Inferno : Canto 10

10.1 Ora sen va per un secreto calle, mostra/nascondi nota in-10-1 secreto calle: appartato sentiero, tra la muraglia che circonda la città ("terra"), e le tombe (" martìri ").
10.2 tra 'l muro de la terra e li martìri,
10.3 lo mio maestro, e io dopo le spalle. mostra/nascondi nota in-10-3 dopo : dietro.

10.4 «O virtù somma, che per li empi giri
10.5 mi volvi», cominciai, «com'a te piace, mostra/nascondi nota in-10-5 mi volvi: mi conduci. Ma c'è il senso del percorrere gli " empi giri ", i cerchi d'inferno.
10.6 parlami, e sodisfammi a' miei disiri.

10.7 La gente che per li sepolcri giace
10.8 potrebbesi veder? già son levati
10.9 tutt'i coperchi, e nessun guardia face». mostra/nascondi nota in-10-9 guardia face: fa la guardia.

10.10 E quelli a me: «Tutti saran serrati
10.11 quando di Iosafàt qui torneranno mostra/nascondi nota in-10-11 di Iosafàt : dalla valle di Iosafàt, presso Gerusalemme, dove si svolgerà il Giudizio Universale, dopo il quale i dannati riprenderanno il loro corpo.
10.12 coi corpi che là sù hanno lasciati.

10.13 Suo cimitero da questa parte hanno mostra/nascondi nota in-10-13 Suo : loro.
10.14 con Epicuro tutti suoi seguaci, mostra/nascondi nota in-10-14 Epicuro: filosofo greco. Gli epicurei negano l'immortalità dell'anima (" l'anima col corpo morta fanno ") e, pur non essendo eretici in senso stretto, sono tuttavia colpevoli di irreligiosità. Nel Medio Evo si accusarono di epicureismo i Ghibellini, come Dante stesso testimonierà.
10.15 che l'anima col corpo morta fanno.

10.16 Però a la dimanda che mi faci
10.17 quinc'entro satisfatto sarà tosto, mostra/nascondi nota in-10-17 quinc'entro: di qui dentro.
10.18 e al disio ancor che tu mi taci». mostra/nascondi nota in-10-18 che tu mi taci: il desiderio di vedere Farinata, qui taciuto, ma intuibile per le parole rivolte da Dante a Ciacco (cfr. c. VI, 79).

10.19 E io: «Buon duca, non tegno riposto
10.20 a te mio cuor se non per dicer poco,
10.21 e tu m'hai non pur mo a ciò disposto». mostra/nascondi nota in-10-21 non pur mo: non solo ora (cfr. c. III: 76 e 80).

10.22 «O Tosco che per la città del foco mostra/nascondi nota in-10-22 O Tosco: o toscano.
10.23 vivo ten vai così parlando onesto,
10.24 piacciati di restare in questo loco.

10.25 La tua loquela ti fa manifesto mostra/nascondi nota in-10-25 loquela: accento, inflessione della voce.
10.26 di quella nobil patria natio mostra/nascondi nota in-10-26 nobil patria: Firenze.
10.27 a la qual forse fui troppo molesto».

10.28 Subitamente questo suono uscìo mostra/nascondi nota in-10-28 Subitamente : improvvisamente questa voce proruppe.
10.29 d'una de l'arche; però m'accostai, mostra/nascondi nota in-10-29 però : perciò.
10.30 temendo, un poco più al duca mio.

10.31 Ed el mi disse: «Volgiti! Che fai?
10.32 Vedi là Farinata che s'è dritto:
10.33 da la cintola in sù tutto 'l vedrai».

10.34 Io avea già il mio viso nel suo fitto;
10.35 ed el s'ergea col petto e con la fronte
10.36 com'avesse l'inferno a gran dispitto. mostra/nascondi nota in-10-36 a gran dispitto: in dispregio (cfr. c. IX, 91).

