Inferno : Canto 17

17.1 «Ecco la fiera con la coda aguzza, mostra/nascondi nota in-17-1 coda aguzza: materialmente rappresentata da una velenosa biforcazione, (cfr. v. 26) la coda di Gerione, simbolo della frode, é aguzza perché penetra (" passa ") le montagne e abbatte qualsiasi ostacolo (" rompe i muri e l'armi ").
17.2 che passa i monti, e rompe i muri e l'armi!
17.3 Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!».

17.4 Sì cominciò lo mio duca a parlarmi;
17.5 e accennolle che venisse a proda mostra/nascondi nota in-17-5 a proda: all'orlo, vicino al limite (" fin ") del margine di pietra dove avevano camminato.
17.6 vicino al fin d'i passeggiati marmi.

17.7 E quella sozza imagine di froda
17.8 sen venne, e arrivò la testa e 'l busto, mostra/nascondi nota in-17-8 arrivò : nel senso etimologico di : trasse a riva la testa e il busto.
17.9 ma 'n su la riva non trasse la coda. mostra/nascondi nota in-17-9 non trasse: la coda resta nascosta nella voragine, come nascosta é l'insidia contenuta nella frode.

17.10 La faccia sua era faccia d'uom giusto, mostra/nascondi nota in-17-10 La faccia: la frode, dunque, si presenta con un volto insospettabile, ma solo in superficie (" la pelle "); ché tutto il resto ha natura di serpente con attributi bestiali (" branche… pilose… ascelle ").
17.11 tanto benigna avea di fuor la pelle,
17.12 e d'un serpente tutto l'altro fusto;

17.13 due branche avea pilose insin l'ascelle;
17.14 lo dosso e 'l petto e ambedue le coste
17.15 dipinti avea di nodi e di rotelle. mostra/nascondi nota in-17-15 di nodi e di rotelle: simboleggiano i raggiri consueti alla frode.

17.16 Con più color, sommesse e sovraposte
17.17 non fer mai drappi Tartari né Turchi, mostra/nascondi nota in-17-17 Tartari nè Turchí: né Tartari, né Turchi eseguirono mai tessuti ("sommesse": stoffe messe sotto un ricamo). o ricami (" sovraposte " : ricami posti sopra una stoffa), con più diversi colori.
17.18 né fuor tai tele per Aragne imposte. mostra/nascondi nota in-17-18 nè fur tai tele: né furono poste sul telaio (" imposte ") tele simili (" tai " : tali) da (" per ") Aracne, o Aracne, famosa tessitrice lidia, la quale superò Minerva nell'arte del ricamo e, per vendetta, fu trasformata in ragno.

17.19 Come tal volta stanno a riva i burchi, mostra/nascondi nota in-17-19 i burchi: sorta di barche da trasporto.
17.20 che parte sono in acqua e parte in terra,
17.21 e come là tra li Tedeschi lurchi mostra/nascondi nota in-17-21 lurchi: ghiottoni (cfr. lat. lurco).

17.22 lo bivero s'assetta a far sua guerra, mostra/nascondi nota in-17-22 lo bivero: il castoro (cfr. lat. fiber o biber) si acconcia a pescare i pesci, come si credeva, immergendo la coda in acqua.
17.23 così la fiera pessima si stava
17.24 su l'orlo ch'è di pietra e 'l sabbion serra.

17.25 Nel vano tutta sua coda guizzava, mostra/nascondi nota in-17-25 Nel vano: nel vuoto della voragine.
17.26 torcendo in sù la venenosa forca mostra/nascondi nota in-17-26 la venenosa forca: la velenosa punta biforcuta.
17.27 ch'a guisa di scorpion la punta armava.

17.28 Lo duca disse: «Or convien che si torca
17.29 la nostra via un poco insino a quella
17.30 bestia malvagia che colà si corca».

17.31 Però scendemmo a la destra mammella, mostra/nascondi nota in-17-31 a la destre mammella: verso il lato destro.
17.32 e diece passi femmo in su lo stremo,
17.33 per ben cessar la rena e la fiammella. mostra/nascondi nota in-17-33 per ben cessar: per evitare il sabbione e le fiamme.

17.34 E quando noi a lei venuti semo,
17.35 poco più oltre veggio in su la rena
17.36 gente seder propinqua al loco scemo. mostra/nascondi nota in-17-36 propinqua al loco scemo: vicina al luogo mancante di riparo, aperto sulla voragine.

17.37 Quivi 'l maestro «Acciò che tutta piena
17.38 esperienza d'esto giron porti»,
17.39 mi disse, «va, e vedi la lor mena. mostra/nascondi nota in-17-39 la lor mena: la loro condizione. Sono i violenti contro l'arte, cioè gli usurai, che siedono sul sabbione ardente.

17.40 Li tuoi ragionamenti sian là corti:
17.41 mentre che torni, parlerò con questa, mostra/nascondi nota in-17-41 con questa: con la fiera, Gerione.
17.42 che ne conceda i suoi omeri forti».

17.43 Così ancor su per la strema testa mostra/nascondi nota in-17-43 la strema testa: l'orlo estremo.
17.44 di quel settimo cerchio tutto solo
17.45 andai, dove sedea la gente mesta.

