Inferno : Canto 32

32.1 S'io avessi le rime aspre e chiocce,
32.2 come si converrebbe al tristo buco mostra/nascondi nota in-32-2 tristo buco: il pozzo estremo dell'Infermo, sul quale gravitano ( "pontan") tutti gli altri cerchi ( " rocce " ).
32.3 sovra 'l qual pontan tutte l'altre rocce,

32.4 io premerei di mio concetto il suco
32.5 più pienamente; ma perch'io non l'abbo, mostra/nascondi nota in-32-5 l'abbo: l'ho (cfr. lat. habeo).
32.6 non sanza tema a dicer mi conduco; mostra/nascondi nota in-32-6 mi conduco: mi induco.

32.7 ché non è impresa da pigliare a gabbo mostra/nascondi nota in-32-7 a gabbo: alla leggera.
32.8 discriver fondo a tutto l'universo, mostra/nascondi nota in-32-8 discriver fondo: descrivere l'ultimo cerchio dell'Inferno, che costituisce il fondo dell'universo.
32.9 né da lingua che chiami mamma o babbo. mostra/nascondi nota in-32-9 né da lingua: né da lingua balbettante alla maniera infantile.

32.10 Ma quelle donne aiutino il mio verso mostra/nascondi nota in-32-10 quelle donne: le Muse.
32.11 ch'aiutaro Anfione a chiuder Tebe, mostra/nascondi nota in-32-11 Anfione: secondo la leggenda, i1 poeta Anfione, aiutato dalle Muse, con il suono della cetra mosse le pietre a formare le mura di Tebe.
32.12 sì che dal fatto il dir non sia diverso. mostra/nascondi nota in-32-12 il dir non sia diverso: le parole siano adeguate al fatto.

32.13 Oh sovra tutte mal creata plebe mostra/nascondi nota in-32-13 sovra tutte: la plebaglia delle anime contenute nel cerchio più profondo è la peggiore di tutte.
32.14 che stai nel loco onde parlare è duro, mostra/nascondi nota in-32-14 onde: di cui.
32.15 mei foste state qui pecore o zebe! mostra/nascondi nota in-32-15 mei: meglio. Zebe sono le capre.

32.16 Come noi fummo giù nel pozzo scuro
32.17 sotto i piè del gigante assai più bassi, mostra/nascondi nota in-32-17 sotto i piè: ad un livello inferiore al punto ove poggiano i piedi di Anteo, perché il fondo dell'Infermo è tutto in pendenza verso il centro e tale è pure l'andamento della ghiaccia di Cocito.
32.18 e io mirava ancora a l'alto muro,

32.19 dicere udi'mi: «Guarda come passi:
32.20 va sì, che tu non calchi con le piante
32.21 le teste de' fratei miseri lassi». mostra/nascondi nota in-32-21 de' fratei: di noi dannati, che pur siamo tuoi fratelli.

32.22 Per ch'io mi volsi, e vidimi davante mostra/nascondi nota in-32-22 vidimi davante: comincia la descrizione della ghiaccia, cui già Virgilio ha accennato senza entrare in particolari (cfr. c. XIV, 119 e segg.).
32.23 e sotto i piedi un lago che per gelo
32.24 avea di vetro e non d'acqua sembiante. mostra/nascondi nota in-32-24 sembiante: aspetto.

32.25 Non fece al corso suo sì grosso velo mostra/nascondi nota in-32-25 grosso velo: lo spesso strato di ghiaccio formato in inverno dal Danubio (" Danoia ") in Austria (" Osterlicchi " = Oesterreich), o dal Don (" Tanaì ") in Russia ( " freddo cielo " ).
32.26 di verno la Danoia in Osterlicchi,
32.27 né Tanai là sotto 'l freddo cielo,

32.28 com'era quivi; che se Tambernicchi mostra/nascondi nota in-32-28 Tambernicchi: monte probabilmente identificabile con la Tambura, trova nelle Alpi Apuane anche Pietrapana, che oggi si chiama Pania della Croce.Questi due monti, se fossero caduti sulla ghiaccia di Cocito, non ne avrebbero incrinato la superficie (" fatto cricchi ") neppure ai bordi, dove lo strato è più sottile.
32.29 vi fosse sù caduto, o Pietrapana,
32.30 non avria pur da l'orlo fatto cricchi.

