monte e ne la valle dolorosa
17.138 pur l'anime che son di fama note,mostra/nascondi nota pa-17-138 pur: soltanto le anime di celebri personaggi.

17.139 che l'animo di quel ch'ode, non posamostra/nascondi nota pa-17-139 non posa: non trova una base di fede, né la ribadisce in virtù d'un esempio che abbia (" aia ") protagonisti sconosciuti, né di altro argomento che non appaia manifesto.
17.140 né ferma fede per essempro ch'aia
17.141 la sua radice incognita e ascosa,

17.142 né per altro argomento che non paia».

Paradiso : Canto 18

18.1 Già si godeva solo del suo verbomostra/nascondi nota pa-18-1 verbo: "L'intimo concetto della mente dicesi verbo " (San Tommaso, cfr. "Summa Theol", I, 34, 1).
18.2 quello specchio beato, e io gustava
18.3 lo mio, temprando col dolce l'acerbo;mostra/nascondi nota pa-18-3 col dolce l'acerbo: con la promessa della fama l'amarezza della predizione.

18.4 e quella donna ch'a Dio mi menava
18.5 disse: «Muta pensier; pensa ch'i' sono
18.6 presso a colui ch'ogne torto disgrava».mostra/nascondi nota pa-18-6 disgrava: allevia il peso di ogni ingiustizia.

18.7 Io mi rivolsi a l'amoroso suono
18.8 del mio conforto; e qual io allor vidi
18.9 ne li occhi santi amor, qui l'abbandono:mostra/nascondi nota pa-18-9 l'abbandono: l'ometto, lo tralascio.

18.10 non perch'io pur del mio parlar diffidi,
18.11 ma per la mente che non può rediremostra/nascondi nota pa-18-11 per la mente: per la memoria che non può tornare indietro.
18.12 sovra sé tanto, s'altri non la guidi.

18.13 Tanto poss'io di quel punto ridire,
18.14 che, rimirando lei, lo mio affetto
18.15 libero fu da ogne altro disire,

18.16 fin che 'l piacere etterno, che direttomostra/nascondi nota pa-18-16 'l piacere: l'aspetto divino che raggia di eterna luce.
18.17 raggiava in Beatrice, dal bel viso
18.18 mi contentava col secondo aspetto.

18.19 Vincendo me col lume d'un sorriso,
18.20 ella mi disse: «Volgiti e ascolta;
18.21 ché non pur ne' miei occhi è paradiso».

18.22 Come si vede qui alcuna volta
18.23 l'affetto ne la vista, s'elli è tanto,mostra/nascondi nota pa-18-23 ne la vista: nell'espressione degli occhi, quando sia così intensa da rapire completamente l'anima.
18.24 che da lui sia tutta l'anima tolta,

18.25 così nel fiammeggiar del folgór santo,mostra/nascondi nota pa-18-25 folgòr santo: Cacciaguida, che accenna a parlare ancora.
18.26 a ch'io mi volsi, conobbi la voglia
18.27 in lui di ragionarmi ancora alquanto.

18.28 El cominciò: «In questa quinta sogliamostra/nascondi nota pa-18-28 quinta soglia: il quinto cielo, quello di Marte.
18.29 de l'albero che vive de la cima
18.30 e frutta sempre e mai non perde foglia,

18.31 spiriti son beati, che giù, prima
18.32 che venissero al ciel, fuor di gran voce,
18.33 sì ch'ogne musa ne sarebbe opima.mostra/nascondi nota pa-18-33 sì ch'ogne musa: sì che ogni musa ne sarebbe ricca d'ispirazione.

18.34 Però mira ne' corni de la croce:
18.35 quello ch'io nomerò, lì farà l'attomostra/nascondi nota pa-18-35 l'atto: il lampeggiare della folgore.
18.36 che fa in nube il suo foco veloce».

18.37 Io vidi per la croce un lume tratto
18.38 dal nomar Iosuè, com'el si feo;mostra/nascondi nota pa-18-38 Iosuè: condottiero ebreo, successe a Mosè e conquistò la terra promessa.
18.39 né mi fu noto il dir prima che 'l fatto.

18.40 E al nome de l'alto Macabeomostra/nascondi nota pa-18-40 Macabeo: Giuda Maccabeo liberò gli Ebrei dal giogo del re di Siria, Antioco Epifane.
18.41 vidi moversi un altro roteando,
18.42 e letizia era ferza del paleo.mostra/nascondi nota pa-18-42 e letizia: e la letizia moveva quell'anima, come la corda (" ferza ") fa muovere la trottola (" paleo ").

18.43 Così per Carlo Magno e per Orlandomostra/nascondi nota pa-18-43 Carlo Magno: il famoso re dei Franchi (742-814), restauratore dell'idea imperiale, col Sacro Romano Impero, e campione della fede contro Longobardi e Saraceni. Orlando: è il nipote di Carlo Magno, uno dei suoi più celebri paladini.
18.44 due ne seguì lo mio attento sguardo,
18.45 com'occhio segue suo falcon volando.

18.46 Poscia trasse Guiglielmo e Rinoardomostra/nascondi nota pa-18-46 Guiglielmo…: è il duca d'Orange; combatté contro i Saraceni, tra i quali riuscì a convertire Rainouart, cui diede in moglie una sua figliola. Morì monaco nell'812. Gottifredi è Goffredo di Buglione, condottiero della prima Crociata, morto re di Gerusalemme nel 1100. Roberto, detto il Guiscardo, duca di Puglia e di Calabria, figliodi Tancredi d'Altavilla, combatté con successo i Saraceni e i Bizantini. Morì nel 1085.
18.47 e 'l duca Gottifredi la mia vista
18.48 per quella croce, e Ruberto Guiscardo.

18.49 Indi, tra l'altre luci mota e mista,mostra/nascondi nota pa-18-49 mota e mista: essendosi spostata e unita alle altre, l'anima di Cacciaguida (" che m'avea… ") mi mostrò quanta e quale fosse la sua beatitudine, nel coro dei beati.
18.50 mostrommi l'alma che m'avea parlato
18.51 qual era tra i cantor del cielo artista.

18.52 Io mi rivolsi dal mio destro lato
18.53 per vedere in Beatrice il mio dovere,mostra/nascondi nota pa-18-53 il mio dovere: cosa fare.
18.54 o per parlare o per atto, segnato;

18.55 e vidi le sue luci tanto mere,
18.56 tanto gioconde, che la sua sembianza
18.57 vinceva li altri e l'ultimo solere.mostra/nascondi nota pa-18-57 l'ultimo solere: l'ultimo atteggiamento e gli altri in cui era solita apparire. Solere è sostantivo.

18.58 E come, per sentir più dilettanza
18.59 bene operando, l'uom di giorno in giorno
18.60 s'accorge che la sua virtute avanza,

18.61 sì m'accors'io che 'l mio girare intorno
18.62 col cielo insieme avea cresciuto l'arco,mostra/nascondi nota pa-18-62 avea cresciuto l'arco: aveva acquistato un più ampio volgere. E' salito, cioè, ad un cielo superiore, quello di Giove.
18.63 veggendo quel miracol più addorno.

18.64 E qual è 'l trasmutare in picciol varcomostra/nascondi nota pa-18-64 'l trasmutare: il mutamento, in breve spazio di tempo, sul volto di una donna che dal rossore, causato da vergogna, torna ad assumere il normale incarnato.
18.65 di tempo in bianca donna, quando 'l volto
18.66 suo si discarchi di vergogna il carco,

18.67 tal fu ne li occhi miei, quando fui vòlto,
18.68 per lo candor de la temprata stellamostra/nascondi nota pa-18-68 temprata stella sesta: il cielo di Giove, il sesto, è più chiaro e luminoso del " roggio " Marte.
18.69 sesta, che dentro a sé m'avea ricolto.

18.70 Io vidi in quella giovial facella
18.71 lo sfavillar de l'amor che lì era,
18.72 segnare a li occhi miei nostra favella.mostra/nascondi nota pa-18-72 segnare: disporsi come i segni, le lettere della nostra lingua.

18.73 E come augelli surti di rivera,
18.74 quasi congratulando a lor pasture,mostra/nascondi nota pa-18-74 congratulando: lieti di essersi pasciuti.
18.75 fanno di sé or tonda or altra schiera,

18.76 sì dentro ai lumi sante creature
18.77 volitando cantavano, e faciensi
18.78 or D, or I, or L in sue figure.

18.79 Prima, cantando, a sua nota moviensi;mostra/nascondi nota pa-18-79 a sua nota: secondo l'andamento del canto.
18.80 poi, diventando l'un di questi segni,
18.81 un poco s'arrestavano e taciensi.

18.82 O diva Pegasea che li 'ngegnimostra/nascondi nota pa-18-82 diva Pegasea: la Musa, così detta dal fonte Pegaseo sull'Elicona, scaturito in seguito a un calcio di Pegaso, il cavallo di Perseo.
18.83 fai gloriosi e rendili longevi,
18.84 ed essi teco le cittadi e ' regni,mostra/nascondi nota pa-18-84 ed essi teco: ed essi ingegni, col tuo favore ( " teco " ), rendono gloriose ed immortali le città e i regni.

18.85 illustrami di te, sì ch'io rilevi
18.86 le lor figure com'io l'ho concette:
18.87 paia tua possa in questi versi brevi!

18.88 Mostrarsi dunque in cinque volte settemostra/nascondi nota pa-18-88 cinque volte sette: trentacinque tra vocali e consonanti.
18.89 vocali e consonanti; e io notai
18.90 le parti sì, come mi parver dette.

18.91 "DILIGITE IUSTITIAM", primaimostra/nascondi nota pa-18-91 primai: primi, sezzai: ultimi. Diligite, ecc. sono le parole con le quali comincia il libro della "Sapienza", attribuito a Salomone: "Amate la giustizia, voi che giudicate la terra".
18.92 fur verbo e nome di tutto 'l dipinto;
18.93 "QUI IUDICATIS TERRAM", fur sezzai.

18.94 Poscia ne l'emme del vocabol quinto
18.95 rimasero ordinate; sì che Giove
18.96 pareva argento lì d'oro distinto.mostra/nascondi nota pa-18-96 distinto: segnato da una lettera d'oro.

18.97 E vidi scendere altre luci dove
18.98 era il colmo de l'emme, e lì quetarsimostra/nascondi nota pa-18-98 il colmo de l'emme: la parte superiore della lettera, che deve essere maiuscola gotica, quale è nella scrittura epigrafica; così che non presenta gli angoli del carattere latino.
18.99 cantando, credo, il ben ch'a sé le move.

18.100 Poi, come nel percuoter d'i ciocchi arsi
18.101 surgono innumerabili faville,
18.102 onde li stolti sogliono agurarsi,mostra/nascondi nota pa-18-102 onde li stolti: da cui il volgo trae pronostici.

18.103 resurger parver quindi più di mille
18.104 luci e salir, qual assai e qual poco,
18.105 sì come 'l sol che l'accende sortille;

18.106 e quietata ciascuna in suo loco,
18.107 la testa e 'l collo d'un'aguglia vidimostra/nascondi nota pa-18-107 la testa e 'l collo: la parte superiore di un'aquila. Ciò è comprensibile, considerando la forma della M epigrafica.
18.108 rappresentare a quel distinto foco.

18.109 Quei che dipinge lì, non ha chi 'l guidi;
18.110 ma esso guida, e da lui si rammenta
18.111 quella virtù ch'è forma per li nidi.

18.112 L'altra beatitudo, che contentamostra/nascondi nota pa-18-112 L'altra beatitudo: l'altra schiera di beati, scesa a sormontare la M (v.97), conferendole l'aspetto di un giglio.
18.113 pareva prima d'ingigliarsi a l'emme,
18.114 con poco moto seguitò la 'mprenta.mostra/nascondi nota pa-18-114 con poco moto: con brevi spostamenti, assecondò la figura dell'aquila (" la 'mprenta " ).

18.115 O dolce stella, quali e quante gemme
18.116 mi dimostraro che nostra giustizia
18.117 effetto sia del ciel che tu ingemme!

18.118 Per ch'io prego la mente in che s'iniziamostra/nascondi nota pa-18-118 la mente: Dio.
18.119 tuo moto e tua virtute, che rimiri
18.120 ond'esce il fummo che 'l tuo raggio vizia;mostra/nascondi nota pa-18-120 il fummo: l'influsso che offusca il tuo raggio.

18.121 sì ch'un'altra fiata omai s'adirimostra/nascondi nota pa-18-121 un'altra fiata: come quando Cristo scacciò i mercanti dal tempio di Gerusalemme, è ormai tempo di cacciare i simoniaci dalla Chiesa, tempio che fu costruito coi miracoli (" segni ") e coi martìri.
18.122 del comperare e vender dentro al templo
18.123 che si murò di segni e di martìri.

18.124 O milizia del ciel cu' io contemplo,
18.125 adora per color che sono in terra
18.126 tutti sviati dietro al malo essemplo!

18.127 Già si solea con le spade far guerra;
18.128 ma or si fa togliendo or qui or quivimostra/nascondi nota pa-18-128 togliendo… lo pan : interdicendo l'accostarsi al pane eucaristico, mediante la scomunica.
18.129 lo pan che 'l pio Padre a nessun serra.

18.130 Ma tu che sol per cancellare scrivi,mostra/nascondi nota pa-18-130 Ma tu: si rivolge a papa Giovanni XXII, papa dal 1316 al 1334, quindi regnante al tempo in cui furono scritti questi versi, famoso per il costume di scrivere bolle di scomunica, e di cancellarle poi dietro compenso in denaro.
18.131 pensa che Pietro e Paulo, che moriro
18.132 per la vigna che guasti, ancor son vivi.

18.133 Ben puoi tu dire: «I' ho fermo 'l disiro
18.134 sì a colui che volle viver solomostra/nascondi nota pa-18-134 a colui: a San Giovanni Battista, vissuto nel deserto e morto decollato, per un capriccio della danzatrice, figlia di Erodiade, che ne aveva chiesto la testa, come compenso per la danza (" per salti ") eseguita davanti ad Erode. L'immagine di San Giovanni era impressa sul fiorino fiorentino, moneta di cui Giovanni XXII era particolarmente avido, tanto che, come narra G. Villani, alla sua morte ne lasciò venticinque milioni.
18.135 e che per salti fu tratto al martiro,

18.136 ch'io non conosco il pescator né Polo».mostra/nascondi nota pa-18-136 il pescator: San Pietro; Polo è San Paolo.

Paradiso : Canto 19

19.1 Parea dinanzi a me con l'ali aperte
19.2 la bella image che nel dolce fruimostra/nascondi nota pa-19-2 nel dolce frui: nel dolce godimento (cfr. lat. "frui", qui sostantivo).
19.3 liete facevan l'anime conserte;mostra/nascondi nota pa-19-3 conserte: unite insieme.

19.4 parea ciascuna rubinetto in cuimostra/nascondi nota pa-19-4 rubinetto: rubino.
19.5 raggio di sole ardesse sì acceso,
19.6 che ne' miei occhi rifrangesse lui.

19.7 E quel che mi convien ritrar testeso,mostra/nascondi nota pa-19-7 testeso: testè, ora.
19.8 non portò voce mai, né scrisse incostro,
19.9 né fu per fantasia già mai compreso;mostra/nascondi nota pa-19-9 compreso: concepito da nessuna fantasia.

19.10 ch'io vidi e anche udi' parlar lo rostro,mostra/nascondi nota pa-19-10 parlar lo rostro: il becco dell'aquila parlò in prima persona, mentre il pensiero (" concetto ") rispondeva al " noi " e al " nostro ", essendo formato collettivamente in tutti gli spiriti.
19.11 e sonar ne la voce e «io» e «mio»,
19.12 quand'era nel concetto e "noi" e "nostro".

19.13 E cominciò: «Per esser giusto e pio
19.14 son io qui essaltato a quella gloria
19.15 che non si lascia vincere a disio;mostra/nascondi nota pa-19-15 a disio: da alcun desiderio.

19.16 e in terra lasciai la mia memoria
19.17 sì fatta, che le genti lì malvage
19.18 commendan lei, ma non seguon la storia».mostra/nascondi nota pa-19-18 commendan lei: esaltano essa memoria, ma non ne seguono l'operare (" la storia " ).

19.19 Così un sol calor di molte brage
19.20 si fa sentir, come di molti amori
19.21 usciva solo un suon di quella image.

19.22 Ond'io appresso: «O perpetui fiori
19.23 de l'etterna letizia, che pur unomostra/nascondi nota pa-19-23 pur uno: uno solo. Cioè, una sola voce paragonata all'odore, come gli spiriti son paragonati ai fiori.
19.24 parer mi fate tutti vostri odori,

19.25 solvetemi, spirando, il gran digiuno
19.26 che lungamente m'ha tenuto in fame,
19.27 non trovandoli in terra cibo alcuno.

19.28 Ben so io che, se 'n cielo altro reamemostra/nascondi nota pa-19-28 Ben so: io so bene che, se in cielo la giustizia divina si specchia nell'ordine angelico dei Troni ( " altro reame " ) al quale è affidato il cielo di Saturno, tuttavia il vostro, di Giove, conosce senza veli questa giustizia.
19.29 la divina giustizia fa suo specchio,
19.30 che 'l vostro non l'apprende con velame.

19.31 Sapete come attento io m'apparecchio
19.32 ad ascoltar; sapete qual è quello
19.33 dubbio che m'è digiun cotanto vecchio».

19.34 Quasi falcone ch'esce del cappello,mostra/nascondi nota pa-19-34 cappello: cappuccino di cuoio, che i falconieri imponevano al rapace, per conservarlo tranquillo.
19.35 move la testa e con l'ali si plaude,
19.36 voglia mostrando e faccendosi bello,

19.37 vid'io farsi quel segno, che di laude
19.38 de la divina grazia era contesto,mostra/nascondi nota pa-19-38 contesto: contessuto, formato.
19.39 con canti quai si sa chi là sù gaude.

19.40 Poi cominciò: «Colui che volse il sestomostra/nascondi nota pa-19-40 Colui che volse il sesto: Dio, che fece roteare il compasso segnando i confini dell'universo (" lo stremo del mondo ").
19.41 a lo stremo del mondo, e dentro ad esso
19.42 distinse tanto occulto e manifesto,

19.43 non poté suo valor sì fare impressomostra/nascondi nota pa-19-43 suo valor: la sua virtù, in modo che il suo concetto non rimanesse infinitamente superiore ad ogni cosa creata.
19.44 in tutto l'universo, che 'l suo verbo
19.45 non rimanesse in infinito eccesso.

19.46 E ciò fa certo che 'l primo superbo,mostra/nascondi nota pa-19-46 'l primo superbo: Lucifero, che fu la sintesi ( " somma " ) di ogni creatura.
19.47 che fu la somma d'ogne creatura,mostra/nascondi nota pa-19-47 cadde acerbo: peccò senza aver potuto ricevere la sapienza che poi toccò agli altri angeli.
19.48 per non aspettar lume, cadde acerbo;

19.49 e quinci appar ch'ogne minor natura
19.50 è corto recettacolo a quel benemostra/nascondi nota pa-19-50 è corto recettacolo: non ha capacita sufficiente a concepire quel bene infinito e incommensurabile.
19.51 che non ha fine e sé con sé misura.

19.52 Dunque vostra veduta, che convenemostra/nascondi nota pa-19-52 vostra veduta: la vista della nostra mente, cioè l'intelletto.
19.53 esser alcun de' raggi de la mente
19.54 di che tutte le cose son ripiene,

19.55 non pò da sua natura esser possentemostra/nascondi nota pa-19-55 da sua natura: per la sua natura, che è finita, non può essere tanto possente " che non debba riconoscere essere il suo principio molto di là da quello che le apparisce " (Barbi).
19.56 tanto, che suo principio discerna
19.57 molto di là da quel che l'è parvente.

19.58 Però ne la giustizia sempiterna
19.59 la vista che riceve il vostro mondo,mostra/nascondi nota pa-19-59 la vista: la visione che gli uomini hanno, ricevendola da Dio.
19.60 com'occhio per lo mare, entro s'interna;

19.61 che, ben che da la proda veggia il fondo,mostra/nascondi nota pa-19-61 da la proda: da riva scorge il fondo, in alto mare no.
19.62 in pelago nol vede; e nondimeno
19.63 èli, ma cela lui l'esser profondo.mostra/nascondi nota pa-19-63 èli : evvi, vi è (li = vi).

19.64 Lume non è, se non vien dal serenomostra/nascondi nota pa-19-64 Lume non è: non v'è altro mezzo di conoscerla all'infuori della Rivelazione.
19.65 che non si turba mai; anzi è tenebra
19.66 od ombra de la carne o suo veleno.

19.67 Assai t'è mo aperta la latebramostra/nascondi nota pa-19-67 la latebra: il nascondiglio.
19.68 che t'ascondeva la giustizia viva,
19.69 di che facei question cotanto crebra;mostra/nascondi nota pa-19-69 crebra: frequente, assillante.

19.70 ché tu dicevi: "Un uom nasce a la riva
19.71 de l'Indo, e quivi non è chi ragioni
19.72 di Cristo né chi legga né chi scriva;mostra/nascondi nota pa-19-72 legga: insegni (cfr. c. X,137 e l'ital. lettore nelle Università).

19.73 e tutti suoi voleri e atti buoni
19.74 sono, quanto ragione umana vede,
19.75 sanza peccato in vita o in sermoni.mostra/nascondi nota pa-19-75 in vita o in sermoni: in opere o in parole. E' frase biblica: " Vir potens in opere et sermone " (Luca, XXIV, 19).

19.76 Muore non battezzato e sanza fede:
19.77 ov'è questa giustizia che 'l condanna?
19.78 ov'è la colpa sua, se ei non crede?"

19.79 Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna,mostra/nascondi nota pa-19-79 a scranna: in cattedra, come giudice.
19.80 per giudicar di lungi mille miglia
19.81 con la veduta corta d'una spanna?mostra/nascondi nota pa-19-81 spanna: un palmo (cfr. Inf. VI, 25).

19.82 Certo a colui che meco s'assottiglia,mostra/nascondi nota pa-19-82 meco s'assottiglia: rivolge sottili considerazioni in merito alla giustizia divina, di cui io sono l'immagine.
19.83 se la Scrittura sovra voi non fosse,
19.84 da dubitar sarebbe a maraviglia.

19.85 Oh terreni animali! oh menti grosse!
19.86 La prima volontà, ch'è da sé buona,mostra/nascondi nota pa-19-86 La prima volontà: la volontà di Dio, che è sempre buona.
19.87 da sé, ch'è sommo ben, mai non si mosse.

19.88 Cotanto è giusto quanto a lei consuona:mostra/nascondi nota pa-19-88 consuona: è conforme; insomma, soltanto ciò che è conforme alla divina volontà è giusto e anche buono.
19.89 nullo creato bene a sé la tira,
19.90 ma essa, radiando, lui cagiona».

19.91 Quale sovresso il nido si rigira
19.92 poi c'ha pasciuti la cicogna i figli,
19.93 e come quel ch'è pasto la rimira;mostra/nascondi nota pa-19-93 quel ch'è pasto: quello, dei figli, che è pasciuto.

19.94 cotal si fece, e sì levai i cigli,
19.95 la benedetta imagine, che l'ali
19.96 movea sospinte da tanti consigli.

19.97 Roteando cantava, e dicea: «Quali
19.98 son le mie note a te, che non le 'ntendi,mostra/nascondi nota pa-19-98 le mie note: il mio canto che tu non comprendi.
19.99 tal è il giudicio etterno a voi mortali».

19.100 Poi si quetaro quei lucenti incendimostra/nascondi nota pa-19-100 Poi: poiché (cfr. Purg. c. X, 1).
19.101 de lo Spirito Santo ancor nel segnomostra/nascondi nota pa-19-101 nel segno: l'aquila, che i Romani portavano come insegna.
19.102 che fé i Romani al mondo reverendi,

19.103 esso ricominciò: «A questo regno
19.104 non salì mai chi non credette 'n Cristo,
19.105 né pria né poi ch'el si chiavasse al legno.mostra/nascondi nota pa-19-105 ch'el si chiavasse: che egli fosse inchiodato alla croce.

19.106 Ma vedi: molti gridan "Cristo, Cristo!",
19.107 che saranno in giudicio assai men propemostra/nascondi nota pa-19-107 men prope: meno vicino; è un latinismo.
19.108 a lui, che tal che non conosce Cristo;

19.109 e tai Cristian dannerà l'Etiòpe,mostra/nascondi nota pa-19-109 l'Etiòpe: in generale, per i non Cristiani.
19.110 quando si partiranno i due collegi,mostra/nascondi nota pa-19-110 i due collegi: le due schiere, che si dividevano al momento del Giudizio, beati e reprobi (" inope ", povero di grazia; cfr. lat. "inops").
19.111 l'uno in etterno ricco e l'altro inòpe.

19.112 Che poran dir li Perse a' vostri regi,mostra/nascondi nota pa-19-112 li Perse: i Persiani, in generale, come al v. 109, per non Cristiani.
19.113 come vedranno quel volume aperto
19.114 nel qual si scrivon tutti suoi dispregi?mostra/nascondi nota pa-19-114 suoi dispregi: le loro azioni spregevoli. Dante insiste sulla necessità delle opere, che accompagnino la Fede.

19.115 Lì si vedrà, tra l'opere d'Alberto,mostra/nascondi nota pa-19-115 tra l'opere d'Alberto: tra le imprese di Alberto d'Asburgo, quella che sarà scritta sul libro divino e per la quale il regno di Boemia (" di Praga ", la capitale) sarà devastato (" diserto ").
19.116 quella che tosto moverà la penna,
19.117 per che 'l regno di Praga fia diserto.

19.118 Lì si vedrà il duol che sovra Sennamostra/nascondi nota pa-19-118 il duol: il dolore arrecato alla Francia ( " Senna " ), con i suoi falsi, da Filippo il Bello, che sarà ucciso da un cinghiale (" cotenna ") durante una caccia. L'accusa è di aver falsificato la moneta francese (apprestando una lega d'oro inferiore al valore nominale) con grave danno economico per il Paese, pur di procurarsi i mezzi necessarii alla guerra contro la Fiandra.
19.119 induce, falseggiando la moneta,
19.120 quel che morrà di colpo di cotenna.

19.121 Lì si vedrà la superbia ch'asseta,
19.122 che fa lo Scotto e l'Inghilese folle,mostra/nascondi nota pa-19-122 lo Scotto e l'Inghilese folle: che rende pazzi i re di Scozia e d'Inghilterra, tanto che nessuno dei due potrà sopportare di rimanere entro i propri confini. Si tratta di Roberto Bruce di Scozia ed Edoardo I d'Inghilterra, in lotta tra loro sino al 1307. Ma poiché il secondo, in Purg. VII 132, è ben visto, molti preferiscono vedere nell'"Inghilese" Edoardo II, successore dal 1307; il quale pure regnò in ritardo rispetto ai tempi considerati dall'Aquila.
19.123 sì che non può soffrir dentro a sua meta.