17.46 Per li occhi fora scoppiava lor duolo; mostra/nascondi nota in-17-46 lor duolo: il loro dolore si manifestava in un irrefrenabile e silenzioso pianto.
17.47 è di qua, di là soccorrien con le mani
17.48 quando a' vapori, e quando al caldo suolo:

17.49 non altrimenti fan di state i cani mostra/nascondi nota in-17-49 di state: durante la calura estiva.
17.50 or col ceffo, or col piè, quando son morsi mostra/nascondi nota in-17-50 col ceffo: col muso lungo.
17.51 o da pulci o da mosche o da tafani.

17.52 Poi che nel viso a certi li occhi porsi,
17.53 ne' quali 'l doloroso foco casca,
17.54 non ne conobbi alcun; ma io m'accorsi

17.55 che dal collo a ciascun pendea una tasca
17.56 ch'avea certo colore e certo segno, mostra/nascondi nota in-17-56 certo colore e certo segno: un determinato colore e un particolare disegno.
17.57 e quindi par che 'l loro occhio si pasca. mostra/nascondi nota in-17-57 e quindi: e di quella borsa sembra che il loro occhio si sazi (" si pasca ").

17.58 E com'io riguardando tra lor vegno,
17.59 in una borsa gialla vidi azzurro mostra/nascondi nota in-17-59 vidi azzurro: una macchia di colore che aveva l'aspetto ( " faccia " ) e l'atteggiamento (" contegno ") d'un leone. E' lo stemma dei Gianfigliazzi, famiglia guelfa di parte nera.
17.60 che d'un leone avea faccia e contegno

17.61 Poi, procedendo di mio sguardo il curro, mostra/nascondi nota in-17-61 procedendo: avanzando il carro (" curro ") del mio sguardo.
17.62 vidine un'altra come sangue rossa, mostra/nascondi nota in-17-62 un'altra: la borsa mostra un'oca bianca su fondo rosso e rappresenta lo stemma degli Obriachi, famiglia ghibellina di Firenze.
17.63 mostrando un'oca bianca più che burro.

17.64 E un che d'una scrofa azzurra e grossa mostra/nascondi nota in-17-64 E un: la scrofa azzurra in campo bianco rappresenta la stemma degli Scrovegni, famiglia padovana.
17.65 segnato avea lo suo sacchetto bianco,
17.66 mi disse: «Che fai tu in questa fossa?

17.67 Or te ne va; e perché se' vivo anco,
17.68 sappi che 'l mio vicin Vitaliano mostra/nascondi nota in-17-68 sappi: temendo che Dante, vivo, possa riportare su nel mondo notizie della sua pena, l'interlocutore si vendica, annunciadogli che il suo concittadino (" vicin ") Vitaliano del Dente, podestà di Padova, lo raggiungerà presto e sederà alla sua sinistra.
17.69 sederà qui dal mio sinistro fianco.

17.70 Con questi Fiorentin son padoano:
17.71 spesse fiate mi 'ntronan li orecchi
17.72 gridando: "Vegna 'l cavalier sovrano, mostra/nascondi nota in-17-72 Vegna: è il grido dei due fiorentini che, beffardamente invocano la prossima venuta del concittadino Giovanni dei Buiamonti, detto per scherno "il cavalier sovrano" e il cui stemma reca tre caproni (" becchi ").

17.73 che recherà la tasca con tre becchi!"».
17.74 Qui distorse la bocca e di fuor trasse mostra/nascondi nota in-17-74 la lingua: lo sberleffo finale accentua il carattere bestiale del dannato.
17.75 la lingua, come bue che 'l naso lecchi.

17.76 E io, temendo no 'l più star crucciasse mostra/nascondi nota in-17-76 no 'l più star: che il restare più a lungo.
17.77 lui che di poco star m'avea 'mmonito,
17.78 torna'mi in dietro da l'anime lasse.

17.79 Trova' il duca mio ch'era salito
17.80 già su la groppa del fiero animale,
17.81 e disse a me: «Or sie forte e ardito.

17.82 Omai si scende per sì fatte scale:
17.83 monta dinanzi, ch'i' voglio esser mezzo, mostra/nascondi nota in-17-83 ch'i' voglio esser mezzo : intendo trovarmi in mezzo per preservarti dal male.
17.84 sì che la coda non possa far male».

17.85 Qual è colui che sì presso ha 'l riprezzo mostra/nascondi nota in-17-85 riprezzo: il brivido della febbre malarica (" quartana "), che ha già le unghie illividite.
17.86 de la quartana, c'ha già l'unghie smorte,
17.87 e triema tutto pur guardando 'l rezzo, mostra/nascondi nota in-17-87 pur guardando 'l rezzo: soltanto a guardare un luogo ombroso e ventilato.

17.88 tal divenn'io a le parole porte;
17.89 ma vergogna mi fé le sue minacce,
17.90 che innanzi a buon segnor fa servo forte. mostra/nascondi nota in-17-90 che innanzi: che dinanzi a un padrone coraggioso (" buon ") rende forte il servo.

