Purgatorio : Canto 12

12.1 Di pari, come buoi che vanno a giogo,
12.2 m'andava io con quell'anima carca,
12.3 fin che 'l sofferse il dolce pedagogo. mostra/nascondi nota pu-12-3 fin che: finché lo permise il dolce maestro (" pedagogo "), cioè Virgilio.

12.4 Ma quando disse: «Lascia lui e varca; mostra/nascondi nota pu-12-4 varca: vai oltre.
12.5 ché qui è buono con l'ali e coi remi,
12.6 quantunque può, ciascun pinger sua barca»;

12.7 dritto sì come andar vuolsi rife'mi mostra/nascondi nota pu-12-7 sì come andar vuolsi: come si conviene camminare per nostra natura, mi rifeci (" rife'mi ") eretto sulla persona. Dante andava curvo (cfr. c. XI, 78).
12.8 con la persona, avvegna che i pensieri
12.9 mi rimanessero e chinati e scemi. mostra/nascondi nota pu-12-9 e chinati: umili e sgombri dal sentimento di superbia ( "scemi" ).

12.10 Io m'era mosso, e seguia volontieri
12.11 del mio maestro i passi, e amendue
12.12 già mostravam com'eravam leggeri;

12.13 ed el mi disse: «Volgi li occhi in giùe:
12.14 buon ti sarà, per tranquillar la via, mostra/nascondi nota pu-12-14 per tranquillar la via: per rendere meno disagevole il cammino, osserva il pavimento sul quale poggiano i tuoi piedi; ci sono istoriati esempi di superbia punita.
12.15 veder lo letto de le piante tue».

12.16 Come, perché di lor memoria sia,
12.17 sovra i sepolti le tombe terragne mostra/nascondi nota pu-12-17 terragne: sono le tombe sotterranee, il cui coperchio è a livello del suolo, frequenti nelle chiese e in altri luoghi sacri.
12.18 portan segnato quel ch'elli eran pria,

12.19 onde lì molte volte si ripiagne
12.20 per la puntura de la rimembranza,
12.21 che solo a' pii dà de le calcagne; mostra/nascondi nota pu-12-21 che solo a' pii: che sprona (" dà de le calcagne ") solamente gli animi pietosi.

12.22 sì vid'io lì, ma di miglior sembianza
12.23 secondo l'artificio, figurato
12.24 quanto per via di fuor del monte avanza. mostra/nascondi nota pu-12-24 quanto per via: quanto rimane (" avanza ") al di fuori del monte lungo il percorso del girone (" per via ").

12.25 Vedea colui che fu nobil creato
12.26 più ch'altra creatura , giù dal cielo
12.27 folgoreggiando scender da un lato

12.28 Vedea Briareo, fitto dal telo mostra/nascondi nota pu-12-28 Briareo: cfr. Inf. c. XXXI, 88 e n.
12.29 celestial, giacer da l'altra parte
12.30 grave a la terra per lo mortal gelo. mostra/nascondi nota pu-12-30 grave: gigantesco e disteso a terre nel " gelo " della morte.

12.31 Vedea Timbreo, vedea Pallade e Marte, mostra/nascondi nota pu-12-31 Timbreo: Apollo, così detto dalla città di Timbra, nella Troade, ove sorgeva un suo tempio, particolarmente venerato. Pallade è Minerva e con Made e Apollo si trova a lato di Giove (" padre loro ") meravigliando delle smisurate membra dei Giganti, uccisi alla battaglia di Flegra.
12.32 armati ancora, intorno al padre loro,
12.33 mirar le membra de' Giganti sparte.

12.34 Vedea Nembròt a piè del gran lavoro mostra/nascondi nota pu-12-34 Nembròt: cfr. Inf. c. XXXI, 77 e n.
12.35 quasi smarrito, e riguardar le genti
12.36 che in Sennaàr con lui superbi fuoro. mostra/nascondi nota pu-12-36 Sennaàr: la pianura ove fu innalzata la torre di Babele.