19.124 Vedrassi la lussuria e 'l viver molle
19.125 di quel di Spagna e di quel di Boemme,mostra/nascondi nota pa-19-125 quel di Spagna…quel di Boemme: Ferdinando IV, re di Castiglia, l'uno e Venceslao IV di Boemia, (" Boemme "), l'altro.
19.126 che mai valor non conobbe né volle.

19.127 Vedrassi al Ciotto di Ierusalemmemostra/nascondi nota pa-19-127 Ciotto: zoppo; è Carlo II, re di Napoli, cui spettava anche il titolo di re di Gerusalemme. Le sue buone azioni saranno segnate con la cifra indicante l'unità (la I romana) e le sue malefatte con il segno delle migliaia (l'" emme ").
19.128 segnata con un i la sua bontate,
19.129 quando 'l contrario segnerà un emme.

19.130 Vedrassi l'avarizia e la viltate
19.131 di quei che guarda l'isola del foco,mostra/nascondi nota pa-19-131 l'isola del foco: la Sicilia, dove, a Trapani, morì Anchise, padre di Enea. Quegli che " guarda l'isola " è Federico II.
19.132 ove Anchise finì la lunga etate;

19.133 e a dare ad intender quanto è poco,
19.134 la sua scrittura fian lettere mozze,mostra/nascondi nota pa-19-134 lettere mozze: abbreviature, che consentiranno di annotare molte cose in un piccolo spazio.
19.135 che noteranno molto in parvo loco.

19.136 E parranno a ciascun l'opere sozze
19.137 del barba e del fratel, che tanto egregiamostra/nascondi nota pa-19-137 del barba: dello zio (" barba " è voce settentrionale, usata in tal senso) di Federico, cioè Giacomo re di Maiorca e " del fratel ", cioè Giacomo II, re di Sicilia.
19.138 nazione e due corone han fatte bozze.mostra/nascondi nota pa-19-138 bozze: disonorate.

19.139 E quel di Portogallo e di Norvegiamostra/nascondi nota pa-19-139 quel di Portogallo: Dionisio l'Agricola; "di Norvegia": Acone VII Gambalunga; "di Rascia": Stefano Urosio II Milutino, re di Rascia (che comprendeva parte della Dalmazia, della Croazia, della Bosnia e della Serbia). Falsificò le monete di Venezia ( " Vinegia " ).
19.140 lì si conosceranno, e quel di Rascia
19.141 che male ha visto il conio di Vinegia.

19.142 Oh beata Ungheria, se non si lascia
19.143 più malmenare! e beata Navarra,
19.144 se s'armasse del monte che la fascia!mostra/nascondi nota pa-19-144 del monte: dei Pirenei.

19.145 E creder de' ciascun che già, per arramostra/nascondi nota pa-19-145 per arra: come anticipazione.
19.146 di questo, Niccosìa e Famagostamostra/nascondi nota pa-19-146 Niccosìa e Famagosta: città dell'isola di Cipro, i cui abitanti si lamentano e levano rimproveri ("garra" cfr. Inf. c.XV, 92) a causa del loro re (" lor bestia ") Arrigo II di Lusignano, d'origine francese, che non si scosta dal fianco degli altri cattivi governanti.
19.147 per la lor bestia si lamenti e garra,

19.148 che dal fianco de l'altre non si scosta».

Paradiso : Canto 20

20.1 Quando colui che tutto 'l mondo allumamostra/nascondi nota pa-20-1 Quando colui: si riteneva, ai tempi di Dante, che soltanto il sole illuminasse in ogni dove l'universo.
20.2 de l'emisperio nostro sì discende,
20.3 che 'l giorno d'ogne parte si consuma,

20.4 lo ciel, che sol di lui prima s'accende,
20.5 subitamente si rifà parvente
20.6 per molte luci, in che una risplende;mostra/nascondi nota pa-20-6 molte luci: tante stelle, che sono come lo specchio dell'unica luce del sole.

20.7 e questo atto del ciel mi venne a mente,
20.8 come 'l segno del mondo e de' suoi duci
20.9 nel benedetto rostro fu tacente;

20.10 però che tutte quelle vive luci,
20.11 vie più lucendo, cominciaron canti
20.12 da mia memoria labili e caduci.

20.13 O dolce amor che di riso t'ammanti,
20.14 quanto parevi ardente in que' flailli,mostra/nascondi nota pa-20-14 in que' flailli: in quei piccoli flauti; tanto armonioso era il canto (cfr. lat. "flare": suonare strumenti a fiato).
20.15 ch'avieno spirto sol di pensier santi!

20.16 Poscia che i cari e lucidi lapillimostra/nascondi nota pa-20-16 lapilli: piccole pietre preziose, gemme.
20.17 ond'io vidi ingemmato il sesto lume
20.18 puoser silenzio a li angelici squilli,

20.19 udir mi parve un mormorar di fiume
20.20 che scende chiaro giù di pietra in pietra,
20.21 mostrando l'ubertà del suo cacume.

20.22 E come suono al collo de la cetramostra/nascondi nota pa-20-22 al collo: all'impugnatura " della chitarra, dove tiene lo sonatore le dita de la mano sinistra " (Buti); per modularne i toni.
20.23 prende sua forma, e sì com'al pertugio
20.24 de la sampogna vento che penètra,

20.25 così, rimosso d'aspettare indugio,
20.26 quel mormorar de l'aguglia salissi
20.27 su per lo collo, come fosse bugio.mostra/nascondi nota pa-20-27 bugio : bucato, cioè vuoto all'interno.

20.28 Fecesi voce quivi, e quindi uscissi
20.29 per lo suo becco in forma di parole,
20.30 quali aspettava il core ov'io le scrissi.

20.31 «La parte in me che vede e pate il solemostra/nascondi nota pa-20-31 e pate il sole: ed è capace di sopportare la luce del sole (cfr. c. I, n. 48).
20.32 ne l'aguglie mortali», incominciommi,
20.33 «or fisamente riguardar si vole,

20.34 perché d'i fuochi ond'io figura fommi,mostra/nascondi nota pa-20-34 fommi: mi faccio, mi configuro.
20.35 quelli onde l'occhio in testa mi scintilla,
20.36 e' di tutti lor gradi son li sommi.

20.37 Colui che luce in mezzo per pupilla,
20.38 fu il cantor de lo Spirito Santo,mostra/nascondi nota pa-20-38 il cantor de lo Spirito Santo: David, re di Israele; per l'" arca ", cfr. Purg. c. X, 55 e segg. e n. 56.
20.39 che l'arca traslatò di villa in villa:

20.40 ora conosce il merto del suo canto,
20.41 in quanto effetto fu del suo consiglio,mostra/nascondi nota pa-20-41 del suo consiglio: della sua personale deliberazione, e non soltanto dell'ispirazione divina.
20.42 per lo remunerar ch'è altrettanto.

20.43 Dei cinque che mi fan cerchio per ciglio,
20.44 colui che più al becco mi s'accosta,
20.45 la vedovella consolò del figlio:mostra/nascondi nota pa-20-45 la vedovella: è Traiano, ricordato per l'episodio della vedovella (cfr. Purg. c. X, n. 83).

20.46 ora conosce quanto caro costa
20.47 non seguir Cristo, per l'esperienza
20.48 di questa dolce vita e de l'opposta.mostra/nascondi nota pa-20-48 de l'opposta: Traiano ebbe esperienza dell'Inferno, dove fu prima di essere assunto in Paradiso. Cfr. v. 106.

20.49 E quel che segue in la circunferenzamostra/nascondi nota pa-20-49 E quel: Ezechia, il quale, conosciuta prossima la sua morte, si volse a Dio con gran pianto e ottenne di vivere per altri quindici anni, che Dante afferma trascorresse in penitenza.
20.50 di che ragiono, per l'arco superno,
20.51 morte indugiò per vera penitenza:

20.52 ora conosce che 'l giudicio etterno
20.53 non si trasmuta, quando degno precomostra/nascondi nota pa-20-53 quando degno preco: quando una preghiera, sia pur degna ed esaudita, in terra rinvia a domani ("fa crastino") ciò che deve accadere oggi (" l'odierno ").
20.54 fa crastino là giù de l'odierno.

20.55 L'altro che segue, con le leggi e meco,mostra/nascondi nota pa-20-55 L'altro che segue: Costantino, che passò a Bisanzio (" si fece greco ") per favorire il pontefice, cedendogli Roma, con buona intenzione che diede cattivi frutti (cfr. Inf. c. XIX, 115).
20.56 sotto buona intenzion che fé mal frutto,
20.57 per cedere al pastor si fece greco:

20.58 ora conosce come il mal dedutto
20.59 dal suo bene operar non li è nocivo,
20.60 avvegna che sia 'l mondo indi distrutto.mostra/nascondi nota pa-20-60 indi: per l'avidità di beni temporali, suscitata nei papi.

20.61 E quel che vedi ne l'arco declivo,mostra/nascondi nota pa-20-61 arco declivo: l'arco cigliare che declina dalla parte opposta al becco.
20.62 Guiglielmo fu, cui quella terra ploramostra/nascondi nota pa-20-62 Guiglielmo: Guglielmo II il Buono, re di Sicilia, rimpianto a lungo, quando gli successero Carlo II (il " Ciotto " cfr. c. XIX, 127) e Federico II.
20.63 che piagne Carlo e Federigo vivo:

20.64 ora conosce come s'innamora
20.65 lo ciel del giusto rege, e al sembiante
20.66 del suo fulgore il fa vedere ancora.

20.67 Chi crederebbe giù nel mondo errante,
20.68 che Rifeo Troiano in questo tondomostra/nascondi nota pa-20-68 Rifeo: di questo pagano, Virgilio scrisse " iustissimus unus…et servantissimus aequi " (cfr. En. II, 426 e segg.), il che spiega perché Dante lo abbia posto nel cielo di Giove.
20.69 fosse la quinta de le luci sante?

20.70 Ora conosce assai di quel che 'l mondo
20.71 veder non può de la divina grazia,
20.72 ben che sua vista non discerna il fondo».mostra/nascondi nota pa-20-72 non discerna il fondo: la mente di Dio è imperscrutabile.

20.73 Quale allodetta che 'n aere si spaziamostra/nascondi nota pa-20-73 allodetta: lodoletta (cfr. lat. "alauda").
20.74 prima cantando, e poi tace contenta
20.75 de l'ultima dolcezza che la sazia,

20.76 tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta
20.77 de l'etterno piacere, al cui disio
20.78 ciascuna cosa qual ell'è diventa.

20.79 E avvegna ch'io fossi al dubbiar mio
20.80 lì quasi vetro a lo color ch'el veste,mostra/nascondi nota pa-20-80 quasi vetro: come il vetro, attraverso il quale traspare un colore posto dietro ad esso.
20.81 tempo aspettar tacendo non patio,mostra/nascondi nota pa-20-81 non patio: il dubbio non mi concesse tregua.

20.82 ma de la bocca, «Che cose son queste?»,
20.83 mi pinse con la forza del suo peso:
20.84 per ch'io di coruscar vidi gran feste.

20.85 Poi appresso, con l'occhio più acceso,
20.86 lo benedetto segno mi rispuose
20.87 per non tenermi in ammirar sospeso:

20.88 «Io veggio che tu credi queste cose
20.89 perch'io le dico, ma non vedi come;
20.90 sì che, se son credute, sono ascose.

20.91 Fai come quei che la cosa per nome
20.92 apprende ben, ma la sua quiditatemostra/nascondi nota pa-20-92 la sua quiditate: la sua intima essenza non riesce a vedere, se altri non la manifesta (" prome ", latinismo).
20.93 veder non può se altri non la prome.

20.94 Regnum celorum violenza patemostra/nascondi nota pa-20-94 Regnum coelorum: il regno dei cieli si lascia vincere dall'amore e dalla speranza con cui gli uomini ad esso si rivolgono; ma non come accade tra gli uomini che l'uno sopraffà (" sobranza ") l'altro; anzi qui è la divina volontà a vincere, perché vuole essere vinta e, pur essendo vinta, vince con la sua benignità. Viene qui in parte ritagliata, in parte volgarizzata e chiosata una celebre massima evangelica: "Regnum coelorum vim patitur et violenti rapiunt illud" (Matth., XI 12).
20.95 da caldo amore e da viva speranza,
20.96 che vince la divina volontate:

20.97 non a guisa che l'omo a l'om sobranza,
20.98 ma vince lei perché vuole esser vinta,
20.99 e, vinta, vince con sua beninanza.

20.100 La prima vita del ciglio e la quintamostra/nascondi nota pa-20-100 La prima… e la quinta: Traiano e Rifeo.
20.101 ti fa maravigliar, perché ne vedi
20.102 la region de li angeli dipinta.

20.103 D'i corpi suoi non uscir, come credi,
20.104 Gentili, ma Cristiani, in ferma fedemostra/nascondi nota pa-20-104 Gentili: pagani.
20.105 quel de' passuri e quel d'i passi piedi.mostra/nascondi nota pa-20-105 quel de' passuri: l'uno, Rifeo, credente nel futuro sacrificio di Cristo sulla croce, l'altro, Traiano, credente nel sacrificio compiuto. Per " passuri " cfr. lat. "passurus" = che è per patire; per " passi " cfr. lat. "passus" = che ha patito.

20.106 Ché l'una de lo 'nferno, u' non si riede
20.107 già mai a buon voler, tornò a l'ossa;mostra/nascondi nota pa-20-107 a buon voler: grazie al pentimento.
20.108 e ciò di viva spene fu mercede:mostra/nascondi nota pa-20-108 e ciò: il fatto che Traiano tornò nel corpo mortale per ricevere il Battesimo, fu premio alle preghiere di San Gregorio I (cfr. Purg. c. X, n. 74).

20.109 di viva spene, che mise la possa
20.110 ne' prieghi fatti a Dio per suscitarla,
20.111 sì che potesse sua voglia esser mossa.mostra/nascondi nota pa-20-111 sì che potesse: sì che la sua determinazione di farsi cristiano potesse essere mossa dopo la miracolosa resurrezione.

20.112 L'anima gloriosa onde si parla,
20.113 tornata ne la carne, in che fu poco,mostra/nascondi nota pa-20-113 fu poco: fu appena per il tempo necessario a chiedere il Battesimo.
20.114 credette in lui che potea aiutarla;

20.115 e credendo s'accese in tanto foco
20.116 di vero amor, ch'a la morte seconda
20.117 fu degna di venire a questo gioco.mostra/nascondi nota pa-20-117 gioco: "Gioco è effetto e segno di letizia " (Torraca).

20.118 L'altra, per grazia che da sì profondamostra/nascondi nota pa-20-118 L'altra: l'anima di Rifeo.
20.119 fontana stilla, che mai creatura
20.120 non pinse l'occhio infino a la prima onda,

20.121 tutto suo amor là giù pose a drittura:
20.122 per che, di grazia in grazia, Dio li aperse
20.123 l'occhio a la nostra redenzion futura;

20.124 ond'ei credette in quella, e non sofferse
20.125 da indi il puzzo più del paganesmo;
20.126 e riprendiene le genti perverse.

20.127 Quelle tre donne li fur per battesmomostra/nascondi nota pa-20-127 Quelle tre donne: Fede, Speranza e Carità, già viste accanto alla ruota destra del carro della Chiesa (cfr. Purg. c. XXIX, 121 e segg.), più di un migliaio di anni (" millesmo ") prima che fosse istituito, gli valsero come Battesimo.
20.128 che tu vedesti da la destra rota,
20.129 dinanzi al battezzar più d'un millesmo.

20.130 O predestinazion, quanto remota
20.131 è la radice tua da quelli aspetti
20.132 che la prima cagion non veggion tota!

20.133 E voi, mortali, tenetevi strettimostra/nascondi nota pa-20-133 stretti: guardinghi, prudenti.
20.134 a giudicar; ché noi, che Dio vedemo,
20.135 non conosciamo ancor tutti li eletti;

20.136 ed ènne dolce così fatto scemo,mostra/nascondi nota pa-20-136 così fatto scemo: così limitato.
20.137 perché il ben nostro in questo ben s'affina,
20.138 che quel che vole Iddio, e noi volemo».

20.139 Così da quella imagine divina,
20.140 per farmi chiara la mia corta vista,
20.141 data mi fu soave medicina.

20.142 E come a buon cantor buon citarista
20.143 fa seguitar lo guizzo de la corda,
20.144 in che più di piacer lo canto acquista,

20.145 sì, mentre ch'e' parlò, sì mi ricorda
20.146 ch'io vidi le due luci benedette,
20.147 pur come batter d'occhi si concorda,

20.148 con le parole mover le fiammette.

Paradiso : Canto 21

21.1 Già eran li occhi miei rifissi al volto
21.2 de la mia donna, e l'animo con essi,
21.3 e da ogne altro intento s'era tolto.

21.4 E quella non ridea; ma «S'io ridessi»,
21.5 mi cominciò, «tu ti faresti quale
21.6 fu Semelè quando di cener fessi;mostra/nascondi nota pa-21-6 Semelè: Semele, figlia di Cadmo, fu amata da Giove, dalquale generò Bacco. Subdolamente consigliata dalla gelosa Giunone, volle vedere Giove in tutto il suo splendore e ne rimase incenerita.

21.7 ché la bellezza mia, che per le scale
21.8 de l'etterno palazzo più s'accende,
21.9 com'hai veduto, quanto più si sale,

21.10 se non si temperasse, tanto splende,
21.11 che 'l tuo mortal podere, al suo fulgore,
21.12 sarebbe fronda che trono scoscende.mostra/nascondi nota pa-21-12 sarebbe fronda: sarebbe come ramo che il tuono ("trono ") cioè la folgore, spezza ( " scoscende " ).

21.13 Noi sem levati al settimo splendore,mostra/nascondi nota pa-21-13 settimo splendore: il cielo di Saturno, ove si trovano gli spiriti contemplativi, che, al tempo del viaggio oltremondano, si trovava in congiunzione col segno del Leone.
21.14 che sotto 'l petto del Leone ardente
21.15 raggia mo misto giù del suo valore.

21.16 Ficca di retro a li occhi tuoi la mente,
21.17 e fa di quelli specchi a la figuramostra/nascondi nota pa-21-17 a la figura: all'immagine della scala d'oro (cfr. vv 28-29).
21.18 che 'n questo specchio ti sarà parvente».

21.19 Qual savesse qual era la pasturamostra/nascondi nota pa-21-19 qual era la pastura: con quale gaudio si pascesse il mio sguardo nel beato aspetto di Beatrice.
21.20 del viso mio ne l'aspetto beato
21.21 quand'io mi trasmutai ad altra cura,

21.22 conoscerebbe quanto m'era a grato
21.23 ubidire a la mia celeste scorta,
21.24 contrapesando l'un con l'altro lato.mostra/nascondi nota pa-21-24 l'un con l'altro lato: il piacere di ammirarla e di obbedirle.

21.25 Dentro al cristallo che 'l vocabol porta,mostra/nascondi nota pa-21-25 cristallo: il pianeta luminoso che porta il nome di Saturno, sotto la cui guida il mondo conobbe l'età dell'oro (" sotto cui giacque ogne malizia morta").
21.26 cerchiando il mondo, del suo caro duce
21.27 sotto cui giacque ogne malizia morta,

21.28 di color d'oro in che raggio traluce
21.29 vid'io uno scaleo eretto in suso
21.30 tanto, che nol seguiva la mia luce.

21.31 Vidi anche per li gradi scender giuso
21.32 tanti splendor, ch'io pensai ch'ogne lume
21.33 che par nel ciel, quindi fosse diffuso.mostra/nascondi nota pa-21-33 quindi: per quella scala.

21.34 E come, per lo natural costume,
21.35 le pole insieme, al cominciar del giorno,mostra/nascondi nota pa-21-35 le pole: le piche, o, per altri, le cornacchie.
21.36 si movono a scaldar le fredde piume;

21.37 poi altre vanno via sanza ritorno,
21.38 altre rivolgon sé onde son mosse,
21.39 e altre roteando fan soggiorno;

21.40 tal modo parve me che quivi fosse
21.41 in quello sfavillar che 'nsieme venne,
21.42 sì come in certo grado si percosse.mostra/nascondi nota pa-21-42 sì come…: non appena ebbero raggiunto un certo gradino.

21.43 E quel che presso più ci si ritenne,mostra/nascondi nota pa-21-43 E quel: e quello spirito.
21.44 si fé sì chiaro, ch'io dicea pensando:
21.45 `Io veggio ben l'amor che tu m'accenne.

21.46 Ma quella ond'io aspetto il come e 'l quando
21.47 del dire e del tacer, si sta; ond'io,
21.48 contra 'l disio, fo ben ch'io non dimando'.

21.49 Per ch'ella, che vedea il tacer mio
21.50 nel veder di colui che tutto vede,
21.51 mi disse: «Solvi il tuo caldo disio».

21.52 E io incominciai: «La mia mercedemostra/nascondi nota pa-21-52 La mia mercede: i miei meriti (cfr. Inf. c. IV 34).
21.53 non mi fa degno de la tua risposta;
21.54 ma per colei che 'l chieder mi concede,

21.55 vita beata che ti stai nascosta
21.56 dentro a la tua letizia, fammi nota
21.57 la cagion che sì presso mi t'ha posta;

21.58 e di' perché si tace in questa rota
21.59 la dolce sinfonia di paradiso,mostra/nascondi nota pa-21-59 la dolce sinfonia: il canto dei beati, ascoltato nei cieli inferiori (cfr. c. III. 122, c. V, 104, ecc.).
21.60 che giù per l'altre suona sì divota».

21.61 «Tu hai l'udir mortal sì come il viso»,mostra/nascondi nota pa-21-61 sì come il viso: come la vista, cioè tale da esser sopraffatto dallo splendore e dal suono Celesti.
21.62 rispuose a me; «onde qui non si canta
21.63 per quel che Beatrice non ha riso.

21.64 Giù per li gradi de la scala santa
21.65 discesi tanto sol per farti festa
21.66 col dire e con la luce che mi ammanta;

21.67 né più amor mi fece esser più presta;
21.68 ché più e tanto amor quinci sù ferve,mostra/nascondi nota pa-21-68 ché più: ché spiriti ardenti d'amore più di me e quanto me sono da questo gradino in sù (" quinci su ").
21.69 sì come il fiammeggiar ti manifesta.

21.70 Ma l'alta carità, che ci fa serve
21.71 pronte al consiglio che 'l mondo governa,
21.72 sorteggia qui sì come tu osserve».mostra/nascondi nota pa-21-72 sorteggia: ci elegge a questo ufficio.

21.73 «Io veggio ben», diss'io, «sacra lucerna,
21.74 come libero amore in questa cortemostra/nascondi nota pa-21-74 libero amore: un atto d'amore spontaneo, e non una imposizione, spinge i beati ad obbedire agli imperscrutabili disegni divini.
21.75 basta a seguir la provedenza etterna;

21.76 ma questo è quel ch'a cerner mi par forte,mostra/nascondi nota pa-21-76 a cerner: ad intendere.
21.77 perché predestinata fosti sola
21.78 a questo officio tra le tue consorte».

21.79 Né venni prima a l'ultima parola,
21.80 che del suo mezzo fece il lume centro,
21.81 girando sé come veloce mola;mostra/nascondi nota pa-21-81 mola: la ruota del molino, la macina.

21.82 poi rispuose l'amor che v'era dentro:
21.83 «Luce divina sopra me s'appunta,
21.84 penetrando per questa in ch'io m'inventro,mostra/nascondi nota pa-21-84 per questa: attraverso questa luce, nel cui seno io sto rinchiuso (" m'inventro " ).

21.85 la cui virtù, col mio veder congiunta,
21.86 mi leva sopra me tanto, ch'i' veggio
21.87 la somma essenza de la quale è munta.mostra/nascondi nota pa-21-87 la somma essenza: Dio, da cui la luce promana (" è munta ").

21.88 Quinci vien l'allegrezza ond'io fiammeggio;
21.89 per ch'a la vista mia, quant'ella è chiara,
21.90 la chiarità de la fiamma pareggio.

21.91 Ma quell'alma nel ciel che più si schiara,
21.92 quel serafin che 'n Dio più l'occhio ha fisso,
21.93 a la dimanda tua non satisfara,mostra/nascondi nota pa-21-93 non satisfara: non potrebbe soddisfare.

21.94 però che sì s'innoltra ne lo abisso
21.95 de l'etterno statuto quel che chiedi,
21.96 che da ogne creata vista è scisso.

21.97 E al mondo mortal, quando tu riedi,
21.98 questo rapporta, sì che non presumma
21.99 a tanto segno più mover li piedi.

21.100 La mente, che qui luce, in terra fumma;mostra/nascondi nota pa-21-100 in terra fumma: è come offuscata da una caligine.
21.101 onde riguarda come può là giùe
21.102 quel che non pote perché 'l ciel l'assumma».mostra/nascondi nota pa-21-102 perché 'l ciel…: per quanto il cielo l'abbia fatta sua, conferendole un potere sconosciuto in terra.

21.103 Sì mi prescrisser le parole sue,
21.104 ch'io lasciai la quistione e mi ritrassi
21.105 a dimandarla umilmente chi fue.

21.106 «Tra ' due liti d'Italia surgon sassi,mostra/nascondi nota pa-21-106 Tra' due liti: tra il litorale Adriatico e il Tirreno sorge l'Appennino centrale ( " sassi " ).
21.107 e non molto distanti a la tua patria,
21.108 tanto che ' troni assai suonan più bassi,

21.109 e fanno un gibbo che si chiama Catria,mostra/nascondi nota pa-21-109 un gibbo: una gobba, il monte Catria, vicino Gubbio.
21.110 di sotto al quale è consecrato un ermo,
21.111 che suole esser disposto a sola latria».mostra/nascondi nota pa-21-111 latria: "è servitù dovuta a solo Iddio " (Buti); cfr. il greco "latreia" (adorazione).

21.112 Così ricominciommi il terzo sermo;
21.113 e poi, continuando, disse: «Quivi
21.114 al servigio di Dio mi fe' sì fermo,

21.115 che pur con cibi di liquor d'ulivimostra/nascondi nota pa-21-115 pur con cibi: sol con cibi conditi d'olio.
21.116 lievemente passava caldi e geli,
21.117 contento ne' pensier contemplativi.

21.118 Render solea quel chiostro a questi cielimostra/nascondi nota pa-21-118 Render solea: era solito render fertile messe di anime.
21.119 fertilemente; e ora è fatto vano,mostra/nascondi nota pa-21-119 vano: inutile, perché i monaci non vi si santificano.
21.120 sì che tosto convien che si riveli.

21.121 In quel loco fu' io Pietro Damiano,mostra/nascondi nota pa-21-121 Pietro Damiano: Pietro nacque a Ravenna nel 1007 e si chiamò Damiano dal nome del fratello, che gli fece da padre. Visse nel monastero di Santa Croce in Avellana e nel 1057 fu eletto cardinale; ma, poco dopo, preferì tornare al monastero. Morì nel 1072. In molte sue lettere amò firmarsi Pietro Peccatore, con il qual nome, secondo quanto si credeva ai tempi di Dante, fondò la Chiesa di S. Maria in Porto, sul litorale adriatico; ma poi sappiamo che quella chiesa fu fondata invece da Pietro degli Onesti, dopo la morte di Damiano. Di qui le diverse interpretazioni di questi versi e le relative polemiche, che tralasciamo.
21.122 e Pietro Peccator fu' ne la casa
21.123 di Nostra Donna in sul lito adriano.

