Purgatorio : Canto 15

15.1 Quanto tra l'ultimar de l'ora terza mostra/nascondi nota pu-15-1 Quanto: E' questo un passo molto confuso. Il senso generale è: quanto della sfera celeste, che sempre è in movimento ("scherza") come un fanciullo, è visibile ( " par " ) dall'alba ( " 'l principio del dì " ) alla fine dell'ora terza, cioè per tre ore, altrettanto al sole appariva (" pareva ") esser rimasto del suo cammino verso il tramonto: nel Purgatorio (" la ") era il vespro e in Italia (" qui ") mezzanotte. Se nel Purgatorio mancavano tre ore al tramonto, a Gerusalemme, cioè agli antipodi, dovevano mancare tre ore all'aurora, valutabile intorno alle 6 a Gerusalemme erano dunque le 3 e in Italia, dove è una differenza di tre ore in meno rispetto a Gerusalemme era mezzanotte. II conto torna ma tutta l'immagine è macchinosa e inefficace.
15.2 e 'l principio del dì par de la spera
15.3 che sempre a guisa di fanciullo scherza,

15.4 tanto pareva già inver' la sera
15.5 essere al sol del suo corso rimaso;
15.6 vespero là, e qui mezza notte era.

15.7 E i raggi ne ferien per mezzo 'l naso, mostra/nascondi nota pu-15-7 per mezzo 'l naso: in mezzo al viso, poiché, girato il monte, i poeti sono rivolti ad occidente.
15.8 perché per noi girato era sì 'l monte,
15.9 che già dritti andavamo inver' l'occaso,

15.10 quand'io senti' a me gravar la fronte
15.11 a lo splendore assai più che di prima, mostra/nascondi nota pu-15-11 a lo splendore: dalla luminosità.
15.12 e stupor m'eran le cose non conte; mostra/nascondi nota pu-15-12 non conte: sconosciute.

15.13 ond'io levai le mani inver' la cima
15.14 de le mie ciglia, e fecimi 'l solecchio, mostra/nascondi nota pu-15-14 solecchio: gesto compiuto portando alla fronte la mano, aperta a visiera, per riparare gli occhi dalla luce eccessiva.
15.15 che del soverchio visibile lima.

15.16 Come quando da l'acqua o da lo specchio
15.17 salta lo raggio a l'opposita parte, mostra/nascondi nota pu-15-17 salta: si riflette.
15.18 salendo su per lo modo parecchio mostra/nascondi nota pu-15-18 salendo: tornando in su in modo pari (" parecchio ") a quello col quale discende.

15.19 a quel che scende, e tanto si diparte mostra/nascondi nota pu-15-19 si diparte: si allontana dalla perpendicolare (" dal cader de la pietre ") nella stessa misura angolare ("in igual tratta "), così come dimostrano l'esperienza e la scienza.
15.20 dal cader de la pietra in igual tratta,
15.21 sì come mostra esperienza e arte;

15.22 così mi parve da luce rifratta mostra/nascondi nota pu-15-22 rifratta: riflessa.
15.23 quivi dinanzi a me esser percosso;
15.24 per che a fuggir la mia vista fu ratta.

15.25 «Che è quel, dolce padre, a che non posso mostra/nascondi nota pu-15-25 a che non posso: contro cui non posso far schermo al viso in modo che mi giovi (" vaglia ").
15.26 schermar lo viso tanto che mi vaglia»,
15.27 diss'io, «e pare inver' noi esser mosso?».

15.28 «Non ti maravigliar s'ancor t'abbaglia
15.29 la famiglia del cielo», a me rispuose: mostra/nascondi nota pu-15-29 la famiglia del cielo: le creature celesti.
15.30 «messo è che viene ad invitar ch'om saglia. mostra/nascondi nota pu-15-30 ch'om saglia: che si salga (" om " è impersonale, come il francese on, dal lat. homo).

15.31 Tosto sarà ch'a veder queste cose
15.32 non ti fia grave, ma fieti diletto
15.33 quanto natura a sentir ti dispuose».

15.34 Poi giunti fummo a l'angel benedetto, mostra/nascondi nota pu-15-34 Poi: dopo che.
15.35 con lieta voce disse: «Intrate quinci
15.36 ad un scaleo vie men che li altri eretto». mostra/nascondi nota pu-15-36 vie men: meno ripido ( " eretto " ) degli altri.

15.37 Noi montavam, già partiti di linci, mostra/nascondi nota pu-15-37 linci: di lì.
15.38 e "Beati misericordes!" fue mostra/nascondi nota pu-15-38 Beati misericordes: è l'inizio della quinta beatitudine evangelica. La misericordia è la virtù contraria al vizio dell'invidia.
15.39 cantato retro, e "Godi tu che vinci!". mostra/nascondi nota pu-15-39 Godi tu che vinci: s'intende l'ostacolo del peccato. " E' un saluto augurale, che esprime il sentimento delle anime in vidiose, ormai fatte ardenti di carità " (Rossi). E' presumibile che, a questo punto, l'angelo abbia cancellato un'altra P dalla fronte di Dante.

