Purgatorio : Canto 21

21.1 La sete natural che mai non sazia mostra/nascondi nota pu-21-1 La sete natural: la sete di sapere, che mai non si appaga ( " sazia ", usato intransitivamente) se non con l'acqua della verità, di cui la Samaritana chiese il dono (" grazia "). Allude all'episodio evangelico della donna di Samaria, cui Gesù chiese dell'acqua e che, meravigliata dalla dimestichezza mostratale da Lui, ch'era Giudeo, si sentì rispondere che se avesse saputo chi era colui che le aveva chiesto l'acqua, ella stessa avrebbe a lui domandato da bere non l'acqua del pozzo che non sazia, ma l'acqua della verità. La Samaritana gli chiese allora di quest'acqua. Vangelo di San Giovanni (IV, 6).
21.2 se non con l'acqua onde la femminetta
21.3 samaritana domandò la grazia,

21.4 mi travagliava, e pungeami la fretta
21.5 per la 'mpacciata via dietro al mio duca, mostra/nascondi nota pu-21-5 la 'mpacciata via: la via ingombra d'anime.
21.6 e condoleami a la giusta vendetta. mostra/nascondi nota pu-21-6 e condoleami: e provavo compassione di fronte alla giusta espiazione.

21.7 Ed ecco, sì come ne scrive Luca mostra/nascondi nota pu-21-7 scrive Luca: nel Vangelo di San Luca si legge che Cristo, risorto dal sepolcro, apparve sulla strada di Emmaus a due discepoli e si accompagnò con loro (cfr. Luca XXIV, 13).
21.8 che Cristo apparve a' due ch'erano in via,
21.9 già surto fuor de la sepulcral buca,

21.10 ci apparve un'ombra, e dietro a noi venìa,
21.11 dal piè guardando la turba che giace; mostra/nascondi nota pu-21-11 dal piè guardando: che badavamo (" guardando " con valore di participio) a non urtare col piede la turba prostrata delle anime.
21.12 né ci addemmo di lei, sì parlò pria, mostra/nascondi nota pu-21-12 ci addemmo: ci accorgemmo.

21.13 dicendo; «O frati miei, Dio vi dea pace». mostra/nascondi nota pu-21-13 vi dea: vi dia.
21.14 Noi ci volgemmo sùbiti, e Virgilio
21.15 rendéli 'l cenno ch'a ciò si conface. mostra/nascondi nota pu-21-15 ch'a ciò si conface: che si addice a rendere il saluto.

21.16 Poi cominciò: «Nel beato concilio
21.17 ti ponga in pace la verace corte
21.18 che me rilega ne l'etterno essilio». mostra/nascondi nota pu-21-18 che me rilega: è Virgilio che parla ed egli è relegato nel Limbo ( " l'etterno essilio " ).

21.19 «Come!», diss'elli, e parte andavam forte: mostra/nascondi nota pu-21-19 parte: intanto (cfr. Inf. c. XXIX, 16).
21.20 «se voi siete ombre che Dio sù non degni,
21.21 chi v'ha per la sua scala tanto scorte?». mostra/nascondi nota pu-21-21 scorte: scortate, guidate.

21.22 E 'l dottor mio: «Se tu riguardi a' segni mostra/nascondi nota pu-21-22 a' segni: alle P incise sulla fronte di Dante.
21.23 che questi porta e che l'angel profila,
21.24 ben vedrai che coi buon convien ch'e' regni. mostra/nascondi nota pu-21-24 coi buon: coi beati, cioè è ammesso alla salvazione.

21.25 Ma perché lei che dì e notte fila mostra/nascondi nota pu-21-25 lei: colei che fila notte e giorno lo stame della vita. E' Lachesi, una delle tre Parche; Cloto è l'altra Parca che pone ( " impone " ) per ciascuno il filo sulla rocca e lo avvolge (" compila ") con la mano.
21.26 non li avea tratta ancora la conocchia
21.27 che Cloto impone a ciascuno e compila,

21.28 l'anima sua, ch'è tua e mia serocchia, mostra/nascondi nota pu-21-28 serocchia: sorella (cfr. c. IV, 111 e n.).
21.29 venendo sù, non potea venir sola,
21.30 però ch'al nostro modo non adocchia. mostra/nascondi nota pu-21-30 non adocchia: non può vedere come facciamo noi.

