Inferno : Canto 19

19.1 O Simon mago, o miseri seguaci mostra/nascondi nota in-19-1 O Simon mago: è il mago Simone di Samaria il quale, vedendo infondere lo Spirito Santo mediante l'imposizione delle mani, volle anche lui ottenere quel potere, offrendo del denaro agli Apostoli Pietro e Giovanni; per questo fu maledetto da San Pietro (cfr. Atti degli Apostoli VIII, 9 e segg.). Dal suo nome si chiamano simoniaci quelli che fanno mercato delle cose sacre, che sono puniti nella terza bolgia.
19.2 che le cose di Dio, che di bontate
19.3 deon essere spose, e voi rapaci

19.4 per oro e per argento avolterate, mostra/nascondi nota in-19-4 avolterate: adulterate; cioè corrompete e prostituite.
19.5 or convien che per voi suoni la tromba,
19.6 però che ne la terza bolgia state.

19.7 Già eravamo, a la seguente tomba, mostra/nascondi nota in-19-7 tomba: la bolgia e il ponte che l'attraversa.
19.8 montati de lo scoglio in quella parte
19.9 ch'a punto sovra mezzo 'l fosso piomba.

19.10 O somma sapienza, quanta è l'arte
19.11 che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo,
19.12 e quanto giusto tua virtù comparte! mostra/nascondi nota in-19-12 e quanto giusto: e quanto giustamente la tua virtù distribuisce le pene e i premi.

19.13 Io vidi per le coste e per lo fondo
19.14 piena la pietra livida di fóri,
19.15 d'un largo tutti e ciascun era tondo. mostra/nascondi nota in-19-15 d'un largo tutti: tutti della medesima larghezza.

19.16 Non mi parean men ampi né maggiori
19.17 che que' che son nel mio bel San Giovanni, mostra/nascondi nota in-19-17 nel mio bel San Giovanni: il Battistero di Firenze (San Giovanni) aveva, presso il fonte battesimale, quattro pozzetti per immergervi i battezzandi; ancora al tempo di Dante il Battesimo si amministrava mediante l'immersione. Dante spezzò uno di questi pozzetti per salvare un bambino che, caduto in acqua, rischiava di annegare. L'episodio avrà dato luogo a calunnie e ad accuse di sacrilegio, che il poeta si fa premura di smentire ( " e questo sia suggel ").
19.18 fatti per loco d'i battezzatori;

19.19 l'un de li quali, ancor non è molt'anni,
19.20 rupp'io per un che dentro v'annegava:
19.21 e questo sia suggel ch'ogn'omo sganni.

19.22 Fuor de la bocca a ciascun soperchiava mostra/nascondi nota in-19-22 soperchiava: sporgeva fino al polpaccio ( " al grosso " ).
19.23 d'un peccator li piedi e de le gambe
19.24 infino al grosso, e l'altro dentro stava.

19.25 Le piante erano a tutti accese intrambe;
19.26 per che sì forte guizzavan le giunte, mostra/nascondi nota in-19-26 le giunte: le giunture, che avrebbero spezzato corde di vimini (" ritorte ") e di fibre intrecciate (" strambe ").
19.27 che spezzate averien ritorte e strambe.

19.28 Qual suole il fiammeggiar de le cose unte
19.29 muoversi pur su per la strema buccia, mostra/nascondi nota in-19-29 per la strema buccia: sulla superficie esterna, come è proprio delle cose grasse (" unte ") quando bruciano.
19.30 tal era lì dai calcagni a le punte.

19.31 «Chi è colui, maestro, che si cruccia
19.32 guizzando più che li altri suoi consorti», mostra/nascondi nota in-19-32 consorti: compagni di sorte.
19.33 diss'io, «e cui più roggia fiamma succia?». mostra/nascondi nota in-19-33 più roggia: cui più rossa fiamma dà il martirio, e la fiamma più che ardere par suggere (" succia ") la untura.

19.34 Ed elli a me: «Se tu vuo' ch'i' ti porti
19.35 là giù per quella ripa che più giace, mostra/nascondi nota in-19-35 che più giace: che è meno inclinata.
19.36 da lui saprai di sé e de' suoi torti».