21.124 Poca vita mortal m'era rimasa,
21.125 quando fui chiesto e tratto a quel cappello,
21.126 che pur di male in peggio si travasa.

21.127 Venne Cefàs e venne il gran vasellomostra/nascondi nota pa-21-127 Cefàs: Pietro, chiamato col nome ebraico Cephas = pietra, che Cristo attribuì a Simone pescatore. Il gran vasello è San Paolo (cfr. Inf. c. II, 28).
21.128 de lo Spirito Santo, magri e scalzi,
21.129 prendendo il cibo da qualunque ostello.

21.130 Or voglion quinci e quindi chi rincalzimostra/nascondi nota pa-21-130 chi rincalzi: chi li sostenga di qua e di là.
21.131 li moderni pastori e chi li meni,
21.132 tanto son gravi, e chi di rietro li alzi.

21.133 Cuopron d'i manti loro i palafreni,mostra/nascondi nota pa-21-133 i palafreni: i cavalli di razza.
21.134 sì che due bestie van sott'una pelle:
21.135 oh pazienza che tanto sostieni!».

21.136 A questa voce vid'io più fiammelle
21.137 di grado in grado scendere e girarsi,
21.138 e ogne giro le facea più belle.

21.139 Dintorno a questa vennero e fermarsi,
21.140 e fero un grido di sì alto suono,
21.141 che non potrebbe qui assomigliarsi;

21.142 né io lo 'ntesi, sì mi vinse il tuono.

Paradiso : Canto 22

22.1 Oppresso di stupore, a la mia guida
22.2 mi volsi, come parvol che ricorre
22.3 sempre colà dove più si confida;mostra/nascondi nota pa-22-3 colà: alla madre.

22.4 e quella, come madre che soccorre
22.5 sùbito al figlio palido e anelo
22.6 con la sua voce, che 'l suol ben disporre,

22.7 mi disse: «Non sai tu che tu se' in cielo?
22.8 e non sai tu che 'l cielo è tutto santo,
22.9 e ciò che ci si fa vien da buon zelo?

22.10 Come t'avrebbe trasmutato il canto,
22.11 e io ridendo, mo pensar lo puoi,
22.12 poscia che 'l grido t'ha mosso cotanto;

22.13 nel qual, se 'nteso avessi i prieghi suoi,
22.14 già ti sarebbe nota la vendettamostra/nascondi nota pa-22-14 la vendetta: la giusta punizione dei " moderni pastori ".
22.15 che tu vedrai innanzi che tu muoi.

22.16 La spada di qua sù non taglia in fretta
22.17 né tardo, ma' ch'al parer di coluimostra/nascondi nota pa-22-17 ma' ch'al parer: tranne che nel pensiero di colui che l'aspetta, con desiderio o con timore.
22.18 che disiando o temendo l'aspetta.

22.19 Ma rivolgiti omai inverso altrui;
22.20 ch'assai illustri spiriti vedrai,
22.21 se com'io dico l'aspetto redui».mostra/nascondi nota pa-22-21 l'aspetto redui: riconduci lo sguardo.

22.22 Come a lei piacque, li occhi ritornai,
22.23 e vidi cento sperule che 'nsiememostra/nascondi nota pa-22-23 sperule: piccole sfere o sferette.
22.24 più s'abbellivan con mutui rai.

22.25 Io stava come quei che 'n sé repreme
22.26 la punta del disio, e non s'attenta
22.27 di domandar, sì del troppo si teme;mostra/nascondi nota pa-22-27 del troppo: di eccedere oltre il limite del giusto.

22.28 e la maggiore e la più luculenta
22.29 di quelle margherite innanzi fessi,
22.30 per far di sé la mia voglia contenta.

22.31 Poi dentro a lei udi' : «Se tu vedessi
22.32 com'io la carità che tra noi arde,
22.33 li tuoi concetti sarebbero espressi.

22.34 Ma perché tu, aspettando, non tarde
22.35 a l'alto fine, io ti farò risposta
22.36 pur al pensier, da che sì ti riguarde.mostra/nascondi nota pa-22-36 pur al pensier: soltanto al pensiero che ti guardi dall'esprimere.

22.37 Quel monte a cui Cassino è ne la costamostra/nascondi nota pa-22-37 Quel monte: a Montecassino, nell'antichità pagana, sorgeva un tempio dedicato ad Apollo.
22.38 fu frequentato già in su la cima
22.39 da la gente ingannata e mal disposta;

22.40 e quel son io che sù vi portai primamostra/nascondi nota pa-22-40 e quel son io: San Benedetto, nato a Norcia nel 480, eremita a Subiaco e fondatore del monastero di Montecassino, ove morì nel 543.Per la rigida vocazione eremitica aveva attratto un gran numero di seguaci, che distribuì in dodici monasteri dell'Umbria.
22.41 lo nome di colui che 'n terra addusse
22.42 la verità che tanto ci soblima;

22.43 e tanta grazia sopra me relusse,mostra/nascondi nota pa-22-43 relusse: risplendette.
22.44 ch'io ritrassi le ville circunstanti
22.45 da l'empio cólto che 'l mondo sedusse.mostra/nascondi nota pa-22-45 da l'empio cólto: dall'empio culto pagano.

22.46 Questi altri fuochi tutti contemplanti
22.47 uomini fuoro, accesi di quel caldomostra/nascondi nota pa-22-47 quel caldo: lo spirito di carità che fa nascere le parole ( " i fiori " ) e le opere ( " ' frutti " ) sante.
22.48 che fa nascere i fiori e ' frutti santi.

22.49 Qui è Maccario, qui è Romoaldo,mostra/nascondi nota pa-22-49 Maccario… Romoaldo: il primo è uno dei due San Macario: l'Egiziano o l'Alessandrino; l'altro è San Romualdo degli Onesti, nato a Ravenna circa il 856 e morto nel 1027, benedettino, riformatore e fondatore dell'Ordine dei Camaldolesi, nel 1018, e dell'eremo di Camaldoli nel 1027.
22.50 qui son li frati miei che dentro ai chiostri
22.51 fermar li piedi e tennero il cor saldo».

22.52 E io a lui: «L'affetto che dimostri
22.53 meco parlando, e la buona sembianza
22.54 ch'io veggio e noto in tutti li ardor vostri,

22.55 così m'ha dilatata mia fidanza,
22.56 come 'l sol fa la rosa quando aperta
22.57 tanto divien quant'ell'ha di possanza.

22.58 Però ti priego, e tu, padre, m'accerta
22.59 s'io posso prender tanta grazia, ch'io
22.60 ti veggia con imagine scoverta».mostra/nascondi nota pa-22-60 con imagine scoverta: nella vera sembianza, fuori della luce che la fascia.

22.61 Ond'elli: «Frate, il tuo alto disio
22.62 s'adempierà in su l'ultima spera,mostra/nascondi nota pa-22-62 in su l'ultima spera: nel cielo Empireo.
22.63 ove s'adempion tutti li altri e 'l mio.

22.64 Ivi è perfetta, matura e intera
22.65 ciascuna disianza; in quella sola
22.66 è ogne parte là ove sempr'era,

22.67 perché non è in loco e non s'impola;mostra/nascondi nota pa-22-67 non s'impola: non ha poli, come gli altri cieli, intorno ai quali girare, perché non è estesa nello spazio, ma è tutta compresa nella Mente divina.
22.68 e nostra scala infino ad essa varca,
22.69 onde così dal viso ti s'invola.

22.70 Infin là sù la vide il patriarcamostra/nascondi nota pa-22-70 il patriarca: Giacobbe vide, in sogno, una scala percorsa da angeli, alta fino al cielo (cfr. Genesi XXVIII, 12).
22.71 Iacobbe porger la superna parte,
22.72 quando li apparve d'angeli sì carca.

22.73 Ma, per salirla, mo nessun diparte
22.74 da terra i piedi, e la regola mia
22.75 rimasa è per danno de le carte.mostra/nascondi nota pa-22-75 per danno de le carte: quasi che la carta, su cui si trascrive la regola, sia carta sciupata.

22.76 Le mura che solieno esser badia
22.77 fatte sono spelonche, e le cocollemostra/nascondi nota pa-22-77 le cocolle: le cappe dell'abito monacale sono piene di peccatori (cfr. c. IX, 78 : " coculla " ).
22.78 sacca son piene di farina ria.

22.79 Ma grave usura tanto non si tollemostra/nascondi nota pa-22-79 non si tolle: non si solleva; oppure: non si toglie contro il volere di Dio, tanto quanto l'appropriazione indebita delle rendite ecclesiastiche (" quel frutto " ).
22.80 contra 'l piacer di Dio, quanto quel frutto
22.81 che fa il cor de' monaci sì folle;

22.82 ché quantunque la Chiesa guarda, tuttomostra/nascondi nota pa-22-82 guarda: ha " in custodia; non già in possesso " (Del Lungo).
22.83 è de la gente che per Dio dimanda;
22.84 non di parenti né d'altro più brutto.mostra/nascondi nota pa-22-84 non di parenti: allusione al nepotismo, o, peggio, al malcostume di spendere il denaro dei poveri per concubine e figli illegittimi.

22.85 La carne d'i mortali è tanto blanda,mostra/nascondi nota pa-22-85 blanda: cedevole alle seduzioni, debole.
22.86 che giù non basta buon cominciamento
22.87 dal nascer de la quercia al far la ghianda.mostra/nascondi nota pa-22-87 al far la ghianda: al momento di raccogliere i frutti.

22.88 Pier cominciò sanz'oro e sanz'argento,
22.89 e io con orazione e con digiuno,
22.90 e Francesco umilmente il suo convento;

22.91 e se guardi 'l principio di ciascuno,
22.92 poscia riguardi là dov'è trascorso,
22.93 tu vederai del bianco fatto bruno.mostra/nascondi nota pa-22-93 del bianco fatto bruno: il candore delle virtù macchiato dai turpi vizi.

22.94 Veramente Iordan vòlto retrorsomostra/nascondi nota pa-22-94 Veramente…: in verità, fu cosa più miracolosa il Giordano volto a ritroso, al passaggio di Giosuè, e il Mar Rosso aperto al passaggio di Mosè, che il soccorso di Dio contro la presente corruzione.
22.95 più fu, e 'l mar fuggir, quando Dio volse,
22.96 mirabile a veder che qui 'l soccorso».

22.97 Così mi disse, e indi si raccolse
22.98 al suo collegio, e 'l collegio si strinse;
22.99 poi, come turbo, in sù tutto s'avvolse.

22.100 La dolce donna dietro a lor mi pinse
22.101 con un sol cenno su per quella scala,
22.102 sì sua virtù la mia natura vinse;

22.103 né mai qua giù dove si monta e cala
22.104 naturalmente, fu sì ratto motomostra/nascondi nota pa-22-104 naturalmente: con mezzi naturali.
22.105 ch'agguagliar si potesse a la mia ala.

22.106 S'io torni mai, lettore, a quel divoto
22.107 triunfo per lo quale io piango spesso
22.108 le mie peccata e 'l petto mi percuoto,

22.109 tu non avresti in tanto tratto e messo
22.110 nel foco il dito, in quant'io vidi 'l segnomostra/nascondi nota pa-22-110 'l segno: la costellazione dei Gemelli che, nello Zodiaco, vien dopo quella del Toro (" Tauro ").
22.111 che segue il Tauro e fui dentro da esso.

22.112 O gloriose stelle, o lume pregno
22.113 di gran virtù, dal quale io riconoscomostra/nascondi nota pa-22-113 dal quale io riconosco: si credeva che la costellazione dei Gemelli, attraverso il suo angelico motore, influisse benevolmente sulle arti e la poesia.
22.114 tutto, qual che si sia, il mio ingegno,

22.115 con voi nasceva e s'ascondeva vosco
22.116 quelli ch'è padre d'ogne mortal vita,mostra/nascondi nota pa-22-116 quelli ch'è padre: il sole, padre di ogni essere vivente.
22.117 quand'io senti' di prima l'aere tosco;mostra/nascondi nota pa-22-117 l'aere tosco: l'aria di Toscana.

22.118 e poi, quando mi fu grazia largita
22.119 d'entrar ne l'alta rota che vi gira,mostra/nascondi nota pa-22-119 ne l'alta rota: il cielo delle Stelle Fisse.
22.120 la vostra region mi fu sortita.

22.121 A voi divotamente ora sospira
22.122 l'anima mia, per acquistar virtute
22.123 al passo forte che a sé la tira.mostra/nascondi nota pa-22-123 al passo forte: all'ardua impresa di cantare la rimanente parte del Paradiso.

22.124 «Tu se' sì presso a l'ultima salute»,
22.125 cominciò Beatrice, «che tu dei
22.126 aver le luci tue chiare e acute;

22.127 e però, prima che tu più t'inlei,mostra/nascondi nota pa-22-127 t'inlei: penetri, entri in lei.
22.128 rimira in giù, e vedi quanto mondo
22.129 sotto li piedi già esser ti fei;

22.130 sì che 'l tuo cor, quantunque può, giocondo
22.131 s'appresenti a la turba triunfante
22.132 che lieta vien per questo etera tondo».mostra/nascondi nota pa-22-132 per questo etera tondo: per l'eterea sostanza che forma questo ottavo cielo.

22.133 Col viso ritornai per tutte quante
22.134 le sette spere, e vidi questo globo
22.135 tal, ch'io sorrisi del suo vil sembiante;

22.136 e quel consiglio per migliore approbomostra/nascondi nota pa-22-136 e quel consiglio: e ritengo migliore ( " approbo " ) quel giudizio che più lo tiene a vile ( " l'ha per meno " ).
22.137 che l'ha per meno; e chi ad altro pensa
22.138 chiamar si puote veramente probo.

22.139 Vidi la figlia di Latona incensamostra/nascondi nota pa-22-139 la figlia di Latona: Diana, cioè la luna, illuminata e senza le macchie che avevo attribuito a rarità e densità di materia (cfr. c. II, 59-60).
22.140 sanza quell'ombra che mi fu cagione
22.141 per che già la credetti rara e densa.

22.142 L'aspetto del tuo nato, Iperione,mostra/nascondi nota pa-22-142 Iperione: padre del sole.
22.143 quivi sostenni, e vidi com'si move
22.144 circa e vicino a lui Maia e Dione.mostra/nascondi nota pa-22-144 Maia e Dione: Mercurio (figlio di Maia) e Venere (figlia di Dione).

22.145 Quindi m'apparve il temperar di Giove
22.146 tra 'l padre e 'l figlio: e quindi mi fu chiaromostra/nascondi nota pa-22-146 tra 'l padre e 'I figlio: tra Saturno e Marte.
22.147 il variar che fanno di lor dove;mostra/nascondi nota pa-22-147 il variar: il mutamento di luogo che effettuano, apparendo in punti diversi del cielo.

22.148 e tutti e sette mi si dimostraro
22.149 quanto son grandi e quanto son veloci
22.150 e come sono in distante riparo.mostra/nascondi nota pa-22-150 ín distante riparo: in una casa o sede distante dalle altre.

22.151 L'aiuola che ci fa tanto feroci,mostra/nascondi nota pa-22-151 L'aiuola…: la terra.
22.152 volgendom'io con li etterni Gemelli,
22.153 tutta m'apparve da' colli a le foci;

22.154 poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.

Paradiso : Canto 23

23.1 Come l'augello, intra l'amate fronde,
23.2 posato al nido de' suoi dolci nati
23.3 la notte che le cose ci nasconde,mostra/nascondi nota pa-23-3 la notte: durante la notte.

23.4 che, per veder li aspetti disiati
23.5 e per trovar lo cibo onde li pasca,
23.6 in che gravi labor li sono aggrati,

23.7 previene il tempo in su aperta frasca,mostra/nascondi nota pa-23-7 previene il tempo: si leva prima dell'alba.
23.8 e con ardente affetto il sole aspetta,
23.9 fiso guardando pur che l'alba nasca;

23.10 così la donna mia stava eretta
23.11 e attenta, rivolta inver' la plagamostra/nascondi nota pa-23-11 la plaga: verso il meridiano, dove il sole sembra immobile.
23.12 sotto la quale il sol mostra men fretta:

23.13 sì che, veggendola io sospesa e vaga,
23.14 fecimi qual è quei che disiando
23.15 altro vorria, e sperando s'appaga.mostra/nascondi nota pa-23-15 altro vorria: vorrebbe qualcosa.

23.16 Ma poco fu tra uno e altro quando,mostra/nascondi nota pa-23-16 quando: tempo.
23.17 del mio attender, dico, e del vedere
23.18 lo ciel venir più e più rischiarando;

23.19 e Beatrice disse: «Ecco le schiere
23.20 del triunfo di Cristo e tutto 'l frutto
23.21 ricolto del girar di queste spere!».

23.22 Pariemi che 'l suo viso ardesse tutto,
23.23 e li occhi avea di letizia sì pieni,
23.24 che passarmen convien sanza costrutto.

23.25 Quale ne' plenilunii sereni
23.26 Trivia ride tra le ninfe etternemostra/nascondi nota pa-23-26 Trivia: uno dei nomi attribuiti a Diana, la Luna, che ride luminosa tra le stelle (" tra le ninfe etterne ").
23.27 che dipingon lo ciel per tutti i seni,

23.28 vid'i' sopra migliaia di lucerne
23.29 un sol che tutte quante l'accendea,mostra/nascondi nota pa-23-29 un sol: è Cristo.
23.30 come fa 'l nostro le viste superne;mostra/nascondi nota pa-23-30 le viste superne: le stelle, considerate occhi (" viste ") del cielo.

23.31 e per la viva luce trasparea
23.32 la lucente sustanza tanto chiara
23.33 nel viso mio, che non la sostenea.

23.34 Oh Beatrice, dolce guida e cara!
23.35 Ella mi disse: «Quel che ti sobranza
23.36 è virtù da cui nulla si ripara.

23.37 Quivi è la sapienza e la possanza
23.38 ch'aprì le strade tra 'l cielo e la terra,
23.39 onde fu già sì lunga disianza».

23.40 Come foco di nube si diserra
23.41 per dilatarsi sì che non vi cape,mostra/nascondi nota pa-23-41 per dilatarsi: per il fatto che si dilata.
23.42 e fuor di sua natura in giù s'atterra,mostra/nascondi nota pa-23-42 e fuor di sua natura: per natura, il fuoco tende a salire e non a scendere (cfr. Purg. c. XVIII, 28 e segg; e Par. c. I, 115).

23.43 la mente mia così, tra quelle dapemostra/nascondi nota pa-23-43 quelle dape: quei cibi dell'anima (cfr. lat. "dapes").
23.44 fatta più grande, di sé stessa uscìo,
23.45 e che si fesse rimembrar non sape.

23.46 «Apri li occhi e riguarda qual son io;
23.47 tu hai vedute cose, che possente
23.48 se' fatto a sostener lo riso mio».

23.49 Io era come quei che si risente
23.50 di visione oblita e che s'ingegnamostra/nascondi nota pa-23-50 oblita: dimenticata, obliata.
23.51 indarno di ridurlasi a la mente,

23.52 quand'io udi' questa proferta, degna
23.53 di tanto grato, che mai non si stingue
23.54 del libro che 'l preterito rassegna.mostra/nascondi nota pa-23-54 che 'l preterito rassegna: che registra il passato. E' il libro della memoria.

23.55 Se mo sonasser tutte quelle lingue
23.56 che Polimnia con le suore feromostra/nascondi nota pa-23-56 Polimnia: la Musa della poesia lirica e le altre sorelle (" suore ").
23.57 del latte lor dolcissimo più pingue,

23.58 per aiutarmi, al millesmo del vero
23.59 non si verria, cantando il santo riso
23.60 e quanto il santo aspetto facea mero;

23.61 e così, figurando il paradiso,
23.62 convien saltar lo sacrato poema,
23.63 come chi trova suo cammin riciso.

23.64 Ma chi pensasse il ponderoso tema
23.65 e l'omero mortal che se ne carca,
23.66 nol biasmerebbe se sott'esso trema:

23.67 non è pareggio da picciola barcamostra/nascondi nota pa-23-67 pareggio: percorso, tratto di mare o rotta. L'etimo è, però, assai incerto: forse dal latino medievale "parigium"; forse dall'antico francese "parage".
23.68 quel che fendendo va l'ardita prora,
23.69 né da nocchier ch'a sé medesmo parca.mostra/nascondi nota pa-23-69 parca: si risparmi.

23.70 «Perché la faccia mia sì t'innamora,
23.71 che tu non ti rivolgi al bel giardino
23.72 che sotto i raggi di Cristo s'infiora?

23.73 Quivi è la rosa in che 'l verbo divinomostra/nascondi nota pa-23-73 la rosa: la Rosa mistica, Maria Vergine.
23.74 carne si fece; quivi son li giglimostra/nascondi nota pa-23-74 li gigli: gli apostoli.
23.75 al cui odor si prese il buon cammino».

23.76 Così Beatrice; e io, che a' suoi consigli
23.77 tutto era pronto, ancora mi rendei
23.78 a la battaglia de' debili cigli.

23.79 Come a raggio di sol che puro mei
23.80 per fratta nube, già prato di fiori
23.81 vider, coverti d'ombra, li occhi miei;

23.82 vid'io così più turbe di splendori,
23.83 folgorate di sù da raggi ardenti,
23.84 sanza veder principio di folgóri.

23.85 O benigna vertù che sì li 'mprenti,
23.86 sù t'essaltasti, per largirmi loco
23.87 a li occhi lì che non t'eran possenti.mostra/nascondi nota pa-23-87 non t'eran possenti: non erano capaci di sostenere la tua luce.

23.88 Il nome del bel fior ch'io sempre invocomostra/nascondi nota pa-23-88 bel fior: la rosa, cioè Maria, che è " lo maggior foco ".
23.89 e mane e sera, tutto mi ristrinse
23.90 l'animo ad avvisar lo maggior foco;

23.91 e come ambo le luci mi dipinse
23.92 il quale e il quanto de la viva stellamostra/nascondi nota pa-23-92 il quale e il quanto: la qualità e la quantità della luce.
23.93 che là sù vince come qua giù vinse,

23.94 per entro il cielo scese una facella,
23.95 formata in cerchio a guisa di corona,
23.96 e cinsela e girossi intorno ad ella.

23.97 Qualunque melodia più dolce suona
23.98 qua giù e più a sé l'anima tira,
23.99 parrebbe nube che squarciata tona,

23.100 comparata al sonar di quella lira
23.101 onde si coronava il bel zaffiro
23.102 del quale il ciel più chiaro s'inzaffira.mostra/nascondi nota pa-23-102 il ciel più chiaro: l'Empireo, il cielo più luminoso di tutti.

23.103 «Io sono amore angelico, che giromostra/nascondi nota pa-23-103 giro: incorono roteando.
23.104 l'alta letizia che spira del ventre
23.105 che fu albergo del nostro disiro;

23.106 e girerommi, donna del ciel, mentre
23.107 che seguirai tuo figlio, e farai dia
23.108 più la spera suprema perché lì entre».mostra/nascondi nota pa-23-108 la spera suprema: l'Empireo.

23.109 Così la circulata melodia
23.110 si sigillava, e tutti li altri lumimostra/nascondi nota pa-23-110 si sigillava: si concludeva.
23.111 facean sonare il nome di Maria.

23.112 Lo real manto di tutti i volumimostra/nascondi nota pa-23-112 i volumi: i cieli rotanti (cfr. lat. "volumen", da "volvere": girare, rotare).
23.113 del mondo, che più ferve e più s'avviva
23.114 ne l'alito di Dio e nei costumi,

23.115 avea sopra di noi l'interna rivamostra/nascondi nota pa-23-115 l'interna riva: la superficie interna della sfera.
23.116 tanto distante, che la sua parvenza,mostra/nascondi nota pa-23-116 parvenza: aspetto.
23.117 là dov'io era, ancor non appariva:

23.118 però non ebber li occhi miei potenza
23.119 di seguitar la coronata fiammamostra/nascondi nota pa-23-119 la coronata fiamma: la Vergine, incoronata dall'Arcangelo Gabriele (cfr. v. 93 e segg.) che si levò dietro al Figlio (" sua semenza ").
23.120 che si levò appresso sua semenza.

23.121 E come fantolin che 'nver' la mamma
23.122 tende le braccia, poi che 'l latte prese,
23.123 per l'animo che 'nfin di fuor s'infiamma;

23.124 ciascun di quei candori in sù si stese
23.125 con la sua cima, sì che l'alto affetto
23.126 ch'elli avieno a Maria mi fu palese.

23.127 Indi rimaser lì nel mio cospetto,
23.128 "Regina celi" cantando sì dolce,
23.129 che mai da me non si partì 'l diletto.

23.130 Oh quanta è l'ubertà che si soffolcemostra/nascondi nota pa-23-130 si soffolce: si sostiene (cfr. lat. "suffulcire"), cioè si raccoglie, è contenuto.
23.131 in quelle arche ricchissime che fuoro
23.132 a seminar qua giù buone bobolce!mostra/nascondi nota pa-23-132 buone bobolce: buoni terreni da semina (cfr. lat. "bubulcus", donde bobolca, bifolca, biolca, ancor vivo nell'uso di alcuni dialetti settentrionali).

23.133 Quivi si vive e gode del tesoromostra/nascondi nota pa-23-133 Quivi: nel Paradiso.
23.134 che s'acquistò piangendo ne lo essiliomostra/nascondi nota pa-23-134 ne lo essilio di Babilon: durante la vita terrena.
23.135 di Babillòn, ove si lasciò l'oro.

23.136 Quivi triunfa, sotto l'alto Filio
23.137 di Dio e di Maria, di sua vittoria,
23.138 e con l'antico e col novo concilio,mostra/nascondi nota pa-23-138 e con l'antico: con il consesso (" concilio ") dei beati dell'Antico e del Nuovo Testamento.

23.139 colui che tien le chiavi di tal gloria.mostra/nascondi nota pa-23-139 colui: San Pietro.

Paradiso : Canto 24

24.1 «O sodalizio eletto a la gran cena
24.2 del benedetto Agnello, il qual vi cibamostra/nascondi nota pa-24-2 benedetto Agnello: il Cristo (cfr. Apocalisse, XIX, 9).
24.3 sì, che la vostra voglia è sempre piena,mostra/nascondi nota pa-24-3 piena: appagata.

24.4 se per grazia di Dio questi prelibamostra/nascondi nota pa-24-4 preliba: pregusta. Si parla di Dante.
24.5 di quel che cade de la vostra mensa,
24.6 prima che morte tempo li prescriba,

24.7 ponete mente a l'affezione immensa
24.8 e roratelo alquanto: voi bevetemostra/nascondi nota pa-24-8 roratelo: irroratelo (cfr. lat. "ros, roris": rugiada).
24.9 sempre del fonte onde vien quel ch'ei pensa».mostra/nascondi nota pa-24-9 quel ch'ei pensa: i suoi pensieri, che non vi sono sconosciuti.