21.31 Ond'io fui tratto fuor de l'ampia gola mostra/nascondi nota pu-21-31 ampia gola: il Limbo, il primo e perciò il più ampio dei cerchi dell'Inferno.
21.32 d'inferno per mostrarli, e mosterrolli mostra/nascondi nota pu-21-32 mosterrolli: gli mostrerò.
21.33 oltre, quanto 'l potrà menar mia scola.

21.34 Ma dimmi, se tu sai, perché tai crolli
21.35 diè dianzi 'l monte, e perché tutto ad una mostra/nascondi nota pu-21-35 ad una: insieme (cfr. c. IV, 17).
21.36 parve gridare infino a' suoi piè molli». mostra/nascondi nota pu-21-36 molli: i piedi del monte sono bagnati dal mare.

21.37 Sì mi diè, dimandando, per la cruna mostra/nascondi nota pu-21-37 Sì mi diè… per la cruna: colpì nel segno del mio desiderio con la stessa pressione con cui si infila la cruna di un ago.
21.38 del mio disio, che pur con la speranza mostra/nascondi nota pu-21-38 che pur: che, soltanto per la speranza di sapere, il mio desiderio si fece meno assillante.
21.39 si fece la mia sete men digiuna.

21.40 Quei cominciò: «f che sanza mostra/nascondi nota pu-21-40 Cosa non è: non vi è cosa che subisca la regola sacra ( " relïgione " ) della montagna, senza un preordinato volere ( " ordine " ), o che sia insolita. Qui c'è libertà da ogni alterazione degli elementi naturali; ed ogni perturbazione trova la sua causa ( " cagione " ) solo in ciò che il cielo riceve in sè da sè stesso.
21.41 ordine senta la religione
21.42 de la montagna, o che sia fuor d'usanza.

21.43 Libero è qui da ogne alterazione: mostra/nascondi nota pu-21-43 Libero: questo luogo è esente da tutte le alterazioni che vediamo solitamente seguire là dove sono gli elementi e le loro mistura (Scartazzini-Vandelli).
21.44 di quel che 'l ciel da sé in sé riceve
21.45 esser ci puote, e non d'altro, cagione.

21.46 Per che non pioggia, non grando, non neve, mostra/nascondi nota pu-21-46 grando: grandine.
21.47 non rugiada, non brina più sù cade mostra/nascondi nota pu-21-47 più sù: al disopra della (" che ") scaletta formata da tre gradini all'ingresso del Purgatorio.
21.48 che la scaletta di tre gradi breve;

21.49 nuvole spesse non paion né rade,
21.50 né coruscar, né figlia di Taumante, mostra/nascondi nota pu-21-50 né coruscar: né lampi, né arcobaleno (personificato da Iride, figlia di Taumante e di Elettra).
21.51 che di là cangia sovente contrade;

21.52 secco vapor non surge più avante mostra/nascondi nota pu-21-52 secco vapor: il vento, che, secondo la dottrina aristotelica era formato dal vapore secco e sottile; dal vapore secco e forte era originato invece il terremoto.
21.53 ch'al sommo d'i tre gradi ch'io parlai,
21.54 dov'ha 'l vicario di Pietro le piante. mostra/nascondi nota pu-21-54 'l vicario: l'Angelo portiere.

21.55 Trema forse più giù poco o assai; mostra/nascondi nota pu-21-55 più giù: al di sotto della porta del Purgatorio.
21.56 ma per vento che 'n terra si nasconda, mostra/nascondi nota pu-21-56 ma per vento: il vapore secco e forte sprigionato dalla terra (cfr. n. 52).
21.57 non so come, qua sù non tremò mai.

21.58 Tremaci quando alcuna anima monda mostra/nascondi nota pu-21-58 Tremaci: trema qui (" ci ") quando un'anima si sente purificata.
21.59 sentesi, sì che surga o che si mova
21.60 per salir sù; e tal grido seconda. mostra/nascondi nota pu-21-60 seconda: la segue.