19.37 E io: «Tanto m'è bel, quanto a te piace: mostra/nascondi nota in-19-37 m'è bel: mi è gradito.
19.38 tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto
19.39 dal tuo volere, e sai quel che si tace». mostra/nascondi nota in-19-39 quel che si tace: anche i pensieri.

19.40 Allor venimmo in su l'argine quarto: mostra/nascondi nota in-19-40 quarto: se si calcola a partire dalla parete che limita Malebolge. E', cioè, l'argine che separa la terza dalla quarta bolgia.
19.41 volgemmo e discendemmo a mano stanca mostra/nascondi nota in-19-41 a mano stanca: a sinistra, sul fondo forato e angusto (" arto ").
19.42 là giù nel fondo foracchiato e arto.

19.43 Lo buon maestro ancor de la sua anca
19.44 non mi dipuose, sì mi giunse al rotto mostra/nascondi nota in-19-44 non mi dipuose: non mi lasciò allontanare dal suo fianco (" anca ") sino a quando mi condusse al foro (" mi giunse al rotto ") di quello che cosi piangeva con la gamba (" zanca ": cianca).
19.45 di quel che si piangeva con la zanca.

19.46 «O qual che se' che 'l di sù tien di sotto,
19.47 anima trista come pal commessa», mostra/nascondi nota in-19-47 come pal: piantata come un palo.
19.48 comincia' io a dir, «se puoi, fa motto».

19.49 Io stava come 'l frate che confessa mostra/nascondi nota in-19-49 Io stava: la mia posizione era simile a quella del frate che confessa il perfido assassino, condannato alla propagginazione, cioè ad essere interrato col capo in giù, il quale, dopo che é stato posto nella fossa (" poi ch'è fitto" ), richiama il confessore, per cui ritarda l'esecuzione (" per che la morte cessa ").
19.50 lo perfido assessin, che, poi ch'è fitto,
19.51 richiama lui, per che la morte cessa.

19.52 Ed el gridò: «Se' tu già costì ritto,
19.53 se' tu già costì ritto, Bonifazio? mostra/nascondi nota in-19-53 Bonifazio: Benedetto Caetani, papa dal 1294 al 1303, col nome di Bonifacio VIII. Il dannato che si rivolge a Dante è il pontefice Niccolò III, che si meraviglia della prematura venuta di Bonifacio (" Se' tu già costì "), e crede che gli abbia mentito " lo scritto ", cioè il libro del futuro che i dannati sono in grado di leggere. Siamo, infatti, nel 1300, e Bonifacio VIII morrà nel 1303. Tutto l'equivoco, per cui Niccolò scambia Dante con Bonifacio, dipende dal fatto che i simoniaci sono capofitti nel foro e non vedono all'esterno.
19.54 Di parecchi anni mi mentì lo scritto.

19.55 Se' tu sì tosto di quell'aver sazio mostra/nascondi nota in-19-55 Se' tu: sei tu così presto sazio di quelle ricchezze (" aver ") per le quali non esitasti a prendere con inganno la bella signora (" donna " : cfr., lat. domina), cioè la Chiesa, ed a farne scempio? L'" inganno" allude alla voce secondo la quale Bonifacio avrebbe influito sul debole Celestino V per condurlo all'abdicazione in altro luogo stigmatizzata da Dante (cfr. c. III, 59 e n.).
19.56 per lo qual non temesti tòrre a 'nganno
19.57 la bella donna, e poi di farne strazio?».

19.58 Tal mi fec'io, quai son color che stanno, mostra/nascondi nota in-19-58 quai son: come sono quelli che per non aver capito ciò che loro vien detto, restano confusi (" stanno… scornati ") e non sanno rispondere.
19.59 per non intender ciò ch'è lor risposto,
19.60 quasi scornati, e risponder non sanno.

19.61 Allor Virgilio disse: «Dilli tosto:
19.62 "Non son colui, non son colui che credi"»;
19.63 e io rispuosi come a me fu imposto.

19.64 Per che lo spirto tutti storse i piedi; mostra/nascondi nota in-19-64 storse i piedi: è l'unica manifestazione di dolore concessa a questi spiriti capovolti.
19.65 poi, sospirando e con voce di pianto,
19.66 mi disse: «Dunque che a me richiedi?

