Purgatorio : Canto 7

7.1 Poscia che l'accoglienze oneste e liete
7.2 furo iterate tre e quattro volte, mostra/nascondi nota pu-7-2 iterate: rinnovate, ripetute le accoglienze cortesi e liete.
7.3 Sordel si trasse, e disse: «Voi, chi siete?».

7.4 «Anzi che a questo monte fosser volte mostra/nascondi nota pu-7-4 Anzi: prima che Cristo, lavando la macchia del peccato originale, consentisse alle anime degne di salire al cielo.
7.5 l'anime degne di salire a Dio,
7.6 fur l'ossa mie per Ottavian sepolte. mostra/nascondi nota pu-7-6 per Ottavian: per ordine di Ottaviano.

7.7 Io son Virgilio; e per null'altro rio mostra/nascondi nota pu-7-7 rio: colpa, cioè quella di non aver fede nel Cristo venturo.
7.8 lo ciel perdei che per non aver fé».
7.9 Così rispuose allora il duca mio.

7.10 Qual è colui che cosa innanzi sé
7.11 sùbita vede ond'e' si maraviglia,
7.12 che crede e non, dicendo «Ella è... non è...»,

7.13 tal parve quelli; e poi chinò le ciglia,
7.14 e umilmente ritornò ver' lui, mostra/nascondi nota pu-7-14 ritornò: Sordello si era un poco allontanato (" si trasse " v. 3), " come denno fare le savie persone, che non denno stare con volto a volto " (Buti).
7.15 e abbracciòl là 've 'l minor s'appiglia. mostra/nascondi nota pu-7-15 e abbracciòl là: " non più a collo, ma più giù, al petto o alle ginocchia " (Torraca).

7.16 «O gloria di Latin», disse, «per cui
7.17 mostrò ciò che potea la lingua nostra,
7.18 o pregio etterno del loco ond'io fui,

7.19 qual merito o qual grazia mi ti mostra?
7.20 S'io son d'udir le tue parole degno,
7.21 dimmi se vien d'inferno, e di qual chiostra». mostra/nascondi nota pu-7-21 e di qual chiostra: da quale cerchio.

7.22 «Per tutt'i cerchi del dolente regno»,
7.23 rispuose lui, «son io di qua venuto;
7.24 virtù del ciel mi mosse, e con lei vegno.

7.25 Non per far, ma per non fare ho perduto mostra/nascondi nota pu-7-25 Non per far: non per aver fatto il male, ma per mancanza di fede adeguata (" per non fare ") ho perduto la speranza di vedere Dio ( " l'alto Sol " ).
7.26 a veder l'alto Sol che tu disiri
7.27 e che fu tardi per me conosciuto.

7.28 Luogo è là giù non tristo di martìri, mostra/nascondi nota pu-7-28 non tristo: non contristato dai castighi divini (" martìri ").
7.29 ma di tenebre solo, ove i lamenti
7.30 non suonan come guai, ma son sospiri. mostra/nascondi nota pu-7-30 guai: urla bestiali (cfr. Inf. c. III, 22).

7.31 Quivi sto io coi pargoli innocenti
7.32 dai denti morsi de la morte avante
7.33 che fosser da l'umana colpa essenti; mostra/nascondi nota pu-7-33 l'umana colpa: il peccato originale, che il Battesimo cancella.

7.34 quivi sto io con quei che le tre sante mostra/nascondi nota pu-7-34 le tre sante virtù: le tre virtù teologali: le anime del Limbo praticarono solo le quattro cardinali (" l'altre ").
7.35 virtù non si vestiro, e sanza vizio
7.36 conobber l'altre e seguir tutte quante.

7.37 Ma se tu sai e puoi, alcuno indizio
7.38 dà noi per che venir possiam più tosto
7.39 là dove purgatorio ha dritto inizio». mostra/nascondi nota pu-7-39 ha dritto inizio: realmente comincia. Siamo ancora nell'Antipurgatorio.