12.37 O Niobè, con che occhi dolenti mostra/nascondi nota pu-12-37 Niobè: Niobe, figlia di Tantalo e moglie di Anfione, re di Tebe; superba della sua numerosa prole (sette maschi e sette femmine), osò chiedere ai Tebani, per sè, i sacrifici che essi dedicavano a Latona, madre di Apollo e di Diana soltanto. Per punirla, quegli dei le uccisero tutti i figli e Niobe rimase impietrita dal dolore.
12.38 vedea io te segnata in su la strada,
12.39 tra sette e sette tuoi figliuoli spenti!

12.40 O Saùl, come su la propria spada mostra/nascondi nota pu-12-40 Saùl: re d'Israele; trascurati per superbia i consigli divini, fu sconfitto dai Filistei sui monti di Ghelboa, per cui si uccise, gettandosi sulla propria spada. I monti di Ghelboa, maledetti da David, non conobbero più né pioggia né rugiada.
12.41 quivi parevi morto in Gelboè,
12.42 che poi non sentì pioggia né rugiada!

12.43 O folle Aragne, sì vedea io te mostra/nascondi nota pu-12-43 Aragne: cfr. Inf. c. XVII, 18 e n.
12.44 già mezza ragna, trista in su li stracci
12.45 de l'opera che mal per te si fé.

12.46 O Roboàm, già non par che minacci mostra/nascondi nota pu-12-46 Roboàm: Roboamo, figlio di Salomone, promise altezzosamente agli Ebrei un governo ancor più rigido di quello paterno. Fu costretto a fuggire e in tale atto, sul carro, pieno di spavento, lo ritrae il bassorilievo.
12.47 quivi 'l tuo segno; ma pien di spavento
12.48 nel porta un carro, sanza ch'altri il cacci.

12.49 Mostrava ancor lo duro pavimento
12.50 come Almeon a sua madre fé caro mostra/nascondi nota pu-12-50 come Almeon: Erifile, moglie di Anfiarao (cfr. Inf. c. XX, 34), in cambio della collana (fatta da Vulcano, e da Venere, donata alla moglie di Cadmo, Armonia) sempre apportatrice di sciagure a chi la possedette, svelò a Polinice, che le offriva il gioiello, il nascondiglio del marito. Così Anfiarao fu scovato e condotto alla guerra dei sette contro Tebe, in cui morì, com'egli aveva previsto. Almeone, figlio di Anfiarao e di Erifile, vendicò quella morte, uccidendo la madre che così pagò " caro " quella collana da lei accettata per ambiziosa superbia.
12.51 parer lo sventurato addornamento.

12.52 Mostrava come i figli si gittaro
12.53 sovra Sennacherìb dentro dal tempio, mostra/nascondi nota pu-12-53 Sennacherìb : re assiro, superbo spregiatore della fede che Ezechia aveva nel dio d'Israele, fu ucciso dai propri figli mentre pregava nel Tempio.
12.54 e come, morto lui, quivi il lasciaro.

12.55 Mostrava la ruina e 'l crudo scempio
12.56 che fé Tamiri, quando disse a Ciro: mostra/nascondi nota pu-12-56 Tamiri: regina degli Sciti, distrusse l'esercito persiano e, fatto tagliare al cadavere di Ciro il capo, gettò questo in un otre pieno di sangue umano, accompagnando il gesto con le parole: "Hai sempre avuto sete (" sitisti ") di sangue e io" ecc.
12.57 «Sangue sitisti, e io di sangue t'empio».

12.58 Mostrava come in rotta si fuggiro
12.59 li Assiri, poi che fu morto Oloferne, mostra/nascondi nota pu-12-59 Oloferne: generale del re assiro Nabucodonosor; malgrado la sua superbia, si lasciò irretire dalle grazie di Giuditta, che lo decapitò nel sonno, liberando così dall'assedio la città di Betulia, in Giudea.
12.60 e anche le reliquie del martìro. mostra/nascondi nota pu-12-60 reliquie del martìro: il corpo scempiato di Olofeme.