19.67 Se di saper ch'i' sia ti cal cotanto, mostra/nascondi nota in-19-67 ti cal: ti sta a cuore.
19.68 che tu abbi però la ripa corsa, mostra/nascondi nota in-19-68 però: per questo.
19.69 sappi ch'i' fui vestito del gran manto; mostra/nascondi nota in-19-69 gran manto: il manto dei pontefici (cfr. c. II, 27).

19.70 e veramente fui figliuol de l'orsa, mostra/nascondi nota in-19-70 figliuol de l'orsa: Niccolò III, al secolo Giovanni Gaetano Orsini (" dell'orsa ") fu così avido, per favorire i suoi parenti (" per avanzar li orsatti "), che, sulla terra, mise in borsa le ricchezze (" su l'avere ") e, nell'Inferno, per conseguenza cacciò sè stesso nella bolgia (" borsa ") dei simoniaci.
19.71 cupido sì per avanzar li orsatti,
19.72 che sù l'avere e qui me misi in borsa.

19.73 Di sotto al capo mio son li altri tratti mostra/nascondi nota in-19-73 tratti: trascinati. Sono i suoi predecessori.
19.74 che precedetter me simoneggiando,
19.75 per le fessure de la pietra piatti.

19.76 Là giù cascherò io altresì quando
19.77 verrà colui ch'i' credea che tu fossi mostra/nascondi nota in-19-77 colui: Bonifacio VIII. Man mano che giunge un nuovo dannato, occupa il posto dell'ultimo arrivato, con le gambe sporgenti dal foro e gli altri che lo han preceduto scendono verso il basso.
19.78 allor ch'i' feci 'l sùbito dimando.

19.79 Ma più è 'l tempo già che i piè mi cossi mostra/nascondi nota in-19-79 Ma più: il tempo di questa mia pena é più lungo di quello che toccherà a lui. Infatti Niccolò, morto nel 1280; sarà sostituito da Bonifacio nel 1303; e il nuovo simoniaco, Clemente V, giungerà nel 1314.
19.80 e ch'i' son stato così sottosopra,
19.81 ch'el non starà piantato coi piè rossi:

19.82 ché dopo lui verrà di più laida opra mostra/nascondi nota in-19-82 di più laida opra: più vergognosamente colpevole di simonia.
19.83 di ver' ponente, un pastor sanza legge, mostra/nascondi nota in-19-83 di ver' ponente: dalla Francia. Clemente V, al secolo Bertrand de Got, fu arcivescovo di Bordeaux; fu pastore " sanza legge ", simile a Giasone, di cui si legge, nel II libro dei Maccabei, che comprò da Antioco, re di Siria, il pontificato per servirsene a scopi personali. E come verso Giasone fu indulgente ed incline il re Antioco, così Filippo il Bello (" chi Francia regge " ) sarà arrendevole ( " molle " ) verso di lui, ottenendo però in cambio indegne concessioni, tra cui il trasferimento della Santa Sede in Avignone.
19.84 tal che convien che lui e me ricuopra.

19.85 Novo Iasón sarà, di cui si legge
19.86 ne' Maccabei; e come a quel fu molle
19.87 suo re, così fia lui chi Francia regge».

19.88 Io non so s'i' mi fui qui troppo folle,
19.89 ch'i' pur rispuosi lui a questo metro: mostra/nascondi nota in-19-89 metro : tono. Cioè: Niccolò ha citato il libro dei Maccabei e Dante replica sulla base del Vangelo e degli Atti degli Apostoli; e chiede: quale somma pretese Nostro Signore da San Pietro per affidargli le chiavi del Paradiso?….
19.90 «Deh, or mi dì : quanto tesoro volle

19.91 Nostro Segnore in prima da san Pietro
19.92 ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa?
19.93 Certo non chiese se non "Viemmi retro".

19.94 Né Pier né li altri tolsero a Matia mostra/nascondi nota in-19-94 Né Pier: Né Pietro, né gli altri Apostoli chiesero denaro a Mattia, quando dalla sorte fu chiamato a prendere il posto di Giuda (" l'anima ria ").
19.95 oro od argento, quando fu sortito
19.96 al loco che perdé l'anima ria.