7.40 Rispuose: «Loco certo non c'è posto; mostra/nascondi nota pu-7-40 Loco: non ci è imposto ( " posto " ) un luogo determinato (" certo ") ma mi è concesso andare all'intorno e verso la porta del Purgatorio (" suso "); e per quanto posso procedere, ti sarò vicino come guida.
7.41 licito m'è andar suso e intorno;
7.42 per quanto ir posso, a guida mi t'accosto.

7.43 Ma vedi già come dichina il giorno, mostra/nascondi nota pu-7-43 dichina: declina, tramonta.
7.44 e andar sù di notte non si puote;
7.45 però è buon pensar di bel soggiorno. mostra/nascondi nota pu-7-45 è buon: è bene pensare a un luogo adatto a trascorrervi la notte.

7.46 Anime sono a destra qua remote:
7.47 se mi consenti, io ti merrò ad esse, mostra/nascondi nota pu-7-47 merrò: menerò, condurrò.
7.48 e non sanza diletto ti fier note». mostra/nascondi nota pu-7-48 fier: saranno.

7.49 «Com'è ciò?», fu risposto. «Chi volesse
7.50 salir di notte, fora elli impedito mostra/nascondi nota pu-7-50 fora: sarebbe.
7.51 d'altrui, o non sarria ché non potesse?». mostra/nascondi nota pu-7-51 o non sarria: o non salirebbe per il fatto che non potrebbe farlo con le sue forze?.

7.52 E 'l buon Sordello in terra fregò 'l dito,
7.53 dicendo: «Vedi? sola questa riga
7.54 non varcheresti dopo 'l sol partito:

7.55 non però ch'altra cosa desse briga, mostra/nascondi nota pu-7-55 non però: non però che vi fosse altro impedimento (" altra cosa desse briga "), al salire oltre la tenebra notturna; quella frena la volontà (" intriga ") soltanto col togliere la possibilità.
7.56 che la notturna tenebra, ad ir suso;
7.57 quella col nonpoder la voglia intriga.

7.58 Ben si poria con lei tornare in giuso
7.59 e passeggiar la costa intorno errando,
7.60 mentre che l'orizzonte il dì tien chiuso». mostra/nascondi nota pu-7-60 mentre: finché la linea dell'orizzonte nasconde il giorno.

7.61 Allora il mio segnor, quasi ammirando, mostra/nascondi nota pu-7-61 ammirando: meravigliandosi (cfr. lat. mirari).
7.62 «Menane», disse, «dunque là 've dici
7.63 ch'aver si può diletto dimorando».

7.64 Poco allungati c'eravam di lici, mostra/nascondi nota pu-7-64 lici: lì.
7.65 quand'io m'accorsi che 'l monte era scemo,
7.66 a guisa che i vallon li sceman quici. mostra/nascondi nota pu-7-66 quici: qui, cioè come i valloni incavano (" sceman ") i monti qui sulla terra.

7.67 «Colà», disse quell'ombra, «n'anderemo
7.68 dove la costa face di sé grembo;
7.69 e là il novo giorno attenderemo».

7.70 Tra erto e piano era un sentiero schembo, mostra/nascondi nota pu-7-70 schembo: obliquo e né ripido, né pianeggiante ( " Tra erto e piano " ).
7.71 che ne condusse in fianco de la lacca, mostra/nascondi nota pu-7-71 lacca: è la valle incavata.
7.72 là dove più ch'a mezzo muore il lembo. mostra/nascondi nota pu-7-72 là dove: nella parte in cui l'avvallamento è meno profondo, dove, cioè, il margine (" lembo ") comincia a scendere ( " muore " ) di oltre la metà ( " più ch'a mezzo " ).

7.73 Oro e argento fine, cocco e biacca, mostra/nascondi nota pu-7-73 cocco e biacca: il color rosso carminio ricavato dalla cocciniglia (lat. coccum) e il bianco della biacca; cui si aggiunge l'azzurro (" indaco ") e il colore brillante del chiaro (" sereno "), il verde smeraldo, nel momento in cui si spezza (" in l'ora che si fiacca "), mostrando all'interno un più acceso colore che in superficie.
7.74 indaco, legno lucido e sereno,
7.76 da l'erba e da li fior, dentr'a quel seno

7.77 posti, ciascun saria di color vinto,
7.78 come dal suo maggiore è vinto il meno.
7.79 Non avea pur natura ivi dipinto, mostra/nascondi nota pu-7-79 pur: soltanto.