10.37 E l'animose man del duca e pronte mostra/nascondi nota in-10-37 l'animose : incoraggianti, soccorrevoli.
10.38 mi pinser tra le sepulture a lui,
10.39 dicendo: «Le parole tue sien conte». mostra/nascondi nota in-10-39 conte: cognite, cioè chiare e non avventate (cfr. c. III, 76).

10.40 Com'io al piè de la sua tomba fui,
10.41 guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso,
10.42 mi dimandò: «Chi fuor li maggior tui?». mostra/nascondi nota in-10-42 Chi fuor…?: da quali antenati discendi?.

10.43 Io ch'era d'ubidir disideroso,
10.44 non gliel celai, ma tutto gliel'apersi;
10.45 ond'ei levò le ciglia un poco in suso; mostra/nascondi nota in-10-45 in suso: in alto. Cioè corrugò la fronte, nell'atto di ricordare.

10.46 poi disse: «Fieramente furo avversi
10.47 a me e a miei primi e a mia parte, mostra/nascondi nota in-10-47 e a miei primi e a mia parte: ai miei antenati e al mio partito, si che li cacciai per due volte (" due fiate "). Manente, detto Farinata, appartenne alla famiglia fiorentina degli Uberti e fu il baluardo del partito ghibellino; contribuì alla cacciata dei Guelfi nel 1248 e nel 1260 (battaglia di Montaperti).
10.48 sì che per due fiate li dispersi».

10.49 «S'ei fur cacciati, ei tornar d'ogne parte», mostra/nascondi nota in-10-49 S'ei: se essi furono cacciati, tornarono però dopo entrambe le sconfitte: e cioè nel 1251 e nel 1266. Ma i Ghibellini (" i vostri " ) non riuscirono a tornare più : infatti, dopo la Pasqua del 1267 persero ogni autorità politica e gli Uberti non furono più riammessi in città, neppure dopo la pacificazione del 1280.
10.50 rispuos'io lui, «l'una e l'altra fiata;
10.51 ma i vostri non appreser ben quell'arte».

10.52 Allor surse a la vista scoperchiata mostra/nascondi nota in-10-52 a la vista scoperchiata: all'apertura della tomba il cui coperchio era sollevato. "Vista" equivale a finestra (cfr. Purg. c. IX, 67).
10.53 un'ombra, lungo questa, infino al mento: mostra/nascondi nota in-10-53 un'ombra: è lo spirito di Cavalcante Cavalcanti, padre di Guido, poeta e amico di Dante.
10.54 credo che s'era in ginocchie levata.

10.55 Dintorno mi guardò, come talento
10.56 avesse di veder s'altri era meco;
10.57 e poi che 'l sospecciar fu tutto spento, mostra/nascondi nota in-10-57 'l sospecciar: il sospettare, nel senso etimologico di guardare dal basso in alto (cfr. lat. subspicere). 59 per altezza d'ingegno: per meriti intellettuali.

10.58 piangendo disse: «Se per questo cieco
10.59 carcere vai per altezza d'ingegno,
10.60 mio figlio ov'è? e perché non è teco?».

10.61 E io a lui: «Da me stesso non vegno: mostra/nascondi nota in-10-61 Da me stesso non vegno : non vengo per mio merito; c'è stato, infatti, l'intervento delle tre donne benedette.
10.62 colui ch'attende là, per qui mi mena mostra/nascondi nota in-10-62 colui: Virgilio rappresenta la ragione umana illuminata dalla verità rivelata. E la Rivelazione, invece, disdegnò Guido Cavalcanti che, come il padre, aveva fama di epicureo.
10.63 forse cui Guido vostro ebbe a disdegno».

10.64 Le sue parole e 'l modo de la pena
10.65 m'avean di costui già letto il nome; mostra/nascondi nota in-10-65 letto : rivelato.
10.66 però fu la risposta così piena. mostra/nascondi nota in-10-66 piena : decisa.

