Purgatorio : Canto 19

19.1 Ne l'ora che non può 'l calor diurno mostra/nascondi nota pu-19-1 Ne l'ora: nell'ora in cui il calore del sole non può temperare il freddo lunare, perché sopraffatto dalla naturale freddezza della terra o, se esso si trovi all'orizzonte, di Saturno pianeta che si credeva apportasse freddo; e quando i geomanti, (cioè gli indovini che ottenevano i loro presagi da figure tracciate in terra mediante la congiunzione di certi punti corrispondenti ad alcune costellazioni), vedono sorgere sul far dell'aurora il segno da essi detto di Maggior Fortuna (formato dalla congiunzione di sei stelle dell'Acquario e dei Pesci), in una zona del cielo che per poco ancora rimane oscura, in virtù di esso segno che precede l'aurora. In conclusione, Dante vuol dire che era l'alba, momento in cui si riteneva che i sogni avessero il crisma della veridicità.
19.2 intepidar più 'l freddo de la luna,
19.3 vinto da terra, e talor da Saturno

19.4 - quando i geomanti lor Maggior Fortuna
19.5 veggiono in oriente, innanzi a l'alba,
19.6 surger per via che poco le sta bruna -,

19.7 mi venne in sogno una femmina balba, mostra/nascondi nota pu-19-7 balba: balbuziente.
19.8 ne li occhi guercia, e sovra i piè distorta,
19.9 con le man monche, e di colore scialba.

19.10 Io la mirava; e come 'l sol conforta
19.11 le fredde membra che la notte aggrava, mostra/nascondi nota pu-19-11 aggrava: intorpidisce.
19.12 così lo sguardo mio le facea scorta mostra/nascondi nota pu-19-12 le facea scorta: le rendeva spedita, cioè capace di parlare senza balbutire, la lingua. Sotto lo sguardo di Dante avviene dunque una trasformazione della donna deforme, che si drizza sulla persona e acquista il roseo pallore che ispira sentimenti d'amore. Notare l'"enjambement" col verso successivo.

19.13 la lingua, e poscia tutta la drizzava
19.14 in poco d'ora, e lo smarrito volto,
19.15 com'amor vuol, così le colorava.

19.16 Poi ch'ell'avea 'l parlar così disciolto,
19.17 cominciava a cantar sì, che con pena
19.18 da lei avrei mio intento rivolto. mostra/nascondi nota pu-19-18 mio intento: la mia attenzione.

19.19 «Io son», cantava, «io son dolce serena, mostra/nascondi nota pu-19-19 serena: sirena; già nell'antichità le sirene simboleggiavano l'allettamento dei falsi piaceri, e ben si adatta questo ricordo mitologico alla " femmina balba " che rappresenta l'amore errante per eccesso (cfr. c. XVII, 96).
19.20 che ' marinari in mezzo mar dismago; mostra/nascondi nota pu-19-20 dismago: incanto.
19.21 tanto son di piacere a sentir piena!

19.22 Io volsi Ulisse del suo cammin vago mostra/nascondi nota pu-19-22 Io volsi: io piegai Ulisse al mio canto, distogliendolo dal suo cammino errabondo (" vago "). L'episodio di Ulisse che, legato all'albero della nave, riesce ad ascoltare il canto delle Sirene e a salvarsi perché i compagni, con la cera alle orecchia non odono il suo ordine di fermarsi, si legge nel XII canto dell'Odissea. Probabilmente Dante lo conobbe da una narrazione leggendaria medioevale.
19.23 al canto mio; e qual meco s'ausa, mostra/nascondi nota pu-19-23 meco s'ausa: prende dimestichezza con me.
19.24 rado sen parte; sì tutto l'appago!».

19.25 Ancor non era sua bocca richiusa,
19.26 quand'una donna apparve santa e presta mostra/nascondi nota pu-19-26 presta: sollecita.
19.27 lunghesso me per far colei confusa.

19.28 «O Virgilio, Virgilio, chi è questa?»,
19.29 fieramente dicea; ed el venìa
19.30 con li occhi fitti pur in quella onesta.

19.31 L'altra prendea, e dinanzi l'apria
19.32 fendendo i drappi, e mostravami 'l ventre;
19.33 quel mi svegliò col puzzo che n'uscìa.

19.34 Io mossi li occhi, e 'l buon maestro: «Almen tre mostra/nascondi nota pu-19-34 Almen tre: da lèggere "almentre".
19.35 voci t'ho messe!», dicea. «Surgi e vieni;
19.36 troviam l'aperta per la qual tu entre». mostra/nascondi nota pu-19-36 l'aperta: l'apertura della scala che mena al quinto girone (cfr. c. IV, 19).

19.37 Sù mi levai, e tutti eran già pieni
19.38 de l'alto dì i giron del sacro monte,
19.39 e andavam col sol novo a le reni. mostra/nascondi nota pu-19-39 a le reni: alle spalle. I poeti procedono verso occidente.

19.40 Seguendo lui, portava la mia fronte
19.41 come colui che l'ha di pensier carca,
19.42 che fa di sé un mezzo arco di ponte; mostra/nascondi nota pu-19-42 mezzo arco di ponte: la persona di Dante è curva come la metà di un arco di ponte.

