Inferno : Canto 21

21.1 Così di ponte in ponte, altro parlando mostra/nascondi nota in-21-1 di ponte in ponte: dal ponte della quarta bolgia a quello della quinta.
21.2 che la mia comedìa cantar non cura,
21.3 venimmo; e tenavamo 'l colmo, quando mostra/nascondi nota in-21-3 'l colmo: la parte più elevata, come in c. XIX, 128.

21.4 restammo per veder l'altra fessura mostra/nascondi nota in-21-4 fessura: la quinta bolgia.
21.5 di Malebolge e li altri pianti vani;
21.6 e vidila mirabilmente oscura.

21.7 Quale ne l'arzanà de' Viniziani mostra/nascondi nota in-21-7 arzanà: l'arsenale di Venezia.
21.8 bolle l'inverno la tenace pece
21.9 a rimpalmare i legni lor non sani, mostra/nascondi nota in-21-9 a rimpalmare: per spalmare di nuovo le loro navi colpite da avaria (" non sani "), che non possono navigare; e invece di prendere il mare ( " in quella vece ")….

21.10 ché navicar non ponno - in quella vece
21.11 chi fa suo legno novo e chi ristoppa mostra/nascondi nota in-21-11 ristoppa: tura con nuova stoppa le falle delle fiancate.
21.12 le coste a quel che più viaggi fece;

21.13 chi ribatte da proda e chi da poppa; mostra/nascondi nota in-21-13 ribatte: ribadisce le parti inchiodate.
21.14 altri fa remi e altri volge sarte; mostra/nascondi nota in-21-14 volge sarte: attorciglia le sartie, chi attoppa la vela minore (" terzeruolo "), chi la maggiore (" artimon ").
21.15 chi terzeruolo e artimon rintoppa -;

21.16 tal, non per foco, ma per divin'arte,
21.17 bollia là giuso una pegola spessa, mostra/nascondi nota in-21-17 pegola: pece (cfr. impegolare), che imbrattava con la sua viscosità (" 'nviscava ").
21.18 che 'nviscava la ripa d'ogne parte.

21.19 I' vedea lei, ma non vedea in essa mostra/nascondi nota in-21-19 I' vedea lei: io vedevo la pece, ma non vi scorgevo altro che (" mai che ") le bolle.
21.20 mai che le bolle che 'l bollor levava,
21.21 e gonfiar tutta, e riseder compressa. mostra/nascondi nota in-21-21 riseder: riabbassarsi di livello.

21.22 Mentr'io là giù fisamente mirava,
21.23 lo duca mio, dicendo «Guarda, guarda!», mostra/nascondi nota in-21-23 Guarda, guarda!: bada, bada!.
21.24 mi trasse a sé del loco dov'io stava.

21.25 Allor mi volsi come l'uom cui tarda mostra/nascondi nota in-21-25 l'uom cui tarda: l'uomo ansioso di vedere (" cui tarda di veder ") ciò che gli é necessario (" convien ") evitare e al quale l'improvvisa paura toglie gagliardia ( " sgagliarda " ); e che, sebbene continui a guardare (" per veder "), non indugia a fuggire.
21.26 di veder quel che li convien fuggire
21.27 e cui paura sùbita sgagliarda,

21.28 che, per veder, non indugia 'l partire:
21.29 e vidi dietro a noi un diavol nero
21.30 correndo su per lo scoglio venire. mostra/nascondi nota in-21-30 su per lo scoglio: su per il ponte ove Dante si trova.

21.31 Ahi quant'elli era ne l'aspetto fero!
21.32 e quanto mi parea ne l'atto acerbo, mostra/nascondi nota in-21-32 acerbo : crudele nell'atteggiamento (" atto ").
21.33 con l'ali aperte e sovra i piè leggero!

21.34 L'omero suo, ch'era aguto e superbo, mostra/nascondi nota in-21-34 L'omero suo: un peccatore gravava (" carcava " ) le sue spalle che erano ben rilevate e ossute, con entrambi i fianchi, e il diavolo ("quei") teneva stretto il collo dei piedi (" nerbo ").
21.35 carcava un peccator con ambo l'anche,
21.36 e quei tenea de' piè ghermito 'l nerbo.