17.91 I' m'assettai in su quelle spallacce; mostra/nascondi nota in-17-91 m'assettai: mi accomodai.
17.92 sì volli dir, ma la voce non venne
17.93 com'io credetti: "Fa che tu m'abbracce".

17.94 Ma esso, ch'altra volta mi sovvenne
17.95 ad altro forse, tosto ch'i' montai mostra/nascondi nota in-17-95 ad altro forse: in altre situazioni incerte.
17.96 con le braccia m'avvinse e mi sostenne;

17.97 e disse: «Gerion, moviti omai: mostra/nascondi nota in-17-97 Gerion: il Gerione mitologico aveva tre corpi e tre teste; il mostro dantesco ne ha conservato soltanto il nome.
17.98 le rote larghe e lo scender sia poco: mostra/nascondi nota in-17-98 le rote: i giri siano ampi e la discesa sia lenta.
17.99 pensa la nova soma che tu hai». mostra/nascondi nota in-17-99 nova : inconsueta.

17.100 Come la navicella esce di loco
17.101 in dietro in dietro, sì quindi si tolse; mostra/nascondi nota in-17-101 quindi: di lì.
17.102 e poi ch'al tutto si sentì a gioco, mostra/nascondi nota in-17-102 a gioco: a suo agio.

17.103 là 'v'era 'l petto, la coda rivolse,
17.104 e quella tesa, come anguilla, mosse,
17.105 e con le branche l'aere a sé raccolse.

17.106 Maggior paura non credo che fosse
17.107 quando Fetonte abbandonò li freni, mostra/nascondi nota in-17-107 Fetonte: figlio del Sole, ottenne dal padre il permesso di guidare il suo carro celeste, ma non seppe reggere i cavalli (" abbandonò li freni "), per cui il cielo, come ancora appare, si bruciò (" si cosse ") dando origine alla Via Lattea.
17.108 per che 'l ciel, come pare ancor, si cosse;

17.109 né quando Icaro misero le reni mostra/nascondi nota in-17-109 Icaro: figlio di Dedalo, volò col padre da Creta ove erano prigionieri, con l'ausilio di ali formate da penne d'uccello tenute insieme dalla cera. Il giovinetto, volando alto, si accostò troppo al sole e sentì le penne cadere (" spennar ") essendosi liquefatta la cera.
17.110 sentì spennar per la scaldata cera,
17.111 gridando il padre a lui «Mala via tieni!»,

17.112 che fu la mia, quando vidi ch'i' era mostra/nascondi nota in-17-112 che fu la mia: da collegare a " Maggior paura… ", v. I06.
17.113 ne l'aere d'ogne parte, e vidi spenta mostra/nascondi nota in-17-113 spenta: la tenebra della voragine impedisce ogni vista.
17.114 ogne veduta fuor che de la fera.

17.115 Ella sen va notando lenta lenta:
17.116 rota e discende, ma non me n'accorgo
17.117 se non che al viso e di sotto mi venta. mostra/nascondi nota in-17-117 mi venta: mi fa vento.

17.118 Io sentia già da la man destra il gorgo
17.119 far sotto noi un orribile scroscio,
17.120 per che con li occhi 'n giù la testa sporgo.

17.121 Allor fu' io più timido a lo stoscio, mostra/nascondi nota in-17-121 più timido a lo stoscio:più timoroso di saltare giù, di cadere ("stoscio"=salto, caduta).
17.122 però ch'i' vidi fuochi e senti' pianti;
17.123 ond'io tremando tutto mi raccoscio.

17.124 E vidi poi, ché nol vedea davanti,
17.125 lo scendere e 'l girar per li gran mali
17.126 che s'appressavan da diversi canti.

17.127 Come 'l falcon ch'è stato assai su l'ali,
17.128 che sanza veder logoro o uccello mostra/nascondi nota in-17-128 sanza veder: senza aver scorto una preda (" uccello ") ne il richiamo (" logoro " ) delude il falconiere che esclama : " Ohmè tu scendi ", e ritorna sconfitto (" lasso ") là donde era volato pieno di baldanza ( " isnello " ).
17.129 fa dire al falconiere «Omè, tu cali!»,

17.130 discende lasso onde si move isnello,
17.131 per cento rote, e da lunge si pone mostra/nascondi nota in-17-131 e da lunge si pone…: dal falconiere, " perché sa di averlo scontentato, tutto pieno di dispetto e di corruccio " (Torraca).
17.132 dal suo maestro, disdegnoso e fello;

17.133 così ne puose al fondo Gerione
17.134 al piè al piè de la stagliata rocca mostra/nascondi nota in-17-134 al piè al pié: proprio al piede, cioè rasente alla ripida parete rocciosa ( " rocca " ).
17.135 e, discarcate le nostre persone, mostra/nascondi nota in-17-135 discarcate: scaricate, deposte.

17.136 si dileguò come da corda cocca. mostra/nascondi nota in-17-136 cocca: la parte terminale della freccia.




così, giù d'una ripa discoscesa, | trovammo risonar quell'acqua tinta, | sì che 'n poc'ora avria l'orecchia offesa.   •   Inferno, Canto 16, Verso 104

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