7.80 ma di soavità di mille odori
7.81 vi facea uno incognito e indistinto.
7.82 `Salve, Regina' in sul verde e 'n su' fiori

7.83 quindi seder cantando anime vidi,
7.84 che per la valle non parean di fuori. mostra/nascondi nota pu-7-84 non parean: non erano visibili dal di fuori, per via della valle che li nascondeva.
7.85 «Prima che 'l poco sole omai s'annidi», mostra/nascondi nota pu-7-85 s'annidi: si nasconda, tramonti completamente.

7.86 cominciò 'l Mantoan che ci avea vòlti, mostra/nascondi nota pu-7-86 'l Mantoan: Sordello, che aveva guidati (" vòlti ").
7.87 «tra color non vogliate ch'io vi guidi.
7.88 Di questo balzo meglio li atti e ' volti

7.89 conoscerete voi di tutti quanti,
7.90 che ne la lama giù tra essi accolti. mostra/nascondi nota pu-7-90 lama: depressione (cfr. Inf. c. XX, 79); è la valletta.
7.91 Colui che più siede alto e fa sembianti mostra/nascondi nota pu-7-91 Colui: è Rodolfo d'Asburgo, che ha trascurato ( " negletto " ) il suo dovere nei confronti dell'Italia (cfr. c. VI, 103 e n.).

7.92 d'aver negletto ciò che far dovea,
7.93 e che non move bocca a li altrui canti,
7.94 Rodolfo imperador fu, che potea

7.95 sanar le piaghe c'hanno Italia morta,
7.96 sì che tardi per altri si ricrea. mostra/nascondi nota pu-7-96 sì che tardi: sì che ormai tardi l'Italia rinascerà ( " si ricrea " ) per merito ed opera di un altro. Cioè, come Dante sperava, di Arrigo VII.
7.97 L'altro che ne la vista lui conforta,

7.98 resse la terra dove l'acqua nasce
7.99 che Molta in Albia, e Albia in mar ne porta: mostra/nascondi nota pu-7-99 che Molta in Albia : che la Moldava versa nell'Elba….
7.100 Ottacchero ebbe nome, e ne le fasce mostra/nascondi nota pu-7-100 Ottacchero: è Ottocaro II, re di Boemia dal 1253 al 1278; che, pur da fanciullo (" ne le fasce "), fu assai migliore di suo figlio Venceslao da adulto.

7.101 fu meglio assai che Vincislao suo figlio
7.102 barbuto, cui lussuria e ozio pasce.
7.103 E quel nasetto che stretto a consiglio mostra/nascondi nota pu-7-103 nasetto: è Filippo III l'Ardito, re di Francia, così detto per il suo piccolissimo naso. Fu padre di Filippo il Bello e di Carlo di Valois; morì a Perpignano, fuggendo davanti all'incalzare di Pietro III d'Aragona, disonorando il giglio, emblema della Francia.

7.104 par con colui c'ha sì benigno aspetto,
7.105 morì fuggendo e disfiorando il giglio:
7.106 guardate là come si batte il petto!

7.107 L'altro vedete c'ha fatto a la guancia mostra/nascondi nota pu-7-107 L'altro: è Enrico I il Grasso, re di Navarra dal 1270 al 1274, suocero di Filippo il Bello (" mal di Francia " cfr. Inf. c. XIX, n. 83).
7.108 de la sua palma, sospirando, letto.
7.109 Padre e suocero son del mal di Francia:

7.110 sanno la vita sua viziata e lorda,
7.111 e quindi viene il duol che sì li lancia. mostra/nascondi nota pu-7-111 li lancia: li trafigge.
7.112 Quel che par sì membruto e che s'accorda, mostra/nascondi nota pu-7-112 Quel che par: è Pietro III d'Aragona, il Grande.