21.61 De la mondizia sol voler fa prova, mostra/nascondi nota pu-21-61 De la mondizia: dell'avvenuta purificazione è prova soltanto la volontà, che sorprende l'anima purificata, del tutto libera a mutar compagnia (" convento ", cfr. lat. conventus), e le è proficua (" di voler le giova "). Anche prima l'anima vorrebbe salire al cielo ( " vuol ben " ) ma non glielo consente la tendenza agli appetiti riprovevoli (" talento ") che va purgata e che la divina giustizia pone al tormento contro la volontà, come contro la volontà fu l'anima dal talento condotta a peccare.
21.62 che, tutto libero a mutar convento,
21.63 l'alma sorprende, e di voler le giova.

21.64 Prima vuol ben, ma non lascia il talento
21.65 che divina giustizia, contra voglia,
21.66 come fu al peccar, pone al tormento.

21.67 E io, che son giaciuto a questa doglia
21.68 cinquecent'anni e più, pur mo sentii
21.69 libera volontà di miglior soglia:

21.70 però sentisti il tremoto e li pii
21.71 spiriti per lo monte render lode
21.72 a quel Segnor, che tosto sù li 'nvii». mostra/nascondi nota pu-21-72 che tosto: che presto li avvii al cielo. E' formula augurale.

21.73 Così ne disse; e però ch'el si gode
21.74 tanto del ber quant'è grande la sete.
21.75 non saprei dir quant'el mi fece prode. mostra/nascondi nota pu-21-75 mi fece prode: mi giovò (cfr. c. XV, 42).

21.76 E 'l savio duca: «Omai veggio la rete mostra/nascondi nota pu-21-76 la rete: è il " talento " (cfr. v. 64).
21.77 che qui v'impiglia e come si scalappia, mostra/nascondi nota pu-21-77 si scalappia: si scioglie il calappio, il nodo.
21.78 perché ci trema e di che congaudete. mostra/nascondi nota pu-21-78 ci trema: qui trema.

21.79 Ora chi fosti, piacciati ch'io sappia,
21.80 e perché tanti secoli giaciuto
21.81 qui se', ne le parole tue mi cappia». mostra/nascondi nota pu-21-81 mi cappia: sia contenuto per me (" cappia " dal verbo capere, usato ancor oggi in alcuni dialetti: ci cape = c'entra, è contenuto).

21.82 «Nel tempo che 'l buon Tito, con l'aiuto mostra/nascondi nota pu-21-82 Nel tempo: quando Tito, con l'aiuto di Dio, vendico le piaghe (" le fòra ") donde sgorgò il sangue del Redentore venduto da Giuda. Cioè, quando, nel 70, l'imperatore Tito distrusse Gerusalemme.
21.83 del sommo rege, vendicò le fóra
21.84 ond'uscì 'l sangue per Giuda venduto,

21.85 col nome che più dura e più onora mostra/nascondi nota pu-21-85 col nome: col nome di poeta, che più dura.
21.86 era io di là», rispuose quello spirto,
21.87 «famoso assai, ma non con fede ancora.

21.88 Tanto fu dolce mio vocale spirto, mostra/nascondi nota pu-21-88 mio vocale spirto: l'ispirazione del mio canto.
21.89 che, tolosano, a sé mi trasse Roma, mostra/nascondi nota pu-21-89 tolosano: nato a Tolosa, si credette nel Medio Evo, per una confusione con Lucio Stazio Ursolo, rettore della Gallia Narbonese. Stazio nacque invece a Napoli, come si apprese nel sec. XV, dalla lettura del suo poema, le "Selve", scoperto da Poggio Bracciolini.
21.90 dove mertai le tempie ornar di mirto.

21.91 Stazio la gente ancor di là mi noma: mostra/nascondi nota pu-21-91 Stazio: è Publio Papinio Stazio, nato circa il 50 e morto circa il 96. Insigne poeta latino dell'età argentea, compose la "Tebaide" e l'"Achilleide" e fu molto noto nel Medio Evo.
21.92 cantai di Tebe, e poi del grande Achille;
21.93 ma caddi in via con la seconda soma. mostra/nascondi nota pu-21-93 caddi: morii quando ancora lavorava all'"Achilleide".