24.10 Così Beatrice; e quelle anime liete
24.11 si fero spere sopra fissi poli,mostra/nascondi nota pa-24-11 si fero: si disposero in vari cerchi rotanti su se stessi, come fa una sfera intorno all'asse che esce dai due poli.
24.12 fiammando, a volte, a guisa di comete.mostra/nascondi nota pa-24-12 volte: volgendosi.

24.13 E come cerchi in tempra d'oriuolimostra/nascondi nota pa-24-13 in tempra d'oriuoli: le ruote degli orologi disposte armonicamente (" in tempra ") nel complesso macchinario.
24.14 si giran sì, che 'l primo a chi pon mente
24.15 quieto pare, e l'ultimo che voli;

24.16 così quelle carole, differente-mostra/nascondi nota pa-24-16 carole: circoli di spiriti danzanti in tondo. Carole è " ballo tondo " (Buti).
24.17 mente danzando, de la sua ricchezzamostra/nascondi nota pa-24-17 ricchezza: quantità di beatitudine.
24.18 mi facieno stimar, veloci e lente.

24.19 Di quella ch'io notai di più carezzamostra/nascondi nota pa-24-19 di più carezza: dotata di maggior preziosità.
24.20 vid'io uscire un foco sì felice,mostra/nascondi nota pa-24-20 un foco: San Pietro, che nel suo circolo non lasciò alcuno spirito di lui più luminoso (" di più chiarezza ").
24.21 che nullo vi lasciò di più chiarezza;

24.22 e tre fiate intorno di Beatrice
24.23 si volse con un canto tanto divo,
24.24 che la mia fantasia nol mi ridice.

24.25 Però salta la penna e non lo scrivo:
24.26 ché l'imagine nostra a cotai pieghe,
24.27 non che 'l parlare, è troppo color vivo.

24.28 «O santa suora mia che sì ne prieghemostra/nascondi nota pa-24-28 suora: sorella. Così San Pietro chiama Beatrice.
24.29 divota, per lo tuo ardente affetto
24.30 da quella bella spera mi disleghe».

24.31 Poscia fermato, il foco benedetto
24.32 a la mia donna dirizzò lo spiro,mostra/nascondi nota pa-24-32 lo spiro: la voce.
24.33 che favellò così com'i' ho detto.

24.34 Ed ella: «O luce etterna del gran viromostra/nascondi nota pa-24-34 viro: uomo; ma uomo di valore, virtuoso e nobile, come in latino.
24.35 a cui Nostro Segnor lasciò le chiavi,
24.36 ch'ei portò giù, di questo gaudio miro,

24.37 tenta costui di punti lievi e gravi,mostra/nascondi nota pa-24-37 tenta: interroga.
24.38 come ti piace, intorno de la fede,
24.39 per la qual tu su per lo mare andavi.mostra/nascondi nota pa-24-39 per la qual: in virtù della quale tu camminasti sulle acque. Ricorda il noto passo del Vangelo, in cui Pietro accoglie l'invito di Cristo: "Allora Pietro, sceso dalla barca, cominciò a camminare sulle acque, per andare da Gesù" (Matth. XIV 28-29).

24.40 S'elli ama bene e bene spera e crede,
24.41 non t'è occulto, perché 'l viso hai quivi
24.42 dov'ogne cosa dipinta si vede;

24.43 ma perché questo regno ha fatto civimostra/nascondi nota pa-24-43 ha fatto civi: ha acquistato cittadini (cfr. lat. "civis").
24.44 per la verace fede, a gloriarla,
24.45 di lei parlare è ben ch'a lui arrivi».mostra/nascondi nota pa-24-45 è ben: è conveniente che a lui si offra l'occasione di parlarne, per glorificarla nell'alto dei cieli.

24.46 Sì come il baccialier s'arma e non parlamostra/nascondi nota pa-24-46 il baccialier: era lo studente che aspirava al dottorato, una specie del nostro laureando (cfr. lat. "baccalarius").
24.47 fin che 'l maestro la question propone,
24.48 per approvarla, non per terminarla,mostra/nascondi nota pa-24-48 per approvarla: per addurre le prove pro e contro, non per definirla in conclusione, cosa che spettava al maestro.

24.49 così m'armava io d'ogne ragione
24.50 mentre ch'ella dicea, per esser prestomostra/nascondi nota pa-24-50 per esser presto: per esser preparato a un tale interrogante (cfr. lat. "quaerens") e a tal professione di fede.
24.51 a tal querente e a tal professione.

24.52 «Di', buon Cristiano, fatti manifesto:
24.53 fede che è?». Ond'io levai la fronte
24.54 in quella luce onde spirava questo;

24.55 poi mi volsi a Beatrice, ed essa pronte
24.56 sembianze femmi perch'io spandessi
24.57 l'acqua di fuor del mio interno fonte.

24.58 «La Grazia che mi dà ch'io mi confessi»,mostra/nascondi nota pa-24-58 che mi dà: che mi concede che io professi la mia fede.
24.59 comincia' io, «da l'alto primipilo,mostra/nascondi nota pa-24-59 da l'alto primipilo: davanti al più autorevole campione. "Primipilus", presso i Romani, era il centurione del primo manipolo dei triarii; l'immagine militaresca, usata nei confronti di San Pietro, ricorda quelle della milizia e dell'esercito di Cristo (cfr. c. XII, 37 e segg.).
24.60 faccia li miei concetti bene espressi».

24.61 E seguitai: «Come 'l verace stilo
24.62 ne scrisse, padre, del tuo caro fratemostra/nascondi nota pa-24-62 del tuo caro frate: San Paolo, che, con te, instradò Roma sul retto cammino.
24.63 che mise teco Roma nel buon filo,

24.64 fede è sustanza di cose speratemostra/nascondi nota pa-24-64 fede è sustanza: sono parole di San Paolo ("Epistola agli Ebrei", X, I): "Est fides sperandarum substantia rerum, argumentum non apparentium ", cioè : la fede è sostanza di quel che dobbiamo sperare, prova di quel che non appare.
24.65 e argomento de le non parventi;
24.66 e questa pare a me sua quiditate».mostra/nascondi nota pa-24-66 quiditate: essenza (cfr. c. XX, 92).

24.67 Allora udi' : «Dirittamente senti,
24.68 se bene intendi perché la ripuosemostra/nascondi nota pa-24-68 se bene intendi: se hai ben capito perché San Paolo definì la fede prima sostanza e poi argomento.
24.69 tra le sustanze, e poi tra li argomenti».

24.70 E io appresso: «Le profonde cose
24.71 che mi largiscon qui la lor parvenza,
24.72 a li occhi di là giù son sì ascose,

24.73 che l'esser loro v'è in sola credenza,
24.74 sopra la qual si fonda l'alta spene;
24.75 e però di sustanza prende intenza.mostra/nascondi nota pa-24-75 e però…: e perciò la fede (" credenza " ) assume aspetto ( " intenza " ) di sostanza, perché su di essa solo si fonda la nostra speranza.

24.76 E da questa credenza ci convene
24.77 silogizzar, sanz'avere altra vista:mostra/nascondi nota pa-24-77 silogizzar: dimostrare per via di ragionamento.
24.78 però intenza d'argomento tene».

24.79 Allora udi': «Se quantunque s'acquistamostra/nascondi nota pa-24-79 Se quantunque: se tutto quel che si acquista per via di insegnamento (" dottrina ") fosse così ben assimilato, come tu hai fatto delle parole di San Paolo, non vi sarebbe posto per gl'ingegnosi inganni dei sofisti.
24.80 giù per dottrina, fosse così 'nteso,
24.81 non lì avria loco ingegno di sofista».

24.82 Così spirò di quello amore acceso;
24.83 indi soggiunse: «Assai bene è trascorsa
24.84 d'esta moneta già la lega e 'l peso;

24.85 ma dimmi se tu l'hai ne la tua borsa».
24.86 Ond'io: «Sì ho, sì lucida e sì tonda,mostra/nascondi nota pa-24-86 sì tonda: continua la metafora della moneta.
24.87 che nel suo conio nulla mi s'inforsa».mostra/nascondi nota pa-24-87 che nel suo conio: che, riguardo alla perfezione del suo conio, cioè alla sua validità, nulla c'è che mi sia causa di dubbio (" mi s'inforsa ").

24.88 Appresso uscì de la luce profonda
24.89 che lì splendeva: «Questa cara gioia
24.90 sopra la quale ogne virtù si fonda,

24.91 onde ti venne?». E io: «La larga ploiamostra/nascondi nota pa-24-91 La larga ploia: l'abbondante pioggia, cioè la rivelazione delle antiche e nuove pergamene ( " cuoia " ).
24.92 de lo Spirito Santo, ch'è diffusa
24.93 in su le vecchie e 'n su le nuove cuoia,

24.94 è silogismo che la m'ha conchiusamostra/nascondi nota pa-24-94 silogismo: dimostrazione.
24.95 acutamente sì, che 'nverso d'ella
24.96 ogne dimostrazion mi pare ottusa».

24.97 Io udi' poi: «L'antica e la novellamostra/nascondi nota pa-24-97 L'antica…: l'Antico e il Nuovo Testamento.
24.98 proposizion che così ti conchiude,
24.99 perché l'hai tu per divina favella?».

24.100 E io: «La prova che 'l ver mi dischiude,
24.101 son l'opere seguite, a che naturamostra/nascondi nota pa-24-101 son l'opere: sono le opere avvenute in seguito, e tali che trascendono la possibilità della natura.
24.102 non scalda ferro mai né batte incude».

24.103 Risposto fummi: «Di', chi t'assicura
24.104 che quell'opere fosser? Quel medesmomostra/nascondi nota pa-24-104 Quel medesmo: proprio la Scrittura ti fa fede di quei miracoli, attraverso i quali si vorrebbe dimostrare la sua origine divina.
24.105 che vuol provarsi, non altri, il ti giura».

24.106 «Se 'l mondo si rivolse al cristianesmo»,
24.107 diss'io, «sanza miracoli, quest'unomostra/nascondi nota pa-24-107 quest'uno: questo solo miracolo.
24.108 è tal, che li altri non sono il centesmo:

24.109 ché tu intrasti povero e digiuno
24.110 in campo, a seminar la buona pianta
24.111 che fu già vite e ora è fatta pruno».mostra/nascondi nota pa-24-111 che fu già vite: che fu assai fruttifera.

24.112 Finito questo, l'alta corte santa
24.113 risonò per le spere un `Dio laudamo'
24.114 ne la melode che là sù si canta.

24.115 E quel baron che sì di ramo in ramo,mostra/nascondi nota pa-24-115 baron: San Pietro; il titolo è attribuito ai Santi, "quasi dignitari della Chiesa" (Del Lungo).
24.116 essaminando, già tratto m'avea,
24.117 che a l'ultime fronde appressavamo,

24.118 ricominciò: «La Grazia, che donneamostra/nascondi nota pa-24-118 donnea: amoreggia (cfr. provenzale "domneja"), cioè esercita un ideale rapporto amoroso.
24.119 con la tua mente, la bocca t'aperse
24.120 infino a qui come aprir si dovea,

24.121 sì ch'io approvo ciò che fuori emerse;
24.122 ma or conviene espremer quel che credi,mostra/nascondi nota pa-24-122 quel che credi: qual'è l'oggetto della tua fede.
24.123 e onde a la credenza tua s'offerse».

24.124 «O santo padre, e spirito che vedi
24.125 ciò che credesti sì, che tu vincestimostra/nascondi nota pa-24-125 sì, che tu vincesti: sì che, alla notizia della Resurrezione di Cristo, entrasti senza esitare nel sepolcro, mentre San Giovanni che, più giovane di te, pur ti aveva preceduto, restò titubante sulla soglia.
24.126 ver' lo sepulcro più giovani piedi»,

24.127 comincia' io, «tu vuo' ch'io manifesti
24.128 la forma qui del pronto creder mio,mostra/nascondi nota pa-24-128 la forma: l'essenza. E' terminologia scolastica.
24.129 e anche la cagion di lui chiedesti.

24.130 E io rispondo: Io credo in uno Dio
24.131 solo ed etterno, che tutto 'l ciel move,
24.132 non moto, con amore e con disio;mostra/nascondi nota pa-24-132 non moto: immobile e non mosso da altri.

24.133 e a tal creder non ho io pur prove
24.134 fisice e metafisice, ma dalmimostra/nascondi nota pa-24-134 fisice e metafisice: d'ordine naturale o trascendentale, ma me lo dà (" dalmi ")….
24.135 anche la verità che quinci piove

24.136 per Moisè, per profeti e per salmi,
24.137 per l'Evangelio e per voi che scriveste
24.138 poi che l'ardente Spirto vi fé almi;mostra/nascondi nota pa-24-138 vi fé almi: " cioè santi e venerabili " (Buti).

24.139 e credo in tre persone etterne, e queste
24.140 credo una essenza sì una e sì trina,
24.141 che soffera congiunto "sono" ed "este".mostra/nascondi nota pa-24-141 che soffera: che ammette nello stesso tempo, le due forme verbali di terza persona plurale ("sono") e singolare ("este" cfr. lat. "est"); in quanto sono tre persone ma è una sola essenza.

24.142 De la profonda condizion divina
24.143 ch'io tocco mo, la mente mi sigilla
24.144 più volte l'evangelica dottrina.

24.145 Quest'è 'l principio, quest'è la favilla
24.146 che si dilata in fiamma poi vivace,
24.147 e come stella in cielo in me scintilla».

24.148 Come 'l segnor ch'ascolta quel che i piace,mostra/nascondi nota pa-24-148 quel che i piace: cosa che gli giunga gradita.
24.149 da indi abbraccia il servo, gratulando
24.150 per la novella, tosto ch'el si tace;

24.151 così, benedicendomi cantando,
24.152 tre volte cinse me, sì com'io tacqui,
24.153 l'appostolico lume al cui comando

24.154 io avea detto: sì nel dir li piacqui!

Paradiso : Canto 25

25.1 Se mai continga che 'l poema sacromostra/nascondi nota pa-25-1 continga: avvenga che il poema, sacro per l'argomento religioso e per la finalità che l'ispira.
25.2 al quale ha posto mano e cielo e terra,
25.3 sì che m'ha fatto per molti anni macro,mostra/nascondi nota pa-25-3 macro: magro, macerato nel corpo e nell'anima.

25.4 vinca la crudeltà che fuor mi serra
25.5 del bello ovile ov'io dormi' agnello,mostra/nascondi nota pa-25-5 del bello ovile: Firenze, dalla quale io vivo lontano e bandito, ostile ai faziosi che muovono guerra alla patria. 9 prenderò 'l cappello: sarò incoronato d'alloro nel fonte battesimale.
25.6 nimico ai lupi che li danno guerra;

25.7 con altra voce omai, con altro vello
25.8 ritornerò poeta, e in sul fonte
25.9 del mio battesmo prenderò 'l cappello;

25.10 però che ne la fede, che fa contemostra/nascondi nota pa-25-10 fa conte: fa conoscere a Dio le anime dei Cristiani.
25.11 l'anime a Dio, quivi intra' io, e poi
25.12 Pietro per lei sì mi girò la fronte.mostra/nascondi nota pa-25-12 per lei: per suo merito, Pietro mi avvolse tre volte della sua mistica corona (cfr. c. XXIV, 151,152).

25.13 Indi si mosse un lume verso noimostra/nascondi nota pa-25-13 un lume: San Giacomo.
25.14 di quella spera ond'uscì la primiziamostra/nascondi nota pa-25-14 la primizia: San Pietro, primo dei Vicari di Cristo.
25.15 che lasciò Cristo d'i vicari suoi;

25.16 e la mia donna, piena di letizia,
25.17 mi disse: «Mira, mira: ecco il barone
25.18 per cui là giù si vicita Galizia».mostra/nascondi nota pa-25-18 per cui: il cui sepolcro a Santiago di Compostela, in Galizia, nella Spagna, era visitato da frequenti pellegrinaggi.

25.19 Sì come quando il colombo si pone
25.20 presso al compagno, l'uno a l'altro pande,mostra/nascondi nota pa-25-20 pande: esprime (cfr. lat. "pandere").
25.21 girando e mormorando, l'affezione;

25.22 così vid'io l'un da l'altro grande
25.23 principe glorioso essere accolto,
25.24 laudando il cibo che là sù li prande.mostra/nascondi nota pa-25-24 li prande: li nutre (cfr. lat. "prandeo").

25.25 Ma poi che 'l gratular si fu assolto,
25.26 tacito coram me ciascun s'affisse,mostra/nascondi nota pa-25-26 coram me: dinanzi a me.
25.27 ignito sì che vincea 'l mio volto.mostra/nascondi nota pa-25-27 ignito: infiammato, splendente (dal lat. "ignis").

25.28 Ridendo allora Beatrice disse:
25.29 «Inclita vita per cui la larghezzamostra/nascondi nota pa-25-29 per cui…: da cui fu scritto intorno alla liberalità (" larghezza ") della reggia celeste (" basilica ").
25.30 de la nostra basilica si scrisse,

25.31 fa risonar la spene in questa altezza:
25.32 tu sai, che tante fiate la figuri,mostra/nascondi nota pa-25-32 tu sai: tu la conosci, che la raffiguri ogni volta che Cristo mostrò maggior amore ai tre apostoli: Pietro, simboleggiante la fede, Giacomo, la speranza, Giovanni, la Carità. Le volte furono tre: nella Trasfigurazione, nella Resurrezione della figlia di Giairo, e quando pregò nell'orto di Getsemani.
25.33 quante Iesù ai tre fé più carezza».

25.34 «Leva la testa e fa che t'assicuri:
25.35 che ciò che vien qua sù del mortal mondo,
25.36 convien ch'ai nostri raggi si maturi».

25.37 Questo conforto del foco secondo
25.38 mi venne; ond'io levai li occhi a' montimostra/nascondi nota pa-25-38 a' monti: cosi chiama gli Apostoli Pietro e Giacomo, con immagine biblica (cfr. Salmo LXXXVI, 1).
25.39 che li 'ncurvaron pria col troppo pondo.mostra/nascondi nota pa-25-39 pondo: peso del loro splendore.

25.40 «Poi che per grazia vuol che tu t'affronti
25.41 lo nostro Imperadore, anzi la morte,
25.42 ne l'aula più secreta co' suoi conti,mostra/nascondi nota pa-25-42 co' suoi conti: coi beati che gli fan corona (cfr. lat. comites: familiari dell'imperatore).

25.43 sì che, veduto il ver di questa corte,
25.44 la spene, che là giù bene innamora,
25.45 in te e in altrui di ciò conforte,

25.46 di' quel ch'ell'è, di' come se ne 'nfiora
25.47 la mente tua, e dì onde a te venne».
25.48 Così seguì 'l secondo lume ancora.

25.49 E quella pia che guidò le penne
25.50 de le mie ali a così alto volo,
25.51 a la risposta così mi prevenne:

25.52 «La Chiesa militante alcun figliuolomostra/nascondi nota pa-25-52 La Chiesa militante: è la Chiesa in terra, mentre quella in cielo è trionfante.
25.53 non ha con più speranza, com'è scritto
25.54 nel Sol che raggia tutto nostro stuolo:mostra/nascondi nota pa-25-54 nel Sol: in Dio, che illumina tutta la nostra schiera.

25.55 però li è conceduto che d'Egittomostra/nascondi nota pa-25-55 d'Egitto: dalla terra, luogo d'esilio per un cristiano, come l'Egitto lo fu per gli Ebrei.
25.56 vegna in Ierusalemme per vedere,mostra/nascondi nota pa-25-56 in Ierusalemme: in Cielo, la Gerusalemme celeste.
25.57 anzi che 'l militar li sia prescritto.mostra/nascondi nota pa-25-57 anzi che: prima che gli sia compiuto il militare.

25.58 Li altri due punti, che non per saperemostra/nascondi nota pa-25-58 Li altri due punti: il primo e il terzo della domanda di San Giacomo. Beatrice, con le sue parole, ha risposto al secondo: "come se ne 'nfiora…".
25.59 son dimandati, ma perch'ei rapporti
25.60 quanto questa virtù t'è in piacere,

25.61 a lui lasc'io, ché non li saran forti
25.62 né di iattanza; ed elli a ciò risponda,mostra/nascondi nota pa-25-62 né di iattanza: iattanza sarebbe invece stato per Dante rispondere al secondo punto.
25.63 e la grazia di Dio ciò li comporti».

25.64 Come discente ch'a dottor secondamostra/nascondi nota pa-25-64 dottor: maestro, insegnante (cfr. lat. "doceo").
25.65 pronto e libente in quel ch'elli è esperto,mostra/nascondi nota pa-25-65 libente: di buon grado (cfr. lat. "libens").
25.66 perché la sua bontà si disasconda,

25.67 «Spene», diss'io, «è uno attender certo
25.68 de la gloria futura, il qual produce
25.69 grazia divina e precedente merto.

25.70 Da molte stelle mi vien questa luce;
25.71 ma quei la distillò nel mio cor pria
25.72 che fu sommo cantor del sommo duce.mostra/nascondi nota pa-25-72 sommo cantor: David, cantore di Dio (cfr. c. XX, 38).

25.73 "Sperino in te", ne la sua teodiamostra/nascondi nota pa-25-73 teodia: canto in onore di Dio.
25.74 dice, "color che sanno il nome tuo":
25.75 e chi nol sa, s'elli ha la fede mia?

25.76 Tu mi stillasti, con lo stillar suo,
25.77 ne la pistola poi; sì ch'io son pieno,mostra/nascondi nota pa-25-77 la pistola: l'Epistola di San Giacomo, improntata a spirito di speranza.
25.78 e in altrui vostra pioggia repluo».mostra/nascondi nota pa-25-78 repluo: ripiovo, cioè trasmetto.

25.79 Mentr' io diceva, dentro al vivo seno
25.80 di quello incendio tremolava un lampo
25.81 sùbito e spesso a guisa di baleno.

25.82 Indi spirò: «L'amore ond'io avvampo
25.83 ancor ver' la virtù che mi seguettemostra/nascondi nota pa-25-83 la virtù che mi seguette: la speranza, che non mi abbandonò mai, fino alla " palma " del martirio e alla morte (" l'uscir del campo " ). Sono richiamate qui immagini della "milizia".
25.84 infin la palma e a l'uscir del campo,

25.85 vuol ch'io respiri a te che ti dilette
25.86 di lei; ed emmi a grato che tu diche
25.87 quello che la speranza ti 'mpromette».

25.88 E io: «Le nove e le scritture antiche
25.89 pongon lo segno, ed esso lo mi addita,mostra/nascondi nota pa-25-89 lo segno: la mèta, il traguardo. La beatitudine.
25.90 de l'anime che Dio s'ha fatte amiche.

25.91 Dice Isaia che ciascuna vestita
25.92 ne la sua terra fia di doppia vesta:mostra/nascondi nota pa-25-92 ne la sua terra: nella sua vera patria, in cielo, la " doppia vesta " sarà la luminosità dell'anima e, dopo la Resurrezione, anche del corpo (cfr. c. XIV, 37 e segg.).
25.93 e la sua terra è questa dolce vita;

25.94 e 'l tuo fratello assai vie più digesta,mostra/nascondi nota pa-25-94 e 'l tuo fratello: e San Giovanni, nell'"Apocalisse", ci manifesta questa rivelazione assai più distinta, là dove parla dei beati che sono davanti a Dio, indossando bianche stole.
25.95 là dove tratta de le bianche stole,
25.96 questa revelazion ci manifesta».

25.97 E prima, appresso al fin d'este parole,
25.98 "Sperent in te" di sopr'a noi s'udì;mostra/nascondi nota pa-25-98 Sperent in te: sperino in te.
25.99 a che rispuoser tutte le carole.

25.100 Poscia tra esse un lume si schiarì
25.101 sì che, se 'l Cancro avesse un tal cristallo,mostra/nascondi nota pa-25-101 se 'l Cancro…: dal 21 dicembre al 21 gennaio la costellazione del Cancro sorge quando il sole tramonta e tramonta quando il sole sorge. Dunque, se il Cancro avesse una luminosità pari a quella di quel " lume ", cioè di San Giovanni, dal 21 dicembre al 21 gennaio si avrebbe un mese di continua luce (" d'un sol dì ").
25.102 l'inverno avrebbe un mese d'un sol dì.

25.103 E come surge e va ed entra in ballo
25.104 vergine lieta, sol per fare onore
25.105 a la novizia, non per alcun fallo,mostra/nascondi nota pa-25-105 a la novizia: alla sposa novella, non per vanità.

25.106 così vid'io lo schiarato splendore
25.107 venire a' due che si volgieno a notamostra/nascondi nota pa-25-107 si volgieno a nota: danzavano secondo l'armonia.
25.108 qual conveniesi al loro ardente amore.

25.109 Misesi lì nel canto e ne la rota;
25.110 e la mia donna in lor tenea l'aspetto,
25.111 pur come sposa tacita e immota.mostra/nascondi nota pa-25-111 sposa: il connubio s'intuisce in quanto Beatrice rappresenta la verità rivelata e i tre apostoli le virtù teologali.

25.112 «Questi è c sopra 'l pettomostra/nascondi nota pa-25-112 colui che giacque: Giovanni, durante l'ultima cena, posò il capo sul petto di Cristo, simboleggiato dal pellicano, in quanto si credeva che esso fosse in grado, squarciandosi il petto col becco, di resuscitare i suoi figli morti.
25.113 del nostro pellicano, e questi fue
25.114 di su la croce al grande officio eletto».mostra/nascondi nota pa-25-114 al grande officio: dall'alto della croce, Cristo raccomandò a Giovanni di tenere Maria come madre sua.

25.115 La donna mia così; né però piùemostra/nascondi nota pa-25-115 né però: né le sue parole la distolsero dall'attenzione con cui guardava gli Apostoli, più di quanto attentamente fosse rivolta a guardare prima di parlare.
25.116 mosser la vista sua di stare attenta
25.117 poscia che prima le parole sue.

25.118 Qual è colui ch'adocchia e s'argomenta
25.119 di vedere eclissar lo sole un poco,
25.120 che, per veder, non vedente diventa;mostra/nascondi nota pa-25-120 che, per veder: che, per voler guardare, rimane abbagliato e non vede più nulla.

25.121 tal mi fec'io a quell'ultimo foco
25.122 mentre che detto fu: «Perché t'abbagli
25.123 per veder cosa che qui non ha loco?mostra/nascondi nota pa-25-123 cosa: il corpo, che qui non può trovarsi.

25.124 In terra è terra il mio corpo, e saragli
25.125 tanto con li altri, che 'l numero nostro
25.126 con l'etterno proposito s'agguagli.