7.113 cantando, con colui dal maschio naso, mostra/nascondi nota pu-7-113 colui dal maschio naso: è Carlo I d'Angiò.
7.114 d'ogne valor portò cinta la corda; mostra/nascondi nota pu-7-114 d'ogne: fu adorno d'ogni virtù.
7.115 e se re dopo lui fosse rimaso

7.116 lo giovanetto che retro a lui siede, mostra/nascondi nota pu-7-116 lo giovanetto : può essere Alfonso III, primogenito di Pietro III, o l'ultimo figlio di questi, Pietro, morto in giovane età.
7.117 ben andava il valor di vaso in vaso, mostra/nascondi nota pu-7-117 di vaso in vaso: di generazione in generazione, cosa che non si può dire degli altri eredi (" rede "): Giacomo e Federico (v. 119).
7.118 che non si puote dir de l'altre rede;

7.119 Iacomo e Federigo hanno i reami; mostra/nascondi nota pu-7-119 Iacomo e Federigo: il primo, incoronato re di Sicilia nel 1286 col nome di Giacomo II e successo al fratello Alfonso nel regno di Aragona; l'altro re di Sicilia nel 1296, col nome di Federico II (cfr. c. III, n. 115). Ma nessuno dei due possiede la virtù paterna (" retaggio miglior " ).
7.120 del retaggio miglior nessun possiede.
7.121 Rade volte risurge per li rami

7.122 l'umana probitate; e questo vole
7.123 quei che la dà, perché da lui si chiami. mostra/nascondi nota pu-7-123 perché da lui si chiami: perché la si invochi da lui e la si riconosca da lui concessa.
7.124 Anche al nasuto vanno mie parole mostra/nascondi nota pu-7-124 al nasuto: a Carlo I d'Angiò (cfr. v. 113).

7.125 non men ch'a l'altro, Pier, che con lui canta,
7.126 onde Puglia e Proenza già si dole. mostra/nascondi nota pu-7-126 Puglia e Proenza: il regno di Napoli (" Puglia ") e la Provenza già si dolgono di Carlo II, figlio di Carlo I.
7.127 Tant'è del seme suo minor la pianta, mostra/nascondi nota pu-7-127 Tant'è: Carlo II (" la pianta ") è inferiore a Carlo I (" seme ") tanto quanto la vedova di Pietro III (" Costanza ", figlia di Manfredi) ancora (era viva nel 1300) si vanta del marito più di quel che possano (" più che ") le due mogli di Carlo I (" Beatrice " di Provenza e " Margherita " di Borgogna). In conclusione, la frase vale: Carlo II è inferiore a Carlo I quanto Carlo I è inferiore a Pietro III.

7.128 quanto più che Beatrice e Margherita,
7.129 Costanza di marito ancor si vanta.
7.130 Vedete il re de la semplice vita

7.131 seder là solo, Arrigo d'Inghilterra:
7.132 questi ha ne' rami suoi migliore uscita. mostra/nascondi nota pu-7-132 questi ha: Arrigo III d'Inghilterra ebbe una miglior discendenza (" uscita "); allusione ad Edoardo I (1272-1307), detto il Giustiniano inglese.
7.133 Quel che più basso tra costor s'atterra,

7.134 guardando in suso, è Guiglielmo marchese, mostra/nascondi nota pu-7-134 Guiglielmo Marchese: è Guglielmo VII, detto Spadalunga, marchese del Monferrato, vicario imperiale e condottiero ghibellino, morto in prigionia; per vendicarlo, il figlio Giovanni I assalì Alessandria, città che con i dolorosi effetti della controffensiva (" la sua guerra ") portò desolazione (" fa pianger ") nel Monferrato e nel Canavese, che costituivano il marchesato dell'aggressore.
7.135 per cui e Alessandria e la sua guerra
7.136 fa pianger Monferrato e Canavese».




e quello amor che primo lì discese, | cantando "Ave, Maria, gratia plena", | dinanzi a lei le sue ali distese.   •   Paradiso, Canto 32, Verso 96

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