15.40 Lo mio maestro e io soli amendue
15.41 suso andavamo; e io pensai, andando,
15.42 prode acquistar ne le parole sue; mostra/nascondi nota pu-15-42 prode: giovamento (cfr. c. XIII, 67).

15.43 e dirizza'mi a lui sì dimandando:
15.44 «Che volse dir lo spirto di Romagna, mostra/nascondi nota pu-15-44 Che volse: cosa volle intendere Guido del Duca, quando disse esclusione di ogni compagno? (" e «divieto» e «consorte» cfr. c. XIV, 87).
15.45 e `divieto' e `consorte' menzionando?».

15.46 Per ch'elli a me: «Di sua maggior magagna mostra/nascondi nota pu-15-46 magagna: difetto o colpa, cioè l'invidia.
15.47 conosce il danno; e però non s'ammiri mostra/nascondi nota pu-15-47 non s'ammiri: non ci si meravigli.
15.48 se ne riprende perché men si piagna.

15.49 Perché s'appuntano i vostri disiri mostra/nascondi nota pu-15-49 Perché: poiché i vostri desideri si rivolgono a quei beni la cui consistenza (" parte ") diminuisce (" si scema ") quando si sia in più a goderne (" per compagnia "), l'invidia muove ai sospiri, come un mantice (" mantaco "), i vostri petti.
15.50 dove per compagnia parte si scema,
15.51 invidia move il mantaco a' sospiri.

15.52 Ma se l'amor de la spera supprema
15.53 torcesse in suso il disiderio vostro,
15.54 non vi sarebbe al petto quella tema;

15.55 ché, per quanti si dice più lì "nostro", mostra/nascondi nota pu-15-55 ché, per quanti: ché quanti più sono quelli da cui in cielo ( " lì " ) si dice "nostro", tanta più beatitudine possiede ciascuno e maggiormente s'illumina d'amore quel cielo ( " chiostro " ).
15.56 tanto possiede più di ben ciascuno,
15.57 e più di caritate arde in quel chiostro».

15.58 «Io son d'esser contento più digiuno», mostra/nascondi nota pu-15-58 Io son: sono ancora più lontano (" digiuno ") dall'esser soddisfatto. Dante non comprende come un bene, se distribuito, possa rendere più ricchi i numerosi possessori.
15.59 diss'io, «che se mi fosse pria taciuto,
15.60 e più di dubbio ne la mente aduno.

15.61 Com'esser puote ch'un ben, distributo
15.62 in più posseditor, faccia più ricchi
15.63 di sé, che se da pochi è posseduto?».

15.64 Ed elli a me: «Però che tu rificchi
15.65 la mente pur a le cose terrene,
15.66 di vera luce tenebre dispicchi. mostra/nascondi nota pu-15-66 dispicchi: cogli tenebre dalla vera luce.

15.67 Quello infinito e ineffabil bene
15.68 che là sù è, così corre ad amore
15.69 com'a lucido corpo raggio vene. mostra/nascondi nota pu-15-69 com'a lucido corpo: come la luce colpisce un corpo capace di rifletterla.

15.70 Tanto si dà quanto trova d'ardore;
15.71 sì che, quantunque carità si stende, mostra/nascondi nota pu-15-71 sí che: "sicché quanto maggiore è la carità, tanto più ad essa si dona la eterna bontà " (Momigliano).
15.72 cresce sovr'essa l'etterno valore.

15.73 E quanta gente più là sù s'intende, mostra/nascondi nota pu-15-73 s'intende: è innamorata.
15.74 più v'è da bene amare, e più vi s'ama,
15.75 e come specchio l'uno a l'altro rende.

15.76 E se la mia ragion non ti disfama, mostra/nascondi nota pu-15-76 disfama: sazia la tua voglia di sapere.
15.77 vedrai Beatrice, ed ella pienamente
15.78 ti torrà questa e ciascun'altra brama.

15.79 Procaccia pur che tosto sieno spente,
15.80 come son già le due, le cinque piaghe, mostra/nascondi nota pu-15-80 le cinque piaghe: le cinque P, che ancora Dante ha sulla fronte.
15.81 che si richiudon per esser dolente». mostra/nascondi nota pu-15-81 per esser dolente: in virtù del dolore provato come penitente.

15.82 Com'io voleva dicer "Tu m'appaghe",
15.83 vidimi giunto in su l'altro girone,
15.84 sì che tacer mi fer le luci vaghe. mostra/nascondi nota pu-15-84 luci valhe: gli occhi desiderosi di vedere.

15.85 Ivi mi parve in una visione mostra/nascondi nota pu-15-85 una visione: cominciano esempi di mansuetudine.
15.86 estatica di sùbito esser tratto,
15.87 e vedere in un tempio più persone;

15.88 e una donna, in su l'entrar, con atto
15.89 dolce di madre dicer: «Figliuol mio mostra/nascondi nota pu-15-89 Figliuol mio: riferisce l'episodio evangelico della disputa di Gesù coi dottori nel tempio, quando Maria, ritrovato dopo tre giorni di ricerche il divino fanciullo, non lo rimproverò, ma si rivolse a lui con mansuetudine.
15.90 perché hai tu così verso noi fatto?