10.67 Di subito drizzato gridò: «Come?
10.68 dicesti "elli ebbe"? non viv'elli ancora?
10.69 non fiere li occhi suoi lo dolce lume?». mostra/nascondi nota in-10-69 fiere: ferisce, colpisce i suoi occhi la dolce luce (" dolce lume ") del sole?.

10.70 Quando s'accorse d'alcuna dimora mostra/nascondi nota in-10-70 dimora: indugio, esitazione.
10.71 ch'io facea dinanzi a la risposta,
10.72 supin ricadde e più non parve fora.

10.73 Ma quell'altro magnanimo, a cui posta mostra/nascondi nota in-10-73 a cui posta : a richiesta del quale mi ero arrestato (cfr. v. 22 e segg.).
10.74 restato m'era, non mutò aspetto,
10.75 né mosse collo, né piegò sua costa: mostra/nascondi nota in-10-75 costa : fianco.

10.76 e sé continuando al primo detto,
10.77 «S'elli han quell'arte», disse, «male appresa,
10.78 ciò mi tormenta più che questo letto. mostra/nascondi nota in-10-78 letto: giaciglio, costituito dalla tomba.

10.79 Ma non cinquanta volte fia raccesa mostra/nascondi nota in-10-79 Ma non cinquanta: Ma non cinquanta volte tornerà a risplendere la faccia della regina infernale…; la regina (cfr. c. IX, 44) è Proserpina, la quale si identifica con Diana, in terra, e con la Luna, in cielo. Tutta la frase vale: non passeranno cinquanta lunazioni, cioè mesi; perciò quattro anni e due mesi. E' un'allusione all'esilio di Dante, decretato nell'estate 1304, cioè dopo cinquanta mesi dall'aprile 1300, in cui inizia il viaggio oltremondano.
10.80 la faccia de la donna che qui regge,
10.81 che tu saprai quanto quell'arte pesa.

10.82 E se tu mai nel dolce mondo regge, mostra/nascondi nota in-10-82 regge: ritorni, con valore ottativo (cfr. lat. redeas).
10.83 dimmi: perché quel popolo è sì empio
10.84 incontr'a' miei in ciascuna sua legge?».

10.85 Ond'io a lui: «Lo strazio e 'l grande scempio
10.86 che fece l'Arbia colorata in rosso, mostra/nascondi nota in-10-86 l'Arbia: fiume presso Montaperti, dove il 4 settembre 1280 avvenne la battaglia sanguinosa vinta dai Ghibellini di Farinata.
10.87 tal orazion fa far nel nostro tempio». mostra/nascondi nota in-10-87 tal orazion: tali deliberazioni; per conseguenza "tempio" va inteso come città.

10.88 Poi ch'ebbe sospirando il capo mosso,
10.89 «A ciò non fu' io sol», disse, «né certo mostra/nascondi nota in-10-89 A ciò: allo " strazio " e al " grande scempio".
10.90 sanza cagion con li altri sarei mosso.

10.91 Ma fu' io solo, là dove sofferto mostra/nascondi nota in-10-91 là: là dove da ciascuno fu tollerato di distruggere Firenze; Farinata allude al concilio di Empoli, riunitosi dopo Montaperti,nel quale egli solo, si oppose ai colleghi ghibellini contro il progetto di distruggere Firenze.
10.92 fu per ciascun di tòrre via Fiorenza,
10.93 colui che la difesi a viso aperto».

10.94 «Deh, se riposi mai vostra semenza», mostra/nascondi nota in-10-94 se riposi: possa aver pace la vostra discendenza.
10.95 prega' io lui, «solvetemi quel nodo mostra/nascondi nota in-10-95 solvetemi quel nodo: scioglietemi quel dubbio.
10.96 che qui ha 'nviluppata mia sentenza.

10.97 El par che voi veggiate, se ben odo, mostra/nascondi nota in-10-97 El par: Sembra. " El " è pleonastico e sta per " ei ".
10.98 dinanzi quel che 'l tempo seco adduce,
10.99 e nel presente tenete altro modo».