21.37 Del nostro ponte disse: «O Malebranche, mostra/nascondi nota in-21-37 Del : dal. Malebranche : nome generico dei diavoli di questa bolgia.
21.38 ecco un de li anzian di Santa Zita! mostra/nascondi nota in-21-38 anzian di santa Zita: magistrati della Signoria di Lucca, ove era particolarmente venerata santa Zita. Si tratterebbe, stando alla testimonianza di un antico commentatore, di un certo Martino Bottaio (morto nel 1300), forse compagno in baratteria con il Bonturo nominato al v.41.
21.39 Mettetel sotto, ch'i' torno per anche mostra/nascondi nota in-21-39 sotto: sotto la pece bollente.

21.40 a quella terra che n'è ben fornita: mostra/nascondi nota in-21-40 a quella terra: alla città di Lucca che é ben fornita di barattieri.
21.41 ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; mostra/nascondi nota in-21-41 Bonturo: è Bonturo Dati, capo del partito popolare di Lucca, e famoso barattiere: la frase, quindi è ironica. Barattiere è chi trae illeciti guadagni dal pubblico denaro e chi prostituisce la giustizia. Ciò spiega il tono forense del v. seg., con la presenza del lat. " ita ".
21.42 del no, per li denar vi si fa ita». mostra/nascondi nota in-21-42 del no: per denaro il no diventa sì ("ita " : cfr. lat. ita est: é cosi).

21.43 Là giù 'l buttò, e per lo scoglio duro
21.44 si volse; e mai non fu mastino sciolto
21.45 con tanta fretta a seguitar lo furo. mostra/nascondi nota in-21-45 a seguitar lo furo: ad inseguire un ladro (cfr. lat. fur).

21.46 Quel s'attuffò, e tornò sù convolto; mostra/nascondi nota in-21-46 convolto: raccolto nelle membra e mostrando la schiena.
21.47 ma i demon che del ponte avean coperchio, mostra/nascondi nota in-21-47 avean coperchio: erano coperti dal ponte, cioè vi stavano sotto.
21.48 gridar: «Qui non ha loco il Santo Volto: mostra/nascondi nota in-21-48 Qui non ha loco: qui non c'è il Santo Volto, cioè un antico crocifisso di legno, davanti al quale i Lucchesi usavano inchinarsi, in atto somigliante a quello del dannato, tornato a galla tutto " convolto ".

21.49 qui si nuota altrimenti che nel Serchio! mostra/nascondi nota in-21-49 Serchio: fiume presso Lucca. Continua la crudele ironia del v. precedente.
21.50 Però, se tu non vuo' di nostri graffi,
21.51 non far sopra la pegola soverchio». mostra/nascondi nota in-21-51 non far: non soperchiare, non venire a galla; sì da star sopra la pece.

21.52 Poi l'addentar con più di cento raffi, mostra/nascondi nota in-21-52 raffi : uncini.
21.53 disser: «Coverto convien che qui balli,
21.54 sì che, se puoi, nascosamente accaffi». mostra/nascondi nota in-21-54 nascosamente accaffi: arraffi di nascosto qualcosa sotto la pece, come, in vita, occulti guadagni ti procurò la baratteria.

21.55 Non altrimenti i cuoci a' lor vassalli
21.56 fanno attuffare in mezzo la caldaia
21.57 la carne con li uncin, perché non galli. mostra/nascondi nota in-21-57 non galli: non galleggi.

21.58 Lo buon maestro «Acciò che non si paia
21.59 che tu ci sia», mi disse, «giù t'acquatta
21.60 dopo uno scheggio, ch'alcun schermo t'aia; mostra/nascondi nota in-21-60 dopo: dietro (cfr. lat. post) una sporgenza che ti offra riparo (" schermo ").

21.61 e per nulla offension che mi sia fatta, mostra/nascondi nota in-21-61 e per nulla offension: e per qualsiasi offesa mi possa esser fatta, non temere, che queste cose mi sono note (" conte " : cognite), e già altra volta mi trovai a simile contesa (cfr. c. IX, 22 e segg.).
21.62 non temer tu, ch'i' ho le cose conte,
21.63 perch'altra volta fui a tal baratta».