19.43 quand'io udi' «Venite; qui si varca»,
19.44 parlare in modo soave e benigno,
19.45 qual non si sente in questa mortal marca. mostra/nascondi nota pu-19-45 marca: era, propriamente, la terra di confine. Qui vale terra, in generale.

19.46 Con l'ali aperte, che parean di cigno,
19.47 volseci in sù colui che sì parlonne
19.48 tra due pareti del duro macigno.

19.49 Mosse le penne poi e ventilonne, mostra/nascondi nota pu-19-49 e ventilonne: è l'ormai consueta maniera di cancellare le P dalla fronte del poeta.
19.50 "Qui lugent" affermando esser beati, mostra/nascondi nota pu-19-50 Qui lugent: coloro che piangono. E' parafrasi della terza beatitudine del Discorso della montagna (Matteo V 5).
19.51 ch'avran di consolar l'anime donne. mostra/nascondi nota pu-19-51 donne: signore (cfr. lat. dominae); perciò: avranno le anime ricche di consolazione ( " consolar " ).

19.52 «Che hai che pur inver' la terra guati?»,
19.53 la guida mia incominciò a dirmi,
19.54 poco amendue da l'angel sormontati.

19.55 E io: «Con tanta sospeccion fa irmi mostra/nascondi nota pu-19-55 sospeccion: sospetto, dubbio; irmi: andare.
19.56 novella vision ch'a sé mi piega,
19.57 sì ch'io non posso dal pensar partirmi».

19.58 «Vedesti», disse, «quell'antica strega
19.59 che sola sovr'a noi omai si piagne; mostra/nascondi nota pu-19-59 sovr'a noi: nei gironi rimasti si purgano i peccati determinati da eccesso di amore errante.
19.60 vedesti come l'uom da lei si slega.

19.61 Bastiti, e batti a terra le calcagne;
19.62 li occhi rivolgi al logoro che gira mostra/nascondi nota pu-19-62 logoro: cfr. Inf. c. XVII, 128.
19.63 lo rege etterno con le rote magne».

19.64 Quale 'l falcon, che prima a' piè si mira,
19.65 indi si volge c e si protende mostra/nascondi nota pu-19-65 al grido: alla voce del falconiere.
19.66 per lo disio del pasto che là il tira,

19.67 tal mi fec'io; e tal, quanto si fende
19.68 la roccia per dar via a chi va suso,
19.69 n'andai infin dove 'l cerchiar si prende. mostra/nascondi nota pu-19-69 'l cerchiar si prende: si apre il cerchio che costituisce il quinto girone.

19.70 Com'io nel quinto giro fui dischiuso,
19.71 vidi gente per esso che piangea,
19.72 giacendo a terra tutta volta in giuso.

19.73 "Adhaesit pavimento anima mea" mostra/nascondi nota pu-19-73 Adhaesit pavimento anima mea: la mia anima è rimasta attaccata alla terra (Salmo CXVIII, 25). I1 versetto è cantato dagli avari e dai prodighi, espianti in questo girone, distesi bocconi al suolo.
19.74 sentia dir lor con sì alti sospiri,
19.75 che la parola a pena s'intendea.

19.76 «O eletti di Dio, li cui soffriri
19.77 e giustizia e speranza fa men duri,
19.78 drizzate noi verso li alti saliri».

19.79 «Se voi venite dal giacer sicuri, mostra/nascondi nota pu-19-79 sicuri: liberi dal giacere, cioè esenti dalla pena.
19.80 e volete trovar la via più tosto,
19.81 le vostre destre sien sempre di fori». mostra/nascondi nota pu-19-81 di fori: di fuori, cioè a destra, verso l'esterno.

19.82 Così pregò 'l poeta, e sì risposto
19.83 poco dinanzi a noi ne fu; per ch'io
19.84 nel parlare avvisai l'altro nascosto, mostra/nascondi nota pu-19-84 l'altro: il resto, cioè colui che parlava e che non era possibile vedere, data la posizione.

19.85 e volsi li occhi a li occhi al segnor mio:
19.86 ond'elli m'assentì con lieto cenno
19.87 ciò che chiedea la vista del disio.

19.88 Poi ch'io potei di me fare a mio senno,
19.89 trassimi sovra quella creatura
19.90 le cui parole pria notar mi fenno,

19.91 dicendo: «Spirto in cui pianger matura mostra/nascondi nota pu-19-91 matura: porta a compimento l'espiazione (" quel "), senza di che non si può tornare a Dio.
19.92 quel sanza 'l quale a Dio tornar non pòssi,
19.93 sosta un poco per me tua maggior cura. mostra/nascondi nota pu-19-93 sosta: interrompi.

19.94 Chi fosti e perché vòlti avete i dossi
19.95 al sù, mi dì, e se vuo' ch'io t'impetri mostra/nascondi nota pu-19-95 t'impetri: ottenga in tuo favore.
19.96 cosa di là ond'io vivendo mossi».