25.127 Con le due stole nel beato chiostromostra/nascondi nota pa-25-127 Con le due stole: can la duplice veste, l'anima e il corpo.
25.128 son le due luci sole che saliro;mostra/nascondi nota pa-25-128 le due luci sole: Cristo e Maria.
25.129 e questo apporterai nel mondo vostro».

25.130 A questa voce l'infiammato giro
25.131 si quietò con esso il dolce mischiomostra/nascondi nota pa-25-131 il dolce mischio: la soave mescolanza delle tre voci (" trino spiro ").
25.132 che si facea nel suon del trino spiro,

25.133 sì come, per cessar fatica o rischio,
25.134 li remi, pria ne l'acqua ripercossi,
25.135 tutti si posano al sonar d'un fischio.mostra/nascondi nota pa-25-135 al sonar d'un fischio: quello del nostromo o del capovoga.

25.136 Ahi quanto ne la mente mi commossi,
25.137 quando mi volsi per veder Beatrice,
25.138 per non poter veder, benché io fossimostra/nascondi nota pa-25-138 per non poter veder: a causa dell'abbagliamento.

25.139 presso di lei, e nel mondo felice!

Paradiso : Canto 26

26.1 Mentr'io dubbiava per lo viso spento,mostra/nascondi nota pa-26-1 dubbiava: temevo.
26.2 de la fulgida fiamma che lo spense
26.3 uscì un spiro che mi fece attento,

26.4 dicendo: «Intanto che tu ti risensemostra/nascondi nota pa-26-4 ti risense: riacquisti il senso della vista.
26.5 de la vista che hai in me consunta,
26.6 ben è che ragionando la compense.

26.7 Comincia dunque; e di' ove s'appunta
26.8 l'anima tua, e fa' ragion che sia
26.9 la vista in te smarrita e non defunta:

26.10 perché la donna che per questa dia
26.11 region ti conduce, ha ne lo sguardo
26.12 la virtù ch'ebbe la man d'Anania».mostra/nascondi nota pa-26-12 la virtù: quella virtù per cui Anania di Damasco, discepolo di Cristo, mediante la imposizione delle mani, restituì la vista a San Paolo.

26.13 Io dissi: «Al suo piacere e tosto e tardo
26.14 vegna remedio a li occhi, che fuor porte
26.15 quand'ella entrò col foco ond'io sempr'ardo.

26.16 Lo ben che fa contenta questa corte,
26.17 Alfa e O è di quanta scritturamostra/nascondi nota pa-26-17 Alfa e O: la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco, per indicare il principio e la fine. Cioè " Dio è principio e fine de' miei affetti e piccoli e grandi " (Tommaseo).
26.18 mi legge Amore o lievemente o forte».

26.19 Quella medesma voce che paura
26.20 tolta m'avea del sùbito abbarbaglio,
26.21 di ragionare ancor mi mise in cura;

26.22 e disse: «Certo a più angusto vaglio
26.23 ti conviene schiarar: dicer convienti
26.24 chi drizzò l'arco tuo a tal berzaglio».

26.25 E io: «Per filosofici argomenti
26.26 e per autorità che quinci scende
26.27 cotale amor convien che in me si 'mprenti:

26.28 ché 'l bene, in quanto ben, come s'intende,mostra/nascondi nota pa-26-28 come s'intende: non appena viene conosciuto.
26.29 così accende amore, e tanto maggio
26.30 quanto più di bontate in sé comprende.

26.31 Dunque a l'essenza ov'è tanto avvantaggio,mostra/nascondi nota pa-26-31 a l'essenza: a Dio, ove risiede tanta superiorità (" avvantaggio ") che ciascun bene, al di fuori di Lui, è solo un raggio della sua luce.
26.32 che ciascun ben che fuor di lei si trova
26.33 altro non è ch'un lume di suo raggio,

26.34 più che in altra convien che si mova
26.35 la mente, amando, di ciascun che cernemostra/nascondi nota pa-26-35 che cerne: che sa scorgere.
26.36 il vero in che si fonda questa prova.

26.37 Tal vero a l'intelletto mio sternemostra/nascondi nota pa-26-37 sterne: rende piano, chiaro.
26.38 colui che mi dimostra il primo amore
26.39 di tutte le sustanze sempiterne.

26.40 Sternel la voce del verace autore,mostra/nascondi nota pa-26-40 del verace autore: Dio.
26.41 che dice a Moisè, di sé parlando:
26.42 `Io ti farò vedere ogne valore'.

26.43 Sternilmi tu ancora, incominciando
26.44 l'alto preconio che grida l'arcanomostra/nascondi nota pa-26-44 l'alto preconio: bando (cfr. lat. "praeconium"), cioè l'Apocalisse che in terra (" là giù ") grida alto il mistero del cielo (" di qui "); Apocalisse, infatti, significa Rivelazione.
26.45 di qui là giù sovra ogne altro bando».

26.46 E io udi': «Per intelletto umano
26.47 e per autoritadi a lui concorde
26.48 d'i tuoi amori a Dio guarda il sovrano.mostra/nascondi nota pa-26-48 il sovrano: il primo, il supremo dei tuoi affetti.

26.49 Ma di' ancor se tu senti altre corde
26.50 tirarti verso lui, sì che tu suone
26.51 con quanti denti questo amor ti morde».

26.52 Non fu latente la santa intenzione
26.53 de l'aguglia di Cristo, anzi m'accorsimostra/nascondi nota pa-26-53 de l'aguglia di Cristo: i Santi Padri identificarono, nell'aquila, San Giovanni.
26.54 dove volea menar mia professione.

26.55 Però ricominciai: «Tutti quei morsi
26.56 che posson far lo cor volgere a Dio,
26.57 a la mia caritate son concorsi:mostra/nascondi nota pa-26-57 son concorsi: hanno contribuito.

26.58 ché l'essere del mondo e l'esser mio,
26.59 la morte ch'el sostenne perch'io viva,
26.60 e quel che spera ogne fedel com'io,

26.61 con la predetta conoscenza viva,
26.62 tratto m'hanno del mar de l'amor torto,mostra/nascondi nota pa-26-62 l'amor torto: l'amore dei beni terreni, l'opposto dell'amore " diritto ", o amor di Dio.
26.63 e del diritto m'han posto a la riva.

26.64 Le fronde onde s'infronda tutto l'orto
26.65 de l'ortolano etterno, am'io cotanto
26.66 quanto da lui a lor di bene è porto».

26.67 Sì com'io tacqui, un dolcissimo canto
26.68 risonò per lo cielo, e la mia donna
26.69 dicea con li altri: «Santo, santo, santo!».mostra/nascondi nota pa-26-69 Santo…: ricorda l'inno che, nell'Apocalisse, i quattro animali cantano davanti a Dio.

26.70 E come a lume acuto si disonnamostra/nascondi nota pa-26-70 si disonna: ci si desta dal sonno.
26.71 per lo spirto visivo che ricorre
26.72 a lo splendor che va di gonna in gonna,mostra/nascondi nota pa-26-72 di gonna in gonna: nel corpo dell'occhio attraverso l'una e l'altra membrana.

26.73 e lo svegliato ciò che vede aborre,mostra/nascondi nota pa-26-73 aborre: rifugge, tanto è incapace di distinguere, chi all'improvviso si risveglia, finché non giunge in soccorso la riflessione (" la stimativa ").
26.74 sì nescia è la sùbita vigilia
26.75 fin che la stimativa non soccorre;

26.76 così de li occhi miei ogni quisquiliamostra/nascondi nota pa-26-76 quisquilia: ogni residuo impedimento.
26.77 fugò Beatrice col raggio d'i suoi,
26.78 che rifulgea da più di mille milia:

26.79 onde mei che dinanzi vidi poi;mostra/nascondi nota pa-26-79 mei: meglio di prima.
26.80 e quasi stupefatto domandai
26.81 d'un quarto lume ch'io vidi tra noi.mostra/nascondi nota pa-26-81 d'un quarto lume: Adamo.

26.82 E la mia donna: «Dentro da quei rai
26.83 vagheggia il suo fattor l'anima prima
26.84 che la prima virtù creasse mai».

26.85 Come la fronda che flette la cima
26.86 nel transito del vento, e poi si leva
26.87 per la propria virtù che la soblima,mostra/nascondi nota pa-26-87 la soblima: tende a riportarla in alto.

26.88 fec'io in tanto in quant'ella diceva,
26.89 stupendo, e poi mi rifece sicuro
26.90 un disio di parlare ond'io ardeva.

26.91 E cominciai: «O pomo che maturo
26.92 solo prodotto fosti, o padre antico
26.93 a cui ciascuna sposa è figlia e nuro,mostra/nascondi nota pa-26-93 è figlia e nuro: è contemporaneamente figlia e nuora, perché sposa d'un figlio d'Adamo.

26.94 divoto quanto posso a te supplìco
26.95 perché mi parli: tu vedi mia voglia,
26.96 e per udirti tosto non la dico».

26.97 Talvolta un animal coverto broglia,mostra/nascondi nota pa-26-97 broglia: si agita, di modo che è necessario che il suo sentimento traspaia per l'assecondare che l'involucro ("la 'nvoglia") fa ai suoi movimenti.
26.98 sì che l'affetto convien che si paia
26.99 per lo seguir che face a lui la 'nvoglia;

26.100 e similmente l'anima primaia
26.101 mi facea trasparer per la covertamostra/nascondi nota pa-26-101 per la coverta: attraverso l'aureola luminosa.
26.102 quant'ella a compiacermi venìa gaia.

26.103 Indi spirò: «Sanz'essermi proferta
26.104 da te, la voglia tua discerno meglio
26.105 che tu qualunque cosa t'è più certa;

26.106 perch'io la veggio nel verace speglio
26.107 che fa di sé pareglio a l'altre cose,mostra/nascondi nota pa-26-107 pareglio: simile, uguale.
26.108 e nulla face lui di sé pareglio.

26.109 Tu vuogli udir quant'è che Dio mi puose
26.110 ne l'eccelso giardino, ove costeimostra/nascondi nota pa-26-110 ne l'eccelso giardino: nel Paradiso Terrestre.
26.111 a così lunga scala ti dispuose,

26.112 e quanto fu diletto a li occhi miei,
26.113 e la propria cagion del gran disdegno,
26.114 e l'idioma ch'usai e che fei.

26.115 Or, figluol mio, non il gustar del legnomostra/nascondi nota pa-26-115 il gustar del legno: aver gustato il frutto proibito.
26.116 fu per sé la cagion di tanto essilio,
26.117 ma solamente il trapassar del segno.mostra/nascondi nota pa-26-117 il traspassar del segno: l'aver violato il limite imposto.

26.118 Quindi onde mosse tua donna Virgilio,mostra/nascondi nota pa-26-118 onde mosse: nel Limbo, Adamo trascorse 4302 anni.
26.119 quattromilia trecento e due volumi
26.120 di sol desiderai questo concilio;

26.121 e vidi lui tornare a tutt'i lumimostra/nascondi nota pa-26-121 e vidi lui: Adamo visse, dunque, 930 anni. Dalla sua creazione alla morte di Cristo, che lo trasse dal Limbo, erano passati 5232 anni; al tempo della visione dantesca, nel 1300, dopo 1266 anni dalla Crocifissione, Adamo contava 6498 anni.
26.122 de la sua strada novecento trenta
26.123 fiate, mentre ch'io in terra fu' mi.

26.124 La lingua ch'io parlai fu tutta spenta
26.125 innanzi che a l'ovra inconsummabile
26.126 fosse la gente di Nembròt attenta:mostra/nascondi nota pa-26-126 la gente di Nembròt: i folli costruttori della torre di Babele (cfr. Inf. c. XXXI, 77).

26.127 ché nullo effetto mai razionabile,
26.128 per lo piacere uman che rinovella
26.129 seguendo il cielo, sempre fu durabile.mostra/nascondi nota pa-26-129 seguendo il cielo: a seconda delle influenze celesti.

26.130 Opera naturale è ch'uom favella;
26.131 ma così o così, natura lascia
26.132 poi fare a voi secondo che v'abbella.mostra/nascondi nota pa-26-132 v'abbella: vi piace.

26.133 Pria ch'i' scendessi a l'infernale ambascia,
26.134 I s'appellava in terra il sommo benemostra/nascondi nota pa-26-134 il sommo bene: Dio si chiamo prima "I" (ed è nome forse escogitato da Dante con sottintesi cabalistici, per la forma che è quella della cifra latina uno, " attributo sovrano di Dio "), poi, presso gli Ebrei, "El".
26.135 onde vien la letizia che mi fascia;

26.136 e El si chiamò poi: e ciò convene,
26.137 ché l'uso d'i mortali è come fronda
26.138 in ramo, che sen va e altra vene.

26.139 Nel monte che si leva più da l'onda,mostra/nascondi nota pa-26-139 Nel monte: nel Paradiso Terrestre.
26.140 fu' io, con vita pura e disonesta,mostra/nascondi nota pa-26-140 con vita pura e disonesta: innocente e colpevole, cioè prima e dopo il peccato.
26.141 da la prim'ora a quella che seconda,mostra/nascondi nota pa-26-141 da la prim'ora: dalla prima ora del giorno alla settima, che segue (" seconda " ) la sesta.

26.142 come 'l sol muta quadra, l'ora sesta».mostra/nascondi nota pa-26-142 come 'l sol muta quadra: come il sole cambia quadrante, cioè un quarto dell'intero giro.

Paradiso : Canto 27

27.1 "Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo",
27.2 cominciò, "gloria!", tutto 'l paradiso,
27.3 sì che m'inebriava il dolce canto.

27.4 Ciò ch'io vedeva mi sembiava un riso
27.5 de l'universo; per che mia ebbrezza
27.6 intrava per l'udire e per lo viso.mostra/nascondi nota pa-27-6 per l'udire: attraverso le orecchie e gli occhi.

27.7 Oh gioia! oh ineffabile allegrezza!
27.8 oh vita intègra d'amore e di pace!
27.9 oh sanza brama sicura ricchezza!

27.10 Dinanzi a li occhi miei le quattro facemostra/nascondi nota pa-27-10 le quattro face: le quattro fiaccole sono: San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo.
27.11 stavano accese, e quella che pria venne
27.12 incominciò a farsi più vivace,

27.13 e tal ne la sembianza sua divenne,
27.14 qual diverrebbe Iove, s'elli e Martemostra/nascondi nota pa-27-14 qual diverrebbe: come diverrebbe Giove, se scambiasse la sua luce bianca con quella " affocata " di Marte.
27.15 fossero augelli e cambiassersi penne.

27.16 La provedenza, che quivi comparte
27.17 vice e officio, nel beato coromostra/nascondi nota pa-27-17 vice e officio: l'avvicendarsi e il compito.
27.18 silenzio posto avea da ogne parte,

27.19 quand'io udi': «Se io mi trascoloro,
27.20 non ti maravigliar, ché, dicend'io,
27.21 vedrai trascolorar tutti costoro.

27.22 Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio,mostra/nascondi nota pa-27-22 Quelli ch'usurpa: il pontefice; in particolare Bonifacio VIII, pontefice nel 1310.
27.23 il luogo mio, il luogo mio, che vacamostra/nascondi nota pa-27-23 che vaca: che, al cospetto di Dio, è vacante.
27.24 ne la presenza del Figliuol di Dio,

27.25 fatt'ha del cimitero mio cloaca
27.26 del sangue e de la puzza; onde 'l perversomostra/nascondi nota pa-27-26 'l perverso: Lucifero.
27.27 che cadde di qua sù, là giù si placa».

27.28 Di quel color che per lo sole avversomostra/nascondi nota pa-27-28 Di quel color: color rosso acceso.
27.29 nube dipigne da sera e da mane,
27.30 vid'io allora tutto 'l ciel cosperso.

27.31 E come donna onesta che permane
27.32 di sé sicura, e per l'altrui fallanza,
27.33 pur ascoltando, timida si fane,

27.34 così Beatrice trasmutò sembianza;
27.35 e tale eclissi credo che 'n ciel fue,
27.36 quando patì la supprema possanza.mostra/nascondi nota pa-27-36 quando patì: al momento della Passione di Cristo.

27.37 Poi procedetter le parole sue
27.38 con voce tanto da sé trasmutata,
27.39 che la sembianza non si mutò piùe:mostra/nascondi nota pa-27-39 non si muto piùe: non si mutò più della voce.

27.40 «Non fu la sposa di Cristo allevatamostra/nascondi nota pa-27-40 la sposa di Cristo: la Chiesa.
27.41 del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto,mostra/nascondi nota pa-27-41 del sangue mio: del sangue di San Pietro, di Lino e di Anacleto ("Cleto"), che furono tra i primi successori e martiri.
27.42 per essere ad acquisto d'oro usata;

27.43 ma per acquisto d'esto viver lieto
27.44 e Sisto e Pio e Calisto e Urbanomostra/nascondi nota pa-27-44 e Sisto…: Sisto I, Pio I, Callisto I e Urbano I furono tutti martiri.
27.45 sparser lo sangue dopo molto fleto.

27.46 Non fu nostra intenzion ch'a destra mano
27.47 d'i nostri successor parte sedesse,mostra/nascondi nota pa-27-47 parte: una parte, i Guelfi, fosse prediletta (" a destra mano ") e un'altra, i Ghibellini, fosse maledetta (" da l'altra ").
27.48 parte da l'altra del popol cristiano;

27.49 né che le chiavi che mi fuor concesse,
27.50 divenisser signaculo in vessillo
27.51 che contra battezzati combattesse;mostra/nascondi nota pa-27-51 contra battezzati: contro i cristiani.

27.52 né ch'io fossi figura di sigillomostra/nascondi nota pa-27-52 né ch'iò fossi: né che la mia immagine, divenuta matrice del sigillo papale, servisse a timbrare privilegi concessi per compenso di denaro.
27.53 a privilegi venduti e mendaci,
27.54 ond'io sovente arrosso e disfavillo.

27.55 In vesta di pastor lupi rapaci
27.56 si veggion di qua sù per tutti i paschi:
27.57 o difesa di Dio, perché pur giaci?

27.58 Del sangue nostro Caorsini e Guaschimostra/nascondi nota pa-27-58 Caorsini e Guaschí: Giovanni XXII era di Cahors e Clemente V era nato in Guascogna.
27.59 s'apparecchian di bere: o buon principio,mostra/nascondi nota pa-27-59 s'apparecchian: si preparano Clemente V sarà papa nel 1305, Giovanni XXII nel 1316.
27.60 a che vil fine convien che tu caschi!

27.61 Ma l'alta provedenza, che con Scipio
27.62 difese a Roma la gloria del mondo,
27.63 soccorrà tosto, sì com'io concipio;

27.64 e tu, figliuol, che per lo mortal pondo
27.65 ancor giù tornerai, apri la bocca,
27.66 e non asconder quel ch'io non ascondo».

27.67 Sì come di vapor gelati fiocca
27.68 in giuso l'aere nostro, quando 'l cornomostra/nascondi nota pa-27-68 quando 'l corno: quando il sole è in congiunzione con la costellazione del Capricorno, dal 21 dicembre al 21 gennaio.
27.69 de la capra del ciel col sol si tocca,

27.70 in sù vid'io così l'etera addorno
27.71 farsi e fioccar di vapor triunfantimostra/nascondi nota pa-27-71 di vapor triunfanti: sono gli spiriti partecipanti al trionfo di Cristo.
27.72 che fatto avien con noi quivi soggiorno.

27.73 Lo viso mio seguiva i suoi sembianti,
27.74 e seguì fin che 'l mezzo, per lo molto,mostra/nascondi nota pa-27-74 fin che 'l mezzo: lo spazio intercorrente per la sua accresciuta estensione impedì al mio occhio di spingersi oltre.
27.75 li tolse il trapassar del più avanti.

27.76 Onde la donna, che mi vide assolto
27.77 de l'attendere in sù, mi disse: «Adimamostra/nascondi nota pa-27-77 Adima: volgi lo sguardo.
27.78 il viso e guarda come tu se' vòlto».

27.79 Da l'ora ch'io avea guardato primamostra/nascondi nota pa-27-79 Da l'ora: dalla volta precedente, (cfr. c. XXII, 127 e segg.).
27.80 i' vidi mosso me per tutto l'arcomostra/nascondi nota pa-27-80 l'arco: quello percorso dalla metà alla fine del primo clima; per clima s'intendeva una delle sette zone in cui gli antichi geografi avevano diviso l'emisfero terrestre delle terre emerse. Il primo clima andava dall'Equatore a Cadice ("Gade ") e aveva la sua metà all'altezza di Gerusalemme.
27.81 che fa dal mezzo al fine il primo clima;

27.82 sì ch'io vedea di là da Gade il varcomostra/nascondi nota pa-27-82 il varco: l'Oceano Atlantico.
27.83 folle d'Ulisse, e di qua presso il litomostra/nascondi nota pa-27-83 il lito: della Fenicia, dove Giove rapì Europa.
27.84 nel qual si fece Europa dolce carco.

27.85 E più mi fora discoverto il sito
27.86 di questa aiuola; ma 'l sol procedea
27.87 sotto i mie' piedi un segno e più partito.mostra/nascondi nota pa-27-87 un segno e più partito: separato, lontano di più che 30 gradi zodiacali (" segno "); infatti il Sole era in Ariete e Dante nei Gemelli, essendoci in mezzo il Toro.

27.88 La mente innamorata, che donnea
27.89 con la mia donna sempre, di ridure
27.90 ad essa li occhi più che mai ardea;

27.91 e se natura o arte fé pasturemostra/nascondi nota pa-27-91 pasture: creature capaci di essere un'esca per gli occhi o in carne umana (la "natura") o in pitture (l'"arte") e tutte fossero insieme adunate….
27.92 da pigliare occhi, per aver la mente,
27.93 in carne umana o ne le sue pitture,

27.94 tutte adunate, parrebber niente
27.95 ver' lo piacer divin che mi refulse,
27.96 quando mi volsi al suo viso ridente.

27.97 E la virtù che lo sguardo m'indulse,mostra/nascondi nota pa-27-97 m'indulse: mi largì.
27.98 del bel nido di Leda mi divelse,mostra/nascondi nota pa-27-98 nido di Leda: quella parte del cielo, ove erano i Gemelli, cioè Castore e Polluce, figli di Leda.
27.99 e nel ciel velocissimo m'impulse.mostra/nascondi nota pa-27-99 nel ciel velocissimo: il Primo Mobile, o Cielo cristallino, che è il più veloce di tutti.

27.100 Le parti sue vivissime ed eccelsemostra/nascondi nota pa-27-100 vivissime: è lezione a cui reca l'esame dei codici, e che si spiega perfettamente, in quanto questo cielo è "velocissimo" e più pieno di virtù perché mosso da Dio direttamente. Le altre lezioni -meno spiegabili e ancor meno convincenti- sono varie: "vicissime", "vici(ni)ssime", "imissime", "ed infime", "verissime", ecc.
27.101 sì uniforme son, ch'i' non so dire
27.102 qual Beatrice per loco mi scelse.

27.103 Ma ella, che vedea 'l mio disire,
27.104 incominciò, ridendo tanto lieta,
27.105 che Dio parea nel suo volto gioire:

27.106 «La natura del mondo, che quietamostra/nascondi nota pa-27-106 Le natura del mondo: la forza naturale che fa stare immobile la terra ( " il mezzo " ) al centro, e muove i cieli circostanti, prende di qui la sua origine.
27.107 il mezzo e tutto l'altro intorno move,
27.108 quinci comincia come da sua meta;

27.109 e questo cielo non ha altro dovemostra/nascondi nota pa-27-109 altro dove: altro luogo.
27.110 che la mente divina, in che s'accende
27.111 l'amor che 'l volge e la virtù ch'ei piove.

27.112 Luce e amor d'un cerchio lui comprende,mostra/nascondi nota pa-27-112 Luce…: la luce e l'amore di un cerchio, l'Empireo, contiene il Primo Mobile come questo contiene gli altri cieli; e quello che circonda tutti gli altri (" precinto ") cioè l'Empireo, è inteso nella sua natura e nella sua essenza solo da Dio.
27.113 sì come questo li altri; e quel precinto
27.114 colui che 'l cinge solamente intende.

27.115 Non è suo moto per altro distinto,mostra/nascondi nota pa-27-115 suo moto: il movimento del Primo Mobile non è determinato (" distinto ") da altri, ma gli altri sono commisurati a questo, come il dieci si può misurare dal suo mezzo, il cinque, e dal suo quinto, il due.
27.116 ma li altri son mensurati da questo,
27.117 sì come diece da mezzo e da quinto;

27.118 e come il tempo tegna in cotal testomostra/nascondi nota pa-27-118 e come il tempo: e ormai puoi ben comprendere come il tempo, quasi fosse una pianta, affondi le sue radici in questo cielo (" testo ": vaso di terracotta) perché di qui ha l'unità di misura, cioè il giorno, e come allunghi i suoi rami negli altri cieli, dai quali si determinano le settimane e i mesi.
27.119 le sue radici e ne li altri le fronde,
27.120 omai a te può esser manifesto.

27.121 Oh cupidigia che i mortali affonde
27.122 sì sotto te, che nessuno ha podere
27.123 di trarre li occhi fuor de le tue onde!

27.124 Ben fiorisce ne li uomini il volere;
27.125 ma la pioggia continua converte
27.126 in bozzacchioni le sosine vere.mostra/nascondi nota pa-27-126 bozzacchioni: susine troppo ingrossate a causa della pioggia e perciò guaste.

27.127 Fede e innocenza son reperte
27.128 solo ne' parvoletti; poi ciascuna
27.129 pria fugge che le guance sian coperte.mostra/nascondi nota pa-27-129 sian coperte: dalla barba.

27.130 Tale, balbuziendo ancor, digiuna,
27.131 che poi divora, con la lingua sciolta,
27.132 qualunque cibo per qualunque luna;mostra/nascondi nota pa-27-132 qualunque cibo: diviene insaziabile in qualunque tempo.

27.133 e tal, balbuziendo, ama e ascolta
27.134 la madre sua, che, con loquela intera,mostra/nascondi nota pa-27-134 con loquela intera: da adulto.
27.135 disia poi di vederla sepolta.

27.136 Così si fa la pelle bianca neramostra/nascondi nota pa-27-136 Cosi si fa: cosi la pelle umana ( " bianca " ) diviene quale quella delle bestie ("nera"), al primo apparire dei piaceri mondani simboleggiati in Circe, la figlia del Sole (" di quel ch'apporta… ").
27.137 nel primo aspetto de la bella figlia
27.138 di quel ch'apporta mane e lascia sera.

27.139 Tu, perché non ti facci maraviglia,
27.140 pensa che 'n terra non è chi governi;mostra/nascondi nota pa-27-140 non è chi governi: l'Impero e la Chiesa debbono considerarsi vacanti, come già detto più volte.
27.141 onde sì svia l'umana famiglia.

27.142 Ma prima che gennaio tutto si svernimostra/nascondi nota pa-27-142 Ma prima: ma prima che il mese di gennaio cada in primavera, per la centesima parte del giorno, non calcolata nel calendario giuliano, che con l'andar dei secoli, provocherà tale spostamento….
27.143 per la centesma ch'è là giù negletta,
27.144 raggeran sì questi cerchi superni,

27.145 che la fortuna che tanto s'aspetta,
27.146 le poppe volgerà u' son le prore,
27.147 sì che la classe correrà diretta;mostra/nascondi nota pa-27-147 la classe: la flotta, cioè tutti gli Stati cristiani.