21.94 Al mio ardor fuor seme le faville,
21.95 che mi scaldar, de la divina fiamma
21.96 onde sono allumati più di mille;

21.97 de l'Eneida dico, la qual mamma
21.98 fummi e fummi nutrice poetando:
21.99 sanz'essa non fermai peso di dramma. mostra/nascondi nota pu-21-99 senz'essa: senza l'Eneide non fermai sulla carta cosa che valesse una " dramma " (l'ottava parte di un'oncia).

21.100 E per esser vivuto di là quando
21.101 visse Virgilio, assentirei un sole mostra/nascondi nota pu-21-101 assentirei un sole: acconsentirei a rimanere un anno (" un sole ") più del dovuto, in Purgatorio.
21.102 più che non deggio al mio uscir di bando».

21.103 Volser Virgilio a me queste parole
21.104 con viso che, tacendo, disse "Taci";
21.105 ma non può tutto la virtù che vuole; mostra/nascondi nota pu-21-105 la virtù che vuole: la volontà.

21.106 ché riso e pianto son tanto seguaci
21.107 a la passion di che ciascun si spicca, mostra/nascondi nota pu-21-107 a la passion: al sentimento, dal quale ciascuno trae origine (" si spicca "), che meno asseconda la volontà nelle persone più sincere (" veraci ").
21.108 che men seguon voler ne' più veraci.

21.109 Io pur sorrisi come l'uom ch'ammicca;
21.110 per che l'ombra si tacque, e riguardommi
21.111 ne li occhi ove 'l sembiante più si ficca; mostra/nascondi nota pu-21-111 ove 'l sembiante: ove più si raccoglie l'espressione.

21.112 e «Se tanto labore in bene assommi», mostra/nascondi nota pu-21-112 Se tanto labore: possa tu portare a compimento (" in bene assommi ") questo faticoso cammino (" labore ").
21.113 disse, «perché la tua faccia testeso mostra/nascondi nota pu-21-113 testeso: or ora.
21.114 un lampeggiar di riso dimostrommi?».

21.115 Or son io d'una parte e d'altra preso:
21.116 l'una mi fa tacer, l'altra scongiura
21.117 ch'io dica; ond'io sospiro, e sono inteso

21.118 dal mio maestro, e «Non aver paura»,
21.119 mi dice, «di parlar; ma parla e digli
21.120 quel ch'e' dimanda con cotanta cura».

21.121 Ond'io: «Forse che tu ti maravigli,
21.122 antico spirto, del rider ch'io fei;
21.123 ma più d'ammirazion vo' che ti pigli. mostra/nascondi nota pu-21-123 d'ammirazion: di meraviglia.

21.124 Questi che guida in alto li occhi miei,
21.125 è quel Virgilio dal qual tu togliesti
21.126 forza a cantar de li uomini e d'i dèi.

21.127 Se cagion altra al mio rider credesti,
21.128 lasciala per non vera, ed esser credi
21.129 quelle parole che di lui dicesti».

21.130 Già s'inchinava ad abbracciar li piedi mostra/nascondi nota pu-21-130 ad abbracciar: abbracciare le gambe e i piedi era gesto dell'inferiore al superiore.
21.131 al mio dottor, ma el li disse: «Frate,
21.132 non far, ché tu se' ombra e ombra vedi».

21.133 Ed ei surgendo: «Or puoi la quantitate
21.134 comprender de l'amor ch'a te mi scalda,
21.135 quand'io dismento nostra vanitate, mostra/nascondi nota pu-21-135 dismento: dimentico (cfr. c. XIV,56 " s'ammenta " di cui la forma " dismento " è il contrario).

21.136 trattando l'ombre come cosa salda».




Ben son di quelle che temono 'l danno | e stringonsi al pastor; ma son sì poche, | che le cappe fornisce poco panno.   •   Paradiso, Canto 11, Verso 132

© 2009-2014   •   Divina Commedia