19.97 Ed elli a me: «Perché i nostri diretri
19.98 rivolga il cielo a sé, saprai; ma prima
19.99 scias quod ego fui successor Petri. mostra/nascondi nota pu-19-99 scias: sappi ch'io fui successore di Pietro, cioè fui papa.

19.100 Intra Siestri e Chiaveri s'adima mostra/nascondi nota pu-19-100 Intra Siestri: tra Sestri e Chiavari scende a valle (" s'adima ", va ad imo, al basso) il fiume Lavagna e dal suo nome prende origine (" fa sua cima ") il titolo della mia famiglia. Chi parla è Ottobuono dei Fieschi, conti di Lavagna, pontefice dall' 11 luglio al 18 agosto 1276, col nome di Adriano IV.
19.101 una fiumana bella, e del suo nome
19.102 lo titol del mio sangue fa sua cima.

19.103 Un mese e poco più prova' io come
19.104 pesa il gran manto a chi dal fango il guarda,
19.105 che piuma sembran tutte l'altre some.

19.106 La mia conversione, omè!, fu tarda;
19.107 ma, come fatto fui roman pastore,
19.108 così scopersi la vita bugiarda. mostra/nascondi nota pu-19-108 la vita bugiarda: la vita umana, che non mantiene le sue ingannevoli promesse.

19.109 Vidi che lì non s'acquetava il core,
19.110 né più salir potiesi in quella vita;
19.111 per che di questa in me s'accese amore.

19.112 Fino a quel punto misera e partita mostra/nascondi nota pu-19-112 partita: lontana.
19.113 da Dio anima fui, del tutto avara: mostra/nascondi nota pu-19-113 avara: avida, vinta dalla cupidigia.
19.114 or, come vedi, qui ne son punita.

19.115 Quel ch'avarizia fa, qui si dichiara mostra/nascondi nota pu-19-115 si dichiara: appare chiara nel modo della pena.
19.116 in purgazion de l'anime converse;
19.117 e nulla pena il monte ha più amara.

19.118 Sì come l'occhio nostro non s'aderse mostra/nascondi nota pu-19-118 non s'aderse: non seppe elevarsi.
19.119 in alto, fisso a le cose terrene,
19.120 così giustizia qui a terra il merse. mostra/nascondi nota pu-19-120 il merse: lo sommerse, costringendolo a terra.

19.121 Come avarizia spense a ciascun bene
19.122 lo nostro amore, onde operar perdési, mostra/nascondi nota pu-19-122 onde operar perdési: per cui fu inutile il nostro operare.
19.123 così giustizia qui stretti ne tene,

19.124 ne' piedi e ne le man legati e presi;
19.125 e quanto fia piacer del giusto Sire,
19.126 tanto staremo immobili e distesi».

19.127 Io m'era inginocchiato e volea dire;
19.128 ma com'io cominciai ed el s'accorse,
19.129 solo ascoltando, del mio reverire, mostra/nascondi nota pu-19-129 del mio reverire: del mio atteggiamento reverente.

19.130 «Qual cagion», disse, «in giù così ti torse?».
19.131 E io a lui: «Per vostra dignitate
19.132 mia coscienza dritto mi rimorse».

19.133 «Drizza le gambe, lèvati sù, frate!»,
19.134 rispuose; «non errar: conservo sono mostra/nascondi nota pu-19-134 conservo: sono servo insieme con te e con gli altri uomini di un solo signore (" podestate ").
19.135 teco e con li altri ad una podestate.

19.136 Se mai quel santo evangelico suono mostra/nascondi nota pu-19-136 Se mai: se mai hai udito e compreso ( " intendesti ") le parole che Gesù disse ai Sadducei, per spiegare di chi sarebbe stata, dopo la resurrezione, una donna che aveva avuto sette mariti, puoi comprendere perché io ragiono così. La risposta di Gesù è " Neque nubent neque nubentur ", cioè le donne non sposeranno, né saranno sposate, perché dopo la resurrezione, di fronte a Dio, non avranno alcun valore i rapporti umani. Ecco perché Adriano V non vuole la reverenza di Dante.
19.137 che dice "Neque nubent" intendesti,
19.138 ben puoi veder perch'io così ragiono.

19.139 Vattene omai: non vo' che più t'arresti;
19.140 ché la tua stanza mio pianger disagia, mostra/nascondi nota pu-19-140 disagia: toglie agio, cioè impedisce.
19.141 col qual maturo ciò che tu dicesti.

19.142 Nepote ho io di là c'ha nome Alagia, mostra/nascondi nota pu-19-142 Alagia: Alagia Fieschi, moglie di Moroello Malaspina e figlia di Niccolò Fieschi, fratello di Adriano.
19.143 buona da sé, pur che la nostra casa
19.144 non faccia lei per essempro malvagia; mostra/nascondi nota pu-19-144 per essempro: offrendole cattivi esempi.

19.145 e questa sola di là m'è rimasa».




Così ricominciommi il terzo sermo; | e poi, continuando, disse: «Quivi | al servigio di Dio mi fe' sì fermo,   •   Paradiso, Canto 21, Verso 113

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