32.31 E come a gracidar si sta la rana
32.32 col muso fuor de l'acqua, quando sogna mostra/nascondi nota in-32-32 quando sogna: quando la contadina rivede in sogno il lavoro di spigolatura svolto durante il giorno: cioè in estate.
32.33 di spigolar sovente la villana;

32.34 livide, insin là dove appar vergogna mostra/nascondi nota in-32-34 dove appar vergogna: il viso, che arrossisce per vergogna.
32.35 eran l'ombre dolenti ne la ghiaccia,
32.36 mettendo i denti in nota di cicogna. mostra/nascondi nota in-32-36 i denti: battendo i denti come la cicogna suole battere il becco.

32.37 Ognuna in giù tenea volta la faccia;
32.38 da bocca il freddo, e da li occhi il cor tristo mostra/nascondi nota in-32-38 da bocca: il freddo è testimoniato dal vibrare della bocca e il dolore dell'animo dal pianto degli occhi.
32.39 tra lor testimonianza si procaccia.

32.40 Quand'io m'ebbi dintorno alquanto visto,
32.41 volsimi a' piedi, e vidi due sì stretti, mostra/nascondi nota in-32-41 a' piedi: per vedere chi parla.
32.42 che 'l pel del capo avieno insieme misto.

32.43 «Ditemi, voi che sì strignete i petti»,
32.44 diss'io, «chi siete?». E quei piegaro i colli;
32.45 e poi ch'ebber li visi a me eretti,

32.46 li occhi lor, ch'eran pria pur dentro molli, mostra/nascondi nota in-32-46 pria pur: prima bagnati di pianto soltanto nell'interno.
32.47 gocciar su per le labbra, e 'l gelo strinse mostra/nascondi nota in-32-47 strinse: coagulò, ghiacciandole, tra le palpebre (" tra essi ").
32.48 le lagrime tra essi e riserrolli.

32.49 Con legno legno spranga mai non cinse mostra/nascondi nota in-32-49 Con legno: mai spranga di ferro non congiunse legno con legno, forte in quel modo.
32.50 forte così; ond'ei come due becchi mostra/nascondi nota in-32-50 becchi: caproni.
32.51 cozzaro insieme, tanta ira li vinse.

32.52 E un ch'avea perduti ambo li orecchi
32.53 per la freddura, pur col viso in giùe, mostra/nascondi nota in-32-53 pur col viso in giùe: sempre tenendo il viso basso, per evitare il congelamento delle lacrime.
32.54 disse: «Perché cotanto in noi ti specchi? mostra/nascondi nota in-32-54 ti specchi: ci guardi con attenta insistenza?.

32.55 Se vuoi saper chi son cotesti due, mostra/nascondi nota in-32-55 cotesti due: sono Napoleone ed Alessandro Alberti, figli di Alberto, conte di Mangona, signore dei castelli di Vernio e di Cerbaia, in val di Bisenzio, che li ebbe entrambi dalla contessa Gualdrada (" D'un corpo usciro "). Nemici tra loro poiché Napoleone era ghibellino e Alessandro guelfo, si uccisero a vicenda per una questione d'interesse. Perciò stanno nella Caina, prima zona della ghiaccia, dove son puniti i traditori dei parenti.
32.56 la valle onde Bisenzo si dichina
32.57 del padre loro Alberto e di lor fue.

32.58 D'un corpo usciro; e tutta la Caina
32.59 potrai cercare, e non troverai ombra
32.60 degna più d'esser fitta in gelatina; mostra/nascondi nota in-32-60 gelatina: luogo gelato.

32.61 non quelli a cui fu rotto il petto e l'ombra mostra/nascondi nota in-32-61 non quelli: non Mordréc, nipote o figlio di re Artù, che per aver tentato di togliergli a tradimento la vita e il regno, fu ucciso dallo stesso Artù con un colpo di lancia che, dopo avergli attraversato il petto, gli forò il torace in modo che per la ferita passò un raggio di sole rompendo così anche l'ombra proiettata dal corpo.
32.62 con esso un colpo per la man d'Artù;
32.63 non Focaccia; non questi che m'ingombra mostra/nascondi nota in-32-63 Focaccia: è Vanni dei Cancellieri, di Pistoia, che, per motivi politici, uccise a tradimento un suo cugino di parte nera, Detto dei Cancellieri.

32.64 col capo sì, ch'i' non veggio oltre più,
32.65 e fu nomato Sassol Mascheroni; mostra/nascondi nota in-32-65 Sassol Mascheroni: per impossessarsi di una eredità, uccise a tradimento il cugino, ancora fanciullo. Il delitto ebbe larga risonanza in Toscana e ciò spiega il v. 66.
32.66 se tosco se', ben sai omai chi fu.

