Inferno : Canto 24

24.1 In quella parte del giovanetto anno mostra/nascondi nota in-24-1 giovanetto: cominciato da poco, tra il 21 gennaio e il 21 febbraio, quando il sole rinforza (" tempra ") i suoi raggi (" i crin "), trovandosi sotto la costellazione dell'Acquario e già le notti si avviano (" sen vanno ") a durare la metà esatta del giorno (" al mezzo dí "); il che accade il giorno dell'equinozio di primavera (21 marzo).
24.2 che 'l sole i crin sotto l'Aquario tempra
24.3 e già le notti al mezzo dì sen vanno,

24.4 quando la brina in su la terra assempra mostra/nascondi nota in-24-4 assempra: imita l'aspetto che offre la neve ( " sorella bianca " ), ma per poco tempo, che la " penna " con cui la brina disegna i suoi bianchi arabeschi si stempera al primo raggio di sole.
24.5 l'imagine di sua sorella bianca,
24.6 ma poco dura a la sua penna tempra,

24.7 lo villanello a cui la roba manca, mostra/nascondi nota in-24-7 la roba: il foraggio per nutrire il bestiame.
24.8 si leva, e guarda, e vede la campagna
24.9 biancheggiar tutta; ond'ei si batte l'anca,

24.10 ritorna in casa, e qua e là si lagna,
24.11 come 'l tapin che non sa che si faccia;
24.12 poi riede, e la speranza ringavagna, mostra/nascondi nota in-24-12 riede: torna ad uscire e ripone nell'animo la speranza. Le gavagne sono delle grosse ceste usate dai contadini.

24.13 veggendo 'l mondo aver cangiata faccia
24.14 in poco d'ora, e prende suo vincastro, mostra/nascondi nota in-24-14 vincastro: verga flessibile, per guidare il gregge.
24.15 e fuor le pecorelle a pascer caccia.

24.16 Così mi fece sbigottir lo mastro mostra/nascondi nota in-24-16 lo mastro: il maestro, Virgilio.
24.17 quand'io li vidi sì turbar la fronte,
24.18 e così tosto al mal giunse lo 'mpiastro; mostra/nascondi nota in-24-18 lo 'mpiastro: il rimedio.

24.19 ché, come noi venimmo al guasto ponte, mostra/nascondi nota in-24-19 guasto ponte: il ponte crollato.
24.20 lo duca a me si volse con quel piglio
24.21 dolce ch'io vidi prima a piè del monte.

24.22 Le braccia aperse, dopo alcun consiglio
24.23 eletto seco riguardando prima mostra/nascondi nota in-24-23 eletto seco: scelto tra sè il partito più conveniente.
24.24 ben la ruina, e diedemi di piglio.

24.25 E come quei ch'adopera ed estima, mostra/nascondi nota in-24-25 adopera ed estima: agisce e pensa a ciò che deve fare, sì che pare che sempre si premunisca ( " si proveggia " ).
24.26 che sempre par che 'nnanzi si proveggia,
24.27 così, levando me sù ver la cima

24.28 d'un ronchione, avvisava un'altra scheggia mostra/nascondi nota in-24-28 avvisava: valutava con l'occhio.
24.29 dicendo: «Sovra quella poi t'aggrappa;
24.30 ma tenta pria s'è tal ch'ella ti reggia».

24.31 Non era via da vestito di cappa, mostra/nascondi nota in-24-31 da vestito di cappa: possibile per gli ipocriti, ricoperti delle loro cappe di piombo.
24.32 ché noi a pena, ei lieve e io sospinto,
24.33 potavam sù montar di chiappa in chiappa. mostra/nascondi nota in-24-33 di chiappa in chiappa: di sporgenza in sporgenza, che offrisse un facile appiglio.

24.34 E se non fosse che da quel precinto
24.35 più che da l'altro era la costa corta, mostra/nascondi nota in-24-35 era la costa corta: poiché il fondo di Malebolge è tutto in pendenza verso l'abisso, gli argini di ogni bolgia risultano più alti dal lato verso la bolgia precedente e più bassi verso quella seguente. Dante sale la parete scoscesa che cinge (" precinto ") la sesta bolgia e immette nella settima.
24.36 non so di lui, ma io sarei ben vinto.