21.64 Poscia passò di là dal co del ponte; mostra/nascondi nota in-21-64 dal co: dal capo.
21.65 e com'el giunse in su la ripa sesta, mostra/nascondi nota in-21-65 ripa sesta: quella tra la quinta e la sesta bolgia.
21.66 mestier li fu d'aver sicura fronte.

21.67 Con quel furore e con quella tempesta
21.68 ch'escono i cani a dosso al poverello
21.69 che di sùbito chiede ove s'arresta, mostra/nascondi nota in-21-69 chiede: domanda l'elemosina dal punto in cui la furia dei cani l'ha costretto a fermarsi.

21.70 usciron quei di sotto al ponticello,
21.71 e volser contra lui tutt'i runcigli; mostra/nascondi nota in-21-71 runcigli : roncigli, uncini.
21.72 ma el gridò: «Nessun di voi sia fello! mostra/nascondi nota in-21-72 fello : ribaldo.

21.73 Innanzi che l'uncin vostro mi pigli,
21.74 traggasi avante l'un di voi che m'oda,
21.75 e poi d'arruncigliarmi si consigli».

21.76 Tutti gridaron: «Vada Malacoda!»; mostra/nascondi nota in-21-76 Malacoda: é il primo dei numerosi diavoli presentati da Dante in questo canto.
21.77 per ch'un si mosse - e li altri stetter fermi -,
21.78 e venne a lui dicendo: «Che li approda?». mostra/nascondi nota in-21-78 Che li approda?: che gli giova? A cosa gli serve?.

21.79 «Credi tu, Malacoda, qui vedermi
21.80 esser venuto», disse 'l mio maestro,
21.81 «sicuro già da tutti vostri schermi, mostra/nascondi nota in-21-81 schermi : ostacoli.

21.82 sanza voler divino e fato destro? mostra/nascondi nota in-21-82 destro : favorevole, propizio.
21.83 Lascian'andar, ché nel cielo è voluto
21.84 ch'i' mostri altrui questo cammin silvestro».

21.85 Allor li fu l'orgoglio sì caduto,
21.86 ch'e' si lasciò cascar l'uncino a' piedi,
21.87 e disse a li altri: «Omai non sia feruto». mostra/nascondi nota in-21-87 feruto : ferito.

21.88 E 'l duca mio a me: «O tu che siedi
21.89 tra li scheggion del ponte quatto quatto,
21.90 sicuramente omai a me ti riedi».

21.91 Per ch'io mi mossi, e a lui venni ratto;
21.92 e i diavoli si fecer tutti avanti,
21.93 sì ch'io temetti ch'ei tenesser patto; mostra/nascondi nota in-21-93 temetti ch'ei: costruzione latineggiante, come timeo ut per cui si desidera ciò che si teme; e Dante qui desidera che i diavoli mantengano la promessa del v.87. Della costruzione analoga a quella latina di timeo ne, per cui si teme una cosa indesiderata, ci sono diversi esempi nel poema (cfr. Inf. XVII, 76; XXII, 92).

21.94 così vid'io già temer li fanti
21.95 ch'uscivan patteggiati di Caprona, mostra/nascondi nota in-21-95 Caprona: castello dei Pisani, conquistato dai Fiorentini e Lucchesi nel 1289, l'anno in cui Dante combatté a Campaldino. I difensori si arresero a patto di aver salva la vita.
21.96 veggendo sé tra nemici cotanti.

21.97 I' m'accostai con tutta la persona
21.98 lungo 'l mio duca, e non torceva li occhi
21.99 da la sembianza lor ch'era non buona.

21.100 Ei chinavan li raffi e «Vuo' che 'l tocchi»,
21.101 diceva l'un con l'altro, «in sul groppone?».
21.102 E rispondien: «Sì, fa che gliel'accocchi!». mostra/nascondi nota in-21-102 accocchi: aggiusti, assesti. .

21.103 Ma quel demonio che tenea sermone
21.104 col duca mio, si volse tutto presto,
21.105 e disse: «Posa, posa, Scarmiglione!».