12.61 Vedeva Troia in cenere e in caverne;
12.62 o Iliòn, come te basso e vile mostra/nascondi nota pu-12-62 o Iliòn: la rocca di Troia, la famosa città dell'Asia minore.
12.63 mostrava il segno che lì si discerne! mostra/nascondi nota pu-12-63 il segno: la scultura (cfr. lat. signum).

12.64 Qual di pennel fu maestro o di stile mostra/nascondi nota pu-12-64 di stile: di disegno (" stile " è la verghetta di piombo e stagno usata per disegnare).
12.65 che ritraesse l'ombre e ' tratti ch'ivi
12.66 mirar farieno uno ingegno sottile?

12.67 Morti li morti e i vivi parean vivi:
12.68 non vide mei di me chi vide il vero, mostra/nascondi nota pu-12-68 non vide: non vide meglio (" mei ") di me, chi vide, in realtà, l'avvenimento che quei bassorilievi ritraevano. Allude ai testimoni di quegli avvenimenti.
12.69 quant'io calcai, fin che chinato givi.

12.70 Or superbite, e via col viso altero,
12.71 figliuoli d'Eva, e non chinate il volto
12.72 sì che veggiate il vostro mal sentero!

12.73 Più era già per noi del monte vòlto mostra/nascondi nota pu-12-73 Più…: da parte nostra, era stata già percorsa di quella via circolare e trascorsa ( " speso " ) del giorno ( " del cammin del sole ") una parte maggiore di quella che potesse credere l'animo preso (" non sciolto ") da tante immagini raffigurate.
12.74 e del cammin del sole assai più speso
12.75 che non stimava l'animo non sciolto,

12.76 quando colui che sempre innanzi atteso
12.77 andava, cominciò: «Drizza la testa;
12.78 non è più tempo di gir sì sospeso. mostra/nascondi nota pu-12-78 sospeso: assorto.

12.79 Vedi colà un angel che s'appresta
12.80 per venir verso noi; vedi che torna
12.81 dal servigio del dì l'ancella sesta. mostra/nascondi nota pu-12-81 l'ancella sesta: la sesta ora del giorno, cioè il mezzogiorno, che torna dal " servigio " in quanto è già passata.

12.82 Di reverenza il viso e li atti addorna,
12.83 sì che i diletti lo 'nviarci in suso; mostra/nascondi nota pu-12-83 i diletti: gli piaccia; s'intende all'Angelo.
12.84 pensa che questo dì mai non raggiorna!». mostra/nascondi nota pu-12-84 non raggorna: non torna a sorgere.

12.85 Io era ben del suo ammonir uso
12.86 pur di non perder tempo, sì che 'n quella
12.87 materia non potea parlarmi chiuso.

12.88 A noi venìa la creatura bella,
12.89 biancovestito e ne la faccia quale
12.90 par tremolando mattutina stella.

12.91 Le braccia aperse, e indi aperse l'ale;
12.92 disse: «Venite: qui son presso i gradi, mostra/nascondi nota pu-12-92 i gradi: i gradini che conducono al secondo girone.
12.93 e agevolemente omai si sale. mostra/nascondi nota pu-12-93 agevolemente: perché un peccato è stato già scontato e per la natura stessa del Purgatorio, che " quant'om più va sù, e men fa male " (cfr. c. IV, 90).

12.94 A questo invito vegnon molto radi:
12.95 o gente umana, per volar sù nata,
12.96 perché a poco vento così cadi?».

12.97 Menocci ove la roccia era tagliata;
12.98 quivi mi batté l'ali per la fronte; mostra/nascondi nota pu-12-98 batté l'ali: con un colpo d'ali è cancellata la prima P.
12.99 poi mi promise sicura l'andata.