24.37 Ma perché Malebolge inver' la porta
24.38 del bassissimo pozzo tutta pende,
24.39 lo sito di ciascuna valle porta mostra/nascondi nota in-24-39 lo sito: la posizione.

24.40 che l'una costa surge e l'altra scende;
24.41 noi pur venimmo al fine in su la punta mostra/nascondi nota in-24-41 pur : finalmente.
24.42 onde l'ultima pietra si scoscende.

24.43 La lena m'era del polmon sì munta
24.44 quand'io fui sù, ch'i' non potea più oltre,
24.45 anzi m'assisi ne la prima giunta. mostra/nascondi nota in-24-45 ne la prima giunta: appena giunto in cima.

24.46 «Omai convien che tu così ti spoltre», mostra/nascondi nota in-24-46 ti spoltre: ti spoltrisca, abbandoni la pigrizia.
24.47 disse 'l maestro; «ché, seggendo in piuma, mostra/nascondi nota in-24-47 seggendo: stando adagiati.
24.48 in fama non si vien, né sotto coltre;

24.49 sanza la qual chi sua vita consuma,
24.50 cotal vestigio in terra di sé lascia, mostra/nascondi nota in-24-50 vestigio: segno, ricordo.
24.51 qual fummo in aere e in acqua la schiuma.

24.52 E però leva sù: vinci l'ambascia
24.53 con l'animo che vince ogne battaglia,
24.54 se col suo grave corpo non s'accascia. mostra/nascondi nota in-24-54 grave corpo: corpo appesantito dalla materia.

24.55 Più lunga scala convien che si saglia; mostra/nascondi nota in-24-55 si saglia: si salga.
24.56 non basta da costoro esser partito.
24.57 Se tu mi 'ntendi, or fa sì che ti vaglia». mostra/nascondi nota in-24-57 ti vaglia: ti valga.

24.58 Leva'mi allor, mostrandomi fornito mostra/nascondi nota in-24-58 Leva'mi: mi levai:.
24.59 meglio di lena ch'i' non mi sentìa;
24.60 e dissi: «Va, ch'i' son forte e ardito».

24.61 Su per lo scoglio prendemmo la via,
24.62 ch'era ronchioso, stretto e malagevole,
24.63 ed erto più assai che quel di pria. mostra/nascondi nota in-24-63 ed erto: più difficile da attraversare che quello situato a cavallo della quinta bolgia.

24.64 Parlando andava per non parer fievole; mostra/nascondi nota in-24-64 Parlando andava: procedevo conversando, per non parere troppo debole.
24.65 onde una voce uscì de l'altro fosso,
24.66 a parole formar disconvenevole. mostra/nascondi nota in-24-66 disconvenevole: incapace di articolar parole.

24.67 Non so che disse, ancor che sovra 'l dosso mostra/nascondi nota in-24-67 ancor che: sebbene mi trovassi sul punto centrale (" dosso ") del ponte ( " de l'arco ").
24.68 fossi de l'arco già che varca quivi;
24.69 ma chi parlava ad ire parea mosso. mostra/nascondi nota in-24-69 ad ire: sembrava spinto all'ira e perciò la sua voce non articolava bene le parole (cfr. v. 66).

24.70 Io era vòlto in giù, ma li occhi vivi
24.71 non poteano ire al fondo per lo scuro;
24.72 per ch'io: «Maestro, fa che tu arrivi

24.73 da l'altro cinghio e dismontiam lo muro; mostra/nascondi nota in-24-73 cinghio : l'argine della bolgia.
24.74 ché, com'i' odo quinci e non intendo, mostra/nascondi nota in-24-74 odo: percepisco, ma non comprendo; così spingo giù lo sguardo, ma non distinguo.
24.75 così giù veggio e neente affiguro».

24.76 «Altra risposta», disse, «non ti rendo
24.77 se non lo far; ché la dimanda onesta mostra/nascondi nota in-24-77 onesta : giusta.
24.78 si de' seguir con l'opera tacendo».