32.67 E perché non mi metti in più sermoni,
32.68 sappi ch'i' fu' il Camicion de' Pazzi; mostra/nascondi nota in-32-68 Camicion de' Pazzi: uccise a tradimento un congiunto, sembra il cugino Ubertino dei Pazzi. Egli attende che Carlino dei Pazzi, il quale tradì per denaro i Bianchi di Firenze, vada a finire nell'Antenora, ancor più giù, dove sono puniti i traditori politici, in modo da scagionarlo, cioè da render meno grave, al confronto, la colpa di Camicione.
32.69 e aspetto Carlin che mi scagioni».

32.70 Poscia vid'io mille visi cagnazzi mostra/nascondi nota in-32-70 Poscia: si passa all'Antenora, seconda zona della ghiaccia, dove i dannati hanno i visi paonazzi ( " cagnazzi " ) per il freddo.
32.71 fatti per freddo; onde mi vien riprezzo,
32.72 e verrà sempre, de' gelati guazzi. mostra/nascondi nota in-32-72 guazzi: guadi.

32.73 E mentre ch'andavamo inver' lo mezzo
32.74 al quale ogne gravezza si rauna,
32.75 e io tremava ne l'etterno rezzo; mostra/nascondi nota in-32-75 rezzo: luogo in ombra e freddo (cfr. c. XVII, 87 e n.).

32.76 se voler fu o destino o fortuna, mostra/nascondi nota in-32-76 se voler: se fosse un inconscio desiderio (" voler ") o volere di Dio (" destino " ) o un caso ( " fortuna ").
32.77 non so; ma, passeggiando tra le teste,
32.78 forte percossi 'l piè nel viso ad una.

32.79 Piangendo mi sgridò: «Perché mi peste?
32.80 se tu non vieni a crescer la vendetta mostra/nascondi nota in-32-80 a crescer: ad accrescere la pena in cui il dannato è incorso per il tradimento perpetrato a Montaperti (cfr. v. 106).
32.81 di Montaperti, perché mi moleste?».

32.82 E io: «Maestro mio, or qui m'aspetta,
32.83 si ch'io esca d'un dubbio per costui;
32.84 poi mi farai, quantunque vorrai, fretta». mostra/nascondi nota in-32-84 quantunque: quanto.

32.85 Lo duca stette, e io dissi a colui
32.86 che bestemmiava duramente ancora:
32.87 «Qual se' tu che così rampogni altrui?». mostra/nascondi nota in-32-87 Qual: chi.

32.88 «Or tu chi se' che vai per l'Antenora, mostra/nascondi nota in-32-88 Antenora: la seconda zona è cosi chiamata dal nome di Antenore troiano che, nel Medio Evo, si credeva avesse tradito i suoi a favore dei Greci. Caina è invece così detta dal nome di Caino, che uccise il fratello Abele.
32.89 percotendo», rispuose, «altrui le gote,
32.90 sì che, se fossi vivo, troppo fora?». mostra/nascondi nota in-32-90 se fossi vivo: se fossi vivo non l'avrei tollerato e te l'avrei fatta pagare.

32.91 «Vivo son io, e caro esser ti puote»,
32.92 fu mia risposta, «se dimandi fama,
32.93 ch'io metta il nome tuo tra l'altre note».

32.94 Ed elli a me: «Del contrario ho io brama. mostra/nascondi nota in-32-94 Del contrario: dell'oblio.
32.95 Lèvati quinci e non mi dar più lagna, mostra/nascondi nota in-32-95 lagna: fastidio.
32.96 ché mal sai lusingar per questa lama!». mostra/nascondi nota in-32-96 per questa lama: tale può dirsi il piano di Cocito, lucente e levigato.

32.97 Allor lo presi per la cuticagna, mostra/nascondi nota in-32-97 cuticagna: la parte capelluta della collottola.
32.98 e dissi: «El converrà che tu ti nomi,
32.99 o che capel qui sù non ti rimagna».

32.100 Ond'elli a me: «Perché tu mi dischiomi, mostra/nascondi nota in-32-100 Perché: per quanto mi strappi la chioma (" mi dischiomi ").
32.101 né ti dirò ch'io sia, né mosterrolti,
32.102 se mille fiate in sul capo mi tomi». mostra/nascondi nota in-32-102 mi tomi: mi cadi sul capo (cfr. c. XVI, 63).

32.103 Io avea già i capelli in mano avvolti,
32.104 e tratto glien'avea più d'una ciocca,
32.105 latrando lui con li occhi in giù raccolti, mostra/nascondi nota in-32-105 latrando lui: mentre lui urlava come un cane.