12.100 Come a man destra, per salire al monte mostra/nascondi nota pu-12-100 Come a man destra: come sul lato destro di chi salga al monte (ora chiamato Monte alle Croci), ove sorge la chiesa di San Miniato, che domina la ben governata Firenze (" la ben guidata " è detto ironicamente) sopra il ponte alle Grazie (detto " Rubaconte " dal nome del podestà che ne pose la prima pietra nel 1237), si rompe la ripidità della salita (" del montar l'ardita foga ") per mezzo di scalee che furono fatte in un tempo (" ad etade ") in cui non si falsificavano gli atti pubblici e i paesi. Il " quaderno " allude alle baratterie del priore Nicola Acciaiuoli (agosto-ottobre 1299) e ai falsi operati nei registri pubblici. La " doga " ricorda la truffa di Donato Chiaramontesi, camerlengo alla distribuzione del sale, il quale, quando riceveva la merce dal comune, usava uno staio e, quando la distribuiva al popolo, usava uno staio più piccolo, mancante di una doga.
12.101 dove siede la chiesa che soggioga
12.102 la ben guidata sopra Rubaconte,

12.103 si rompe del montar l'ardita foga
12.104 per le scalee che si fero ad etade
12.105 ch'era sicuro il quaderno e la doga;

12.106 così s'allenta la ripa che cade mostra/nascondi nota pu-12-106 così s'allenta: in questo modo si riduce lo scoscendimento che scende ripido dal secondo al primo girone; ma da una parte e dall'altra (" quinci e quindi ") l'alta parete di pietra sfiora (" rade ") chi sale.
12.107 quivi ben ratta da l'altro girone;
12.108 ma quinci e quindi l'alta pietra rade.

12.109 Noi volgendo ivi le nostre persone,
12.110 "Beati pauperes spiritu!" voci mostra/nascondi nota pu-12-110 Beati pauperes spiritu: è il testo della prima delle beatitudini, predicate da Cristo nel discorso della montagna (Matteo V,3).
12.111 cantaron sì, che nol diria sermone.

12.112 Ahi quanto son diverse quelle foci mostra/nascondi nota pu-12-112 foci: passaggi.
12.113 da l'infernali! ché quivi per canti
12.114 s'entra, e là giù per lamenti feroci.

12.115 Già montavam su per li scaglion santi,
12.116 ed esser mi parea troppo più lieve
12.117 che per lo pian non mi parea davanti. mostra/nascondi nota pu-12-117 davanti: prima.

12.118 Ond'io: «Maestro, dì, qual cosa greve
12.119 levata s'è da me, che nulla quasi
12.120 per me fatica, andando, si riceve?».

12.121 Rispuose: «Quando i P che son rimasi
12.122 ancor nel volto tuo presso che stinti, mostra/nascondi nota pu-12-122 presso che stinti: cancellata la P della superbia anche gli altri peccati appaiono sbiaditi, perché la superbia è alla radice di ogni peccato, da Adamo in poi.
12.123 saranno, com'è l'un, del tutto rasi,

12.124 fier li tuoi piè dal buon voler sì vinti,
12.125 che non pur non fatica sentiranno,
12.126 ma fia diletto loro esser sù pinti».

12.127 Allor fec'io come color che vanno
12.128 con cosa in capo non da lor saputa,
12.129 se non che ' cenni altrui sospecciar fanno; mostra/nascondi nota pu-12-129 se non che: se non per i cenni altrui, che lo mettono in sospetto.

12.130 per che la mano ad accertar s'aiuta,
12.131 e cerca e truova e quello officio adempie
12.132 che non si può fornir per la veduta; mostra/nascondi nota pu-12-132 scempie: aperte e separate.

12.133 e con le dita de la destra scempie
12.134 trovai pur sei le lettere che 'ncise
12.135 quel da le chiavi a me sovra le tempie: mostra/nascondi nota pu-12-135 quel da le chiavi: l'angelo portiere.

12.136 a che guardando, il mio duca sorrise.




si ricoperse, e funne ricoperta | e l'una e l'altra rota e 'l temo, in tanto | che più tiene un sospir la bocca aperta.   •   Purgatorio, Canto 32, Verso 139

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