27.148 e vero frutto verrà dopo 'l fiore».

Paradiso : Canto 28

28.1 Poscia che 'ncontro a la vita presente
28.2 d'i miseri mortali aperse 'l vero
28.3 quella che 'mparadisa la mia mente,mostra/nascondi nota pa-28-3 quella: Beatrice.

28.4 come in lo specchio fiamma di doppiero
28.5 vede colui che se n'alluma retro,mostra/nascondi nota pa-28-5 che se n'alluma retro: che ne è illuminato alle spalle.
28.6 prima che l'abbia in vista o in pensiero,

28.7 e sé rivolge per veder se 'l vetro
28.8 li dice il vero, e vede ch'el s'accorda
28.9 con esso come nota con suo metro;mostra/nascondi nota pa-28-9 come nota con suo metro: come il canto con l'armonia che lo governa.

28.10 così la mia memoria si ricorda
28.11 ch'io feci riguardando ne' belli occhi
28.12 onde a pigliarmi fece Amor la corda.

28.13 E com'io mi rivolsi e furon tocchi
28.14 li miei da ciò che pare in quel volume,mostra/nascondi nota pa-28-14 in quel volume: in quel cielo che, rotando, si volge.
28.15 quandunque nel suo giro ben s'adocchi,mostra/nascondi nota pa-28-15 quandunque: ogni volta che.

28.16 un punto vidi che raggiava lume
28.17 acuto sì, che 'l viso ch'elli affoca
28.18 chiuder conviensi per lo forte acume;mostra/nascondi nota pa-28-18 acume: acutezza. Dio è, dunque, un punto luminoso.

28.19 e quale stella par quinci più poca,mostra/nascondi nota pa-28-19 par quinci: appare, dalla terra, più piccola.
28.20 parrebbe luna, locata con esso
28.21 come stella con stella si collòca.

28.22 Forse cotanto quanto pare appressomostra/nascondi nota pa-28-22 appresso : vicino al sole, l'alone circondare la luce che gli dà i colori dell'iride (" che 'l dipigne ") quando il vapore, che esso alone forma, è più denso.
28.23 alo cigner la luce che 'l dipigne
28.24 quando 'l vapor che 'l porta più è spesso,

28.25 distante intorno al punto un cerchio d'ignemostra/nascondi nota pa-28-25 un cerchio d'igne: un cerchio di fuoco, cioè il coro angelico formato dai Serafini.
28.26 si girava sì ratto, ch'avria vinto
28.27 quel moto che più tosto il mondo cigne;mostra/nascondi nota pa-28-27 quel moto: il Primo Mobile, il più veloce dei cieli rotanti ( " che più tosto " ).

28.28 e questo era d'un altro circumcinto,mostra/nascondi nota pa-28-28 circumcinto: circondato.
28.29 e quel dal terzo, e 'l terzo poi dal quarto,
28.30 dal quinto il quarto, e poi dal sesto il quinto.

28.31 Sopra seguiva il settimo sì sparto
28.32 già di larghezza, che 'l messo di Iunomostra/nascondi nota pa-28-32 'l messo dl Iuno: l'arcobaleno, o Iride, messaggera di Giunone.
28.33 intero a contenerlo sarebbe arto.mostra/nascondi nota pa-28-33 arto: stretto.

28.34 Così l'ottavo e 'l nono; e chiascheduno
28.35 più tardo si movea, secondo ch'era
28.36 in numero distante più da l'uno;

28.37 e quello avea la fiamma più sincera
28.38 cui men distava la favilla pura,
28.39 credo, però che più di lei s'invera.mostra/nascondi nota pa-28-39 s'invera: attinge luce.

28.40 La donna mia, che mi vedea in curamostra/nascondi nota pa-28-40 in cura: in ansia.
28.41 forte sospeso, disse: «Da quel punto
28.42 depende il cielo e tutta la natura.

28.43 Mira quel cerchio che più li è congiunto;
28.44 e sappi che 'l suo muovere è sì tostomostra/nascondi nota pa-28-44 sì tosto: cosi rapido. 46 Se 'l mondo fosse posto: se il mondo sensibile fosse disposto nello stesso ordine dei cori angelici, sarei soddisfatto di quel che mi hai anticipato con le tue parole. Ma nel mondo sensibile, si può invece vedere che le rivoluzioni dei cieli rotanti sono tanto più veloci, cioè infiammate dall'amor divino, quanto più sono lontane dal centro, occupato, secondo il sistema tolemaico, dalla Terra che è immobile.
28.45 per l'affocato amore ond'elli è punto».

28.46 E io a lei: «Se 'l mondo fosse posto
28.47 con l'ordine ch'io veggio in quelle rote,
28.48 sazio m'avrebbe ciò che m'è proposto;

28.49 ma nel mondo sensibile si puote
28.50 veder le volte tanto più divine,
28.51 quant'elle son dal centro più remote.

28.52 Onde, se 'l mio disir dee aver fine
28.53 in questo miro e angelico templo
28.54 che solo amore e luce ha per confine,

28.55 udir convienmi ancor come l'essemplomostra/nascondi nota pa-28-55 l'essemplo e l'essemplare: il modello e la copia.
28.56 e l'essemplare non vanno d'un modo,
28.57 ché io per me indarno a ciò contemplo».

28.58 «Se li tuoi diti non sono a tal nodo
28.59 sufficienti, non è maraviglia:
28.60 tanto, per non tentare, è fatto sodo!».mostra/nascondi nota pa-28-60 per non tentare: per il motivo che nessuno ha tentato di scioglierlo.

28.61 Così la donna mia; poi disse: «Piglia
28.62 quel ch'io ti dicerò, se vuo' saziarti;
28.63 e intorno da esso t'assottiglia.mostra/nascondi nota pa-28-63 t'assottiglia: medita tra sottili argomentazioni (cfr. c. XIX, 82).

28.64 Li cerchi corporai sono ampi e artimostra/nascondi nota pa-28-64 Li cerchi corporai: i cieli rotanti che, diversamente dall'Empireo, sono corporei, sono ampi o stretti (" arti ") secondo la loro maggiore o minore " virtute " o influenza che li compenetra.
28.65 secondo il più e 'l men de la virtute
28.66 che si distende per tutte lor parti.

28.67 Maggior bontà vuol far maggior salute;mostra/nascondi nota pa-28-67 Maggior bontà: la bontà, quanto è maggiore, tanto più vuole estendere il suo influsso; un corpo maggiore contiene ( " cape " ) maggior salute, se tutte le sue parti sono perfette (" igualmente compiute " ).
28.68 maggior salute maggior corpo cape,
28.69 s'elli ha le parti igualmente compiute.

28.70 Dunque costui che tutto quanto rapemostra/nascondi nota pa-28-70 costui: il Primo Mobile, nel quale Dante sta con Beatrice.
28.71 l'altro universo seco, corrisponde
28.72 al cerchio che più ama e che più sape:

28.73 per che, se tu a la virtù circondemostra/nascondi nota pa-28-73 per che: per cui, se tu adatti la tua proporzione (" misura ") alla virtù dei cori angelici e non alla apparente ampiezza dei cerchi in cui ruotano, tu scorgerai una mirabile corrispondenza di maggiore ampiezza dei cieli, con superiore (" più ") virtù angelica, e di minore ampiezza, con minore virtù. In conclusione, il coro dei Serafini, più piccolo perché più vicino a Dio, ma più ricco di virtù, muove il cielo rotante più ampio e più vicino a Dio: il Primo Mobile; di seguito i Cherubini muovono il Cielo Stellato, i Troni Saturno, le Dominazioni Giove, le Virtù Marte, le Potestà il Sole, i Principati Venere, gli Arcangeli Mercurio e gli Angeli la Luna.
28.74 la tua misura, non a la parvenza
28.75 de le sustanze che t'appaion tonde,

28.76 tu vederai mirabil consequenza
28.77 di maggio a più e di minore a meno,
28.78 in ciascun cielo, a sua intelligenza».

28.79 Come rimane splendido e sereno
28.80 l'emisperio de l'aere, quando soffia
28.81 Borea da quella guancia ond'è più leno,mostra/nascondi nota pa-28-81 Borea: il vento di tramontana, che dalla parte destra donde soffiava più temperato, diveniva il maestrale.

28.82 per che si purga e risolve la roffiamostra/nascondi nota pa-28-82 la roffia: i vapori addensati.
28.83 che pria turbava, sì che 'l ciel ne ride
28.84 con le bellezze d'ogne sua paroffia;mostra/nascondi nota pa-28-84 paroffia: letteralm. parrocchia; qui: parte, regione.

28.85 così fec'io, poi che mi provide
28.86 la donna mia del suo risponder chiaro,
28.87 e come stella in cielo il ver si vide.

28.88 E poi che le parole sue restaro,
28.89 non altrimenti ferro disfavilla
28.90 che bolle, come i cerchi sfavillaro.

28.91 L'incendio suo seguiva ogne scintilla;
28.92 ed eran tante, che 'l numero loro
28.93 più che 'l doppiar de li scacchi s'inmilla.mostra/nascondi nota pa-28-93 più che 'l doppiar: che si perde nelle migliaia, più del numero che si ricava dalla duplicazione successiva delle 64 caselle della scacchiera. Allude alla leggenda secondo la quale l'inventore degli scacchi chiese come compenso, al re di Persia, un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e cosi sempre raddoppiando. Ne risultò un numero, di diciannove cifre, tale che in tutto il paese non esisteva un corrispondente quantitativo di grano.

28.94 Io sentiva osannar di coro in coro
28.95 al punto fisso che li tiene a li ubi,mostra/nascondi nota pa-28-95 a li ubi: nei luoghi assegnati.
28.96 e terrà sempre, ne' quai sempre fuoro.

28.97 E quella che vedea i pensier dubi
28.98 ne la mia mente, disse: «I cerchi primi
28.99 t'hanno mostrato Serafi e Cherubi.

28.100 Così veloci seguono i suoi vimi,mostra/nascondi nota pa-28-100 i suoi vimi: legami (cfr. lat. "vimen").
28.101 per somigliarsi al punto quanto ponno;mostra/nascondi nota pa-28-101 per somigliarsi: per rendersi simile: al punto, quanto possono; e tanto possono, quanto ad essi è concesso di vedere la divinità.
28.102 e posson quanto a veder son soblimi.

28.103 Quelli altri amori che 'ntorno li vonno,
28.104 si chiaman Troni del divino aspetto,
28.105 per che 'l primo ternaro terminonno;mostra/nascondi nota pa-28-105 'l primo ternaro: la prima gerarchia angelica.

28.106 e dei saper che tutti hanno diletto
28.107 quanto la sua veduta si profonda
28.108 nel vero in che si queta ogne intelletto.

28.109 Quinci si può veder come si fonda
28.110 l'essere beato ne l'atto che vede,
28.111 non in quel ch'ama, che poscia seconda;mostra/nascondi nota pa-28-111 non in quel ch'ama: la beatitudine è nel vedere Dio e non nell'amore di Dio, che segue la visione.

28.112 e del vedere è misura mercede,mostra/nascondi nota pa-28-112 mercede: il merito che nasce dalla grazia divina e dal buon volere d'ognuno.
28.113 che grazia partorisce e buona voglia:
28.114 così di grado in grado si procede.

28.115 L'altro ternaro, che così germoglia
28.116 in questa primavera sempiterna
28.117 che notturno Ariete non dispoglia,

28.118 perpetualemente "Osanna" sbernamostra/nascondi nota pa-28-118 sberna: canta. In origine, "svernare" era il cantare degli uccelli a primavera.
28.119 con tre melode, che suonano in treemostra/nascondi nota pa-28-119 melode: melodie.
28.120 ordini di letizia onde s'interna.mostra/nascondi nota pa-28-120 onde s'interna: per i quali è triplice.

28.121 In essa gerarcia son l'altre dee:
28.122 prima Dominazioni, e poi Virtudi;
28.123 l'ordine terzo di Podestadi èe.

28.124 Poscia ne' due penultimi tripudi
28.125 Principati e Arcangeli si girano;
28.126 l'ultimo è tutto d'Angelici ludi.mostra/nascondi nota pa-28-126 ludi: feste, letizie.

28.127 Questi ordini di sù tutti s'ammirano,mostra/nascondi nota pa-28-127 s ammirano: guardano ammirati a Dio.
28.128 e di giù vincon sì, che verso Dio
28.129 tutti tirati sono e tutti tirano.

28.130 E Dionisio con tanto disiomostra/nascondi nota pa-28-130 Dionisio: Dionigi Aeropagita, vescovo d'Atene e autore di numerose opere mistiche, tra cui "De coelesti Hierarchia", che qui Dante usa come fonte.
28.131 a contemplar questi ordini si mise,
28.132 che li nomò e distinse com'io.

28.133 Ma Gregorio da lui poi si divise;mostra/nascondi nota pa-28-133 Gregorio: San Gregorio Magno dissentì ( " si divise " ) dall'opinione di Dionigi.
28.134 onde, sì tosto come li occhi aperse
28.135 in questo ciel, di sé medesmo rise.mostra/nascondi nota pa-28-135 di sè medesmo rise: rise del suo errore, " cosi come si può dire che faccia Dante ritrattando l'opinione espressa nel Convivio " (Vandelli). Cfr. Conv. II, 6.

28.136 E se tanto secreto ver profersemostra/nascondi nota pa-28-136 proferse: manifestò, rivelò.
28.137 mortale in terra, non voglio ch'ammiri;
28.138 ché chi 'l vide qua sù gliel discopersemostra/nascondi nota pa-28-138 ché chi 'l vide: poiché San Paolo quando fu rapito in cielo (cfr. Inf. c. II 28) vide l'ordinanmento angelico e lo rivelò a Dionigi, che il Santo stesso convertì al Cristianesimo.

28.139 con altro assai del ver di questi giri».

Paradiso : Canto 29

29.1 Quando ambedue li figli di Latona,mostra/nascondi nota pa-29-1 li figli di Latona: Apollo e Diana, cioè il Sole e la Luna.
29.2 coperti del Montone e de la Libra,
29.3 fanno de l'orizzonte insieme zona,mostra/nascondi nota pa-29-3 zona: fascia. Si trovano sul medesimo orizzonte, che li fascia entrambi, in posizione diametralmente opposta.

29.4 quant'è dal punto che 'l cenìt inlibramostra/nascondi nota pa-29-4 quant'è: quant'è il tempo che passa dal momento in cui lo zenit (" cenìt ") li tiene bilanciati (" inlibra "), a quello in cui entrambi, cambiando emisfero, annullano l'equilibrio in cui li teneva la posizione sul medesimo orizzonte (" quel cinto"), cioè un breve attimo….
29.5 infin che l'uno e l'altro da quel cinto,
29.6 cambiando l'emisperio, si dilibra,

29.7 tanto, col volto di riso dipinto,
29.8 si tacque Beatrice, riguardando
29.9 fiso nel punto che m'avea vinto.

29.10 Poi cominciò: «Io dico, e non dimando,
29.11 quel che tu vuoli udir, perch'io l'ho visto
29.12 là 've s'appunta ogne ubi e ogne quando.mostra/nascondi nota pa-29-12 ogne ubi e ogne quando: ogni luogo e ogni tempo.

29.13 Non per aver a sé di bene acquisto,mostra/nascondi nota pa-29-13 Non per aver: non per acquistare maggior bene, che per Dio, sommo bene non ha senso, ma perché il suo splendore, risplendendo in altri esseri, potesse affermare: " Sussisto ".
29.14 ch'esser non può, ma perché suo splendore
29.15 potesse, risplendendo, dir "Subsisto",

29.16 in sua etternità di tempo fore,
29.17 fuor d'ogne altro comprender, come i piacque,
29.18 s'aperse in nuovi amor l'etterno amore.mostra/nascondi nota pa-29-18 s'aperse: l'amore divino si manifestò in nuove creature capaci di amare (" nuovi amor ").

29.19 Né prima quasi torpente si giacque;mostra/nascondi nota pa-29-19 Né prima: né prima della creazione Dio giacque come in torpore; poiché la creazione avvenne senza un prima e senza un poi. A proposito della creazione si legge: " e lo spirito di Dio trascorreva sopra le acque " (cfr. Genesi I, 2).
29.20 ché né prima né poscia procedette
29.21 lo discorrer di Dio sovra quest'acque.

29.22 Forma e materia, congiunte e purette,mostra/nascondi nota pa-29-22 Forma e materia: forma e materia, o unite, o di per sé isolate (" purette ": prette) uscirono dalla creazione in esseri privi di manchevolezze (" fallo "), come da un arco di tre corde (" tricordo ") possono essere scoccate tre frecce contemporaneamente. Furono, cioè, creati esseri tutti spirituali o pura forma (angeli) ed esseri tutti materiali (la materia che costituisce gli elementi); esseri, infine, in cui materia e forma erano congiunte (i cieli, nei quali l'angelo o forma si unisce alla sfera celeste, o materia).
29.23 usciro ad esser che non avia fallo,
29.24 come d'arco tricordo tre saette.

29.25 E come in vetro, in ambra o in cristallo
29.26 raggio resplende sì, che vmostra/nascondi nota pa-29-26 dal venire: tra il pervenire del raggio e l'essere contenuto nel corpo trasparente, non c'è intervallo apprezzabile.
29.27 a l'esser tutto non è intervallo,

29.28 così 'l triforme effetto del suo sire
29.29 ne l'esser suo raggiò insieme tutto
29.30 sanza distinzione in essordire.mostra/nascondi nota pa-29-30 sanza distinzione: senza differenza di tempo nell'atto del nascere.

29.31 Concreato fu ordine e costruttomostra/nascondi nota pa-29-31 Concreato: fu creato insieme anche l'ordine di ciascuna sostanza, e quelle furono poste nel luogo più elevato (" furon cima "), nelle quali è pura intelligenza, cioè gli angeli; mentre la materia pura ( " pura potenza " ) occupò la parte più bassa; nella parte intermedia, tra lo Empireo e il mondo sublunare, un legame (" vime "), che mai non si scioglie, congiunse forma e materia ("potenza con atto") a costituire i cieli.
29.32 a le sustanze; e quelle furon cima
29.33 nel mondo in che puro atto fu produtto;

29.34 pura potenza tenne la parte ima;
29.35 nel mezzo strinse potenza con atto
29.36 tal vime, che già mai non si divima.

29.37 Ieronimo vi scrisse lungo trattomostra/nascondi nota pa-29-37 Ieronimo: S. Girolamo scrisse che gli angeli furono creati lunga serie di secoli prima che fosse creato il resto dell'Universo. Tale opinione erronea, fu confutata da San Tommaso, come del resto si trova in molti altri testi, ispirati dallo Spirito Santo. (vv. 40-41).
29.38 di secoli de li angeli creati
29.39 anzi che l'altro mondo fosse fatto;

29.40 ma questo vero è scritto in molti lati
29.41 da li scrittor de lo Spirito Santo,
29.42 e tu te n'avvedrai se bene agguati;

29.43 e anche la ragione il vede alquanto,
29.44 che non concederebbe che ' motorimostra/nascondi nota pa-29-44 che non concederebbe: che non potrebbe ammettere che gli angeli (" motori ") fossero rimasti tanto tempo senza poter attuare il loro compito di motori, se non vi fossero stati i cieli. Si concepisce, infatti, la perfezione di un essere in quanto la sua potenza si esplica in atto; nella potenza senza atto non v'è perfezione.
29.45 sanza sua perfezion fosser cotanto.

29.46 Or sai tu dove e quando questi amorimostra/nascondi nota pa-29-46 dove e quando: nell'Empireo e al di fuori del tempo.
29.47 furon creati e come: sì che spentimostra/nascondi nota pa-29-47 e come: come atto puro, pura forma.
29.48 nel tuo disio già son tre ardori.

29.49 Né giugneriesi, numerando, al ventimostra/nascondi nota pa-29-49 Né giugneriesi: né, contando, si giungerebbe da uno a venti prima di quanto una parte degli angeli sconvolse, precipitata dal cielo, la terra (" il suggetto de' vostri alimenti ").
29.50 sì tosto, come de li angeli parte
29.51 turbò il suggetto de' vostri alimenti.

29.52 L'altra rimase, e cominciò quest'artemostra/nascondi nota pa-29-52 L'altra: l'altra parte, quella degli angeli fedeli.
29.53 che tu discerni, con tanto diletto,
29.54 che mai da circuir non si diparte.

29.55 Principio del cader fu il maladettomostra/nascondi nota pa-29-55 il maladetto: Lucifero, che tu vedesti (cfr. Inf. c. XXXIV, 16 e segg.) conficcato al centro della terra, ove la gravità attira tutti i pesi.
29.56 superbir di colui che tu vedesti
29.57 da tutti i pesi del mondo costretto.

29.58 Quelli che vedi qui furon modesti
29.59 a riconoscer sé da la bontate
29.60 che li avea fatti a tanto intender presti:mostra/nascondi nota pa-29-60 a tanto intender presti: disposti a comprendere la grandezza di Dio.

29.61 per che le viste lor furo essaltate
29.62 con grazia illuminante e con lor merto,
29.63 si c'hanno ferma e piena volontate;

29.64 e non voglio che dubbi, ma sia certo,
29.65 che ricever la grazia è meritorio
29.66 secondo che l'affetto l'è aperto.mostra/nascondi nota pa-29-66 secondo che: a seconda dell'amore che ciascuno dimostra, nell'esser disposto a riceverla.

29.67 Omai dintorno a questo consistoriomostra/nascondi nota pa-29-67 a questo consistorio: a questo celeste consesso.
29.68 puoi contemplare assai, se le parole
29.69 mie son ricolte, sanz'altro aiutorio.mostra/nascondi nota pa-29-69 sanz'altro aiutorio: senz'altro aiuto (cfr. lat. "adiutorium").

29.70 Ma perché 'n terra per le vostre scole
29.71 si legge che l'angelica naturamostra/nascondi nota pa-29-71 si legge: s'insegna (cfr. c. X, 137). Come " lettura " (v. 75) vale: insegnamento.
29.72 è tal, che 'ntende e si ricorda e vole,

29.73 ancor dirò, perché tu veggi pura
29.74 la verità che là giù si confonde,
29.75 equivocando in sì fatta lettura.mostra/nascondi nota pa-29-75 equivocando: l'equivoco di certe " scole " consiste nell'attribuire agli angeli la memoria, che ad essi non servirebbe, in quanto vedono, in ogni momento, tutto in Dio.

29.76 Queste sustanze, poi che fur gioconde
29.77 de la faccia di Dio, non volser viso
29.78 da essa, da cui nulla si nasconde:

29.79 però non hanno vedere intercisomostra/nascondi nota pa-29-79 interciso: interrotto da nuovo oggetto che, aggiungendo una nuova immagine, costringa a richiamare mnemonicamente quella prima visione, per essersene allontanato ( " diviso " ) il concetto.
29.80 da novo obietto, e però non bisogna
29.81 rememorar per concetto diviso;

29.82 sì che là giù, non dormendo, si sogna,mostra/nascondi nota pa-29-82 non dormendo: ad occhi aperti.
29.83 credendo e non credendo dicer vero;mostra/nascondi nota pa-29-83 credendo e non credendo: in buona e cattiva fede.
29.84 ma ne l'uno è più colpa e più vergogna.

29.85 Voi non andate giù per un sentieromostra/nascondi nota pa-29-85 per un sentiero: seguendo un'unica strada.
29.86 filosofando: tanto vi trasporta
29.87 l'amor de l'apparenza e 'l suo pensiero!mostra/nascondi nota pa-29-87 l'amor de l'apparenza: il desiderio di mettersi in evidenza, e la preoccupazione di tale desiderio.

29.88 E ancor questo qua sù si comportamostra/nascondi nota pa-29-88 si comporta: si tollera.
29.89 con men disdegno che quando è pospostamostra/nascondi nota pa-29-89 posposta: lasciata da parte.
29.90 la divina Scrittura o quando è torta.

29.91 Non vi si pensa quanto sangue costa
29.92 seminarla nel mondo e quanto piacemostra/nascondi nota pa-29-92 quanto piace: quanto è caro a Dio.
29.93 chi umilmente con essa s'accosta.

29.94 Per apparer ciascun s'ingegna e facemostra/nascondi nota pa-29-94 Per apparer: per mettersi in evidenza.
29.95 sue invenzioni; e quelle son trascorsemostra/nascondi nota pa-29-95 son trascorse: vengono illustrate, mentre nel Vangelo non si fa parola.
29.96 da' predicanti e 'l Vangelio si tace.

29.97 Un dice che la luna si ritorsemostra/nascondi nota pa-29-97 si ritorse: percorse a ritroso l'orbita sua.
29.98 ne la passion di Cristo e s'interpuose,mostra/nascondi nota pa-29-98 e s'interpuose: e si frappose tra la Terra e il Sole, determinando l'eclissi di Sole, ma mente, perché la luce del Sole si offuscò da sè, miracolosamente, tanto che l'eclissi fu visibile non solo ai Giudei ma anche ai popoli occidentali (" Spani ") e orientali (" Indi ").
29.99 per che 'l lume del sol giù non si porse;

29.100 e mente, ché la luce si nascose
29.101 da sé: però a li Spani e a l'Indi
29.102 come a' Giudei tale eclissi rispuose.

29.103 Non ha Fiorenza tanti Lapi e Bindimostra/nascondi nota pa-29-103 Lapi e Bindi: nomi frequentissimi al tempo di Dante.
29.104 quante sì fatte favole per annomostra/nascondi nota pa-29-104 per anno: continuamente.
29.105 in pergamo si gridan quinci e quindi;

29.106 sì che le pecorelle, che non sanno,
29.107 tornan del pasco pasciute di vento,
29.108 e non le scusa non veder lo danno.mostra/nascondi nota pa-29-108 e non le scusa: e non le giustifica il fatto che non sanno, che per il Cristiano è peccato anche l'ignorare le elementari verità della Fede.

29.109 Non disse Cristo al suo primo convento:mostra/nascondi nota pa-29-109 al suo primo convento: ai suoi primi seguaci, raccolti intorno a lui (cfr. c. XXII, 90), cioè agli Apostoli.
29.110 "Andate, e predicate al mondo ciance";
29.111 ma diede lor verace fondamento;

29.112 e quel tanto sonò ne le sue guance,
29.113 sì ch'a pugnar per accender la fede
29.114 de l'Evangelio fero scudo e lance.mostra/nascondi nota pa-29-114 de l'Evangelio: arma di penetrazione per il Vangelo.

29.115 Ora si va con motti e con iscedemostra/nascondi nota pa-29-115 iscede: facezie in parole ed atti.
29.116 a predicare, e pur che ben si rida,
29.117 gonfia il cappuccio e più non si richiede.mostra/nascondi nota pa-29-117 gonfia il cappuccio: il frate predicatore, quando ha suscitato il piacere dell'uditorio con una sua battuta, si mostra tronfio e gonfio del successo ed altro non chiede.