15.91 Ecco, dolenti, lo tuo padre e io
15.92 ti cercavamo». E come qui si tacque,
15.93 ciò che pareva prima, dispario.

15.94 Indi m'apparve un'altra con quell'acque mostra/nascondi nota pu-15-94 quell'acque: le lacrime. L'altra è la moglie di Pisistrato, che pianse lacrime d'ira quando quel sentimento in lei (" in altrui ") si accese. Narra Valerio Massimo che uno sconosciuto, baciò sulla pubblica via la giovane figlia di Pisistrato, signore di Atene; la madre desiderava che l'audace fosse punito con la morte, ma Pisistrato rispose: " Se puniremo con la morte chi ci ama, cosa faremo a chi ci vuol male? ".
15.95 giù per le gote che 'l dolor distilla
15.96 quando di gran dispetto in altrui nacque,

15.97 e dir: «Se tu se' sire de la villa mostra/nascondi nota pu-15-97 de la villa: della città dl Atene; per la scelta del nome da dare alla città, vennero a contesa tra loro Poseidone e Atena, la quale riportò la vittoria.
15.98 del cui nome ne' dèi fu tanta lite,
15.99 e onde ogni scienza disfavilla,

15.100 vendica te di quelle braccia ardite
15.101 ch'abbracciar nostra figlia, o Pisistràto».
15.102 E 'l segnor mi parea, benigno e mite,

15.103 risponder lei con viso temperato:
15.104 «Che farem noi a chi mal ne disira,
15.105 se quei che ci ama è per noi condannato?»,

15.106 Poi vidi genti accese in foco d'ira
15.107 con pietre un giovinetto ancider, forte mostra/nascondi nota pu-15-107 un giovinetto: è Santo Stefano, lapidato dai Giudei.
15.108 gridando a sé pur: «Martira, martira!».

15.109 E lui vedea chinarsi, per la morte
15.110 che l'aggravava già, inver' la terra,
15.111 ma de li occhi facea sempre al ciel porte, mostra/nascondi nota pu-15-111 al ciel porte: " Teneva gli occhi fissi al cielo, quasi porte ad accogliere in sé la visione di Dio " (Casini-Barbi).

15.112 orando a l'alto Sire, in tanta guerra,
15.113 che perdonasse a' suoi persecutori,
15.114 con quello aspetto che pietà diserra.

15.115 Quando l'anima mia tornò di fori mostra/nascondi nota pu-15-115 di fori: alle cose esterne, che son vere al di fuori di lei.
15.116 a le cose che son fuor di lei vere,
15.117 io riconobbi i miei non falsi errori.

15.118 Lo duca mio, che mi potea vedere
15.119 far sì com'om che dal sonno si slega,
15.120 disse: «Che hai che non ti puoi tenere,

15.121 ma se' venuto più che mezza lega
15.122 velando li occhi e con le gambe avvolte,
15.123 a guisa di cui vino o sonno piega?».

15.124 «O dolce padre mio, se tu m'ascolte,
15.125 io ti dirò», diss'io, «ciò che m'apparve
15.126 quando le gambe mi furon sì tolte».

15.127 Ed ei: «Se tu avessi cento larve mostra/nascondi nota pu-15-127 larve : maschere.
15.128 sovra la faccia, non mi sarian chiuse
15.129 le tue cogitazion, quantunque parve.

15.130 Ciò che vedesti fu perché non scuse mostra/nascondi nota pu-15-130 perché non scuse: affinché non ricusi.
15.131 d'aprir lo core a l'acque de la pace
15.132 che da l'etterno fonte son diffuse.

15.133 Non dimandai "Che hai?" per quel che face mostra/nascondi nota pu-15-133 per quel che face: per la ragione per cui lo fa chi vede solo con l'occhio del corpo (" l'occhio che non vede ").
15.134 chi guarda pur con l'occhio che non vede,
15.135 quando disanimato il corpo giace;

15.136 ma dimandai per darti forza al piede:
15.137 così frugar conviensi i pigri, lenti mostra/nascondi nota pu-15-137 frugar: penetrare nell'anima per stimolare.
15.138 ad usar lor vigilia quando riede».

15.139 Noi andavam per lo vespero, attenti mostra/nascondi nota pu-15-139 per lo vespero: cfr. v. 6.
15.140 oltre quanto potean li occhi allungarsi
15.141 contra i raggi serotini e lucenti. mostra/nascondi nota pu-15-141 serotini: della sera.

15.142 Ed ecco a poco a poco un fummo farsi
15.143 verso di noi come la notte oscuro;
15.144 né da quello era loco da cansarsi.

15.145 Questo ne tolse li occhi e l'aere puro. mostra/nascondi nota pu-15-145 li occhi: la vista.




tal era io, e tal era sentito | e da Beatrice e da la santa lampa | che pria per me avea mutato sito.   •   Paradiso, Canto 17, Verso 6

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