19.97 Però ti sta, ché tu se' ben punito;
19.98 e guarda ben la mal tolta moneta mostra/nascondi nota in-19-98 guarda: conserva, custodisci (cfr. francese garder).
19.99 ch'esser ti fece contra Carlo ardito. mostra/nascondi nota in-19-99 contra Carlo ardito: Niccolò III avversò Carlo I d'Angiò, facendosi forte del denaro estorto con l'appropriazione indebita delle decime.

19.100 E se non fosse ch'ancor lo mi vieta
19.101 la reverenza delle somme chiavi mostra/nascondi nota in-19-101 somme chiavi: le chiavi di San Pietro (cfr. n. 89).
19.102 che tu tenesti ne la vita lieta,

19.103 io userei parole ancor più gravi;
19.104 ché la vostra avarizia il mondo attrista,
19.105 calcando i buoni e sollevando i pravi.

19.106 Di voi pastor s'accorse il Vangelista, mostra/nascondi nota in-19-106 s'accorse il Vangelista: San Giovanni Evangelista nell'Apocalisse raffigurò nella meretrice la Roma pagana. Dante, variando i valori simbolici, nella donna identifica la Chiesa corrotta, che estende il suo dominio sui popoli (" sopra l'acque "), disposta a fornicare (" puttaneggiar") coi potenti della terra. Le sette teste sarebbero i sette doni dello Spirito Santo o i Sacramenti, da cui la Chiesa prese vita (" nacque ") e le dieci corna sarebbero i comandamenti di Dio, che le diedero forza ( " argomento " ) finché il papa ( " suo marito " ) fu virtuoso.
19.107 quando colei che siede sopra l'acque
19.108 puttaneggiar coi regi a lui fu vista;

19.109 quella che con le sette teste nacque,
19.110 e da le diece corna ebbe argomento,
19.111 fin che virtute al suo marito piacque.

19.112 Fatto v'avete Dio d'oro e d'argento;
19.113 e che altro è da voi a l'idolatre, mostra/nascondi nota in-19-113 e che altro: e che differenza c'è tra voi e gli idolatri.
19.114 se non ch'elli uno, e voi ne orate cento?

19.115 Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,
19.116 non la tua conversion, ma quella dote mostra/nascondi nota in-19-116 quella dote: la donazione con cui Costantino cedette Roma a papa Silvestro, che fu il primo papa ricco (" ricco patre "). Lorenzo Valla, nel sec. XV, dimostrò esser falsa tale donazione, ritenuta autentica ancora ai tempi di Dante.
19.117 che da te prese il primo ricco patre!».

19.118 E mentr'io li cantava cotai note,
19.119 o ira o coscienza che 'l mordesse,
19.120 forte spingava con ambo le piote. mostra/nascondi nota in-19-120 spingava: scalciava con entrambe le piante dei piedi (" piote ").

19.121 I' credo ben ch'al mio duca piacesse,
19.122 con sì contenta labbia sempre attese mostra/nascondi nota in-19-122 labbia: aspetto (cfr. c. XIV, 67).
19.123 lo suon de le parole vere espresse.

19.124 Però con ambo le braccia mi prese;
19.125 e poi che tutto su mi s'ebbe al petto,
19.126 rimontò per la via onde discese. mostra/nascondi nota in-19-126 la via: il pendio dell'argine.

19.127 Né si stancò d'avermi a sé distretto, mostra/nascondi nota in-19-127 distretto: stretto a sè.
19.128 sì men portò sovra 'l colmo de l'arco
19.129 che dal quarto al quinto argine è tragetto. mostra/nascondi nota in-19-129 tragetto : passaggio.

19.130 Quivi soavemente spuose il carco, mostra/nascondi nota in-19-130 spuose: depose il carico.
19.131 soave per lo scoglio sconcio ed erto mostra/nascondi nota in-19-131 sconcio: impraticabile.
19.132 che sarebbe a le capre duro varco.

19.133 Indi un altro vallon mi fu scoperto. mostra/nascondi nota in-19-133 un altro vallon: la valle formata dalla quarta bolgia.




tal era io, e tal era sentito | e da Beatrice e da la santa lampa | che pria per me avea mutato sito.   •   Paradiso, Canto 17, Verso 5

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