29.118 Ma tale uccel nel becchetto s'annida,mostra/nascondi nota pa-29-118 Ma tale uccel: ma nella punta del cappuccio ( " becchetto " ) si annida il demonio ( " tale uccel " ).
29.119 che se 'l vulgo il vedesse, vederebbe
29.120 la perdonanza di ch'el si confida;mostra/nascondi nota pa-29-120 la perdonanza: da chi venga il perdono, l'assoluzione, in cui confida.

29.121 per cui tanta stoltezza in terra crebbe,
29.122 che, sanza prova d'alcun testimonio,
29.123 ad ogne promession si correrebbe.mostra/nascondi nota pa-29-123 ad ogne promession: ad ogni promessa senza che ne sia provata la legittimità.

29.124 Di questo ingrassa il porco sant'Antonio,mostra/nascondi nota pa-29-124 il porco Sant'Antonio: il porco di Sant'Antonio l'eremita, il quale veniva rappresentato con un maiale ai piedi, simbolo di Satana da lui sconfitto.
29.125 e altri assai che sono ancor più porci,mostra/nascondi nota pa-29-125 e altri: i monaci e i loro parassiti.
29.126 pagando di moneta sanza conio.mostra/nascondi nota pa-29-126 moneta sanza conio: illusoria e falsa, perché non valide sono le indulgenze vendute a prezzo.

29.127 Ma perché siam digressi assai, ritorci
29.128 li occhi oramai verso la dritta strada,
29.129 sì che la via col tempo si raccorci.

29.130 Questa natura sì oltre s'ingradamostra/nascondi nota pa-29-130 Questa natura: la natura angelica s'innalza di gradino in gradino (" s'ingrada " ).
29.131 in numero, che mai non fu loquela
29.132 né concetto mortal che tanto vada;

29.133 e se tu guardi quel che si revela
29.134 per Daniel, vedrai che 'n sue migliaiamostra/nascondi nota pa-29-134 per Daniel: Daniele, nella sua visione, parla di migliaia di angeli, e in questa espressione è nascosto (" si cela ") il vero numero degli angeli.
29.135 determinato numero si cela.

29.136 La prima luce, che tutta la raia,mostra/nascondi nota pa-29-136 La prima luce: Dio, che irraggia tutta la natura angelica.
29.137 per tanti modi in essa si recepe,mostra/nascondi nota pa-29-137 si recepe: è ricevuta in tanti modi, quanti sono gli angeli con i quali si congiunge.
29.138 quanti son li splendori a chi s'appaia.

29.139 Onde, però che a l'atto che concepemostra/nascondi nota pa-29-139 che concepe: che concepisce mentalmente. E' la visione intellettuale di Dio.
29.140 segue l'affetto, d'amar la dolcezza
29.141 diversamente in essa ferve e tepe.mostra/nascondi nota pa-29-141 ferve e tepe: è più o meno ardente.

29.142 Vedi l'eccelso omai e la larghezza
29.143 de l'etterno valor, poscia che tanti
29.144 speculi fatti s'ha in che si spezza,

29.145 uno manendo in sé come davanti».mostra/nascondi nota pa-29-145 uno manendo: pur rimanendo indiviso e indivisibile in sè come prima (" davanti ").

Paradiso : Canto 30

30.1 Forse semilia miglia di lontanomostra/nascondi nota pa-30-1 Forse: forse il mezzogiorno (" l'ora sesta " ) arde ( " ferve " ) lontano da noi circa seimila miglia, e il nostro mondo proietta la sua ombra all'orizzonte (" al letto piano " ), allorché ( " quando " ) la parte più alta dei cieli (" a noi profondo ") comincia a schiarirsi, in modo che qualche stella perde la sua parvenza (" il parere "), che non giunge fino alla terra, che è il fondo dell'universo.
30.2 ci ferve l'ora sesta, e questo mondo
30.3 china già l'ombra quasi al letto piano,

30.4 quando 'l mezzo del cielo, a noi profondo,
30.5 comincia a farsi tal, ch'alcuna stella
30.6 perde il parere infino a questo fondo;

30.7 e come vien la chiarissima ancellamostra/nascondi nota pa-30-7 La chiarissima ancella: l'aurora.
30.8 del sol più oltre, così 'l ciel si chiudemostra/nascondi nota pa-30-8 si chiude: il cielo si spegne di stella in stella (" di vista in vista ") come se esse fossero occhi.
30.9 di vista in vista infino a la più bella.

30.10 Non altrimenti il triunfo che ludemostra/nascondi nota pa-30-10 il triunfo che lude: la serie dei cori angelici che tripudiano.
30.11 sempre dintorno al punto che mi vinse,
30.12 parendo inchiuso da quel ch'elli 'nchiude,

30.13 a poco a poco al mio veder si stinse:
30.14 per che tornar con li occhi a Beatrice
30.15 nulla vedere e amor mi costrinse.

30.16 Se quanto infino a qui di lei si dice
30.17 fosse conchiuso tutto in una loda,
30.18 poca sarebbe a fornir questa vice.mostra/nascondi nota pa-30-18 a fornir questa vice: a compiere quest'ufficio.

30.19 La bellezza ch'io vidi si trasmodamostra/nascondi nota pa-30-19 si trasmoda: va oltre i nostri limiti di pensiero.
30.20 non pur di là da noi, ma certo io credo
30.21 che solo il suo fattor tutta la goda.

30.22 Da questo passo vinto mi concedo
30.23 più che già mai da punto di suo tema
30.24 soprato fosse comico o tragedo:mostra/nascondi nota pa-30-24 soprato: fosse superato, vinto, scrittore di opere comiche o tragiche, cioè scrittori di opere dalla materia non troppo elevata i primi, e di nobile argomento gli altri (cfr. De Vulg. II, 4).

30.25 ché, come sole in viso che più trema,mostra/nascondi nota pa-30-25 come sole: come fa il sole con la vista ( " viso " ) che più stenta a resistere al suo fulgore (" trema ").
30.26 così lo rimembrar del dolce riso
30.27 la mente mia da me medesmo scema.

30.28 Dal primo giorno ch'i' vidi il suo viso
30.29 in questa vita, infino a questa vista,
30.30 non m'è il seguire al mio cantar preciso;mostra/nascondi nota pa-30-30 preciso: adeguato.

30.31 ma or convien che mio seguir desista
30.32 più dietro a sua bellezza, poetando,
30.33 come a l'ultimo suo ciascuno artista.mostra/nascondi nota pa-30-33 a l'ultimo suo: all'estremo delle sue capacità.

30.34 Cotal qual io la lascio a maggior bandomostra/nascondi nota pa-30-34 io la lascio: la lascio da celebrare a tromba ( " tuba " ), cioè voce poetica, più valida della mia.
30.35 che quel de la mia tuba, che deduce
30.36 l'ardua sua matera terminando,

30.37 con atto e voce di spedito duce
30.38 ricominciò: «Noi siamo usciti fore
30.39 del maggior corpo al ciel ch'è pura luce:mostra/nascondi nota pa-30-39 del maggior corpo: fuori dal Primo Mobile al cielo Empireo, che è di pura luce.

30.40 luce intellettual, piena d'amore;
30.41 amor di vero ben, pien di letizia;
30.42 letizia che trascende ogne dolzore.

30.43 Qui vederai l'una e l'altra miliziamostra/nascondi nota pa-30-43 l'una e l'altra milizia: i beati e gli angeli.
30.44 di paradiso, e l'una in quelli aspettimostra/nascondi nota pa-30-44 e l'una: e i beati con quell'aspetto umano, che tornano ad assumere dopo il Giudizio Universale.
30.45 che tu vedrai a l'ultima giustizia».

30.46 Come sùbito lampo che discettimostra/nascondi nota pa-30-46 che discetti: che disperda (cfr. lat. "disceptare").
30.47 li spiriti visivi, sì che priva
30.48 da l'atto l'occhio di più forti obietti,

30.49 così mi circunfulse luce viva,
30.50 e lasciommi fasciato di tal velo
30.51 del suo fulgor, che nulla m'appariva.

30.52 «Sempre l'amor che queta questo cielo
30.53 accoglie in sé con sì fatta salute,mostra/nascondi nota pa-30-53 con sì fatta salute: con tale saluto, acciocché la sua accresciuta lumino sità (" candela ") divenga disposta ad accogliere in sé la fiamma dell'amor divino.
30.54 per far disposto a sua fiamma il candelo».

30.55 Non fur più tosto dentro a me venute
30.56 queste parole brievi, ch'io compresi
30.57 me sormontar di sopr'a mia virtute;mostra/nascondi nota pa-30-57 me sormontar: che io trascendevo le mie normali facoltà.

30.58 e di novella vista mi raccesi
30.59 tale, che nulla luce è tanto mera,
30.60 che li occhi miei non si fosser difesi;

30.61 e vidi lume in forma di riveramostra/nascondi nota pa-30-61 di rivera: di fiume.
30.62 fulvido di fulgore, intra due rivemostra/nascondi nota pa-30-62 fulvido: color d'oro.
30.63 dipinte di mirabil primavera.

30.64 Di tal fiumana uscian faville vive,
30.65 e d'ogne parte si mettìen ne' fiori,
30.66 quasi rubin che oro circunscrive;

30.67 poi, come inebriate da li odori,
30.68 riprofondavan sé nel miro gurge;mostra/nascondi nota pa-30-68 nel miro gurge: nel mirabile gorgo (cfr. lat. "gurges").
30.69 e s'una intrava, un'altra n'uscia fori.

30.70 «L'alto disio che mo t'infiamma e urge,
30.71 d'aver notizia di ciò che tu vei,
30.72 tanto mi piace più quanto più turge;mostra/nascondi nota pa-30-72 turge: si fa impellente.

30.73 ma di quest'acqua convien che tu bei
30.74 prima che tanta sete in te si sazi»:
30.75 così mi disse il sol de li occhi miei.

30.76 Anche soggiunse: «Il fiume e li topazi
30.77 ch'entrano ed escono e 'l rider de l'erbe
30.78 son di lor vero umbriferi prefazi.mostra/nascondi nota pa-30-78 umbriferi prefazii: una specie di prefazione che adombra la verità, in essi contenuta.

30.79 Non che da sé sian queste cose acerbe;mostra/nascondi nota pa-30-79 acerbe: imperfette, non compiute.
30.80 ma è difetto da la parte tua,
30.81 che non hai viste ancor tanto superbe».mostra/nascondi nota pa-30-81 viste: facoltà visive ancora adeguate.

30.82 Non è fantin che sì sùbito ruamostra/nascondi nota pa-30-82 fantin: bambino, fantolino (cfr. c.XXIII, 121); rua: si precipiti (cfr. lat. "ruat").
30.83 col volto verso il latte, se si svegli
30.84 molto tardato da l'usanza sua,

30.85 come fec'io, per far migliori spegli
30.86 ancor de li occhi, chinandomi a l'onda
30.87 che si deriva perché vi s'immegli;mostra/nascondi nota pa-30-87 vi s'immeglí: in essa si divenga migliori.

30.88 e sì come di lei bevve la grondamostra/nascondi nota pa-30-88 la gronda: le ciglia, grondaia delle palpebre.
30.89 de le palpebre mie, così mi parve
30.90 di sua lunghezza divenuta tonda.mostra/nascondi nota pa-30-90 divenuta tonda: la figura circolare simboleggia l'eternità.

30.91 Poi, come gente stata sotto larve,mostra/nascondi nota pa-30-91 sotto larve: sotto maschere (cfr. Purg. c. XV, 127).
30.92 che pare altro che prima, se si sveste
30.93 la sembianza non sua in che disparve,

30.94 così mi si cambiaro in maggior feste
30.95 li fiori e le faville, sì ch'io vidi
30.96 ambo le corti del ciel manifeste.

30.97 O isplendor di Dio, per cu' io vidi
30.98 l'alto triunfo del regno verace,
30.99 dammi virtù a dir com'io il vidi!

30.100 Lume è là sù che visibile facemostra/nascondi nota pa-30-100 Lume: è la luce apparsa, in un primo tempo, come " rivera " e poi come figura circolare.
30.101 lo creatore a quella creatura
30.102 che solo in lui vedere ha la sua pace.

30.103 E' si distende in circular figura,
30.104 in tanto che la sua circunferenza
30.105 sarebbe al sol troppo larga cintura.mostra/nascondi nota pa-30-105 troppo larga cintura: la sua circonferenza è superiore a quella del Sole.

30.106 Fassi di raggio tutta sua parvenzamostra/nascondi nota pa-30-106 Fassi di raggio: è formato da un raggio, tutto ciò che della sua parvenza è dato scorgere.
30.107 reflesso al sommo del mobile primo,
30.108 che prende quindi vivere e potenza.

30.109 E come clivo in acqua di suo imomostra/nascondi nota pa-30-109 di suo imo: ai suoi piedi.
30.110 si specchia, quasi per vedersi addorno,
30.111 quando è nel verde e ne' fioretti opimo,mostra/nascondi nota pa-30-111 opimo: rigoglioso.

30.112 sì, soprastando al lume intorno intorno,
30.113 vidi specchiarsi in più di mille sogliemostra/nascondi nota pa-30-113 soglie: gradi.
30.114 quanto di noi là sù fatto ha ritorno.mostra/nascondi nota pa-30-114 quanto di noi…: le anime dei beati.

30.115 E se l'infimo grado in sé raccogliemostra/nascondi nota pa-30-115 l'infimo grado: il più basso gradino.
30.116 sì grande lume, quanta è la larghezzamostra/nascondi nota pa-30-116 sì grande lume: una circonferenza luminosa più grande di quella del sole (cfr. v. 105).
30.117 di questa rosa ne l'estreme foglie!mostra/nascondi nota pa-30-117 di questa rosa: la mistica rosa dei beati raccolti come in un anfiteatro.

30.118 La vista mia ne l'ampio e ne l'altezzamostra/nascondi nota pa-30-118 ne l'ampio e ne l'altezza: nelle dimensioni di ampiezza e di altezza.
30.119 non si smarriva, ma tutto prendeva
30.120 il quanto e 'l quale di quella allegrezza.mostra/nascondi nota pa-30-120 il quanto e 'l quale: la quantità e la qualità.

30.121 Presso e lontano, lì, né pon né leva:mostra/nascondi nota pa-30-121 Presso e lontano: l'esser vicino o l'esser lontano, dell'Empireo (" lì "), non aggiunge né toglie nulla alla vista perché siamo fuori dello spazio.
30.122 ché dove Dio sanza mezzo governa,mostra/nascondi nota pa-30-122 sanza mezzo: direttamente, senza intermediari.
30.123 la legge natural nulla rileva.

30.124 Nel giallo de la rosa sempiterna,
30.125 che si digrada e dilata e redolemostra/nascondi nota pa-30-125 redole: profuma.
30.126 odor di lode al sol che sempre verna,

30.127 qual è colui che tace e dicer vole,
30.128 mi trasse Beatrice, e disse: «Mira
30.129 quanto è 'l convento de le bianche stole!mostra/nascondi nota pa-30-129 'l convento: l'accolta (cfr, c. XXII, 90).

30.130 Vedi nostra città quant'ella gira;mostra/nascondi nota pa-30-130 nostra città: il Paradiso. 132 più ci si disira: ormai ci si aspetta, data la dilagante corruzione.
30.131 vedi li nostri scanni sì ripieni,
30.132 che poca gente più ci si disira.

30.133 E 'n quel gran seggio a che tu li occhi tieni
30.134 per la corona che già v'è sù posta,
30.135 prima che tu a queste nozze ceni,mostra/nascondi nota pa-30-135 prima: prima ancor che tu muoia.

30.136 sederà l'alma, che fia giù agosta,mostra/nascondi nota pa-30-136 agosta: augusta, perché appartenente a un imperatore, Arrigo VII del Lussemburgo.
30.137 de l'alto Arrigo, ch'a drizzare Italia
30.138 verrà in prima ch'ella sia disposta.mostra/nascondi nota pa-30-138 in prima: infatti Arrigo VII, sceso in Italia nel 1310, prima di esser riuscito nel suo intento, morì a Buonconvento (Siena) nel 1313.

30.139 La cieca cupidigia che v'ammalia
30.140 simili fatti v'ha al fantolino
30.141 che muor per fame e caccia via la balia.

30.142 E fia prefetto nel foro divinomostra/nascondi nota pa-30-142 prefetto: capo della Chiesa. Sarà Clemente V, il quale, apertamente, mostrerà di favorirlo, mentre, di nascosto, insidierà ai suoi piani.
30.143 allora tal, che palese e coverto
30.144 non anderà con lui per un cammino.

30.145 Ma poco poi sarà da Dio soffertomostra/nascondi nota pa-30-145 poco: infatti Clemente V morì nel 1314, a neppure dodici mesi di distanza da Arrigo.
30.146 nel santo officio; ch'el sarà detrusomostra/nascondi nota pa-30-146 detruso: sprofondato nell'Inferno, tra i Simoniaci, e spingerà ancor più giù nella fossa Bonifacio VIII (il papa dello schiaffo d'Anagni o " Alagna ") altro papa simoniaco (cfr. Inf. c. XIX).
30.147 là dove Simon mago è per suo merto,

30.148 e farà quel d'Alagna intrar più giuso».

Paradiso : Canto 31

31.1 In forma dunque di candida rosa
31.2 mi si mostrava la milizia santa
31.3 che nel suo sangue Cristo fece sposa;

31.4 ma l'altra, che volando vede e cantamostra/nascondi nota pa-31-4 l'altra: l'altra milizia, cioè gli angeli.
31.5 la gloria di colui che la 'nnamora
31.6 e la bontà che la fece cotanta,

31.7 sì come schiera d'ape, che s'infiora
31.8 una fiata e una si ritorna
31.9 là dove suo laboro s'insapora,mostra/nascondi nota pa-31-9 s'insapora: si trasforma nella dolcezza del miele.

31.10 nel gran fior discendeva che s'addorna
31.11 di tante foglie, e quindi risaliva
31.12 là dove 'l suo amor sempre soggiorna.

31.13 Le facce tutte avean di fiamma viva,
31.14 e l'ali d'oro, e l'altro tanto bianco,
31.15 che nulla neve a quel termine arriva.

31.16 Quando scendean nel fior, di banco in banco
31.17 porgevan de la pace e de l'ardore
31.18 ch'elli acquistavan ventilando il fianco.mostra/nascondi nota pa-31-18 di banco in banco: di grado in grado.

31.19 Né l'interporsi tra 'l disopra e 'l fiore
31.20 di tanta moltitudine volante
31.21 impediva la vista e lo splendore:

31.22 ché la luce divina è penetrantemostra/nascondi nota pa-31-22 è penetrante: (cfr. c. I, 3).
31.23 per l'universo secondo ch'è degno,
31.24 sì che nulla le puote essere ostante.

31.25 Questo sicuro e gaudioso regno,
31.26 frequente in gente antica e in novella,mostra/nascondi nota pa-31-26 frequente: affollato, popolato da beati dell'Antico e del Nuovo Testamento.
31.27 viso e amore avea tutto ad un segno.

31.28 O trina luce, che 'n unica stella
31.29 scintillando a lor vista, sì li appaga!
31.30 guarda qua giuso a la nostra procella!

31.31 Se i barbari, venendo da tal plaga
31.32 che ciascun giorno d'Elice si cuopra,mostra/nascondi nota pa-31-32 d'Elice: Elice, ninfa amata da Giove, fu convertita nella costellazione dell'Orsa Maggiore; l'Orsa Minore è suo figlio Arcade. I barbari, dunque, provenivano dai paesi del Nord.
31.33 rotante col suo figlio ond'ella è vaga,

31.34 veggendo Roma e l'ardua sua opra,
31.35 stupefaciensi, quando Lateranomostra/nascondi nota pa-31-35 Laterano: antica sede del pontefice.
31.36 a le cose mortali andò di sopra;

31.37 io, che al divino da l'umano,
31.38 a l'etterno dal tempo era venuto,
31.39 e di Fiorenza in popol giusto e sano

31.40 di che stupor dovea esser compiuto!mostra/nascondi nota pa-31-40 compiuto: pieno.
31.41 Certo tra esso e 'l gaudio mi faceamostra/nascondi nota pa-31-41 mi facea libito: mi faceva piacere.
31.42 libito non udire e starmi muto.

31.43 E quasi peregrin che si ricrea
31.44 nel tempio del suo voto riguardando,
31.45 e spera già ridir com'ello stea,

31.46 su per la viva luce passeggiando,
31.47 menava io li occhi per li gradi,
31.48 mo sù, mo giù e mo recirculando.mostra/nascondi nota pa-31-48 recirculando: volgendo lo sguardo all'interno.

31.49 Vedea visi a carità suadi,mostra/nascondi nota pa-31-49 suadi: suadenti, invitanti.
31.50 d'altrui lume fregiati e di suo riso,
31.51 e atti ornati di tutte onestadi.

31.52 La forma general di paradiso
31.53 già tutta mio sguardo avea compresa,
31.54 in nulla parte ancor fermato fiso;

31.55 e volgeami con voglia riaccesa
31.56 per domandar la mia donna di cose
31.57 di che la mente mia era sospesa.

31.58 Uno intendea, e altro mi rispuose:mostra/nascondi nota pa-31-58 Uno intendea: una cosa io credevo, ed un'altra rispose alla mia aspettativa.
31.59 credea veder Beatrice e vidi un senemostra/nascondi nota pa-31-59 un sene: un vecchio (cfr. lat. "senex"). E' San Bernardo.
31.60 vestito con le genti gloriose.mostra/nascondi nota pa-31-60 con: come.

31.61 Diffuso era per li occhi e per le genemostra/nascondi nota pa-31-61 le gene: le guance (cfr. lat. "genae").
31.62 di benigna letizia, in atto pio
31.63 quale a tenero padre si convene.

31.64 E «Ov'è ella?», sùbito diss'io.
31.65 Ond'elli: «A terminar lo tuo disiromostra/nascondi nota pa-31-65 A terminar: ad esaudire compiutamente.
31.66 mosse Beatrice me del loco mio;

31.67 e se riguardi sù nel terzo giromostra/nascondi nota pa-31-67 nel terzo giro: nel terzo giro della candida rosa, a cominciare dall'alto, nel primo è Maria, nel secondo Eva e nel terzo Beatrice accanto a Rachele.
31.68 dal sommo grado, tu la rivedrai
31.69 nel trono che suoi merti le sortiro».mostra/nascondi nota pa-31-69 le sortiro: le assegnarono in sorte.

31.70 Sanza risponder, li occhi sù levai,
31.71 e vidi lei che si facea corona
31.72 reflettendo da sé li etterni rai.

31.73 Da quella region che più sù tona
31.74 occhio mortale alcun tanto non dista,
31.75 qualunque in mare più giù s'abbandona,mostra/nascondi nota pa-31-75 qualunque…: chiunque, dal profondo del mare, riguardi il più alto dei cieli.

31.76 quanto lì da Beatrice la mia vista;
31.77 ma nulla mi facea, ché sua effige
31.78 non discendea a me per mezzo mista.mostra/nascondi nota pa-31-78 per mezzo: attraverso un mezzo fisico, come l'aria.

31.79 «O donna in cui la mia speranza vige,mostra/nascondi nota pa-31-79 vige: acquista vigore.
31.80 e che soffristi per la mia salutemostra/nascondi nota pa-31-80 soffristi: consentisti.
31.81 in inferno lasciar le tue vestige,

31.82 di tante cose quant'i' ho vedute,
31.83 dal tuo podere e da la tua bontate
31.84 riconosco la grazia e la virtute.

31.85 Tu m'hai di servo tratto a libertate
31.86 per tutte quelle vie, per tutt'i modi
31.87 che di ciò fare avei la potestate.

31.88 La tua magnificenza in me custodi,
31.89 sì che l'anima mia, che fatt'hai sana,
31.90 piacente a te dal corpo si disnodi».

31.91 Così orai; e quella, sì lontana
31.92 come parea, sorrise e riguardommi;
31.93 poi si tornò a l'etterna fontana.mostra/nascondi nota pa-31-93 a l'etterna fontana: a Dio, eterna fonte d'ogni bene.

31.94 E 'l santo sene: «Acciò che tu assommimostra/nascondi nota pa-31-94 assommi: conduca a termine, al sommo.
31.95 perfettamente», disse, «il tuo cammino,
31.96 a che priego e amor santo mandommi,

31.97 vola con li occhi per questo giardino;mostra/nascondi nota pa-31-97 giardino: Paradiso, in greco, vale giardino.
31.98 ché veder lui t'acconcerà lo sguardo
31.99 più al montar per lo raggio divino.

31.100 E la regina del cielo, ond'io ardomostra/nascondi nota pa-31-100 la regina del cielo: la Vergine Maria.
31.101 tutto d'amor, ne farà ogne grazia,
31.102 però ch'i' sono il suo fedel Bernardo».mostra/nascondi nota pa-31-102 Bernardo: S. Bernardo, nato a Fontaine, nel 1091 e morto nel 1153, si chiamò di Chiaravalle, dal nome dell'Abbazia di Clairvaux, di cui fu primo abate. Fu spirito contemplativo e mistico, particolarmente devoto alla Vergine.

31.103 Qual è colui che forse di Croaziamostra/nascondi nota pa-31-103 di Croazia: genericamente, per un lontano paese.
31.104 viene a veder la Veronica nostra,mostra/nascondi nota pa-31-104 la Veronica: dal greco "eikon", è cosi detto il sudario usato da Cristo per asciugarsi il volto durante la salita al Calvario e recante l'effigie del volto divino, rimestavi impressa. La Veronica ("vera immagine") è conservata in San Pietro.
31.105 che per l'antica fame non sen sazia,

31.106 ma dice nel pensier, fin che si mostra:
31.107 `Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace,
31.108 or fu sì fatta la sembianza vostra?';

31.109 tal era io mirando la vivace
31.110 carità di colui che 'n questo mondo,mostra/nascondi nota pa-31-110 'n questo mondo: quando ancor era sulla terra.
31.111 contemplando, gustò di quella pace.

31.112 «Figliuol di grazia, quest'esser giocondo»,mostra/nascondi nota pa-31-112 di grazia: perché rigenerato dalla grazia divina.
31.113 cominciò elli, «non ti sarà noto,
31.114 tenendo li occhi pur qua giù al fondo;

31.115 ma guarda i cerchi infino al più remoto,mostra/nascondi nota pa-31-115 i cerchi: i gradi della rosa fino al più alto e lontano.
31.116 tanto che veggi seder la regina
31.117 cui questo regno è suddito e devoto».

31.118 Io levai li occhi; e come da mattina
31.119 la parte oriental de l'orizzonte
31.120 soverchia quella dove 'l sol declina,

31.121 così, quasi di valle andando a monte
31.122 con li occhi, vidi parte ne lo stremomostra/nascondi nota pa-31-122 ne lo stremo: sul gradino più elevato.
31.123 vincer di lume tutta l'altra fronte.