10.100 «Noi veggiam, come quei c'ha mala luce, mostra/nascondi nota in-10-100 Noi veggiam: noi vediamo le cose che ci (" ne ") sono lontane, come il presbite che ha cattiva vista ("mala luce".); di tanto ancora ci illumina Iddio (" sommo duce "). Quando si avvicinano o sono presenti è vana ogni nostra facoltà. Cosi si spiega l'atteggiamento di Cavalcanti.
10.101 le cose», disse, «che ne son lontano;
10.102 cotanto ancor ne splende il sommo duce.

10.103 Quando s'appressano o son, tutto è vano
10.104 nostro intelletto; e s'altri non ci apporta,
10.105 nulla sapem di vostro stato umano.

10.106 Però comprender puoi che tutta morta
10.107 fia nostra conoscenza da quel punto mostra/nascondi nota in-10-107 da quel punto: da quando, dopo il Giudizio universale non vi sarà più futuro, ma soltanto l'eternità.
10.108 che del futuro fia chiusa la porta».

10.109 Allor, come di mia colpa compunto,
10.110 dissi: «Or direte dunque a quel caduto mostra/nascondi nota in-10-110 a quel caduto : a Cavalcanti.
10.111 che 'l suo nato è co'vivi ancor congiunto;

10.112 e s'i' fui, dianzi, a la risposta muto,
10.113 fate i saper che 'l fei perché pensava mostra/nascondi nota in-10-113 perché pensava : perché la mia mente era presa dal dubbio che mi avete sciolto.
10.114 già ne l'error che m'avete soluto».

10.115 E già 'l maestro mio mi richiamava;
10.116 per ch'i' pregai lo spirto più avaccio mostra/nascondi nota in-10-116 più avaccio: più in fretta.
10.117 che mi dicesse chi con lu' istava.

10.118 Dissemi: «Qui con più di mille giaccio:
10.119 qua dentro è 'l secondo Federico, mostra/nascondi nota in-10-119 'l secondo Federico : l'imperatore Federico II; il Cardinale è Ottaviano degli Ubaldini, simpatizzante per i Ghibellini e ritenuto miscredente.
10.120 e 'l Cardinale; e de li altri mi taccio».

10.121 Indi s'ascose; e io inver' l'antico
10.122 poeta volsi i passi, ripensando
10.123 a quel parlar che mi parea nemico. mostra/nascondi nota in-10-123 a quel parlar: alla profezia del v. 79 e segg.

10.124 Elli si mosse; e poi, così andando,
10.125 mi disse: «Perché se' tu sì smarrito?».
10.126 E io li sodisfeci al suo dimando.

10.127 «La mente tua conservi quel ch'udito
10.128 hai contra te», mi comandò quel saggio.
10.129 «E ora attendi qui», e drizzò 'l dito: mostra/nascondi nota in-10-129 attendi : fai attenzione.

10.130 «quando sarai dinanzi al dolce raggio
10.131 di quella il cui bell'occhio tutto vede, mostra/nascondi nota in-10-131 di quella: Beatrice, luminosa nella gloria celeste.
10.132 da lei saprai di tua vita il viaggio».

10.133 Appresso mosse a man sinistra il piede:
10.134 lasciammo il muro e gimmo inver' lo mezzo mostra/nascondi nota in-10-134 gimmo : andammo verso il mezzo del cerchio.
10.135 per un sentier ch'a una valle fiede, mostra/nascondi nota in-10-135 fiede: ferisce, colpisce, cioè giunge.

10.136 che 'nfin là sù facea spiacer suo lezzo. mostra/nascondi nota in-10-136 che 'nfin là sù: che faceva spiacere il suo disgustoso odore ("lezzo") fin lassù.




distante intorno al punto un cerchio d'igne | si girava sì ratto, ch'avria vinto | quel moto che più tosto il mondo cigne;   •   Paradiso, Canto 28, Verso 26

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