21.106 Poi disse a noi: «Più oltre andar per questo
21.107 iscoglio non si può, però che giace
21.108 tutto spezzato al fondo l'arco sesto. mostra/nascondi nota in-21-108 l'arco sesto: il ponte sulla sesta bolgia.

21.109 E se l'andare avante pur vi piace,
21.110 andatevene su per questa grotta; mostra/nascondi nota in-21-110 grotta: l'argine roccioso tra la quinta e la sesta bolgia.
21.111 presso è un altro scoglio che via face. mostra/nascondi nota in-21-111 che via face: che consente il passaggio. Ma è una maligna bugia.

21.112 Ier, più oltre cinqu'ore che quest'otta, mostra/nascondi nota in-21-112 Ier…: Ieri, all'ora che ne conta oltre cinque più di quest'ora (" otta "), si sono compiuti 1266 anni da che questa via fu interrotta. Il terremoto che causò le interruzioni (cfr. c. XII, 37-45) avvenne alla morte di Cristo. E poiché, secondo Dante (cfr. Conv. IV, XXIII, 10-11) Cristo morì nel suo 34° anno, quasi all'ora sesta, cioè a mezzogiorno, si ha: 1266 + 34 = 1300, giorno del Venerdì Santo, in cui comincia il viaggio oltremondano (cfr. c. I, 1). Riguardo all'ora si ha: 12 - 5 = 7. Sono cioè circa le sette del mattino; è trascorsa circa un'ora da quando Dante é giunto al ponte della quinta bolgia (cfr. c. XX 124 e n. 126).
21.113 mille dugento con sessanta sei
21.114 anni compié che qui la via fu rotta.

21.115 Io mando verso là di questi miei
21.116 a riguardar s'alcun se ne sciorina; mostra/nascondi nota in-21-116 se ne sciorina: si solleva sulla pece emergendo.
21.117 gite con lor, che non saranno rei».

21.118 «Tra'ti avante, Alichino, e Calcabrina»,
21.119 cominciò elli a dire, «e tu, Cagnazzo;
21.120 e Barbariccia guidi la decina. mostra/nascondi nota in-21-120 la decina: la squadra di dieci diavoli.

21.121 Libicocco vegn'oltre e Draghignazzo,
21.122 Ciriatto sannuto e Graffiacane
21.123 e Farfarello e Rubicante pazzo.

21.124 Cercate 'ntorno le boglienti pane; mostra/nascondi nota in-21-124 Cercate 'ntorno: controllate le bollenti panie.
21.125 costor sian salvi infino a l'altro scheggio
21.126 che tutto intero va sovra le tane». mostra/nascondi nota in-21-126 tane : bolge.

21.127 «Omè, maestro, che è quel ch'i' veggio?»,
21.128 diss'io, «deh, sanza scorta andianci soli,
21.129 se tu sa' ir; ch'i' per me non la cheggio.

21.130 Se tu se' sì accorto come suoli,
21.131 non vedi tu ch'e' digrignan li denti,
21.132 e con le ciglia ne minaccian duoli?». mostra/nascondi nota in-21-132 e con le ciglia: con l'ammiccare degli sguardi.

21.133 Ed elli a me: «Non vo' che tu paventi;
21.134 lasciali digrignar pur a lor senno,
21.135 ch'e' fanno ciò per li lessi dolenti». mostra/nascondi nota in-21-135 li lessi dolenti: i dannati bolliti nella pece.

21.136 Per l'argine sinistro volta dienno; mostra/nascondi nota in-21-136 Per l'argine sinistro: voltarono a sinistra.
21.137 ma prima avea ciascun la lingua stretta
21.138 coi denti, verso lor duca, per cenno; mostra/nascondi nota in-21-138 per cenno: come invito a dare un sonoro segnale di partenza, che non tarda a venire (v. 139).

21.139 ed elli avea del cul fatto trombetta.




que' cittadin che poi la rifondarno | sovra 'l cener che d'Attila rimase, | avrebber fatto lavorare indarno.   •   Inferno, Canto 13, Verso 149

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