24.79 Noi discendemmo il ponte da la testa
24.80 dove s'aggiugne con l'ottava ripa, mostra/nascondi nota in-24-80 l'ottava ripa: l'argine fra la settima e l'ottava bolgia.
24.81 e poi mi fu la bolgia manifesta:

24.82 e vidivi entro terribile stipa mostra/nascondi nota in-24-82 stipa: massa imponente e confusa.
24.83 di serpenti, e di sì diversa mena mostra/nascondi nota in-24-83 mena : comportamento.
24.84 che la memoria il sangue ancor mi scipa. mostra/nascondi nota in-24-84 scipa: sciupa, guasta, come al c. VII, 21. Cioè: lo spaventoso ricordo fa guastare il sangue.

24.85 Più non si vanti Libia con sua rena;
24.86 ché se chelidri, iaculi e faree mostra/nascondi nota in-24-86 chelidri, iaculi e faree: con " cencri " e " anfisibena " sono nomi di serpenti desunti da Lucano (cfr. Farsaglia IX, 700 e segg.).
24.87 produce, e cencri con anfisibena,

24.88 né tante pestilenzie né sì ree
24.89 mostrò già mai con tutta l'Etiopia
24.90 né con ciò che di sopra al Mar Rosso èe. mostra/nascondi nota in-24-90 di sopra al Mar Rosso èe: è di sopra al Mar Rosso: l'Arabia, anch'essa desertica e infestata da serpenti.

24.91 Tra questa cruda e tristissima copia mostra/nascondi nota in-24-91 copia: l'intricata massa dei serpenti.
24.92 correan genti nude e spaventate,
24.93 sanza sperar pertugio o elitropia: mostra/nascondi nota in-24-93 pertugio o elitropia: un anfratto ove rifugiarsi o la famosa pietra filosofale (" elitropia ") che si credeva rendesse invisibili.

24.94 con serpi le man dietro avean legate;
24.95 quelle ficcavan per le ren la coda
24.96 e 'l capo, ed eran dinanzi aggroppate.

24.97 Ed ecco a un ch'era da nostra proda, mostra/nascondi nota in-24-97 da nostra proda: presso l'argine sul quale noi eravamo.
24.98 s'avventò un serpente che 'l trafisse
24.99 là dove 'l collo a le spalle s'annoda.

24.100 Né O sì tosto mai né I si scrisse, mostra/nascondi nota in-24-100 Né O sì tosto mai né I: la O e la I sono le vocali più rapide a scriversi.
24.101 com'el s'accese e arse, e cener tutto
24.102 convenne che cascando divenisse;

24.103 e poi che fu a terra sì distrutto,
24.104 la polver si raccolse per sé stessa, mostra/nascondi nota in-24-104 per sé stessa: per un moto spontaneo ed improvviso (" di butto ") ritornò nella forma di prima (" in quel medesmo ").
24.105 e 'n quel medesmo ritornò di butto.

24.106 Così per li gran savi si confessa mostra/nascondi nota in-24-106 per li gran savi: dai sapienti si attesta (" si confessa "); e tra questi soprattutto Ovidio, al quale Dante si ispira (cfr. Metamorfosi, XV, 392 e segg.): ma, della Fenice, uccello leggendario, si legge anche in Plinio e in Brunetto Latini.
24.107 che la fenice more e poi rinasce,
24.108 quando al cinquecentesimo anno appressa;

24.109 erba né biado in sua vita non pasce,
24.110 ma sol d'incenso lagrime e d'amomo, mostra/nascondi nota in-24-110 amomo: è sostanza aromatica come l'incenso.
24.111 e nardo e mirra son l'ultime fasce. mostra/nascondi nota in-24-111 l'ultime fasce: quando è presso a morire, la Fenice si avvolge in spighe di nardo e mirra.

24.112 E qual è quel che cade, e non sa como, mostra/nascondi nota in-24-112 E qual è quel: l'epilettico era considerato posseduto dal demonio, oppure oppresso da altra ostruzione (" oppilazion ") " delle vie degli spiriti vitali " (Tommaseo).
24.113 per forza di demon ch'a terra il tira,
24.114 o d'altra oppilazion che lega l'omo,

24.115 quando si leva, che 'ntorno si mira
24.116 tutto smarrito de la grande angoscia
24.117 ch'elli ha sofferta, e guardando sospira:

24.118 tal era il peccator levato poscia.
24.119 Oh potenza di Dio, quant'è severa,
24.120 che cotai colpi per vendetta croscia! mostra/nascondi nota in-24-120 croscia: abbatte, fa piombare; il verbo, costruito transitivamente, ha il suo oggetto in " colpi ". " Vendetta " è la giusta punizione, come nel c. XIV, 16.