32.106 quando un altro gridò: «Che hai tu, Bocca? mostra/nascondi nota in-32-106 Bocca: è Bocca degli Abati, il quale, combattendo a fianco dei Guelfi a Montaperti, si macchiò di tradimento, poiché tagliò la mano del portainsegne della cavalleria fiorentina. In conseguenza di ciò, vista cadere la propria insegna, i Guelfi si sbandarono e volsero in fuga.
32.107 non ti basta sonar con le mascelle,
32.108 se tu non latri? qual diavol ti tocca?».

32.109 «Omai», diss'io, «non vo' che più favelle,
32.110 malvagio traditor; ch'a la tua onta
32.111 io porterò di te vere novelle». mostra/nascondi nota in-32-111 novelle: notizie.

32.112 «Va via», rispuose, «e ciò che tu vuoi conta;
32.113 ma non tacer, se tu di qua entro eschi,
32.114 di quel ch'ebbe or così la lingua pronta.

32.115 El piange qui l'argento de' Franceschi: mostra/nascondi nota in-32-115 El piange: è Buoso da Duera o Dovera, signore di Cremona. Nel 1265 avrebbe dovuto contrastare il passo a Carlo d'Angiò presso Parma; ma preferì accettare il denaro, che i Francesi gli offrivano, e ritirarsi.
32.116 "Io vidi", potrai dir, "quel da Duera
32.117 là dove i peccatori stanno freschi".

32.118 Se fossi domandato "Altri chi v'era?", mostra/nascondi nota in-32-118 Se fossi domandato: se ti si domandasse.
32.119 tu hai dallato quel di Beccheria mostra/nascondi nota in-32-119 quel di Beccheria: è Tesauro di Beccheria, abate di Vallombrosa e legato pontificio in Toscana, che, accusato di aver cospirato coi ghibellini, dopo il 1258, per la loro restaurazione in Firenze, fu condannato al taglio della gola ( " gorgiera " ).
32.120 di cui segò Fiorenza la gorgiera.

32.121 Gianni de' Soldanier credo che sia mostra/nascondi nota in-32-121 Gianni de' Soldanier: fiorentino e ghibellino, durante il governo dei due frati gaudenti (cfr. c. XXIII, 103 e n. 104) del 1266, si fece capo del popolo per fini personali e a danno del suo partito.
32.122 più là con Ganellone e Tebaldello, mostra/nascondi nota in-32-122 Ganellone: è Gano di Maganza, il famoso traditore, colpevole della rotta di Roncisvalle. Tebaldello è un faentino della famiglia Zambrasi, il quale, il 13 novembre 1280 sul far dell'alba (" quando si dormía "), apri le porte della sua città ai Geremei di Bologna, per vendicarsi della burla subita ad opera dei Lambertazzi, i quali vivevano da sei anni rifugiati in Faenza.
32.123 ch'aprì Faenza quando si dormia».

32.124 Noi eravam partiti già da ello, mostra/nascondi nota in-32-124 da ello: da lui.
32.125 ch'io vidi due ghiacciati in una buca,
32.126 sì che l'un capo a l'altro era cappello; mostra/nascondi nota in-32-126 era cappello: era poggiato sull'altro.

32.127 e come 'l pan per fame si manduca, mostra/nascondi nota in-32-127 si manduca: si mangia (cfr. lat. manducare).
32.128 così 'l sovran li denti a l'altro pose mostra/nascondi nota in-32-128 'l sovran: quello posto sopra, che " era cappello ".
32.129 là 've 'l cervel s'aggiugne con la nuca:

32.130 non altrimenti Tideo si rose mostra/nascondi nota in-32-130 non altrimenti: Tideo, ferito da Menalippo alla guerra dei sette contro Tebe, e fattosi consegnare da Capaneo la testa di quello, ne rose le tempie, non altrimenti da come quello ( " che quei " ) faceva con il teschio e il resto.
32.131 le tempie a Menalippo per disdegno,
32.132 che quei faceva il teschio e l'altre cose.

32.133 «O tu che mostri per sì bestial segno
32.134 odio sovra colui che tu ti mangi,
32.135 dimmi 'l perché», diss'io, «per tal convegno, mostra/nascondi nota in-32-135 convegno: patto.

32.136 che se tu a ragion di lui ti piangi,
32.137 sappiendo chi voi siete e la sua pecca,
32.138 nel mondo suso ancora io te ne cangi, mostra/nascondi nota in-32-138 te ne cangi: io te ne ricambi.

32.139 se quella con ch'io parlo non si secca». mostra/nascondi nota in-32-139 se quella: se la mia lingua.




Li occhi di Beatrice, ch'eran fermi | sovra me, come pria, di caro assenso | al mio disio certificato fermi.   •   Paradiso, Canto 9, Verso 18

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