31.124 E come quivi ove s'aspetta il temo
31.125 che mal guidò Fetonte, più s'infiamma,
31.126 e quinci e quindi il lume si fa scemo,

31.127 così quella pacifica oriafiammamostra/nascondi nota pa-31-127 oriafiamma: era l'antico stendardo dei re di Francia, cioè un drappo con fiamme d'oro.
31.128 nel mezzo s'avvivava, e d'ogne parte
31.129 per igual modo allentava la fiamma;mostra/nascondi nota pa-31-129 allentava la fiamma: la fiamma dilagava.

31.130 e a quel mezzo, con le penne sparte,
31.131 vid'io più di mille angeli festanti,
31.132 ciascun distinto di fulgore e d'arte.

31.133 Vidi a lor giochi quivi e a lor canti
31.134 ridere una bellezza, che letiziamostra/nascondi nota pa-31-134 una bellezza: quella di Maria.
31.135 era ne li occhi a tutti li altri santi;

31.136 e s'io avessi in dir tanta divizia
31.137 quanta ad imaginar, non ardirei
31.138 lo minimo tentar di sua delizia.

31.139 Bernardo, come vide li occhi miei
31.140 nel caldo suo caler fissi e attenti,
31.141 li suoi con tanto affetto volse a lei,

31.142 che ' miei di rimirar fé più ardenti.

Paradiso : Canto 32

32.1 Affetto al suo piacer, quel contemplantemostra/nascondi nota pa-32-1 Affetto: intento, fisso.
32.2 libero officio di dottore assunse,mostra/nascondi nota pa-32-2 dottore: guida.
32.3 e cominciò queste parole sante:

32.4 «La piaga che Maria richiuse e unse,mostra/nascondi nota pa-32-4 La piaga… : Eva (" quella "), che come creatura di Dio è tanto bella e siede ai piedi della Vergine, fu causa di quella piaga, il peccato originale, che Maria richiuse e medicò (" unse ").
32.5 quella ch'è tanto bella da' suoi piedi
32.6 è colei che l'aperse e che la punse.

32.7 Ne l'ordine che fanno i terzi sedi,mostra/nascondi nota pa-32-7 Ne l'ordine: nel terzo ordine di seggi.
32.8 siede Rachel di sotto da costeimostra/nascondi nota pa-32-8 Rachel: cfr. Inf. c. II, 102.
32.9 con Beatrice, sì come tu vedi.

32.10 Sarra e Rebecca, Iudìt e coleimostra/nascondi nota pa-32-10 Sarra: moglie di Abramo, generò Isacco, sebbene fosse vecchia, per essere la progenitrice dei credenti in Cristo venturo. Rebecca: è la moglie d'Isacco. Iudìt: è Giuditta, che uccise Oloferne, liberando i Giudei (cfr. Purg. c. XII, 58-60). Colei: è Ruth, moglie di Booz e bisavola di David (" cantor ").
32.11 che fu bisava al cantor che per doglia
32.12 del fallo disse "Miserere mei",

32.13 puoi tu veder così di soglia in soglia
32.14 giù digradar, com'io ch'a proprio nome
32.15 vo per la rosa giù di foglia in foglia.

32.16 E dal settimo grado in giù, sì come
32.17 infino ad esso, succedono Ebree,
32.18 dirimendo del fior tutte le chiome;mostra/nascondi nota pa-32-18 dirimendo: dividendo la rosa in due parti; da una parte siedono i beati dell'Antico testamento, dall'altra i beati del Nuovo testamento.

32.19 perché, secondo lo sguardo che fée
32.20 la fede in Cristo, queste sono il muro
32.21 a che si parton le sacre scalee.

32.22 Da questa parte onde 'l fiore è maturomostra/nascondi nota pa-32-22 Da questa parte: alla sinistra delle Ebree.
32.23 di tutte le sue foglie, sono assisi
32.24 quei che credettero in Cristo venturo;

32.25 da l'altra parte onde sono intercisimostra/nascondi nota pa-32-25 intercisi di vòti: interrotti da quei seggi ancor vuoti, che saranno occupati da nuovi beati.
32.26 di vòti i semicirculi, si stanno
32.27 quei ch'a Cristo venuto ebber li visi.

32.28 E come quinci il glorioso scanno
32.29 de la donna del cielo e li altri scanni
32.30 di sotto lui cotanta cerna fanno,mostra/nascondi nota pa-32-30 cerna: separazione (cfr. lat. "cernere").

32.31 così di contra quel del gran Giovanni,mostra/nascondi nota pa-32-31 Giovanni: San Giovanni Battista.
32.32 che sempre santo 'l diserto e 'l martiro
32.33 sofferse, e poi l'inferno da due anni;mostra/nascondi nota pa-32-33 l'inferno: infatti Giovanni premorì a Cristo e fu nel Limbo due anni, finché il Salvatore venne a liberarlo, con gli altri beati (cfr. Inf. c. IV, 52 e segg.).

32.34 e sotto lui così cerner sortiromostra/nascondi nota pa-32-34 così cerner sortiro: ebbero in sorte di dividere in modo analogo, san Francesco, san Benedetto e sant'Agostino, ed altri.
32.35 Francesco, Benedetto e Augustino
32.36 e altri fin qua giù di giro in giro.

32.37 Or mira l'alto proveder divino:
32.38 ché l'uno e l'altro aspetto de la fedemostra/nascondi nota pa-32-38 de la fede: della fede in Cristo venturo e in Cristo venuto.
32.39 igualmente empierà questo giardino.

32.40 E sappi che dal grado in giù che fiedemostra/nascondi nota pa-32-40 dal grado in giù: al di sotto del gradino che taglia orizzontalmente le due divisioni (" discrezioni ").
32.41 a mezzo il tratto le due discrezioni,
32.42 per nullo proprio merito si siede,

32.43 ma per l'altrui, con certe condizioni:mostra/nascondi nota pa-32-43 ma per l'altrui: si tratta dei bambini, che, grazie alla fede dei genitori, furono assunti in cielo, prima che giungessero all'età di saper scegliere per proprio conto (" vere elezioni ").
32.44 ché tutti questi son spiriti ascolti
32.45 prima ch'avesser vere elezioni.

32.46 Ben te ne puoi accorger per li volti
32.47 e anche per le voci puerili,
32.48 se tu li guardi bene e se li ascolti.

32.49 Or dubbi tu e dubitando sili;mostra/nascondi nota pa-32-49 sili: stai in silenzio (cfr. lat. "siles"). Il dubbio è questo: se i bambini furono beati senza merito personale, perché sono distribuiti in diversi ordini? Forse per un caso?.
32.50 ma io discioglierò 'l forte legame
32.51 in che ti stringon li pensier sottili.

32.52 Dentro a l'ampiezza di questo reame
32.53 casual punto non puote aver sito,mostra/nascondi nota pa-32-53 casual punto: effetto del caso non può aver luogo, come non può esservi tristezza o sete o fame.
32.54 se non come tristizia o sete o fame:

32.55 ché per etterna legge è stabilito
32.56 quantunque vedi, sì che giustamentemostra/nascondi nota pa-32-56 quantunque: tutto ciò che.
32.57 ci si risponde da l'anello al dito;mostra/nascondi nota pa-32-57 ci si risponde: c'è precisa corrispondenza come tra l'anello e il dito che lo porta.

32.58 e però questa festinata gentemostra/nascondi nota pa-32-58 festinata: affrettata; venuta anzi tempo.
32.59 a vera vita non è sine causamostra/nascondi nota pa-32-59 sine causa: lat.: senza ragione.
32.60 intra sé qui più e meno eccellente.

32.61 Lo rege per cui questo regno pausamostra/nascondi nota pa-32-61 pausa: posa, ha quiete.
32.62 in tanto amore e in tanto diletto,
32.63 che nulla volontà è di più ausa,mostra/nascondi nota pa-32-63 ausa: ardita (cfr. lat. "ausa").

32.64 le menti tutte nel suo lieto aspetto
32.65 creando, a suo piacer di grazia dota
32.66 diversamente; e qui basti l'effetto.mostra/nascondi nota pa-32-66 e qui basti l'effetto: e ci si contenti di vedere le conseguenze, che le ragioni sono solo nella mente Dio.

32.67 E ciò espresso e chiaro vi si nota
32.68 ne la Scrittura santa in quei gemellimostra/nascondi nota pa-32-68 in quei gemelli: nei figli gemelli di Rebecca, Esaù e Giacobbe, dei quali il primo fu inviso a Dio e il secondo caro, fin da quando, ancor nel ventre materno, si urtavano tra loro per l'ira mossa ( " commota " ) reciprocamente.
32.69 che ne la madre ebber l'ira commota.

32.70 Però, secondo il color d'i capelli,mostra/nascondi nota pa-32-70 secondo…: secondo la grazia divina, è giusto che lo splendore divino faccia aureola (" s'incappelli ").
32.71 di cotal grazia l'altissimo lume
32.72 degnamente convien che s'incappelli.

32.73 Dunque, sanza mercé di lor costume,mostra/nascondi nota pa-32-73 sanza mercé: senza merito personale.
32.74 locati son per gradi differenti,
32.75 sol differendo nel primiero acume.mostra/nascondi nota pa-32-75 nel primiero acume: per l'acutezza della grazia da Dio ad essi elargita, quando furono concepiti.

32.76 Bastavasi ne' secoli recentimostra/nascondi nota pa-32-76 recenti: nuovi rispetto alla creazione, cioè da Adamo fino ad Abramo.
32.77 con l'innocenza, per aver salute,
32.78 solamente la fede d'i parenti;

32.79 poi che le prime etadi fuor compiute,mostra/nascondi nota pa-32-79 poi che le prime etadi: da Abramo in poi fu necessario che i maschi acquistassero virtù dalle " penne " dell'innocenza per mezzo della circoncisione, appunto imposta ad Adamo da Dio.
32.80 convenne ai maschi a l'innocenti penne
32.81 per circuncidere acquistar virtute;

32.82 ma poi che 'l tempo de la grazia venne,
32.83 sanza battesmo perfetto di Cristo
32.84 tale innocenza là giù si ritenne.mostra/nascondi nota pa-32-84 là giù: nel Limbo, dove si trovano i bambini, circoncisi o no, privi del Battesimo cristiano.

32.85 Riguarda omai ne la faccia che a Cristomostra/nascondi nota pa-32-85 ne la faccia: nel volto della Vergine.
32.86 più si somiglia, ché la sua chiarezza
32.87 sola ti può disporre a veder Cristo».

32.88 Io vidi sopra lei tanta allegrezza
32.89 piover, portata ne le menti sante
32.90 create a trasvolar per quella altezza,

32.91 che quantunque io avea visto davante,
32.92 di tanta ammirazion non mi sospese,
32.93 né mi mostrò di Dio tanto sembiante;

32.94 e quello amor che primo lì discese,mostra/nascondi nota pa-32-94 e quello amor che primo: l'arcangelo Gabriele.
32.95 cantando "Ave, Maria, gratia plena",
32.96 dinanzi a lei le sue ali distese.

32.97 Rispuose a la divina cantilena
32.98 da tutte parti la beata corte,
32.99 sì ch'ogne vista sen fé più serena.

32.100 «O santo padre, che per me comportemostra/nascondi nota pa-32-100 comporte: ti adatti ad essere " qua giù " nel fondo della rosa mistica.
32.101 l'esser qua giù, lasciando il dolce loco
32.102 nel qual tu siedi per etterna sorte,

32.103 qual è quell'angel che con tanto giocomostra/nascondi nota pa-32-103 gioco: gaudio.
32.104 guarda ne li occhi la nostra regina,
32.105 innamorato sì che par di foco?».

32.106 Così ricorsi ancora a la dottrina
32.107 di colui ch'abbelliva di Maria,mostra/nascondi nota pa-32-107 ch'abbelliva di Maria: che risplendeva del fulgore di Maria.
32.108 come del sole stella mattutina.

32.109 Ed elli a me: «Baldezza e leggiadriamostra/nascondi nota pa-32-109 Baldezza e leggiadria: sicurezza e grazia.
32.110 quant'esser puote in angelo e in alma,
32.111 tutta è in lui; e sì volem che sia,

32.112 perch'elli è quelli che portò la palmamostra/nascondi nota pa-32-112 la palma: "lo segno de la vittoria, ch'ella vinceva tutte l'altre creature in piacere a Dio" (Buti).
32.113 giuso a Maria, quando 'l Figliuol di Dio
32.114 carcar si volse de la nostra salma.mostra/nascondi nota pa-32-114 salma: il corpo umano; cioè volle incarnarsi.

32.115 Ma vieni omai con li occhi sì com'io
32.116 andrò parlando, e nota i gran patricimostra/nascondi nota pa-32-116 i gran patrici: patrizi; i principali cittadini della città di Dio.
32.117 di questo imperio giustissimo e pio.

32.118 Quei due che seggon là sù più felicimostra/nascondi nota pa-32-118 Quei due: Adamo e San Pietro. Adamo è a sinistra (v. 121) e San Pietro a destra (v. 124).
32.119 per esser propinquissimi ad Augusta,
32.120 son d'esta rosa quasi due radici:

32.121 colui che da sinistra le s'aggiusta
32.122 è il padre per lo cui ardito gusto
32.123 l'umana specie tanto amaro gusta;

32.124 dal destro vedi quel padre vetusto
32.125 di Santa Chiesa a cui Cristo le clavi
32.126 raccomandò di questo fior venusto.

32.127 E quei che vide tutti i tempi gravi,mostra/nascondi nota pa-32-127 E quei: San Giovanni Evangelista, che ebbe la visione dell'Apocalisse.
32.128 pria che morisse, de la bella sposa
32.129 che s'acquistò con la lancia e coi clavi,mostra/nascondi nota pa-32-129 con la lancia e coi clavi: con la lancia e con i chiodi. Ricorda il sacrificio di Cristo sulla croce.

32.130 siede lungh'esso, e lungo l'altro posa
32.131 quel duca sotto cui visse di mannamostra/nascondi nota pa-32-131 quel duca: Mosè, sotto la cui guida gli Ebrei nel deserto ricevettero la manna.
32.132 la gente ingrata, mobile e retrosa.

32.133 Di contr'a Pietro vedi sedere Anna,mostra/nascondi nota pa-32-133 Anna: la madre di Maria.
32.134 tanto contenta di mirar sua figlia,
32.135 che non move occhio per cantare osanna;

32.136 e contro al maggior padre di famiglia
32.137 siede Lucia, che mosse la tua donna,mostra/nascondi nota pa-32-137 Lucia: Santa Lucia, simbolo della grazia illuminante (cfr. Inf. c. I1, 97- 100 e Purg. c. IX, 55 e segg.), siede di fronte ad Adamo (" al maggior padre… ").
32.138 quando chinavi, a rovinar, le ciglia.

32.139 Ma perché 'l tempo fugge che t'assonna,mostra/nascondi nota pa-32-139 che t'assonna: quello in cui dura il tuo estatico rapimento.
32.140 qui farem punto, come buon sartore
32.141 che com'elli ha del panno fa la gonna;

32.142 e drizzeremo li occhi al primo amore,mostra/nascondi nota pa-32-142 al primo amore: a Dio, come primo, supremo oggetto d'amore.
32.143 sì che, guardando verso lui, penètri
32.144 quant'è possibil per lo suo fulgore.

32.145 Veramente, ne forse tu t'arretrimostra/nascondi nota pa-32-145 ne: affinché non (cfr. lat. "ne").
32.146 movendo l'ali tue, credendo oltrarti,mostra/nascondi nota pa-32-146 credendo oltrarti: mentre credi di avanzare.
32.147 orando grazia conven che s'impetrimostra/nascondi nota pa-32-147 che s'impetri: che si ottenga.

32.148 grazia da quella che puote aiutarti;mostra/nascondi nota pa-32-148 da quella: dalla Vergine.
32.149 e tu mi seguirai con l'affezione,
32.150 sì che dal dicer mio lo cor non parti».

32.151 E cominciò questa santa orazione:

Paradiso : Canto 33

33.1 «Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
33.2 umile e alta più che creatura,
33.3 termine fisso d'etterno consiglio,

33.4 tu se' colei che l'umana natura
33.5 nobilitasti sì, che 'l suo fattore
33.6 non disdegnò di farsi sua fattura.

33.7 Nel ventre tuo si raccese l'amore,mostra/nascondi nota pa-33-7 l'amore: l'amore di Dio verso l'uomo, compromesso dal peccato originale.
33.8 per lo cui caldo ne l'etterna pace
33.9 così è germinato questo fiore.

33.10 Qui se' a noi meridiana face
33.11 di caritate, e giuso, intra ' mortali,
33.12 se' di speranza fontana vivace.

33.13 Donna, se' tanto grande e tanto vali,
33.14 che qual vuol grazia e a te non ricorremostra/nascondi nota pa-33-14 qual: chi.
33.15 sua disianza vuol volar sanz'ali.

33.16 La tua benignità non pur soccorre
33.17 a chi domanda, ma molte fiate
33.18 liberamente al dimandar precorre.

33.19 In te misericordia, in te pietate,
33.20 in te magnificenza, in te s'aduna
33.21 quantunque in creatura è di bontate.mostra/nascondi nota pa-33-21 quantunque…: ogni cosa buona.

33.22 Or questi, che da l'infima lacunamostra/nascondi nota pa-33-22 questi: Dante.
33.23 de l'universo infin qui ha vedute
33.24 le vite spiritali ad una ad una,mostra/nascondi nota pa-33-24 le vite spiritali: la condizione degli spiriti, nei tre regni oltremondani.

33.25 supplica a te, per grazia, di virtutemostra/nascondi nota pa-33-25 supplica: supplica di ottenere tanto.
33.26 tanto, che possa con li occhi levarsi
33.27 più alto verso l'ultima salute.mostra/nascondi nota pa-33-27 l'ultima salute: Dio.

33.28 E io, che mai per mio veder non arsi
33.29 più ch'i' fo per lo suo, tutti miei prieghi
33.30 ti porgo, e priego che non sieno scarsi,

33.31 perché tu ogne nube li disleghi
33.32 di sua mortalità co' prieghi tuoi,mostra/nascondi nota pa-33-32 di sua mortalità: relativa e conseguente al suo stato mortale.
33.33 sì che 'l sommo piacer li si dispieghi.

33.34 Ancor ti priego, regina, che puoi
33.35 ciò che tu vuoli, che conservi sani,
33.36 dopo tanto veder, li affetti suoi.mostra/nascondi nota pa-33-36 li affetti suoi: i suoi sentimenti.

33.37 Vinca tua guardia i movimenti umani:mostra/nascondi nota pa-33-37 tua guardia: la tua difesa.
33.38 vedi Beatrice con quanti beati
33.39 per li miei prieghi ti chiudon le mani!».

33.40 Li occhi da Dio diletti e venerati,
33.41 fissi ne l'orator, ne dimostraro
33.42 quanto i devoti prieghi le son grati;

33.43 indi a l'etterno lume s'addrizzaro,
33.44 nel qual non si dee creder che s'invii
33.45 per creatura l'occhio tanto chiaro.mostra/nascondi nota pa-33-45 per creatura: da qualsiasi essere creato, uno sguardo altrettanto chiaro.

33.46 E io ch'al fine di tutt'i disii
33.47 appropinquava, sì com'io dovea,
33.48 l'ardor del desiderio in me finii.mostra/nascondi nota pa-33-48 in me finii: portai al limite estremo.

33.49 Bernardo m'accennava, e sorridea,
33.50 perch'io guardassi suso; ma io era
33.51 già per me stesso tal qual ei volea:

33.52 ché la mia vista, venendo sincera,mostra/nascondi nota pa-33-52 venendo sincera: divenendo pura.
33.53 e più e più intrava per lo raggio
33.54 de l'alta luce che da sé è vera.

33.55 Da quinci innanzi il mio veder fu maggio
33.56 che 'l parlar mostra, ch'a tal vista cede,
33.57 e cede la memoria a tanto oltraggio.mostra/nascondi nota pa-33-57 a tanto oltraggio: a cosi grande eccesso, in senno buono.

33.58 Qual è colui che sognando vede,
33.59 che dopo 'l sogno la passione impressa
33.60 rimane, e l'altro a la mente non riede,mostra/nascondi nota pa-33-60 non riede: non torna a mente.

33.61 cotal son io, ché quasi tutta cessa
33.62 mia visione, e ancor mi distilla
33.63 nel core il dolce che nacque da essa.

33.64 Così la neve al sol si disigilla;
33.65 così al vento ne le foglie levi
33.66 si perdea la sentenza di Sibilla.mostra/nascondi nota pa-33-66 Sibilla: la Sibilla cumana scriveva i suoi responsi su certe foglie, il cui ordine era poi scompigliato dal vento, sì che il senso della risposta rimaneva oscuro.

33.67 O somma luce che tanto ti levi
33.68 da' concetti mortali, a la mia mente
33.69 ripresta un poco di quel che parevi,

33.70 e fa la lingua mia tanto possente,
33.71 ch'una favilla sol de la tua gloria
33.72 possa lasciare a la futura gente;

33.73 ché, per tornare alquanto a mia memoria
33.74 e per sonare un poco in questi versi,
33.75 più si conceperà di tua vittoria.

33.76 Io credo, per l'acume ch'io soffersimostra/nascondi nota pa-33-76 per l'acume: per l'acutezza.
33.77 del vivo raggio, ch'i' sarei smarrito,
33.78 se li occhi miei da lui fossero aversi.mostra/nascondi nota pa-33-78 aversi: distolti.

33.79 E' mi ricorda ch'io fui più ardito
33.80 per questo a sostener, tanto ch'i' giunsi
33.81 l'aspetto mio col valore infinito.mostra/nascondi nota pa-33-81 l'aspetto mio: il mio sguardo.

33.82 Oh abbondante grazia ond'io presunsi
33.83 ficcar lo viso per la luce etterna,
33.84 tanto che la veduta vi consunsi!

33.85 Nel suo profondo vidi che s'internamostra/nascondi nota pa-33-85 suo: della luce divina.
33.86 legato con amore in un volume,
33.87 ciò che per l'universo si squaderna:

33.88 sustanze e accidenti e lor costume,mostra/nascondi nota pa-33-88 sustanze: ciò che sussiste per sè, "le modalità, non necessarie e variabili, delle sustanze, modalità che in dipendenza da queste sussistono " (Vandelli), e il loro " vario modo di comportarsi e di operare isolatamente e in relazione fra di loro " (Grabher), quasi fusi (" conflati " ) insieme.
33.89 quasi conflati insieme, per tal modo
33.90 che ciò ch'i' dico è un semplice lume.

33.91 La forma universal di questo nodo
33.92 credo ch'i' vidi, perché più di largo,
33.93 dicendo questo, mi sento ch'i' godo.

33.94 Un punto solo m'è maggior letargomostra/nascondi nota pa-33-94 Un punto solo: un solo istante della visione di Dio è per me causa di un oblio maggiore di quello che venticinque secoli hanno steso sull'impresa degli Argonauti.
33.95 che venticinque secoli a la 'mpresa,
33.96 che fé Nettuno ammirar l'ombra d'Argo.

33.97 Così la mente mia, tutta sospesa,
33.98 mirava fissa, immobile e attenta,
33.99 e sempre di mirar faceasi accesa.

33.100 A quella luce cotal si diventa,
33.101 che volgersi da lei per altro aspetto
33.102 è impossibil che mai si consenta;

33.103 però che 'l ben, ch'è del volere obietto,
33.104 tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella
33.105 è defettivo ciò ch'è lì perfetto.

33.106 Omai sarà più corta mia favella,
33.107 pur a quel ch'io ricordo, che d'un fante
33.108 che bagni ancor la lingua a la mammella.mostra/nascondi nota pa-33-108 che bagni…: lattante.

33.109 Non perché più ch'un semplice sembiante
33.110 fosse nel vivo lume ch'io mirava,
33.111 che tal è sempre qual s'era davante;

33.112 ma per la vista che s'avvalorava
33.113 in me guardando, una sola parvenza,
33.114 mutandom'io, a me si travagliava.mostra/nascondi nota pa-33-114 mutandom'io: per il graduale mutamento in meglio della mia vita, si mutava a me (" si travagliava ").

33.115 Ne la profonda e chiara sussistenzamostra/nascondi nota pa-33-115 sussistenza: essenza.
33.116 de l'alto lume parvermi tre giri
33.117 di tre colori e d'una contenenza;mostra/nascondi nota pa-33-117 d'una contenenza: di una medesima circonferenza.

33.118 e l'un da l'altro come iri da irimostra/nascondi nota pa-33-118 iri da iri: arcobaleno, o iride.
33.119 parea reflesso, e 'l terzo parea foco
33.120 che quinci e quindi igualmente si spiri.

33.121 Oh quanto è corto il dire e come fioco
33.122 al mio concetto! e questo, a quel ch'i' vidi,
33.123 è tanto, che non basta a dicer `poco'.

33.124 O luce etterna che sola in te sidi,mostra/nascondi nota pa-33-124 sidi: (cfr. lat. "sidere").
33.125 sola t'intendi, e da te intelletta
33.126 e intendente te ami e arridi!

33.127 Quella circulazion che sì concetta
33.128 pareva in te come lume reflesso,
33.129 da li occhi miei alquanto circunspetta,mostra/nascondi nota pa-33-129 circunspetta: osservata all'intorno (cfr. lat. "circumspecta").

33.130 dentro da sé, del suo colore stesso,
33.131 mi parve pinta de la nostra effige:mostra/nascondi nota pa-33-131 de la nostra effige: della figura umana.
33.132 per che 'l mio viso in lei tutto era messo.

33.133 Qual è 'l geomètra che tutto s'affige
33.134 per misurar lo cerchio, e non ritrova,
33.135 pensando, quel principio ond'elli indige,mostra/nascondi nota pa-33-135 ond'elli indige: del quale ha assoluto bisogno per risolvere il suo problema.

33.136 tal era io a quella vista nova:
33.137 veder voleva come si convenne
33.138 l'imago al cerchio e come vi s'indova;mostra/nascondi nota pa-33-138 vi s'indova: " potesse trovar suo luogo così da restare figura umana diventando un cerchio " (Steiner).

33.139 ma non eran da ciò le proprie penne:mostra/nascondi nota pa-33-139 le proprie: le mie.
33.140 se non che la mia mente fu percossa
33.141 da un fulgore in che sua voglia venne.

33.142 A l'alta fantasia qui mancò possa;
33.143 ma già volgeva il mio disio e 'l velle,mostra/nascondi nota pa-33-143 il mio disio…: il mio desiderio e la mia volontà (" 'l velle ").
33.144 sì come rota ch'igualmente è mossa,

33.145 l'amor che move il sole e l'altre stelle.mostra/nascondi nota pa-33-145 l'amor: Dio che muove il sole e le altre stelle. Con la parola " stelle " termina ciascuna delle tre cantiche.




«Maestro mio», diss'io, «or mi dì anche: | questa fortuna di che tu mi tocche, | che è, che i ben del mondo ha sì tra branche?».   •   Inferno, Canto 7, Verso 69

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