24.121 Lo duca il domandò poi chi ello era;
24.122 per ch'ei rispuose: «Io piovvi di Toscana,
24.123 poco tempo è, in questa gola fiera.

24.124 Vita bestial mi piacque e non umana,
24.125 sì come a mul ch'i' fui; son Vanni Fucci mostra/nascondi nota in-24-125 Vanni Fucci: è il figlio bastardo (perciò si definisce mulo) di Fucci dei Lazzari, pistoiese. E' qui punito tra i ladri, che non devono essere confusi con i predoni del 1° girone del VII cerchio (cfr. c. XII), perché quelli agirono con violenza, questi con malizia (cfr. v. 137 seg.).
24.126 bestia, e Pistoia mi fu degna tana».

24.127 E io al duca: «Dilli che non mucci, mostra/nascondi nota in-24-127 mucci : sgusci via.
24.128 e domanda che colpa qua giù 'l pinse;
24.129 ch'io 'l vidi uomo di sangue e di crucci». mostra/nascondi nota in-24-129 ch'io 'l vidi: l'ho conosciuto come uomo sanguinario e attaccabrighe. Dante poté conoscerlo durante la guerra contro Pisa, quando Vanni militò sotto le insegne fiorentine (1292-93).

24.130 E 'l peccator, che 'ntese, non s'infinse,
24.131 ma drizzò verso me l'animo e 'l volto,
24.132 e di trista vergogna si dipinse;

24.133 poi disse: «Più mi duol che tu m'hai colto
24.134 ne la miseria dove tu mi vedi,
24.135 che quando fui de l'altra vita tolto.

24.136 Io non posso negar quel che tu chiedi;
24.137 in giù son messo tanto perch'io fui
24.138 ladro a la sagrestia d'i belli arredi, mostra/nascondi nota in-24-138 a la sagrestia: il furto di arredi sacri e del tesoro della cappella di San Iacopo, nella cattedrale di Pistoia, fu attribuito (" apposto ") ad altri, e cioè a Rampino di Ranuccio Foresi, poi scagionato dal notaio Vanni della Monna.

24.139 e falsamente già fu apposto altrui.
24.140 Ma perché di tal vista tu non godi,
24.141 se mai sarai di fuor da' luoghi bui,

24.142 apri li orecchi al mio annunzio, e odi:
24.143 Pistoia in pria d'i Neri si dimagra; mostra/nascondi nota in-24-143 si dimagra: si spopola dei Neri cacciati dai Bianchi (maggio 1301).
24.144 poi Fiorenza rinova gente e modi. mostra/nascondi nota in-24-144 Fiorenza rinova: il I novembre 1301, per l'intervento di Carlo di Valois, la situazione politica di Firenze cambia con il ritorno al potere dei Neri e con la cacciata dei Bianchi.

24.145 Tragge Marte vapor di Val di Magra mostra/nascondi nota in-24-145 Tragge: Marte trascina dalla Lunigiana ( " Val di Magra " ) il Marchese Moroello Malaspina, che è circondato dai Bianchi, suoi nemici (" nuvoli "); con una dura battaglia si combatterà nel territorio di Pistoia (" Campo Picen "), e il Malaspina, capo dei Neri, sconfiggerà i Bianchi (" spezzerà la nebbia "). Sono avvenimenti che vanno dal 1302 al 1306.
24.146 ch'è di torbidi nuvoli involuto;
24.147 e con tempesta impetuosa e agra

24.148 sovra Campo Picen fia combattuto;
24.149 ond'ei repente spezzerà la nebbia,
24.150 sì ch'ogne Bianco ne sarà feruto.

24.151 E detto l'ho perché doler ti debbia!». mostra/nascondi nota in-24-151 perché doler ti debbia: Dante era stato Guelfo di parte Bianca.




L'acqua era buia assai più che persa; | e noi, in compagnia de l'onde bige, | intrammo giù per una via diversa.   •   Inferno, Canto 7, Verso 104

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